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Riferimento: Morti sul lavoro
Da: Sei operai morti nel catanese Pulivano una vasca di un depuratoreCorriere della Sera
Citazione:
é successo a Mineo, a 35 km da Catania
Sei operai morti nel catanese
Pulivano una vasca di un depuratore
Lo si apprende da carabinieri e Vigili del fuoco già giunti sul posto
NOTIZIE CORRELATE
Tragedia di Molfetta, cinque indagati
Incidente sul lavoro a Molfetta
Il rogo alla ThyssenKrupp
CATANIA - Sei operai che lavoravano nel depuratore consortile di Mineo, a 35 km da Catania, sono morti mentre stavano pulendo una vasca del depuratore consortile del paesino etneo. Secondo quanto si apprende dai carabinieri e dai vigili del fuoco che operano sul posto, i sei operai sarebbero stati uccisi dalle esalazioni sprigionate dalla vasca, probabilmente satura di sostanze tossiche. Quattro delle vittime erano dipendenti comunali, due di un'azienda privata. Sul posto si sta recando il magistrato.
IMPIEGATI SCONVOLTI - Nel comune di Mineo gli impiegati sono sconvolti. Al telefono una donna tra le lacrime dice: «Tra i morti vi sono quattro nostri colleghi. Il sindaco appena appresa la notizia è andato al depuratore dov'è avvenuta la tragedia». Mineo, 5700 abitanti, si trova nell'entroterra catanese, a 59 km dal capoluogo, tra Caltagirone e Palagonia. È un paese di tradizioni agricole, vi sono molti produttori di olive, con un centro storico medievale. A Mineo nacque lo scrittore Luigi Capuana, uno dei padri del «verismo».
IL PREMIER - Silvio Berlusconi ha affermato di aver cercato il ministro Welfare Sacconi «per chiedergli di recarsi sul posto e verificare la dinamica dell'incidente». «Alle famiglie - ha detto il presidente del Consiglio - va la vicinanza e anche l'aiuto concreto mio personale e del governo».
SCHIFANI - Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha informato l'Assemblea di Palazzo Madama della morte dei sei operai. Dopo aver espresso il cordoglio del Senato, il Presidente ha invitato l'intera Assemblea ad un minuto di silenzio.
11 giugno 2008
Morti bianche, tragedia in Sicilia Sei operai morti in una vasca - cronaca - Repubblica.it
Citazione:
CRONACA MobileInviaStampaMorti bianche, tragedia in Sicilia
Sei operai morti in una vasca
CATANIA - Sei operai che lavoravano nel depuratore consortile di Mineo, a 35 km da Catania, sono morti mentre stavano pulendo una vasca. Lo si apprende da carabinieri e Vigili del fuoco già giunti sul posto. Secondo le prime informazioni, quattro erano dipendenti comunali e gli altri due di un azienda privata. Sarebbero morti per inalazione di sostanze tossiche.
Solo tre mesi fa la tragedia di Molfetta, quando cinque operai morirono intossicati dentro una cisterna.
Berlusconi, subito informato, ha detto di aver cercato il ministro del Lavoro "per chiedergli di recarsi immediatamente sul posto e verificare la dinamica dell'incidente". "Alle famiglie - continua il premier - va la vicinanza e anche l'aiuto concreto mio personale e del governo".
(11 giugno 2008)
l'Unità.it - Morti sul lavoro in discarica sei operai siciliani a Mineo - Interni
Citazione:
Morti sul lavoro in discarica sei operai siciliani a Mineo
Caduti in una vasca di liquami
Maurizio SacconiLavoravano nel depuratore consortile di Mineo, a 35 km da Catania. Un lavoro duro, sporco, pericoloso: stavano pulendo una vasca del depuratore. Sono non si sa come caduti nella vasca e per loro non c'è stato nulla da fare. Ai colleghi non è rimasto che dare l'allarme.
Subito sul posto sono accorsi Vigili del Fuoco, polizia e carabinieri. L'impianto è stato posto sotto sequestro.
Ancora non era stata accertata l'dentità dei morti e neanche una prima ricostruzione dell'accaduto quando il premier Silvio Berlusconi è intervenuto sull'incidente di Mineo, lanciando tramite le agenzie una sua dichiarazione. Questa: «Ho cercato il ministro del lavoro per chiedergli di recarsi immediatamente sul posto e verificare la dinamica dell'incidente». «Alle famiglie- continua Berlusconi- va la vicinanza e anche l'aiuto concreto mio personale e del governo».
Intanto in Senato il Presidente dell'aula Renato Schifani, ha informato i senatori della morte di sei operai in segno di cordoglio ha invitato l'intera assemblea ad un minuto di silenzio.
Cordoglio, aiuto alle famiglie, tutti interventi che appaiono dovuti in casi del genere. Ma se accompagnati ad atti concreti da parte dei governanti.
Pubblicato il: 11.06.08
Modificato il: 11.06.08 alle ore 17.22
Sicilia, sei operai muoiono mentre puliscono una vasca - Il Sole 24 ORE
Citazione:
Sicilia, sei operai muoiono mentre puliscono una vasca
Sei operai sono morti a Mineo (Catania) mentre stavano pulendo una vasca in una discarica. La morte dei sei operai sembra sia stata causata dall'inalazione di sostanze tossiche. Secondo quanto si apprende dai carabinieri e dai vigili del fuoco che operano sul posto, sarebbero state fatali le esalazioni sprigionate dalla vasca del depuratore consortile di Mineo, probabilmente satura di sostanze tossiche. I sei, infatti, erano in una vasca quasi vuota. Quattro erano dipendenti comunali e gli altri due di un'azienda privata.
Immediata la reazione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: «Ho cercato il ministro del lavoro per chiedergli di recarsi immediatamente sul posto e verificare la dinamica dell'incidente»
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Riferimento: Morti sul lavoro
La Sicilia triste protagonista negli ultimi giorni....
Termini Imerese, muore sul lavoro
Lavorava nella centrale dell'Enel
PALERMO - Un operaio di 44 anni è caduto da un'impalcatura morendo sul colpo. E' accaduto intorno alle 9 nella centrale teromoelettrica di Termini Imerese, nel palermitano. Domenico Cagnina, originario di Trabia, è precipitato da un'altezza di circa tre metri battendo violentemente il capo. La vittima era dipendente della ditta Marini che aveva in appalto dall'Enel alcuni lavori nella centrale. Quando è successo l'incidente l'operaio stava eseguendo dei manutenzione ai supporti meccanici insieme al figlio e ad altri colleghi. A terra è stato trovato un casco, ma non è certo che la vittima lo indossasse al momento della caduta.
Oggi, in tutta la Sicilia è una giornata di lutto per ricordare le morti bianche e la tragedia nel depuratore comunale di Mineo. Le autopsie sulle sei persone morte nell'incidente di mercoledì sono appena iniziate; i primi risultati arriveranno forse domani. Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un sit-in con veglia di preghiera a Catania
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Riferimento: Morti sul lavoro
altre vittime, due stranieri...ecco cosa vengono a fare alcuni "puzzoni" in Italia....
Messaggi e fiori davanti all'ingresso del depuratore a Mineo
PALERMO - Ancora una giornata di lutto nel mondo del lavoro. Le vittime oggi sono state tre: due carpentieri precipitati insieme all'impalcatura alta venti metri a Settimo Milanese e un altro operaio vittima anche lui di una caduta a Termini Imerese.
Un terzo operaio in coma. Il bilancio dell'incidente sul lavoro alle porte di Milano, potrebbe aggravarsi nelle prossime ore. Un terzo operaio, 38 anni, straniero come le altre due vittime, è in coma. Ferito in maniera non grave un quarto operaio. L'incidente è avvenuto intorno alle 11 nella frazione di Vighignolo. L'impalcatura di uno stabile in costruzione è crollata trascinando a terra i tre operai. Due di loro sono morti sul colpo; il terzo, ferito gravemente, è stato ricoverato all'Humanitas di Rozzano
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Riferimento: Morti sul lavoro
Altra vittima, altro "straniero". Ma mi tocca leggere "L'Unità" per saperlo. Gli altri sono troppo occupati a decantare le lodi dell'Unto del Signore.
l'Unità.it - Civitavecchia, operaio muore in un cantiere Enel - Cronaca
Civitavecchia, operaio muore in un cantiere Enel
A Civitavecchia nel cantiere per la riconversione della centrale di Torrevaldaliga Nord, un dipendente della ditta Pichler, Ivan Ciffary, 24 anni, di nazionalità slovacca, addetto al montaggio del nastro trasporto carbone, è precipitato da un'altezza stimabile in 15-20 metri ed è deceduto sul colpo.
Sono state immediatamente avvertite le autorità di Polizia, il Sindaco e i sindacati dei lavoratori e l'ad di Enel Fulvio Conti ha chiesto subito di effettuare i necessari accertamenti all'Organismo di vigilanza per la sicurezza.
I sindacati hanno deciso subito otto ore di sciopero a partire dal primo dal primo turno di lavoro in cantiere previsto per le 6 del mattino. Lo hanno annunciato i sindacati di categoria e confederali di Cgil, Cisl e Uil radunati sul luogo dell'incidente a Torrevaldaliga Nord. «Allo sciopero - proseguono i sindacati - prenderanno parte tutte le categorie sindacali: metalmeccanici, edili, servizi, elettrici, trasporti. Fuori ai cancelli del cantiere, dove si raduneranno gli operai è prevista un'assemblea sindacale».
L'Enel spiega in una nota che il direttore della divisione ingegneria e innovazione di Enel, Livio Vido, si è recato sul posto ed ha convocato il capo centrale, il capo cantiere, il responsabile della sicurezza e il titolare della ditta Pichler per raccogliere tutti gli elementi necessari ad una prima ricostruzione della dinamica dei fatti. Enel ha poi avviato un'indagine interna per accertare eventuali responsabilità.
Pubblicato il: 24.06.08
Modificato il: 24.06.08 alle ore 19.17
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Riferimento: Morti sul lavoro
LAVORO
Strage senza fine: ieri due vittime
Nuova morte all'Enel. Sacconi: Testo unico da cambiare
Sono stati due i caduti sul lavoro nella giornata di ieri, uno a Civitavecchia (Roma) e l'altro in provincia di Bolzano. Tre operai sono invece rimasti gravemente feriti in tre diversi episodi, nelle provincie di Roma, Viterbo e Bari.
Nel cantiere della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia, è rimasto ucciso un operaio, Ivan Ciffary, ventiquattrenne slovacco. L'uomo, sarebbe caduto da un'altezza superiore ai 15 metri, morendo sul colpo. Secondo quanto affermato dal presidente della commissione trasporti della Regione Lazio, Enrico Luciani, l'incidente sarebbe da imputare «alla velocizzazione dei lavori dell'impianto dove c'è una sovrapposizione di cantieri che rende meno sicuro il lavoro». L'Enel ha avviato immediatamente un'indagine interna per accertare eventuali responsabilità. A quanto pare, il ragazzo era imbragato. Otto ore di sciopero sono state indette per oggi, nel cantiere Enel. Un operatore della manutenzione stradale è invece morto in provincia di Bolzano, travolto da un albero che stava segando. A Roma Sud, un operaio Acea di 45 anni ha perso la gamba, dopo esser rimasto schiacciato da un rullo compressore, durante dei lavori sulle tubature. Un carpentiere è attualmente ricoverato in prognosi riservata, dopo esser rimasto ferito mentre scaricava materiale edile in provincia di Bari. A Viterbo, un edile romeno è grave, dopo la caduta da un ponteggio.
Il ministro del Welfare Sacconi continua a parlare di «sottovalutazione del rischio» in merito alla tragedia di Mineo, dove morirono in sei in una vasca di depurazione, e annuncia cambi nelle norme. Approvata invece all'unanimità, al Senato, una commissione di inchiesta sugli «infortuni» sul lavoro.
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Riferimento: Morti sul lavoro
Incendio in una ditta di smaltimento di rifiuti speciali, a fuoco plastiche e pneumatici
Dall'incidente si sprigiona una nube di fumo, non è ancora chiara la tossicità
Grosseto, operaio muore sul lavoro
Grave un altro lavoratore ustionato
L'assessore: "Solidarietà alle vittime, ma vogliamo chiarezza sulle responsabilità"
Grosseto, operaio muore sul lavoro Grave un altro lavoratore ustionato
SCARLINO (GROSSETO) - Un operaio romeno di 47 anni, sposato e con un figlio, è morto investito dalle lamiere in fiamme in un incidente sul lavoro nei pressi di Grosseto. Il cadavere è stato trovato all'interno del capannone della Agrideco di Scarlino, una ditta che si occupa di smaltimento di rifiuti speciali, che aveva preso fuoco poco prima delle 14. Il corpo senza vita è stato trovato dai pompieri. Un secondo lavoratore coinvolto nell'incidente, un livornese di 60 anni residente a Suvereto, è ricoverato in gravissime condizioni al centro ustionati dell'ospedale Santa Chiara di Pisa.
Secondo le prime ricostruzioni, alcuni operai stavano lavorando dentro un capannone quando all'improvviso è divampato un incendio, alimentato da plastiche e pneumatici presenti tra i rifiuti, che ha innescato a sua volta l'esplosione delle bombolette spray vuote presenti nell'immondizia. Dalle fiamme, si è sprigionata una densa nube di fumo. I tecnici dell'Arpat, l'Agenzia regionale per l'ambiente, stanno cercando di valutare la tossicità delle emissioni.
"Davanti ad una simile tragedia - ha commentato l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini - il nostro primo pensiero va alle vittime, ai feriti, all'operaio defunto. A loro e alle loro famiglie va tutta la nostra solidarietà. Poi però sale l'indignazione per questo nuovo incidente sul lavoro. E vogliamo chiarezza, sulle dinamiche e sulle responsabilità che gli inquirenti accerteranno".
(26 giugno 2008)
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Riferimento: Morti sul lavoro
Da "L'Unità", di oggi, 28 giugno 2008
Citazione:
Incidenti sul lavoro: si ribalta il trattore, muore agricoltore a Terni
crollo di una palazzina ad Amelia, foto lapresse
ingresso della palazzina crollata ad Amelia
Un agricoltore quarantenne è morto sabato travolto dal suo trattore a Lugnano in Teverina, in provincia di Terni. L'uomo era impegnato in alcuni lavori in un oliveto. Secondo le prime informazioni, sembra che l'agricoltore era andato a prendere il rimorchio in un appezzamento di terreno confinante, quando per cause in corso d'accertamento, il trattore si è ribaltato e il conducente è rimasto schiacciato.
L'allarme è stato dato subito da alcune persone che avevano assistito alla scena e hanno avvertito i carabinieri di Amelia e i vigili del fuoco di Orvieto.
E forse stavano facendo dei lavori, non si sa se autorizzati, o una ispezione preventiva, i due uomini travolti dal crollo del tetto e dei solai di una vecchia casa ad Amelia, sempre in Umbria. Uno dei due è morto e si tratta del proprietario di uno degli appartamenti che si trovano nella palazzina la vittima del crollo: Gastone Chieruzzi, 61 anni. L'altro uomo travolto dalle macerie è rimasto invece solo ferito in maniera non grave. Al momento del crollo gli altri appartamenti erano vuoti.Il cedimento non ha interessato il tetto dello stabile come si era appreso inizialmente. A precipitare - hanno accertato i vigili del fuoco - sono stati invece i solai di due piani con le macerie finite negli scantinati. Gli accertamenti puntano ora a chiarire da quale struttura sia partito il crollo e le cause. Il corpo di Chieruzzi è stato recuperato dai vigili del fuoco sotto a un metro di macerie al termine di due ore di scavo fatto a mani nude.
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Riferimento: Morti sul lavoro
Da "Il Corriere della Sera" di oggi 29 giugno 2008
Citazione:
l'uomo, Misljimi Memetali , era di origine macedone e aveva 40 anni
Cade mensola d'acciaio, muore operaio
L'incidente è accaduto nei pressi del centro industriale de L'Aquila
PIZZOLI (L'AQUILA) - Un operaio macedone quarantenne Misljimi Memetali è morto nell'Aquilano travolto da una mensola di acciaio di 250 chili sganciatasi da una gru. L'incidente è accaduto mentre stava stava lavorando al di sotto di un ponte stradale nei pressi del centro commerciale «Globo», nel nucleo industriale dell'Aquila.. Secondo le prime ricostruzioni, l'operaio stava lavorando su una piattaforma al di sotto del ponte stradale, quando la mensola si è sganciata precipitandogli addosso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia aquilana, i vigili del Fuoco e il personale del 118. Giunto all'Ospedale San Salvatore già in coma profondo per le lesioni cerebrali, toraciche e addominali riportate, l'uomo è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione, dov'è deceduto nel primo pomeriggio. Sul caso stanno indagando l'ufficio Prevenzione degli infortuni sul lavoro della Asl e la Procura della Repubblica, che ha aperto un inchiesta per verificare le condizioni di sicurezza del cantiere e le responsabilità dell'incidente.
