ciao a tutti sto x laurearmi (a gennaio) ma ancora nn ho le idee molto chiare xkè sono indecisa da Criminologia e Clinica qualkuno può darmi notizie e qualke consiglio su quale università poter contattare???grazie 1000000000
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ciao a tutti sto x laurearmi (a gennaio) ma ancora nn ho le idee molto chiare xkè sono indecisa da Criminologia e Clinica qualkuno può darmi notizie e qualke consiglio su quale università poter contattare???grazie 1000000000
forse stp per fare una domanda idiota e premetto che non ho letto tutti i post...
dunque...che rapporto c'è tra la laurea che hai/e dove l'hai conseguita
e la scuola di psicoterapia??
cioè ..sapete dire ad esempio se alcuni atenei sono favoriti ecc..o no??
perchè devo scegliere se proseguire ea firenze o torino..e non voglio precludermi l accessoalla scuola di specializzazione...
scusate se sono poco chiara..ma è una cosa su cui non mi sono mai informata..spero ci capiate qualcosa:D
Ciao! non ho in effetti capito bene, penso pero' che se ti rifersci al V.O non ci siano vincoli tra l' ateneo presso il quale hai conseguito la laurea e la citta' presso la quale frequenterai la specializzazione...una volta ottenuta l' abilitazione sei libero!!!... di solito di continuare la formazione... se ti riferisci ai due anni successivi ai tre del N.O allora non saprei proprio... Speriamo che qualcuno piu' informato si faccia vivo. CIAO
Ciao a tutti...
anche io mi trovo nella fase "limbica" tra l'esame di stato e la scelta della scuola di specializzazione...
e anche io sono un tantino disorientata...
c'è una scuola di Roma che si rifà ad un approccio integrato Gestalt-Analitico (la terapia Gestalt di Fritz Pearls unita all'analisi junghiana, integrate dalla mediazione corporea secondo l'analisi del carattere di Reich...un calderone piuttosto affascinante...)...ma dal punto di vista formativo e dell'efficacia trapeutica come sarà? Se qualcuno sa darmi qualche info che possa aiutarmi nell'orientamento ...sarebbe stupendo..grazie
SI... in effetti è un miscuglio strano (?)... per quanto riguarda la corporeità l' unica cosa che mi viene in mente rispetto alla tua citazione è guardati il sito www.siab-online.it...l' ho gia postato all' inizio della discussione ha la sede a Roma prevede l' integrazione dell' approccio corporeo attraverso la "mediazione corporea"... ci sono anche analisti junghiani, ma non ti so dire se la loro formazione è un valore aggiunto rispetto a quella che fornisce la suddetta scuola. In ogni modo il fondatore di questa scuola, A.Lowen è stato allievo di Reich...non so se ti sono stata utile, buona fortuna per la scelta!!!
Citazione:
Originariamente postato da stillmad
dunque...che rapporto c'è tra la laurea che hai/e dove l'hai conseguita
e la scuola di psicoterapia??
cioè ..sapete dire ad esempio se alcuni atenei sono favoriti ecc..o no??
nessuno...puoi farla dove vuoi!!!
l'unico vincolo potrebbe essere il tuo orientamento teorico..ma alla fine non credo che sia rilevante, tanto all'uni non ti insegnano un accidente di niente...
se poi parli di scuole universitarie non so dirti niente...ma le private non hanno interesse a favorire un ateneo piuttosto che un altro. Questo è quello che so...
ciao a tutti!!!
volevo sapere se qualcuno conosce o frequenta la SIPP di milano! grazie 1000 e ciao a tutti!!
Ciao a tutti,
cercavo informazioni da qualcuno che frequenta la scuola di specializzazione di Loriedo a Roma visto che la dovrò iniziare a gennaio;da diverse fonti ho saputo che gli insegnanti sono ottimi e ti avviano alla professione di psicoterapeuta.
grazie.
Vorrei raccontarvi la mia esperienza terribile con IACP, forse sarò un po’ lunga ma se volete iscrivervi vi prego leggetela tutta!!!!
Verso ottobre decido di iscrivermi all’iacp, telefono per info, mi dicono che devo mandare una mail con tutti i mie dati e che sarei stata ricontattata… detto fatto… dopo circa una settimana vengo contattata da una delle responsabili della selezione che mi comunica che è necessario leggere il libro di Rogers “la terapia centrata sul cliente” nella telefonata mi informo anche più o meno di quanto tempo avrei avuto a disposizione per leggere il libro ( visto che a novembre avrei avuto l’esame di stato) a tal riguardo vengo tranquillizzata che le selezioni sarebbero andate avanti fino a dicembre!!!.. tutta tranquilla compro il libro, inizio a leggerlo e verso metà novembre ricontatto via mail l’IACP per il colloqui vero e proprio…. Nessuna risposta…allora dopo una settimana di attesa li chiamo, e la segretaria mi avverte che il numero legale per il corso è stato raggiunto e che i colloqui sarebbero stati solo per la LISTA D’ATTESA (???)… in risposta mando una mail un po’ alterata affermando che non mi era stato detto che i termini erano così ristretti, altrimenti avrei letto prima il libro… dopo una 15ina di giorni vengo ricontattata da una responsabile che mi fissa comunque un colloquio per il 7 dicembre ( vi dico le date perché credo siano molto importanti)… il colloqui va bene, mi avverte che essendo la prima in lista d’attesa ed essendosi liberato all’ultimo momento un posto potevo iscrivermi lo stesso!!!!Immediatamente, felice come una pasqua ( mi sembrava di aver vinto alla lotteria) il 9 dicembre corro in banca a fare il bonifico per l’iscrizione… il 14 dicembre ricevo a casa una raccomandata di avvenuta iscrizione… tutta felice dico ok… è fatta!!!! Aspetto qualche giorno che mi arrivi una mail con le date dl corso ma nulla…quindi telefono.. accidentalmente si erano dimenticati di mandarmi la mail con le date e gli indirizzi della sede degli intensivi ad Albano e dei w.e. a Roma… ok no problem ( penso che siano un po’ disorganizzati… ma nessun problema!!)……MA ORA VIENE IL BELLO!!!
IL GIORNO 22 DICEMBRE vengo ricontattata telefonicamente dalla responsabile che, mortificata, mi mette al corrente del fatto che: A CAUSA DI UN ERRORE INTERNO, NN SI ERANO ACCORTI CHE UNA RAGAZZA SI ERA ISCRITTA AD AGOSTO(????)E CHE QUINDI IL CORSO ERA GIA’ COMPLETO ED IO, ESSENDO L’ULTIMA ISCRITTA, ERO FUORI!!!!!!!!!!!
EBBENE SI, FUORI…ma molto gentilmente mi offre una “soluzione alternativa” frequentare il primo anno a MESSINA (io sono di ROMA !!!)….vi lascio immaginare solo lo stress e le spese (viaggio, vitto ed alloggio per 18 w.e!!!) che avrebbe comportato frequentare una scuola a tale distanza….faccio presente il problema alla responsabile la quale mi offre uno sconto di €1.500 ( nemmeno una borsa totale!!!)… e mi dice che infondo nn è stato fatto intenzionalmente… e che è inutile che mi arrabbio… infondo io sono l’ultima iscritta e potevo MUOVERMI PRIMA!!!!!!!!!!!!!!! …..ma nn è ancora finita…..disperata le chiedo almeno di essere la prima contattata in caso di rinuncia di qualcuna….nessuna notizia !!!! Mi consulto con diverse colleghe ed anche con un avvocato il quale in consiglia di inviare una mail nella quale chiedo almeno una COMUNICAZIONE UFFICIALE e scritta ( fino ad ora era tutto solo a livello telefonico!!!) della mia esclusione e le effettive ragioni…ed indovinate un po’….MIRACOLO!!!! oggi a 2 giorni dall’inizio del corso, “visto il mio atteggiamento minaccioso ed aggressivo” (parole della persona che mi ha contattato”hanno trovato una soluzione….risulto iscritta presso altra sede ma in via DEL TUTTO ECCEZIONALE posso frequentare COME SE (????) FOSSI ISCRITTA REGOLAMENTE A ROMA!!!!!....ovviamente declinerò la proposta…. Una scuola del genere non mi interessa…ma cedo che la mia esperienza vada cmq segnalata e riportata!
Davvero scorretti.
Conosco bene il funzionamento amministrativo delle scuole di specializzazione, ed è probabile che alla base di tutto ci sia una enorme disorganizzazione. Non per questo sono da scusare, nè è ammissibile il comportamento "a scarica barile" con cui hanno tentato di fare sembrare te minacciosa e aggressiva. Hai fatto bene invece a tutelarti, visto che avevi già pagato e, insomma, il sospetto di frode l'avrebbe avuto chiunque. Minimo (ma davvero minimo) avrebbero dovuto chiamarti per un colloquio durante il quale tentare di risolvere la situazione di persona. Proporti Messina al telefono è stato davvero un colpo basso. La soluzione di farti frequentare a Roma anche se poi l'iscrizione ufficiale sarebbe stata a Messina è una prassi abbastanza comune, e potevano proportela subito, invece di aspettare che la situazione deteriorasse. Non capisco perchè non l'abbiano fatto subito.
A loro comunque sarebbe convenuto avere una studentessa in più, perchè si tratta comunque di una retta in più, e se ti hanno proposto Messina è perchè lì hanno ancora un posto vacante, che a loro conveniva riempire.
Anche perchè io non so quando iniziano i corsi, ma è abbastanza tardi fare i colloqui a dicembre ed evidentemente avevano dei buchi da riempire.
A me non convince neanche molto la storia dell'iscrizione della ragazza ad agosto, insomma, basta fare un elenco degli iscritti (anche a penna!!!) per rendersi conto se il numero massimo di iscritti è stato raggiunto o meno!!!
Forse avevano promesso il posto a qualcuno che solo all'ultimo ha dato sue notizie.
Ad ogni modo un tale inizio non promette bene, e fai bene a non iscriverti più.
Un consiglio, segui bene la pratica per riavere i soldi già versati. Magari non faranno i furbi, con cose del tipo che non ti vorranno dare i soldi indietro, ma è probabilissimo che tardino apposta le pratiche per far quadrare i loro conti. Ridare indietro una quota è molto costoso in termini pratici per una scuola...
Ciao e buona fortuna!!!
Lorena
ps. magari lo sai già, ma te lo dico lo stresso, che magari ti sarà utile.
