...penso si riferisca alla figura dello psicologo di base
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ah :) grazie mille Johnny
come utente potenziale, dico che bisogna vedere quali siano i compiti dello psicologo di base; perchè se il suo compito fosse solo di indirizzare, allora va bene anche un non terapeuta, ma se dev'essere qualcosa di più, non basterà la laurea in psicologia.
anche perchè per poter "curare" i problemi psicologici di una persona, prima si deve prima aver risolto i propri, sennò si fanno i danni. O no?
allora, per indirizzare può andar bene anche un medico qualunque, anche un dentista?
O no.
fin'ora i medici di base ti indirizzano pure, e benissimo.
Ovviamente il compito non sarebbe solo indirizzare, ma anche valutare e inquadrare la problematica psichica. Solo attraverso un colloquio effettuato con competenze adeguate si può indirizzare a dovere una persona e non a casaccio (poi può anche avere bisogno di consulenze psicologiche e sostegno senza fare necessariamente psicoterapia), inoltre non mi risulta che il medico di base abbia la consuetudine di indirizzare allo psicologo, mi risulta che indirizzi più spesso verso psicofarmaci anche somministrati personalmente senza neanche far visitare il paziente da uno psichiatra. E non mi dite che non è vero
No, non è così, o perlomeno non è sempre così.
I medici di base sono spesso al corrente di quali operatori sono presenti sul territorio, e non prescrivono sempre psicofarmaci a casaccio, anche perchè se parli di semplici ansiolitici e antidepressivi, che sono quelli che di solito prescrivono, le sostanze più o meno saranno due in tutto, con nomi diversi.
Se parli di valutare e inquadrare la problematica, io non me ne intendo, però così come impressione dico che parli di un lavoro così complesso, che persino i terapeuti più esperti avranno difficoltà in un breve lasso di tempo, ad individuare na roba simile.
Prima di aver capito chi è il paziente, ce ne passerà, sbaglio?
Non sarebbe meglio allora subito rivolgersi a un esperto?
aggiungerei che il rischio evidente nell'inserire "intermediari", dal nostro punto di vista di non addetti ai lavori, è, oltre a un preliminare"rimpallamento"da un professionista all'altro, la confusione tra l'inquadramento iniziale dell'uno e quello di colui che lo prenderà in carico successivamente, il "pregiudizio" che si potrebbe instillare nella mente di quest'ultimo, e tante altre dinamiche che non conosco, e che sono imprevedibili.
Se la base di un buon rapporto terapeutico è la fiducia, il moltiplicarsi delle figure e dei ruoli attorno a un paziente, se non vi fosse coordinamento, ma fosse a casaccio, sarebbe deleterio.
Oh?
la differenza tra il medico e lo psicologo sta proprio in quella parola che ho evidenziato in grassetto: chi si rivolge ad uno psicologo non è automaticamente un paziente.
Sul fatto che il medico di base abbia una concezione "chimica" del disagio mentale fa parte della sua formazione e ovviamente se deve inviare un paziente a qualcuno, lo invierà ad uno psichiatra che per lui è un collega (parlando in generale, poiu sicuramente c'è chi a vedute più "ampie"). Conosco gente che grazie a questo iter è sotto cura farmacologica da anni.
Oh per carità, sono utili anche i farmaci in certi casi, ma è dimostrato che il 50% delle persone che vanno dal medico di base presenta propblemi di tipo "relazionale-esistenziale", quindi risolvibili senza psicofarmaci e il medico non è certo uno psicologo. La notizia è ufficiale e sta scritta qui a pagina 11
http://psy.it/documenti/La_professio...ogo_1_2011.pdf
Ripeto sul fatto che il medico di base ti invii a uno psichiatra è un pregiudizio, forse un tempo, ma ora la cultura della psicologia si è così diffusa che i medici sanno benissimo cos'è una psicoterapia!
Comunque, lo psicologo, qualunque psicologo,non può essere un semplice laureato in psicologia.
Quando uno va a cercare aiuto, c'è già una domanda di cura e in parte l'inizio di un processo di guarigione.
L'unica cosa buona è che ci sarebbe una persona gratis a disposizione, ma siccome la paghiamo noi contribuenti, sarà bene che sia altamente qualificata, e non il solito tizio che ha preso le scorciatoie, ecco.
