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gurney halleck
è proprio quello che ho affermato io: non abbiamo agito tempestivamente, i vari Ordini non si sono risvegliati dalle loro catacombe, e altra gente ne ha approfittato. il decreto 81/2008 non designa figure competenti ed esclusive nella effettuazione della valutazione stress, di conseguenza tutti si sono buttati in campo, e noi a guardare. andate sul sito OPL: sono impegnati a premiare gli psicologi già affermati (buon per loro per carità). se invece investissero energie per fare business e promozione della professione, non saremmo qua a discuterne. forza ragazzi. saluti
...ma spiegami una cosa: da solo, senza l'ordine, non potevi fare quello che ha fatto una di quelle figure "fumose"? ....
da soli, senza l'ordine, bastava muoversi e proporsi!!!
.... se poi vogliamo che l'ordine si muova per far modificare un D.Lgs. in modo da scriverci su "l'analisi dello stress lavoro correlato deve essere fatta da uno psicologo" allora quello è un altro discorso, secondo me.
Ma ad oggi, proprio perchè non sono state indicate figure specifiche, gli psicologi avrebbero potuto entrare in questo ambito lavorativo esattamente allo stesso modo in cui sono entrate tutte le altre figure... mica il decreto 81 dice "l'analisi stress lavoro correlato deve essere svolta da medici del lavoro/tecnici 626/geometri o che ne so" ... eppure loro lo fanno! Significa semplicemente che si sono messi in gioco in questa attività senza aspettare che gli ordini facessero qualcosa per loro!
Svegliamoci! (tutti, io incluso!):skunk:
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ciao paperinik, io fortunatamente mi occupo di valutazione stress e decreto 81/2008, sin dalla sua emanazione.
mi dispiace però per i colleghi che non riescono ad avere accesso a questo settore.
essendo un junior e uno sconosciuto, non ho nessuna influenza sull'OPL, figuriamoci!
per loro l'importante è mantenere lo STATUS QUO, faccio fatica a rintracciare altri motivi della loro inazione e del loro stato comatoso.
noi possiamo proporre progetti di valutazione stress alle aziende, anche se, per esperienza, è difficile accedervi senza agganci (non parlo di raccomandazioni, ma semplici conoscenze).
però possiamo provare, e cominciare con aziende di piccole dimensioni, alle quali inviamo progetti di valutazione stress. proviamo a scrivere 2 pagine, con preventivo, e le inviamo. altre proposte?? ragazzi questo è un territorio che dobbiamo marcare noi! forza
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[QUOTE=gurney halleck;1947224]ciao, io non conosco il karasek, in ogni caso, è un prodotto/servizio come un altro, niente di male nel rivenderlo. è il mercato.
non volevo dire che i servizi non vanno fatti pagare, solo capire come funziona il karasek: era stato detto che per le medie imprese era gratuito e a me non pare che sia così, ma dato che non ho mai acquistato on line nè tantomeno sulla base dell'uso futuro che intendo fare del questionario mi interessava capire come hanno fatto le persone che lo hanno già usato, sia nella versione più lunga sia in quella più breve.
concordo pienamente con le critiche all'ordine che davvero dire che è latitante è dire poco (anche le uscite fatte dimostrano che hanno poco presente la realtà della valutazione dei rischi - non clima - :zott:e che rimangono chiusi nel loro orticello senza voler muovere un passo):swear:
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Originalmente inviato da
gurney halleck
ciao paperinik, io fortunatamente mi occupo di valutazione stress e decreto 81/2008, sin dalla sua emanazione.
mi dispiace però per i colleghi che non riescono ad avere accesso a questo settore.
essendo un junior e uno sconosciuto, non ho nessuna influenza sull'OPL, figuriamoci!
per loro l'importante è mantenere lo STATUS QUO, faccio fatica a rintracciare altri motivi della loro inazione e del loro stato comatoso.
noi possiamo proporre progetti di valutazione stress alle aziende, anche se, per esperienza, è difficile accedervi senza agganci (non parlo di raccomandazioni, ma semplici conoscenze).
però possiamo provare, e cominciare con aziende di piccole dimensioni, alle quali inviamo progetti di valutazione stress. proviamo a scrivere 2 pagine, con preventivo, e le inviamo. altre proposte?? ragazzi questo è un territorio che dobbiamo marcare noi! forza
ciao a tutti. anche per me è tanto che non scrivo sul forum . in quanto precaria prossima disoccupata della scuola :swear:mi sto dando da fare per crearmi alternative come libera professionista.
