sta piacendo anche a me, claudina, anche se l'ho cominciato da poco, sono appena all'inizio. ho visto la versione teatrale un anno fa e mi era piaciuta, così piena di monologhi...un pò triste, ma tant'è...
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sta piacendo anche a me, claudina, anche se l'ho cominciato da poco, sono appena all'inizio. ho visto la versione teatrale un anno fa e mi era piaciuta, così piena di monologhi...un pò triste, ma tant'è...
"Ieri soffiava un vento conosciuto. Un vento che avevo già incontrato.
Era una primavera precoce. Camminavo nel vento a passi decisi, rapidi, come tutte le mattine. Eppure avevo voglia di ritrovare il mio letto e distendermi, immobile, senza pensieri, senza desideri, e di restare sdraiato fino al momento in cui avrei sentito avvicinarsi quella cosa che non è voce né gusto né odore, solo un ricordo vaghissimo, venuto da oltre i limiti della memoria."
Ieri - Agota Kristof
Una sera di fine maggio un uomo di mezza età stava ritornando da Shaston al villaggio di Marlott, nella vicina valle di Blackmore o Blackmoor. Avanzava su gambette rachitiche e v'era un certo che di bleso nella sua andatura che lo portava a deviare sulla sinistra. Ogni tanto scuoteva di scatto il capo, come se assentisse a qualche pensiero, benchè in realtà non stesse pensando a nulla in particolare. Un paniere per uova gli pendeva vuoto dal braccio e il pelo del suo copricapo, sciupato, era consunto sulla falda nel punto in cui lo prendeva per toglierselo. Quando s'imbattè in un pastore attempato che, in groppa ad una giumenta grigia cavalcava canticchiando.
Tess dei d'Uberville - Thomas Hardy
Tutti i bambini, tranne uno, crescono. Lo sanno presto che cresceranno e Wendy lo seppe a questo modo.
Un giorno, quando aveva due anni, giocando in un giardino, colse un fiore e lo portò di corsa a sua madre.
C'è da pensare che la bimba, in quell'attaggiamento, sembrasse deliziosa perchè la signora Darling appoggiò le mani al cuore e desclamò:
"Oh, perchè non puoi restare così per sempre?"
Questo fu tutto quanto passò tra loro sull'argomento, ma, da allora, Wendy seppe che sarebbe dovuta crescere.
Tutti, dopo i due anni, scopriamo questa verità. I due anni sono l'inizio della fine.
Peter Pan
James Matthew Barrie
Tonio Kröger
Il sole invernale non era che un pallido chiarore, lattiginoso e stanco, dietro le coltri di nubi sulle vie raccolte della città. I vicoli chiusi dai frontoni delle case erano bagnati e percorsi dal vento, e di tanto in tanto vi cadeva una specie di grandine molle, né neve, né ghiaccio.
La scuola era finita. I ragazzi, finalmente liberi, fluivano a schiere per il cortile lastricato e, usciti dal cancello, si separavano e si allontanavano in fretta, a destra e a sinistra.
Chi non ricorda questo???
I promessi sposi (ediz. 1840)
Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni.
(Illusioni)
Discese nel mondo un
Maestro, nato nella Terra
santa dell'Indiana
cresciuto sulle mistiche
alture a est di Fort Wayne.
Il Maestro imparò nelle
Scuole pubbliche dell'Indiana
le cose di questo mondo,
e poi, crescendo, il mestiere di
meccanico riparatore di automobili.
Il gabbiano Jonathan Livingston
Era di primo mattino, e il sole appena sorto luccicava sulle scaglie del mare appena increspato.
A un miglio dalla costa un peschereccio arrancava verso il largo. E fu data la voce allo Stormo. E in men che non si dica tutto lo Stormo Buonappetito si adunò, si diedero a giostrare ed accanirsi per beccare qualcosa da mangiare. Cominciava così una nuova dura giornata.