Comunque emerge il pregiudizio già che inviare allo psichiatra significhi inviare al medico degli psicofarmaci e basta.
Alcuni psichiatri sono psicoterapeuti, anche a loro tocca specializzarsi, l'unica differenza è che hanno fatto medicina, poi la specializzazione in psichiatria, ma quelli sono i loro studi, e ciò non fa di loro nulla.
Quello che manca a molti giovani psicologi che fanno i consulenti, e si vede, è l'umiltà, e la consapevolezza che a occuparsi di un altro non si impara sui testi, ma su se stessi.
Ragazzine giovani che consigliano a tutto spiano mamme e babbi, psicologi dell'asl che ti sciorinano a mente l'abc imparato nelle aule cinque minuti prima o quarant'anni prima....bah.
Date lìimpressione di fare la corsa al posto fisso, e l'abbuffata nel paese di bengodi, e sembrate non pensare minimamente alle vostre enormi responsabilità, e che è un mestiere difficilissimo, m.
Non solo, c'è un'altra cosa di cui ci si impasta la bocca ma che poi si scontra sul piano pratico: l'invio.
Ammettiamo che esista lo psicologo di base non specializzato in psicoterapia che diagnostica una patologia. A chi lo invia?
Mi sembra che in molti post emerga il consenso degli psicologi a promuovere se stessi con delle vere e proprie strategie di marketing, con tanto di opuscoli conteneti suggerimenti ritenuti validi su come "aggredire" il mercato.
Conterà allora saper raggiungere degli accordi validi con psicologi di base, i quali di fronte al caso da inviare come si comporteranno? A seconda delle loro "amicizie"? Una persona sofferente di attacchi di panico a chi verrà inviata? Se non sbaglio è una sintomatologia che può essere curata sia con terapia cognitivo-comportamentale, che con strategica, psicodinamica o sistemica.
Ebbene, con quali criteri verrà effettuato l'invio?
E se poi lo psicologo di base non ha avuto tempo di conoscere sufficientemente il paziente per effettuare una diagnosi differenziale accurata?
Con onestà intellettuale, domandiamoci se questa figura sia veramente utile per l'utenza finale o piuttosto per trovare un posto di lavoro agli psicologi disoccupati.
se essere un "semplice" psicologo non è sufficiente, come pensi che il medico (che non è psicologo) sappia fare un invio corretto, che spesso non sa neanche la differenza tra una psicoterapia cognitiva, dinamica, umanistica...invierà con molta probabilità a un cognitivo-comportamentale (che sono molto apprezzati perché più "scientifici" di altri approcci) o ad uno psichiatra (che è medico)
la specializzazione in psichiatra è una branca della Medicina e non mi risulta che insegnino a fare psicoterapia.
Poi sicuramente ci sono anche psichiatri che fanno anche la specializzaz. in psicoterapia e questi sono psicoterapeuti a tutti gli effetti
anche il medico e lo psichiatra (senza ulteriori specializzazioni in psicoterapia) seguono un modello, il "modello medico-biologico".
Il discorso marketing secondo me non regge perché la pubblicità da parte degli psicologi è fortemente regolamentata dagli Ordini.
D'altro canto anche i medici (come come tutti gli altri professinisti) hanno spesso la loro "rete" e inviano pazienti a colleghi che conoscono e di cui sono sicuri della professionalità e preparazione. Così avverrebbe anche per lo psicologo di base credo.
questo discorso vale per qualunque figura dovesse effettuare l'invioCitazione:
E se poi lo psicologo di base non ha avuto tempo di conoscere sufficientemente il paziente per effettuare una diagnosi differenziale accurata?
Comunque si tratta di discorsi campati in aria perché secondo me lo psicologo di base non ci sarà mai
:), dunque, postmetto che non ho intenzioni bellicose, anzi, l'argomento è bellino, perchè in fondo sarebbe bello che si fornisse un servizio buono a tanta gente che fa le file alle Asl o si svena a pagarsi le terapie!
Il discorso dei vari rami a cui si può inviare, è così fatto, secondo me, sarebbe corretto l'invio a qualsiasi terapeuta che riesce a entrare in contatto col paziente e a instaurarci una relazione funzionale e positiva!
