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doctor2009
Ma se sono solo gli elettori di una parte che, provvisti di adeguata lente di ingrandimento, sono sempre pronti a sottolineare in rosso tutte le manchevolezze dei propri rappresentanti, mentre quelli della parte avversa si bendano entrambi gli occhi di fronte alle cose più evidenti , allora c'è qualcosa che non va, è il funzionamento stesso del sistema ad essere falsato: e tutti ne sono, alla fine, danneggiati.
Sono assolutamente d'accordo con questa parte del tuo discorso. L'intransigenza nei confronti della classe dirigente, in moltissimi casi, è causa di problemi (e io l'ho subita nel lavoro che ho appena lasciato). Così come l'acriticità completa.
Storicamente, a sinistra soprattutto, l'intransigenza netta nei confronti di un qualsivoglia errore dei rappresentanti politici è nota, così come la loro incapacita di scendere a compromessi *utili* che li facciano sembrare un corpo unico.
Mi sto dilettando a leggere vari blog politici sulle amministrative e sui convegni dei candidati sindaci sostenuti da PD e partiti di sinistra e quello che emerge dai post (a volte palese a volte nascosto) è lo scoordinamento delle varie parti, la voglia di non conoscersi.
Aggiungo invece un consiglio per te e per le tue tendenze liberali, autoconcendendomi un OT. Ho letto un libro che mi ha profondamente colpito ed interessato. Colpito per l'enorme, immenso lavoro di documentazione durato anni da parte dell'autrice e per la densa citazione di fonti e per l'estesa bibliografia. Interessato perché è un libro economico (e io di economia non capisco una mazza) facile e davvero agevole da capire e leggere.
Si tratta di "Shock Economy" di Naomi Klein. Mi prometti che lo leggi e poi ne parliamo in un altro thread?:argh:
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LaLaiza73
Sono assolutamente d'accordo con questa parte del tuo discorso. L'intransigenza nei confronti della classe dirigente, in moltissimi casi, è causa di problemi (e io l'ho subita nel lavoro che ho appena lasciato). Così come l'acriticità completa.
Storicamente, a sinistra soprattutto, l'intransigenza netta nei confronti di un qualsivoglia errore dei rappresentanti politici è nota, così come la loro incapacita di scendere a compromessi *utili* che li facciano sembrare un corpo unico.
Mi sto dilettando a leggere vari blog politici sulle amministrative e sui convegni dei candidati sindaci sostenuti da PD e partiti di sinistra e quello che emerge dai post (a volte palese a volte nascosto) è lo scoordinamento delle varie parti, la voglia di non conoscersi.
Gli elettori di sinistra sono scoordinati perchè c'è una distanza abissale tra chi fa parte di quello schieramento per difendere ( legittimamente! sia chiaro... ) dei propri interessi e chi, invece, si illude di perseguire attraverso l'azione politica degli ideali astratti e, spesso, irrealizzabili: con la conseguenza di vivere sempre in perenne ( e. mi rendo conto, sovente dolorosa... ) contraddizione con se stesso.
Dall'altra parte, invece, c'è chi difende degli interessi concreti ( o CREDE di difendere: perchè spesso, in realtà, non li difende affatto... )... E, pertanto, si fa meno seghe mentali ( scusa il termine, ma mi sembra quello più appropriato...;) ).
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LaLaiza73
Aggiungo invece un consiglio per te e per le tue tendenze liberali, autoconcendendomi un OT. Ho letto un libro che mi ha profondamente colpito ed interessato. Colpito per l'enorme, immenso lavoro di documentazione durato anni da parte dell'autrice e per la densa citazione di fonti e per l'estesa bibliografia. Interessato perché è un libro economico (e io di economia non capisco una mazza) facile e davvero agevole da capire e leggere.
Si tratta di "Shock Economy" di Naomi Klein. Mi prometti che lo leggi e poi ne parliamo in un altro thread?:argh:
Guarda, ci ho dato un'occhiata veloce: la sua teoria la conoscevo già e non mi meraviglia affatto...
Anzi, mi sembra la scoperta dell'acqua calda: non è solo il capitalismo che funziona così, è il mondo che funziona così....
Marinetti ( lo ricorderai... ) un secolo fa parlava di "Guerra sola igiene del mondo" e veniva, giustamente, disprezzato per questo: ma, purtroppo, non era molto lontano dalla verità....:(
Se vuoi, comunque, pronto a parlarne in un altro momento....;)
P.S. Io, di economia, invece, me ne intendo abbastanza...;)
P.P.S. Non mi confondere liberalismo ( la mia tendenza filosofico-politica... ) con liberismo senza regole che è tutt'altra cosa ( spesso ne è, anzi, l'antitesi... :zott:)
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Ad ogno modo, per ritornare in topic, io a votare ci andrò. Non so ancora chi voterò, forse i Liberal Democratici perché le prese di posizione mi sembrano equilibrate. Ma devo ancora documentarmi bene. (Vedi che non rifuggo come la morte il liberismo? :-D)
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Votare sempre e comunque.....
