Se chi lo subisce se lo merita, non ho nessun rimorso.
Se chi lo subisce non lo merita, allora mi scuso.
Al cuore di ognuno.
Saluti
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Se chi lo subisce se lo merita, non ho nessun rimorso.
Se chi lo subisce non lo merita, allora mi scuso.
Al cuore di ognuno.
Saluti
Ancora a perdere tempo in questo thread?? Basta su, ma non avete proprio niente di meglio da fare? :asd:
Salve a tutti, dal momento che si parla di me mi pare giusto apporre un paio di considerazioni visto che, ormai da tempo e da diverse persone attonite mi è stato segnalato questo forum. Scrivo sostanzialmente per dire che mi dispiace vedere tanta frustrazione e mi dispiace altrattanto percepire proprio da parte di figure professionali che stimo ed apprezzo e che dovrebbero più di altre avere a cuore la costruttività, la maturità del confronto, la realizzazione personale e la capacità di ascolto, accanimenti di questo tipo, anche perchè sono sicura che la guerra non porti mai da nessuna parte se non ad un dolore reciproco. Collaboro infatti con moltissimi psicologi e psicoterapeuti, nonché con medici e medici psichiatri e la mia esperienza mi ha portato a comprendere quanto l'interazione, la promozione e la valorizzazione delle reciproche professioni , e la conseguente integrazione delle proprie competenze ed esperienze, in un'ottica di collaborazione reciproca sia quanto di meglio ci possa essere in merito alla qualità del servizio offerto alla persona, unica vera priorità. La mia attività è prettamente consulenziale; non c'è niente di ambiguo o di nascosto nel lavoro che faccio, né nel sito che gestisco: il mio curriculum di studio è pubblico e non ostento lauree o altri titoli che non posseggo e tutte le persone e gli operatori con cui entro in contatto sono perfettamente al corrente della mia formazione specifica, che mi permette di lavorare in ambiti diversi da quelli del medico e dello psicologo, essendo io collocata in un contesto che si pone tra l'economia, a volte l'azienda, e la persona. Inoltre, la consuenza, in Italia, è libera, e non costituisce un'esclusiva di alcun campo, compreso quello economico (che è stato più volte nell'ambito delle discussioni richiamato), a patto che non si ostentino titoli non posseduti, né ci si arroghi il diritto di firmare atti (o prescrizioni, o diagnosi o altri documenti) tassativamente previsti dalle norme che per legge non possono essere dunque firmati se non da chi esplicitamente previsto dall'Ordinamento. Ma fuori da questo ciascuno è ancora libero di esprimere ciò che ritiene di poter offrire, per fortuna. In fin dei conti è sempre il mercato che sceglie i professionisti cui rivolgersi, indipendentemente dal fatto che tali scelte siano o meno giuste, condivise, o appoggiate dai vari gruppi di potere, ancora molto forti nel nostro paese (ed in pochissimi altri). Sinceramente non trovo in alcun modo utile cercare, infangare, o magari offendere chi offre altri servizi al privato o al pubblico, e qualora trovassi alcuna utilità nel farlo, non ne avrei sinceramente il tempo (e questo è il motivo per cui rispondo solo ora dopo diverse settimane dal momento in cui sono stata chiamata in causa, e qualcuno non me ne voglia se nei topic che seguiranno non mi accanirò a difendermi etc. etc. perchè trovo queste discussioni assolutamente improduttive e sterili in quanto non finalizate al confronto ma semmai al giudizio ed alla condanna gratuita). Forse, prima di affrettar giudizi, sarebbe importante capire bene di chi si sta parlando: informarsi (magari chiedendolo direttamente all'interessato) relativamente a chi questa persona effettivamente è, di che ruoli è investita e poi, una volta conosciuta, valutare se nel lavoro che svolge può essere competente e preparata o meno. Ognuno di noi è libero di pensare ciò che vuole e di concentrarsi su ciò che meglio crede. Ho dato un'occhiata ai topic e mi pare che ci siano risposte molto interessanti che condivido pienamente, ma auguro di cuore che le energie di chi scrive possano essere occupate da qualcosa di ben più appagante che parlare di me su un forum.