Le associazioni paziente x terapia x, paziente y terapia y, sembrano alquanto azzardate in quanto ogni terapeuta e ogni paziente sono realtà completamente uniche e speciali, che si "trovano" a interagire, può darsi mi sbagli, eh?
Si ritorna nel campo delle scienze umane, e peraltro oggi moltissimi terapeuti adottano modelli "integrati", e non a caso.
Niente più Junghiani, Freudiani, cognitivi-comportamentali ecc, ma di tutto, si possono usare anche le filosofie orientali, come so per esperienza, pure gli psy rifiutano etichette rigide.
Questo semplificherebbe( si fa per dire) il compito, e al tempo stesso quanto ho detto in precedenza lo renderebbe vano:)
Grazie per la bella conversazione, o:), non è mica tanto campata in aria!
Complicata, ci sono tante persone che vivono di psicofarmaci solo perchè sono state guidate male, da medici che in assoluta buona fede non hanno saputo fare di meglio, convinti in maniera sincera che l'approccio medico sia l'unico adottabile. Non discutiamo la professionalità o il ruolo dello psichiatra, anzi sono indispensabili nella nostra società, ma uno psicologo offre competenze diverse, ha un approccio orientato all'indagine psicologica, che un medico giustamente per sua formazione non ha potuto approfondire. Poi sul discorso del semplice laureato, sono assolutamente d'accordo... E ci mancherebbe che nella remotissima eventualità non si selezionino persone con esperienza e titoli di studio che vadano oltre i 5 anni di università!!! Questo discorso secondo me è identico a quello che si potrebbe fare per un medico, nel senso che anche un semplice laureato in medicina ha conoscenze molto complete e approfondite sul funzionamento generale dell'organismo, ma non sa come operare o lavorare in uno specifico settore, deve continuare a studiare, specializzarsi ed esercitare nei reparti sotto la supervisione di medici più esperti. Poi anche sulla fattibilità, come dice johnny, ho dubbi fortissimi, però l'idea, il principio di base non è male.
m, è vero anche codesto, è vero altresì che cìè molta confusione nell'utenza su a chi sia meglio rivolgersi, perchè purtroppo avete frammentato e confuso i ruoli.
Intanto, lo psicologo sarebbe bene, per semplificare, fosse solo lo psicoterapeuta, vi paghino la specializzazione a tutti e la facciano finita con le scuole private. Compresa l'analisi didattica.
Come la specializzazione a medicina,del resto.
Pagate le tasse e punto.
Vi potrebbero far fare a tutti medicina, psichiatria e psicologia, perchè queste distinzioni?
Una nuova facoltà.
Appunto! Non cambierebbe niente, dipenderebbe sempre dalla "rete" cui alludi e nella costituzione della quale gli Ordini c'entrano ben poco. Stabilire una rete di conoscenze tra colleghi non è indice di maggiore affidabilità per l'utenza finale: occorre vedere le motivazioni che stanno alla base di questa rete!
Si, però tu pensa ad una persona che non crede neanche di avere un problema psicologico, ma fisico. A chi si rivolgerà secondo te, al medico di famiglia o allo psicologo di base? Io credo che propenda più per il primo. Mettiamo pure che il medico di famiglia riesca a far capire a quella persona che ha bisogno di un consulto psicologico. Che fa? Gli dice "rivolgiti allo psicologo di base, il quale poi penserà ad inviarti per una terapia adeguata"? Tu pensi che quella persona abbia molta voglia di parlare dei fatti suoi con venti persone prima di inziare il trattamento? Risultato: abbandona subito l'idea perché spaventata.Citazione:
questo discorso vale per qualunque figura dovesse effettuare l'invio
Mettiamo invece che il medico di famiglia non le dica tutta la trafila, omettendo la possibilità che lo psicologo di base possa inviare ad un altro psicologo per una terapia. La persona (chiamatela cliente o paziente come preferite) va con una certa aspettativa al consulto con lo psicologo e magari si apre fino a quando viene "stoppata" perché necessita di terapia con un altro psicoterapeuta. Risultato: la persona abbandona perché sfiduciata, con l'idea che la psicologia non serva a niente.