è un diritto-dovere!!!!!!!!
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LaLaiza73
Ad ogno modo, per ritornare in topic, io a votare ci andrò. Non so ancora chi voterò, forse i Liberal Democratici perché le prese di posizione mi sembrano equilibrate. Ma devo ancora documentarmi bene. (Vedi che non rifuggo come la morte il liberismo? :-D)
Si, ma mi continui a parlare di liberismo ( per intenderci: l'ideologia di Milton Friedman contro cui si scagliava il libro di Naomi Klein ) mentre io, lo ripeto, mi considero di tendenza liberale ( per intenderci: Croce, Einaudi, Malagodi.... O, se preferisci, Biagi e Montanelli...).
Confesso di non essere molto informato su questo movimento LD di cui mi parli...
La sua segretaria, Daniela Melchiorre è nota alla cronaca per essere stata eletta la deputatessa più sexy d'Italia dal sindacato dei camionisti, ma non avevo altre informazioni al riguardo.
Comunque il partito a cui ti riferisci è l'erede del partito di Dini ( per intenderci: quelli che, insieme a Mastella, hanno fatto cadere il Governo Prodi... ) e i suoi attuali rappresentanti al Parlamento sono stati eletti tutti nella CDL ( anche se adesso militano nel gruppo misto... ).
Te lo dico solo per tua informazione: perchè credo che in nessun Paese come in Italia il nome dei partiti, spesso, abbia poco a che fare con l'orientamento politico-culturale degli stessi.
In ogni caso, non credo proprio che riusciranno a superare la soglia del 4% indispensabile per eleggere un rappresentante a Strasburgo....
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la domanda che mi pongo frequentemente è :
se e dico se dovesse essere eletto qualcuno (a qualsiasi carica) che volesse raddrizzare le cose storte che ci sono in italia (in rapporto al suo potere) SECONDO VOI POTREBBE FARLO?
secondo me la risposta è no..perchè l' italia è un paese dove chi governa non è stato eletto..e chi viene eletto non può governare come vorrebbe..
e mi chiedo anche come mai decenni addietro accadessero così tanti attentati contro i politici "di alto rango" mentre adesso, nonostante i frequenti (?) arresti di personaggi di spicco (?) di clan mafiosi, nessuno venga quantomeno intimidito (non che io auspichi questo )
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aryannaz
la domanda che mi pongo frequentemente è :
se e dico se dovesse essere eletto qualcuno (a qualsiasi carica) che volesse raddrizzare le cose storte che ci sono in italia (in rapporto al suo potere) SECONDO VOI POTREBBE FARLO?secondo me la risposta è no..perchè l' italia è un paese dove chi governa non è stato eletto..e chi viene eletto non può governare come vorrebbe..
Non esistono uomini della Provvidenza in grado di "raddrizzare le cose storte": questa illusione è sempre stata alla base dei peggiori disastri, incluso quello in cui ci ritroviamo invischiati adesso.
Far funzionare un Paese, trovare ogni giorno il modo di far convivere in uno stesso territorio 56 milioni di individui non è cosa semplice e non è cosa che si possa raggiungere con qualche decreto legge, ma solo con decenni, secoli di cultura della "cosa comune": quella cultura in base alla quale ci sia la consapevolezza da parte di tutti che fregarsene delle regole e cercare di eluderle, alla lunga, finisce per danneggiare anche chi, apparentemente, in un primo momento se ne avvantaggia.
Cicerone diceva 2000 anni fa che "La libertà consiste nel rispettare le regole, perchè queste, limitando la libertà di ciascuno assicurano quella di tutti".
Frase sacrosanta, ma che, per mille motivi storico-politico-geografico che sarebbe troppo lungo trattare qui, è del tutto estranea al comune sentire dell'italiano medio.
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aryannaz
e mi chiedo anche come mai decenni addietro accadessero così tanti attentati contro i politici "di alto rango" mentre adesso, nonostante i frequenti (?) arresti di personaggi di spicco (?) di clan mafiosi, nessuno venga quantomeno intimidito (non che io auspichi questo )
Solo per amore della precisione: gli attentati contro i politici di alto rango, nei decenni scorsi, li hanno condotti soprattutto i terroristi politici: e, fortunatamente, quella pagina dolorosa della nostra storia è stata accantonata.
Oggi, come in passato, i vari clan mafiosi, purtroppo, non hanno alcun bisogno di fare attentati contro i "politici di rango".