Silvia
X Silvia:
cito da Wikipedia:
psicosomatica:
"La psicosomatica è una branca della psicologia medica volta a ricercare la connessione tra un disturbo somatico (anche generico) e la sua eziologia spesso di natura psicologica.
Il suo presupposto teorico è la considerazione dell'uomo come inscindibile unità psicofisica; tale principio implica che in ogni forma morbosa e fin anche nel trauma accidentale, giochino un ruolo accanto ai fattori somatici anche i fattori psicologici.
L'interconnessione tra un disturbo e la sua causa d'origine psichica si riallaccia alla visione olistica del corpo umano, all'interno della consapevolezza che corpo e la mente sono strettamente legati tra loro. Uno degli indirizzi piu promettenti della ricerca in psicosomatica negli ultimi trent'anni (grazie anche allo sviluppo e alla nascita di nuove tecniche e tecnologie bio-mediche) è la psiconeuroendocrinoimmunologia, che ha l'obbiettivo di chiarire le relazioni tra funzionamento psicologico, secrezione di neurotrasmettitori ed ormoni e funzionamento del sistema immunitario.
Alcuni studi hanno dimostrato che anche semplici frustrazioni quotidiane possono avere effetti sulla funzionalita immunitaria. I pionieri in questa area di ricerca sono i coniugi Kielcot-Glaser che l'hanno teorizzata nel XX secolo.
I campi d'impiego della psicosomatica sono prevalentemente stress (distress cronico) e traumi fisici, psichici e sociali esistenziali."
il tuo sito, la tua mail e la tua professione fanno riferimento a qualcosa di estremamente inerente all' ambito psicologico, ed è lecito che chi non ne sa niente e si informa un minimo la pensi così.
libera di fare ciò che vuoi, di invertarti la tua professione e di collaborare con chi ti pare...se però, tu per prima, dici che rispetti la categoria trova parole diverse.
Pensate...i non psicologi possono aprire siti internet..scrivere ciò che vogliono, essere esperti di tutto e riuscire a farsi promozione in maniera decente.
Noi iscritti all'albo dobbiamo chiedere il permesso per tutto...e soprattutto esposti alla radiazione e a tutte le altre conseguenze di dichiarazioni false o poco chiare....
Poi un conto è scrivere psicoterapeuta e un conto psicosomatista. Nel senso che il tuo titolo non vale nulla e se lo vuoi spendere liberissima di farlo, invece chi si spaccia per psicoterapeuta e psicoterapeuta non lo è verrà segnalato agli ordini regionali, se facciamo questo per frustazione decidi pure tu.
Mi chiedo come i pazienti possano affidarsi a chi non ha neppure il segreto professionale, ma è solo una domanda non una critica....
e continuo a non rendermi conto di quanto possa stupirvi la segnalazione agli organi competenti di chi abusa alla professione di psicologo.
Il senso non è difendere lo psicologo, ma il cliente. Ma questo credo sia difficile da comprendere.
Saluti
Poi inutile prendere per il culo....tu fai la psicoterapeuta senza averne i titoli.
"Il sito ha funzione puramente informativa, e viene aggiornato con casi pratici ed esempi ma voglio precisare che per "lavorare" sulle patologie/esternalità è necessario il colloquio con la persona e per questo trovate tutti i recapiti per contattarmi e fissare un incontro".
Ditemi se qualcuno ha già segnalato o ci penso io.
Saluti
Titoli legali e segni sospetti
Attualmente, nel nostro Paese, gli unici titoli legalmente riconosciuti per le attività in ambito
psicologico e/o psicoterapeutico sono i seguenti:
Dottore in tecniche psicologiche (Sezione B dell’Albo degli Psicologi), che si ottiene in seguito al
conseguimento della laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche, al superamento del relativo
Esame di Stato dopo tirocinio semestrale e all’Iscrizione ad un Ordine regionale o provinciale degli
Psicologi.
