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Riferimento: Prova: Caso Clinico
vi posto la mia versione...che cavolo di caso. più di due ore per farlo e non ho svolto tutti i punti. speriamo non ne capiti uno così.
Matteo, 19 anni, si presenta al colloquio con lo psicologo su richiesta insistente della madre preoccupata dal comportamento che il figlio sta avendo negli ultimi mesi.
Sarebbe opportuno sondare la motivazione intrinseca del ragazzo ad intraprendere un possibile percorso terapeutico e riuscire a capire quali sarebbero le eventuale aspettative del ragazzo in questo tipo di percorso
Per le finalità diagnostiche richieste farò riferimento al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM 4-tr).
I sintomi di interesse diagnostico riferiti dalla madre riguardanti Matteo riportati nel testo sono:
-forti sbalzi di umore e di ira
-il ragazzo sembra sempre arrabbiato e intollerante
-spende molti soldi
-cambia spesso fidanzata
-a scuola ha risultati scarsi, con molte assenze
-ha rapporti instabili con i compagni
-è sempre in giro.
Inoltre, durante il colloquio il ragazzo appare disinteressato, risponde in maniera aggressiva alla madre ed è provocatorio nei confronti del terapeuta.
In base alla sintomatologia descritta, in via del tutto ipotetica e provvisoria, si potrebbe ipotizzare un disturbo borderline di personalità.
Si potrebbe anche ipotizzare un disturbo antisociale di personalità, ma dal testo non emerge se il ragazzo ha messo in atto comportamenti illegali, se è disonesto, mentitore , irresponsabile.
Per avere una eventuale conferma a questa mia diagnosi riterrei opportuno procedere con l’indagare particolari aspetti che non sono emersi dal testo
Dal momento che il cambiamento nei comportamenti e negli atteggiamenti di matteo si è verificato da qualche mese, sarebbe opportuno indagare perché proprio adesso la madre ha deciso di rivolgersi ad un esperto. Ci sono forse state esarcebazioni negli ultimi giorni o nell’ultimo mese?
Sulla base delle informazioni presenti nel testo, esclude
La sintomatologia riportata dalla madre necessita a mio avviso di ulteriori approfondimenti che si potrebbero svolgere attraverso una serie di colloqui (3-4) con il ragazzo in assenza della madre, se matteo risultasse consenziente ad intraprenderli.
Innanzitutto riterrei fondamentale capire se è la prima volta che matteo presenta questi tipi di atteggiamenti e se eventualmente è stata intrapreso un percorso terapeutico; inoltre importante sarebbe verificare se c’è stato un evento concomitante con il cambiamento del comportamento del ragazzo; se il suo comportamento intollerante, arrabbiato e iroso si manifesta solo in determinate circostanze oppure se è sempre presente.verso chi viene diretta la sua ira. passato il momenti d’ira e di arrabbiatura, si sente a disagio o pentito per quello che può aver detto o fatto? Mette in atto comportamenti violenti?
I suoi sbalzi di umore si verificano in determinati momenti della giornata? Inoltre, in che cosa spende i soldi?come riesce ad avere i soldi visto che risulta non lavorare? Quante ragazze ha cambiato negli ultimi mesi? Ha delle amicizie stabili al di fuori del contesto scolastico? Ha mai avuto una relazione sentimentale significativa? Dove passa il tempo quando va in giro?
Da indagare ulteriormente anche il contesto scolastico: come è stato finora il suo percorso di studi? È mai stato bocciato? Aveva dei buoni rapporti con i compagni precedentemente? Teneva allo studio oppure ha sempre avuto questo atteggiamento di disinteresse?
Altra area di particolare interesse che meriterebbe a mio avviso di essere indagata è quella riguardante le relazioni familiari.
Che cosa intende matteo quando dice che “la madre gli sta troppo addosso”? si sente forse controllato da lei? Ha sempre avuto questo atteggiamento nei confronti del figlio oppure solo in questi ultimi mesi?
Con la frase”voglio vivere la mia vita come mi pare” cosa intende? Cosa vorrebbe fare che gli viene impedito? Ha dei progetti particolari per il suo futuro che forse la madre non condivide?
La sorella maggiore viene definita “perfetta” da Matteo, ma in cosa lo è secondo lui?
Sarebbe opportuno sondare la relazione di matteo con la sorella, se vi è complicità fra i due oppure rivalità, cosa fa la sorella (studia o lavora), ha sempre avuto la sensazione che lei sia migliore di lui agli occhi della madre?
La figura paterna viene solo menzionata all’ultimo; la madre riferisce che sono divorziati da diversi anni: quanti nella precisione?
Come ha vissuto il ragazzo la separazione dei genitori? Ha avuto dei momenti di difficoltà al riguardo?
Sarebbe interessante anche sapere se matteo frequenta il padre, che tipo di rapporti ha con lui e con la sua nuova famiglia e con gli eventuali nuovi figli del padre.
Riterrei opportuno anche avvalermi di test per avere una eventuale conferma della mia ipotesi diagnostica, in particolare questo punto non lo so!
Una volta escluse possibili condizioni mediche e l’uso di sostanze che potrebbero determinare la sintomatologia, se venisse confermata la diagnosi di disturbo borderline di personalità consiglierei un invio ad un terapeuta per una possibile terapia individuale ad indirizzo psicodinamico, che permetta di elaborare le tematiche
Che stanno alla base del disturbo.
