grazie mille per le risposte, mi siete stati tanto di aiuto :)
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grazie mille per le risposte, mi siete stati tanto di aiuto :)
Per quanto riguarda il caso di A.:
per bluesriver:
condivido quasi del tutto il tuo ragionamento, ma il fatto è che ci viene richiesta una ipotesi diagnostica precisa........mi sembra che i criteri per il disturbo di conversione ci siano tutti...... che ne dici?
per magretta: avevo pensato anch'io al dist algico, ma mi sembra prevalente l'aspetto di deficit pseudoneurologico tipico del dist di conversione.....
poi sul dsm ho trovato:
"Lamentele collegate al dolore possono essere predominanti in soggetti con Disturbo di Conversione, ma, per definizione, il Disturbo di Conversione non si limita alla sintomatologia dolorosa"
che ne pensate??
Caso di G.:
per xeroxxerox: dici che il dist schizoide è pienamente diagnosticabile?......io ho molti dubbi su cosa dire proprio quando un disturbo mi sembra presente ma non ci sono tutti i criteri richiesti dal DSM...
Infine, riprendo la mia domanda di qualche passaggio fa: per il disturbo di conversione........che trattamento sarebbe utile?.....non ho trovato molto su questo disturbo....
potrebbe essere utile una terapia in un primo momento supportiva, per empatizzare con la sofferenza del paziente, e poi espressiva, per rielaborare il conflitto espresso attraverso i sintomi fisici??.....sul DSM case studies dice che una terapia orientata all'insight può non essere utile, in quanto i pazienti possono sentirsi in colpa scoprendo di aver "simulato" i sintomi.....
che ne pensate??
attendo le vostre considerazioni :)
secondo me non è pienamente diagnosticabile, anche perchè non ci sono tutti i requisiti, ma credo sia possibile quel tipo di disturbo.
io spero solo che all'esame siano più tranquilli
intanto vi propongo questo, se volete... :)
"P. è un uomo di 38 anni che giunge alla consultazione dello psicologo in uno stato di profonda prostrazione psicologica anche se l'aspetto fisico è abbastanza ben curato.
P. fa molta fatica ad esprimersi ed, infatti, l colloquio inizia con un silenzi interrotto poi dallo psicologo che gli domanda se desidera dire qualcosa. Con fatica e un pò alla volta P. comincia a dire che si sente molto giù da quasi due mesi e che ormai non riesce ad avere alcun interesse per tutto quello che, invece fino ad ora, di fatto rappresentava la sua vita.
P. riferisce di convivere, da 10 anni, cioè da quando è nata sua figlia, con una persona carina ed intelligente con cui va abbastanza d'accordo e di essere molto attaccato alle "due donne della sua vita" anche se ora preferirebbe quasi non farsi vedere più da loro per evitare che scoprano come lui è ridotto. Il soggetto sostiene che anche nel lavoro, dice di essere un muratore che poi è diventato un piccolo imprenditore, le cose vanno molto male perchè "mi rendo conto di avere fatto degli investimenti troppo azzardati e di essermi comprato una casa forse troppo grande, insomma sono pieno di debiti e ora non so come fare a rimediare". Rispetto a come sia andata la sua vita precedentemente P. riferisce che a volte gli capita di vivere situazioni emotive molto diverse da quelle attuali e che anzi, spesso, è incredibilmente pieno di energia "proprio un vulcano di idee e infatti in quei momenti faccio tanti progetti; poi però all'improvviso tutto cambia, forse perchè la vita spesso è crudele e mi manda troppe prove difficili da affrontare, per cui mi ritrovo a sentirmi impotente e sempre più triste e penso che non ce la faccio più".
Per quel che riguarda la famiglia di origine P. riferisce di avere una madre con la quale ha un pessimo rapporto e che frequenta poco e che non ha conosciuto il suo vero padre che è andato via di casa quando lui era molto piccolo.
P. sostiene di essere venuto alla consultazione perchè la sua compagna minaccia di mandarlo via di casa se non si decide a sentire il parere di un esperto ed eventualmente farsi seguire in qualche modo:"perchè, dottore, lei è convinta che io abbia qualcosa che non va, forse è anche un po' arrabbiata perchè ha scoperto qualche mia scappatella precedente, acqua passata però, ma poi non so se è lei quella strana, infatti già da un anno va da uno psicologo".
Sulla base dei dati forniti, il candidato indichi in maniera sintetica:
a. quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi ritenuti importanti a giustificazione dell'ipotesi fatta;
b. di quali altri dati ha bisogno per una diagnosi differenziale;
c. di quali strumenti psicodiagnostici si avvarrebbe;
d. quali indagini, consulenze specialistiche o altro richiederebbe alla persona e perchè;
e. se ritiene necessario un trattamento;
f. in caso di indicazione di trattamento specificare il tipo di orientamento, obiettivi, setting;
g. chiarire le motivazioni della scelta fatta;
h. eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare.
I candidati sono invitati a rispondere a tutti i punti e ad indicare la lettera di risposta per ciascun punto mantenendo l'ordine dato"
[QUOTE=ghostchild;1907872]intanto vi propongo questo, se volete... :)
"[FONT="Arial"]P. è un uomo di 38 anni che giunge alla consultazione dello psicologo in uno stato di profonda prostrazione psicologica anche se l'aspetto fisico è abbastanza ben curato.