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Riferimento: Morti sul lavoro
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Riferimento: Morti sul lavoro
Da "L'Unità" di oggi 30 giugno 2008
Citazione:
Lavoro, Cesena e Como, due morti nella notte
Tragica domenica notte sul lavoro. Due operai sono morti, a Cesena e a Bellagio, in provincia di Como. Il primo incidente si è verificato attorno alle 22 di domenica, quando allo stabilimento avicolo della Amadori, a Cesena appunto, un elettricista è morto folgorato mentre riparava un macchinario. L’uomo si chiamava Stefano Barchi ed aveva 34 anni: lavorava per una ditta che ha in appalto alcuni lavori di manutenzione per la Amadori. Secondo i primi accertamenti, l'uomo aveva il capo bagnato, anche a causa dell'umidità, e avvicinandosi al trasformatore ha fatto da conduttore al campo magnetico che si era formato.
Lo stabilimento lunedì non ha riaperto e mercoledì i colleghi di Barchi sciopereranno per due ore: «Ancora una volta si muore per un diritto come il lavoro – ha dichiarato il segretario nazionale della Flai-Cgil, Antonio Mattioli – In questo paese c'è ancora chi pensa ad introdurre norme meno vincolanti per le imprese e considera il testo unico sulla sicurezza un orpello oneroso per le imprese».
L’altra vittima di domenica notte, invece, si chiamava Sestilio Di Pietro ed era socio di un’azienda pirotecnica di Ascoli Piceno. Ma lo spettacolo di luci che avrebbe dovuto illuminare il lago di Como, si è trasformato in tragedia. Di Pietro con due suoi dipendenti era andato a controllare una zattera da cui sarebbero dovuti partire i fuochi, ma il maltempo lo ha fatto finire in acqua e lo ha ucciso schiacciato tra la zattera ed un muro.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Morti sul lavoro
Morti bianche, non finisce mai
Altra vittima all'Ilva di Taranto
Un operaio schiacciato da un carico
Ancora una vittima nella guerra infinita dei morti sul lavoro. E di nuovo all’Ilva di Taranto. Stavolta è accaduto a un operaio di una azienda appaltatrice che è morto nel primo pomeriggio nello stabilimento siderurgico di Taranto, presso il reparto di «acciaieria 1», schiacciato da un carico sospeso.
L'operaio si chiamava Antonio Avagni, di 45 anni, di Casoria (Na), ed era dipendente di una ditta subappaltrice di Casoria, era alla guida di un automezzo per la movimentazione, su un piazzale dell'Acciaieria 1, quando è stato schiacciato dal «bozzello», improvvisamente sganciatosi da un braccio meccanico. L'operaio, immediatamente soccorso dai compagni di lavoro, è morto sul colpo. Sull'infortunio sono state avviate due inchieste.
Già ad aprile scorso si era verificato un incidente costato la vita a Gjoni Arjan, di 47 anni, di nazionalità albanese, che lavorava per una ditta in appalto per l’Ilva. L’uomo aveva riportato gravissimi traumi al torace e alle gambe per la caduta da una passerella a 15 metri da terra, mentre stava lavorando all’assemblaggio di strutture metalliche. In quell’occasione, i lavoratori dell’appalto-Ilva del primo turno di lavoro del giorno successivo, avevano bloccato i cancelli delle portinerie-imprese dello stabilimento per richiamare l’attenzione sulle condizioni di sicurezza.
Chiavari, cade dalle scale e muore una dipendente di una ditta di pulizie
Martedì, sul lavoro, muore anche una donna. Si chiamava Mariarosa Garibaldi e aveva 52 anni: e' morta dopo essere precipitata nella tromba delle scale al quarto piano di un palazzo di via Orsi, a Chiavari.
La donna era dipendente di una cooperativa di pulizie. Sulle cause dell'incidente, che sono ancora in fase di accertamento, stanno indagando i carabinieri.
Precipita elicottero militare a Taranto
Il velivolo è caduto nelle campagne tra Grottaglie e Martina Franca: un morto e due feriti
TARANTO - E' morto uno dei tre componenti dell'equipaggio che si trovava a bordo dell'elicottero della Marina Militare costretto a effettuare un atterraggio di emergenza nelle campagne tra Grottaglie e Martina Franca, in provincia di Taranto, dopo un'avaria in volo. A bordo c'erano anche i due piloti. Il velivolo, un Ab212, era in volo d'addestramento. L'incidente è avvenuto in località Calzerosse nelle vicinanze di Taranto. I tre membri dell' equipaggio sono stati trasferiti in ospedale: i due piloti , feriti lievemente, sono stati trasportati all'ospedale di Martina Franca e poi dimessi, mentre lo "specialista" era stato trasferito in ospedale a Taranto, dove è poi deceduto. Oltre ai soccorritori sul luogo dell'incidente a circa dieci chilometri da Grottaglie, si sono recati anche i vigili urbani e il sindaco del paese.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Morti sul lavoro
Da "Il Manifesto" di ieri, 1 luglio 2008
Citazione:
COMMENTO
C'è padrone e padrone Anche nel crimine ci vuole professionalità
Loris Campetti
Di fronte alla morte sul lavoro dei propri dipendenti, gli imprenditori si sono sempre difesi con le stesse parole: tragica fatalità, errore umano. Dopo decenni di battaglie politiche, sindacali, giudiziarie, dopo il lavoro straordinario della medicina del lavoro per conquistare il «rischio zero», ancora non è diventato senso comune il fatto che l'errore è insito nella natura umana, ma non le sue conseguenze. L'operaio dev'essere messo in condizione di non compiere errori che possano compromettere la sicurezza sua e dei suoi compagni di lavoro. Ci sono leggi e sistemi di prevenzione atti allo scopo, ma siccome costano in tempo e in danaro vengono elusi, per non rallentare il flusso della produzione e dei profitti. Se un operaio lascia la mano sotto una pressa è possibile che ciò sia avvenuto per una distrazione, magari alla decima o dodicesima ora di lavoro. Quel che non è tollerabile è che la pressa non si sia automaticamente bloccata prima che quella mano venisse amputata. Così sono stati inventati i due pulsanti che prevedono l'impiego di entrambe le mani del lavoratore perché la macchina possa avviarsi.
Ammesso e non concesso che all'Umbria olii, dove due anni fa sono stati uccisi quattro operai, a far esplodere l'impianto sia stata la scintilla prodotta da una fiamma ossidrica, come si fa a non prendere atto che l'impianto era saturo di gas, e non certo per colpa degli operai che hanno perso la vita? Ma in questo caso, raccontato ieri da Repubblica, l'amministratore delegato della società, Giorgio Del Papa, va oltre la denuncia dell'«errore umano»: pretende un risarcimento milionario dai parenti delle vittime e dall'unico lavoratore sopravvissuto alla strage, colpevoli di aver utilizzato un saldatore nel collegare con una passerella due silos saturi di gas esplosivo. Così, la Umbria olii chiede 35 milioni per il danno subito. Il danno riguarda l'impianto, se quattro operai sono morti carbonizzati e uno è rimasto ferito, peggio per loro e adesso chi può - il sopravvissuto - paghi, per chi non può se ne incarichino mogli, figli e genitori. C'è un salto di paradigma odioso in questa pretesa, e non basta certo a giustificarla l'eventuale, cinico tentativo della proprietà di mettere le mani avanti per evitare di risarcire almeno economicamente i congiunti degli operai uccisi sul lavoro dalla sua incuria e dalla sua cupidigia.
I padroni tedeschi sono più razionali di quelli italiani. Così la ThyssenKrupp, che oggi dovrà difendersi in tribunale dall'accusa di aver provocato la morte di sette suoi operai, ha evitato di chiedere i danni alle famiglie delle vittime limitandosi a risarcirle, purché non si costituissero parte civile al processo. Anche nel crimine ci vuole professionalità.
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Riferimento: Morti sul lavoro
Quella delle morti bianche è una vera e propria piaga. Ho fatto l'operaio per 1 anno e quindi provo empatia per questi poveretti. Sono tante le cause di queste tragedie, dal lavoro nero alle delocalizzazioni. Forse se i sindacati facessero il loro lavoro invece di difendere sempre chi è gia difeso troppo bene, ce ne sarebbero di meno.
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Riferimento: Morti sul lavoro
Era salito sul terrazzo di un edificio per montare un condizionatore
Operaio minorenne precipita
da 15 metri e muore nel napoletano
Gli investigatori stanno accertando la posizione lavorativa del 17enne
NAPOLI - Avrebbe compiuto 18 anni il prossimo ottobre il giovane operaio morto al corso Umberto di Casalnuovo di Napoli. Raffaele C., residente nel quartiere di Secondigliano, a Napoli, è precipitato da un'altezza di circa quindici metri. Secondo quanto accertato dai carabinieri il giovane operaio è salito sul terrazzo di un edificio per montare un condizionatore per un appartamento attiguo.
L'IPOTESI - Sembra che all'improvviso abbia perso l'equilibrio, precipitando al suolo. Per Raffaele C. non c'è stato nulla da fare. Sul posto c'era anche il titolare della ditta che ha fornito il condizionatore e un elettricista. Ora gli investigatori stanno accertando la posizione lavorativa del minorenne morto. Al momento è però emerso dagli accertamento condotti dai carabinieri della locale tenenza che non erano state adottate tutte le prescritte misure antinfortunistiche.
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Riferimento: Morti sul lavoro
Lavoro, operaio di 70 anni muore nel bresciano
Un muratore di 70 anni è morto in un incidente sul lavoro avvenuto giovedì 17 luglio in un cantiere edile a Roncadelle, in provincia di Brescia. L'uomo, secondo una prima ricostruzione, è caduto da un'altezza di circa due metri ed è morto dopo aver battuto il capo. Della ricostruzione della vicenda si stanno occupando i carabinieri della stazione di Roncadelle e i funzionari della Asl. Sono inoltre intervenuti nel cantiere, che si trova in via Mandolossa, i sanitari del 118. La vittima, secondo i primi accertamenti, era residente in provincia di Brescia.
Un altro operaio di 37 anni è rimasto gravemente ferito a San Benedetto del Tronto, a causa dell'improvvisa esplosione di una caldaia dell'ospedale civile 'Madonna del Soccorso'. L'uomo, F.B, originario di Roma, è stato investito in pieno da un tubo ed ha riportato ustioni di primo e secondo grado. Subito soccorso, l'operaio è in cura presso lo stesso Ospedale di San Benedetto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli ispettori dell'Azienda sanitaria regionale. Al momento sembra che nessun'altra persona sia rimasta coinvolta nell'esplosione della caldaia, che si trovava esattemente nel 'Blocco operatorio' del nosocomio.
A Empoli invece un operaio di 56 anni, A.V. è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell'ospedale a causa di un incidente sul lavoro avvenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì a Spicchio, nel comune di Vinci. L'uomo è stato colpito alla testa dalla tavola di un ponteggio, in fase di allestimento, caduta dal quinto piano di un'abitazione in ristrutturazione. L'uomo è stato ricoverato per fratture al cranio e per una sublussazione alla caviglia. Non sarebbe in pericolo di vita.
Il direttore del dipartimento della prevenzione dell'azienda sanitaria empolese Mauro Valiani afferma che «quanto accaduto ci spinge a richiamare nuovamente l'attenzione sulla necessità di un maggiore impegno nell'organizzazione della sicurezza. Invitiamo le imprese, anche quelle piccole, a riflettere sulle scelte che si fanno quotidianamente, confidando in una bassa probabilità di accadimento di infortuni. Occorre che imprese e lavoratori intervengano per adeguare le condizioni di lavoro. Noi stiamo incrementando i controlli: da 180 cantieri controllati nel 2007 siamo passati a 260 nel 2008».
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Riferimento: Morti sul lavoro
AMIANTO Omicidio colposo per i fatti accaduti a Marghera dal '71 al '92. Slitta al 26 settembre l'udienza Thyssen Krupp
I vertici Fincantieri condannati per la morte di 14 persone
Condanne fino a tre anni e otto mesi per i vertici Fincantieri. La sentenza è stata emessa ieri dal tribunale di Venezia, con la condanna, per omicidio colposo, dei sette imputati che dal 1971 al 1992 hanno gestito i Cantieri navali italiani Fincantieri Spa di Marghera, causando la morte di undici operai per patologie amianto correlate, nonchè per le morti causate alle mogli di altri tre lavoratori che per anni, inconsapevolmente, avevano lavato le tute dei rispettivi mariti. La condanna tocca i vertici della società Fincantieri, dall'attuale presidente agli amministratori delegati, al direttore generale. Dopo quattro anni di processo, la sentenza è stata letta ieri nell'aula del tribunale di Mestre, alla presenza dei familiari delle vittime, di rappresentanti di Medicina democratica, della Fiom e di una delegazione Cub.
A Torino invece è stata rinviata per la seconda volta, al 26 settembre, l'udienza preliminare per il rogo alla Thyssen Krupp di Torino, costato la vita a sette operai. Antonio Boccuzzi, unico superstite della strage, Medicina Democratica e l'Flmu-Cub hanno chiesto di potersi costituire parte civile. L'Inail, ottenuto dalla Thyssen Krupp un risarcimento di 1 milione di euro, è uscita dal processo. Potrebbero revocare la costituzione di parte civile anche Comune e Provincia di Torino e Regione Piemonte. Gli enti locali stanno trattando con l'azienda sull'ammontare del risarcimento. Si intuisce che questa è la ragione per cui il gup Francesco Gianfrotta ha rinviato l'udienza a dopo la pausa estiva. Il pm Raffaele Guariniello, che con i suoi collaboratori aveva chiuso in tempo record l'inchiesta, non ne fa un dramma. Ma da una sua dichiarazione traspare una certa irritazione per l'ulteriore slittamento. «Speriamo che nella prossima udienza si definiscano le questioni riguardanti le parti civili e si possa cominciare il processo. Fare il processo è il nostro vero obiettivo. I risarcimenti sono importanti, ma il nostro scopo è accertare le responsabilità penali».
Oltre a sapere quante e quali parti civili saranno accettate, il 26 settembre si capirà con quale rito sarà celebrato il processo. In caso di rito abbrevviato, il processo sarà a porte chiuse.
Nella prima udienza, oltre agli enti locali, avevano chiesto di costituirsi parte civile i sindacati dei metalmeccanici e un'ottantina di lavoratori della Thyssen Krupp. A questi ieri si è aggiunto Antonio Boccuzzi, da aprile parlamentare di Pd. Introdurre nella giurisprudenza italiana il «risarcimento punitivo» e il «risarcimento esemplare» (un aggravamento del danno contemplato dal diritto statunitense) è uno degli obiettivi dei legali di Boccuzzi. Una decina di ex lavoratori Thyssen hanno steso all'ingresso di palazzo di giustizia due striscioni contro gli omicidi bianchi. Laura Rodinò, sorella di Rosario, una delle vittime, ha augurato «buone vacanze a chi ha contribuito a uccidere mio fratello e i suoi colleghi». Segno che i 13 milioni di risarcimento non hanno chiuso i conti tra la multinazionale tedesca e i familiari delle vittime. Assenti i 6 imputati, dirigenti della ThyssenKrupp Italia accusati a vario titolo di omicidio e incendio colposi e di omissione di norme antinfortunistiche. All'ad Harald Espenhahn è contestato un reato ancor più grave: omicidio volontario con dolo eventuale.
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Riferimento: Morti sul lavoro
Gesto "insano" di un'operaia a Suzzara
Ha 40 anni, separata con due figli, 16 e 20 anni, vive a Suzzara(Mn) in una casa in affitto con alcune mensilità arretrate, lavora da un anno alla fabbrica della Plastal, a tempo determinato, la cui sede è a Oderzo in provincia di Treviso: lavorava… non le hanno rinnovato il contratto e lei si è inghiottita un tubo sano di antidepressivi, per fare quello che un volta si chiamava un “gesto insano”.
Il contratto a tempo determinato non lo rinnoveranno a settembre forse anche ad altre venti operaie come lei, perchè la Plastal produce plance di comando per la Daily Iveco, ed è in crisi come la Fiat che aveva confermato la riduzione del 10% per la flessione dei mercati, il rincaro del carburante e delle materie prime, “oltre” ai costi che i produttori dovranno sostenere per adeguarsi alle norme sulle emissioni stabilite dai governi.