ho attivato uno sportello anti-mobbing a padova ( anche se il sito è ancora in allestimento vi scrivo il link perchè sono contenta di essere riuscita a portare avanti questo progetto:Sportello Mobbing) essendo anch'io abilitata all'utilizzo del metodo ege 2002 e avendo già maturato esperienza in ambito sindacale.
per quanto riguarda la sicurezza e la legge 81 ho già iniziato a tenere (gratuitamente) degli interventi in corsi di formazione sulla sicurezza nelle scuole in qualità di psicologa del lavoro.
leggendo questo forum mi sono resa conto che ci sarebbe molto altro da fare in questo settore ma anche confrontando le nostre esperienze non siamo ancora arrivati a delineare un quadro di intervento chiaro in quanto a metodi e strumenti da proporre alle aziende.
proviamo a buttare insieme qualcosa?
hai detto che lavori già in questo ambito e sono convinta come te della necessità di proporsi. puoi aiutarci dandoci qualche indicazione pratica su come presenti queste 2 pagine con preventivo alle aziende?
non ho letto la provenienza di tutti ma non mi sembra che collaborare a questo progetto comporti necessariamente concorrenza tra di noi, cosa ne pensate?
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1 Allegato/i
Preventivo-offerta
ciao, per rispondere alla richiesta di Creamy75 ho realizzato una bozza di preventivo o offerta, da utilizzare per proporre un servizio alle aziende.
è solo uno schema, essenziale, che va modellato e ampliato sulla base delle esigenze dello psicologo professionista che cerca di vendere un servizio, sia esso analisi stress, o mobbing o clima organizzativo o altro.
suggerisco di prestare molta attenzione alla parte economica, sia nella richiesta del calcolo del tempo impiegato per svolgere una attività, sia nel corrispettivo economico.
cercate di stare nel tempo che prevedete: se immaginate di impiegare 50 ore, attenzione a non farne 80, perchè non ve le paga l'azienda se sforate!!
circa la parte economica vi suggerisco di non stare troppo bassi con le cifre, non chiedete 5€ all'ora! non dobbiamo temere la concorrenza e svenderci.
allego un file .pdf.
saluti
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Mi sembra una buona bozza.
Suggerimento personale: anche se vi proponete da soli (non vi appoggiate ad altre società) non tenete il prezzo basso, noi non abbiamo concorrenti a livello monetario, non vendiamo stampanti :asd:
Nessuno può dire: tizio mi fa lo stesso lavoro a meno (perchè non sarà lo stesso lavoro ma magari leggermente diverso o totalmente diverso) :asd:
Gurney un giorno di questi (quando ho tempo) ti scrivo un pm perchè alcune delle cose che hai scritto sono interessanti.
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ciao biz, quando riesci scrivimi mi fa piacere, potremmo scambiarci idee utili, ciao
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ciao a tutti!
è da un pò che non scrivo...ma rieccomi!
sono una triennalista...sto iniziando a preparare la tesi, la quale verterà sullo stress e dipendenza da lavoro.La mia relatrice vorrebbe fare una ricerca:mettere a confronto i docenti, i liberi profess e i lavor dipendenti.
E'una novità per il ns corso di laurea..in quanto è uno stampo prettamente clinico, ma i miei interessi vertono sulla psicologia del lavoro, sulle HR..sulla formazione (sono già laureata in economia e specializzata in Hr).
Qualcuno sa darmi delle dritte?Per lo meno fonti alle quali posso accedere...test utilizzabili?
Grazie a tutti!
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ciao, anzitutto puoi leggere l'ottimo libro di Giuseppe Favretto, Lo Stress nelle Organizzazione, da cui puoi approfondire con altra bibliografia. E' un libro che contiene anche suggerimenti su come effettuare la valutazione stress (più che metodologie, indica alcuni test). Tra i test che puoi utilizzare PURCHE' ABILITATA A FARLO, puoi impiegare l'Occupational Stress Indicator, basato sul modello di Cooper, di cui parla Favretto nel suo libro. ciao
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Ciao a tutti,
tanto per tornare sul tema dell'Ordine, qualcuno di voi ha partecipato al convegno organizzato a Roma sulle competenze dello psicologo nella valutazione dello stress lavoro correlato?? impressioni??? a me è parso a dir poco scandaloso.... Ma non esisteva un gruppo di lavoro proprio su questo tema? cosa sta facendo?! boh... parliamone!