Gli attentati e le intimidazioni violente avvengono, eccome, ma ai danni dei piccoli politici locali che, eroicamente ma sempre più flebilmente, cercano di opporsi ai loro voleri. Solo che queste notizie raramente arrivano sui giornali nazionali: al massimo si fermano alle pagine di cronaca dei giornali locali.
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A proposito del contestato voto al referendum
da micromega - micromega-online Fermiamo la deriva maggioritaria e antiliberale
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Referendum elettorali
Fermiamo la deriva maggioritaria e antiliberale
di Emilio Carnevali
Nel mezzo delle animate polemiche sul “ciarpame senza pudore” nelle liste del Pdl alle europee, uno dei commenti più caustici e divertenti è arrivato da Massimo Bordin nel corso della sua preziosa rassegna stampa mattutina su Radio radicale. Leggendo i candidati di punta dell’Udc alle prossime Europee – “Emanuele Filiberto di Savoia, Magdi Cristiano Allam, Ciriaco De Mita...” – Bordin ha commentato laconico: “…qui c’è da rimpiangere le veline”.
La cosa ancor più triste è che tra poco ci saranno da rimpiangere pure Casini ed Emanuele Filiberto dal momento che l’Udc sembra l’unico, tra i partiti dell’opposizione parlamentare, ad aver capito per tempo quanto sia demenziale e autolesionista la scelta di votare Si ai prossimi referendum elettorali.
I referendum – è bene ricordarlo per fare chiarezza in mezzo ad un mare di confusione – sono tre: il terzo concerne il divieto di candidature multiple (candidature in più circoscrizioni da parte di uno stesso candidato che poi esercita l’opzione a favore di un seggio permettendo ai primi dei “non eletti” della propria lista di subentrargli nei seggi ai quali rinuncia). Ma sono i primi due l’oggetto dello “scandalo”. Nel caso di una vittoria dei Si verrebbe abrogata la possibilità del collegamento tra liste e quindi l'attribuzione del premio di maggioranza alle coalizioni di liste. La maggioranza del 55% per cento dei seggi andrebbe al partito di maggioranza relativa (cioè al Pdl) e lo sbarramento di coalizione (4% alla Camera e 8% al Senato) varrebbe per ogni singola lista (se si fosse votato in questo modo nel 2008, ad esempio, l’Italia dei Valori di Di Pietro non avrebbe ottenuto senatori e avrebbe corso il rischio di restare del tutto fuori dal Parlamento come la Sinistra).
Il sistema che ne uscirebbe è molto simile a quello voluto nel luglio del 1923 da Mussolini con l’appoggio di buona parte dei liberali e dei cattolici di destra. Secondo quella legga la lista che avesse avuto la maggioranza relativa (almeno il 25% dei voti) avrebbe ottenuto i due terzi dei seggi disponibili. La sorte volle poi che di quella legge Mussolini nemmeno beneficiò a pieno perché alle elezioni del 6 aprile 1924 le “liste nazionali” ottennero autonomamente il 65% dei voti e più di tre quarti dei seggi (il sistema era maggioritario e non proporzionale). Due mesi dopo ci fu il delitto Matteotti e da lì in poi sappiamo tutti come andò a finire.
Questi referendum sono stati proposti da Segni e Guzzetta con l’appoggio del leader di An Gianfranco Fini, di larga parte del Pd (ancora diviso in Ds e Margherita durante la raccolta delle firme), dell’Italia dei Valori, e della Dc di Rotondi. Il loro contenuto era e resta profondamente antiliberale – nel senso di estraneo ad una cultura di tutela del dissenso attraverso l’attenzione verso i “contrappesi” del potere e la salvaguardia istituzionale di culture e rappresentanze minoritarie – indipendentemente dalle condizioni nelle quali oggi ci si trova a votare (che aggravano i rischi a cui viene esposta la democrazia italiana). La cultura che li ha originariamente ispirati è quella stessa cultura maggioritaria che ha contagiato da un buon quindicennio larga parte del centrosinistra italiano, quel centrosinistra che si è battuto per l’uninominale maggioritario salvo poi denunciare la "porcata" della legge Calderoli, lamentando l’abrogazione delle preferenze individuali. Ma con il maggioritario uninominale quanti “candidati unici” (senza possibilità di preferenza) ci hanno imposto di votare negli ultimi anni?
La cultura è la stessa che ha recentemente messo tutti d’accordo in Parlamento (Italia dei valori e Pd compresi) per lo sbarramento al 4% contro le liste di Sinistra alle Europee (che infatti rischiano di rimaner fuori anche dal Parlamento di Strasburgo).
Chi poi, come Massimo D’Alema, si è da tempo convertito ad un proporzionalismo sul modello tedesco, sbaglia i calcoli se pensa che un’eventuale vittoria dei Si possa essere uno strumento per il cambiamento della legge elettorale in parlamento.