Il non rinnovo, le è stato comunicato, non in una stanza di ufficio ma mentre era alla catena di montaggio. Si è sentita lo sguardo di tutti addosso, sono cominciate a volteggiarle le cifre nel cervello, le rate da pagare e i testi di scuola per la figlia, che deve essere operata al ginocchio, il più grande cerca di darle una mano, ha lavorato per un po’ all’Iveco, poi a casa. La disperazione le ha fatto fare il resto. Il giorno in cui ha tentato di farla finita, è stato chiesto al direttore di fermare le macchine, per agevolare l’intervento del 118. Niente da fare, il ciclo continua e non ci sono dichiarazioni nel merito.
Si è scioperato mezz’ora e la storia me l’ha raccontata l’amica Monica Perugini, che è anche la redattrice del comunicato che vi allego alla fine ed è sulla Gazzetta di Mantova, venerdì 1 agosto, giornata di esodo per le vacanze di milioni di italiani, ci dicono i telegiornali, di grembiuli fashion come annuncia la Gelmini, di dibattiti se un padre può chiedere di staccare la spina a sua figlia, spenta da 16 anni, di welfare fatto su misura per Loro, di crisi economica. Solo pochi giorni fa, il sindaco di Suzzara Anna Bonini, aveva dichiarato:«l’Oltrepò è specchio della crisi del paese, tante persone immigrate in cerca di lavoro, e il lavoro che è sempre più precario e meno sicuro. Una realtà complessa che crea nuove fasce sociali di cui i Comuni si devono occupare, e tutti i servizi sono messi sotto pressione da queste dinamiche». Alice Arioli, le aveva fatto seguito: ’’Le logiche di mercato non tengono conto delle persone. Va ripensato l’aspetto sociale del lavoro, bisogna ricominciare a guardare al bene comune, riscoprire il senso della collettività. Il compito di recuperare
un’etica del lavoro spetta alle donne. Ma per far questo occorre mettere l’economia a servizio della politica».
Già, purtroppo anche io, mi trovo nel primo week end di agosto a descrivere una storia così, di una precaria a tempo indeterminato, anzi nemmeno più questa di precaria “garanzia”, uno straccio di cronaca locale, quasi nera, fumè per fortuna. Non si volta nessuna pagina, la si butta nella spazzatura: è tempo di vacanze.
Si aprirà a Suzzara in compenso una nuova scuola d’infanzia, si chiamerà Atlantide (il cui nome deriva da Atlante, il mitico gigante che reggeva il mondo sulle spalle).Sul sito della Plastal di Suzzara, c’è scritto che si occupa di produzione di materie plastiche, l’indirizzo a Via XXIII aprile, un telefono fisso e in fondo a commenti del sito, zero. Ancora più in basso, laddove si dice descrizione dell’impresa: “Al momento purtroppo non c’è una descrizione”. Passa questo la Storia.
Doriana Goracci
Il caso avvenuto a Suzzara, dove una giovane donna ha tentato il suicidio in fabbrica perchè non le è stato rinnovato
il contratto di lavoro (precario) presso Plastal è il segno eloquente del degrado sociale ed umano causato dall’attacco ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, realizzato sopratutto a causa della legge 30 che ha reso stabile la “precarietà” e ridotto i lavoratori alla stregua di merce, da utilizzare secondo gli interessi del padronato, senza il minimo riguardo delle più elementari forme di rispetto della dignità e della vita delle persone.
La devastazione sociale ed umana realizzata da questa legge che ha cambiato radicalmente l’intero mercato del lavoro, è stata poi completata (?!?) da altre norme che peggiorano ulteriormente le situazioni lavorative: dal protocollo su welfare e pensioni promulgato dal governo Prodi, al recentissimo decreto su ripristino del lavoro a chiamata, abolizione del modello unico di dimissioni volontarie (che danneggia soprattutto le donne) e delle sanzioni agli imprenditori per il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e da quelle contro i precari, su cui c’è stato uno scandaloso
scarica barile fra maggioranza e “opposizione” parlementare a proposito delle responsabilità. Potremmo proseguire con l’attacco al lavoro pubblico ed ai servizi , con la disposizione europea che porta l’orario di lavoro a 65 ore settimanali e la recente disposizione che vieta i ricorsi dei lavoratori precari che svolgono lavori non precari.
Il primo sentimento è di solidarietà all’operaia, alla sua famiglia e al sindacato, di vicinanza alla lotta della RSU che ha reagito con forza, scioperando immediatamente al rifiuto dell’azienda di fermare l’impianto a dispetto della gravità dell’accaduto e quindi di impegno perchè la sua vicenda trovi immediato sbocco positivo ma non dimentichiamo la lotta per cambiare una situazione pesantissima, che sta schiacciando una nuova, sempre più sfruttata ed indifesa classe operaia, moltiplicando le condizioni di esclusione, marginalità, mancanza di diritti, frantumazione.
Monica Perugini consigliere provinciale Mantova - Partito dei Comunisti Italiani
Scilla Alberini assessore comune di Suzzara - Sinistra Critica
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Morti sul lavoro
Indagine dell'istituto di ricerca: il nostro Paese ha il triste primato in Europa
Nel 2007 hanno perso la vita 1.170 operai. "Ma le autorità concentrate sulla criminalità"
Incidenti sul lavoro, allarme Censis
"Più morti bianche che omicidi"
ROMA - L'Italia è di gran lunga il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro, quasi il doppio della Francia, il 30% in più rispetto a Germania e Spagna. Si muore di più sul lavoro o sulle strade che non ammazzati da un colpo di pistola o da una coltellata. Le vittime sul lavoro sono quasi il doppio degli assassinati e i decessi in incidenti stradali otto volte più degli omicidi. A lanciare l'allarme è il Censis, Centro studi investimenti sociali. "Tuttavia, gran parte dell'attenzione pubblica si concentra sui fenomeni di criminalità".
Se negli ultimi 11 anni gli omicidi sono diminuiti di un terzo (da 1.042 casi nel 1995 a 663 nel 2006), nei cantieri e sui posti di lavoro l'anno scorso sono morti 1.170 operai di cui quasi la metà in infortuni "stradali", nel tragitto casa-lavoro o travolti mentre lavoravano in strada. Se si escludono i cosiddetti infortuni "in itinere" o comunque avvenuti in strada, non rilevati in modo omogeneo da tutti i Paesi europei, si contano 918 casi in Italia, 678 in Germania, 662 in Spagna, 593 in Francia (in questo caso il confronto è riferito al 2005).
Confrontando gli omicidi con i morti per incidenti stradali, il Censis ha calcolato che i decessi in incidenti automobilistici sono otto volte gli omicidi. Nel 2006, in Italia sono stati 5.669, più che in Paesi anche più popolosi del nostro: Regno Unito (3.297), Francia (4.709) e Germania (5.091).
Tuttavia, "gran parte dell'impegno politico degli ultimi mesi è stato assorbito dall'obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini", ha detto Giuseppe Roma, direttore generale del Censis. "Risalta in maniera evidente - ha proseguito Roma - la sfasatura tra pericoli reali e interventi concreti per fronteggiarli. Il luogo di lavoro e la strada mancano ancora di presidi efficaci per garantire la piena sicurezza dei cittadini, e spesso si pensa che perdere la vita in un incidente stradale sia una fatalità. I dati degli altri Paesi europei dimostrano che non è così".
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Riferimento: Morti sul lavoro
ciao,
onestamente nn ho letto tutta la discussione .... ma ho bisogno di esprimere un mio parere sulle morti bianche a come vengongono "trattate" dai mass media: solo da poco tempo si sentono le QUOTE dei morti sul lavoro o cmq i mass media se ne stanno interessando ancor di più in questo periodo. E io mi chiedo :<<PERCHè?>> Semplice: IL MORTO FA CRONACA! ecco, secondo me la notizia dovrebbe essere trattata come DENUNCIA più che come CRONACA nera: denunciare la NN cultura della SICUREZZA SUL LAVORO(.. anche )causa del lavoro nero);denunciare la POVERTà delle famiglie italiane per cui , per forza di cose, il lavoratore è costretto a SCHIAVIZZARSI al lavoro anche 18 ore al gg, fare straordinari e subire le conseguenze dello stress fisico e psicologico. (CHE PORTA DISANTTENZIONE O CMQ RISCHI PER L'INCOLUMITà FISICA)
............ ALLORA ATTENZIONE A "LEGGERE LE NOTIZIE"...............
LE MOTRI BIANCHE SONO LE CONSEGUENZA DI UNA SOCIETà NARCISISTICA, FONDATA SULLA LEGGE DEL PIù FORTE: SPEZZIAMO QUESTA CATENA!!!!!!!:corteo:
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Riferimento: Morti sul lavoro
Citazione:
Originalmente inviato da
lady jha
ciao,
onestamente nn ho letto tutta la discussione .... ma ho bisogno di esprimere un mio parere sulle morti bianche a come vengongono "trattate" dai mass media: solo da poco tempo si sentono le QUOTE dei morti sul lavoro o cmq i mass media se ne stanno interessando ancor di più in questo periodo. E io mi chiedo :<<PERCHè?>> Semplice: IL MORTO FA CRONACA! ecco, secondo me la notizia dovrebbe essere trattata come DENUNCIA più che come CRONACA nera: denunciare la NN cultura della SICUREZZA SUL LAVORO(.. anche )causa del lavoro nero);denunciare la POVERTà delle famiglie italiane per cui , per forza di cose, il lavoratore è costretto a SCHIAVIZZARSI al lavoro anche 18 ore al gg, fare straordinari e subire le conseguenze dello stress fisico e psicologico. (CHE PORTA DISANTTENZIONE O CMQ RISCHI PER L'INCOLUMITà FISICA)
............ ALLORA ATTENZIONE A "LEGGERE LE NOTIZIE"...............
LE MOTRI BIANCHE SONO LE CONSEGUENZA DI UNA SOCIETà NARCISISTICA, FONDATA SULLA LEGGE DEL PIù FORTE: SPEZZIAMO QUESTA CATENA!!!!!!!:corteo:
Ciao lady jha
Non sono del tutto d'accordo con te. Intanto, vorrei capire cosa vuol dire "società narcisista". Poi, addossare la responsabilità degli omicidi sul lavoro alla "società" mi pare la peggiore delle soluzioni possibili. Perché non vedo che c'entro io, o cosa possa entrarci tu, nella morte di un senegalese a Trebaseleghe stamattina.
La responsabilità penale è personale. E anche la responsabilità politica, secondo me.
Allora, per fare un esempio, adesso sto lavorando a Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo. Sto a fare il responsabile della produzione e il responsabile della sicurezza in un cementificio che occupa 120 dipendenti.
Non ci sono infortuni da 600 giorni. In alcuni reparti non ci sono infortuni da 10 anni. Questo in una fabbrica dove la tensione elettrica è di 5000 V, con tre forni da cemento attivi che viaggiano a 1450 °C, 8 molini, elevatori, elettrofiltri, passaggi a 60 metri d'altezza...
Insomma, come ci si riesce qui, non vedo perché non ci si riesca altrove.
Una nota sulla "cultura della sicurezza". Non so se serve. Come per molte altre cose possono bastare l'esempio e l'abitudine. Se un operaio vede il direttore con l'elmetto, i guanti e le scarpe antinfortunistiche, difficilmente sarà portato a considerarne l'uso un puro e semplice ornamento.
Basta dire alla gente cosa deve fare. Ed essere coerenti con quel che si chiede di fare agli altri. Poi le cose funzionano quasi da sole.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Morti sul lavoro
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Riferimento: Morti sul lavoro
Citazione:
Originalmente inviato da
ghiretto
Alla morte della decenza non v'è limite :zott:
Ma vi sono risposte possibili...
da "Il Manifesto", di ieri, 6 agosto 2008
Citazione:
COMMENTO
Mandiamo i soldati nei cantieri
Loris Campetti
L'8 agosto di 52 anni fa 262 minatori persero la vita in Belgio, uccisi durante il lavoro a Marcinelle. Erano scesi a mille metri di profondità nel bacino carbonifero belga di Charleroi in 275, solo 13 si salvarono dalle conseguenze di un incendio sviluppatosi nella miniera. 136, più della metà delle vittime, erano italiani. Oggi gli italiani non muoiono più in miniera ma nei cantieri, in fabbrica e nei campi. Come nel '56 in Belgio, nel 2008 da noi i lavoratori stranieri che perdono la vita, uccisi nei lavori più pesanti e pericolosi, sono molti e crescono di anno in anno. I padroni nostrani e il governo Berlusconi hanno le idee chiare a proposito: vogliono cambiare una delle poche leggi positive varate nel biennio prodiano, non per aumentare la sicurezza sul lavoro, bensì per peggiorarla e alleviare le pene dei colpevoli della strage quotidiana dei lavoratori.
La sicurezza sul lavoro non è al centro delle preoccupazioni dell'Italia, dei suoi governanti, dei suoi imprenditori e dei suoi media. Bisogna che ne muoiano almeno 5 nello stesso luogo perché le vittime operaie facciano notizia, i 3-4 caduti in ognuno dei 365 giorni dell'anno non meritano una riga. E dire - ce lo ricorda il Censis nell'analisi diffusa ieri - che l'Italia è il paese in Europa in cui il numero delle vittime sul lavoro è più alto, più di Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna. Siamo primi anche in un altro dei sottocapitoli della voce sicurezza, quello che si misura in base ai morti e ai feriti nelle strade e autostrade. In Italia si muore in automobile più che in ogni altro paese europeo.
Eppure, l'unica sicurezza di cui sono pieni i nostri giornali e telegiornali, conformemente alla cultura fetida ed emergenziale che si è impadronita non soltanto, purtroppo, della destra, è quella del cittadino scippato per strada o ucciso nella sua villetta padana. Eppure, dice ancora il Censis, in Italia il numero delle vittime di omicidi è decisamente inferiore a quello degli altri paesi del Vecchio continente. Così come i reati contro la proprietà e le persone fisiche. Ma il nemico dell'opinione pubblica dev'essere il ladruncolo, il rom, lo straniero. Chi corre in macchina a 150 all'ora e uccide un ciclista o un ragazzino fa notizia solo se non è dei «nostri». L'Italia è il paese in cui c'è il più alto numero di poliziotti e carabinieri in rapporto al numero di delitti e reati comuni? Bene, mandiamo anche i soldati a presidiare le città.
Ha ragione Peacereporter: La Russa farebbe meglio a mandarli nei cantieri quei militari, per una vera missione di pace. Ma questo significherebbe ammettere che gli assassini sono altri, non i ladruncoli. Decidetelo voi chi sono gli assassini.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Morti sul lavoro
GIALLO A PADOVA
Immigrato muore sul lavoro. O no?
Ernesto Milanesi
PADOVA
Un lenzuolo sul cadavere di Dame Niang, 37 anni, senegalese nato a Pikine, precipitato da un'altezza di oltre 15 metri mentre lavorava alla realizzazione del capannone all'interno della San Gabriele a Trebaseleghe, nell'Alta padovana. Ma l'ultima «morte bianca» a Nordest si è subito tinta di giallo, perché i carabinieri hanno scoperto un nesso con l'omicidio di Maria Grazia Pezzoli, 45 anni, trovata il 24 luglio in un lago di sangue per le 40 coltellate ricevute nell'ufficio sotto la sua abitazione a Vertova di Valseriana nel Bergamasco.
Tutto si consuma ieri mattina sul tetto dell'industria alimentare San Gabriele di via Manetti, specializzata nella produzione di succo d'uva. Il senegalese comincia a lavorare sul tetto del capannone: niente lascia intuire qualcosa di strano. Eppure, dopo la tragedia, restano particolari tutt'altro che limpidi. Un incidente? O un suicidio? O addirittura qualcosa di più terribile? Domande che fino a ieri sera restavano senza una risposta in grado di cancellare ogni dubbio. Dame, con regolare permesso e carta d'identità rilasciata dal comune di Villa d'Ogna (Bergamo) dove abitava in via Gazza 610, era dipendente della ValCop specializzata in coperture metalliche. E' l'azienda di cui la donna assassinata era titolare insieme al marito Giuseppe Bernini. Immediatamente i carabinieri padovani hanno sventagliato le loro indagini a tutto campo. I funzionari dello Spisal hanno verificato minuziosamente all'interno della San Gabriele: un'alta balaustra protettiva era regolarmente predisposta. Un dettaglio che complica la dinamica dell'incidente sul lavoro. Ma lascia aperta l'ipotesi del suicidio. Tanto più che le testimonianze di chi era presente si rivelano univoche: nessuno ha sentito il senegalese urlare, né lo ha visto mentre precipitava al suolo. Eppure, il corpo è stato rinvenuto qualche metro fuori dalla recinzione che delimitava il cantiere. Giusto ieri i carabinieri del Ris hanno effettuato un sopralluogo nella villetta di via Cinque Martiri dov'è stata assassinata Maria Grazia Pezzoli e in serata è stato ripetuto «a caccia» di ulteriori impronte e tracce che potrebbero essere rivelati dal Luminol. E nel giorno della morte di Dame, sono proseguiti anche gli interrogatori con una ventina di persone ascoltate dagli inquirenti alle prese con più di un rebus. Ora si aggiunte anche il «giallo» dell'anomalo incidente a Trebaseleghe, che verrà setacciato in ogni dettaglio per verificare eventuali connessioni fra l'omicidio della titolare, l'attività della ValCop e i dipendenti senegalesi (alcuni licenziati da poco).