Psicologo (Sezione A dell’Albo), che si ottiene in seguito al conseguimento della laurea
quinquennale in Psicologia, al superamento del relativo Esame di Stato dopo tirocinio annuale e
all’Iscrizione ad un Ordine regionale o provinciale degli Psicologi.
Psicoterapeuta, che si ottiene in seguito ad una specifica formazione professionale da acquisirsi,
dopo il conseguimento della laurea in Psicologia o in Medicina e chirurgia, mediante corsi di
specializzazione almeno quadriennali in psicoterapia presso scuole di specializzazione universitaria
o presso istituti a tal fine riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
(MIUR).
Poiché esistono molte aree applicative della Psicologia, spesso gli Psicologi le indicano
affiancandole al loro titolo professionale (per esempio “settore scolastico”, “settore del lavoro”,
ecc.). Tali specificazioni sono anche utilizzate per meglio indicare gli indirizzi applicativi della
Psicoterapia (Psicoterapeuta della famiglia, psicoterapeuta ad indirizzo psicoanalitico,
psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, ecc.).
Tali definizioni devono essere intese come aggiuntive rispetto al titolo principale (Psicologo o
Psicoterapeuta) e possono essere utilizzate unicamente da chi è già in possesso della qualifica
stabilita per legge.
Per tale ragione, spesso chi intende esercitare abusivamente una professione utilizza alcuni
stratagemmi per mascherare la mancanza della relativa abilitazione.
Nello specifico, gli abusivi in ambito psicologico difficilmente si qualificano apertamente come
“Psicologo” o “Psicoterapeuta”, utilizzando di preferenza titoli vaghi, che inducano l’utente a
pensare che operi in ambiti psicologici di livello ancor più specialistico rispetto a quello più
generale, come quelli qui sopra citati ed espressamente protetti da norme di legge. Per esempio, essi
si qualificano a volte come “terapeuti della relazione”, “terapeuti dell’anima” oppure come
“formatori” mediante generici corsi o seminari che dichiarano di garantire benefici e
miglioramenti della qualità della vita ai partecipanti. Frequente, in questi casi, è l’uso di frasi a
forte impatto emotivo, che promettono risultati evidenti ed in tempi brevi che, invece, assai
raramente un professionista serio può promettere con altrettanta certezza.
Di norma, tali personaggi non entrano nello specifico dei contenuti del programma proposto,
proprio in quanto non dispongono di adeguate conoscenze scientifiche sugli argomenti previsti.
Nei casi più spregiudicati, questi esercenti in modo abusivo le attività psicologiche utilizzano titoli
di altissimo livello scientifico o professionale, dichiarandosi “accademici di non si sa quale
Università straniera o privata, “docenti” presso scuole o istituti dai nomi altisonanti ma sconosciuti
alla comunità scientifica e non riconosciute dal Ministero competente (MIUR).
In ogni caso, essi non rivelano il proprio curriculum formativo o, se lo fanno, utilizzano titoli di
fantasia o difficilmente verificabili, che spesso rimandano a competenze o specializzazioni che
sarebbero state conseguite all’estero.
Ma il segnale più evidente dell’inaffidabilità di questi personaggi è la loro autoreferenzialità, cioè
la mancanza di appartenenza a qualunque seria società scientifica, il ricorso all’autopubblicazione
dei propri scritti senza il vaglio di alcun comitato scientifico (pratica resa oggi ancor più facile
dall’accessibilità di Internet) o addirittura, nei casi più spregiudicati, nella costituzione di
associazioni a cui vengono ammessi soci altrettanto privi di curriculum formativo e che si validano
a vicenda .
Nei casi più estremi, queste associazioni possono diventare vere e proprie “sette”.