Ciò che voglio dire è che temo che questa figura prospettata non riuscirà ad accogliere tempestivamente e a far sviluppare adeguatamente la domanda di cura perché ci sono troppi passaggi, troppi intermediari.
Chi sente la necessità di una terapia va a cercare direttamente il terapeuta tramite consigli di persone di cui si fida, anche se non sono psicologhe.
Chi vuole solo fare quattro chiacchiere senza terapia trova altri modi in letture, amicizie, credi religiosi ecc...e non si aprirà mai davvero ad un consulto sincero con lo psicologo...ci sarà sempre un "non detto" che non permetterà neanche allo psicologo stesso di fare una corretta diagnosi.
So che la carenza di posti di lavoro spinge per fare in modo di "creare" una richiesta da parte dell'utenza, però in questo ambito è un cane che si morde la coda, fa l'effetto boomerang, così come lo fa la polverizzazione degli interventi di supporto o di psicoterapia. L'integrazione in psicoterapia si scontra col limite epistemologico che sta alla base dei vari orientamenti e rischia di generare mostri senza teste né gambe. Una delle tante cose di cui siamo abituati in Italia per le quali "fare tutto e non fare niente" ottiene il risultato di non attribuire responsabilità a niente e nessuno.
Meditate gente.
il ruolo dello psicologo non è solo quello di inviare, ma anche svolgere interventi di "sostegno psicologico e counseling" (è la prima voce del tariffario!) e la maggior parte di coloro che si rivolgono allo psicologo ha bisogno proprio di questo, dunque si tratta di interventi "al di qua" della psicoterapia.
Per la mia esperienza, le persone esprimono un grande bisogno di psicologia (non necessariamente di psicoterapia), solo che avendo a disposizione il medico spesso ne parlano col medico (che non è psicologo), se ognuno avesse a disposizione uno psicologo di base sono strasicuro che sarebbe sopraffatto da richieste e pazienti.
Anzi, pensa un po', secondo me ci sarebbe addirittura il pericolo pposto, cioè che la gente scambi per "psicologici" dei disturbiche in realtà sono fisici e lo psicologo potrebbe inviare dal medico (un esempio pratico: spesso la gente attribiusce allo "stress" o a fantomatici "problemi psicologici" problemi che in realtà sono fisici, vedi ad esempio il batticuore dovuto ad un'allergia e il paziente dice "è solo stress", portandolo a girovagare da un'erboristeria all'altra o evitando lo psicologo perché non esiste la cultura di andare dallo psicologo, dicendo "mi arrangio, sono forte", quando lo psicologo potrebbe fare una diagnosi -psicologica- e dire "lei non ha nessun problema psicologico, deve andare da un buon medico).
Insomma, c'è una grande richiesta psicologica che non viene intercettata perché manca una figura a cui potersi rivolgere!
Potrei raccontare alcuni episodi capitati a me e miei conoscenti, non lo faccio perché il forum è pubblico.
per il problema formazione: essendo diventata quella dello psicologo una figura sanitaria, dovrebbero far entrare all'università tanti studenti quanti ne richiede il mercato (come avviene, mi risulta, ma correggetemi se sbaglio, per le altre professioni sanitarie). Chi vuole studiare psicologia per cultura personale può inscriversi a filosofia, lettere o altri corsi di laurea affini.
sono straconvinta che il dire "mi arrangio, sono forte", non sia dovuto alla mancanza di cultura psicologica ma a un problemino:P
e' il leitmotiv di qualsiasi paziente all'inizio di una terapia, è come dichiarare il contrario:asd:
( è una battuta, s'intende)
Ragazzi, secondo me la discussione sta diventando fantascientifica! Lo psicologo di base stenterà ad essere stabilito e se mai sarà, ci saranno così tanti problemi culturali, burocratici e di interessi tipicamente italiani che prima di arrivare allo scenario prospettato da johnny passeranno, nella migliore delle ipotesi, decadi intere. Comunque continuiamo pure a vedere la nostra professione castrata da ordini fatiscenti e gente al potere a dir poco limitata, con l'ottimismo, ce ne servirà parecchio!