Proporrei anche una consultazione psichiatrica per una eventuale terapia farmacologica.
fatemi sapere ...ora leggo quello di psycomammma...non l'ho letto prima sennò mi avrebbe influenzato!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
brava tobbino!! schematica ( che fa tanto professionale:approved:) ma esaustiva ; hai affrontato tutti i punti da mettere in luce, secondo me...anch'io ero indecisa col borderline, ma l'ho scartata xè non ci sono le oscillazione di iperidealizzazione e svalutazione ecc...anche se ci stanno diversi sintomi..ho preferito optare x l'antisociale, mi sembrava comprendesse più criteri ma, come ho scrtto prima,, quelli del 2008 hanno messo dist.bipolare 1 con diagnosi diff. per il borderline..non so, sono un po'perplessa! comunque spero proprio che capiti un caSO più facile, più...da manuale!!!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
io ho prima riportato l'ipotesi diagnostica e la diagnosi differenziale secondo la sintomatologia presente nel testo perchè così chiedeva il compito; successivamente sono passata a fare gli approfondimenti diagnostici (tutte le domandine del cavolo...che poi credo che l' "ipotesi diagnosica psicologica" si riferisca proprio a questo).
le linee guida dell'intervento che possiamo fare in quanto psicologi...e qui ci casca il morto!
vale tutto quello detto nei giorni precedenti nel forum, quindi:
-programmare una serie di colloqui
-somministarte test
-invio ad un terapeuta ed eventuale invio ad uno psichiatra
STOP.
quello che mi lascia in dubbio è "l'ipotesi diagnostica psicologica facendo riferimento ad un modello di psicologia clinica scelta dal candidato".
io non penso che si tratti dell'eziologia del disturbo...qualcuno ha le idee piàù chiare?
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
psycomamma
buongiorno raga... ho provato il caso di matteo, ma non sono per niente soddisfatta...soprattutto x quel cavolo di diagnosi psicologica..( ???)..dunque:
si presenta al colloquio la signora manuela con il figlio matteo, 19 anni, lamentando un cambiamento negativo degli atteggiamenti del figlio; M.quindi si presenta spinto dalla madre: sarebbe opportuno quindi sondare la motivazione e l'atteggiamento del ragazzo al colloquio, e le sue aspettative verso l'incontro ed a un eventuale trattamento.
la madre riferisce negli ultimi mesi un repentino cambiamento di atteggiamenti del figlio in ogni area della sua vita: con la famiglia è sempre arrabbiato e intollerante, presenta sbalzi d'umore e scatti d'ira; nell'ambito scolastico ha iniziato ad ottenere scarsi risultati, anche a causa delle frequenti assenze, e nell'ambito dei rapporti interpersonali sembra intrattenere rapporti instabili, sia con i compagni che con le frequenti fidanzate.
alla luce dei dati riportati, non sufficienti a formulare un 'ipotetica diagnosi, sarebbe opportuno soffermarsi aqd indagare:
-le circostanze di insorgenza dei sintomi: a quando risalgono le prime manifestazioni, se ci sono stati degli antecedenti specifici, perchè si rivologono allo psicologo proprio ora, visto che la sintomatologia dura da diversi mesi
-in cosa consistono gli sbalzi d'umore e gli attacchi di ira: se sono di tipo esplosivo, e se risultano concomitanti a specifici eventi, e come sono vissuti dai familiari e dal ragazzo
-come hanno vissuto i compagni ed i professori questo cambiamento
-se c'è stata un'evoluzione nel tempo della sintomatologia
-la storia individuale e le modalità educative
-M. nel corso del colloquio assume un atteggiamento aggressivo nei confronti della madre ed oppositivo verso lo psicologo, lamentandosi del fatto che la madre gli sta troppo addosso, rivendicando la sua autonomia e dichiarando che non è "perfetto" come a sorella: a tal proposito sarebbe utile soffermarsi sui rapporti che intrattiene con la madre e la sorella: la madre confronta continuamente i due fratelli prendendo la sorella come esempio? viene incolpato per i suoi atteggiamenti? cercherei di chiarire in che modo si sente sopraffatto dalla madre, ed inoltre riterrei utile approfondire i rapporti con la figura paterna, descritto da manuela come assente e preoccupato solo della sua nuova famiglia, cercando di chiarire le modalità del divorzio fra i genitori e come questo è stato vissuto dal ragazzo.
per le finalità diagnostiche richieste faremo riferimento al DSM_IV:TR:
dai pochi dati a disposizione sembrerebbe che M. soffra di un Disturbo Antisociale di personalità ( il paz.ha almeno 18 anni, scarso controllo degli impulsi, irresponsabilità abituale come dimostrato dalle assenze a scuola e da casa,irritabilità e aggressività), differenziando da
-disturbo della condotta ( no distruzione della proprietà, frode o furto: da indagare)
-disturbo dovuto all'uso di sostanze o condizione medica
per approfondire tuttavia i pochi dati a disposizione sarebbe opportuno prospettare una serie di incontri ( 3-4) solo con il ragazzo caratterizati da colloqui ed eventuale somministrazione di test; a tal proposito proporrei un test ad ampio spettro come l'MMPI-2, prestando attenzione alle scale che presentano i valori più alti; inoltre proporrei la somministrazione di un Family Relation Test x indagare i rapporti di M.con i suoi familiari, e come questi vedano Matteo, o l'indagine familiare ad ampio spettro secondo il modello ERAAwC di L'Abate, per indagare le modalità comunicative all'interno del sistema e i rapporti con l'esterno.