Anche quando non si raggiungono questi eccessi, comunque, va ribadito che l’affidarsi a qualcuno
che opera in ambito psicologico senza possederne i necessari titoli previsti dalla Legge (Laurea,
Specializzazione riconosciuta, ecc.) né, di conseguenza, le adeguate competenze comporta seri
rischi per la propria salute psichica e psicofisica, in quanto si tratta, comunque, di individui privi di
scrupoli che approfittano delle fragilità altrui, rendendo perciò impossibile, nei fatti, fornire un vero
aiuto a chi invece realmente lo richiede.
Fatta la segnalazione, ora ho la coscienza pulita.
Bene ora che vi siete "puliti" la coscienza, ho io qualcosa da dire: Certa gente non meriterebbe neanche una risposta, meglio l'indifferenza. Non capisco come si possa essere così miopi e chiusi di mente, interessati solo al proprio orticello da difendere a tutti i costi, anche quello di non rendere un buon servizio alle persone. Ma siamo in Italia, un paese destinato al terzo mondo. Perciò Vi dico: continuate a parlarvi addosso tra di voi nel vostro club di sfigati, tanto non siete capaci di concludere niente di buono e i fatti sono lì a dimostrarlo in modo inequivocabile. Ciò che vi muove e ispira è il risentimento e la frustrazione verso tutto e verso tutti, per mascherare la vostra incapacità e inettitudine. Al confronto i barbari erano dei signori educati... Ciò che più mi urta nel vostro ragionamento, se così si può definire, è l’equazione chi non è iscritto è un incapace. Io vi dico invece che ci sono molti più incapaci tra gli iscritti agli ordini professionali che tra quelli che invece non ne sono iscritti affatto. E’ la gente che giudica chi è bravo e chi no, chi merita di emergere e chi no, e non è un bollino o un timbro di un ente che può dare da solo garanzia di serietà e competenza. E il più delle volte questi enti anzichè tutelare la collettività stanno lì solo a fare il proprio interesse e basta. Smettiamola con le corporazioni, siamo ormai uno dei pochi paesi al mondo che ancora vivono di questi retaggi del passato. Il mondo ride di noi e voi neanche ve ne accorgete, presi come siete solo a guardare con sospetto chiunque osi pronunciare la parola “psi”. Giudicate Silvia senza neanche averla sentita parlare e vi assicuro che vi farebbe molto bene ascoltarla! Chi invece è dotato di intelligenza e di buon senso, non vede Silvia e le persone come lei come un nemico da combattere, ma come una risorsa e una persona in grado di fare cose buone e giuste per la gente che ha bisogno di un sostegno anche piccolo, una pacca sulle spalle, un'abbraccio caloroso, per andare avanti in una società e in periodi terribilmente difficili quali quelli che oggi ci troviamo a vivere e voi ne siete la prova vivente di tutto ciò…
Cordialmente.
personalmente non sono sicritto a nessun ordine, quindi non ho "orticelli" da difendere, sono solamente uno studente che scrive in questo forum e ho detto la mia sull'argomento di questo thread: un sito che trae in inganno facendo credere alla gente che una persona svolga attività di psicoterapia quando invece questo non è vero.
Le persone che si rivolgono a qualcuno, credo, non hanno bisogno di una "pacca sulle spalle", questa la si può avere da chiunque, da un amico, ad esempio, e GRATIS.
Se qualcuno si fa pagare per svolgere un servizio, è bene che abbia studiato per fare ciò che si propone di fare.
Poi ripeto, il mio è un discorso generico, non mi riferisco nello specifico alla persona che ha aperto quel sito. Per quanto mi riguarda basta che ella cambi alcune parole in modo da non indurre la gente a pensare che faccia psicoterapia.
Ma se uno apre un sito che si presenta in modo ingannevole è prevedibile che prima o poi venga sgamata, il sito si chiama psicoterapeutaonline ed è di un antropologo......mi sembra veramente un'ingenuità!!!!!
Ma cosa ne vuoi capire tu.
Confondi l'abuso di professione con la capacità che anche un amico ti può dare per tirarti un pò su il morale.