Berlusconi non permetterà di fargliela sotto il naso. Ormai dovremmo averlo capito.
(7 maggio 2009)
Non lo so io non sono molto convinta da questa scelta, non votare la vedo sempre come un'occasione persa come una mancanza di diritto che mi infliggo da sola per di più, forse non colgo bene queste ragioni ...
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Ancora un articolo su micromega - micromega-online 05.05.09 - Boicottiamo il referendum
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05.05.09 - Boicottiamo il referendum
Pare che molti nel centrosinistra siano orientati a votare Sì nel referendum Guzzetta. Spero che cambino idea.
Non c’è una sola ragione al mondo per votare in quel senso. Il quesito del referendum è stato rappresentato come un tentativo di eliminare gli effetti negativi della legge Calderoli. Non è affatto vero. Se accolto produrrebbe un secco peggioramento della legge: il passaggio automatico da un bipolarismo coatto a un bipartitismo coatto. E non solo: la lista di partito che prende più voti ottiene la maggioranza assoluta dei seggi.
C’è chi ripete che una riforma non deve essere giudicata in base alla contingenza ma per i suoi effetti di sistema. L’assunto può avere senso in una democrazia normale, ma in Italia non c’è una democrazia normale. Non si capisce perché si dovrebbe giudicare la soluzione Guzzetta trascurando le sue conseguenze nei prossimi dieci o venti anni. Dopo ciò che accadrà in questo periodo gli effetti di sistema della legge uscita dal referendum avrebbero l’efficacia di una medicina sul corpo del morto. Perché?
Perché nelle condizioni date oggi in Italia, il successo del Sì ha un solo significato: la vittoria definitiva di Berlusconi. Se passa il Sì potrà sostenere che si deve andare a elezioni anticipate con la nuova legge elettorale. Il PdL vincerà e otterrà una maggioranza schiacciante che gli permetterà di fare ciò che vuole. D’Alema e molti altri sostengono che se vince il Sì sarà necessario scrivere una nuova legge elettorale. L’ipotesi è già stata smentita dal PdL: la legge cambiata dal Sì sarà immediatamente applicabile e applicata.
La Lega ha capito benissimo che così perderà ogni potere di condizionamento sul centrodestra e che il PdL potrà governare da solo. Perciò si oppone con decisione. E se davvero Berlusconi fosse intenzionato a far votare Sì, la Lega non avrebbe forse altra scelta che far cadere il governo prima del referendum. Che lo faccia o no dipenderà dalla sua volontà. Ma in ogni caso nelle sue file l’allarme è suonato.
Non si capisce invece perché i partiti del centrosinistra dovrebbero scegliere un voto che li avvia a un sereno suicidio. Il PD può accampare il motivo di aver da tempo sostenuto la validità di una soluzione molto bipolare. Ma a questo punto dovrebbe essersi reso conto che la scelta “coraggiosa” di andare da solo lo fa passare solo da una sconfitta all’altra. Da parte sua IdV può giustificare la scelta del Sì solo perché aveva raccolto le firme per il referendum. Ma oggi è assai più chiaro di allora che la soluzione Guzzetta è un netto peggioramento della legge Calderoli. Dunque perché insistere? E poi la coerenza verso una scelta infelice e ormai superata vale molto di meno della coerenza dovuta alla propria vocazione: sì alla democrazia pluralistica, no al potere unico.
In ogni caso PD e IdV devono confrontarsi con un futuro già segnato. Se vincerà il Sì, dopo elezioni anticipate Berlusconi avrà da solo il pieno possesso del Parlamento. Cambierà la Costituzione e la Corte Costituzionale. Diventerà presidente della repubblica con accresciuti poteri. Le assemblee elettive, che già oggi contano ben poco, diventeranno l’arredo di contorno del presidenzialismo. La democrazia italiana sarà sfigurata per sempre.
Di fronte a questa prospettiva non si può nemmeno propagandare il No. Lo schieramento a favore del Sì, anche senza l’inclinazione al suicidio del centrosinistra, è già abbastanza temibile. Si deve sperare che il 21 giugno sia una data che di per sé scoraggi la partecipazione popolare e occorre mobilitarsi con tutte le nostre forze per far mancare il quorum. Non si tratta di dire: andate al mare. Si deve spiegare con cura estrema: la soluzione Guzzetta dà tutto il potere in mano a chi ha già il pieno dominio sui mezzi di comunicazione. Questa non è democrazia. E’ instaurazione di un potere plebiscitario assoluto.
Far mancare il quorum non è manifestazione di indifferenza. E’ difesa attiva della democrazia.