inoltre richiederei un consulto con il medico di base per escludere che il disturbo sia dovuto all'uso di sostanze o a una condizione medica, e un incontro con gli insegnanti, al fine di specificare meglio il disagio.
se i dati ottenuti confermasero l'ipotesi di partenza, si potrebbe prospettare a matteo l'invio da un terapeuta per una terapia cognitivo-comportamentale x gestione degli impulsi e dell'aggressività e una terapia sistemica familiare favorire la comunicazione circolare all'interno del sistema.
ecco raga, ditemi che ne pensate..tenete conto che ho fatto il caso alle 5 stamani mentre le bimbe dormivano...ci metto 2 ore secche!
ho dei dubbi: la diagnosi differenziale va fatta dopo i test o nell'ipotesi diagnostica?potete vedere se ho fatto tutto nell'ordine giusto? inoltre: quella famosa diagnosi psicologica..mah...io non l'ho fatta..mi raccomando, ditemi tutto...non ce la faccio piùùùù...:jd:ora vado a preparare le colazioni....
innanzitutto Buongiorno...con l'ansia mi dimentico anche le buone maniere..
allora appena finito di leggere il tuo caso.
a parte la diagnosi che non concorda con la mia (anch'io ero incerta con l'antisociale)
però quello che mi ha fatto cambiare idea è l'accenno alle diverse ragazze che cambia (abbuffate sessuali??!!) e lo spendere molti soldi (tipico del borderline). questi due punti io li ho analizzati parecchio nel testo perchè per me erano significativi, mentre te non li hai approfonditi....ehm ho fatto una piccola critica, anche se non mi piace perchè non mi sento all'altezza di criticare gli altri in questo caso però propongo di mollare il buonismo e dire tutto quello che pensiamo perchè sono critiche costruttive.
quindi se pensi che abbia fatto dellle ca...te nel testo ditemelo, please.
che ne pensi?
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
allora: sempre nel 3d del 2008, una ragazza faceva proprio riferimento a quello, dicendo che lei aveva scelto il punto di visto sistemico-relazionale e riconducendo quindi i sintomi ad una disfunzione del sistema familiare con difficoltà nell'individuazione ..più o meno..quindi sembra proprio si tratti di scegliere un punto di vista eziologico! però non l'ho mai più visto, in nessun altro compito..spero che a noi non capiti!
che dici tobbino del mio svolgimento? un po'meglio di quello di ieri?voglio pareri e critiche!! giusta l'osservazione di attenersi rigorosamente alla scaletta richiesta dal compito!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
ah, dimenticavo: brava per i test...potrebbero andar bene anche per il borderline?
e la terapia cognitivo comportamentale azzeccata per l'antisociale.
per il borderline che avresti messo?
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
tobbbino
innanzitutto Buongiorno...con l'ansia mi dimentico anche le buone maniere..
allora appena finito di leggere il tuo caso.
a parte la diagnosi che non concorda con la mia (anch'io ero incerta con l'antisociale)
però quello che mi ha fatto cambiare idea è l'accenno alle diverse ragazze che cambia (abbuffate sessuali??!!) e lo spendere molti soldi (tipico del borderline). questi due punti io li ho analizzati parecchio nel testo perchè per me erano significativi, mentre te non li hai approfonditi....ehm ho fatto una piccola critica, anche se non mi piace perchè non mi sento all'altezza di criticare gli altri in questo caso però propongo di mollare il buonismo e dire tutto quello che pensiamo perchè sono critiche costruttive.
quindi se pensi che abbia fatto dellle ca...te nel testo ditemelo, please.
che ne pensi?
si, hai ragione! non li ho approfonditi più degli altri xè li ho considerati facente parte della sintomatologia al pari degli altri punti..non so se mi sono spiegata bene...ho cercato di approfondire più il sistema familiare xè secondo me una grossa parte ce l'ha la madre..magari è una fracassac...sempre a far confronti con la sorella! che dici dei test? secondo te vanno bene?
certo che dobbiamo far critiche! mancano 2 giorni!!!:sbonk::sbonk::sbonk:
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
psycomamma
si, hai ragione! non li ho approfonditi più degli altri xè li ho considerati facente parte della sintomatologia al pari degli altri punti..non so se mi sono spiegata bene...ho cercato di approfondire più il sistema familiare xè secondo me una grossa parte ce l'ha la madre..magari è una fracassac...sempre a far confronti con la sorella! che dici dei test? secondo te vanno bene?
certo che dobbiamo far critiche! mancano 2 giorni!!!:sbonk::sbonk::sbonk:
iocredo che vada benissimo il tuo, ognuno dà risalto a determinati sintomi che ritiene più importanti e coerenti con la propria ipotesi diagnostica.
per quanto riguarda i test, dai un'occhiata alla mail che ti ho mandato ora.
comunque era un cavolo di caso, peggiore di questo pochi altri.
visto che oramai ci sono provo a fare anche l'altro, che mi sembra un pò più facilino.
appena fatto lo invio.