Da come emerge in molteplici interventi, si evince una 'ignoranza' circa il ruolo dello Psicologo. Credo che, se non si superi questo scoglio, sia difficile che entri nella nostra società e nell'immaginario collettivo lo Psicologo di Base. Lo Psicologo è una figura che, solo per il lavoro che è tenuto a fare e scelto di fare, ha una personalità molto sensibile a quelle che sono le problematiche altrui quindi ha delle abilità innate che lo portano a esercitare questa professione. Ovviamente anche lo Psicologo si deve pubblicizzare, nel senso di far sapere e quindi trasmettere alla società, far conoscere il suo ruolo. Solo attraverso un approfondita conoscenza si può far fronte agli stereotipi.
Con lo Psicolgo di Base si vuole e deve trasmettere il messaggio che, accanto ad un corpo esiste anche una mente e perciò l'integrazione mente-corpo è una cosa che la gente deve avere...quante somatizzazioni in mancanza di questa integrazione...il famoso detto 'mente sana in corpore sano' è il motto che si spera il SSN voglia far passare al di là dei vantaggi economici che ne deriverebbero.
Non sono d'accordo sul fatto che lo Psicologo, solo per il lavoro che è tenuto a fare e che ha scelto di fare, abbia una personalità molto sensibile a quelle che sono le problematiche altrui.
Avrei i miei dubbi, cara Klaudia82, è uno stereotipo, appunto!
Difficilissimo che si abbiano delle doti innate,poi ditemelo voi.
sul detto mens sana in corpore sano, è molto pubblicitario anche questo, è come lo spot dell'acqua, puliti dentro e belli fuori!
Klaudia, quanto hai scritto è a dir poco discutibile. Si devono fare dei controlli molto seri sulla gente in circolazione, magari bastasse un' abilitazione a garantire stabilità mentale e attitudine, e lo dico con molta cognizione di causa e amarezza! Quello di psicologo è un mestiere complesso che richiede qualità tutt'altro che dimostrabili dalla semplice scelta di studiare psicologia, prendere un corso di laurea anzichè l'altro a 18 anni può essere imputabile a tanti fattori, non sempre ascrivibili a sensibilità e capacità. Di onnipotenti narcisisti ne abbiamo a iosa in questa categoria!
Ah ah ah (e lo scrive pure).Citazione:
Solo attraverso un approfondita conoscenza si può far fronte agli stereotipi.
Volete il numero chiuso alla facoltà di psicologia? Quanti di quelli intervenuti qui pensano che sarebbero riusciti ad entrare? Tuttiiii!
Niente psicologo di base, fareste più danni della grandine!
Volete contingentare la professione? Che cominci a farlo spontaneamente chi la vorrebbe: che si ritiri dal mercato l'incompetente e quello meno preparato (magari senza una specializzazione) e si inventi un altro tipo di occupazione (chissà, con le "abilità innate" può ritrovarsi a fare il santone in Tibet, magari).
Cavoli! Questa me l'ero persa. Perché l'ha detto lo psicologo di base, pensi che quella persona si risolverebbe ad andare dal medico invece che in erboristeria, oppure pensi che quello che non va dal medico di base perché intende "arrangiarsi" possa concepire di andare dallo psicologo. Ma ti rendi conto dell'assurdità della cosa? Non ti sembra di investire la tua professione di un sapere-potere molto distante dalla realtà dei fatti?
C'è molta richiesta secondo te? E immagino che sia perché la gente non capisce l'importanza di andare dallo psicologo. Non c'è nessun nesso tra quanto si scrive in questi post e l'immagine che lo psicologo dà all'utenza, secondo te? Forse se ci fosse maggiore serietà e competenza le persone si avvicinerebbero di più perché saprebbero di ricevere qualità.
Vogliamo renderci conto che queste sono tutte razionalizzazioni per non ammettere a se stessi le difficoltà occupazionali che esistono, come esistono per anche per i pazienti/clienti?