Pancho Pardi
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doctor2009
La sua segretaria, Daniela Melchiorre è nota alla cronaca per essere stata eletta la deputatessa più sexy d'Italia dal sindacato dei camionisti, ma non avevo altre informazioni al riguardo.
Guarda, lei in realtà al tempo di prodi / dini lei era magistrato militare a Bari.
Poi è stata sottosegretario alla giustizia con il Berlusca ma ha abbandonato l'incarico perché non d'accordo con alcune scelte del governo.
Poi è entrata nei liberal democratici.
Il punto è che mi piacciono molto le prese di posizione che ha nei confronti di determinate questioni. Mi sembra che dia punti di vista sicuramente più affilati di quelli di sinistra.
Sul fatto dello sbarramento, mi sa che hai ragione.
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Arte1misia
Se rimane il "Porcellum", per un tempo indefinito il risultato delle elezioni non sarà neanche in discussione: perchè questo sistema elettorale permette ( a mio parere in modo quasi truffaldino... ) di accorpare il voto di elettori fortemente identitari ( quelli della lega... ) con altri elettori che hanno proposte, aspirazioni, idee antitetiche alle loro...
Col Porcellum ciò è possibile perchè possono mantenere la loro identità pur contribuendo tutti al raggiungimento del quorum ... Cosa molto più difficile da realizzare se, invece, fosse obbligatorio costruire un unico partito...
Il tutto senza dimenticare che il giorno dopo un'eventuale vittoria dei si, tutto il panorama politico italiano entrerebbe in fibrillazione alla ricerca di nuovi equilibri...
Mentre se non si raggiunge il quorum lo status quo per una quindicina di anni è assicurato...
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... aiuto. Aiutooooooooooooooo!!!!!!
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Il voto serve soltanto a dare ai cittadini l'illusione di controllo, perno ideologico indispensabile per il controllo sociale negli stati democratici.
Il cosidetto diritto-dovere è, in ultima analisi, un raffinato strumento di controllo sociale.
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Mi dispiace ma non condivido la tua opinione, quando dici che è un'illusione di controllo dei cittadini, non condivido. Il voto lo definirei un diritto ma anche e soprattutto un DOVERE, perchè pur rispettando chi non può o non vuole anadare a votare.... non puoi dire che è un'illusione!.
In ultimo e secondo me, fondamentale è un DOVERE andare a votare, dal momento che le elezioni costano FIOR DI MILIONI......
E chi pensi che le paghi?!!!!.....noi italiani con le tasse!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!
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Tutti questi soldi non vengono spesi inutilmente servono a deresponsabilizzare il cittadino che, totalmente assorbito dai suoi interessi individuali, crede con un voto di aver fatto la sua parte.
Un voto ogni tanto. Con questo si esaurisce l'impegno politico del cittadino medio.
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Ma io se vado a votare non ci vado xkè devo "fare la mia parte", ma xkè semplicemente credo che se tutti mettiamo la testa sotto la sabbia, non si vada da nussuna parte!!!; non che con il voto si risolvano i problemi....ma almeno uno fa il "tentativo". Poi è troppo facile lamentarsi che le cose non vanno bene, se non si fa nulla, almeno x cercare di migliorarle!!!!!!!...e cmq i soldi sprecati o meno hanno un valore
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Hai espresso benissimo quella che è l'ideologia instillata nella mentalità collettiva attraverso il meccanismo del voto.
Parafrasabile così:
Poichè il cittadino vota, il cittadino controlla quelle che sono le scelte politiche.
Poichè il cittadino controlla le scelte politiche, queste scelte sono espressione del volere popolare.
Poichè queste scelte sono espressione popolare, sono scelte necessarie e indiscutibili.
Grazie a queste meccanismo (l'illusione di controllo) viene assicurato il consenso di enormi masse di persone all'attuale sistema produttivo.
Le persone discutono di gino, noemi, berlusconi, buttiglione e bertinotti mentre tutto segue imperturbato il suo corso.
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Ma guarda non credo per niente di far parte d nessuna ideologia,primo xkè la politica (forse sbaglio)mi interessa fino ad un certo punto, quello che mi interesa è la MIA VITA e il MIO FUTURO, che, che tu c creda o no dipende ALMENO IN PARTE dalla politica..e cmq non credo d controllare proprio un bel niente....ma almeno se mi lamento lo faccio x cognizione d causa e non per PARTITO PRESO cm fanno molti.....e prima d dare giudizi " personali" ci penserei un bel pò!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Non sto dando dei giudizi personali su di te, non mi permetterei mai.
Io parlo in generale.
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Allora avevo capito male e ti faccio le mie scuse
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Il voto libero non è una gentile concessione: è una conquista, una dura conquista che è costata il SANGUE di tanta gente...