Anche in pieno agosto, comunque, in Veneto si muore di lavoro. Pochi giorni fa a Borso del Grappa (Treviso) sono precipitati dal tetto del capannone della MB in via Madonna Nera due operai addetti alla manutenzione dipendenti di una ditta emiliana. La copertura in eternit, d'improvviso, ha ceduto e gli uomini sono precipitati nel vuoto da una decina di metri. Gian Paolo Vernocchi, bolognese di 51 anni, è morto sul colpo. Ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Treviso il collega Alessandro Landini, 53 anni. A fine luglio, la scia di sangue si era allungata in modo impressionante. Un immigrato serbo Nenad Markovic, 35 anni, è morto stritolato da uno dei macchinari della conceria a Chiampo (Vicenza). Il giorno prima era toccato a Alessandro Fasoli, 18 anni, di Sona (Verona), schiacciato dal trenino all'interno del parco divertimenti di Gardaland. Morte orribile anche quella di Leopoldo Bassi, 55 anni, di Carre' (Vicenza), socio di una ditta di trasporti: la fuoriuscita dell'olio del pistone ha fatto precipitare il cassone del camion, che lo ha schiacciato.
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Riferimento: Morti sul lavoro
CRONACA
Incidenti sul lavoro, il ministro pronto a intervenire con i militari
Saranno utilizzati per ispezioni a tappeto e a campione
"Carabinieri nei cantieri"
La Russa annuncia ddl
PALERMO - I militari per combattere l'emergenza morti bianche. L'annuncio è del ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Per controllare il rispetto delle norme ed evitare gli incidenti sul lavoro, il ministro propone di utilizzare i carabinieri nei cantieri e ha annunciato uno specifico disegno di legge che dovrebbe essere pronto per settembre: "In risposta all'appello del presidente Napolitano per le morti bianche - dice La Russa - intendo irrobustire il controllo sui cantieri, sempre da parte dei carabinieri, con ispezioni a tappeto ma anche a campione".
Il ministro non esclude che il progetto possa coinvolgere anche i soldati: "Penso a un nucleo di carabinieri, magari con i soldati al loro fianco, finalizzato a controlli a sorpresa. Ci vuole una presenza forte per invertire questa tendenza, chiamiamola culturale o di abitudine. Per me - dice il ministro - si tratta di un problema importante come quello della criminalità". La Russa ipotizza il ricorso dei militari anche nei cantieri di lavoro per il Ponte sullo Stretto di Messina. "E' una zona calda, i militari potrebbero essere utili".
(11 agosto 2008)
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Riferimento: Morti sul lavoro
Leggevo, nei giorni scorsi, che il Governo si lamentava del fatto che, nel contare i morti sul lavoro, l'Italia - unica in Europa - comprendeva nel conto anche quelli morti per incidente stradale. Come dire: se guidano male è colpa loro.
Ma quella norma serve anche per ricordarci che i muratori non stanno solo sulle impalcature. E muoiono anche sulle strade.
Citazione:
Tre operai di un cantiere autostradale sono stati travolti da un mezzo pesante, alle 23.15 di lunedì sera sull'A1 Milano-Napoli tra Chiusi e Valdichiana. Uno di loro è morto, gli altri due sono in gravi condizioni. Tutti lavoravano per la Fau, azienda di Asciano (Siena) che si occupa di dotazioni stradali. Si trovavano su un furgone a protezione di un cantiere mobile regolarmente segnalato, quando il veicolo è stato tamponato da un mezzo pesante. Le cause dell'incidente, fa sapere la società Autostrade per l'Italia, sono in corso di accertamento, ma sono probabilmente da imputare alla eccessiva velocità e alla distrazione. La polizia stradale di Battifolle (Arezzo) sta informando le procure, secondo la procedura prevista in questi casi. Nell'incidente potrebbero essere coinvolti altri operai.
Da Il Sole 24 Ore di oggi
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Morti sul lavoro
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Riferimento: Morti sul lavoro
2MILA DECESSI
Morti per amianto, chiesto rinvio
a giudizio dei vertici Eternit
Le accuse: disastro doloso e omissione volontaria di cautele. Il pm: «I vertici erano a conoscenza dei pericoli»
TORINO - Disastro doloso e omissione volontaria di cautele per la morte da amianto di duemila persone: con queste accuse la Procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio dei vertici della multinazionale svizzera Eternit. Gli indagati sono Ernest Schmidheiny, 61 anni, miliardario svizzero, e Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, 87 anni, nobile belga. L'indagine si è concentrata sugli stabilimenti italiani di Cavagnolo (Torino), Casale Monferrato (Alessandria), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli).
L'INDAGINE - Dopo avere esaminato oltre duecentomila pagine di documenti (verbali di interrogatorio, lettere fra i dirigenti della multinazionale) il pm Raffaele Guariniello si è convinto che alla Eternit fossero a conoscenza dei pericoli connessi alla lavorazione dell'amianto, ma che non abbiano preso provvedimenti adeguati. La contestazione non si riferisce solo all'insufficienza delle misure all'interno dei quattro stabilimenti (impianti di aspirazione e ventilazione, strumenti di protezione personale come le mascherine, sistemi di lavorazione a ciclo chiuso per evitare la manipolazione manuale delle fibre del minerale, lavaggio delle tute da lavoro all'interno della sede), ma anche a cosa è accaduto all'esterno, nei centri abitati, dove sono stati registrati numerosi casi di malattie di residenti, perchè la Eternit, spesso, forniva manufatti in amianto per pavimentare strade e cortili, o per coibentare i tetti delle case, generando così una «esposizione incontrollata, continuativa e a tutt'oggi perdurante, senza avvertire della pericolosità dei materiali».
Morti per amianto, chiesto rinvio a giudizio dei vertici Eternit - Corriere della Sera
Non capisco perchè l'accusa non è OMICIDIO
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Riferimento: Morti sul lavoro
Citazione:
Originalmente inviato da
.*Grace*.
...
Non capisco perchè l'accusa non è OMICIDIO
Non lo capisco nemmeno io (che pure ho fatto parte della delegazione sindacale di trattativa che ha ottenuto, anni fa, la presentazione del DDL, poi trasformato in legge, che vietava ogni utilizzo dell'amianto in Italia)..
Sono solo un perito chimico, ma ce lo spiegavano a scuola, quando avevo 14 anni ed ero al primo anno di superiori, che l'amiantoera cancerogeno. Senza se e senza ma. Lo era, e basta.
In questi anni, dal 1983, anno in cui ho iniziato a lavorare nel settore cemento, 14 miei colleghi sono morti per mesotelioma pleurico. Non mi interessa la vendetta, e nessuno potrà farli resuscitare, ma che non possa mai più succedere mi importa.
Grazie Grace.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Morti sul lavoro
Notizie dal fronte
Bollettino di guerra del mese di ottobre 2008
Martedì 28 Ottobre 2008
- Erich Hopfgartner, agricoltore 46enne, è morto all'istante dopo essere caduto da un'altezza di ben sette metri. L'uomo stava lavorando su un silo per il foraggio. L'episodio si è verificato in Valle Aurina (Alto Adige), a quota 1.840 metri.
Lunedì 27 Ottobre 2008
-Vittorio Penniello, operaio di 62 anni, non era più tornato a casa dal lavoro nella giornata di sabato. Ieri il suo cadavere è stato trovato all’interno di una cisterna, a Forio d’Ischia, in provincia di Napoli. Secondo i primi accertamenti delle forze dell'ordine, l'uomo sarebbe morto a causa delle esalazioni provenienti dal prodotto che stava utilizzando per impermeabilizzare la vasca.
-E' caduto da un tetto che stava riparando, così ha perso la vita un operaio vicentino di 54 anni, G.G., morto questo pomeriggio dopo essere precipitato nel vuoto mentre era al lavoro su un capannone industriale. L’incidente e’ avvenuto alla ‘’Bergo Plast’’, una ditta di Caldogno (Vicenza). Il tetto dell’azienda era stato danneggiato nel luglio scorso da un violento fortunale, e presentava dei fori. L’operaio, assieme ad uno dei titolari della ditta, sarebbe salito sulla copertura del capannone per cercare di sistemare un telo in vista di un peggioramento del tempo. Assieme al datore di lavoro l’uomo ha camminato per un po’ in corrispondenza delle architravi del tetto, ma poi ad un certo punto avrebbe messo il piede in un tratto privo di sostegni, precipitando così nel vuoto
-Amir Salihovic, autista slavo di 44, dipendente di una ditta di trasporti/movimentazione di Albenga è deceduto presso un cantiere edile sito in Salea d’Albenga , rimanendo schiacciato tra un muro ed il suo mezzo, un camion Renault di 200 quintali. Dalla prima ricostruzione dei fatti l’ uomo che stava scaricando terra nel cortile del cantiere si è accorto che il suo camion si stava muovendo e, nel tentativo di salire nella cabina, è rimasto schiacciato tra il camion e il muro di delimitazione verso cui si è accostato il mezzo. Dal primo esame del medico del 118, che ha constatato il decesso, sembra che la morte sia stata istantanea e dovuta allo schiacciamento del tronco. Unitamente al 118 sono intervenuti i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e gli ispettori della Struttura Complessa Prevenzione Sicurezza degli Ambienti di Lavoro della ASL 2 Savonese, i quali si sono adoperati per ricostruire l’esatta dinamica dell’infortunio e, nel contempo, hanno provveduto al sequestro del camion al fine di rilevare eventuali responsabilità da parte di terzi.
Sabato 25 ottobre 2008
-Mauro Zen, elettricista di 45 anni, è morto folgorato mentre stava riparando il quadro elettrico di un'azienda di Sossano (Vicenza), località in cui viveva. L'uomo era al lavoro, da solo, all'interno della «Corradin Stefano», una ditta di imballaggi, ed è stato trovato morto dal titolare dell'azienda.L'elettricista è stato trovato a terra, vicino al quadro elettrico che stava riparando, con evidenti ustioni da folgorazione
Venerdì 24 Ottobre 2008
- Un operaio 22enne rumeno rimasto ucciso oggi pomeriggio a Glereyaz di Saint Vincent (Aosta) mentre lavorava a fianco di un piccolo escavatore 'Bobcat', condotto da un compagno di lavoro. Un cedimento del terreno dove stavano preparando le fondamenta di un edificio hanno fatto piombare il mezzo addosso al giovane, travolgendolo.
-Simone Guagnini, un operaio metalmeccanico di 31 anni, è morto per essere stato travolto dal muletto guidato da un collega mentre stava lavorando insieme ad un collega al montaggio di un macchinario in un'azienda di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena.
- Matteo Lucarda, elettricista di 32 anni residente a Mirano (Venezia), è morto per essere rimasto schiacciato tra una motrice ed un carrello mentre stava eseguendo la manutenzione di alcuni macchinari della 'Mecno service', un'azienda di Salzano (Venezia) specializzata nella rettifica di binari.
-Un giovane bracciante indiano di 24 anni, Ranjit Singh, rimasto schiacciato tra due trattori mentre era al lavoro nell'azienda agricola Mainero a Buriasco, nel Pinerolese. Secondo i primi accertamenti, il giovane ha collegato un trattore che non partiva con un cavo d'acciaio ad un altro mezzo agricolo, quando improvvisamente il cavo si è spezzato. Ranjit si è quindi spostato fra i due trattori per capire cosa fosse successo, ma uno dei due mezzi è scivolato all'indietro schiacciandolo.
-Dopo dopo 35 giorni di agonia è morta Diana Cromaz, rimasta vittima a settembre di un infortunio sul lavoro. La donna, 37 anni, dipendente della Artwood di Moimacco, in provincia di Udine, era rimasta gravemente ustionata da una fiammata mentre lavorava al banco delle vernici.
Giovedì 23 Ottobre 2008
-Un immigrato indiano di 27 anni, Wrinder Singh, è morto questa mattina in un incidente sul lavoro a Lonato in un' azienda agricola, travolto da un cumulo di materiale mentre stava lavorando nei pressi di una macchina con cui si prepara il trinciato per nutrire i bovini.Il corpo del giovane, residente a Castiglione delle Stiviere (Mantova), è stato trovato dal proprietario dell'azienda che ha dato immediatamente dato l'allarme, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile. Dagli accertamenti si sono occupati i carabinieri della stazione di Salò e i funzionari dell'Asl.
Mercoledì 22 Ottobre 2008
-Stava installando dei pannelli per insonorizzare alcuni locali nell’albergo di viale Marconi a Roma, quando è precipitato dalla scala, battendo la testa e morendo sul colpo. La vittima del tragico incidente è un operaio italiano di 42 anni.
Martedì 21 Ottobre 2008
-Infortunio mortale oggi alle 14 a San Polo, in provincia di Reggio Emilia. A perdere la vita un artigiano di 58 anni, O. V., originario della Campania e residente a Casalgrande (Re). L'uomo è precipitato da una altezza di 8 metri mentre si trovava su una impalcatura in un cantiere di via Curiel, dove è in corso la costruzione di due palazzine residenziali. L’artigiano è morto sul colpo dopo l’impatto con il suolo: il personale inviato sul posto dalla centrale del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso.
-Giuseppe Denora, operaio di 34 anni, di Altamura (Bari), è morto in un incidente sul lavoro a Palagianello nel cantiere in cui sono in corso lavori di ristrutturazione al Castello. Secondo le prime notizie, il lavoratore è precipitato da un'impalcatura, morendo sul colpo. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri e funzionari dell'Ispettorato del lavoro di Taranto.
Lunedì 20 Ottobre 2008
-Un geometra, Pasquale Russo, 19 anni è morto schiacciato da un cingolato impiegato nei i lavori di ultimazione della nuova vasca nella discarica di S. Arcangelo Trimonte.
- Mustafà Dadouche,operaio trentenne, marocchino, è morto mentre stava scrostando una botola.Da quanto si apprende l'operaio stava scrostando la parte bassa e probabilmente le vibrazioni provocate dai colpi del martello hanno fatto staccare del materiale dalla parte alta della botola. Materiale che gli è arrivato dritto sulla testa, sfondandogli il cranio. Per il trentenne non c'è stato niente da fare, è morto sul colpo.L'incidente è avvenuto a Magenta, alla Fonderia "Parola e Luraghi".
-Domenico Simeone di 55 anni, titolare di una impresa edile e dell'agriturismo 'L'oasi del Taburno di Bonea, è morto per aver urtato contro un ramo.
Sabato 18 Ottobre 2008
-Lucio Caruso, operaio di 53 anni, è morto per essere precipitato da un'impalcatura di un cantiere a San Sosti nel cosentino. Sposato, padre di due figli, stava lavorando con altri colleghi nel viale che porta al Santuario del Pettoruto.
Venerdì 17 ottobre 2008
-Giuseppe Tumino, 38 anni, operaio della Ciocodor, azienda dolciaria siciliana, è morto.
E' stato trovato senza vita intorno alla mezzanotte di giovedì in una vasca per la lavorazione della cioccolata. L'operaio, secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco, stava probabilmente pulendo la vasca quando si è messo in moto il meccanismo che serve a mescolare gli ingredienti, e una pala lo ha colpito mortalmente
- Massimiliano Strifezza, operaio di 33 anni, è morto in un cantiere edile in località Spineta, nel comune di Battipaglia, in provincia di Salerno: è rimasto schiacciato da un pannello di copertura di un capannone industriale che in quel momento era manovrato da una gru. L'operaio, dipendente di un'altra ditta che operava nel cantiere, stava passando nel piazzale quando improvvisamente gli è piombato addosso il pannello e lo ha schiacciato.