Studiatela psicologia invece di venire a parlare a vanvera!! Ecco l'italia di oggi, gente che confonde la LEGGE con giudizi o opinioni personali, gentuccia che ti viene a parlare di guaritori sparsi per l'italia.
Digli alla tua amica che quello che sta facendo non lo può fare. Non per noi ma per legge.
Jonny si parlava di questa: www.psicosomatista.com - Powered by Trovanome.it
Buffa ugualmente!
salvaguardare la serietà scientifica della professione equivale a difendere il proprio orticello?
e quali sarebbero i fatti inequivocabili?
a me sembra che il risentimento sia il vostro...volete occuparvi di queste cose?bene,allora seguite l'iter necessario per poter esercitare una certa professione. Perchè non lo fate?
"la gente giudica chi è bravo e chi no"...certo,è così,ma li giudica in base a coloro che sono professionisti del settore,e non in base a chi ha pensato bene di occuparsi di certe cose senza avere un minimo di titoli per farlo.
Ho capito, però ammetterai che la figura dello "psicosomatista" è quantomeno ambigua, o manco quello? Io ho letto il documento allegato, si parla di guarigione e si definisce "esperta in materia psicosomatica", non di sostegno piccolo né di abbracci calorosi e nemmeno di pacche sulle spalle. Ai colleghi psicologi direi che forse dovremmo incominciare a chiedere qualcosa a questi signori che sfornano counsellors a tradimento (nel caso specifico: ANEB). Non capisco, piuttosto, perchè gente come Silvia non intraprenda gli studi di Psicologia.Citazione:
Giudicate Silvia senza neanche averla sentita parlare e vi assicuro che vi farebbe molto bene ascoltarla! Chi invece è dotato di intelligenza e di buon senso, non vede Silvia e le persone come lei come un nemico da combattere, ma come una risorsa e una persona in grado di fare cose buone e giuste per la gente che ha bisogno di un sostegno anche piccolo, una pacca sulle spalle, un'abbraccio caloroso, per andare avanti in una società e in periodi terribilmente difficili quali quelli che oggi ci troviamo a vivere e voi ne siete la prova vivente di tutto ciò…
Saluti,
ikaro
PS Sono d'accordo che il titolo non è garanzia di professionalità e competenza, ma dire che gli Ordini difendono il proprio orticello è veramente una cazzata, almeno per quel che riguarda gli psicologi, mai ordine fu più inutile... :asd:
Che vergogna...ma perchè non cominciamo ad intasare le mail degli ordini?? Ma soprattutto...perchè non cominciamo a coinvolgere l'enpap su queste cose?
Cioè...se io sono uno psicologo iscritto all'ordine, ma offro "consulenze" non psicologiche ma da "psicosomatista, da consuellor psicosomatico, antropologo esperienzialista ecc.." non dovrei poi pagare gli esosi dell'enpap. Voglio vedere come fanno poi a dimostrare che lavoro da psicologo e non da qualc'osaltro come questi corsettini insegnano...
Non vi sembra un idea bellina?? C'è da pensarci veramente.....invece che studio psicologico ci metto "studio antropologico somatico esperienzialista", così non lavoro da psicologo e non gli devo dare il 12 % dell'incasso.
Voi ci scherzate ma io quasi quasi....anzi..credo sia una discussione interessante questa...magari ci apriamo una nuova discussione sul forum.
Saluti
Ma soprattutto...questi personaggi che offrono prestazioni da guaritori, come sono definiti fiscalmente? Hanno una partita iva? E su che base l'hanno aperta? Che regime fiscale hanno?? Rilasciano fatture sanitarie?
Io proprio non ne ho idea...
Immaginavo Silvia, che avresti ceduto all'impulso di rispondere e tutto sommato, salvo alcune riserve, ritengo pertinente averlo fatto.