Non cedete alla tentazione di svalutarla come una cosa inutile: è l'unica arma che abbiamo a disposizione... Non per niente tentano in tutti i modi di svalutarla, limitarla, controllarla....
E' l'unica cosa di cui hanno VERAMENTE paura...
Non cedete alla propaganda ( interessata?.... ) di chi ridicolizza il significato del voto per convincere gli altri ( meglio: chi presume non la pensi come lui...:swear: ) a non andare a votare: salvo poi andarci lui, eccome... :swear:
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anche per me il voto è fondamentale per preservare la libertà e la democrazia e per far valere i nostri diritti. A tal proposito vorrei riportare quanto detto nelle prime pagine di questa discussione, l'importanza del voto degli studenti fuori sede e vi invito a firmare la petizione IOVOTOFUORISEDE. In altri paesi europei questo è possibile e non vedo perchè in Italia, come al solito, si debbano creare problemi anche quando non ci sono. Noi siamo la futura classe dirigente e il nostro voto vale tanto, ma aiutateci! Spero che sotto queste elezioni i parlamentari vengano sensibilizzati riguardo questo punto, facciano proposte e prendano delle decisioni in merito. NOi studenti lontani da casa siamo circa 250.000.. che dite, è importante?
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preserva la libertà e la democrazia, infatti governa e continuerà a governare Berlusconi a meno che personaggi ancora peggiori della sx riescanoa vincere le elezioni continuando a manipolare l'informazione.
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continuerà a governare berlusconi,fin tanto che molti italiani, lo voteranno, e fin tanto che non si cambierà mentalità sulla politica!!!!!!!!!!!!!!!!!!!111
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eh comunque in quanto a manipolare l'informazione, la sinistra non starà male....ma anche la dx compreso il "grande" cavaliere non è che stia messa male ehhh!!!!...................
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"continuerà a governare fin tanto che molti italiani lo voteranno"
Vedi a cosa serve il voto, ad avere Berlusconi e a pensare che lo abbiamo scelto!
L'illusione di controllo.
Ma chi lo ha scelto? Le persone fanno scelte molto più ponderate, informati e consapevoli quando comprano il detersivo per lavare per terra che quando votano.
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il voto serve ad avere berlusconi fin tanto che c saranno persone (che corretto o sbagliato che sia) lo voteranno,non sono d'accordo cm t ho già dett sull'illusione d controllo, perchè sinceramente almeno io non vado a votare x illudermi....poi sul fatto ke le persone facciano scelte molto più ponderate quando fanno la spesa ke qnd vanno a votare sono d'accordo cn te!!!
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Ragazzi devo per favore chiedervi di non postare messaggi consecutivi. Se volete ampliare un concetto o pensate di aver dimenticato qualcosa utilizzate il tasto edit.
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Originalmente inviato da
millesoli
...Noi siamo la futura classe dirigente e il nostro voto vale tanto, ma aiutateci! ...
Mi scuso con millesoli. Rispetto il tuo modo di vedere, ma non prendertela se ti dico che questo passaggio mi dà la misura dell'illusione nella quale stai vivendo.
La classe dirigente di questo Paese disgraziato si chiama Berlusconi, Tronchetti Provera, Agnelli (o Elkmann), Moratti, Calderoli, Pesenti...
E se speri di venire cooptata nei salotti buoni della finanza e dell'industria credo che sia meglio tu inizi a sperare di venire assunta in cielo. E' più facile.
Noi, al massimo, siamo la futura classe lavoratrice. Di dirigente non ne vedo nemmeno l'ombra, a meno di non iniziare a pensare ad una eliminazione fisica mirata della classe dirigente attuale...
Certo, se si vota e si invita a votare sula base di un'illusione simile, di un desiderio di venire cooptati nel grande circo (quello stesso grande circo che si critica ad ogni pié sospinto, peraltro), credo emigrerò in qualche atollo oceanico.
Buona vita
Guglielmo
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Originalmente inviato da
willy61
Mi scuso con millesoli. Rispetto il tuo modo di vedere, ma non prendertela se ti dico che questo passaggio mi dà la misura dell'illusione nella quale stai vivendo.
La classe dirigente di questo Paese disgraziato si chiama Berlusconi, Tronchetti Provera, Agnelli (o Elkmann), Moratti, Calderoli, Pesenti...
E se speri di venire cooptata nei salotti buoni della finanza e dell'industria credo che sia meglio tu inizi a sperare di venire assunta in cielo. E' più facile.
Noi, al massimo, siamo la futura classe lavoratrice. Di dirigente non ne vedo nemmeno l'ombra, a meno di non iniziare a pensare ad una eliminazione fisica mirata della classe dirigente attuale...
Certo, se si vota e si invita a votare sula base di un'illusione simile, di un desiderio di venire cooptati nel grande circo (quello stesso grande circo che si critica ad ogni pié sospinto, peraltro), credo emigrerò in qualche atollo oceanico.