La proposta di frequentare a Roma con l'iscrizione in un'altra sede a livello ufficiale non è legale. Il numero di persone che possono frequentare una scuola in una determinata sede è fissato dal ministero sulla base di questioni di sicurezza (norme di sicurezza, metratura dei luoghi in cui si svolgono le lezioni...). Se c'è una persona fissa in più che frequenta in modo ufficioso l'istituto corre dei rischi. Molti, ti dicevo, lo fanno. Ma nel tuo caso è una informazione importante, al fine di tutelare i tuoi diritti. L'unica offerta valida dal punto di vista legale è stata quella di iscriverti a Messina, che però era tuo diritto rifiutare.
ciao, sono di milano.
ho scelto un indirizzo psicodinamico e ho mandato la domanda alle tre scuole di cui mi piaceva l'approccio e che non richiedevano analisi personale 3 volte la settimana (che non ho nessuna possibilità/intenzione di fare).
le scuole sono
minotauro (che doveva partire quest'anno ma non è partita e se arriva l'approvazione partirà a settembre 2006)
psiba
spp (indirizzo del bambino e dell'adolescente)
le conoscete? cosa ne pensate?
Salve a tutti...mi chiedevo se qualcuno del forum stesse frequentando l'IST di padova o la CESIPC di firenze e fosse così gentile da fornire le sue impressioni/valutazioni su queste scuole di specializzazione achi sta meditando sul suo futuro...grassie
:ciao:
Come specializzata presso la Scuola di psicoterapia strategica di Arezzo devo dire che rimango veramente perplessa a leggere i commenti fatti rispetto alla scuola e al modello della psicoterapia breve strategica. Al di là della simpatia o antipatia che Giorgio Nardone può suscitare come persona, credo sia decisamente scorretto attribuirgli comportamenti svalutanti e addirittura "umilianti" nei confronti degli studenti. Ho trascorso in quella scuola 4 anni della mia formazione post lauream e mai una volta mi sono sentita umiliata o mal trattata. Anzi, Giorgio Nardone è sempre stato molto stimolante a di supporto per gli allievi in formazione, oltre che un ottimo "maestro" (nel senso più profondo del termine). E penso di poter parlare, come minimo, per tutti i miei compagni di corso, con i quali spesso abbiamo commentato la cosa. Per quanto riguarda i commenti sulla psicoterapia, poi, mi ritrovo addirittura scandalizzata nel leggere chi sostiene che si occupi solo di "casi lievi" e senza follow up. Chi scrive e critica dovrebbe forse prima documentarsi sui dati di efficacia (follow up a 3 mesi, 6 mesi e 1 anno dalla fine della terapia, come richiesto dai criteri internazionali di ricerca sull'efficacia delle psicoterapie) e sulle tipologie di casi trattati (disturbi fobico ossessivi di tutti i tipi, disordini alimentari, depressione etc). E questo non solo perchè sostenuto nei libri dello stesso Giorgio Nardone (sarebbe troppo facile per chi è in malafede sostenere che sicuramente è un millantatore di successi) ma in quanto accetati e comprovati dalla stessa commissione di studio sull'efficacia delle psicoterapie del Ministero. Come ultima cosa, vorrei ricordare che la scuola di Arezzo è la UNICA in cui, fin dal primo anno, gli studenti si formano osservando terapie reali in diretta avendo l'occasione di vedere, nell'arco dei 4 anni, centinaia di pazienti differenti e di iniziare a fare coterapia a partire dal secondo anno. E questo dovrebbe essere considerato già di per sè garanzia di onestà e trasparenza professionale. E facile per molte scuole di psicoterapia "raccontare" i presunti successi del modello senza mai mostrare un paziente curato. Un terapeuta come Giorgio Nardone ogni venerdì e ogni sabato si espone allo sguardo di almeno 20 studenti mentre FA TERAPIA e non mentre ne racconta i successi. Arrogante? Forse per alcuni, io preferisco definirlo consapevole delle proprie capacità e della potenza del modello di terapia da lui messo a punto.
Un grande in bocca a lupo a chi di voi deve ancora fare la grande scelta della scuola di specializzazione da parte di chi, a distanza di qualche anno ormai, ricorda con nostalgia e passione gli anni della formazione aretina e ogni giorno continua a raccoglierne i frutti come psicoterapeuta.
Confermo i complimenti fatti a Giorgio Nardone, e soprattutto al suo approccio!
Io sono iscritta al 1 anno della sua scuola di specializzazione, e vi assicuro che dopo centinaia di scuole fatte per il 90% di teorie, finalemente si dà spazio alla pratica.
Per quanto riguarda i commenti negativi sì, forse non è la persona più carina di questo mondo, ma vi assicuro che se lo può permettere! Si è fatto un certo mazzo!
Per quanto riguarda la terapia, funziona! E mi sembra che questo sia sufficiente!
SO
Poveri pazienti!! :(Citazione:
Originariamente postato da Nemesi_nemesi
Un terapeuta come Giorgio Nardone ogni venerdì e ogni sabato si espone allo sguardo di almeno 20 studenti mentre FA TERAPIA e non mentre ne racconta i successi.
Poveri pazienti? A parte il fatto che, ovviamente (ma meglio specificarlo, non si sa mai..) tutti i pazienti sono informati e consenzienti, io definirei "poveri pazienti" quelli che si sono fatti anni e anni di inutile analisi con tanto di psicanalista che russava alle spalle (e potrei citare la testimonianza di almeno 3 dei miei ormai ex-pazienti sul fatto che queste cose accadano davvero) e non certo delle persone che, sapendo di essere visti all'interno di una scuola di specializzazione e nei giorni dedicati alla formazione dei neo psicoterapeuti, nell'arco di pochi mesi risolveranno (nel 87% dei casi) il loro problema. "Poveri pazienti" sono quelli massacrati da anni con cure psicofarmacologiche tampone. "Poveri pazienti" sono quelli a cui viene detto che il loro disturbo è incurabile o genetico, o a cui il terapeuta incapace di aiutarli continua a dire che è colpa loro perchè non sono abbastanza "motivati" e vogliono rimanere nel problema-. Ma mi rendo conto che fino a quando uno non lavora e non se le sente raccontare queste cose dai "poveri pazienti", reduci da goffi tentativi terapeutici, queste cose potranno sembrarvi casi limite o rari.. Un'ultima nota.. come credete che imparino gli studenti di medicina a trattare i pazienti? E gli specialisti di chirurgia a fare gli interventi? E gli infermieri a fare i prelievi? E li danno che può fare qualche ago di troppo infilato nel tentativo ancora maldestro di fare un prelievo non è, per me, di certo paragonabile ai danni che tanti improvvisati psicoterapeuti sulla scia dello studio di qualche ben manuale possono fare nel tentativo di aiutare il "povero (in questo caso davvero) paziente"
Mi scuso per la veemenza della risposta, ma è giustificata da ormai anni di critiche e considerazione sempre uguali sulla terapia strategica che, devo ammettere, comincio a digerire sempre peggio...
ps
Giusto per regalarvi un sorriso forse un po' amaro, il paziente più "povero" che ho incontrato è stato quello a cui lo psicanalista ha fatto pagare una seduta in più poichè lo aveva sognato di notte (lo psicanalista al paziente) e nel sogno avevano parlato dei problemi del paziente.. (!!!)
Finalmente una terapeuta strategica...
Sto per dare l'esame di stato, dopo di chè volerò (nel vero senso della parola) fino ad Arezzo per fare le selezioni... ma purtroppo mi sto ponendo dei dubbi, dei quali vorrei renderti partecipe. Ho visto i programmi delle varie scuole cognitivo-comportamentali (Skinner, Watson etc.), e devo dire che le patologie trattate sono decisamente numerose, più di quelle indicate sul sito della breve strategica. Il problema non è solo numerico, ma mi pongo il problema dell'applicabilità della terapia strategica su disturbi della personalità, o borderline, dove (correggimi se sbaglio) non c'è un vero e proprio sintomo quantificabile come la fobia, ad esempio. Poi vorrei anche sapere se la scuola dà nozioni teoriche come le altre, dato che nel sito questo non è molto chiaro.
Inoltre, i tassi di efficacia che indicate sono relativi anche al trattamento dei disturbi di depressione (generica e bipolare)?
Detto chiaramente, ho paura di scegliere un approccio per me bellissimo, ma che poi a conti fatti mi taglia le gambe su patologie che non rientrano nelle fobie-ansia-disturbi compulsivi.
Ho visto varie volte Nardone all'opera in diversi seminari, e da ciò che ho visto ho arguìto che per ottenere i suoi risultati ci vuole la sua preparazione ed esperienza. Per scindere la tecnica dalla persona, vorrei sapere se i risultati che ottieni tu e i tuoi colleghi, rientrano nelle stime indicate sui libri di Nardone.
Puoi scrivermi anche sulla mia mail albaspina chiocciola tiscali.it.
Ho altre cose da chiederti (parecchie), ma aspetto prima la tua risposta.
Tnx.
Ciao
Sì, in effetti può anche essere 1 strumento didattico utile ed anche formativo per l'orientamento di Nardone. In ogni caso io non lo condivido.Citazione:
Originariamente postato da Nemesi_nemesi
Un'ultima nota.. come credete che imparino gli studenti di medicina a trattare i pazienti? E gli specialisti di chirurgia a fare gli interventi? E gli infermieri a fare i prelievi? E li danno che può fare qualche ago di troppo infilato nel tentativo ancora maldestro di fare un prelievo non è, per me, di certo paragonabile ai danni che tanti improvvisati psicoterapeuti sulla scia dello studio di qualche ben manuale possono fare nel tentativo di aiutare il "povero (in questo caso davvero) paziente"
Sì, come no... ci crediamo tutti.Citazione:
Originariamente postato da Nemesi_nemesi
Giusto per regalarvi un sorriso forse un po' amaro, il paziente più "povero" che ho incontrato è stato quello a cui lo psicanalista ha fatto pagare una seduta in più poichè lo aveva sognato di notte (lo psicanalista al paziente) e nel sogno avevano parlato dei problemi del paziente.. (!!!)