Difatti, anche se non varrebbe la pena dare badarella a certe persone con QI in picchiata verso l'asse delle ascisse, la rete è la rete e non va trascurato il potere di progressione geometrica, insito nella medesima, con inevitabili ripercussioni.
L'ignorare competamente la cosa potrebbe dare luogo ad una tacita ammissione di essere in fallo, ma dopo questa tua risposta ben fatta, ma anche troppo intelligente, per dove veniva immessa, è bene, ora, lasciare perdere, per evitare infinite variazioni del caso con risposte, da parte loro, sempre più inopportune.
Instillare intelligenza nella stupidità, è come inserire gocce di olio nell'acqua; galleggiano e non si amalgano.
Saluti
refilippo
O come sei aulico Re filippo! Devi avere una depressione latente da non sottovalutare.....
Daiiii....ora vuoi far scriviere sul forum a genitori amici zii e parenti??
Eppure mi sembra tanto facile...
idem per medicina....ti prendi i libri e studi....la difficltà è data dalle basi....se fai chimica biologia e fisica poi dopo un testo di medicina te lo fai con tranquillità(più o meno...)...Vai a dire a quelli di medicina quando si devono preparare l'esame di psichiatria e psicologia clinica le difficoltà che incontrano...nel senso che non avendo basi è difficile anche per l'opposto....Un amico di medicina(molto in gamba)doveva preparare psicologia clinica e psichiatria e gli ho dovuto spiegare cognitivismo..comportamentismo..strutturalismo funzionalismo e via dicendo,perchè non le capiva ...come non capiva i prinicipi della gestalt. Di cosa ci meravigliamo?se ti insegnano a ragionare in un certo modo(deterministico),come puoi poi da un giorno all'altro capire che la psiche non è così?che la percezione non è così?che i disturbi della mente non sono così?che il comportamento di una persona non è così?
dipende tutto dalle conoscenze,da ciò che uno vuole e dal percorso che si vuole intraprendere
...Tu lo dici come battuta, ma qui nella realtà umbra, prima di andare dallo psicologo almeno l'80% si è prima consultato con i preti....e diciamo che non tutti fanno spesso una buona pubblicità alla nostra categoria (soprattutto i preti anziani per i quali psicologo=mago!!!!!):mumble:
E te pareva se non arrivavano orde di amici e parenti in difesa della povera Silvia... :asd: Scherzi a parte, non è bene lasciar perdere, io sono disponibile al confronto con Silvia e con chiunque altro. Visto che ci occupiamo praticamente delle stesse cose, perchè non entriamo nel merito delle questioni? Giusto per vederci un po' più chiaro...Citazione:
Immaginavo Silvia, che avresti ceduto all'impulso di rispondere e tutto sommato, salvo alcune riserve, ritengo pertinente averlo fatto.
Difatti, anche se non varrebbe la pena dare badarella a certe persone con QI in picchiata verso l'asse delle ascisse, la rete è la rete e non va trascurato il potere di progressione geometrica, insito nella medesima, con inevitabili ripercussioni.
L'ignorare competamente la cosa potrebbe dare luogo ad una tacita ammissione di essere in fallo, ma dopo questa tua risposta ben fatta, ma anche troppo intelligente, per dove veniva immessa, è bene, ora, lasciare perdere, per evitare infinite variazioni del caso con risposte, da parte loro, sempre più inopportune.
Instillare intelligenza nella stupidità, è come inserire gocce di olio nell'acqua; galleggiano e non si amalgano.
Saluti,
ikaro
Da qui ai prossimi giorni avremo tutti i "fan" di Silvia iscritti al al forum di opsonline!!!Sta reclutando nuovi "difensori"!!!:asd:
Scusate ora vado...sapete oggi è domenica...essendo la mia professione una vocazione...oggi è giorno di "confessioni"!!!:argh:
Nella Scuola di psicoterapia che frequento c'è un medico, pediatra, che è iscritta per diventare anche lei psicoterapeuta!Pensa un po'...deve essere una pazza che non ha capito che per diventare psicoterapeuta basta dare una pacca sulla spalla abbracciare e sorridere!!!:mumble:
MAh...si dovrà difendere da chi di competenza non da noi....e poi credo che gli basterebbe cambiare un pò il sito internet togliendo qualche parola come patologia o terapia e tutto torni come prima.