Buona vita
Guglielmo
Si, probabilmente il termine usato da Millesoli "classe dirigente" non è dei più appropriati...
Pure, tutti ( quasi... ) coloro che frequentano questo forum qualcosa in comune hanno, qualcosa che, in ogni caso, dà loro un ruolo "speciale" nella vita associata...
Noi siamo tutti laureati o studenti , comunque persone con una cultura di livello universitario di derivazione, seppur parzialmente, umanistica: gente che sa scrivere, più o meno bene, in corretto italiano, che legge libri con maggiore o minore frequenza, ma comunque con regolarità.... Che ha, in ogni caso ( almeno in una buona percentuale di casi.... ) un minimo di capacità di giudizio e analisi dei fatti.
Tutte cose che a noi sembrano normali, ma che normali non sono affatto: basti pensare che ben 6 Italiani su 10 non legge NEMMENO un libro all'anno e di quei 4 rimanenti, la stragrande maggioranza ne legge solo uno in 365 giorni.
Ed è inutile segnalare l'abisso di incultura che ci pervade a tutti i livelli: è sotto gli occhi di tutti....
E allora l'orgoglio di Millesoli è giustificato se, a "classe dirigente", sostituisci "classe intellettuale": intendendo con questo termine non una presunta classe di "elitès", ma la categoria di persone che, comunque, con l' "intelletto" lavora e si mantiene ( o si dovrebbe mantenere... ).
Bene, tra le mille tragedie di questi anni, una ci riguarda direttamente: il profondo declassamento che è stato operato nei confronti della categoria "intellettuale". Che fa il paio con la denigrazione, ridicolizzazione e marginalizzazione del ruolo della cultura in senso lato nel nostro Paese.
Ecco: questo è stato forse uno dei fattori che maggiormente ha inciso nel "cambiamento" operato, soprattutto dalla TV, sui cervelli degli Italiani.
Fino a qualche decennio fa, la cultura era un valore, anzi il valore più ambito: gli operai e i contadini si spaccavano la schiena per far studiare i figli perchè quello era considerato un volano imprescindibile per la crescita sociale.
Oggi, invece, gli operai sperano che i figli maschi facciano i calciatori e le mamme butterebbero le figliolette in mano a degli orchi ( anzi: di fatto lo fanno...:zott: ) nella speranza che, alfine, riescano a raggiungere il loro obiettivo principe: fare le veline....
Chi studia si vergogna quasi a dirlo: viene deriso, sbeffeggiato, passa per nullafacente, parassita di quelli che, loro si, lavorano e producono.... :swear:
Noi, intendendo con questo termine chi abbia avuto la testardaggine di non arrendersi e restare, COMUNQUE, fedele alle proprie aspirazioni, abbiamo il diritto-dovere di combattere questa deriva e riportare la cultura al ruolo che merita: e che serve ad una società per essere qualcosa di meglio dello schifo che è diventata l'Italia in questi ultimi decenni.
E anche il voto è un segno di questa volontà di non arrendersi.
Anche perchè arrendersi non servirebbe: se non, al massimo, a guadagnarsi uno strapuntino da qualche parte...
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Originalmente inviato da
willy61
. Di dirigente non ne vedo nemmeno l'ombra, a meno di non iniziare a pensare ad una eliminazione fisica mirata della classe dirigente attuale...
... ecco un'ottima proposta!!! :asd:
Non posso non citare il Maestro:
YouTube - Fantozzi: Ipocrisia ed egoismo della classe dirigente italiana
"mi scusi Santità, ma in questo modo ci vorranno mille anni"
"posso aspettare...io!"
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Originalmente inviato da
semplificatore
Già: "Lei dice sfruttatori e io datori di lavoro".
Però, quando licenziano, non li ho mai sentiti chiamarsi "toglitori di lavoro", nevvero?
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: votare o non votare
Citazione:
Originalmente inviato da
doctor2009
E anche il voto è un segno di questa volontà di non arrendersi.
Anche perchè arrendersi non servirebbe: se non, al massimo, a guadagnarsi uno strapuntino da qualche parte...
Sono assolutamente d'accordo con te. e nel concetto di "resistenza" io assommo quello di non resa.
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Riferimento: votare o non votare
[QUOTE=doctor2009;2035546]Si, probabilmente il termine usato da Millesoli "classe dirigente" non è dei più appropriati...
scusate, sicuramente non mi sono espressa bene, ho senz'altro esagerato con il termine dirigente.. intendevo comunque noi che possiamo cambiare lo stato delle cose in un futuro prossimo, dall'interno o dall'esterno scegliendo chi deve governare il nostro paese. probabilmente la mia è davvero solo un'illusione, ma preferisco ancora sperare in qualcosa di diverso e senz'altro migliore piuttosto che arrendermi allo stato attuale delle cose che ci sta portando seriamente alla distruzione, all'indifferenza e all'apatia.
