Originalmente inviato da
Char_Lie
Sono d'accordo perfettamente con te, quello che contesto è poi voler estrapolare osservazioni generali dal particolare, come quelle ben note della teoria iniziale di Freud "inconsciamente ogni soggetto vuole avere relazioni sessuali con la madre" visto che lui provava questi sentimenti verso la madre consciamente o credeva di provarli, la biografia era la sua, perciò sua restava. Cose del genere poi vanno giustificate, va chiarito cosa si intende dire, e devono essere fornite delle prove, non si può dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, bisogna pur decidersi, la vostra pratica è un'arte, una forma di filosofia morale o una scienza? Produce soprattutto cultura o pretende di produrre conoscenza?
Se si vuole affermare qualcosa in generale e non produrre tele, dipinti, romanzi e poesie, bisogna pur confrontarsi con certe forme di riproducibilità di effetti, almeno per provare la validità e la verosimiglianza della verità degli asserti che si vuole andare ad affermare, insomma è necessario confrontarsi con forme di validazione e non inventarsele di sana pianta in maniera tale che sia impossibile falsificare a monte quel che si dice.
In arte, nell'ambito sprattutto della critica, ed in ambito morale non esistono vincoli oggettivi o di efficacia, sono tutte costruzioni sociali in evoluzione ed è chiaro a tutti che non si riescirà mai nemmeno a definire cosa sia un oggetto artistico o la vera morale perché spesso queste definizioni possono produrre reazioni sociali, ma teorie come quella di Newton ad esempio, con tutti i limiti che ora conosciamo meglio, continuano a permettere di produrre ancora oggi tecniche efficaci che è possibile utilizzare praticamente in ambito ingegneristico e dinamico.
In contesti umanistici è inevitabile constatare che si inseriscano forme di relativismo più o meno radicali, ma in ambito scientifico (un ambito che pretende produrre conoscenza e non solo cultura) i vincoli ci sono, è inutile far finta di nulla. La scienza può produrre solo tecnica, il resto della cultura spesso anche finalità, la scienza può suggerirci solo come andare in un posto e se si può arrivarci con certi mezzi, ma non dove andare. Se la psicoanalisi vuol produrre anche un senso che dovrebbe essere preferibile percorrere non è di sicuro una scienza. La scienza può costruire delle risposte di una certa forma per certe domande, non dirci se sia preferibile o meno dare una risposta a queste domande, se sia moralmente accettabile far qualcosa e così via, in questi casi si sfocia in ambito addirittura politico, e qui è giusto che non esista sistematizzazione di sorta oggettiva, lo scontro è aperto, ognuno farà il suo gioco per accaparrarsi potere e cercare di dare all'esistenza la direzione che preferisce davvero con tutti i mezzi di cui dispone. Certo qui può inserirsi anche un dibattito che coinvolge lo stanziamento di risorse perché certi gruppi sociali più o meno estesi possono cercare di impedire lo sviluppo di certi tipi di tecniche e tecnologie per difendere i propri interessi, ma queste questioni e problemi aperti riguardo alla direzione ed alle forme che dovrebbe assumere la società, la famiglia, la sessualità, non le può risolvere alcuna scienza secondo me a meno che non ci si sia messi già d'accordo su quali siano gli scopi da perseguire, io da quello che ho osservato ci sono preferenze individuali in conflitto con altre preferenze individuali. La tecnica si può stabilire oggettivamente se funziona o meno in conformità a degli scopi, che gli scopi ci interessino o meno, che ci interessi conseguirli adoperandola e così via, credo che nessuna scienza possa darci risposte adeguate a queste domande di senso. Se la psicoanalisi è una pratica che vuol costruire un senso privilegiato, non è una scienza.
La scienza può dare risposte sul come sono fatte e come possono essere modificate le cose e non dirci come dovrebbero essere fatte o come dovrebbero essere modificate.
Spesso si vuole applicare un relativismo radicale là dove non lo si può applicare, viceversa si vogliono applicare forme di assolutismo là dove non può che regnare il relativismo.
E' questo secondo me l'errore di base.
Saluti