Ma lontano di là solo soletto, lontano dalla costa e dalla barca, un gabbiano si stava allenando per conto suo: era il gabbiano Jonathan Livingston.
Nessun luogo è lontano
Rae, cara! Grazie per avermi invitato per il tuo compleanno! La tua casa è distante mille miglia dalla mia, e io sono uno che si mette in viaggio solo quando ne vale la pena. Ebbene, ne val proprio la pena, se si tratta di prendere parte alla tua festa. Non vedo l'ora di essere da te!
Il mio viaggio è cominciato dentro il cuore di un piccolo uccello, un colibrì che conoscemmo insieme, io e te, tanto tempo fa. Lo trovai cordiale come sempre, anche stavolta. E tuttavia - quando gli dissi che la piccola Rae stava crescendo e che io stavo andando alla festa per il suo compleanno con un regalo - lui rimase perplesso.
Castelli di rabbia
-Allora, non c'è nessuno qui?...BRATH!...Ma che canchero, sono diventati tutti sordi quaggiù... BRATH!
-Non strillare, ti fa male strillare, Arold.
-Dove diavolo ti eri cacciato... è un'ora che sto qui a...
-Il tuo calesse è a pezzi, Arold, non dovresti andare in giro così...
-Lascia perdere il calesse e prendi 'sta roba piuttosto...
-Cos'è?
-Non lo so cos'è, Brath... che ne so io... è un pacco, un pacco per la signora Rail...
-Per la signora Rail?
-È arrivato ieri sera... Ha l'aria di venire da lontano...
-Un pacco per la signora Rail...
[Fantastico...]
City
- Allora, signor Klauser, deve morire Mami Jane?
- Che vadano tutti a cagare.
- È un sì o un no?
- Lei che ne dice?
Nell'ottobre del 1987, la CRB - casa editrice da ventidue anni delle avventure del mitico Ballon Mac - decise di indire un referendum tra i suoi lettori per stabilire se fosse il caso di far morire Mami Jane. Ballon Mac era un supereroe cieco che di giorno faceva il dentista e di notte combatteva il Male grazie ai poteri molto particolari della sua saliva. Mami Jane era sua madre.
Omero, Iliade
Tutto iniziò in un giorno di violenza.
Erano nove anni che gli Achei assediavano Troia: spesso avevano bisogno di viveri o animali o donne, e allora lasciavano l'assedio e andavano a procurarsi quel che volevano saccheggiando le città vicine. Quel giorno toccò a Tebe, la mia città. Ci presero tutto e se lo portarono alle loro navi.
Novecento
Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa... e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire... Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi... Eppure c'era sempre uno, uno solo, uno che per primo... la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte... magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni... alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare... e la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov'era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l'America. Poi rimaneva lì, immobile come se avesse dovuto entrare in una fotografia, con la faccia di uno che l'aveva fatta lui, l'America. La sera, dopo il lavoro, e le domeniche, si era fatto aiutare dal cognato, muratore, brava persona... prima aveva in mente qualcosa in compensato, poi... gli ha preso un po' la mano, ha fatto l'America...
:approved:
Oceano mare
Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord.
La spiaggia. E il mare.
Potrebbe essere la perfezione - immagine per occhi divini - mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità - verità - ma ancora una volta è il salvifico granello dell'uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un'inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata. A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero: nel nulla, il niente di un uomo e di un cavalletto da pittore.
Senza sangue
Nella campagna, la vecchia fattoria di Mato Rujo dimorava cieca, scolpita in nero contro la luce della sera. L'unica macchia nel profilo svuotato della pianura.
I quattro uomini arrivarono su una vecchia Mercedes. La strada era scavata e secca - strada povera di campagna. Dalla fattoria, Manuel Roca li vide.