-Guido Palumbo, operaio di 35 anni è morto durante la notte in ospedale per le ferite riportate nella caduta da una scala avvenuta nell'officina dove lavorava giovedì pomeriggio. E' successo a Casoria, in provincia di Napoli.
-Luan Qosya, 38 anni, operaio, è morto folgorato in un incidente avvenuto attorno alle 16.30 a Roveleto di Cadeo, nel Piacentino.L'operaio si trovava su una piattaforma alzata da un braccio meccanico a circa otto metri da terra e, mentre stava facendo alcune manovre, ha urtato i cavi dell'alta tensione. L'operaio, albanese, è rimasto fulminato ed è precipitato al suolo, probabilmente già morto prima dell'impatto con il terreno
- Giuseppe Tabone, 57 anni, è morto per essere volato giù da un ponteggio dove stava lavorando da un'altezza di cinque metri.L'uomo, originario di Gela (Caltanissetta) ma residente nel Parmense, stava lavorando alla ristrutturazione di una casa a Sanvitale Baganza.
-Mauro Strozza, di 56 anni, a Barile, in provincia di Potenza, mentre stava lavorando in un terreno di sua proprietà, in contrada Difesa. L'uomo era alla guida di un trattore che si è ribaltato. Nell'incidente è rimasta ferita, in maniera non grave, anche un'altra persona che si trovava sul trattore.
-Luca Cerofolini, 30 anni, residente a Castelluccio (frazione del comune di Capolona) è deceduto sotto la pianta che stava tagliando con una motosega. I soccorritori lo hanno trovato agonizzante sotto il tronco che gli era crollato addosso, provocandogli un gravissimo trauma toracico. L'uomo è morto mentre sul posto giungevano il 118 e i vigili del fuoco per rimuovere il pesante tronco.
- Costache Dan Cristian, 21enne rumeno, operaio di una fabbrica di lavorazione marmi in via Polvica a San Felice a Cancello, nel casertano,è morto schiacciato da lastre di marmo cadute da una gru L'incidente e' accaduto nel pomeriggio, ma il giovane e' morto in serata fa all'ospedale di Nola. Secondo una prima ricostruzione, l'operaio si trovava sotto gru quando improvvisamente la corda che teneva legati i marmi si sarebbe spezzata schiacciando il ragazzo.
Mercoledì 15 ottobre 2008
-Mauro Sorgo, 43 anni, operaio, è morto a causa dello schiacciamento da parte di una porta stagna della sala motori alla Fincantieri di Monfalcone.
-Un meccanico di 21 anni, Alex Bolzonello, figlio del titolare dell'azienda. e' morto per un'esplosione accidentale di un ordigno bellico avvenuta in un'officina. E' avvenuto a Crocetta del Montello (Treviso). Il ragazzo lavorava a un trattore per togliere un pezzo di ferro rimasto incastrato negli ingranaggi durante il lavoro nei campi. Nessuno si era accorto che in realtà si trattava di un ordigno che e' esploso al contatto della fiamma ossidrica.
-Giovanni Cesca, agricoltore di 76 anni, è morto schiacciato dal trattore che stava guidando.
L’incidente è avvenuto a Treviso.
Martedì 14 Ottobre 2008
-Andrea Gentili, 49 anni, agricoltore, stava conducendo un trattore dell’azienda agricola per cui lavorava quando, non si sa ancora se per una distrazione fatale o per un malore, è uscito dalla mulattiera ed è finito nel canale adiacente lo stradello di campagna ribaltandosi. Il mezzo pesante era dotato di cabina e l’uomo non è potuto uscire dall’abitacolo, rimanendo bloccato al suo interno. I medici del 118.
-Antonio Barcellona camionista di 38 anni, mentre spostava dei tubi di acciaio dal suo autotreno è rimasto schiacciato da alcuni di questi tubi sfuggiti dalla presa del cavo d’acciaio.
-Ludovic Fallone, 35 anni stava lavorando su una impalcatura all'interno di un cantiere di sua proprietà quando è caduto rovinosamente al suolo morendo.
Lunedì 13 Ottobre 2008
-Roberto Pertuso, 77 anni, è morto per essere rimasto schiacciato dal trattore ribaltatosi in un campo.
-Gaetano Infurna, un operaio siciliano di soli 21 anni, è morto per essere rimasto schiacciato tra due assi (una fissa e l’altra in movimento) mentre stava operando sugli impianti dell'acciaieria, all'interno della Ferriera Valsabbia di Odolo(Brescia)
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Sabato 11 ottobre 2008
-Un operaio 26enne è morto poco dopo la mezzanotte ad Ancona dopo essere rimasto schiacciato tra la motrice di un tir e il suo rimorchio. L'incidente è avvenuto all'interno dei locali di una ditta di trasporti in via dei Caduti sul lavoro. L'uomo, un tunisino, è morto sul colpo per trauma da schiacciamento, spiegano i medici del 118.
-Un coltivatore diretto in pensione di 75 anni , residente a Baricella (Bologna), nella frazione di Santa Maria in Duno, e' morto schiacciato da una moto-falciatrice mentre si trovava al lavoro all'interno della proprieta' della figlia. L'uomo, pare a causa di una manovra sbagliata, e' scivoltato lungo un canale di scolo, rimanendo schiacciato dal suo stesso mezzo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il 118
Venerdì 10 ottobre 2008
-Gianluca Ferraguti, operaio di 19 anni, è morto per essere stato schiacciato da il cassone di un camion, mentre lavorava all'interno di una carrozzeria di Ferentino, nel Frusinate.
Giovedì 9 ottobre 2008
-Un operaio di 52 anni, è morto e un altro è rimasto intossicato, in un incidente sul lavoro avvenuto in una azienda di vernici, a Parona (Pavia).
-Un impresario edile di 70 anni e' morto cadendo dal tetto di un capannone dove stava lavorando. Il settantenne, titolare della ditta che stava eseguendo i lavori, e' salito sul tetto del capannone di un'autocarrozzeria per alcuni interventi di manutenzione. L'uomo, probabilmente, ha perso l'equilibrio mentre si trovava a lavorare ad un'altezza di 7 metri ed è precipitato nel vuoto. L'edificio e' stato posto sotto sequestro da parte dei carabinieri.
-Un lavoratore agricolo indiano di 54 anni e' morto ieri sera nella vasca di liquami di un allevamento di maiali nei pressi di Macerata. L'operaio, da sette residente in Italia con moglie e due figli, mancava da casa ormai da 4 giorni. A ritrovarlo e' stato uno dei figli, che lo aveva inutilmente cercato in tutta la zona. A estrarre il corpo dalla cisterna, alta poco più di un metro e mezzo, un sommozzatore dei vigili del fuoco
Mercoledì 8 ottobre 2008
- Emil Lupu,operaio 43 anni, è morto cadendo da un balcone mentre cercava di afferrare il tubo di una carrucola.L'incidente è avvenuto a Torino.
Martedì 7 ottobre 2008
-Un agricoltore di San Giovanni in Persiceto è morto in un incidente di lavoro nella mattinata . L'uomo, 63 anni, stava lavorando all'interno del suo fondo agricolo quando il trattore, di cui era alla guida si è improvvisamente capovolto. L'agricoltore è rimasto schiacciato sotto una delle ruote del mezzo agricolo.
Lunedì 6 ottobre 2008
-Tiziano Negrello, 56 anni, titolare della Gitec technology di Cologno Monzese. Era salito sul tetto per verificare il funzionamento della pompa aspira vapori. L'incidente poco dopo le 12,30. Il tetto, una sottile lastra di eternit, non ha retto il peso dell'uomo cedendo di schianto. Negrello è precipitato all'interno dell'officina. Fatale l'impatto al suolo, sotto gli occhi dei suoi operai, che hanno subito avvisato i soccorsi. Ma quando sono arrivati non c'era più nulla da fare.
-Un agricoltore, Pasquale Pietrantonio, 41 anni, di Celano, e' morto, nel pomeriggio di oggi, in un incidente sul lavoro, accaduto in un terreno agricolo, situato a Strada 19, della piana del Fucino. L'uomo, che stava su un mezzo agricolo per la raccolta delle patate, e' sceso per verificare un problema tecnico. Un lembo della tuta che indossava e' finito in un giunto di trasmissione del mezzo agricolo risucchiandolo. L'uomo e' morto sul colpo.
-Una tragica fatalità è costata la vita ad un agricoltore di Bellizzi Irpino. Il 45enne era intento a lavorare il proprio appezzamento alle spalle del cimitero di Avellino. Si trovava sul suo trattore quando ha perso il controllo del mezzo che si dirigeva a gran velocità verso un dirupo. L’uomo si è lanciato dal trattore ma ha battuto la testa su una grossa pietra ed o morto sul colpo. Sul posto sono accorsi gli agenti della Questura e i sanitari del 118 che hanno potuto soltanto constatarne il decesso.
Venerdì 3 ottobre 2008
-Un giovane operaio è morto nel pomeriggio a Roma in un cantiere edile, nel quartiere Cinecittà Est. Secondo i primi accertamenti dei vigili fuoco la vittima era al lavoro all'interno di un ascensore in una struttura di due piani
-, Luigi, Tenaglia, di 82 anni, di Treglio (Chieti), è morto travolto da un trattore con il quale, per cause in corso di accertamento, è finito in una scarpata profonda otto metri. L'incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio, a Treglio. L'uomo stava rientrando dopo avere svolto lavori in un terreno. Il mezzo ha troncato le gambe dell'uomo che, però, è deceduto, secondo i rilievi medici, per un trauma cranico.
-Sergio Cariddi, 36 anni, operaio, è morto per essere precipitato da oltre 10 metri, dalla torre alta sulla cui sommità stava lavorando alle prese con i filtri delle canne fumarie dell’inceneritore.
-Fabio Sovran, 33 anni, operaio, è morto per essere precipitato dal tetto di una struttura a Istrago (Pordenone). Il giovane ha effettuato un volo di circa 8 metri. La vittima, residente a San Martino al Tagliamento (Pordenone), lavorava per conto della ditta paterna che si occupa di movimentazione con autogru e di soccorso stradale.
-Carlo Corazza, 69 anni, camionista, è morto per essere rimasto schiacciato tra un camioncino e un muretto, a Maron di Brugnera (Pordenone).
-Pietro Carlo Vezzoli, 48 anni, piccolo imprenditore, è morto per essere stato trafitto da uno spuntone della gru che si è improvvisamente sganciata per la rottura di un cavo.
Giovedì 2 ottobre 2008
- Nino Emiliano Cassola, operaio di 33 anni, è morto per essere caduto in un pozzo realizzato per la decomposizione dell'immondizia della discarica di Genova-Scarpino. Il pozzo, non ancora completato, e' profondo 18 metri, privo di ossigeno e invaso dai gas di fermentazione
-Un ventisettenne di Bastia, operaio della ditta "COST" specializzata in produzioni in legno lamellare, e' morto all'interno della fabbrica della zona industriale di Bettona (tra Bastia e Torgiano), da quanto è stato potuto apprendere fino ad ora il ragazzo stava movimentando, proprio all'interno dell'attività, un carroponte quando all'improvviso si è staccata una fune d'acciaio e gli è caduto il carico addosso. Inutili i soccorsi che i compagni di lavoro hanno tentato di portare al giovane operaio, schiacciato sotto il carico e morto sul colpo. La morte è stata immediata.
-Stavano lavorando su una piattaforma per la costruzione di un viadotto i tre operai: Giovanni Mesiti di 49 anni, e Rosario Caruso, di 26, entrambi calabresi, e un napoletano di 45, Gaetano Cervicato, morti oggi in una cantiere sull'autostrada A1, nel territorio comunale di Barberino del Mugello. Secondo una prima ricostruzione effettuata dai Vigili del Fuoco, la piattaforma sulla quale erano al lavoro si sarebbe distaccata crollando. Gli operai sarebbero quindi caduti a terra da un'altezza di circa 40 metri.
-Alessandro Marrai, 50 anni, operaio, è morto schiacciato da un carrello per la manutenzione della linea ferroviaria, nella stazione ferroviaria di Castello, a Sesto Fiorentino.
Mercoledì 1 ottobre 2008
-Gene Harapj, falegname 39enne di origine albanese, è morto questa mattina all'ospedale Cto di Torino dopo essere rimasto vittima ieri sera di un incidente nella falegnameria Mamo, in frazione Stazione di Tonco d'Asti. Un'autogrù ha schiacciato gli arti inferiori dell'operaio che, soccorso immediatamente dai compagni di lavoro, è stato trasportato al Cto in elicottero. Gene Harapj lascia moglie e due figli in tenera età.
-Un agricoltore 73enne e' morto stamattina mentre guidava il suo trattore in provincia di Modena. La tragedia e' successa in via Liberazione intorno alle 10.30. Il mezzo condotto dall'anziano, per cause ancora non chiarire, e' uscito dalla carreggiata finendo in un fosso.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Morti sul lavoro
La maggior parte dei quotidiani hanno riportato la notizia di un uomo ucciso da un rottweiler nel giardino, ma solo "L'Unità" la considera un infortunio mortale sul lavoro, come in effetti sembra essere, leggendo la notizia...
Citazione:
Lavoro, quattro morti in un giorno
La settimana è iniziata nel lutto: quattro lavoratori sono morti, a Chieti, Padova, Messina e Palermo.
Un operaio di 61 anni, del quale non si conoscono le generalità, è stato azzannato e ucciso da un rottweiler a San Giovanni Teatino (Chieti), mentre stava eseguendo lavori di giardinaggio presso un'abitazione.
Sul fatto sono in corso accertamenti da parte dei Carabinieri della Compagnia di Chieti.
Sulla morte dell'operaio azzannato da un rottweiler è stata aperta un'inchiesta da parte della procura della Repubblica di Chieti: si sta valutando la posizione del proprietario del cane, che per il momento dovrebbe rispondere di omessa custodia dell'animale.
Secondo una prima ricostruzione fatta dai Carabinieri, la vittima - G.F. diPianella (Pescara) - era solito svolgere dei piccoli lavori di giardinaggio nella villa dove è stato aggredito e conosceva il cane che lo ha azzannato.
Il sindaco di San Giovanni Teatino (Chieti), Verino Caldarelli, ha emesso una ordinanza per allontanare l'animale dall'abitazione dove è accaduto l'incidente: il cane è stato già prelevato e sarà probabilmente trasferito in giornata nel canile di Bucchianico (Pescara) della Asl. Non è escluso che successivamente il primo cittadino decida di emettere un' ordinanza di abbattimento.
E un altro incidente è avvenuto a Padova: un operaio che era impegnato nello scarico della merce da un camion è rimasto travolto dal carico. Il fatto è avvenuto a Bastia di Rovolon (Padova) in una azienda impegnata nel settore dei mobili. Al momento della tragedia l'uomo è stato subito soccorso dal personale del mobilificio ma inutilmente: l'enorme pressione lo ha sopraffatto. Sul posto sono intervenuti, oltre ad una ambulanza, i Carabinieri e i tecnici dello Spisal.
Un operaio è morto a Messina mentre stava lavorando nel cantiere di una palazzina da ristrutturare in viale Regina Margherita. La vittima Rosario Leonardi, 60 anni, che era su una scala, probabilmente ha perso l'equilibrio finendo in strada dopo un volo di circa 12 metri. Inutili i soccorsi dei compagni di lavoro e l'arrivo di una ambulanza del 118.
E ancora un incidente sul lavoro anche nel palermitano. Un bracciante agricolo di 49 anni, Salvatore Militello, è morto schiacciato dal trattore su cui si trovava in contrada Bosco Falconeria a Trappeto, in provincia di Palermo. Secondo una prima ricostruzione dei fatti della Polizia, che indaga sulla vicenda, l'uomo avrebbe perso il controllo del mezzo, che è scivolato lungo una scarpata ribaltandosi e finendo addosso all'uomo. Per il bracciante agricolo non c'è stato nulla da fare. L'uomo è morto sul colpo.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Morti sul lavoro
Lo scoppio in un'industria di gomme a Sasso Marconi, in provincia di Bologna
Esplosione in fabbrica: due morti
Dalla prime informazioni dei vigili del fuoco, ci sarebbero anche quattro feriti, di cui uno grave
BOLOLGNA - Un' esplosione è avvenuta in un industria a Sasso Marconi, la "Marconi Rubber", fabbrica di materiali in gomma in provincia di Bologna. Due persone sono morte carbonizzate mentre altre quattro sono rimaste ferite, tra le quali uno in gravi condizioni.