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
tobbbino
ah, dimenticavo: brava per i test...potrebbero andar bene anche per il borderline?
e la terapia cognitivo comportamentale azzeccata per l'antisociale.
per il borderline che avresti messo?
allora..il davison riporta che i borderline sono i più difficili da curare, perchè è quasi impossibile stabilire un'alleanza xè il paziente alternativamente denigra e idealizza il terapeuta ...comunque la cogn-comportamentale va bene x arginare l'impulsività e la rabbia e insegnare strategie di gestione dello stress; poi viene citata la terapia dialettica del comportamento, fatta apposta x loro, in cui si accettano le convinzioni distorte ma si insegna a migliorare le capacità di relazione e apprendere stategie di gestione dei problemi. vai a vedere se ce l'hai pag.360, xè ci sono molti aspetti interessanti
x i test...mah..a parte mmpi e quelli x indagare le relazioni familiari non saprei..i test familiari li metterei sempre quando c'è un ragazzo giovane che vive in casa..
ohiohi finirà questo supplizio!!!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
per la terapia della depressione in generale che cosa avete messo?
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
raga scusate se sono latitante ma proprio non ce la faccio a fare tutto (devo ancora studiare bene i disturbi di personalità). Domani faccio una scaletta in cui metto il disturbo e il possibile test da fare per indagarlo. Terrore.
Ragazze ma se esce un caso tipo quello del 2004 in cui si chiede un intervento su una scuola e non un caso clinico individuale??????
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
CHIARA09
raga scusate se sono latitante ma proprio non ce la faccio a fare tutto (devo ancora studiare bene i disturbi di personalità). Domani faccio una scaletta in cui metto il disturbo e il possibile test da fare per indagarlo. Terrore.
Ragazze ma se esce un caso tipo quello del 2004 in cui si chiede un intervento su una scuola e non un caso clinico individuale??????
sinceramente tra quelli del 2004 non l'ho visto
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
tobbbino
per la terapia della depressione in generale che cosa avete messo?
ciao chiara! oggi non ce la faccio a postare il caso, ho le bimbe e nn posso fare niente..un passaggio veloce..
dunque: . terapia cognitivo-comportamentale x ristrutturazione dei pensieri disfunzionali ( terapia di beck sulle modalità disadattive di pensiero, visione negativa di se, del mondo, del futuro; terapia razionale emotiva di ellis x convinzioni irrazionali), x apprendimento abilità sociali, assertività e gestione dello stress
- terapia psicodinamica espressivo-supportiva se c'è buona capacità di insight e io integro( sennò supportiva-espressiva)
-terapia psicanalitica x conflitti rimossi ecc..ma nn la metterei!
la cognitivo-comportamentale va bene un po'x tutto...quasi tutti i disturbi hanno pensieri da ristrutturare e scarse abilità sociali da imparare, e stress da gestire...!!:skunk:
stasera ( o domani all'alba!!:jd: ti mando la mail con i test! un saluto supportivo a tutte!!!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
psycomamma
ciao chiara! oggi non ce la faccio a postare il caso, ho le bimbe e nn posso fare niente..un passaggio veloce..
dunque: . terapia cognitivo-comportamentale x ristrutturazione dei pensieri disfunzionali ( terapia di beck sulle modalità disadattive di pensiero, visione negativa di se, del mondo, del futuro; terapia razionale emotiva di ellis x convinzioni irrazionali), x apprendimento abilità sociali, assertività e gestione dello stress
- terapia psicodinamica espressivo-supportiva se c'è buona capacità di insight e io integro( sennò supportiva-espressiva)
-terapia psicanalitica x conflitti rimossi ecc..ma nn la metterei!
la cognitivo-comportamentale va bene un po'x tutto...quasi tutti i disturbi hanno pensieri da ristrutturare e scarse abilità sociali da imparare, e stress da gestire...!!:skunk:
stasera ( o domani all'alba!!:jd: ti mando la mail con i test! un saluto supportivo a tutte!!!
graziie mille stella!:approved:
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
penso che da domani farò anch'io come te...alzataccia alle cinque per studiare...se vuoi ci diamo appuntamento per quell'ora...così prepari anche a me un caffè virtuale....
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
è l'unica ora in cui posso studiare in pace!!!! quelle belve il giorno non dormono mai...via, l'ultimo sforzo..e poi venerdi pomeriggio..:summer::summer: , in qualsiasi modo sia andata (anche se mi girerebbero le scatole a ricominciare tutto daccapo!!:swear:)
ti saluto xchè stanno torturando il cane con le pistole ad acqua!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
la mia invece sta dormendo come un angioletto.....
hai visto l'sms che ti ho mandato?
p.s. povero cane....
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Ciao Ragazze, vi posto il caso della SIGNORA B. .... boh... ce provo... almeno...