Tanto ragazzi fidatevi, le persone che si affacciano a queste professioni per l'aiuto, se sono pazienti psicologici prima o poi dallo psicologo o dallo psichiatra ci passano...peccato per loro che ci andranno dopo aver speso parole inutili, tempi e costi.
SIlvia
Non conosco personalmente Silvia e ciò che dici tu è vero. Un titolo non attesta che tu sei bravo e che tu sai fare il tuo mestiere. Una cosa però vorrei precisarla dato che parli dell'Italia come del paese del terzo mondo(io invece lo definisco il paese di Pulcinella).
Quello che secondo me si è travisato in questo topic è un messaggio chiaro e semplice e che non tutti hanno colto(cercando invece di rispondere per le rime a varie provocazioni). Se esiste una corso di studi denominato Psicologia, Medicina, Ingegneria ecc ecc. un motivo c'è. Certo tu puoi essere laureato con 110 e lode in Medicina,psicologia,fisica,biologia,chimica e non saperne un tubo o addirittura saperne meno di un non laureato; ci tengo a sottolineare che la vera cultura non è quella che attesta un pezzo di carta ma è quella che ti costruisci tu(studiando e faticando).
Detto questo il punto è semplice:
Perchè mai uno dovrebbe studiare 5 anni(più i vari di specializzazione) con conseguente spese economiche(rette universitarie, spese dei libri, rette delle scuole di psicoterapia private, ricordando che in tutto ciò non hai più 12 anni e sei costretto anche a mantenerti se vuoi avere un posto dove dormire e se vuoi fare almeno 2 pasti al giorno... in tutto ciò ci aggiungi lo scoglio esame e i pomeriggi e le sere passate a studiare testi che magari,alcuni, nemmeno serviranno)QUANDO poi può risparmiare veramente tanto se fa tutto da sè?se opera da solo?se si forma da solo?E questo in qualsiasi campo,non solo in ambito psicologico.
Ora io non conosco Silvia ma sono certo che avrà visto molti più pazienti lei di un neo laureato in psicologia; a maggior ragione se ci sono molte testimonianze che esaltano il suo operato signfica che nel suo "mestiere" sicuramente è una persona "competente". Però la questione ampiamente dibattuta riguarda questa linea di comportamento.
Io mi chiedo questo.. se è veramente brava e in gamba perchè allora(se è interessata alle tematiche psicologiche)non prendere una laurea in psicologia?
Sempre sostenendo che non è un pezzo di carta che testimonia le tue reali abilità e competenze, però questa via(lasciamelo dire) è la via più comoda e denigra tutti quelli che si sono(e si fanno)il culo(passami il termine) per arrivare lì dove lei non è arrivata.
Poi sarà anche bravissima competente e soddisferà molti "pazienti", non lo metto in dubbio
Ho avuto modo già molte altre volte di discutere in questo forum di 3d analoghi.
L'articolo 1 della L. 56/89 (chi è e che cosa fa uno psicologo) è palesemente inadatto e insufficiente a rispondere in maniera adeguata a quali siano le competenze dello psicologo. Gli ordini naturalmente su questo nicchiano, sostenendo l'opposto, ma la realtà è palesemente un'altra.
La realtà infatti si palesa nell'enorme mole di cause perse da parte dell'ordine nei confronti dei così detti abusivi. Certo, qualcuna è stata anche vinta (poche, molto poche), ma perché ci trovavamo in presenza di abusi palesi (ovvero dichiarati come tali).
Cosa significa abuso palese e dichiarato come tale: vuol dire che io dico di essere Psicologo (lo scrivo, lo pubblicizzo, etc.) quando in realtà non lo sono.