ESPLOSIONE DI UN SILOS - Secondo la prima versione del comandante dei vigili del fuoco di Bologna, Tolomeo Litterio, si è trattato dell'esplosione di un silos che contiene materiali per la produzione di gomma. Litterio ha spiegato che l'incendio è stato già spento: «Stiamo provvedendo a mettere in sicurezza le persone e l'impianto, poi indagheremo sulle cause dell'incidente».
MINUTO DI SILENZIO IN COMUNE - Minuto di silenzio in apertura del consiglio comunale di Bologna per le due vittime dell'esplosione all'industria di Sasso Marconi. A dare la notizia ai consiglieri è stato il presidente Gianni Sofri.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Morti sul lavoro
Io posso solo dirvi che sono una portalettere e che dall'inizio dell'anno sono morti circa 10 portalettere e ho letto che dopo i muratori noi siamo la categoria più a rischio;credo che anche queste siano morti sul lavoro o no?eppure io non ho letto nulla se non sul sito che riguarda noi postali o su quelli dei sindacati delle poste,per il resto nulla.
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Riferimento: Morti sul lavoro
Gennaio 2009
1 gennaio
Emanuele Sciortino, 60 anni, giardiniere originario di Torre del Lago, padre di tre figli, è morto a Capodanno nel giardino di una villetta di via Tremaiola a Marina di Pietrasanta (Lucca). L'uomo, giardiniere esperto e qualificato, era salito su una scala per potare un albero quando si è verificata la tragedia: un amico è stato il testimone della disgrazia, vani i tentativi di rianimazione.
Gennaio 2008
1 gennaio
Giampietro De Conto, 50 anni, Miane (Treviso), agricoltore, perde la vita in un tritamangime.
3 gennaio
Luigi Varallo, 57, Tito (Potenza), colpito alla testa da un cassonetto che conteneva rottami metallici.
4 gennaio
Claudio Ferrazzoli, 23, Porzano di Leno (Brescia), colpito al volto dal sostegno in metallo del silo che stava trasportando con altri colleghi.
F.L., 48, di origine romena, caduto in un trituratore di vegetali alla Valleverde di Riese Pio X (Treviso).
Massimo Marino, 33, di Gissi (Chieti), schiacciato da un pezzo di ferro.
7 gennaio
Pasquale Ricco, 40, Lacchiarella (Milano), schiacciato dal rimorchio contro la motrice.
Luigi Sguazza, 70, Vedano Olona (Varese), caduto da 3,5 metri d’altezza mentre stava effettuando un sopralluogo su un silo (aveva un contratto a progetto).
Riccardo Demichelis, 42, Caravagna Piemonte (Cuneo), schiacciato da una ruspa dopo essere stato sbalzato via dalla cabina a causa del rovesciamento del mezzo.
10 gennaio
Atanas Germanov, 44, autista di camion, schiacciato da un carico nel porto di Trieste.
Claudio Ponzo, 55, Frabosa Sottana (Cuneo), durante le operazioni di scarico, è stato violentemente colpito dalla sponda basculante del camion che l'ha scaraventato contro il rimorchio del mezzo pesante.
11 gennaio
Giuseppe Della Siega, 59, San Giorgio a Nogaro (Udine), caduto dal cestello di un braccio mobile da un’altezza di otto metri.
15 gennaio
Damoc Emaoil, 34, Sesto Fiorentino (Firenze), folgorato da cavi elettrici ad alta tensione.
16 gennaio
Philemon Kouda, 21, operaio originario del Burkina Faso schiacciato dal macchinario presso cui stava lavorando in una fonderia di Castelgomberto (Vicenza).
Massimiliano Guazzolini, 41, Rimini, schiacciato tra un carrello trasportatore e una macchina punzonatrice per la lavorazione delle lamiere.
Giuseppe Coraccolo, 74, Ragusa, travolto da un escavatore manovrato da un operaio.
17 gennaio
Vincenzo Madeo, 51, Mirto di Crosia (Cosenza), precipitato al suolo mentre stava lavorando alla realizzazione di una mansarda.
Francesco Pizzo, 51, Padova, schiacciato da un camion ribaltatosi durante lo scarico di due tonnellate di ghiaia.
18 gennaio
Paolo Ferrara, 52, e Denis Zanon, 40, Venezia, asfissiati mentre stavano ultimando le operazioni di prelievo di un carico di soia nella stiva di una nave, la "World Trader" a Porto Marghera.
Agostino Lorusso, 31, Andria (Bari), precipitato mentre lavorava in un cantiere edile.
20 gennaio
Roberto Imperiale, 36, Castel Bolognese (Ravenna), caduto in un silos di stoccaggio di prodotti per lavorazione della ceramica rimanendo così soffocato dalle polveri.
Carlo Monteleone, 67, Forenza (Potenza), è morto schiacciato nel ribaltamento del suo trattore.
Gioacchino Giardina, 40, Canicattì (Agrigento), dilaniato dagli ingranaggi in cui era rimasto impigliato il maglione.
Federico Artiaco, 34, Napoli, precipitato da un’impalcatura.
21 gennaio
Nicolò Roberti, 54, Comiso (Ragusa), precipita da un muro alto tre metri.
22 gennaio
Franz Baumgartner, 56, Ora (Bolzano), frigorista ucciso dall’esplosione di una bombola di gas.
23 gennaio
Antonio Scalia, 33, Ragusa, schiacciato da una lastra di cemento.
Giancarlo Settinieri, 40, Trapani, schiacciato da un masso in una cava.
24 gennaio
Giancarlo Garabello, 45, Saliceto (Cuneo), rimasto schiacciato sotto un carro ponte della Italiana Coke di Cairo Montenotte, in Val Bormida.
Giuseppe Mestre, 50, Vazzola di Piave (Treviso), folgorato mentre operava con una betoniera in un cantiere edile.
25 gennaio
Lenis Demitros, 34, un marinaio greco a Mestre (Venezia) viene schiacciato da un camion in una stiva nel porto turistico di San Basilio.
29 gennaio
Pasquale Tamburelli, 35, a Quarto (Napoli) colpito al capo dalla sponda di un camion.
Ionel Florea, 39, muratore rumeno, caduto dal tetto di un cantiere di Toscanella di Dozza (Bologna).
Pietro Maggiori, 58, di Ostra (Ancona) muore travolto dal trattore con il quale stava arando un campo.
31 gennaio
Pietro Pintaudi, 25, di Sant’Angelo di Brolo (Messina), stava smontando la ruota del camion del padre quando il cerchione è saltato colpendolo al volto.
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Riferimento: Morti sul lavoro
Thyssen, respinte le eccezioni
Guarinello presenta 12 dossier
Secondo i giudici i due imputati tedeschi possono stare in giudizio. Lette le imputazioni per i sei dirigenti, parenti in lacrime. Guariniello presenta 12 temi di prova. Prossima udienza venerdì 13
di Davide Banfo e Sarah Martinenghi
Quarta udienza al processo ThyssenKrupp che vede imputati sei dirigenti della multinazionale per il rogo dell'acciaieria di Torino in cui morirono sette operai.
La corte d'assise di Torino ha respinto l'eccezione di nullità sollevata dalle difese per la mancata traduzione di alcuni documenti, spiegando che gli imputati tedeschi (tra cui l'amministratore delegato Herald Espenhahn, su cui grava l'accusa di omicidio volontario) conoscono l'italiano in maniera "idonea e sufficiente". Il processo andrà quindi avanti.
Aprendo l'udienza, la Corte ha rimosso dall'elenco dalle parti civili i nomi di nove lavoratori che, come ha fatto osservare nei giorni scorsi la difesa, avevano firmato un verbale di conciliazione con l'azienda, e ha ammesso tre cognati delle vittime (uno dei quali era stato escluso all'udienza del 4 febbraio). Il totale delle "persone fisiche" che figurano come parti civili si è quindi ridotto a quarantadue.
In aula sono presenti come sempre diversi parenti delle vittime ma il pubblico non è molto numeroso. Dopo una pausa tecnica, la cancelliera della Corte ha cominciato a leggere i capi di'imputazioni dei sei manager. Commozione in aula, alcuni parenti sono scoppiati in lacrime.
Subito dopo, la pubblica accusa, rappresentata dai sostituti Raffaele Guariniello, Laura Longo e Francesca Traverso, ha cominciatoa leggere l'esposizione introduttiva. L'ex procuratore aggiunto Guariniello che ha coordinato l'intera inchiesta, ha chiesto l'ammissione delle prove e l'esame degli imputati, cioè l'interrogatorio in aula di tutti i manager. Nel suo intervento Guariniello ha inizialmente presentato l'elenco dei consulenti tecnici che sono stati utilizzati nell'inchiesta e che spazioni da esperti di sicurezza, a medici a periti informatici. Il pm ha poi presentato 12 dossier che rappresentano ii dodici temi di prova.
Il magistrato ha illustrato l'elenco dei "temi": l'incendio alla linea 5 della filiale di Torino della multinazionale, l'individuazione delle figure responsabili e la dimostrazione dell'esistenza di un comitato esecutivo (il cosiddetto "board"), un grosso incendio che si sviluppò il 22 giugno 2006 nella sede di Krefeld - in Germania - dell'acciaieria, l'aumento della franchigia assicurativa per il rischio di incidenti, lo stanziamento di un budget straordinario per le misure antincendio, le visite di un ispettore della compagnia di assicurazioni Axa nelle sedi di Terni e Torino (con le relative raccomandazioni), la chiusura dello stabilimento torinese e la decisione di rinviare gli interventi di miglioria sulla linea 5 dopo il suo trasferimento a Terni ("from Turin", come si legge nella corrispondenza interna), le condizioni dello stabilimento torinese (la riduzione del personale, la pulizia, gli investimenti, lo stato degli estintori), le modalità di gestione delle emergenze incendi e l'assenza di un capo turno addestrato a questo scopo, il documento di valutazione del rischio (definito da Guariniello "la carta costituzionale delle aziende"), la ricollocazione della linea 5 a Terni e gli interventi che "chissà quandò", come ha osservato il pm, dovevano essere svolti.
Subito dopo Guariniello sono intervenuti i legali del Comune di Torino che i è costituito parte civile e degli imputati. L'avvocato che rappresenta la città ha chiesto l'ammissione del sindaco Sergio Chiamparino. Anche i legali della difesa hanno chiesto l'esame degli imputati ma con interprete per i due manager tedeschi. Dopo una serie di schermaglie tecniche sui documenti allegati ai vari fascicoli l'udienza è stata chiuso alle 14,40; la prossima udienza è stata fissata per venerdì 13.
(10 febbraio 2009)
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Riferimento: Morti sul lavoro
Processo Thyssen, insorgono i familiari
Tensione alla quinta udienza agitata al processo Thyssen per il rogo in cui morirono sette operai. Al momento di sentire il primo teste la presidente Iannibelli ha chiesto ai familiari che saranno ascoltati dalla corte di uscire. Violente le reazioni dei familiari che volevano restare in aula. L'udienza è stata sospesa a lungo e poi ripresa. Il primo teste è uno degli ispettori di Polizia arrivato nell'acciaieria in fiamme. Drammatico il suo racconto
di Sarah Martinenghi
Per le proteste e le urla dei parenti delle vittime, è stata sospesa pochi minuti dopo l'inizio la quinta udienza di oggi del processo Thyssenkrupp. La tensione è salita mentre giudici, avvocati e pm discutevano sull'ammissione dei testimoni: il problema è sorto perchè alcuni dei familiari figurano nell'elenco dei testi e, in base alle norme, non possono seguire le udienze.
"Io non esco di qua" ha esclamato la madre di Rosario Rodinò, mentre altri hanno preso a battere i pugni sui banchi. "Non fate così altrimenti sgombero l'aula" ha replicato la presidente della Corte d'Assise, Maria Iannibelli.
Alcuni hanno continuato a protestare nei corridoi anche durante la sospensione ("Io me ne esco da sola, senza che me lo dicano gli avvocati", "Sono loro che dovevano morire", "I nostri sono avvocati di m..., ci hanno fatto firmare un accordo e così non possiamo seguire il processo"), mentre in aula cancellieri, carabinieri e avvocati hanno cercato di spiegare la situazione a chi è rimasto.
L'udienza è poi ripresa verso le 11. Il primo ad essere ascoltato è stato l'ispettore di Polizia Massimo Galasso. Drammatica la sua testimonianza: "Sono arrivato tra i primi nella fabbrica e ho iniziato a correre lungo la linea 5. Ho scavalcato una persona per terra e la scambiai per un sacco di immondizie. Un altro operaio completamente ustionato mi gridò "Non voglio morire"." In apertura della seduta la Corte aveva ammesso tutte le prove chieste dalle parti ad eccezione di alcune traduzioni di atti. (13 febbraio 2009)
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Riferimento: Morti sul lavoro (l'unica emergenza che non finisce mai)
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Riferimento: Morti sul lavoro
ciao, confesso di non aver letto tutti i post di questa sezione, ma molti di essi. io mi occupo di sicurezza sul lavoro ed esprimo la mia solidarietà e vicinanza verso gli infortunati e loro famiglie.
lavoro come psicologo in diverse aziende e mi confronto con gli standard di sicurezza adottati dalle imprese. buona parte degli infortuni avvviene sicuramente a causa da macchine, impianti, attrezature non in sicurezza. ma, come tutti sappiamo, oltre l'80% (in media) degli infortuni dipende dal fattore umano, cioè dall'atteggiamento del lavoratore.
verissimo che le aziende si devono adeguare alla normativa, ma non basta, è necessaria una massiccia azione educativa, preventiva, che parta dall'infanzia e che induca a sviluppare una cultura della sicurezza nella popolazione. un paese dipende dagli individui che esso produce: la cultura della sicurezza domestica, lavorativa, stradale, sanitaria ecc. va sviluppata attraverso programmi scolastico-educativi-formativi. non bastano le leggi. questa è l'azione che devono intraprendere le istituzioni.
circa la speculazione dei media: i morti sulle strada fanno vendere, meno quelli sul lavoro, se non sono spettacolari, è assodato; guardiamo il lato positivo: hanno fatto emergere un tema prima sotterrato.
per le statistiche sugli infortuni (ho letto alcune imprecisioni in questi posts) suggerisco di reperire dal sito INAIL. saluti
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Riferimento: Morti sul lavoro
Questi i morti a febbraio
28 FEBBRAIO
TORINO - Incidente sul lavoro in un cantiere di Givoletto, nel Torinese, dove un operaio è rimasto ferito in modo serio in seguito al crollo delle pareti di terriccio di una buca in cui l'uomo stava lavorando. Dalle prime informazioni sembra che l'operaio fosse impegnato nello scavo per il posizionamento di una tubatura quando si è verificato un crollo del terreno che lo ha coperto quasi completamente.
27 FEBBRAIO
BERGAMO - Tre operai sono rimasti feriti in un cantiere edile di Grassobbio (Bergamo). È successo in via Papa Giovanni XXIII dove è in corso la ristrutturazione di una chiesa e di una scuola d'infanzia. I tre sono precipitati nel vuoto per alcuni metri dopo il crollo improvviso dell'impalcatura sulla quale stavano lavorando. Le cause del cedimento non sono ancora state accertate dai carabinieri che sono intervenuti sul posto.
MANDURIA (TARANTO) - Un operaio di 57 anni, del quale non si è appreso il nome, è rimasto ferito in un incidente sul lavoro avvenuto in una ditta di calcestruzzi, che ha sede sulla strada che da Manduria (Taranto) conduce a Francavilla Fontana (Brindisi). L'operaio ha riportato vari traumi al torace e alla colonna vertebrale. L'uomo, a quanto si è appreso, stava lavorando su una impalcatura quando è caduto da un'altezza di circa due metri.
VICENZA - Tragedia sul lavoro a Barbarano di Vicenza dove un operaio è morto precipitando da un carroponte. L'incidente è avvenuto all'interno della Zincol Italia. Sul posto sono intervenuti i colleghi dell'uomo e successivamente il 118 ed i Carabinieri e lo Spisal.
25 FEBBRAIO
MILANO - Due operai sono stati investiti da un macchinario, oggi pomeriggio, in un cantiere a Dresano, nel Milanese. È avvenuto intorno alle 15.30 in un cantiere in via Milano. I due stavano lavorando quando sono stati colpiti da un grosso macchinario in movimento. Il più grave ha riportato una frattura del bacino e che per questo è stato portato in codice rosso, con l'elisoccorso, all'ospedale Humanitas. Tuttavia, secondo quanto si è appreso dal 118, non sarebbe in pericolo di vita. L'altro operaio ha riportato solo delle lievi escoriazioni ed è stato medicato sul posto.