Si è di fronte ad un quadro sintomatologico complesso, dove, non essendoci un invio spontaneo, potrebbe essere necessario approfondire cosa realmente pensa la paziente dell'invio propostole dal medico, e , nel caso, tentare di impostare con lei una relazione basata sulla fiducia e sull'ascolto empatico, in questo momento di crisi e difficoltà. Dai dati amnestici sappiamo che B. sta vivendo un mmento di profondo " scoraggiamento " e " solitudine " dove dominano l'apatia e l'abulia oltre che ai disturbi nel sonno nonostante l'uso di tranquillanti. B. teme di "non farcela", ha lasciato il lavoro e vede come unica soluzione il suicidio ! Questo ci potrebbe far pensare ad un ipotetico Episodio Depressivo maggiore ? se così fosse, sarebbe molto importante procedere per gradi, coinvolgendo il soggetto e indagando i rapporti con le figure significative di riferimento, in questo caso il marito perso da poco ( 6 mesi ): Potrebbe la perdita del marito e quindi l'abbandono subito farsi sentire proprio adesso ? Quali sono le dinamiche che sente di aver perso, come conduceva prima la sig.ra B la sua vita ? Potrebbe risultare utile anche indagare sulle dinamiche familiari nel suo passato : Da quanto tempo ha perso suo padre ? Come ha vissuto tale perdita ? I rapporti con la sua famiglia di origine come erano ? La mamma di lei era sempre stata presente, e in che modo ?
La sig.ra B. riferisce inoltre della figlia di 7 anni, la quale in questo momento delicato richiede la sua attenzione e presenza ... forse mostrandole proprio le sue stesse paure ? E' per questo che chiede se anche lei può aver bisogno di un aiuto ? Se così fosse sarebbe opportuno vista la difficoltà dell'intervento terapeutico nella depressione , tentare di stabilire una buona connessione empatica e indagare quelle aree che si sono compromesse in questo momento, quali la rete famliare, la socialtà e l'aspetto lavrativo attraverso dei colloqui. Questo potrebbe aiutarci a preparare la sig. B per un invio terapeutico ad indirizzo sist. familiare dove poterla aiutare a rafforzare l'Io, accrescere l'autostima persa, sviluppare il senso di autoefficacia e ripristinare le energie da convogliare su quegli elementi esterni, come la figlia la madre, le amiche che ha intorno,facendoli percepire come risorse utili al suo vivere quotidiano !
Un po' tirato via...ma ho poco tempo .... uffffffffffffffffffffffffffffff !! Che ne dite ?
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Ciao ragazze, sono un po' nel panico per una cosa che viene chiesta in un caso del 2008:
"l'ipotesi di diagnosi psicologia facendo riferimento esplicito ad un modello di psicologia scelto dal candidato". Cioè?! Aiutooo
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
??????????????? eW la chiarezza !!!!!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Ciao ragazze, sono un po' nel panico per una cosa che viene chiesta in un caso del 2008:
"l'ipotesi di diagnosi psicologica facendo riferimento esplicito ad un modello di psicologia scelto dal candidato". Cioè?! Aiutooo
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
mah... ribadisco che la chiarezza non è il forte delle commissioni !! cmqe secondo me chiede semplicemente la diagnosi, forse relativa all'area che interessa per esempio se la nevrotica si può far ricorso alla concezione psicodinamica e i conflitti tra le istanze... non lo so... c'ho provato, ma forse una delucidazione lì x lì è lecita se non si capisce quel che chiedono, no ???
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Qualcuno ha letto il mio caso ? anche se striminzito, che ne pensate ?
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Grazie, adesso sono un po' più tranquilla! Spero che siano clementi se la domanda non fosse chiara!!! Adesso leggo il caso della signora B poi ti dico la mia opinione!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Sono d'accordo con te per la diagnosi, ma farei alcune precisazioni. Innanzitutto secondo me deve essere affrontata la tematica del lutto, la depressione ha origine proprio da lì. Giusto secondo me indagare sul rapporto con il marito prima della morte e sul padre. Indagherei inoltre il rapporto con la madre (perchè si sente ancora più scoraggiata dopo una sua visita?). Qual è il clima familiare, cioè il rapporto con la figlia? Quali sono i rapporti con la famiglia del marito e come loro si prendono cura della nipotina?
Io farei un invio ad una terapia ad orientamento psicodinamico per rafforzare l'Io e elaborare il lutto.
Inoltre indagherei la pervasività e la ricorrenza dei pensieri suicidari, rimandando eventualmente ad un colloquio con uno psichiatra per un eventuale trattamento farmacologico da affiancare alla psicoterapia, perlomeno nella fase iniziale.
Troppo semplicistica?
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
ho letto adesso lo scolgimento del tuo caso.
anch'io sono daccordo con la possibile diagnosi di d. depressivo maggiore, secondo me però dovresti svolgere il caso in maniera un pò più strutturata, tipo cominciare con l'avnalisi della domana (imp. anche erchè il paziente ha deciso di rivolgersi ora ad uno specialista, le motivazioni intrinseche, che cosa si aspetta da una eventuaòe terapia, se in passato ha avuto problemi simili o se è la prima volta ecc.) io metto sempre il modello diagnostico di riferimento (DSM).
per quanto riguarda le eventuali indagini, fondamentale è l'analidi dell'ideazione suicidaria e l'invio da uno psichiatra (rischia il suicidio).poi, perchè quando vede la madre si sente ancora peggio (certe madri nfanno questo effetto!).
poi io metterei anche dei test da somministrare (questa è una delle poche cose che gli psicologi possono fare!)
fammi sapere che pensi.....