Saluti,
ikaro
P.S. L'87% dei casi?! :eek: :eek: :eek:
Cara nemesi... questo intervento testimonia una profonda conoscenza ed anni di studio e dapprofondimento dei temi psicoanalitici di cui discuti, aspettiamo un tuo trattato su psicopatologia e setting analitico, non dimenticare di dedicarcelo!Citazione:
Originariamente postato da Nemesi_nemesi
Poveri pazienti? A parte il fatto che, ovviamente (ma meglio specificarlo, non si sa mai..) tutti i pazienti sono informati e consenzienti, io definirei "poveri pazienti" quelli che si sono fatti anni e anni di inutile analisi con tanto di psicanalista che russava alle spalle (e potrei citare la testimonianza di almeno 3 dei miei ormai ex-pazienti sul fatto che queste cose accadano davvero) e non certo delle persone che, sapendo di essere visti all'interno di una scuola di specializzazione e nei giorni dedicati alla formazione dei neo psicoterapeuti, nell'arco di pochi mesi risolveranno (nel 87% dei casi) il loro problema. "Poveri pazienti" sono quelli massacrati da anni con cure psicofarmacologiche tampone. "Poveri pazienti" sono quelli a cui viene detto che il loro disturbo è incurabile o genetico, o a cui il terapeuta incapace di aiutarli continua a dire che è colpa loro perchè non sono abbastanza "motivati" e vogliono rimanere nel problema-. Ma mi rendo conto che fino a quando uno non lavora e non se le sente raccontare queste cose dai "poveri pazienti", reduci da goffi tentativi terapeutici, queste cose potranno sembrarvi casi limite o rari.. Un'ultima nota.. come credete che imparino gli studenti di medicina a trattare i pazienti? E gli specialisti di chirurgia a fare gli interventi? E gli infermieri a fare i prelievi? E li danno che può fare qualche ago di troppo infilato nel tentativo ancora maldestro di fare un prelievo non è, per me, di certo paragonabile ai danni che tanti improvvisati psicoterapeuti sulla scia dello studio di qualche ben manuale possono fare nel tentativo di aiutare il "povero (in questo caso davvero) paziente"
Mi scuso per la veemenza della risposta, ma è giustificata da ormai anni di critiche e considerazione sempre uguali sulla terapia strategica che, devo ammettere, comincio a digerire sempre peggio...
ps
Giusto per regalarvi un sorriso forse un po' amaro, il paziente più "povero" che ho incontrato è stato quello a cui lo psicanalista ha fatto pagare una seduta in più poichè lo aveva sognato di notte (lo psicanalista al paziente) e nel sogno avevano parlato dei problemi del paziente.. (!!!)
Ciao Amistade,
le perplessità che tu sollevi sono più che comprensibili, visto che l'approccio strategico è noto soprattutto per la terapia dei disturbi d'ansia e alimentari, ovvero per tutti quei disturbi per cui sono stati già messi a punto protocolli di trattamento specifici. Il fatto che per altri tipi di disturbi non esista ancora un protocollo ha a che fare con vari fattori, primo fa tutti un fattore di ordine diagnostico, che rende molto sfumata e complessa, ad esempio, sia la categoria dei disturbi di personalità che quella del disturbo bordeline.
Quando un terapeuta strategico si trova di fronte a disturbi di questo tipo, non ha disposizione un protocollo di trattamento già costituito in tutte le sue fasi, ma ha a disposizione un modello di intervento molto raffinato, sia da un punto di vista di problem solving che di comunicazione che, se ben utilizzato, può comunque permettere di lavorare in maniera molto efficace anche con questi disturbi. Ovviamente non c'è la pretesa di essere la panacea per tutti i mali (ad esempio la terapia strategica non si applica ai disturbi da uso di sostanze), così come è prevista la collaborazione con psichiatri per terapie integrate in casi particolari (ad esempio le psicosi conclamente e alcuni tipi di depressione), ma devo dire che questa terapia permette di affrontare più problemi di quanto la letteratura non faccia ipotizzare. Certo, questo richiede che il terapeuta sia ben formato, poichè non può appoggiarsi su nessun tipo di protocollo rassicurante, in questi casi.
Per quanto riguarda la depressione, attualmente ad Arezzo e in tutti gli studi affiliati si sta lavorando alla sperimentazione di un protocollo creato ad hoc per i diversi tipi di depressione, i risultati spero di prossima pubblicazione. C'è anche da aggiungere che un terapeuta strategico non utilizza quasi mai etichette diagnostiche descrittive (quelle da DSM per intenderci), preferendo riferirsi ai problemi clinici usando diagnosi operative (ma a sarebbe troppo lungo e noioso da spiegare e poi lo puoi trovare nei libri più specialistici dell'approccio).
Per quanto riguarda la tua domanda sulla scuola, certo che dà nozioni teoriche: oltre alla formazione specifica al modello, come in tutte le altre scuole di psicoterapia, sono previste lezioni teoriche sulle materie indicate dal ministero e sugli altri modelli di terapia.
Infine, da un po' di anni si stanno raccogliendo i dati di efficacia anche di tutti i collaboratori di Nardone proprio per rispondere all'interrogativo che, giustamente, ti sei posto tu. Le stime fino ad ora indicano un livello di efficacia un po' più basso di quello di Giorgio Nardone (ma comunque intorno al 80%) e un efficienza minore (ovvero terapie un po' più lunghe), ma i risultati sembrano comunque piuttosto soddisfacenti. Anche questi dati credo di prossima pubblicazione.
Spero di essere stata di chiarimento sui tuoi dubbi, anche se trovo estremamente difficile rendere la complessità dell'approccio in un post di un forum. Ho letto, comunque, che nel forum "bazzicano" un po' di iscritti alla scuola di Arezzo, che probabilmente potranno aiutarti a soddisfare altre curiosità
ciao
Nemesi
Grazie per la risposta. mi hai chiarito molto le idee. Personalmente ho frequentato 2 seminari intensivi di Nardone, e mi avevano entusiasmato moltissimo. Ora razionalmente sento che l'ago della bilancia (il mio) tende più verso un approccio comportamentale-cognitivo (per esempio: scuola skinner) a tutto campo, più completo e altrettanto sperimentato ed efficace (86% non ricordo bene su quali patologie).
Ma che tu sappia, la media dei terapeuti affiliati prima di iniziare la strategica aveva alle spalle un altro tipo di formazione (es: sistemica, cognitivo-comp., filosofica etc.?) Perchè l'impressione che ho è che Nardone è un terapeuta a tutto campo, e secondo me colma le manchevolezze della terapia (che è giovane) con la sua preparazione mostruosa. Sono certo che 4 anni non bastano per avere il suo intuito e la sua creatività (più conosci più materiale hai dal quale attingere per la tua creatività).
Grazie.
Ciao
<delurk>Citazione:
Originariamente postato da Sigismonda
Cara nemesi... questo intervento testimonia una profonda conoscenza ed anni di studio e dapprofondimento dei temi psicoanalitici di cui discuti, aspettiamo un tuo trattato su psicopatologia e setting analitico, non dimenticare di dedicarcelo!
Che ci sia qualcuno che considera psicanalisti che russano e fanno pagare le sedute avvenute in sogno dei "temi psicoanalitici" non mi meraviglia: come testimonia l'ampia letteratura al riguardo, casi di questo tipo sono effettivamente dei temi ricorrenti.
Io però piuttosto che la solita fuffa psicodinamica preferisco che Nemesi parli delle sue esperienze strategiche, che mi danno più calorie. Se ti interessano trattati sui disastri del setting analitico, comunque, pure io che sono un ignorantone ne ho letti un paio: ti consiglio "Marylin M. e i disastri della psicanalisi" di Mecacci e, perché no, il "manuale di sopravvivenza per psicopazienti" di Nardone.
Quanto al dedicarti un trattato, qualcosa mi dice che se glielo chiedi gentilmente Nemesi potrebbe anche farlo.
</delurk>
Sì, ma dico io: non è che per promuovere o semplicemente far conoscere 1 approccio psicoterapeutico bisogna PER FORZA farlo screditando la psicoanalisi. Del resto se la terapia strategica cura con successo l'87% dei pazienti (manco il Berlusca oserebbe spararle così grosse, e il bello è che i presuntuosi - avostro dire - sarebbero gli psicoanalisti!!), il restante 13%, magari, vorrà ancora stendersi sul lettino.Citazione:
Originariamente postato da amedeo73
<delurk>
Che ci sia qualcuno che considera psicanalisti che russano e fanno pagare le sedute avvenute in sogno dei "temi psicoanalitici" non mi meraviglia: come testimonia l'ampia letteratura al riguardo, casi di questo tipo sono effettivamente dei temi ricorrenti.
Io però piuttosto che la solita fuffa psicodinamica preferisco che Nemesi parli delle sue esperienze strategiche, che mi danno più calorie. Se ti interessano trattati sui disastri del setting analitico, comunque, pure io che sono un ignorantone ne ho letti un paio: ti consiglio "Marylin M. e i disastri della psicanalisi" di Mecacci e, perché no, il "manuale di sopravvivenza per psicopazienti" di Nardone.
Quanto al dedicarti un trattato, qualcosa mi dice che se glielo chiedi gentilmente Nemesi potrebbe anche farlo.
</delurk>
Saluti,
ikaro
Guarda, io non sono la persona giusta a cui rivolgere questo tipo di osservazioni perché non sono uno psicologo. Dal mio punto di vista (che è quello dell'ex-paziente, e *strategico*, per intenderci), il modo migliore per un approccio psicoterapeutico di farsi conoscere è con i risultati concreti e l'inevitabile passaparola tra pazienti guariti e soddisfatti. E' per questo che mi incazzo quando leggo argomentazioni comeCitazione:
Originariamente postato da ikaro78
Sì, ma dico io: non è che per promuovere o semplicemente far conoscere 1 approccio psicoterapeutico bisogna PER FORZA farlo screditando la psicoanalisi. Del resto se la terapia strategica cura con successo l'87% dei pazienti (manco il Berlusca oserebbe spararle così grosse, e il bello è che i presuntuosi - avostro dire - sarebbero gli psicoanalisti!!), il restante 13%, magari, vorrà ancora stendersi sul lettino.