Ad ogni modo, io sto provando ad entrare nel giro; grazie alla collaborazione con un Medico Competente ho fatto alcune VR. Pur avendo una formazione specifica in psicodiagnosi, non sono ancora convinta dell'utilità di test individuali (anonimi) in questo contesto specifico. A parer mio è più utile fare una analisi dei dati ottenuti dall'azienda, osservare direttamente, parlare con RSPP e RLS, cercando di individuare l'eventuale presenza degli ormai noti elementi indicativi di rischio (anche in base alle varie mansioni presenti, ai tipi di contratto, ecc); rimanere, insomma, sul piano organizzativo e gestionale. Ovviamente sono aperta al dibattito e accetto suggerimenti! se avete qualche dritta ve ne sarò grata! Io non ho un'esperienza decennale, ma se c'è qualcuno interessato a condividerla, chiedete pure!!
sappiate comunque che molti DL si affidano ai programmini informatici in vendita in gran numero su internet: basta inserire alcuni dati e il gioco è fatto.... anzi la VR è fatta! quindi se non ci diamo tutti una mossa non ci sarà più lavoro per noi neanche in questo ambito!
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ciao, non ho partecipato al convegno in questione, ho però i miei riscontri derivanti dalla pratica nella valutazione rischio stress.
sono fortemente convinto dell'utilità dell'analisi dei fattori di rischio soggettivi, con test, purché NON ANONIMI. questo perché, se dovessero emergere risultati circa la presenza di persone con disturbi fisici o psicologici, è quantomai necessaria la segnalazione al medico competente, che deve intervenire. altrimenti la valutazione stessa si qualificherebbe come un mero adempimento normativo da parte delle aziende.
sono meno convinto della valutazione degli aspetti oggettivi dello stress (assenteismo, turnover, performance ecc.), poiché su essi incidono decine e decine di fattori organizzativi, non solo lo stress. anche il test (meglio, un questionario) è influenzato da molti aspetti, però permette di NON snaturare e derubricare un fenomeno che si qualifica come fortemente psicologico.
noi psicologi dobbiamo batterci e proporre alle aziende valutazioni DEGLI ASPETTI SOGGETIVI DELLO STRESS, senza svenderci o adeguarci pedissequamente alle richieste aziendali o del medico competente.
è l'incontro con i lavoratori, è la scesa in campo nel reparto, è lo sporcarsi le mani, che permette di capire (o trovare conferma) se ci sono fattori stressogeni in una azienda, oppure se ci sono persone che, indipendentemente da fattori stressogeni, vivono un forte disagio in azienda.
e qui sta la ns. forza: benché, a ragione, un'azienda non può e non deve sostituirsi al servizio sanitario nazionale, deve capire che per sopravvivere deve avere una forza lavoro considerata come una vera risorsa. UMANA.
ripeto che qui possiamo inserirci, proponendo interventi migliorativi, da analisi approfondite del clima aziendale, o del mobbing ecc.
infine, per riuscire a dialogare con le aziende, dobbiamo fare ricorso al vocabolario economico. non voglio sembrare venale ma è così: dobbiamo fare capire alle aziende che lavoratori in una condizione di benessere rendono di più e che eventuali investimenti in miglioramenti consentono di ottenere profitti più elevati.
NESSUNO possiede la nostra forma mentis.
buon lavoro a igiorgia e tutti.
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buongiorno,
davvero gurney halleck riesci a proporre questionari non anonimi alle aziende? quale utilizzi in genere? io ho puntato molto sull'importanza del benessere del lavoratore per il suo rendimento e dunque ANCHE per il profitto dell'azienda, ma alla fine volevano farmi incontrare solo le persone "scelte" da loro, quindi non aveva senso proporre solo a loro il questionario. Ad ogni modo ho a breve un'altra valutazione da fare: si tratta di una realtà molto piccola, con pochi dipendenti e sto organizzando dei colloqui individuali; avevo pensato in questo caso di proporre un questionario, ma non potrei poi utilizzarlo per i risultati anonimi collettivi da restituire all'azienda (sono solo 4 dipendenti) ne' credo che potrei scendere troppo nel particolare nel documento di VR.
Sto aspettando risposta da aziende con un numero di lavoratori maggiore (una 60 e l'altra 100, più o meno): anche qui forse l'idea di un questionario potrebbe essere interessante, ma non riesco ad immaginarne gli aspetti pratici. Ad esempio: i colloqui individuali sono da escludere, quindi organizzo degli incontri di gruppo e in quell'occasione propongo il test? oppure, consegno i test all'azienda aspettando che tutti i dipendenti li restituiscano (e in genere molti non lo fanno?). E poi, spesso i dipendenti hanno manifestato il disagio di fronte a quella che a loro sembra una valutazione della persona; non è facile far capire che non si tratta di questo, specie in assenza di domanda come appunto in queste occasioni. Ma forse è solo la mia poca esperienza che mi porta a pensarla così??