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Grazie ragazze !!! ho fatto un po' di fretta le cose... perchè volevo ripassare, quindi è vero che alcune domande e l'elaborazione del lutto le ho lasciate un po' vaghe ma avendo più tempo a disposizione spero di scannerizzare tutto di più ! Sull'invio allo psichiatra, è uno step che tanti considerano scondario allo psicoterapeuta e non di pertinenza dello psicologo, quindi evito di metterlo, per la terapia, in casi di lutto familiare, la terapia sistemica familiare so per certa che è la più adatta e richiesta...le dnamiche che possono far sentire la sig.ra B meglio sono da rirovarsi principalmente lì e la rstrutturazione dell'io viene affrontata anche in questo tipo di terapie ! Grazie mille !!! che ne dite...ne facciamo un altro ???
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
P.s . giusto i test dovevo davvero metterli !!! MMPI ???
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
P.P.s.S. Tobbino.... ma l'analisi della domanda l'ho chiarita bene mi sembrava all'inizio...l'invio non era spontaneo è dunque imp. lavorare sulla fiducia e il rapporto empatico ecc....
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
fenicottero
P.P.s.S. Tobbino.... ma l'analisi della domanda l'ho chiarita bene mi sembrava all'inizio...l'invio non era spontaneo è dunque imp. lavorare sulla fiducia e il rapporto empatico ecc....
sorry, è vero!
per quanto riguarda l'invio all psichiatra io credo che in certi casi sia giusto metterlo.
se avete altri casi postateli. io guardo domattina di inviarne alcuni.
'notte
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Alberto è un giovane di 21 anni; afferma di accusare da due anni:
1) disturbi somatici di vario tipo, quali nausea e vomito, vertigini, palpitazioni cardiache; tale
sintomatologia si presenta soprattutto prima di andare a scuola;
2) sensazioni di inadeguatezza e inferiorità rispetto ai compagni di scuola e agli amici in generale.
Questa doppia condizione disadattiva lo ha spinto a:
a) aumentare sempre più le assenze da scuola (15 o 20 giorni consecutivi), come unico rimedio
dei suoi malesseri;
b) ridurre gli incontri con i suoi amici, fino all’isolamento totale.
Da alcuni mesi accusa fiacchezza, facile affaticabilità, inappetenza, disturbi di sonno, umore depresso, poca
voglia di essere attivo. Inoltre afferma di avvertire sempre più il desiderio di legarsi alla madre e di chiederne
la presenza quando è a casa, affermando di avere paura di impazzire o di morire se si trova solo.
La madre, dal suo canto, ha sviluppato un atteggiamento di ipercontrollo e di vigilanza da quando il figlio sta
male, mostrandosi preoccupata e ansiosa e incrementando lei stessa il proprio attaccamento nei confronti
del figlio. Dell’ambiente familiare bisogna dire che:
a) il padre è sempre stato un soggetto poco presente e scarsamente incisivo verso il figlio e la moglie.
Portato a deresponsabilizzarsi, sembra non aver avuto mai voce in capitolo nella vita familiare;
passivo e remissivo verso la moglie e gli altri, svolge una vita isolata e monotona, preferendo
adeguarsi alle decisioni della moglie.
b) La madre, di carattere ansioso e apprensivo, ha svolto un ruolo leader nella gestione della vita
familiare. Tendenzialmente ipercontrollante e iperprotettiva, non ha mai sopportato atteggiamenti e
desideri di autonomia e di individualismo, che il figlio (primo di due fratelli) cercava di affermare
dall’età di 14 anni.
Il candidato illustri:
1) l’inquadramento diagnostico ritenuto più adeguato, giustificando diagnosi differenziale in
base alla fenomenologia sintomatica ritenuta rilevante;
2) gli strumenti clinici ritenuti utili per l’inquadramento del caso ed eventuali approfondimenti;
3) la scelta di un particolare approccio od orientamento psicoterapeutico, cui indirizzare il
paziente, motivando chiaramente tale invio in base a considerazioni ponderate.
caso 2 prova di novembre 2006.
buongiorno a tutte, vi posto un caso..non mi sembra tanto complicato..per cominciare va bene!! io oggi sarò sul forum tutto il pomeriggio dopo le 3..buon lavoro!
...stamani:gosh::gosh: non ce la posso fare!!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
buongiorno a tutti.
ho letto adesso il caso, più tardi provo a svolgerlo e in mattinata lo invio.
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Idem .... buodì ... a dopo.... grazie psycomamma !
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
vi invio il caso appena svolto...certo che fatica...ce ne vuole di tempo.
ma si sa quante ore ci danno? perchè a me meno di due ore non bastano...
ho provato a svolgere il caso senza sbirciare appunti e libri (a parte per i test che sono una schiappa come avrete oramai capito!)
mi raccomando: andateci giù duro che mancano due giorni scarsi...:argh:
Al fine dell’inquadramento diagnostico richiesto dal caso farò riferimento al manuale diagnostico e statistico del disturbi mentali (DSM 4-tr).
Alberto, 21 anni, accusa da 2 anni sintomi somatici (nausea, vomito, vertigini, palpitazioni cardiache) che riferisce di provare soprattutto prima di andare a scuola; inoltre riferisce di provare senso di inadeguatezza e inferiorità rispetto ai compagni. Ciò lo ha spinto a fare numerose assenze da scuola e ridurre gli incontri con gli amici fino ad isolarsi completamente.
Inoltre da alcuni mesi richiede la presenza della madre quando si trova a casa affermando che da solo ha paura di impazzire o di morire.