Wyx, non hai tutti i torti! Ti dirò di più: mi sono sempre augurata di assistere ad uno sbarramento concreto, un numero chiuso REALE alla nostra facoltà, nell'interesse di tutti, pazienti, utenti e professionisti. Se una professione è così gettonata tra l'altro l'immagine che viene trasmessa è quella di un lavoro un po' alla portata di tutti, e l'assurdità è che non c'è niente di più falso! Uno psicologo, a maggior ragione psicoterapeuta, dovrebbe avere competenze, attitudini, stabilità ed equilibrio, oltre a una buona intelligenza emotiva e logica, che potrà essere comunque stimolata ed accresciuta anche grazie agli studi e alle esperienze, ma di base bisogna partire con un certo bagaglio! Non basta dire di essere sensibili e buoni, queste caratteristiche non sono prerogativa dello psicologo, ma di tutte le brave persone di questa terra.
Se non fossi entrata ad un test più selettivo? Mano sulla coscienza, sempre mano sulla coscienza e umiltà, altra cosa che non dovrebbe mancare...
Mi sa che questa discussione sta diventando un pò sgangherata. Non so se tutti coloro che intervengono qui sono dei professionisti del campo o chi altro. Ma a vedere dalle critiche assolutamente non costruttive mi verrebbe da dire che sono dell'altro.
Comunque sia, un professionista che lavora con la mente altrui ha sicuramente delle abilità comunicative e sensoriali più affinate di un professionista che lavora in un altro campo e nel corso del lavoro tali abilità si andranno sempre più migliorando (è scontato che la mente e le emozioni a 18 anni siano più destrutturate rispetto a una decina di anni dopo!), altrimenti è logico che si cambierà strada andando a scegliere una professione un pochino più tecnica.
Vi prego di fare un minimo di riflessione prima di sparare di impulso!
Buon proseguimento.
non so chi di noi sarebbe entrato, quel che è certo è che sarebbero usciti meno psicologi.
Poi bisogna dire anche che chiudendo il numero a pochissimi non sempre entrano i più meritevoli...
ebbene si, secondo me uno psicologo offre maggiore qualità rispetto ad un medico se l'intervento è di tipo psicologico, mi sembra anche elementare dal punto di vista logico.
Quando capita che un buon medico collabori con un bravo psicologo il paziente ne trae un grande beneficio (conosco realtà in cui questo accade).
Questo deve averlo pensato anche qualcun altro quando 20 anni fa hanno istituito la professione di Psicologo e qualche anno fa quando hanno pensato alla figura dello psicologo di base
Anche chi è del campo può fare un po' di autocritica professionale, quanto al resto delle persone che intervengono e non sono del campo secondo me è giusto ascoltare attentamente i loro malcontenti e le idee. Gli utenti non sono professionisti della salute mentale, ma hanno una grande importanza ed è giusto abbiano voce e siano ascoltati, gli interventi sono rivolti potenzialmente a chiunque, ciò non costituisce un abbassamento di livello della discussione, dipende da come si prende la critica! NOn è una critica personale, il disagio e la diffidenza verso lo psicologo esistono, sono realtà e non possono essere zittiti, ben venga se fuoriescono anche attraverso i forum dedicati alla psicologia, no? Non ci mettiamo sempre sulla difensiva, ascoltiamo ciò che le persone hanno da dire, a prescindere dai paroloni o dalle conoscenze accademiche! Anche in questo modo si dimostra sensibilità e volontà di ascolto, non serve necessariamente il setting impostato a tavolino. :P
Mi sembra giusto ascoltare gli utenti 'non del campo' quando essi dimostrano educazione e rispetto e non quando rispondono "psicologo di base- fareste più danni della grandine 'e ecc..ecc....! Questo non è confronto, ma rasenta l'attacco alla categoria e svalutazione.
e a proposito di test d'ingresso... credete che tali test premino 'competenza, intelligenza emotiva, equilibrio...? " non sono proprio quelli i test che rilevano queste qualità...semai quelli più idonei sarebbero i test di personalità per una professione che deve affiancare il disagio psichico,le emozioni di una persona. Test di abilità logico matematica vanno bene per gli ingegneri,molto molto meno per gli psicologi...per non parlare delle spintarelle stile 'raccomandazioni' per i figli di papà...che hanno fatto parlare molto anche per i test d'ingresso ai medici !
A wxy dico : la specializzazione non è obbligatoria. Uno psicologo può lavorare benissimo senza essere psicoterapeuta e ci sono psicologi che lavorano 'alla grande' pur non essendo specializzati. Lo psicologo che lavora coscientemente dovrebbe sapere fin dove finisce il suo lavoro per poi inviare allo psicoterapeuta, qualora il caso lo richieda. :)
I toni di alcuni utenti sono stati volutamente provocatori, ma non vedo come possano toccare ciascuno di noi, la diffidenza spesso è solo frutto di scarsa conoscenza e nulla più. Quanto ai test, sono d'accordo che per valutare certi aspetti dovrebbero essere altri gli strumenti di indagine, ma non fa male ad uno psicologo anche avere un minimo di logica matematica. Abbiamo superato il test e non ne siamo rimasti traumatizzati, no? La matematica non sarà il nostro mestiere, ma un cervello flessibile è anche più affidabile :asd: Tuttavia sono d'accordo che elementi centrali, come ad esempio l' intelligenza emotiva, dovrebbero essere indagati più a fondo anche con un colloquio vis a vis ( è più comodo intascarsi i soldi delle tasse e fregarsene di chi saranno i futuri operatori della salute mentale) e i test più calibrati sulla specifica facoltà di psicologia.
sono d'accordo,
e aggiungo che le maggiori resistenze potrebbero provenire non dalle persone, che anzi sarebbero ben contente di avere a disposizione uno psicologo di riferimento (appunto, il 50% dei problemi che la gente porta dal medico è di natura psicologica e spesso lo psicologo non viene consultato proprio perché non c'è la possibilità di farlo!!) e di conoscere meglio questa figura (la gente è capace di capire, mica è stupida come vuol fare credere qualcuno), ma, dicevo, le maggiori resistenze potrebbero provenire da parte di altri professionisti i quali si sentono minacciati dallo psicologo che viene visto come un "intruso"
l
Veramente "fareste più danni della grandine" ",ve lo siete risposto fra voi utenti del campo,dalla mia bocca non è mai uscito.
Un'utenza che, su un forum di discussione aperto a tutti , sente il bisogno di discutere se sia giusto o meno che l'utenza non del campo partecipi, guarda, non fa onore alla categoria.
Bell'accoglienza, ccomplimenti!
Lo sapete cosa c'è?
Torno nel forum dove ci sono i terapeuti, e voi fareste bene a intraprendere una bella analisi personale, facendo un mutuo, divento cattiva:asd:
Altro che psicologo di Base, qualcuno ricominci da Freud.
Scusate, continuamo a rendere questa discussione costruttiva!
Qualcuno scriveva del fatto che anche i medici di base ormai sono più propensi all'invio e meno facili alla prescrizione di psicofarmaci....sarà, ma la mia esperienza è diversa. Condivido lo studio con un medico di base da qualche tempo e...... zero invii!!!! Premetto che magari le sto antipatica o non le ispiro fiducia, ma quando ci siamo conosciute e confrontate ho subito capito che non mi avrebbe inviato nessuno. Ha scritto il mio numero di telefono dicendomi che nel caso mi avrebbe inviato qualcuno, ma che la cosa era piuttosto difficile..... perchè difficile??? Come fa a sapere a prescindere che i suoi pazienti non avranno mai bisogno dello psicologo???? Da notare che i servizi in zona scarseggiano.... Lì ho capito che c'è ancora molta strada da fare per far sì che la nostra professione venga riconosciuta dai medici, perlomeno da una parte di essi.
non credo che la frase l'abbia detta uno psicologo, altrimenti non avrebbe detto "fareste". Bisogerebbe chedere a wxy se è psicologo o no.
il forum è aperto a tutti basta non offendere gli altri, è una questione di educazione e non di essere del campo o meno.Citazione:
Un'utenza che, su un forum di discussione aperto a tutti , sente il bisogno di discutere se sia giusto o meno che l'utenza non del campo partecipi, guarda, non fa onore alla categoria.
ciao
I toni coloriti ed esagerati servono a rendere l'idea di una concezione più articolata, dove forse sono più gli istinti e la rabbia a parlare che non la ragione, non li prenderei come un'offesa personale.
ma non si sa più niente dello psicologo di base?Dove trovare un pò di informazioni?
Fra le ultime informazione c'è questa che è abbastanza recente ed interessante (30/09/2011)! http://www.psy.it/archivio/allegati/2011_09_30.pdf