Grazie!
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
ciao igiorgia (e tutti), ti confermo che non ho MAI incontrato resistenze nella richiesta di nominare i questionari (uso l'OSI). il 99% dei dipendenti si è sempre dimostrato interessato e partecipe nella valutazione. e, con un adeguato momento introduttivo (per gruppi di pochi persone alla volta), finalizzato alla creazione del setting e della fiducia, e alla consegna delle indicazioni sulla compilazione, le persone si aprono e si raccontano e compilano serenamente il test.
dedicando 1 ora e un quarto, o una ora e mezza a gruppo (composto da 3-4 persone alla volta, ovvero quelle che generalmente un'azienda produttiva riesce a distaccare) riesci a fare la valutazione (previo giro in azienda per farsi un'idea, incluso un giro in reparto, con tutti i DPI indossati).
il documento di valutazione del rischio da stress potrà essere anonimo, ma i questionari devono essere nominativi, per segnalare eventuali persone al medico competente.
suggerisco infine di non accondiscendere alla richiesta aziendale di sottoporre ALCUNI dipendenti alla valutazione, bensì TUTTI, in quanto il D. Lgs 81/2008 dice che per tutti i dipendenti deve essere effettuata la valutazione dei rischi.
io non mi prenderei la responsabilità di effettuare una valutazione parziale e pilotata e prezzolata...
saluti
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Originalmente inviato da
gurney halleck
sono fortemente convinto dell'utilità dell'analisi dei fattori di rischio soggettivi, con test, purché NON ANONIMI. questo perché, se dovessero emergere risultati circa la presenza di persone con disturbi fisici o psicologici, è quantomai necessaria la segnalazione al medico competente, che deve intervenire. altrimenti la valutazione stessa si qualificherebbe come un mero adempimento normativo da parte delle aziende.
sono meno convinto della valutazione degli aspetti oggettivi dello stress (assenteismo, turnover, performance ecc.), poiché su essi incidono decine e decine di fattori organizzativi, non solo lo stress. anche il test (meglio, un questionario) è influenzato da molti aspetti, però permette di NON snaturare e derubricare un fenomeno che si qualifica come fortemente psicologico.
Personalmente sono d'accordo sul resto ma non su quanto scritto sopra:
gli aspetti oggettivi penso siano molto importanti...si, interverranno su di essi tante variabili, ma assenteismo, turnover, performance, sono importanti segnali di benessere/malessere organizzativo...fondamentali se si vuole che la valutazione dei rischi rappresenti un momento di sviluppo oltre che, come dici tu, un adempimento normativo.
...e a proposito di adempimento, non vedo perchè la segnalazione di casi specifici al medico lo influenzi; l'anonimato dei questionari ha indubbiamente degli aspetti positivi ed altri meno, ma il punto è che la valutazione dei fattori psicosociali per come la vedo io non significa vedere quanto lo stress sia diffuso presso il cliente, ma valutare se nell’organizzazione esistano condizioni che facilitino e favoriscano la diffusione dello stress. Il rischio è collegato alla probabilità di un evento negativo e ad una quantificazione del potenziale danno e il danno non sono sintomi o disagi provenienti dall’esposizione a fattori di rischio psicosociale, bensì l’esistenza stessa di questi fattori di esposizione. Questo non significa non valutare quanto è esteso il danno già in essere, ma che è scarsamente predittiva una quantificazione dei danni già in essere derivanti da una somma di disagi collegati potenzialmente a situazioni lavorative e non. Spero di essermi spiegato chiaramente.
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Originalmente inviato da
igiorgia
buongiorno,
ma alla fine volevano farmi incontrare solo le persone "scelte" da loro, quindi non aveva senso proporre solo a loro il questionario.
ci sarebbe da costruire una consulenza già solo sulla specifica ambigua richiesta...l'importante è, come dice gurney, che poi non ti assumi la responsabilità di mettere nero su bianco che hai valutato per tutti...altrimenti oltre alla dubbia collusività del rapporto, rischi pure di ritrovarti in guai legali.
Citazione:
...quindi organizzo degli incontri di gruppo e in quell'occasione propongo il test? oppure, consegno i test all'azienda aspettando che tutti i dipendenti li restituiscano (e in genere molti non lo fanno?).
sarebbe preferibile metodologicamente una tua presenza durante la compilazione, se non nella stanza, almeno nella struttura, in modo da spiegare eventuali dubbi e di assicurarti un minimo delle condizioni di somministrazione. peraltro la presenza penso sia anche necessaria nel caso di questionari psicologici ...detto ciò è vero anche che se sei a Trapani e il tuo cliente è a Bolzano e la presenza implica anche centinaia di euro in più sul preventivo la questione si complica...