In base alla sintomatologia sopra riportata, in via del tutto ipotetica, riterrei più adeguata come diagnosi un disturbo d’ansia, nello specifico un disturbo di attacchi di panico con agorafobia.
Il ragazzo riferisce inoltre che da alcuni mesi accusa fiacchezza, affaticabilità, inappetenza, disturbi del sonno, umore depresso e poca voglia di essere attivo.
Questo tipo di sintomatologia potrebbe farmi propendere per una possibile diagnosi differenziale di disturbo dell’umore, nello specifico disturbo depressivo maggiore.
Per poter avere una conferma della ipotesi diagnostica riterrei opportuno sottoporre il ragazzo ad una serie di incontri che possano aiutarmi nell’approfondire alcuni aspetti rilevanti della vita del soggetto e sottoporre lo stesso ad alcuni test psicodiagnostici che possano dare una eventuale ulteriore conferma.
Innanzitutto, nel testo non viene specificato se il ragazzo si presenta spontaneamente al colloquio, se è stato inviato da qualcuno (es. medico di base) o se spinto dai familiari e/o amici. Riterrei opportuno chiarire questo punto per poter sondare la motivazione reale del soggetto ad intraprendere un possibile percorso terapeutico e quali sono le aspettative che potrebbe nutrire in tal senso.
Inoltre, potrebbe essere d’aiuto sapere perché ha deciso di rivolgersi proprio adesso ad uno specialista (dal momento che riferisce che esperisce la sintomatologia da circa due anni) e se in passato ha avuto problematiche simili e se (in caso affermativo) sono state trattate con un intervento psicoterapeutico.
Riterrei utile chiedere al ragazzo se vi sono stati episodi significativi in concomitanza del presentarsi della sintomatologia, sia quella riferita a due anni fa sia quella più recente che accusa da alcuni mesi.
Indagherei anche il contesto scolastico (il ragazzo presenta difficoltà a scuola?) e quello delle relazioni con i suoi compagni (perché dice di sentirsi inferiore e inadeguato rispetto a loro)
Afferma anche di aver interrotto gli incontri con i suoi amici: provava le stesse difficoltà anche con loro?
Un aspetto fondamentale che a mio avviso andrebbe ulteriormente approfondito è quello relativo alle relazioni familiari. Dal testo risulta che la madre ha un arreggiamenti di ipercontrollo ,vigilanza e iperprotezione nei confronti del figlio; è ansiosa e ha un attaccamento eccessivo verso di lui dall’età di 14 anni e , momento in cui alberto cercava di affermare la propria autonomia e il proprio individualismo, e si è incrementato ulteriormente da quando il figlio ha cominciato a star male.
Da che cosa deriva questo tipo di atteggiamento? Il figlio ha avuto degli atteggiamenti o dei comportamenti che giustifichino un tale tipo di rapporto?
Inoltre, Alberto è il primo di tre figli: la madre ha lo stesso rapporto anche con loro oppure solo con il maggiore?
Dal canto suo, Alberto riferisce che la presenza della madre a casa lo aiuta a contrastare la paura di impazzire e morire quando si trova da solo a casa sarebbe interessante capire se questo tipo di protezione il ragazzo la esperisce solo con la madre oppure se altre persone (ES. padre o fratelli) sono in grado di rassicurarlo in tal senso.
Approfondirei anche il rapporto con il fratello, se fra i due vi è complicità o rivalità, come ive il fratello minore questa condizione disadattava di Alberto e l’atteggiamento della madre nei confronti del fratello maggiore.
Da ultimo, riterrei di notevole importanza anche indagare il rapporto di Alberto con il padre, come vive l’atteggiamento remissivo e deresponsabilizzante nei confronti della famiglia, il suo adeguarsi alle decisioni della moglie.
Come detto precedentemente, sottoporrei il ragazzo ad alcuni test psicodiagnostici, nello specifico l’MMPI-2, prestando particolare attenzione alla scala A e alla scala Anx, e allo STAI-Y, per avere maggiori informazioni sull’ansia di stato e sull’ansia di tratto.
Per quanto riguarda l’approccio psicoterapeutico, proporrei una terapia cognitivo comportamentale che miri a sostituire i pensieri ansiosi , disfunzionali e disadattivi con una modalità di pensiero razionale maggiormente adattiva, che metta in grado il ragazzo di riconoscere l’insorgenza dell’ansia, l’irrazionalità delle sue paure, in modo da poter affrontare le situazioni da lui temute.
Se i componenti del nucleo familiare sono d’accordo, riterrei opportuna anche una terapia sistemico relazionale, con lo scopo di individuare eventuali sottoinsiemi e alleanze all’interno della famiglia; analizzare le regole esplicite e implicite presenti e analizzare se e come il disturbo psichico di uno dei suoi membri ha la funzione di mantenere l’equilibrio patogeno del sistema, al fine di smantellarlo e permettere alla famiglia di acquisire un equilibrio sano.