1) un approccio psicoterapeutico vale l'altro: ognuno ha dei pregi e dei difetti
2) "devo scegliere una scuola di psicoterapia, e sarei orientata per la scuola XYZ che è dietro casa mia, però mi tenta anche la HHH che costa meno"
3) Nardone è un presuntuoso, e quindi non può avere percentuali di successo intorno all'80%
4) la terapia strategica non può funzionare perché ho letto i libri di Nardone e non mi sono piaciuti
5) la terapia strategica non funziona perché una volta ho conosciuto lo zio della moglie di un tale che aveva fatto due sedute con uno di timbuktu che faceva lo strategico e non ha funzionato
Ancora meglio sono quelli che cercano di dipingere la terapia strategica come un "fenomeno mediatico", visto che Nardone è stato in tv quattro o cinque volte: c'è un'ipocrisia così violenta, una tale palese malafede da protezione dello status quo (la psicanalisi è un movimento redditizio da cent'anni, in virtù quasi esclusiva di una qualche forma di pubblicità mediatica, che sia letteraria, cinematografica, aneddotica, ecc.), una tale aperta contraddizione con il fatto che ci sono ben altri tipi di "fenomeni mediatici" che in virtù di una buona presenza televisiva scroccano una popolarità del tutto immeritata su base scientifica che mi girano le balle con roteamento così rapido che rischio di prendere il volo a testa in giù.
Quando si legge di percentuali di successo al di fuori della portata delle psicoterapie "tradizionali" si possono fare varie cose:
1) crederci acriticamente
2) crederci sulla base di letture, considerazioni filosofiche, esperienze personali, testimonianze
3) non crederci acriticamente
4) non crederci sulla base di letture, considerazioni filosofiche, esperienze personali, testimonianze.
Ora, conosco persone delle prime tre categorie, ma pochissime della quarta. Da quando conosco la terapia strategica ne sono un "fan" abbastanza appassionato: ho mandato in TS tutte le persone con qualche tipo di problema che ho conosciuto, e di queste solo quelle che hanno abbandonato la terapia prima della quarta seduta non ne hanno tratto come minimo grandi benefici (quelle che avevano delle patologie conclamate sono guarite tutte meno una, che sta molto meglio). Il mio, di problema, si è sbloccato tra la prima e la seconda seduta, e in meno di dieci ero sistemato: e avevo rischiato la vita, per quel problema.
Perché non conosco nessuna della quarta? Perché non esiste nulla da leggere, che contrasti con i risultati degli strategici. Non esistono testimonianze (nel senso di "testimonianze in quantità statisticamente significativa", chiaramente), non esistono studi che dimostrino il contrario rispetto a quanto dichiarato da Nardone & C. E a dimostrare le loro, di tesi, sta la quantità crescente di gente fuori dalla loro porta, nonché la quantità crescente di filmati di cui parlava Nemesi.
Eppure ancora c'è gente che va in giro a dire "la terapia strategica cura solo il sintomo", o "ho letto che Nardone fa fare le piroette ai pazienti: ma stiamo scherzando"? C'è un'aneddotica da bar dello sport, che viene utilizzata dai detrattori della terapia strategica (tipicamente tutti coloro che non la sanno praticare), e ciononostante se uno parla di analisti che dormono, o che fanno pagare le sedute notturne, si muove una schiera di indignati che parlano di "screditamento della psicanalisi" (e senza che si siano citati gli psicanalisti che fanno pagare le sedute che NON avvengono, perché loro sono in ferie!): secondo me sono gli psicanalisti che russano, che screditano la psicanalisi, o quelli che tengono in cura un paziente dieci anni, e poi quando lo vedono guarito perché è andato a fare dieci sedute di terapia strategica gli dicono "hai visto, che tutto il lavoro di questi anni è servito a qualcosa?".
Ciao, io so poco della scuola bionergetica ma alcune persone che conosco me ne hanno parlato bene a Firenze..spero che nel mio piccolo piccolo questo ti possa essere di aiuto!ciao:approved: in bocca al lupo!
Amedeo, sono contento per te.
Ma che ci farà 1 non-psicologo in un forum sull'orientamento e la formazione post lauream, scelta della scuola di specializzazione, proprio non lo capisco!
Ciao a tutti,
ikaro
P.S. Se tu fossi 1 psicoanalizzato, invece, direbbero alla meno peggio: 1) che sei dipendente dal tuo analista; 2) che sei 1 adepto ad 1 setta in cerca di altri potenziali adepti.
Ciao a tutti..vi chiedo consigli per la scelta della scuola di specializzazione..si insmma al di là della fondamentale scelta di approccio..ci sono dei criteri..diciamo cosi Tecnici che è importante conoscere prima di scegliere?..pubbliche private...riconoscimenti vari....la domanda è un pò vaga ma sono siucura che saprete darmi preziosi consigli comunque!grazie!!!:confused: :bimbo:
Ohibò, eppure mi pareva chiaro: inserirsi in una interessante discussione e dire la propria riguardo ad alcune esternazioni contro la terapia strategica che in inglese potrebbero venire catalogate con l'acronimo FUD.Citazione:
Amedeo, sono contento per te.
Ma che ci farà 1 non-psicologo in un forum sull'orientamento e la formazione post lauream, scelta della scuola di specializzazione, proprio non lo capisco!
Questo mi conferma che ho fatto bene a scegliere la terapia strategica: mi importava curarmi, non essere l'oggetto di teorie banalotte e paranoiche...Citazione:
P.S. Se tu fossi 1 psicoanalizzato, invece, direbbero alla meno peggio: 1) che sei dipendente dal tuo analista; 2) che sei 1 adepto ad 1 setta in cerca di altri potenziali adepti.
Citazione:
Originariamente postato da amedeo73
Questo mi conferma che ho fatto bene a scegliere la terapia strategica: mi importava curarmi, non essere l'oggetto di teorie banalotte e paranoiche...
:shy2: :shy2: :shy2: :shy2:
(non sto russando, giuro...)
Saluti,
ikaro
P.S. Definire "banalotte e paranoiche" altre teorie = FUD
Il punto è il seguente: perchè viene sempre attaccato Nardone e il suo approccio e non, mettiamo, la cognitivo comportamentale a orientamento costruttivista, o qualsiasi altra forma di terapia breve ed efficace?Citazione:
Originariamente postato da amedeo73
Guarda, io non sono la persona giusta a cui rivolgere questo tipo di osservazioni perché non sono uno psicologo. Dal mio
Eppure ancora c'è gente che va in giro a dire "la terapia strategica cura solo il sintomo", o "ho letto che Nardone fa fare le piroette ai pazienti: ma stiamo scherzando"?
Ti rispondo subito: non perchè la terapia non sia efficace, non perchè Nardone è stato in TV (e Morelli allora?), non per pregiudizi o preconcetti, ma per il semplice tono che viene percepito nei confronti delle altre terapie.
In soldoni, nessun sistemico si mette a sparlare e polemizzare verso l'analisi transazionale definendola "una setta", nessun cognitivo-comportamentale direbbe ai seminari che la psicanalisi è solo una presa per il culo perchè statisticamente non funziona. Ci sono buone ragioni per non farlo, innanzitutto perchè in ambito scientifico certi toni non sono assolutamente ammessi. Se una terapia non è scientifica, la scienza semplicemente non si pronuncia a favore, ma non è che fa una crociata per crocefiggere l'agopuntura con campagne tipo anti-fumo. E' una norma di condotta che, se ci fai caso, traspare in qualsiasi articolo scientifico dove emerge l'inefficacia di un trattamento. Si dice che dai risultati emersi è emerso che... Il resto, polemica di fatto, viene omessa. Nardone attira vespai per via del suo modo di sponsorizzare la terapia, che per come la descrive lui, è senza difetti. Invece il difetto che io ci trovo (a parte il fatto che è una terapia giovane e c'è molta ricerca ancora da fare) è che ogni specializzato che esce da lì non si chiama Giorgio Nardone, e molto probabilmente il suo incredibile talento, intuizione, conoscenza, genio, spiega una parte di quel 92%.
Il tono che Nardone usa, a ragione o a torto che sia, in automatico lo espone a violentissime critiche, perchè assale (ripeto, a ragione o a torto) altri approcci ponendosi in automatico dalla parte del torto. I suoi (di Nardone) risultati sono impressionanti, le sue sedute durano anche 15 minuti, ma io parlai con un affiliato che mi disse che le sedute di 15 minuti in realtà erano solo quelle di Nardone, perchè nella realtà non si andava mai al di sotto dei 50 minuti tra i comuni mortali.
Quello che a me sembra di capire, è che la scuola strategica è travolta dal vortice di polemiche botta e risposta generate principalmente dalle forti critiche verso altri approcci meno efficaci o non efficaci. Capisco che Nardone lo faccia a onor del vero, ma è normale che se vai alle riunioni dei pranoterapeuti a dire che sarebbero tutti da arrestare, come minimo alla prima che dici te la fanno pagare.
Inviterei tutti (me compreso che sono un rompiscatole) a valorizzare la propria di terapia senza necessariamente far leva sui fallimenti e difetti degli altri approcci. Sta alla gente decidere da quale terapeuta andare, se andare dallo psichiatra o dallo psicomago, e sta alla responsabilità di ognuno documentarsi approfonditamente. Se la gente se ne frega sono affari loro se poi cascano male andando dallo psicosciamano. La psicoterapia è fatta di tanti approcci, un po' come il discorso della medicina quando si confronta l'osteopata con il chiropratico. Non mi sembra che i medici di base abbiano cartelloni appesi con su scritto "attenzione, queste forme di terapia non sono fondate su solide basi scientifiche", nè nessun medico mi ha fai fatto un discorso (di qualunque tipo) sull'efficacia dell'omeopatia.
Non sarebbe male che certi compiti di divulgazione li lasciassimo all'ordine, ai giornalisti o alla comunità scientifica, e che ognuno coltivi il proprio orto, proprio per evitare l'inutilissima polemica di Nardone.
Ciao
Ciao Amistade, ho letto il tuo messaggio e mi sembra composto di considerazioni sensate: ho però un punto di vista un po' diverso, ora cerco di dirti come la penso.
Io ho quest'idea: prima di tutto Nardone è obiettivamente uno che fa venire voglia di dargli addosso: appare borioso, saccente, presuntuoso, arrogantello, ha quella vocetta stridula, quella faccia da cicciobello col naso a patata, esibisce quelle pettinature improbabili (ciuffi impomatati svolazzanti, rapate da recluta militare...), e a vederlo così me lo immagino mentre in mezzo al suo gruppo di amici gonfia il petto tutto soddisfatto e parla di qualche sua conquista. Però sono sicuro di una cosa: se la terapia strategica viene criticata non è perché Nardone ha l'aria di essere un po' stronzo. Al contrario...Citazione:
Il punto è il seguente: perchè viene sempre attaccato Nardone e il suo approccio e non, mettiamo, la cognitivo comportamentale a orientamento costruttivista, o qualsiasi altra forma di terapia breve ed efficace?