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ciao jamostex, io penso che con la valutazione rischio stress lo psicologo sia in grado di:
- valutare la presenza di fattori di rischio potenzialmente lesivi della salute;
- contemporaneamente, valutare la presenza di persone con disturbi fisici o psicologici.
Per l'esperienza che ho io, giacché alle aziende poco importa del benessere individuale, ma solo di quello legato al profitto, sarebbe difficile che ascoltino lo psicologo se questi sottolinea la presenza dei fattori di rischio e interventi volti a ridurli, piuttosto che se sottolinea la presenza di persone con disturbi fisici o psicologici.
ovvero, si preoccuperebbero di più nel secondo caso, perché temono le sanzioni. e aggiungo che, INDIPENDENTEMENTE DELLA VALUTAZIONE STRESS, il D. LGS 81/08 dispone che le aziende tutelino il benessere individuale del lavoratore, quindi, evidenziare disturbi fisici o psicologici è corretto dal punto di vista legale, operativo, metodologico ecc.
e per noi psicologi, valutare sia i fattori di rischio, che l'entità del danno, costituisce un intervento completo.
infine, non ho mai valutato aspetti oggettivi dello stress, se mi chiedessero di farlo lo farei (lavoro su commissione, e non posso analizzare la domanda ahimé), però non ci credo molto.
è curioso, ho la sensazione che abbiamo esperienze molto diverse nella VRStress!
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concordo con jamostex nell'assicurare la ns. presenza se chiediamo di compilare questionario. e cerchiamo di NON avere timori nel dialogare con il datore di lavoro: ovvero, rendiamo flessibile la ns. metodologia, ma non caliamo le brache, imponiamoci come professionisti!
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Originalmente inviato da
gurney halleck
lavoro su commissione, e non posso analizzare la domanda ahimé
questa non l'ho capita :mumble:
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Si, probabilmente abbiamo esperienze molto diverse.... ma ripeto, le mie sono numericamente ancora molto limitate ed è probabile che la metodologia che seguo (quella consigliata dall'ispesl) dovrà essere rivista ed adeguata alle varie realtà in osservazione. Proprio l'essere all'inizio della "carriera" mi porta ad essere molto prudente su ciò che scrivo e per mia fortuna credo anche molto in questo lavoro quindi non metterei mai la mia firma su cose non vere! grazie comunque del consiglio. credo che questi confronti siano molto utili. io non conosco bene l'OSI, ma so che, oltre ad essere in vendita ad un prezzo non accessibilissimo, è piuttosto complicato elaborarne i risultati. E' vero?
quanto al valutare la presenza di persone con disturbi fisici e/o psicologici non è una cosa un po' diversa? e l'OSI ti aiuta in questo? forse gurney halleck tu segui le aziende per le quali fai la VRstress anche per altri aspetti, tipo formazione o consulenze varie? a me è capitato di fare delle valutazioni individuali, ma in seguito alla richiesta di approfondimento da parte del MC che aveva notato delle difficoltà in sede di sorveglianza sanitaria.
scusate le mie innumerevoli domande!!!
buona serata a tutti
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Originalmente inviato da
igiorgia
Si, probabilmente abbiamo esperienze molto diverse.... ma ripeto, le mie sono numericamente ancora molto limitate ed è probabile che la metodologia che seguo (quella consigliata dall'ispesl) dovrà essere rivista ed adeguata alle varie realtà in osservazione. Proprio l'essere all'inizio della "carriera" mi porta ad essere molto prudente su ciò che scrivo e per mia fortuna credo anche molto in questo lavoro quindi non metterei mai la mia firma su cose non vere! grazie comunque del consiglio. credo che questi confronti siano molto utili. io non conosco bene l'OSI, ma so che, oltre ad essere in vendita ad un prezzo non accessibilissimo, è piuttosto complicato elaborarne i risultati. E' vero?
aggiungi che l'OSI è destinato ad un target di medio/alto livello, quindi dipende anche da chi ti trovi davanti. La metodologia consigliata dall'Ispesl è sensata e penso che sarà "difesa" dalle linee guide per la valutazione del rischio stress che dovrebbero uscire da Maggio in poi (eh già!)....la dott.ssa Fattorini e il suo team sono degli esperti che mi auguro si faranno valere.