Oppure quando ci troviamo in presenza di erogazione di un servizio che inequivocabilmente è riconducibile alla professione di psicologo. Rispetto a quest'ultimo punto è bene precisare che ad oggi l'unica riserva di Legge "vinta" dagli Psicologi in 20 anni di esistenza è quella relativa alla somministrazione dei test per finalità di selezione (Cassazione, sentenza Platè).
Quando un magistrato si trova di fronte ad una segnalazione di esercizio abusivo e decide di procedere con il rinvio a giudizio, ha a disposizione ben pochi strumenti per dimostrare l'abuso (ammesso che abuso ci sia).
L'ambiguità della Legge infatti non permette molti margini di manovra. Come si comporta allora un giudice? Che cosa chiede per dimostrare l'abuso? Fondamentalmente tre cose:
1. se vi siano state pratiche riconducibili alla professione di medico (sì, avete capito bene, non ho sbagliato a scrivere, di medico). Chiede infatti se è stata misurata la pressione, fatto un prelievo del sangue, diagosticata una mallattia e prescritta una cura farmacologica.
2. se è stata fatta una così detta "prescrizione comportamentale". Questa è l'altra chicca che ci riporta ad una idea molto antiquata della psicologia.
3. si richiedono cose riconducibili piucchealtro alla psicoanalisi. Si chiede cioé se l'inquisito abbia fatto narrare sogni all'ignaro paziente e cose del genere.
A poco servono le perizie e le testimonianze di parte (di solito l'ordine si costituisce in giudizio) perché, in assenza di un auto-attribuzione del reato (lo scrivo, lo pubblicizzo, etc.), è impossibile per chiunque decidere se quello che è stato fatto all'interno del setting configuri abuso o meno.
Ci troviamo infatti di fronte a molte realtà che, piaccia o non piaccia, hanno una loro storia e dei propri modus operandi: la psicoanalisi, il counseling, la pedagogia, etc. Tutte professioni prive di regolamentazione.
Quali sono infatti gli atti, stando alla legge, che sono inequivocabilmente riconducibili ad essere oggetto della professione di psicologo? Praticamente nessuno.
Provo a farvi degli esempi:
Diagnosi
Diagnosi vuol dire tutto e niente. Anche il mio gommista mi fa la diagnosi dell'equilibratura delle gomme. E allora la diagnosi intesa come "atto conoscitivo" non è riconducibile al fare lo psicologo. Bisognerà specificare (e dimostrare, soprattutto) che si è trattato di "diagnosi psicologica".
Test e reattivi in genere
Non esiste una Legge che vieta la somministrazione di test a scopi conoscitivi. Il problema si pone con i test standardizzati in quanto il fornitore (le Organizzazioni Speciali) poiché aderisce ad uno standard deontologico internazionale, in Italia suddivide i test fra alcune categorie (psicologi, medici, pedagogisti, insegnanti, etc.). Ma, ripeto, non esiste una Legge che vieti espressamente il loro utilizzo (fatto salvo la sentenza Platè di cui sopra che vale però solo per la selezione del personale).
Selezione del personale - psicologia del lavoro e affini
A proposito di selezione del personale... la sentenza Platè non dice che solo uno psicologo può fare selezione, ma che solo uno psicologo può fare selezione utilizzando test per finalità di selezione.
Terapia, psico-terapia ed affini
Chi è in grado di dimostrare all'interno di un setting se quel particolare atto verbale sia un atto terapeutico? Nessuno.
Quello che nel corso del tempo è stato fatto è stato creare dei precedenti giuridici (attraverso sentenze). Ma tali precedenti rappresentano un orientamento, non una legge da rispettare. E pertanto sono sucettibili di cambiamenti e soprattutto di interpretazioni che il giudice può fare.
Volete un consiglio? Mettetevi l'animo in pace ed aspettate che si arrivi ad una abolizione dell'ordine ed a una ridefinizione delle professioni di ambito psicologico... solo così si potrà avere un po' di chiarezza.
Sono d'accordo!