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Riferimento: votare o non votare
Citazione:
Originalmente inviato da
millesoli
scusate, sicuramente non mi sono espressa bene, ho senz'altro esagerato con il termine dirigente.. intendevo comunque noi che possiamo cambiare lo stato delle cose in un futuro prossimo, dall'interno o dall'esterno scegliendo chi deve governare il nostro paese. probabilmente la mia è davvero solo un'illusione, ma preferisco ancora sperare in qualcosa di diverso e senz'altro migliore piuttosto che arrendermi allo stato attuale delle cose che ci sta portando seriamente alla distruzione, all'indifferenza e all'apatia.
Hai ragione.
Io forse sono insistente ma davvero, mi sono documentata molto, ho letto i programmi e di gruppi politici validi con programmi poco vaghi e molto pratici (e che quindi si possono controllare) ce ne sono.
Quindi, "arrendersi allo stto delle cose" per me coincide con voler lasciare le cose come sono, volerlo attivamente.
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Riferimento: votare o non votare
E al referendum?
Citazione:
Ma allora perché votare SI?
Visto che alla fine non cambia molto, perché votare SI? Per quel che mi riguarda, per due ragioni.
La prima è che è bene sfrondare i partitini, e questo è un risultato che con il referendum si otterrebbe. Nella lunga tradizione proporzionalista italiana si è vista una lunga sfilza di partitini la cui unica funzione era regalare una ettina di potere a politici normalmente di scarso livello. Il PdCI di Diliberto, l'UDEUR di Mastella e il MpA di Lombardo sono solo alcuni tra gli esempi recenti. Questi partitini fanno danni, aumentano la conflittualità nei governi unicamente per ragione di visibilità e per accrescere le rendite dei loro dirigenti, e non apportano nulla di utile in termine di idee. È bene che scompaiano. È vero, i partitini non sono il problema principale della politica italiana, sono solo un problema minore. Ma visto che c'è l'occasione per dar loro un colpo è bene usarla.
La seconda ragione è che è bene che i politici continuino ad aver paura dei referendum. Si tratta di iniziative che normalmente sono al di fuori del loro controllo e che possono essere usate per fare pressione. Certo, è un'arma spuntata. Il referendum è solo abrogativo, quindi il suo scopo è limitato. In questo caso, per esempio, si è solo potuto lavorare di fino per produrre un porcellum con il rossetto, anziché proporre un sistema maggioritario. Inoltre i risultati referendari possono essere facilmente aggirati o ignorati, come è accaduto con i referendum sulla privatizzazione Rai o sul ministero dell'agricoltura. Lo stesso, un'arma spuntata è meglio di nessuna arma. Una vittoria del SI, dopo una lunga serie di referendum andati ''buchi'' per mancanza di quorum, servirebbe a dare l'avviso alla casta che i cittadini non sono totalmente inermi.
Non è molto, lo so. Ma, ripeto, poco è meglio che niente.
per vedere l'inizio dell'articolo: http://www.noisefromamerika.org/inde...%C3%B2_SI#body
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Riferimento: votare o non votare
Scusate se mi inserisco con un post non perfettamente aderente al discorso.
Stavo guardando il TG2 e il Presidente del Consiglio è stato intervistato per parecchi minuti, su argomenti vari. E stato intervistato in quanto Presidente del Consiglio, non in quanto leader del PdL. Ebbene ha passato circa 1 minuto A FARE PROPAGANDA ELETTORALE PER IL PDL!!!! Commettendo l'ennesimo atto gravissimo, anche se apparentemente inoffensivo: ha usato indebitamente del tempo sulla televisione pubblica per fare propaganda al suo partito. Questo è davvero grave!!
Ora prego i berlusconiani che si nascondono fra queste pagine di giustificare questo comportamento. Vi prego fatelo perchè proprio non riesco a capire come si possa votarlo.
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Riferimento: votare o non votare
Concordo pienamente con quello che dici Jollysimo, ma ormai di cose gravi e vergognose del nostro ahimè presidente del consiglio ce ne sono così tante che non si riesce neanche più a contarle, e quando non usa indebitamente il tempo della televisione pubblica per fare propaganda al suo partito lo fa ugualmente per gettare fango sugli avversari... più che partiti politici mi sembrano tifosi di squadre di calcio, ma bisognerebbe essere più sportivi anche in quel campo!
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Riferimento: votare o non votare
Eì vero: Una puntata di propaganda elettorale "illegale" è ormai nulla rispetto a quello che ha fatto e fa...