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
vi posto questo caso:
Giovane donna di 25 anni viene inviata allo psicologo da un medico endocrinologo per un sintomo di amenorrea secondaria. Alta, ben vestita, molto magra. Laureata in economia e commercio. Padre imprenditore, madre casalinga, un fratello e una sorella più piccoli. Scrupolosa, perfezionista, competitiva, molto brillante negli studi. Non ha mai avuto un ragazzo. Preoccupata dall'aspetto fisico si impegna molto in attività sportive e nella cura del corpo. Il corpo è rigido, il tono della voce è aggressivo. Descrive il padre come un uomo mite, un pò debole, affettuoso. La madre come severa, fredda, preoccupata dal rispetto delle regole sociali. Presenta disturbi del comportamento alimentare, mangia molto poco e in genere non mangia a tavola con la famiglia e non mangia il cibo preparato dalla madre. Durante l'adolescenza è stata in lieve sovrappeso. Le capita di abbuffarsi di dolci e cioccolatini la sera tardi. L'azienda florida fino a poco tempo fa, sta ora attraversando un periodo di crisi. E' preoccupata per questa situazione ed è molto critica nei confronti delle scelte aziendali del padre. Si rifiuta di lavorare con lui e intende cercare un altro lavoro.Il candidato esprima una propria valutazione del caso, formuli una ipotesi diagnostica e indichi strumenti e metodi di approfondimento e un eventuale programma terapeutico.
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
ciao! io posterò il mio oggi, xchè adesso non ho tempo. brava chiara, come al solito!!:approved:; i test , poi in fondo sono sempre quelli, se vogliamo un quadro più ampio della situazione...ti è arrivata la mail?
io di diagnosi ho messo fobia sociale, gli attacchi di panico come conseguenza dell'esposizione aalla situazione temuta, differenziando con ansia generalizzata e ansia da separazione, di cui soddisfa tutti i criteri tranne quello dell'insorgenza prima dei 18 anni ( x un pelo! x 1 anno!!)comunque oggi scrivo tutto..a dopo!!
p.s.: oh, noi con le diagnosi non ci troviamo mai,eh!!!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
L'unico consiglio che personalemnte ho da darvi (mio parere personale eh) è di iniziare con l'indagine della storia personale del soggetto; leggendo subito la ricerca di sintomi e diagnosi mi sembra che sia data poca importanza alla persona. Ve lo dico anche perchè negli ultimi 2 appelli non è stata mai chiesta la diagnosi ma puntavano MOLTISSIMO sull'importanza della persona nel contesto in cui vive, e si parlava di DISAGIO e non di DISTURBO!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
psycomamma
ciao! io posterò il mio oggi, xchè adesso non ho tempo. brava chiara, come al solito!!:approved:; i test , poi in fondo sono sempre quelli, se vogliamo un quadro più ampio della situazione...ti è arrivata la mail?
io di diagnosi ho messo fobia sociale, gli attacchi di panico come conseguenza dell'esposizione aalla situazione temuta, differenziando con ansia generalizzata e ansia da separazione, di cui soddisfa tutti i criteri tranne quello dell'insorgenza prima dei 18 anni ( x un pelo! x 1 anno!!)comunque oggi scrivo tutto..a dopo!!
p.s.: oh, noi con le diagnosi non ci troviamo mai,eh!!!
sai che ero indecisa fra i due, comunque adesso che me lo fai notare la fobia sociale cista di piu...l'attacco di panico come conseguenza all'esposizione della situazione temuta, poi ci sono l'inadeguatezza e il senso di inferiorità...
certo che è fobia sociale..che cazzz...l'ho sbagliata il la diagnosi.
per la differenziale dici ansia generalizzata..ma d. dell'umor non ci starebbe bene?
fiacchezza, insonnia, umore depresso, però sono comparsi da pochi mesi mentre alberto sta male da due anni...
allora forse in differenziale ansia generalizzata e disturbo dell'umore in comorbilità?
per fortuna era un caso facilino eh???!!!
p.s la mail non mi è arrivata
ppss: mi sono dimenticata di scrivere la solita frasetta:" escludendo condizioni mediche e uso di sostanze che potrebbero causare e/o influire sulla sintomatologia bla bla blablabla...allora si potrebbe in via del tutto ipotetica diagnosticare...."
a forza di usare il condizionale mi sono dimenticata l'indicativo...
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
Spappara
L'unico consiglio che personalemnte ho da darvi (mio parere personale eh) è di iniziare con l'indagine della storia personale del soggetto; leggendo subito la ricerca di sintomi e diagnosi mi sembra che sia data poca importanza alla persona. Ve lo dico anche perchè negli ultimi 2 appelli non è stata mai chiesta la diagnosi ma puntavano MOLTISSIMO sull'importanza della persona nel contesto in cui vive, e si parlava di DISAGIO e non di DISTURBO!
sono daccordo con te, anch'io di solito inizio con gli approfondimenti e poi arrivo alla ipotetica diagnosi, ma questo caso l'ho impostato così perchè mi sono attenuta all'ordine dei punti che venivano richiesti net testo.
Il candidato illustri:
1) l’inquadramento diagnostico ritenuto più adeguato, giustificando diagnosi differenziale in
base alla fenomenologia sintomatica ritenuta rilevante;
2) gli strumenti clinici ritenuti utili per l’inquadramento del caso ed eventuali approfondimenti;
3) la scelta di un particolare approccio od orientamento psicoterapeutico, cui indirizzare il
paziente, motivando chiaramente tale invio in base a considerazioni ponderate.
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
si,si! disturbo dell'umore in comorbilità!!! brava!! io ho differenziato anche con l'ansia da separazione..cavoli..x un anno...sennò era quella! t ho rispedito la mail!