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per jamostex: se il mio committente mi dice di recarmi nell'azienda XYX per effettuare una valutazione stress, non c'è analisi della domanda, la faccio e basta. e se eventualmente il datore di lavoro della XYX mi chiedesse di farla solo a determinate persone, NON mi verrebbe concessa la possibilità di approfondire con il DDL il perché della sua richiesta. in ogni caso non mi è mai capitato.
per igiorgia: il costo dell'OSI non è basso, è aumentato rispetto al 2008, ma noi dobbiamo farcelo rimborsare dall'azienda! con un ricarico anche del 15%! il che costituisce un ottimo motivo per non chiedere al cliente elemosina, ma un compenso adeguato al ns. livello!
e aggiungo che NON è complicato analizzarne i risultati, nè interpretarli, e neanche somministrarlo e gestirne il setting di compilazione. figuriamoci se ci deve spaventare l'applicazione di un test! forza ragazzi.
se l'OSI fornisce indicazioni su disturbi fisici o psicologici: sì fornisce indicazioni, ipotesi, COME TUTTI I TEST. e giacché questi disturbi solitamente si accompagnano, NOI CI TUTELIAMO e segnaliamo il nominativo al medico competente. così nè ci sostituiamo a lui, nè lo scavalchiamo, ma anzi, possiamo così instaurare collaborazioni con lui.
le tue domande sono benvenute, giovano a tutti noi. saluti
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in effetti l'OSI non è agilmente compilabile da persone con bassa scolarità o con mansione prettamente operativa. comunque con una adeguata assistenza, una volta instauratosi un buon clima di fiducia tra psicologo e lavoratore, quest ultimo non si imbarazza a chiedere delucidazioni al primo. attendo anche io linee guida cmq
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gurney halleck
per jamostex: se il mio committente mi dice di recarmi nell'azienda XYX per effettuare una valutazione stress, non c'è analisi della domanda, la faccio e basta. e se eventualmente il datore di lavoro della XYX mi chiedesse di farla solo a determinate persone, NON mi verrebbe concessa la possibilità di approfondire con il DDL il perché della sua richiesta. in ogni caso non mi è mai capitato.
mah...quello probabilmente dipenderà dalle figure con cui ti interfacci; a mio modo di vedere, per quanti intermediari possono esserci di mezzo, se trascuri certe richieste prima o dopo ne potresti pagare le conseguenze in termini di efficacia dell'intervento.
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
Linee guida da maggio in poi?? spero anche da parte del "nostro" ordine e non solo come sempre dall'ispesl!
Riguardo all'OSI, pensavo prendesse in esame solo gli aspetti organizzativi (che già non sarebbe stato poco!) ma evidentemente devo studiare un po' e valuterò poi se comprarlo. Del Karasek che mi dite? qualcuno lo conosce direttamente?? da quello che ho letto dovrebbe valutare la percezione del rischio stress da parte del lavoratore; viene consigliato dall'Ispesl stesso ma non è facile reperirlo.
Buona domenica a tutti........ spero non dobbiate trascorrerla lavorando al pc come me!!!
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igiorgia
Linee guida da maggio in poi?? spero anche da parte del "nostro" ordine e non solo come sempre dall'ispesl!
Riguardo all'OSI, pensavo prendesse in esame solo gli aspetti organizzativi (che già non sarebbe stato poco!) ma evidentemente devo studiare un po' e valuterò poi se comprarlo. Del Karasek che mi dite? qualcuno lo conosce direttamente?? da quello che ho letto dovrebbe valutare la percezione del rischio stress da parte del lavoratore; viene consigliato dall'Ispesl stesso ma non è facile reperirlo.
Buona domenica a tutti........ spero non dobbiate trascorrerla lavorando al pc come me!!!
ma guarda...se fai una ricerca su internet trovi quantomeno le descrizioni dei due strumenti in questione. Entrambi danno una valutazione soggettiva riferita alla percezione del rischio. Il problema dell'OSI oltre al costo ed al target piuttosto definito, è la relativa lunghezza e quindi complessità (che da un altro punto di vista è anche un pregio), il JCQ ha un modello di riferimento molto semplice e preciso (per alcuni troppo semplicistico), basato sulla relazione tra job demand (grossomodo le richieste del compito) e decision latitude (il controllo sul compito da parte dell'individuo) con la mediazione del supporto sociale. Il reperimento, gratuito ai più, è un più lento. Sono entrambi strumenti ormai datati...ma lo strumento definitivo deve ancora uscire...
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avevo già fatto un po' di ricerche, in realtà volevo sapere se qualcuno usa o conosce direttamente il JCQ, perchè da leggere c'è molto ma poi in realtà è proprio l'esperienza diretta che manca!! io l'ho richiesto diverso tempo fa ma mi è stato risposto che, viste le troppe richieste giunte in quest'ultimo periodo, non lo danno più........ forse l'OSI è un po' meno datato e, anche grazie ai vostri spunti, penso che farò un tentativo e vedrò se mi convince! teniamoci aggiornati!