Ma no, ma no. Morelli non viene criticato semplicemente perché non dà fastidio a nessuno... ha la sua nicchia, si scrive i suoi libri, fa le sue comparsate, declama supposte Verità come fanno la maggior parte di questi psicologi da baraccone, "spiega come siamo fatti" e non rischierà mai di far passare idee "rivoluzionarie" riguardo a ciò che funziona o no, per davvero, in psicoterapia.Citazione:
Ti rispondo subito: non perchè la terapia non sia efficace, non perchè Nardone è stato in TV (e Morelli allora?), non per pregiudizi o preconcetti, ma per il semplice tono che viene percepito nei confronti delle altre terapie.
Voglio dire, è nato prima l'uovo o la gallina? Credi davvero che se senti criticare Nardone è perché lui per primo è stato "maleducato" o poco "politicamente corretto" nei confronti di qualche modello terapeutico? Su, dai... Immaginati quando Nardone ha portato (o ri-portato, se conti i sistemici) il modello strategico di Palo Alto in Italia: non è certo perché "aggredisse" altri modelli terapeutici, che cominciò a fare rumore. Se ha cominciato ad avere notorietà è perché il suo modello funzionava, e bene, anzi *troppo* bene.
So per certo di aver sentito raccontare di psicologi che lo attaccarono apertamente (non ricordo se a un convegno o dove, ma in un'occasione pubblica) perché la rapidità con cui curava i pazienti non poteva che scompensarli. Mi sembra di ricordare che venne definito "pericoloso".
Io sono un po' di anni, che seguo la strategica: quattro o cinque anni fa mi colpì soprattutto l'approccio paradossale (e, appunto, ebbi poi mio malgrado necessità di una terapia in prima persona), e cominciai a studiare. Mi ricordo che discutevo con gente in giro per internet che tipicamente mi diceva con sufficienza "una terapia così breve non può che curare solo il sintomo": sembra una frase da poco, ma è una accusa grave, per un modello che dichiara di curare le persone. Equivale a una accusa di truffa, e in un ambito sensibile come quello dei disturbi mentali: mai una volta, che in quelle discussioni uno di quei detrattori sapesse citare uno studio che giustificasse le sue affermazioni.
E perché? Perché non ne avevano bisogno: avevano la "teoria". La teoria diceva loro che una psicoterapia deve "scavare nel profondo", lo "scavo" richiedeva loro un sacco di tempo, ne deducevano che una terapia per funzionare deve richiedere un sacco di tempo.
Ora tu mi dici: Nardone è aggressivo. Io quello che ho visto in questi anni è Nardone che cita dati. Nardone che cita studi. Ho letto libri in cui Nardone fa riferimento all'APA.
Ho sentito conferenze in cui citava dati oggettivi. Ho letto libri di altri che raccontavano storie, che svelavano miti della psicanalisi, che ne esponevano gli illustri scheletri negli armadi...
Quindi mi son fatto un'idea: da una parte c'è uno psicologo magari stronzissimo, ma bravissimo (uno quindi che se ha un atteggiamento presuntuoso ce l'ha a ragion veduta) che porta avanti un modello psicoterapeutico eccezionale basato su un'impostazione filosofica che tra l'altro è alla base di alcune tra le principali conquiste scientifiche e tecnologiche del novecento, e che ottiene risultati eccezionali, si fa un nome, fonda una scuola e comincia a mandare in giro per l'Italia gente che ottiene a sua volta ottimi risultati, e tiene corsi, e forma altra gente, ecc.
Dall'altra c'è un mondo accademico che a parte rari casi ignora quel modello, che nelle università lo trascura o lo censura, che alla prima occasione cerca di denigrarlo. C'è un mondo della psicoterapia che è fatto di vari modelli, alcuni più concreti, altri meno, ma tutti meno efficienti della terapia strategica: quel mondo vede scritte delle cose che mettono alla luce le sue contraddizioni. Vede un gruppo di persone che dichiara apertamente "se la terapia non dà risultati nelle prime dieci sedute vuol dire che non funziona, e anzi rischia di complicare il problema". Che dice che lo scavo nel passato non è necessario per risolvere i problemi. Che dichiara che il paziente deve avere percezione dei suoi miglioramenti, e che lo scopo della terapia è portare il paziente a vivere bene, più che a capire delle verità profonde su se stesso. Vede un gruppo di persone che curano i pazienti nel tempo che agli altri è appena necessario a stilare una diagnosi.
Tu mi vuoi dire che quel mondo - se Nardone e i suoi non fossero anche un po' antipatici - non cercherebbe di neutralizzarli?
Non la bevo: e non la bevo soprattutto perché scovo questo forum a caso, e ci trovo dentro scritte le stesse banalità che ho sempre letto. Gente che ha leggiucchiato un libro, decide che le prescrizioni non sono per lui, e comincia a sentenziare su Nardone perché Nardone usa tecniche prescrittive. Gente che invece di informarsi sul perché quelle tecniche hanno spesso effetti dirompenti continua a ragionare con la logica imparata su libri polverosi e inconcludenti, e dice "questa terapia non esiste".
Gente che preferisce pensare che non sia possibile ottenere certi risultati, o che quelle dichiarazioni siano false, per non doversi mettere in discussione di fronte a quei risultati e quelle dichiarazioni.
Questo non ci dice nulla sulla serietà professionale dei sistemici o dei cognitivo-comportamentali... A parte il fatto che gli studi sulla non-scientificità della psicanalisi non li ha mica fatti Nardone, lui li ha citati: se il resto del mondo è per il "quieto vivere" e la "political correctness", a me che importa? Io so che una volta, a Parma, quattro o cinque anni fa ho visto una conferenza sugli attacchi di panico e le fobie in cui le prime tre file erano piene di persone con il volto biancastro che guardavano per terra stropicciandosi le mani: io so che quel pacioccone dall'aria sbruffona parlava loro con rispetto, citando esperienze che erano dati precisi.Citazione:
In soldoni, nessun sistemico si mette a sparlare e polemizzare verso l'analisi transazionale definendola "una setta", nessun cognitivo-comportamentale direbbe ai seminari che la psicanalisi è solo una presa per il culo perchè statisticamente non funziona.
Io ero un ragazzotto curioso che sbirciava dal lato della sala, e mentre ascoltavo lui che parlava, guardavo loro che a poco a poco prendevano colore: quello che mi fa incazzare quando leggo imprecisioni sulla strategica, è il fatto che sono sicuro che molta di quella gente sia andata ad Arezzo a farsi curare, poi, e che lui - o chi per lui - li hanno curati: in un numero ragionevole di sedute, con una spesa ragionevole, e dicendo chiaramente a quei pochi per cui non funzionava "mi spiace, ci abbiamo provato, sembra che io non possa fare niente per lei".
Io, che sono stato un paziente e ho avuto molti amici pazienti, sto dalla parte di quei pazienti: quelli per cui è importante, che qualcuno dica "balle: questa terapia non funziona, e per gli attacchi di panico è meglio la mia". Perché è VERO, e questo è utile per chi ha attacchi di panico: curarsi con il metodo MIGLIORE (o meglio: quello che finora si è dimostrato migliore).
Oh figuriamoci. Come se il mondo scientifico fosse popolato di anime candide che si amano vicendevolmente rispettando incondizionatamente il lavoro altrui. Non tutto si concilia con tutto: se una terapia sistemica può essere plausibile, per uno strategico, una volta che l'esperienza e la pragmatica hanno mostrato l'inconsistenza di certe tesi della psicanalisi, è giusto dire "queste teorie non reggono al confronto con l'esperienza": e in ambito scientifico questo tono dovrebbe essere del tutto ammesso.Citazione:
Ci sono buone ragioni per non farlo, innanzitutto perchè in ambito scientifico certi toni non sono assolutamente ammessi.
Ma ci sono interessi, ci sono questioni politiche: e tu che esci da un'università mostri di condividere quella visione "politica" prima che pragmatica. Ti interessa la correttezza politica, la buona creanza, il quieto vivere, e ragioni come se fosse giustificato che la comunità scientifica aggredisse gli strategici perché sono "scomodi", esclusivamente perché si permettono di criticare apertamente gli altri orientamenti. Ma questa sì, che è una logica settaria: è la logica di un sistema che reagisce contro le perturbazioni per rimanere nella sua (mediocre) stabilità.
Non un solo dato di merito: non una sola argomentazione "scientifica": vuoi dirmi che il "mondo scientifico" si occupa davvero solo del "corretto tono" con cui rivolgersi ai colleghi per non irritarli? Non ci voglio credere.
Uh, non sono d'accordo per niente. Non sono abbastanza esperto: ma sono sicuro di aver letto e sentito dire cose contro l'omeopatia molto più determinate e dure di quelle di Nardone contro le psicoterapie tradizionali: eppure mia madre tutti gli anni si cura l'influenza con l'oscillococcinum, e dice che le passa.Citazione:
Se una terapia non è scientifica, la scienza semplicemente non si pronuncia a favore, ma non è che fa una crociata per crocefiggere l'agopuntura con campagne tipo anti-fumo. E' una norma di condotta che, se ci fai caso, traspare in qualsiasi articolo scientifico dove emerge l'inefficacia di un trattamento.
Voglio dire, faccio due ricerche su internet e in cinque minuti trovo i riferimenti all'articolo del lancet che dichiara che l'omeopatia non esiste, e il ministero della sanità che rende la vita dura agli omeopati, e la federazione dei medici omeopati che reagisce e dichiara che l'articolo del lancet è viziato, e che l'applicazione dell'omeopatia alla medicina veterinaria dimostra che non si può parlare di effetto placebo... mi sembra che ci sia un "dibattito" abbastanza furioso, al contrario, nella comunità scientifica, al riguardo: da una parte c'è gente che contesta la veridicità scientifica di una teoria, da quell'altra gente che si difende.
Ma gli omeopati mica dicono "non vi parliamo più: siete maleducati: nel mondo scientifico certe cose non si dicono!".
E forse se non si crocefigge l'agopuntura è perché è una disciplina più seria di quello che crediamo (ma io non ne so nulla), o forse perché in Europa non ha sufficiente massa critica da infastidire le multinazionali farmaceutiche, o i fautori della medicina tradizionale.
E del resto in una nazione in cui le televisioni private sono piene di "maghi" che possono permettersi di prendere soldi affermando di prevedere il futuro, parlare coi morti, scacciare il malocchio et similia senza che nessuno li persegua, vuoi che mi aspetti che il "mondo scientifico" sia in grado di alzare la voce verso le psicoterapie che non funzionano?