24 FEBBRAIO
MODENA - Un imbianchino serbo di 23 anni si trova ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Baggiovara dopo essere rimasto schiacciato fra una piattaforma semovente e il soffitto di un capannone in costruzione. L'infortunio si è consumato verso le 9.30 in un cantiere di via Della Costa, al villaggio Torrazzi. Secondo quanto appurato l'artigiano si trovava su una piattaforma, manovrata per salire verso il soffitto, che è finita contro una trave, schiacciandolo. Sempre martedì mattina, un lattoniere 52enne di Formigine, che stava lavorando su una copertura in legno vicino alle grondaie di un'abitazione di via Vedriani a Modena, è precipitato a terra da un'altezza di due metri, riportando diverse lesioni. A quanto pare non sarebbe in pericolo di vita. In entrambi i casi, oltre al personale di Modena soccorso, sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Modena e della medicina del lavoro, per ricostruire la dinamica dei due
23 FEBBRAIO
TERAMO - È morto all'ospedale di Teramo Gabriele Di Sabatino, 33 anni, di Teramo, uno dei tre cantonieri Anas travolti questa mattina da un autotreno sulla Strada Statale 80RAC «Teramo-mare», mentre era al lavoro in un cantiere mobile regolarmente segnalato. Dei due operai a terra (Gabriele Di Sabbatino e Claudio Cortellucci) sembra non abbiano avuto gravi conseguenze.
ALASSIO (SAVONA) - Infortunio mortale sul lavoro nel primo pomeriggio ad Alassio: Dario Antonio Pittau, 39 anni, operaio originario di Cernusco sul Naviglio, ma residente a Rodano, in provincia di Milano, è morto, sembra folgorato, mentre lavorava alla ristrutturazione di un'abitazione privata in via Ignazio dell'Oro. Secondo i primi accertamenti, l'uomo stava intervenendo sull'impianto elettrico, quando una scossa lo ha folgorato. Il medico legale, tuttavia, non avendo trovato segni di bruciature, ha disposto l'esame autoptico, per stabilire con esattezza la causa della morte.
GENOVA - Infortunio sul lavoro nel porto di Genova. Un operaio di 37 anni è rimasto schiacciato dal carico di una gru e ha riportato ferite agli arti e al volto. È stato ricoverato all'ospedale San Martino. I colleghi hanno proclamato uno sciopero di protesta.
21 FEBBRAIO
ANDRIA - Il conducente di un mezzo per la raccolta dei rifiuti del Comune di Andria è rimasto ferito dopo che il grosso autoarticolato, composto dalla motrice anteriore e da un cassone posteriore, è rimasto incastrato sotto un ponte in una strada ai margini del centro abitato di Andria.
GENOVA - Infortunio sul lavoro questo pomeriggio a San Colombano di Calvari, in Val Fontanabuona, nel Levante genovese. Due operai addetti alla pulizia di una cisternadella ditta Torre srl, che aveva contenuto olio di mais hanno perso i sensi e sono stati salvati da un collega. Ricoverati per accertamenti all'ospedale di Lavagna, i due sono in buone condizioni.
TRENTO - Infortunio sul lavoro nel Trentino, dove Roberto Nave, operaio di 39 anni di Vallarsa, mentre stava tagliando del cartongesso, si è gravemente ferito ad una mano, amputandosi un dito. L'uomo è stato trasferito d'urgenza a Verona, per essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, nella speranza di recuperare il dito.
19 FEBBRAIO
UDINE - Un operaio, Antonio Rossit, 52 anni, di Concordia Sagittaria (Venezia), è morto a Blessano di Basiliano (Udine) cadendo da un soppalco mentre stava dipingendo le pareti di una casa in costruzione.
SERRASTRETTA (CATANZARO) - Un operaio, P.G., di 65 anni, è morto in un incidente sul lavoro a Serrastretta mentre stava potando un albero con l'ausilio di una motosega. L'incidente è accaduto nella frazione Ievoli. P.G. è caduto da un'altezza di cinque metri ed è deceduto sul colpo. L'operaio stava eseguendo il lavoro di potatura dell'albero per conto di un amico e tra qualche giorno sarebbe dovuto rientrare in Valle d'Aosta, dove risiedeva.
PAVIA - Un operaio edile Renato Ioppi di 68 anni è morto questa mattina a Pavia mentre lavorava in un deposito di materiale per l'edilizia. L'uomo, un sessantottenne residente a Pavia, è deceduto sul colpo per un gravissimo trauma cranico.
TRENTO - Ancora un infortunio sul lavoro nel Trentino. Uno dei titolari di una falegnameria di Telve Valsugana è rimasto ferito alla testa, schiacciato da alcune travi in legno. Dopo i primi soccorsi l'uomo è stato trasportato con l'elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento, dove è stato sottoposto a una tac, che ha rivelato un trauma cranico.
18 FEBBRAIO
BIELLA - È morta strangolata in una macchina per la spiumatura dei polli una donna che, nel Biellese, stava lavorando nell'azienda agricola del cugino. L'incidente si è verificato a Cascina Vaccino (Biella) nella sede di un consorzio. Silvana Zublena, 48 anni, di Cavaglià, che intendeva spiumare due polli e un fagiano, ha acceso il macchinario ma, all'improvviso, la sciarpa che portava al collo è stata risucchiata all'interno, trascinando la testa della donna nella bocchetta.
17 FEBBRAIO
GORIZIA - La vittima è Stanislao Primozic, di 55 anni, agricoltore di Gorizia. Verso le 17 - secondo una ricostruzione degli investigatori - l'uomo, impegnato in un intervento di potatura delle viti, stava utilizzando una estirpatrice quando, per cause ancora al vaglio della Polizia, ha agganciato accidentalmente un albero che, piegandosi, lo ha colpito. Primozic è morto praticamente sul colpo.
MARINO DEL TRONTO (ASCOLI PICENO) - Un agricoltore di 53 anni, Luciano Firmani, è morto travolto dal trattore con il quale stamani stava lavorando in un campo a Marino del Tronto (Ascoli Piceno), nei pressi del supercarcere.
BERGAMO - Un operaio bergamasco di 43 anni è rimasto ferito in un incidente sul lavoro oggi pomeriggio intorno alle 17 in pieno centro a Bergamo. L'uomo, residente a Seriate, stava lavorando alla ristrutturazione di un negozio in via Sant'Orsola in cima a un soppalco, quando un pannello di legno ha ceduto e l'operaio è caduto a terra da un'altezza di oltre due metri, battendo la testa al suolo.
MANTOVA - Un elettricista è stato colpito da una scarica elettrica da 15 mila volts e si è miracolosamente salvato. È successo questa mattina in un'azienda di Villimpenta, nel mantovano. Alessandro Merlin, 33 anni di Ostiglia, era stato incaricato della manutenzione della cabina elettrica dell'azienda che produce filtri. A un tratto, mentre l'elettricista, dopo aver aperto il quadro elettrico, stava avvitando alcuni bulloni, è stato investito dalla scarica da 15 mila volts che lo ha scaraventato a terra.
16 FEBBRAIO
SAVONA - Un uomo di 60 anni, piemontese, è morto stamani a Mallare, in Valbormida, schiacciato dal suo camioncino mentre era intento a delle operazioni di manutenzione dello stesso automezzo. Secondo le prime informazioni, l'uomo era titolare di una ditta di lavori forestali.
NAPOLI - Due operai sono rimasti feriti e folgorati in un cantiere edile di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. Secondo una prima ricostruzione dei Vigili del Fuoco, una gru stava effettuando una manovra quando ha tranciato cavi della corrente elettrica e i due operai sono rimasti feriti. Vincenzo Vuolo è stato investito dalla scarica elettrica e ha perso i sensi. Il collega, che si trovava nella cabina della gru, isolata dalle scariche elettriche, ha abbandonato il veicolo per soccorrere il compagno, ma nel tentativo di rianimarlo è rimasto a sua volta folgorato. Vuolo è nipote del titolare dell'impresa Carpenfer, società proprietaria del mezzo meccanico.
VIGNANELLO (VITERBO) - Un operaio di 51 anni, S.F., è rimasto ferito in modo grave in un incidente sul lavoro avvenuto nel pomeriggio nel cimitero di Vignanello, in provincia di Viterbo. L'uomo, colpito violentemente da una benna per calcestruzzo al torace, è stato trasportato in eliambulanza al policlinico Gemelli di Roma, dove è ricoverato in prognosi riservata.
BARI - Un incidente sul lavoro si è verificato nella sede dell'autofficina Orba nella zona industriale di Modugno. Un operaio, Antonio Campanale di 52 anni, che stava eseguendo lavori di riparazione al paraurti di un autoarticolato è stato investito dalla cabina del mezzo. Forse per distrazione l'autista del mezzo, un cittadino albanese di 35 anni, ha spento il motore provocando l'abbassamento del sistema idraulico che teneva la cabina sollevata dal suolo. Questa è caduta sull'operaio provocandogli lo schiacciamento della testa e del torace. Campanale è ora ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Di Venere di Carbonara.
PESCARA - Un operaio è rimasto ferito, con ustioni di primo e secondo grado sul 30% del corpo, in un incendio scoppiato questo pomeriggio in un sansificio a Scafa (Pescara). L'uomo, 55 anni, ricoverato inizialmente all'ospedale di Pescara, sarà trasferito al Centro grandi ustionati dell'ospedale Bufalini di Cesena.
14 FEBBRAIO
CAMPO NELL'ELBA (LIVORNO) - Un operaio di 55 anni è morto intorno alle 9.30 mentre stava lavorando in un cantiere edile di Marina di Campo frazione balneare di Campo nell'Elba. L'uomo sarebbe caduto da una impalcatura alta appena due metri, ma ha sbattuto la testa procurandosi le lesioni mortali. Non è escluso che l'operaio possa avere accusato un malore mentre stava lavorando.
13 FEBBRAIO
LA SPEZIA - Incidente sul lavoro stamani nella cava del monte Muzzerone, fra i Comuni della Spezia e Porto Venere. Un operaio che si trovava alla guida di un mezzo e' rimasto incastrato nel ribaltamento dello stesso e ha dovuto essere liberato dai vigili del fuoco. L'uomo e' stato trasportato in ospedale della Spezia per essere sottoposto ad una tac che verifichi eventuali lesioni agli organi interni.
BRESCIA - Un operaio albanese e' morto oggi a Brescia in un infortunio sul lavoro. L'uomo, secondo i primi accertamenti, e' precipitato dal tetto di un'azienda specializzata nella lavorazione dei metalli. L'operaio e' morto all'istante e sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Brescia e i funzionari dell'Asl.
SIENA - Un uomo è morto e un altro è rimasto seriamente ferito in due diversi incidenti sul lavoro accaduti oggi nel Chianti, in provincia di Siena. Nel Comune di Gaiole, un 79enne è morto schiacciato dal trattore con cui stava lavorando il terreno. La vittima, Ruggero Ferrucci, è morto schiacciato dal mezzo agricolo, dopo averne perso il controllo. Sempre a Gaiole, un operaio di 35 anni, che stava segando rami di albero lungo la sponda di un torrente, si è stritolato un piede nel macchinario e ora si trova ricoverato in prognosi riservata all'ospedale.
MATERA - Un operaio di 59 anni di Metaponto di Bernalda (Matera) è rimasto gravemente ferito mentre era intento a lavorare nei campi di una locale azienda agricola. Per cause ancora in fase di accertamento, è rimasto incastrato con il braccio sinistro nella fresa agricola procurandosi l'amputazione del quinto dito della mano, fratture costali multiple e la frattura scomposta di omero, radio e ulna. Prontamente soccorso, l'uomo è stato subito trasportato presso l'ospedale civile di Policoro (Matera) ma, considerate le gravi condizioni, è stato immediatamente elitrasportato presso l'ospedale San Carlo di Potenza, dove tuttora si trova ricoverato con prognosi riservata. Sull'incidente stanno effettuando mirati accertamenti i Carabinieri della Stazione di Metaponto e gli Ispettori della locale Azienda Sanitaria.
MILANO - Un uomo è rimasto ferito, in modo grave alla testa, per le conseguenze di un'esplosione che si è verificata oggi in una ditta metalmeccanica di Cairate (Varese). Lo si è appreso dal 118. L'esplosione è avvenuta in una ditta situata in via Rovigo. Il ferito è stato trasportato all'ospedale di Gallarate in codice giallo.
12 FEBBRAIO
UDINE - Tre dipendenti delle Ferrovie dello Stato sono rimasti intossicati da etere etilbutilico contenuto in due carri cisterna nello scalo ferroviario di Cervignano del Friuli, in provincia di Udine. L'etere etilbutilico è una sostanza pericolosa, infiammabile e volatile, che, se inalata, può causare irritazione alle vie respiratorie, nausea, malessere e stordimento, fino alla perdita di coscienza. A contatto con la pelle e gli occhi, provoca irritazione. In base alla ricostruzione fornita dai Carabinieri, per cause e modalità in corso di accertamento, durante le operazioni di smistamento, i due carri cisterna, probabilmente a causa di un eccessivo riempimento, hanno avuta una piccola perdita della sostanza da una valvola di sfogo. I tre dipendenti hanno accidentalmente inalato la sostanza e per precauzione sono ricorsi alle cure dei sanitari presso l'ospedale civile di Palmanova (Udine).
MONTEFIASCONE (VITERBO) - Un giovane operaio di 19 anni, D.I., residente a Latera, in provincia di Viterbo, è rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro avvenuto in un cantiere edile di Montefiascone. È ricoverato in prognosi riservata nell'ospedale Belcolle di Viterbo. Sulle cause dell'infortunio sono in corso accertamenti da parte dai carabinieri e dai tecnici dell'ufficio prevenzione della Asl. Il giovane sarebbe rimasto ferito mentre lavorava ad un mezzo pesante.
SIRACUSA - Corrado Ballatore, 82 anni originario di Avola, è morto schiacciato mentre stava spostando un grosso macchinario nel pastificio di famiglia, chiuso ormai da diversi anni. Il locale si trova in viale Ermocrate a Siracusa, nella periferia della città, in un'area di insediamenti artigianali. L'anziano stava spostando con un sollevatore idraulico un grosso macchinario in disuso che, per cause da accertare, si sarebbe adagiato su un fianco travolgendolo. Il corpo è stato estratto dai carabinieri.
DIANO MARINA (IM) - Due operai appartenenti ad una impresa edile di Cuneo, la "United colour of Cometto" sono rimasti seriemente feriti, questo pomeriggio a Diano Marina (Imperia), dopo che l'elevatore sul quale erano saliti per tinteggiare la facciata di una palazzina, al terzo piano, si e' ribaltato. Si tratta di Pasquale Santobello, 37 anni di Alessandria e Franja Genc, 36 anni, immigrato albanese residente a Rifreddo, in provincia di Cuneo. Hanno riportato un politrauma, fratture e Santobello anche un trauma cranico. Pare, da una prima ricostruzione, che i due imbianchini abbiano sistemato male due dei quattro stabilizzatori dell'elevatore, che viene utilizzato come una sorta di ponteggio mobile. E' stato, molto verosimilmente per questo motivo, che l'impianto si e' ribaltato e i due sono caduti compiendo un volo di circa otto metri. 11 FEBBRAIO
NAPOLI - Un operaio è morto in un incidente sul lavoro avvenuto in un cantiere nella zona della Torretta, nei pressi della stazione di Mergellina a Napoli. Roberto Di Clemente, 28 anni - secondo la prima ricostruzione - è caduto da un tetto precipitando al suolo. L' operaio è morto prima dell' arrivo dei soccorsi.
BERGAMO - Un operaio bergamasco di 52 anni è morto in una cava a Brembate, dopo essere stato travolto e schiacciato da una ruspa mentre stava lavorando. L'uomo, soccorso dai sanitari del 118, è morto poco dopo.
BIELLA - Un romeno di 26 anni, Roger Marcos, ha perso la vita mentre era al lavoro lungo la tangenziale del Maghettone, a Mongrando nel biellese. Con un collega impegnato alla gru, stava eseguendo uno scavo per la posa di tubi degli scarichi fognari di un distributore di benzina in fase di costruzione. Il giovane è stato travolto da una frana che lo ha imprigionato per alcuni minuti. Il collega è riuscito a tiralo fuori ma le sue condizioni sono apparse subito gravissime.
TELGATE (BERGAMO) - Un uomo di 72 anni è rimasto invece ferito nel pomeriggio in un'azienda che produce materiale plastico a Telgate (Bergamo), dopo essere stato travolto da alcuni sacchi che stava scaricando da un bancale. L'uomo è l'ex custode della ditta, che ogni tanto torna al lavoro per aiutare i dipendenti.