Si avvicinò alla finestra. Prima vide la colonna di polvere alzarsi sul profilo del mais. Poi sentì il rumore del motore. Nessuno aveva più macchine, da quelle parti. Manuel Roca lo sapeva. Vide la Mercedes spuntare lontano e poi scomparire dietro a un filare di querce. Poi non guardò più.
Tornò verso la tavola e posò la mano sulla testa della figlia. Alzati, le disse. Prese una chiave dalla tasca, la appoggiò sul tavolo e fece un cenno col capo al figlio. Subito, disse il figlio. Erano bambini, due bambini.
Seta
Benché suo padre avesse immaginato per lui un brillante avvenire nell'esercito, Hervé Joncour aveva finito per guadagnarsi da vivere con un mestiere insolito, cui non era estraneo, per singolare ironia, un tratto a tal punto amabile da tradire una vaga intonazione femminile.
Per vivere, Hervé Joncour comprava e vendeva bachi da seta.
Era il 1861. Flaubert stava scrivendo Salammbò, l'illuminazione elettrica era ancora un'ipotesi e Abramo Lincoln, dall'altra parte dell'Oceano, stava combattendo una guerra di cui non avrebbe mai visto la fine.
Hervé Joncour aveva 32 anni.
Comprava e vendeva.
Bachi da seta.
Il cavaliere inesistente
Sotto le rosse mura di Parigi era schierato l'esercito di Francia. Carlomagno doveva passare in rivista i paladini. Già da più di tre ore erano lì; faceva caldo; era un pomeriggio di prima estate, un po' coperto, nuvoloso; nelle armature si bolliva come in pentole tenute a fuoco lento. Non è detto che qualcuno in quell'immobile fila di cavalieri già non avesse perso i sensi o non si fosse assopito, ma l'armatura li reggeva impettiti in sella tutti a un modo. D'un tratto, tre squilli di tromba: le piume dei cimieri sussultarono nell'aria ferma come a uno sbuffo di vento, e tacque subito quella specie di mugghio marino che s'era sentito sin qui, ed era, si vede, un russare di guerrieri incupito dalle gole metalliche degli elmi. Finalmente ecco, lo scorsero che avanzava laggiù in fondo, Carlomagno, su un cavallo che pareva più grande del naturale, con la barba sul petto, le mani sul pomo della sella. Regna e guerreggia, guerreggia e regna, dài e dài, pareva un po' invecchiato, dall'ultima volta che l'avevano visto quei guerrieri
La giornata d'uno scrutatore
Amerigo Ormea uscì di casa alle cinque e mezzo del mattino. La giornata si annunciava piovosa. Per raggiungere il seggio elettorale dov'era scrutatore, Amerigo seguiva un percorso di vie strette e arcuate, ricoperte ancora di vecchi selciati, lungo muri di case povere, certo fittamente abitate ma prive, in quell'alba domenicale, di qualsiasi segno di vita. Amerigo, non pratico del quartiere, decifrava i nomi delle vie sulle piastre annerite - nomi forse di dimenticati benefattori - inclinando di lato l' ombrello e alzando il viso allo sgrondare della pioggia
Marcovaldo
Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s'accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati da fieno che starnutano per pollini di fiori d'altre terre.
Un giorno, sulla striscia d'aiola d'un corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore, e ci germinarono dei funghi. Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che prendeva proprio lì ogni mattina il tram. Aveva questo Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli, semafori, vetrine, insegne luminose, manifesti, per studiati che fossero a colpire l'attenzione, mai fermavano il suo sguardo che pareva scorrere sulle sabbie del deserto:angel:
Il sentiero dei nidi di ragno
Per arrivare fino in fondo al vicolo, i raggi del sole devono scendere diritti rasente le pareti fredde, tenute discoste a forza d'arcate che traversano la striscia di cielo azzurro carico.