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
la versione italiana dell'OSI è del 2002, ve benissimo. benché un po' difficile di comprensione e lungo per partecipanti con bassa scolarità, con adeguata assistenza è molto versatile e completo e i risultati sono affidabili. saluti
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
ciao a tutti sono iscritto da poco..
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
sto cercando informazioni da qualcunio che conosce o si occupa del lavoro sullo stress da lavoro correlato , modalità di procedimento per la determinazione del documento D.V.R. che dovrà essere presentata a maggio...
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
ciao, cosa intendi esattamente per "modalità di procedimento per la determinazione del documento"? intendi redigerlo affinché sia valido?
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
Ciao Gurney
mi sembri davvero preparato
Io non conosco nessuno che si occupi di VRstress e mi stanno chiedendo di fare qualcosa
PEr me sarebbe una buona occasione di lavoro
Mi farò ancora viva probabilmente più per chiedere che per informare almeno per ora
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
anche io sto cercando informazioni su questionari da applicare al lavoro del D.V.R. che si dovrà presentare a maggio e vorrei se possibile avere esperienze da qualcuno qui che ha gia usato o conosce bene la procedura per questo documento per quanto riguarda lo stress da lavoro correlato..grazie
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
ciao. per Fantasiosa: cosa ti hanno chiesto PRECISAMENTE? di effettuare la valutazione stress?
ozner1964: io ti posso suggerire l'OSI (Giunti OS) come strumento, da utilizzare per l'intervento di valutazione, che non si riduce al solo uso di uno questionario appunto, ma che implica un preciso approccio al cliente. cliente che già di per sè, generalmente, non vuole sentire parlare nè di stress nè di psicologi...
relativamente al documento: lo psicologo professionista produce la sua relazione, si assume la responsabilità del lavoro svolto, e consegnao al datore di lavoro (DDL) il documento di valutazione stress.
ci sono molti seminari in giro sul tema valutazione stress (D. Lgs 81/2008), possono essere utili se uno psicologo non ha NESSUNA idea su come affrontare la questione.
può essere un buon momento per noi ragazzi: dobbiamo essere in grado di convincere di DDL ad affidarsi a un professionista, piuttosto che a un software che gli faccia la VRstress.
una sinusite è un problema otorinolaringoiatrico? e come tale deve essere valutata dall'otorinolaringoiatra.
lo stress è un costrutto psicologico? e come tale deve essere valutato dallo psicologo.
cerchiamo di imporci, SENZA svenderci.
saluti
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
ciao, sono una psicologa e da alcuni mesi lavoro sulla valutazione dei rischi stress lavoro correlati. Ho letto i messaggi di questo forum, vorrei chiedervi un parere, ma prima condivido un po' la mia esperienza, credo (spero!) di poter dare alcune informazioni utili.
Rispetto ai testo vi metto in guardia su Karasek e Osi. Il primo è stato dichiarato dall'Ispesl inadatto per la realizzazione del DVR; il secondo viene dichiarato adatto ma non sufficiente da solo perchè si basa solo sul percepito.
Rispetto al tema delle responsabilità la psicologo è responsabile per il proprio lavoro, il datore di lavoro è l'unico responsabile legale del DVR che firma, l'RSPP è responsabile per il suo ruolo e per le mansioni indicate nel DVR (che possono essere diverse da caso a caso).
Per la valutazione io inizialmente usavo l'Osi, un'analisi di clima e dei colloqui a campione. Poi alcuni datori di lavoro mi hanno fatto notare che era un'impostazione troppo sulle soggettività e poco aziendale. Poi ho iniziato a seguire il modello Social Stress Risk, che fa riferimenti sociostatistici e fornisce le tabelle con tutti gli indicatori di rischio per tutti gli ambienti lavorativi. Dopo alcune sperimentazioni adesso faccio così: una breve analisi organizzativa (in particolare su funzionigrammi e prassi HR), alcuni colloqui a campione, realizzazione del DVR personalizzando il modello SSR con i dati ricavati. Segnalo l'Osi come strumento di monitoraggio delle azioni preventive indicate, in attesa di indicazioni da Ispesl o Confindustria...
Ora la mia domanda: qualcuno di voi ha scoperto come muoversi per la valutazione dei cosiddetti indicatori oggettivi (assenteismo, turn over, ecc)?
grazie!
Mel
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
Citazione:
Originalmente inviato da
minermel
Segnalo l'Osi come strumento di monitoraggio delle azioni preventive indicate, in attesa di indicazioni da Ispesl o Confindustria...
Ora la mia domanda: qualcuno di voi ha scoperto come muoversi per la valutazione dei cosiddetti indicatori oggettivi (assenteismo, turn over, ecc)?
grazie!
Mel
ciao, interessante la tua mail, si sente che scrivi grazie al frutto dell'esperienza. non conosco il modello SSRisk, mi suggerisci qualcosa da leggere (siti, libri) per favore?
io uso l'OSI, che finora ho trovato adeguato alle realtà con cui mi sono interfacciato.
considerato che le aziende che ho incontrato sono già poco propense a effettuare la valutazione, sinora ho proposto solo l'analisi dei fattori soggettivi, impiegando l'OSI appunto. uso l'OSI anche perché considero lo stress un costrutto fortemente psicologico e quindi soggettivo. di conseguenza privilegio e valorizzo questo approccio.
in ogni caso adesso intendo integrare con i fattori oggettivi, di cui puoi leggere delle indicazioni di CONFINDUSTRIA uscite a novembre 2008. dove segnalano indicatori oggettivi quali assenteismo, turnover, lamentele da parte del personale ecc.
rimaniamo in contatto se uno di noi elabora qcs ok?
però qui vorrei fare una riflessione: le lamentele del personale sono sì oggettive quando vengono segnalate, ma sono il frutto di una valutazione soggettiva! pensavo che res cogitans e res extensa non fossero più così divise...
entro breve penso che elaborerò un insieme di contenuti e strumenti per fare l'analisi dei fattori oggettivi. in italia la bibliografia è scarsa sul tema stress, figuriamoci sul tema stress e fattori oggettivi messi insieme.
ripetendo che siamo noi ad assumerci la responsabilità del ns. lavoro, elaboriamo noi il modello più adatto dell'analisi dei fattori oggettivi e buttiamoci. non temiamo psicologi SENIOR, tanto nessuno si è mai occupato di questi argomenti, giacché l'81/08 è in vigore dall'anno scorso, esperti in giro non ce ne sono!
e siccome il 81/08 non fornisce linee guida o direttive, NESSUNO può contenstare il ns. operato (a meno di non fare corbellerie). che ne pensi/pensate?
ciao
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
ah scusa minermel, cosa fai più precisamente con l'analisi organizzativa? (funzionigrammi e prassi HR), se vuoi salvaguardare il tuo lavoro dalla concorrenza puoi non rispondere naturalmente... grazie
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
ciao,
sono pienamente d'accordo con la soggettività del costrutto stress, ma sto cercando l'approccio più allargato possibile sia per andare incontro ai datori di lavoro sia per poter rendere i nostri interventi professionali più solidi e ricchi possibile.
Ho letto le indicazioni Confindustria, ma come dici tu la bibliografia a riguardo non è un granchè...
per quanto riguarda i funzionigrammi li uso per creare i gruppi omogenei senza dividerli banalmente per mansione, mentre le procedure hr le uso per avere informazioni su quali procedure per la riduzione dei rischi stress sono già in atto (anche se nate con scopi diversi)
Il modello SSR è del Centro FerrariSinibaldi, ho seguito il loro corso qualche mese fa... trovi qualcosa sul loro sito, Centro Specialistico Integrato Psicologia e Psicoterapia - Ferrari Sinibaldi: strumenti, protocolli, diagnosi, ricerca e innovazione nell'area sulla valutazione rischi. A me è servito molto per ampliare gli aspetti organizzativi e oggettivi/intersoggettivi della valutazione
per quanto riguarda gli indicatori oggettivi sentiamoci man mano che si trova qualcosa!!
Mel
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
ciao a tutti,
qualcuno sa dirmi dove posso trovare gli item dell'OSI per una valutazione dello strumento....nn vorrei comprarlo inutilmente....magari se qcn di voi ce l'ha mi potrebbe almeno dire degli esempi di item.....
altra domanda: qualcuno sa se l'OSi può essere adatto come strumento da usare in sanità?
il Karasek nn mi convince......
ben accetti consigli e alternative
In Ospedale abbiamo in precedenza usato l'OCS ma non credo sia utile da sola ai fini del nuovo decreto legge....nn permette di avere rislutati sui singoli individui, cosa che nn riesce a dare nemmeno il karasek, per quanto so.
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
ciao sì secondo me è adatto l'OSI, soprattutto che oramai la sanità ha una forte impronta aziendale (azienda sanitaria appunto). più tardi posto un msg con qualche domanda dell'OSI