Io poi non sono così sicuro che Nardone "attiri vespai": per quello che ne so io gli strategici e il centro di Arezzo lavorano abbastanza tranquillamente da anni, e si espandono a ritmo lento ma costante.Citazione:
Si dice che dai risultati emersi è emerso che... Il resto, polemica di fatto, viene omessa. Nardone attira vespai per via del suo modo di sponsorizzare la terapia,
Questa è una affermazione che è molto lontana dal vero: in questi anni avrò visto tre o quattro conferenze sulla strategica, e puntualmente venivano fuori le stesse domande. Una di queste è "ci sono dei disturbi con cui non va bene?": risposte tipiche "sì, ad esempio i disturbi da dipendenza da sostanze, o certi casi da disagio esistenziale non ben definito".Citazione:
che per come la descrive lui, è senza difetti.
Inoltre: cos'è tutto il discorso sulle dieci sedute entro le quali la terapia deve dare almeno dei segni di miglioramento al paziente, se non la chiara ammissione che ci sono dei casi in cui non ne dà? E le percentuali di successo, che variano a seconda delle patologie? Ricordo di aver letto percentuali ben inferiori dell'80% per l'anoressia, ad esempio: chi lo dice, che qualcuno abbia detto che la terapia strategica è una terapia "perfetta", di fronte ai risultati dichiaratamente non perfetti per questo tipo di problema?
Però, appunto sui forum internettistici capita spesso di leggere cose come le tue: perchè è facile scriverle. Si fa un'affermazione molto precisa: "lui la descrive come senza difetti" ma che per il suo carattere retorico non ha bisogno di prove o di documenti a supporto. Solo che le manca il fondamento di una dimostrazione.
Ecco, anche questa cosa non la capisco. I primi esperimenti "strategici" sono di Erickson negli anni 50. Il gruppo di Palo Alto guidato da Jackson poneva le basi teoriche e pragmatiche negli anni 60: se non bastasse questo, non ti bastano 20 anni di pratica di successo nel centro di Arezzo, per considerarla non dico "matura", ma perlomeno qualcosa di più serio di "una terapia giovane"? Non mi sento più giovane io che di anni ne ho trentadue...Citazione:
Invece il difetto che io ci trovo (a parte il fatto che è una terapia giovane e c'è molta ricerca ancora da fare)
Sarà pure vero che di ricerca ce n'è molta ancora da fare: quello che è certo è che Nardone & C. di ricerca ne fanno eccome, e sul campo: eppure quello che leggi in questi forum internettistici sono luoghi comuni tipo "lui non ha inventato niente". Col cavolo, che non ha inventato niente.
Questo è certo: sono sicuro che per essere buoni psicoterapeuti ci vogliano grandi doti, così come per essere buoni ingegneri o buoni politici. La cura dei disturbi mentali non è da tutti, e una volta che compare una terapia che dice "si può fare in 10 sedute nell'80% dei casi" c'è un metro di misurazione abbastanza impietoso, con cui tutti si devono confrontare. Ma quello che mi piace del modello strategico è che nessuno dichiara "se non riesce è perché Nardone è un genio e io no", né - soprattutto - "se non riesce è perché il paziente non è abbastanza motivato/maturo/determinato/costante/tenace": al contrario, dichiarano "non sono (ancora) in grado", e cercano di migliorare. E quel metodo, quel modello, quella pratica e quella scuola danno una strada per migliorarsi.Citazione:
è che ogni specializzato che esce da lì non si chiama Giorgio Nardone, e molto probabilmente il suo incredibile talento, intuizione, conoscenza, genio, spiega una parte di quel 92%.
Affermazioni come "per ottenere risultati del genere bisogna essere un genio della psicoterapia come Nardone" sembrano implicare che esistano altri modelli che invece portano anche terapeuti stupidelli ad ottenere risultati eccezionali, ma questo mi sembra alquanto discutibile: è già tanto se gli altri modelli terapeutici ottengono dei risultati, di quando in quando.
Una sola delle due: "a ragione o a torto" o "in automatico dalla parte del torto"... Se uno può aver ragione non è dalla parte del torto solo per questioni di forma: può essere stronzo, se dice la verità in maniera cruda, ma non può avere necessariamente torto. E comunque: mi piacerebbe avere un esempio di cosa voglia dire per te "assale altri approcci", perché tu parli di Nardone che aggredisce, assale, critica incondizionatamente, vorrebbe mandare in galera, dichiara, ecc., ma mi sembrano un po' delle esagerazioni.Citazione:
Il tono che Nardone usa, a ragione o a torto che sia, in automatico lo espone a violentissime critiche, perchè assale (ripeto, a ragione o a torto) altri approcci ponendosi in automatico dalla parte del torto.
Era un affiliato scarso: io ho sempre ricevuto sedute da 45 minuti, e ho sentito parlare di sedute da 30. Credo che dipenda dal tipo di paziente, dal grado di avanzamento della terapia, dal terapeuta, ecc. Ma che c'entra? I terapeuti strategici dichiarano che la terapia è "breve" per numero di sedute, mica per durata della singola seduta!!Citazione:
I suoi (di Nardone) risultati sono impressionanti, le sue sedute durano anche 15 minuti, ma io parlai con un affiliato che mi disse che le sedute di 15 minuti in realtà erano solo quelle di Nardone, perchè nella realtà non si andava mai al di sotto dei 50 minuti tra i comuni mortali.
Mah: per quello che ne so io la scuola strategica è piuttosto travolta di richieste di affiliazione, di richieste di iscrizione ai corsi e ai master e di prenotazioni di sedute di terapia, più che da un vortice di polemiche.Citazione:
Quello che a me sembra di capire, è che la scuola strategica è travolta dal vortice di polemiche botta e risposta generate principalmente dalle forti critiche verso altri approcci meno efficaci o non efficaci.
Anche questa mi sembra una esagerazione fuori misura, mi piacerebbe sapere a cosa tu ti riferisca.Citazione:
Capisco che Nardone lo faccia a onor del vero, ma è normale che se vai alle riunioni dei pranoterapeuti a dire che sarebbero tutti da arrestare,
Se avesse veramente detto ciò di cui sopra l'avrebbero radiato dall'ordine e sarebbe in galera, altro che "fargliela pagare".Citazione:
come minimo alla prima che dici te la fanno pagare.
Tarallucci e vino, insomma...Citazione:
Inviterei tutti (me compreso che sono un rompiscatole) a valorizzare la propria di terapia senza necessariamente far leva sui fallimenti e difetti degli altri approcci.
Quindi se non è permesso dire "ottengo l'8x% di risultati", e non è permesso dire "la terapia x non funziona con il disturbo y" significa che il paziente deve prima di tutto farsi fare i tarocchi per capire quale terapia seguire... "è uscito l'impiccato, signò: per lei conosco un buono junghiano...".Citazione:
Sta alla gente decidere da quale terapeuta andare, se andare dallo psichiatra o dallo psicomago, e sta alla responsabilità di ognuno documentarsi approfonditamente.
Queste metafore permettono di dire tutto e il contrario di tutto senza argomentare mai. Tu fai analogie con la medicina, ma per me ci sono metafore più adatte: assimilare i vari metodi psicoterapeutici è un po' come quando si pensa che un riparatore di giocattoli possa rimettere in sesto una automobile, o quando si crede che basti conoscere l'alfabeto per poter scrivere la divina commedia, o sapere cosa è un violino per saper suonare...Citazione:
Se la gente se ne frega sono affari loro se poi cascano male andando dallo psicosciamano. La psicoterapia è fatta di tanti approcci, un po' come il discorso della medicina quando si confronta l'osteopata con il chiropratico.
E' bello poi come in questi casi l'esperienza personale venga assunta a regola universale: al contrario il mio medico di base non fa altro che dirmi che il mio dermatologo non avrebbe dovuto prescrivermi questo e quello, e che certi farmaci sono pericolosissimi, e di andare a dirgli "quali effetti collaterali ha, questo? me lo mette per iscritto?": quindi anche in questo caso ho un facile controesempio sottomano. Non è di metafore, non è di aneddoti singoli che si fa la "verità": non bastano neanche migliaia di pazienti guariti, ma aiutano.Citazione:
Non mi sembra che i medici di base abbiano cartelloni appesi con su scritto "attenzione, queste forme di terapia non sono fondate su solide basi scientifiche", nè nessun medico mi ha fai fatto un discorso (di qualunque tipo) sull'efficacia dell'omeopatia.
Lasciamo all'establishment, il compito di riconoscere quali teorie potrebbero rovesciare i rapporti di potere dell'establishment stesso: storicamente si è sempre rivelato un veicolo vincente, per l'innovazione ed il progresso...Citazione:
Non sarebbe male che certi compiti di divulgazione li lasciassimo all'ordine, ai giornalisti o alla comunità scientifica
Capisco le tue motivazioni, non capisco il senso di lanciarsi a testa bassa contro altri approcci, non è costruttivo ma distruttivo. Se pensi che serva veramente a qualcosa, allora continua la tua crociata. Finchè non toccano il mio di approccio non vedo il perchè dovrei toccare quello degli altri.
Premetto che i miei gusti sono di quanto più vicino possa esserci al pratico e breve, quindi se cerchi di convincermi della bontà della terapia strategica, con me sfondi una porta aperta.
Ma perchè bisogna sempre tirare in ballo la psicanalisi? Le critiche famose del calibro di "cura solo il sintomo" vengono insegnate in qualsiasi scuola di indirizzo psicodinamico che scava "nel profondo". Queste critiche vengono fatte a qualsiasi approccio breve, non solo alla strategica. Solo che la grande famiglia dei cognitivo-comportamentali, sempre in crescita, se ne frega e continua a fare le loro ricerche sperimentali (cercare su pubmed, grazie), mentre Nardone replica (dati alla mano, ok) ma alla fine ti rendi conto che è pura polemica, non convinci gli psicanalisti a cambiare indirizzo e crei solo antipatie e alzate di scudi. Anche la terapia cognitivo-comportamentale (per dirne una) funziona egregiamente, cura una lista enorme di patologie con un'efficacia altamente significativa. Eppure nessun rappresentante di una scuola cognitivo-comp. va in giro per l'italia a fare seminari con toni trionfalistici screditando più o meno apertamente altri approcci, proprio perchè screditare la psicanalisi non ha senso. La psicanalisi per qualcuno funziona, magari per qualcuno che non ha cavato un ragno dal buco con altre terapie. In generale è una corrente filosofica introspettiva eccellente. Non esiste una terapia che funziona per tutti, ed è per questo che al mondo esistono oltre 200 forme di psicoterapia. Deportare in lager tutti gli esponenti di orientamenti che non hanno un' efficacia statisticamente significativa, significa secondo me privare la gente che sta male di scegliere un approccio valido per il *proprio* modo di pensare, non per il modo di pensare della massa.
Io non so chi sei tu, se vivi in un mondo di psicologi, ma la mia esperienza e vita è in mezzo a colleghe e colleghi di approcci molto diversi tra loro. Collaboriamo tra di noi cooperando fin dove è possibile, in generale ogni oste parla del proprio vino, non di quello altrui. Se vuoi vivere in un posto di lavoro dove nella stanza accanto c'è una fissata con la Klein, devi per forza deporre l'ascia di guerra, e accettare che l'unico modo per andare avanti con serenità è accettare che esistono altri approcci altrettanto interessanti, alcuni molto validi, altri meno, ma non per questo da denigrare. Criticare altri approcci significa alzare immediatamente un muro tra te e la gente che lavora affianco a te, creare tensioni fortissime e in generale rovinarti la vita. Un po' il risultato che spiega le risposte quando si parla di Nardone in qualunque forum. Non è come dici tu, le polemiche non nascono perchè la sua terapia è efficace, dato che non è la sola a essere efficace, è per il modo in cui presenta i risultati.
Io ho cercato poi questi risultati su pubmed, senza esito. Ho cercato i risultati della terapia cognitivo comportamentale, e ho trovato moltissimi articoli su riviste scientifiche.
Forse sarò stato disattento io, ma chiaramente per ottenere credibilità da parte della comunità scientifica non sarebbe male pubblicare su riviste molto prestigiose le proprie ricerche, ricerche che poi sperimentatori di tutto il mondo replicheranno per vedere se ottengono gli stessi risultati. In questo senso la terapia strategica è giovane, non ci sono ricerche (eccetto una) pubblicate su riviste scientifiche che dimostrino le proprie scoperte. Poi magari sono stato malaccorto io e ho cercato male. Nel caso mandami i link, grazie.
N.B: non sto dicendo che NArdone è in malafede, secondo me è uno dei più bravi, se non il più bravo psicoterapeuta in italia, ma piantarla con certi toni astiosi e puntare su pubblicazioni scientifiche potrebbe essere un buon inizio per mettere la strategica affianco (o più in alto) della cognitivo comportamentale, universalmente riconosciuta e adottata.
Ciao
Capisco le tue motivazioni, non capisco il senso di lanciarsi a testa bassa contro altri approcci, non è costruttivo ma distruttivo. Se pensi che serva veramente a qualcosa, allora continua la tua crociata. Finchè non toccano il mio di approccio non vedo il perchè dovrei toccare quello degli altri.
Premetto che i miei gusti sono di quanto più vicino possa esserci al pratico e breve, quindi se cerchi di convincermi della bontà della terapia strategica, con me sfondi una porta aperta.
Ma perchè bisogna sempre tirare in ballo la psicanalisi? Le critiche famose del calibro di "cura solo il sintomo" vengono insegnate in qualsiasi scuola di indirizzo psicodinamico che scava "nel profondo". Queste critiche vengono fatte a qualsiasi approccio breve, non solo alla strategica. Solo che la grande famiglia dei cognitivo-comportamentali, sempre in crescita, se ne frega e continua a fare le loro ricerche sperimentali (cercare su pubmed, grazie), mentre Nardone replica (dati alla mano, ok) ma alla fine ti rendi conto che è pura polemica, non convinci gli psicanalisti a cambiare indirizzo e crei solo antipatie e alzate di scudi. Anche la terapia cognitivo-comportamentale (per dirne una) funziona egregiamente, cura una lista enorme di patologie con un'efficacia altamente significativa. Eppure nessun rappresentante di una scuola cognitivo-comp. va in giro per l'italia a fare seminari con toni trionfalistici screditando più o meno apertamente altri approcci, proprio perchè screditare la psicanalisi non ha senso. La psicanalisi per qualcuno funziona, magari per qualcuno che non ha cavato un ragno dal buco con altre terapie. In generale è una corrente filosofica introspettiva eccellente. Non esiste una terapia che funziona per tutti, ed è per questo che al mondo esistono oltre 200 forme di psicoterapia. Deportare in lager tutti gli esponenti di orientamenti che non hanno un' efficacia statisticamente significativa, significa secondo me privare la gente che sta male di scegliere un approccio valido per il *proprio* modo di pensare, non per il modo di pensare della massa.
Io non so chi sei tu, se vivi in un mondo di psicologi, ma la mia esperienza e vita è in mezzo a colleghe e colleghi di approcci molto diversi tra loro. Collaboriamo tra di noi cooperando fin dove è possibile, in generale ogni oste parla del proprio vino, non di quello altrui. Se vuoi vivere in un posto di lavoro dove nella stanza accanto c'è una fissata con la Klein, devi per forza deporre l'ascia di guerra, e accettare che l'unico modo per andare avanti con serenità è accettare che esistono altri approcci altrettanto interessanti, alcuni molto validi, altri meno, ma non per questo da denigrare. Criticare altri approcci significa alzare immediatamente un muro tra te e la gente che lavora affianco a te, creare tensioni fortissime e in generale rovinarti la vita. Un po' il risultato che spiega le risposte quando si parla di Nardone in qualunque forum. Non è come dici tu, le polemiche non nascono perchè la sua terapia è efficace, dato che non è la sola a essere efficace, è per il modo in cui presenta i risultati.
Io ho cercato poi questi risultati su pubmed, senza esito. Ho cercato i risultati della terapia cognitivo comportamentale, e ho trovato moltissimi articoli su riviste scientifiche.
Forse sarò stato disattento io, ma chiaramente per ottenere credibilità da parte della comunità scientifica non sarebbe male pubblicare su riviste molto prestigiose le proprie ricerche, ricerche che poi sperimentatori di tutto il mondo replicheranno per vedere se ottengono gli stessi risultati. In questo senso la terapia strategica è giovane, non ci sono ricerche (eccetto una) pubblicate su riviste scientifiche che dimostrino le proprie scoperte. Poi magari sono stato malaccorto io e ho cercato male. Nel caso mandami i link, grazie.
N.B: non sto dicendo che NArdone è in malafede, secondo me è uno dei più bravi, se non il più bravo psicoterapeuta in italia, ma piantarla con certi toni astiosi e puntare su pubblicazioni scientifiche potrebbe essere un buon inizio per mettere la strategica affianco (o più in alto) della cognitivo comportamentale, universalmente riconosciuta e adottata.
Ciao
Secondo me citare dati e distinguersi radicalmente da un approccio non è "lanciarsi a testa bassa", ed è costruttivo nella misura in cui si fornisce un'alternativa, però possiamo discuterne un mese senza concludere nulla: direi che abbiamo esposto le nostre opinioni.Citazione:
Capisco le tue motivazioni, non capisco il senso di lanciarsi a testa bassa contro altri approcci, non è costruttivo ma distruttivo.
Sì, però che linguaggio radicale: "crociata", "testa bassa", "galera", "aggredire", "assalire"... tutte queste affermazioni e neppure una testimonianza diretta di un episodio che possa essere descritto in maniera commisurata con queste parole...Citazione:
Se pensi che serva veramente a qualcosa, allora continua la tua crociata.
Ma che c'entra, mica si sta parlando della spartizione del territorio tra gang di distribuzione della droga! Qui si sta parlando di terapie, risultati, efficacia, efficienza, cose che curano e cose che non curano. Quello che interessa a uno come me, che per curarsi ha speso 80€x12-13 sedute, e non 80€ x 12-13 anni x 50/100 sedute l'anno!Citazione:
Finchè non toccano il mio di approccio non vedo il perchè dovrei toccare quello degli altri.
E sono baggianate: ne deduciamo che è giusto insegnare baggianate come "la terapia strategica non cura definitivamente i problemi", ma non è giusto fare affermazioni supportate da dati come "la psicanalisi non li cura neppure temporaneamente"!Citazione:
Ma perchè bisogna sempre tirare in ballo la psicanalisi? Le critiche famose del calibro di "cura solo il sintomo" vengono insegnate in qualsiasi scuola di indirizzo psicodinamico che scava "nel profondo".
Ma io non credo che a Nardone interessi convertire i suoi colleghi: credo che gli interessi al limite far diffondere la sua terapia! Ma queste sono mie illazioni, chiaramente.Citazione:
ma alla fine ti rendi conto che è pura polemica, non convinci gli psicanalisti a cambiare indirizzo e crei solo antipatie e alzate di scudi.
Bah. Due minuti di ricerca su Google e trovo:Citazione:
Anche la terapia cognitivo-comportamentale (per dirne una) funziona egregiamente, cura una lista enorme di patologie con un'efficacia altamente significativa. Eppure nessun rappresentante di una scuola cognitivo-comp. va in giro per l'italia a fare seminari con toni trionfalistici screditando più o meno apertamente altri approcci, proprio perchè screditare la psicanalisi non ha senso.
"Livre noir de la psychanalise", lo trovi ad esempio qui: http://www.amazon.fr/exec/obidos/ASI...861088-5584906 tra gli autori c'è il direttore dell'istituto francese di terapia cognitiva. Tra parentesi a partire da quel libro, sempre su amazon si trova una miriade di libri dedicati alle "imposture intellettuali", le "menzogne storiche della psicanalisi", ecc. ecc. Sarà Nardone che ha l'accanimento sulla psicanalisi o sarà che è il momento di smettere di mettere la testa sotto la sabbia, essendo il secolo della psicanalisi finito già da sei anni?
Altri trenta secondi di ricerca e trovo questo articolo (http://www.psychomedia.it/spr-it/artdoc/migone96.htm) di un certo Paolo Migone (di cui ricordo un dibattito mitico per quant'era disinformato che cercava di dimostrare che le terapie brevi non esistono, sempre su psychomedia), in cui si dice:
"Il gruppo di Bruce Sloane (di cui fecero parte anche Lazarus e Wolpe), alla Temple University, che attorno al 1950 progettò uno studio per paragonare la terapia psicoanalitica con quella comportamentale, che proprio in quegli anni iniziava a lanciare la sua sfida contro la psicoanalisi"
Uh, da cui si scopre nientemeno che la terapia comportamentale ha "lanciato una sfida" contro la psicoanalisi già negli anni cinquanta, qualcosa come quarant'anni prima delle "testate" di Nardone.