Scendono diritti, i raggi del sole, giù per le finestre messe qua e là in disordine sui muri, e cespi di basilico e di origano piantati dentro pentole ai davanzali, e sottovesti stese appese a corde; fin giù al selciato, fatto a gradini e a ciottoli, con una cunetta in mezzo per l'orina dei muli
Hanemun (Honeymoon)
Sin da piccola ho sempre amato il giardino di casa mia. Non era particolarmente grande, ma in rapporto alle dimensioni della casa ricopriva una superficie abbastanza ampia.
Mia madre era appassionata di giardinaggio, così c'erano svariate piante dai frutti commestibili, pietre ornamentali disposte in forme complicate, e alberi che davano fiori in ogni stagione. Perciò il giardino aveva diverse facce.
E in quel piccolo mondo c'erano molti posti dove potevo sentirmi a mio agio. Il giardino mi era molto caro, e da bambina mi sedevo o mi stendevo direttamente per terra con tutti i vestiti. Poi, diventata grande, quando avevo il tempo di sedermi in giardino, portavo sempre con me una stuoia da mettere sotto e qualcosa da bere
(Metafisica dei tubi)
In principio era il nulla. E questo nulla non era né vuoto né vacuo: esso nominava solo se stesso. E Dio vide che questo era un bene. Per niente al mondo avrebbe creato alcunché. Il nulla non solo gli piaceva, ma addirittura lo appagava totalmente.
Dio aveva gli occhi perennemente aperti e fissi. Se anche gli fossero stati chiusi, nulla sarebbe comunque cambiato. Non c'era niente da vedere e Dio non guardava niente. Era pieno e denso come un uovo sodo, di cui possedeva anche la rotondità e l'immobilità.
Dio era soddisfazione assoluta. Non desiderava niente, non aspettava niente, non percepiva niente, non rifiutava niente e niente lo interessava. La vita era di una pienezza talmente intensa che non era vita. Dio non viveva: esisteva.
"Quando il sedicenne Karl Rossmann, mandato in America dai suoi poveri genitori perchè una cameriera l'aveva sedotto e aveva avuto un figlio da lui, entrò nel porto di New York sulla nave che aveva rallentato, vide la statua della Libertà tanto a lungo contemplata, come se attorno ad essa la luce del sole si fosse improvvisamente fatta più intensa. Il braccio con la spada svettava alto come se si fosse alzato allora, e attorno alla sua figura aleggiava libera l'aria."
Franz Kafka - America
"Amici, è tempo di pulizie e stiamo svendendo
tutti i nostri silenziosi Ubik elettrici a prezzi davvero
ridicoli. Sì, abbiamo buttato nel cestino il listino prezzi.
E ricordate: ogni Ubik della nostra partita è stato usato solo secondo le istruzioni."
Philip K. Dick - Ubik
Promises vedo il thread ti piace molto :eek: :D
"Il cadavere leggeva il giornale del giorno prima alla pagina degli spettacoli"
A. G. Pinketts, Il vizio dell'agnello
“Una sera me ne stavo a sedere sul letto della mia stanza d’albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere una decisione nei confronti dell’albergo. O pagavo o me ne andavo : così diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta. Era un bel problema, degno della massima attenzione.
Lo risolsi spegnendo la luce e andandomene a letto”.
(John Fante, “Chiedi alla polvere”).
"La voce femminile si diffonde dall'altoparlante, leggera e piena di promesse come un velo da sposa."
(D. Pennac, Il Paradiso degli Orchi)
All'inizio i nuovi proprietari dicono di non aver mai fatto caso al pavimento del salotto. L'hanno visto mille volte, certo, ma non ci hanno mai fatto caso. Non la prima volta che hanno visto la casa. Non quando quello dell'agenzia gli ha fatto fare il giro. Loro si sono limitati a prendere le misure delle stanze spiegando agli operai dove piazzare divano e pianoforte, e poi hanno portato dentro le loro cose, ma senza mai fare caso al pavimento del soggiorno. questo è quello che dicono.
Poi, il primo giorno, al mattino presto sono scesi dabbasso ed eccola lì. Una scritta incisa nel pavimento in quercia bianca.
ANDATEVENE
(C. Palahniuk, Ninna Nanna)
Da brivido................:paura: :paura: :paura: :paura:
:love: :love: :love: ..mi è bastato leggere la prima riga per riconoscerlo. Questo libro l'ho adorato!!!!!!!!!!!Citazione:
Originariamente postato da pollon2
All'inizio i nuovi proprietari dicono di non aver mai fatto caso al pavimento del salotto.
....
(C. Palahniuk, Ninna Nanna)
...lo so.....mi piace tantissimo...e non solo questo....!!!!!Citazione:
Originariamente postato da sulinari
:love: :love: :love: ..mi è bastato leggere la prima riga per riconoscerlo. Questo libro l'ho adorato!!!!!!!!!!!
E' malefico :) e confesso che dopo aver letto la prima pagina ci ho messo un bel pò a leggere il resto del libro....avevo una paura!!!! :sbonk: :sbonk: :sbonk: :sbonk:
Io l'ho amato follemente. Forse anche più di Soffocare, anche se sono quasi a parimerito. Del resto, a parte Fight Club, tuuuuuuutti i suoi libri li ho praticamente divorati.
A me però non dava una sensazione di paura, mi metteva tanta malinconia questo sì...
Bellissimo Soffocare......è il mio preferito......:30:
Hai per caso letto l'ultimo?? Ho visto che è uscito da poco..... :)
PS: Paura per l'inizio...poi per fortuna mi è passata ;)
No l'ultimo non sono ancora riuscita....purtroppo devo affidarmi alle bibliteche e per ora....non lo trovo. Spero ancora nel natale, ma difficilmente ricevo regali...
..a proposito.....ho visto che hai un pezzo del giovane holden sotto ai tuti messaggi.......bellissimo :)
E bellissimo il pezzo che hai scelto!!!!
sìììì io e Holden siamo grandi amici...è un altro di quei libri che ho consumato tra letture e riletture....quel pezzo...beh....ora ti sembrerò idiota, ma lo uso perchè per me è così...vorrei essere anch'io una prenditrice nella segale. E in certo senso cerco di esserlo. e' una storia lunga, comunque quel pezzo mi dà forza.
Scusa :sbonk: :sbonk:Citazione:
Originariamente postato da Mia_Wallace
per favore :lode: :lode: usiamo i pm ;)
Impossibile far la passeggiata quel giorno. La mattina, invece, avevamo errato per un'ora per le macchie spoglie, ma dopo pranzo (la signora Reed, quando non aveva compagnia, pranzava presto) il freddo vento invernale aveva ammassato delle nuvole così cupe, e cadeva una pioggia così insistente, che di andar fuori non si parlò neppure.
Me ne rallegrai. Non ho mai amato le passeggiate lunghe, specialmente nei pomeriggi rigidi. Era per me terribile ritornare a casa nel crepuscolo grigio, con le dita delle mani e dei piedi gelate, il cuore rattristato dai rimproveri di Bessie, la bambinaia, e sentirmi umiliata dalla consapevolezza della mia inferiorità fisica di fronte a Eliza, John e Georgiana Reed.
JANE EYRE - Charlotte Brontë
:angel:
Mi era così profondamente radicata nella coscienza, che penso di aver creduto per tutto il primo anno scolastico che ognuna delle mie insegnanti fosse mia madre travestita. Come suonava la campanella dell'ultima ora, mi precipitavo di corsa chiedendomi se ce l'avrei fatta ad arrivare a casa prima che riuscisse a trasformarsi di nuovo. Al mio arrivo lei era già regolarmente in cucina, intenta a prepararmi latte e biscotti. Invece di spingermi a lasciar perd le mie fantasie il fenomeno non faceva che aumentare il mio rispetto per i suoi poteri.
Philip Roth, Lamento di Portnoy
:30: