Riferimento: Che fatica fare il terapeuta
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complicata
Bello!:)
Se il paziente guarisce, finalmente lo psicoterapeuta si dedicherà a lavare i vetri agli automobilisti ai semafori:asd:
Ahimè col tipo di società che abbiamo oggi, i clienti non mancheranno davvero...
Grazie a tutti!:approved:
Eh, per fortuna i pazienti non leggono Matte Blanco (L'inconscio come insiemi infiniti)...
:asd::asd:
Comunque, sì, la psicoterapia è una professione impossibile. In fondo, viene praticata con la speranza costante che se ne possa fare a meno. Speranza, peraltro, che le circostanze quotidiane si incaricano costantemente di frustrare... Ma non demordo.
Buona vita
Guglielmo
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topolino06
LA PSICOTERAPIA.... BELLA PAROLA,
MA COME SI FA A LAVORARE CON PAZIENTI CHE CERCANO SOLO IL MORDI E FUGGI ED IMPEGNO POCO.---
SARANNO DIFESE, MA ....
Avete qualche strategia per arginare tutto questo o è la faccia nera del nostro mestiere?
mia curiosità: dopo aver annullato la seduta, cosa succede? Chiamano per prendere un altro appuntamento mettendo come scusa che c'è stato un imprevisto, avevano perso il treno, avevano la febbre...o come si giustificano? Oppure richiami tu? E' solo una curiosità poiché non mi occupo di clinica :)
Riferimento: Che fatica fare il terapeuta
Guarisce? che parolona:mumble:..da cosa si guarisce?
Si prende atto di alcune cose...ok....
Ma non parliamo di guarigione....
Non si va da un terapeuta con un raffreddore a chiedere un'aspirina.....si va con problemi esistenziali , con demoni interni di cui si può arrivare a prendere atto...ma dire che tutto questo passerà con la terapia mi sembra pura illusione.....Dopo anni di terapia riconosco i miei comportamenti, li vedo...li studio ma non è cambiato niente nella mia vita...onestamente....
Detto questo....mi interrogavo sul fatto che ormai è tantissimo tempo che dopo la seduta sto da schifo....ma davvero da schifo (peggio di quando entro) e mi chiedo se vale la pena per qualche ora al mese star male cosi per settimane.....
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elisa1234
Guarisce? che parolona:mumble:..da cosa si guarisce?
Si prende atto di alcune cose...ok....
Ma non parliamo di guarigione....
Non si va da un terapeuta con un raffreddore a chiedere un'aspirina.....si va con problemi esistenziali , con demoni interni di cui si può arrivare a prendere atto...ma dire che tutto questo passerà con la terapia mi sembra pura illusione.....Dopo anni di terapia riconosco i miei comportamenti, li vedo...li studio ma non è cambiato niente nella mia vita...onestamente....
Come si fa a dire che e' possibile una guarigione?
E come si fa a dire che NON e' possibile scusa?
Dipende dai casi Elisa, dal disturbo, da una marea di fattori.
Non e' una cosa che puoi escludere cosi' a priori.
E non certo perche' si va dal terapeuta con il raffreddore a chiedere un'aspirina...
Questa e' la TUA esperienza ed e' importantissima ma e' per l'appunto la TUA non quella di tutti.
Io per esempio potrei riportartene altre, tra cui la mia.
Io i cambiamenti li ho visti ad esempio.
Non lo so a pelle direi che tu non ci credi in quello che stai facendo ma magari mi sbaglio.
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elisa1234
Detto questo....mi interrogavo sul fatto che ormai è tantissimo tempo che dopo la seduta sto da schifo....ma davvero da schifo (peggio di quando entro) e mi chiedo se vale la pena per qualche ora al mese star male cosi per settimane.....
Questo te lo puo' dire solo lui/lei...parlane...
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Ciao, dipende dalle situazioni.
Se la persona non telefono più ed è un paziente all'inizio della terapia, non richiamo, perchè ritengo che sia un modo che rimanda che non c'era una reale motivazione alla terapia. Se è un paziente che seguo da un po', richiamo io, per mettere il paziente nella condizione di esplicitare le sue motivazioni rispetto la chiusura della terapia e chiudere così il rapporto in modo chiaro, lasciando la possibilità al paziente di ritornare se lo vorrà.
In alcune situazioni propongo un colloquio finale (che non faccio pagare) per dare una restituzione rispetto al percorso fatto.
Se qualcuno ha altri sugggerimenti od osservazioni li accolgo volentieri
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topolino06
LA PSICOTERAPIA.... BELLA PAROLA,
MA COME SI FA A LAVORARE CON PAZIENTI CHE CERCANO SOLO IL MORDI E FUGGI ED IMPEGNO POCO.
RICHIESTE DI DILAZIONARE APPUNTAMENTI, SEDUTE SALTATE...
APPUNTAMENTI PRESI, MA ANDATI A VUOTO, SENZA NEANCHE TELEFONARE PER DISDIRE O PER CHIARIRE L'INTENZIONE DI ABBANDONARE.
PER NON PARLARE DEI MESSAGGINI..., "NON RIESCO A CHIAMARLA..."
SCUSATE LO SFOGO, MA PENSO CI SIA SEMPRE MENO CORRETTEZZA E RISPETTO NEI RAPPORTI.
SARANNO DIFESE, MA ....
Avete qualche strategia per arginare tutto questo o è la faccia nera del nostro mestiere?
Ciao topolino,
ricordo che un po' di tempo fa si è discusso di questo argomento in una ML e molti colleghi lamentavano una situazione del tipo che tu evidenzi.
Secondo me non sono eventi casuali, e non si tratta di deprecare la mancanza di correttezza e rispetto, credo piuttosto che un punto cruciale su cui riflettere stia nell'invio.
Ad esempio, come arrivano a te i tuoi pazienti? Hai degli invianti? Se i canali sono più d'uno, come si distribuiscono gli appuntamenti saltati? Non conoscendo la tua realtà non mi vengono in mente altri elementi da scandagliare, ma le modalità di invio sono secondo me fondamentali e delicate, in quanto inducono un trasfert pre-formato e contribuiscono a strutturare la motivazione.
Se riesci a individuare qualche fattore che potrebbe essere responsabile di questi eventi potresti anche cominciare a lavorarci su.
:ciao:
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topolino06
Ciao, dipende dalle situazioni.
Se la persona non telefono più ed è un paziente all'inizio della terapia, non richiamo, perchè ritengo che sia un modo che rimanda che non c'era una reale motivazione alla terapia. Se è un paziente che seguo da un po', richiamo io, per mettere il paziente nella condizione di esplicitare le sue motivazioni rispetto la chiusura della terapia e chiudere così il rapporto in modo chiaro, lasciando la possibilità al paziente di ritornare se lo vorrà.
In alcune situazioni propongo un colloquio finale (che non faccio pagare) per dare una restituzione rispetto al percorso fatto.
Se qualcuno ha altri sugggerimenti od osservazioni li accolgo volentieri
POsso chiederti quanti pazienti hanno terminato la terapia in questi termini, e quanti son tornati?
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La risposta ai problemi di questo tipo per gli psicologi sono le strutture pubbliche,stipendio assicurato e totale libertà anche quella di non farsi vedere.Per i pazienti è meglio che imparino a non subire e a trovare persone che ti rendano infine pronto a spiccare il volo con le tue ali.In fondo gli psicologi quelli seri ti devono mettere in grado di arrangiarti da solo e a volte arrangiati è un concetto che alcuni sottintendono subito anche prima d'inziare la stanca routine della terapia,intendo coloro che amano così appassionatamente un lavoro come tutti gli altri.
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darlinda
arrangiati è un concetto che alcuni sottintendono subito anche prima d'inziare la stanca routine della terapia.
Deve essere sottinteso appunto (anche se non parlerei di ''arrangiarsi''..). Come tutto ciò che riguarda questioni strettamente legate alla tecnica e alla prassi cliniche che non sono ed è inutile che siano esplicitate totalmente al paziente che, d'altro canto, sarà certamente informato circa i modi del procedere. La questione dell'autonomia del paziente è importante per ragioni molteplici che, in ambito psicodinamico, si sottolineano particolarmente. Ma qui tocchiamo quell'ambito complesso che è rappresentato dal transfert (una dinamica emotiva che coinvolge la coppia terapeutica e non solo il paziente...vorrei portartelo all'attenzione). In un certo senso sono d'accordo con te: il paziente ha da vivere la propria vita fuori dal setting e autonomamente ma, come è possibile questo senza quel percorso faticoso che tu definisci ''stanca routine della terapia''? O, in altri termini, come si fa a spiccare quel famoso volo senza prima 'provare' almeno ad aggiustare le ali o ad imparare i fondamentali movimenti necessari per congedarsi dal nido? Credo che un pò di fiducia, solo un poco, possa essere tranquillamente dispensata.
Saluti,
Luigi
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Ovviamente chi va da qualcuno per farsi aiutare può avere un carattere debole da rinforzare e doveroso sarebbe per il professionista arrivare a farlo,ma altrove ho letto che qualcuno si fa pagare una seduta non avvenuta,in questo caso la prassi dovrebbe essere messa per iscritto su un contratto,con una clausola vessatoria,cioè la prassi medesima firmata a parte dal contraente ma siccome per legge è nulla una clausola contro una legge dello stato,questa prassi che rientra nella fattispecie dell'indebito arricchimento di una parte potrebbe comportare una causa per la restituzione dei soldi e anche una richiesta di dannni.
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Esatto, è vero.
L'alternativa sarebbe stabilire un carnet di prestazioni a pagamento anticipato, però dev'essere previsto che cosa succede in caso di mancanza di utilizzo della prestazione professionale, magari con un rimborso parziale in caso di prestazioni mancate per cause di forza maggiore.
Esempio, ti dico, sono malata, mi dài un altro appuntamento, oppure, in casi particolari, ti restituisco una parte dei soldi anticipati.
In ogni caso, le possibilità che un contratto così sia nullo per contrarietà alla legge o agli usi, sono molte.
Quello che purtroppo manca, nel rapporto paziente-terapeuta, è un contratto standard,scritto, magari preparato da associazioni di categoria e giuristi, dove le possibilità di variazione siano ridotte al minimo.
Invece il rapporto, almeno nella mia esperienza, è meramente verbale, quindi nelle mani della parte più forte..
questo non è per fare polemica, eh, è la realtà.
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Complicata un medico interessato al soldo non va bene,cambialo!Che ne trovi di meglio!Ti ci sei innamorata o ti ricorda la mamma?
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Ma il pagamento di una seduta saltata non e' una mera questione economica....il discorso e' gia' stato abbondantemente affrontato mi pare...
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Certamente una seduta saltata è una questione di rispetto,questo lo sa anche la mia dentista.
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No, forse non mi sono spiegata...c'e' in ballo un discorso di terapeuticita'....