E' questione di numeri, sempre di numeri. Per quanti, funziona? Quanto devono spendere? Quanto ci mettono? E quali altre terapie hanno provato? Quante volte succede, che la psicanalisi risolva ciò che altre terapie non hanno risolto, e quanto spesso succede il contrario? Parlare genericamente non credo serva a nulla.Citazione:
La psicanalisi per qualcuno funziona, magari per qualcuno che non ha cavato un ragno dal buco con altre terapie.
A condizione che accetti i suoi dogmi, le sue modalità di operazione che, come dimostrato, capita portino a conclusioni errate, o addirittura a convinzioni errare rispetto al proprio passato, il suo sistema di interpretazione dei fenomeni, ecc. E' comunque un'esperienza intellettuale interessante, per chi ha soldi da spendere, a condizione che si trovi uno psicanale abbastanza brillante.Citazione:
In generale è una corrente filosofica introspettiva eccellente.
Uff. Sarà mica un'argomentazione, questa. Aggiungi a quelle 200 forme di psicoterapia le migliaia di forme di superstizione, ritualità sciamanica, magia nera e bianca, astrologia e così via e con la stessa logica puoi dimostrare che in certi casi il pendolino può essere una terapia valida per la depressione.Citazione:
Non esiste una terapia che funziona per tutti, ed è per questo che al mondo esistono oltre 200 forme di psicoterapia.
Alla faccia, usi veramente una simbologia inquietante. Io mica deporterei nessuno: io mi limito a scrivere in un forum che nella mia esperienza la TBS ha funzionato bene, che le persone che conosco che l'hanno seguita ne sono contente, che le persone di cui so che la praticano hanno un buon successo professionale, ecc. Al contrario, c'è tutto un movimento che si chiude a riccio e tira fuori argomenti di questo tipo (non esiste una terapia che vada bene per tutto, il mondo è bello perché è vario, metti che al mio vicino di casa piaccia farsi 15 anni di psicanalisi perché impedirglielo, ecc.) senza che ci sia un vero motivo: nessuno dice che la TBS dovrebbe essere l'unica terapia istituzionalizzata e dichiarata "valida". Ma da qui a dire che "tutte le psicoterapie hanno uguale dignità" a priori direi che ce ne corre.Citazione:
Deportare in lager tutti gli esponenti di orientamenti che non hanno un' efficacia statisticamente significativa, significa secondo me privare la gente che sta male di scegliere un approccio valido per il *proprio* modo di pensare, non per il modo di pensare della massa.
Mi piacerebbe: farei più soldi con un lavoro più interessante. Invece vivo in un mondo di venditori e compratori.Citazione:
Io non so chi sei tu, se vivi in un mondo di psicologi,
E torniamo a bomba: cosa interessa a me, paziente o ex tale, delle vostre ragioni di quieto vivere e correttezza politica? Nulla: a me interessava conoscere una terapia valida, e se fosse stato per discussioni internettistiche come questa starei ancora compilando un foglio excel valutando le alternative. Invece mi son curato da tre anni.Citazione:
ma la mia esperienza e vita è in mezzo a colleghe e colleghi di approcci molto diversi tra loro. Collaboriamo tra di noi cooperando fin dove è possibile, in generale ogni oste parla del proprio vino, non di quello altrui. Se vuoi vivere in un posto di lavoro dove nella stanza accanto c'è una fissata con la Klein, devi per forza deporre l'ascia di guerra, e accettare che l'unico modo per andare avanti con serenità è accettare che esistono altri approcci altrettanto interessanti, alcuni molto validi, altri meno, ma non per questo da denigrare.
Guarda, però ti assicuro che dire a un collega "tu son sei mesi che non fai un cazzo" a volte dà grande soddisfazione.Citazione:
Criticare altri approcci significa alzare immediatamente un muro tra te e la gente che lavora affianco a te, creare tensioni fortissime e in generale rovinarti la vita.
Mah, non tutte le risposte: alcune risposte, e tipicamente da gente che alla fine di terapia strategica ne sa pochissimo.Citazione:
Un po' il risultato che spiega le risposte quando si parla di Nardone in qualunque forum.
Mah, secondo me gli importa poco, delle riviste scientifiche: vendendo libri guadagnano di più, e i pazienti non gli mancano di certo.Citazione:
Non è come dici tu, le polemiche non nascono perchè la sua terapia è efficace, dato che non è la sola a essere efficace, è per il modo in cui presenta i risultati.
Io ho cercato poi questi risultati su pubmed, senza esito. Ho cercato i risultati della terapia cognitivo comportamentale, e ho trovato moltissimi articoli su riviste scientifiche.
Ah! Questa sì che sarebbe una sicura maniera di dimostrare che la terapia di Nardone non funziona: farla praticare in giro per il mondo da gente che si è formata leggendo articoli su riviste scientifiche!Citazione:
Forse sarò stato disattento io, ma chiaramente per ottenere credibilità da parte della comunità scientifica non sarebbe male pubblicare su riviste molto prestigiose le proprie ricerche, ricerche che poi sperimentatori di tutto il mondo replicheranno per vedere se ottengono gli stessi risultati.
Non scherziamo, valah: a cosa vi serve rompervi i maroni per quattro anni seguendo una scuola di psicoterapia, se poi basta leggere degli articoli per poter mettere in pratica un modello terapeutico e dimostrarne o no la validità?
Ripeto: non scherziamo.
Ci sono libri, vari libri in diverse edizioni: sono affermazioni pubbliche, altrettanto confutabili di un articolo in una rivista. Mi piacerebbe sapere se qualcuno sia mai andato da N. e soci a chiedere loro conto dei numeri: credo proprio di no, e con un motivo semplice: a quel punto si potrebbe pretendere che venisse fatto anche per "gli altri", e sarebbe divertente... ;)Citazione:
In questo senso la terapia strategica è giovane, non ci sono ricerche (eccetto una) pubblicate su riviste scientifiche che dimostrino le proprie scoperte.
Sì, ma quali toni astiosi, esattamente, rimane ancora da chiarire.Citazione:
ma piantarla con certi toni astiosi e puntare su pubblicazioni scientifiche potrebbe essere un buon inizio per mettere la strategica affianco (o più in alto) della cognitivo comportamentale, universalmente riconosciuta e adottata
Ciao!
Sarò ottusa, ma non capisco perchè se non vi piace Nardone non vi deve piacere nemmeno la strategica, siate persone intelligenti e provate a separare le cose.
Ma scusate, voi fate il vostro lavoro per far star meglio le persone o per guadagnare soldi? Se una persona risolve in poco tempo il suo problema, voi siete contenti perchè finalmente avete fatto qualcosa di buono nella vita facendo stare bene una persona che per 28 anni ha avuto attacchi di panico e che in un mese non ha praticamente più sintomi, o siente infelici perchè un paziente se ne va e non avete più i suoi soldi?
Quando una persona si rivolge a uno psicologo/psicoterapeuta è perchè il problema che lo assilla non lo fa più vivere bene, ha bisogno di stare bene ora, non fra 2-3 anni. Andate pure a scavare nel passato, tirate pure fuori problematiche dolorose che lui a fatica a seppellito, complicategli ancora di più la vita, distruggetelo per altri 2-3 anni, e nel frattempo ditegli "non ti preoccupare tra 2-3 anni sarà tutto risolto!".
Io non voglio questo. Voglio che quando una persona viene da me stia meglio subito, visto che il suo problema c'è adesso, e non lo fa vivere bene adesso, non fra 2-3 anni.
Il gioco vale la candela. Se il paziente sta bene ora, non importa cosa ho fatto, se ho usato degli inganni o degli stratagemmi poco chiari e bizzarri. Lui sta meglio ora.
Mettetevi nei panni di una persona che sta male, voi cosa cercate per guarire? Qualcuno che ti dice risolviamo in breve, o uno che dice andremo a scavare nel profondo e tra 2-3 anni capiremo la causa del suo malessere, e finalmente potremo lavorare per stare meglio. A me paziente non deve interessare qual è stata la causa che ha fatto scaturire il problema, perchè tante volte sarepere la causa non si traduce in "so cosa devo fare e lo farò". Ma deve interessare "quando potrò finalmente iniziare a stare meglio".
L'etica dello psicologo............ efficacia ed efficienza.
Ciao a tutti!
Anch'io sono alle prese, oltre che con la preparazione dell'EDS, anche con la scelta della scuola di specializzazione...
Ancora non mi sto perdendo nella marea di scuole (non pensavo ce ne fosseo tante!!) ma sono comunque un bel po' confusa...in più qualcuno di voi mi ha messo la pulce nell'orecchio, facendomi pensare di spostare la scelta e magari intanto specializzarmi in qualcosa di spendibile. A questo proposito a me interessa tantissimo la psicologia scolastica e mi sto informando sui corsi biennali (Milano e Firenze).
Vi chiedo una cosa: voi sapete se le scuole di spec universitarie richiedono una frequenza settimanale (tipo università)?
Ciao, grazie
la maggior parte delle scuole di specializz universitarie (forse tutte ma non ci giurerei) richiede la frequenza 1-3 giorni su settimana x 11 mesi all'anno (solo agosto è libero).
Sono strutturate sul modello di quelle dei medici: paccato che a loro diano la possibilità di lavorare nel mentre!
Cmq nei siti delle varie università c'è sempre un'area dedicata alle specializzazioni e lì dovresti trovare notizie più certe.
faccio solo una precisazione sui medici ( e quindi le specializzazioni che abbiamo in comune tipo psicologia clinica).
i medici non è che possono lavorare nel mentre. SONO PAGATI per fare la specializzazione, qualche anno fa un milione e ottocento al mese.
noi invece paghiamo.
SONO CONCORDE CON TE AL MASSIMO SOFA!!!:approved:
stai frequantando la scuola di specializzazione???s eno su quale sei orientato???
ciao a tutti:sfuma:
ciao a tutti!!!!Qualcuno sa darmi qualche consiglio sulla scuola di psicoterapia analitica junghiana ALBA che da un anno è anche a Bologna???
sono anch'io nel limbo della scelta....
e la scuola di Riza a Milano?...al di la di quello che potete pensare di quello che dice Morelli (io sono favorevole) lo staff è veramente valido e la scuola è una delle primi in Italia....
altre scuole ad indirizzo psicosomatico??
scusate l'interrogatorio!!!
ciao belliiiii:metal: :clap2: