Citazione:
Originariamente postato da willy61
No. Non lo considero tale. Ma il mio discorso era un poco differente. Provo a riassumerlo in modo diverso:
1) Nella nostra cultura, siamo abituati a considerare il coraggio una virtù
2) Il coraggio viene solitamente definito in funzione della capacità di rischiare la propria vita, la propria esistenza, a favore di una causa, un'idea, un'ideologia, una patria, ecc. ecc.
3) A causa di questo modo di definire il coraggio, noi, come occidentali, ci troviamo un po' spiazzati dal comportamento dei terroristi. Perché, se seguiamo fino in fondo il nostro pensiero e applichiamo alle loro azioni le nostre categorie, dobbiamo ammettere che sono molto coraggiosi.
4) questo discorso è stato, generalmente, portato avanti dagli uomini, non dalle donne, che hanno, solitamente e per quel poco che ho letto io, caratterizzato il coraggio in modo differente.
5) Poiché gli uomini mantengono un'egemonia (nel senso che i differenziali di potere sono a loro favore) in occidente (e non solo), il discorso del coraggio è anch'esso egemonico. E questo rende difficile anche alle donne, che potrebbero portare avanti un discorso differente, assumere delle posizioni critiche nei confronti dell'ideologia della guerra.
Magari complicato il mio pensiero. Ma spero di averlo reso più chiaro
Buona vita
Guglielmo
stop al punto 2.....credo che sia un po' un retaggio del passato....considerare il coraggio solo come saper rischiare la vita.....per....( o a favore di...)