PALERMO - Un operaio di 49 anni, è caduto da un'impalcatura al terzo piano di uno stabile. Ha riportato diverse fratture.
10 FEBBRAIO
MESSINA - Un operaio di 36 anni rischia di perdere tre dita di una mano in conseguenza di una esplosione di un recipiente metallico contenente gas argon, avvenuta all'interno della raffineria di Milazzo, nel messinese. L'operaio, G.M., originario di Siracusa, è dipendente della Sonim, una ditta esterna allo stabilimento, subito dopo lo scoppio del contenitore del gas utilizzato per le saldature, è stato trasferito all'ospedale Cannizzaro di Catania
BERGAMO - È ricoverato in prognosi riservata un operaio bergamasco di 33 anni che è rimasto vittima di un grave infortunio sul lavoro alla ditta Edilizia 90 snc di Bossico (Bergamo). Il giovane, residente in paese, è stato travolto da due pesanti tavole di legno cadute da un camion mentre le stava caricando. La vittima è stata colpita al collo e ha riportato la fratura della terza vertebra cervicale.
9 FEBBRAIO
MILANO - Un operaio di un cantiere dell'autostrada A4 Milano-Brescia è stato travolto e ucciso da un'auto che, in seguito ad un incidente, è sbandata nella corsia di emergenza dove l'uomo stava lavorando. Lo ha reso noto Autostrade per l'Italia che ha espresso «cordoglio alla famiglia e ai compagni di lavoro dell'operaio». È accaduto al Km 19 in direzione Brescia, tra lo svincolo della tangenziale est di Milano e l'uscita di Agrate.
ROMA - Un operaio di 43 anni è morto dopo essere caduto da una scala mentre effettuava alcuni lavori nel cortile di una scuola elementare a Roma. L'uomo, Rodolfo Ruggeri, è caduto da un'altezza di cinque metri ed morto sul colpo mentre stava ultimando alcuni lavori nel cortile della scuola elementare Giuditta Tavani Arquati, a lungotevere della Farnesina.
REGGIO EMILIA - Due operai sono rimasti feriti in un incidente sul lavoro avvenuto in un'azienda di Reggiolo, comune della bassa reggiana. L'incidente è avvenuto in via Meucci durante la saldatura del coperchio di una cisterna contenente resina allo stato liquido. Per cause in corso di accertamento due pakistani di 31 e 26 anni sono stati raggiunti da una fiammata sviluppatasi dal bruciatore. I due operai sono stati ricoverati all'ospedale di Guastalla con una prognosi di 30 giorni a testa per ustioni di primo e secondo grado al viso.
8 FEBBRAIO
MESSINA - Tragedia del lavoro che si perde, a Messina, dove un uomo di 49 anni, Natale Barca, padre di tre figli, è morto d'infarto all'interno al bar della stazione centrale di Messina. Era uno dei 20 lavoratori licenziati e che dal 2 febbraio occupano i bar della stazione centrale e marittima. Centostazioni, la societa' che gestisce gli immobili di Rfi, non ha rinnovato il contratto di locazione alle ditte Carani e Colosi che hanno messo in mobilita' i lavoratori.
7 FEBBRAIO
TRENTO - Alessio Tavonatti, agricoltore di 33 anni, di Revò, in provincia di Trento, si è salvato per miracolo da un brutto incidente verificatosi nel piazzale della sua abitazione, dove stava lavorando con il proprio trattore, che, per un problema tecnico, è finito in un adiacente dirupo, ribaltandosi.
6 FEBBRAIO
ROMA - Alle prime luci dell'alba, un furgone con sei persone a bordo è uscito di strada, sull'Autostrada del Sole tra Cassino e Pontecorvo, al km 668. Nell'incidente, una persona è morta e cinque sono rimaste ferite. Sulle cause dell'incidente, sono in corso le indagini della Polizia Stradale, anche se non è da escludere un probabile colpo di sonno.
5 FEBBRAIO
COLLETORTO (CAMPOBASSO) - Un agricoltore - Pasquale Mastrogiacomo, di 56 anni - è morto schiacciato dal trattore con il quale stava lavorando nella campagna di Colletorto. L'incidente è avvenuto in contrada «Capitanata». L'uomo è finito con il suo trattore in una scarpata ed è morto dopo un volo di oltre venti metri.
BERGAMO - Un operaio extracomunitario di 38 anni è stato schiacciato da un albero questa mattina a Treviglio, in provincia di Bergamo, mentre effettuava una operazione di potatura. L'uomo è in gravi condizioni ed è stato trasportato dall'elicottero del 118 all'ospedale civile di Brescia. L'uomo è un dipendente di un'azienda florovivaistica di Bolgare (Bergamo) e stava lavorando su incarico di una cooperativa che gestisce la manutenzione del verde cittadino alla potatura e al taglio di alcune piante lungo la via Calvenzano, quando un albero alto circa tre metri gli è caduto addosso, colpendolo alla schiena. Le sue condizioni di salute sono gravi; non è in pericolo di vita, ma per i medici potrebbe rischiare di rimanere paralizzato.
4 FEBBRAIO
MILANO - Attorno alle 22.00 alla Form di Cormano (azienda metalmeccanica con 350 dipendenti) si è verificato un grave incidente sul lavoro. Ne dà notizia la Fiom. Dopo il cambio di una parte dello stampo, quando la macchina di pressofusione si è rimessa in moto, un componente si è staccato e una colata di alluminio fuso ha investito il lavoratore che stava accanto alla macchina. «Si tratta -afferma la Fiom in una nota- tanto per cambiare, di un lavoratore interinale che ora è ricoverato in gravi condizioni a causa delle ustioni. In attesa di conoscere l'esatta dinamica dei fatti, i lavoratori della Form hanno dichiarato per domani un'ora di sciopero».
GENOVA - Incidente sul lavoro questa mattina a Genova-Nervi. È crollato un muro interno con il ponteggio in una casa in ristrutturazione in via Sala. Un operaio è rimasto ferito ed è stato trasportato in codice giallo all'ospedale San Martino.
VIAREGGIO (LUCCA) - E' morto Shelqi Bargyamany, 54 anni di origine albanese, per essere caduto da 10 metri, mentre si trovava sul terrazzo al secondo piano di un locale attiguo all'Hotel Astor, sul lungomare di Viareggio, per svolgere lavori di manutenzione. L'uomo, 55 anni, albanese, regolare in Italia e residente a Firenze, stava verificando l'origine di alcune infiltrazioni d'acqua. L'operaio lavorava per una ditta della provincia di firenze.
3 FEBBRAIO
BERGAMO - Un operaio di 25 anni è rimasto ferito oggi pomeriggio in un incidente sul lavoro a Casazza, nel Bergamasco. Il giovane stava lavorando su una scala, quando è caduto a terra da un'altezza di circa quattro metri, riportando un trauma cranico e una contusione al collo.
FROSINONE - Enrico Costantini, l'autotrasportatore di 52 anni di Alatri (Frosinone) che il 4 novembre scorso rimase ferito in un incidente sul lavoro, è morto dopo tre mesi di agonia nell'ospedale Santa Scolatisca di Cassino, dove era ricoverato. La vittima stava scaricando decine di gomme presso la Marangoni di Anagni, quando cadde dal mezzo su cui stava lavorando. L'impatto fu violento e gli provocò una lesione gravissima alla schiena.
CESENATICO (FORLÌ-CESENA) - Mario Migliaccio, 42 anni, originario di Frosinone ma abitante a San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena) ha perso la vita nel pomeriggio mentre stava lavorando, per una ditta di Longiano, nella ristrutturazione di un albergo in via Cavour, a Ponente di Cesenatico. L'uomo, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Cesenatico, stava lavorando ai muri della tromba dell'ascensore quando ha perso l'equilibrio precipitando per diversi metri e infilandosi nello spazio tra lo stesso ascensore e il muro ed è morto sul colpo.
VENEZIA - All'interno di uno stabilimento di verniciatura di Marghera un mezzo movimentazione materiali ha avuto un incidente provocando il ferimento di un operaio. L'uomo, un cittadino cinese di 31 anni, alla guida di un veicolo per il trasporto di materiale ferroso, è rimasto ferito non riuscendo a evitare l'impatto con un carro ponte. Sul posto sono intervenuti il Suem 118, i Vigili del Fuoco, lo Spisal e una Volante della Polizia. L'uomo è stato condotto presso il locale pronto soccorso dove gli sono state diagnosticate ferite guaribili in un mese circa.
SIRACUSA - Due operai sono rimasti feriti nella raffineria di Augusta, in provincia di Siracusa durante un rogo sviluppatosi per cause ancora da accertare. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, comunque, l'incendio si sarebbe sprigionato da una cabina elettrica. I feriti sono stati trasportati all'ospedale Cannizzaro di Catania. Presentano ustoni al volto e alle mani. Le loro condizioni non sarebbero comunque gravi.
REGGIO EMILIA - Un operaio di 48 anni, residente a Reggio Emilia, è rimasto vittima di un infortunio sul lavoro avvenuto nel primo pomeriggio di oggi nella ditta Zi.De. Spa Zincatura elettrolitica di via Torquato Tasso a Cadelbosco Sopra, comune della bassa reggiana. Secondo quanto hanno accertato i carabinieri della locale stazione, intervenuti sul luogo insieme al personale della medicina del lavoro della Ausl di Guastalla l'operaio al momento dell'infortunio si trovava nel reparto cromatura. Per cause in corso di accertamento è rimasto schiacciato tra il forno essiccatoio e il cestello delle viti che sopraggiungeva sulla linea di produzione.
PERUGIA - Sarà l'esame del dna a ufficializzare quello che ormai sembra essersi delineato come un tragico e terribile incidente sul lavoro che ha visto coinvolta una donna di 35 anni, Giovanna Bacchettini, il cui corpo è stato stritolato dagli ingranacci di un trinciaforaggio nel capannone della piccola azienda agricola di famiglia a Case Maggi, nel comune di Giano dell' Umbria (Perugia). A dare l'allarme ieri sera, era stato il marito della donna, Claudio Falchi, 52 anni, titolare dell'azienda agricola che, dopo essere rincasato, e non trovando la compagna a casa, aveva subito iniziato le ricerche. Dopo aver cercato a lungo nei paraggi, l'uomo ha notato uno stivale della donna accanto alla macchina per tritare il fieno, all'interno della stessa stalla dove aveva visto per l'ultima volta la 35enne, prima di uscire di casa nel pomeriggio. L'ipotesi più accreditata è che la 35enne, mentre stava compiendo alcune operazioni vicino al miscelatore, è caduta nel macchinario finendo stritolata tra gli ingranaggi.
2 FEBBRAIO
MILANO - Un operaio è morto in seguito a un incidente sul lavoro avvenuto in una azienda di Concorezzo, nel Milanese. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l'uomo è stato risucchiato da un nastro trasportatore. L'incidente è avvenuto alla Colombo Spurghi, in via Monte Rosa. La vittima è un senegalese di circa 40 anni, in regola con il permesso di soggiorno. L'incidente è avvenuto intorno alle 21.30.
ROMA - Un operaio italiano di 61 anni è stato trasportato in gravi condizioni all'ospedale Sant'Eugenio di Roma dopo essere caduto dal tetto di capannone dove stava lavorando in via Pontina 573. Secondo quanto affermano fonti del 118 l'uomo, che è attualmente in stato di coma, nella caduta ha riportato un profondo trauma cranico e numerose fratture agli arti. Resta ancora da chiarire la dinamica dell'incidente avvenuto nelle prime ore del pomeriggio.
LA SPEZIA - Due operai sono rimasti feriti questa mattina, in un incidente sul lavoro avvenuto all'alba in un cantiere edile nella frazione di Molicciara, in Comune di Castelnuovo Magra (Spezia). I due uomini stavano lavorando all'interno di un magazzino quando un pesantissimo pancale di cemento è caduto a terra. Uno dei due è stato investito in pieno riportando uno schiacciamento del bacino. L'altro, che si trovava poco distante, ha riportato una distrazione al rachide cervicale ed un trauma contusivo al braccio sinistro. I medici del «118», dopo un consulto sul posto, hanno disposto per l'operaio rimasto schiacciato il trasferimento urgente all'ospedale «Santa Chiara» di Pisa, con l'elicottero convenzionato apposta per i casi d'urgenza.
BOLZANO - Ancora un brutto infortunio sul lavoro in Alto Adige. È accaduto in una segheria del legno, nei pressi di Collalbo, poco sopra Bolzano. Un operaio 45enne di Renon è finito con la mano destra negli ingranaggi di una macchina per spaccare la legna. Ora rischia di perdere l'arto. Per cercare di salvarglielo, l'operaio è stato trasportato con l'auto di soccorso della Croce bianca alla clinica universitaria di Innsbruck, in Austria.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Morti sul lavoro
Riprendo da "L'Unità" di oggi (che mi pare anche l'unico quotidiano a riportare la notizia)
Lodo Alfano per i top manager, il governo eclissa il processo Thyssen
di Massimo Franchi Sacconi vuole salvare i manager Thyssen da una probabile condanna per strage. Una norma inserita surrettiziamente al decreto correttivo con cui il ministro del Lavoro ha modificato il Testo Unico sulla sicurezza mette al riparo i vertici di tutte le aziende dalle responsabilità su tutti gli infortuni sul lavoro.
La denuncia arriva dalla Fiom Cgil. Ad accorgersi dell'articolo 10-bis introdotto nel decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri il 9 aprile sono stati i legali del sindacato: Elena Poli, Sergio Bonetto. Gli stessi che sono parte civile al processo Thyssen in corso a Torino e che vede imputati i vertici dell'azienda tedesca.
«L'articolo 10-bis va a ribaltare il senso delle responsabilità in caso di incidente sul lavoro – spiega Bonetto - . Per rimanere alla Thyssen finora la responsabilità della mancanza degli estintori è di chi aveva in potere di comprarli, che aveva il budget per farlo e quindi i manager al massimo livello italiano e tedesco. Se passerà questa norma si farà il contrario: la responsabilità sarà al livello più basso, quello più vicino all'evento. Se passerà questa norma, per il rogo di Torino al massimo a pagare sarà il responsabile dello stabilimento. I top manager italiani e tedeschi sarebbero non imputabili». La norma ha infatti applicazione immediata. «Si tratta di norme penali e quindi migliorando le condizioni degli imputati sono valide per i processi in corso e hanno anche valore retroattivo», completa la spiegazione Elena Poli.
La denuncia della Fiom arriva proprio nel giorno in cui il testo andrà alla Conferenza Stato Regioni. «Il Testo unico sulla sicurezza era uno dei pochi provvedimenti del governo Prodi che avevamo approvato. Chiediamo che lì venga modificato e, in caso contrario, facciamo appello al presidente della Repubblica, sempre sensibile a queste tematiche, perché blocchi l'ennesima porcata», sbotta Gianni Rinaldini, segretario generale Fiom.
«E' una norma salva-manager, un Lodo Alfano ancora più grave perché si parla di lavoratori – gli fa eco Giorgio Cremaschi -. La cosa più grave è che ora capiamo quello che è successo nei mesi scorsi in molte fabbriche. Ai capi reparto era stata fatta firmare una cosiddetta “presa di responsabilità”: in sostanza il testo diceva: “Se succede qualcosa, è colpa mia”. Noi eravamo tranquilli perché i nostri legali ci avevano detto che con il Testo Unico in vigore non aveva alcun valore. Ora capiamo che le aziende e Confindustria sapevano quello che stava scrivendo il governo e quella lettera ora inchioda i capi reparto e salva i manager».
L'articolo 10-bis modifica il cosidetto “Obbligo di impedimento”. «Nei reati commessi mediante violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all'igiene sul lavoro il non impedire l'evento equivale a cagionarlo alle seguenti condizioni: (...) Il comma D recita: “che l'evento non sia imputabile ai soggetti di cui agli articoli 56,57, 58, 59 e 60 del presente decreto legislativo per la violazione delle disposizioni ivi richiamate”. La traduzione la fanno gli avvocati. “Gli articoli citati – spiega Elena Poli – si riferiscono ai cosiddetti “preposti”. Si tratta dei capi-reparto, dei responsabili di stabilimento, ma anche dei progettisti, dei fabbricanti, degli installatori e pure dei medici che danno valutazioni sull'igiene e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Insomma, tutti tranne i manager».
A rischio quindi non c'è solo il processo Thyssen, in corso a Torino, ma anche tutti i procedimenti che riguardano morti e infortuni sul lavoro.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Morti sul lavoro