P. fa molta fatica ad esprimersi ed, infatti, l colloquio inizia con un silenzi interrotto poi dallo psicologo che gli domanda se desidera dire qualcosa.
questo caso molto simile a quello uscito la scorsa sessione e i pareri erano per lopiù su disturbo bipolare nas, o ciclotimico solo che non era presente il criterio dei 2 anni!!!!!!!!!!!!!
Infine, riprendo la mia domanda di qualche passaggio fa: per il disturbo di conversione........che trattamento sarebbe utile?.....non ho trovato molto su questo disturbo....
potrebbe essere utile una terapia in un primo momento supportiva, per empatizzare con la sofferenza del paziente, e poi espressiva, per rielaborare il conflitto espresso attraverso i sintomi fisici??.....sul DSM case studies dice che una terapia orientata all'insight può non essere utile, in quanto i pazienti possono sentirsi in colpa scoprendo di aver "simulato" i sintomi.....
che ne pensate??
attendo le vostre considerazioni :)[/QUOTE]
io ho trovato sul falabella che in generale per i dist somatoformi è applicabile la t. espressiva approccio psicodinamico per favorire il processo di consapevolizazione e rielaborare il conflitto???:sbonk:
anche io sono indeciso tra bipolare NAS o ciclotimico, anche se le oscillazioni dell'umore sembrano una costante nella vita di P., anche quando parla della sua vita in passato riferisce periodi di "grande energia" alternati a periodi di sintomi depressivi.......quindi forse un disturbo ciclotimico ci sta....si dovrebbe indagare bene il decorso durante gli anni......... che ne dici?:mumble:
riporto ciò che ho scritto sopra:
sul dsm ho trovato:
"Lamentele collegate al dolore possono essere predominanti in soggetti con Disturbo di Conversione, ma, per definizione, il Disturbo di Conversione non si limita alla sintomatologia dolorosa"
chiarisce un po' la situazione o crea ulteriore confusione:mumble:?
Salve e tutti!!!
io penso che per un disturbo di conversione sia più adatta una psicoterapia psicodinamica [non sono d'accordo su quello che viene riportato sul DSM-case studies, perchè in realtà la sintomatologia non viene simulata... il dolore è reale] d'altronde la psicologia dinamica nasce con gli studi sulle pazienti isteriche. Comunque nel nostro caso non mi sembra un disturbo di conversione [quest'ultimo prevede deficit di tipo pseudo-neurologico, motori]... è sicuramente un disturbo psicosomatico ma parlare di isteria di conversione mi sembra eccessivo...
Forse possiamo parlare di un disturbo algico cronico associato a fattori psicologici...
ok, ma sul DSM non dice che viene simulata intenzionalmente, ma che attraverso l'insight possono in seguito scoprire di aver "simulato" i sintomi in quanto non c'è nessun danno organico :rolleyes:
riporto i criteri del disturbo di conversione, così forse è tutto più chiaro:
Disturbo di Conversione [300.11]
A.Uno o più sintomi o deficit riguardanti funzioni motorie volontarie o sensitive, che suggeriscono una condizione neurologica o medica generale.
B.Si valuta che qualche fattore psicologico sia associato col sintomo o col deficit, in quanto l’esordio o l’esacerbazione del sintomo o del deficit è preceduto da qualche conflitto o altro tipo di fattore stressante.
C.Il sintomo o deficit non è intenzionalmente prodotto o simulato (come nei Disturbi Fittizi o nella Simulazione).
D.Il sintomo o deficit non può, dopo le appropriate indagini, essere pienamente spiegato con una condizione medica generale, o con gli effetti diretti di una sostanza, o con una esperienza o comportamento culturalmente determinati.
E.Il sintomo o deficit causa disagio clinicamente significativo, o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti, oppure richiede attenzione medica.
F.Il sintomo o deficit non è limitato a dolore o disfunzioni sessuali, non si manifesta esclusivamente in corso di Disturbo di Somatizzazione, e non è meglio spiegabile con qualche altro disturbo mentale.
Codificare tipo di sintomo o deficit:
.4Con Sintomi o Deficit Motori
.5Con Attacchi Epilettiformi o Convulsioni
.6Con Sintomi o Deficit Sensitivi
.7Con Sintomatologia Mista.
La mancanza di sensibilità agli arti superiori è un tipico sintomo pseudoneurologico, in particolare di tipi sensitivo (non sono solo motori)
Che ne dici?
Ho appena letto sul DSM case studies:
"Per convenzione, e per evitare una "finta" comorbidità, i sintomi simili a quelli di conversione che si manifestano in corso di Dist Algico, Dist Sessuali o Dist di Somatizzazione non vengono diagnosticati separatamente".......
quindi è un disturbo algico associato con fattori psicologici??:mumble:
e il trattamento del dist algico?? sempre sul DSM suggeriscono tecniche cognitivo-comportamentali, affermando che proprio perchè il dolore è un'esperienza reale per il soggetto, raramente risulta utile evidenziarne la natura psicologica.....che ne dite??:rolleyes:
questo caso mi sta creando più problemi del previsto..... :sbonk:
A) L'ipotesi diagnostica provvisoria è un disturbo dell'umore dove sono evidenti le alternanze delle due polarizzazioni [possiamo parlare di disturbo ciclotimico]. Quest'uomo ha deciso di consultare lo psicologo a causa del suo stato depressivo che dura da circa due mesi infatti lamenta la sua mancanza di interesse per le attività che di fatto rappresentano la sua vita. Si presenta allo psicologo con una profonda prostrazione psicologica, questo è tipico dei soggetti bipolari o ciclotimici che richiedono una consultazione solo durante la fase depressiva. A volte gli capita di vivere situazioni emotive molto diverse infatti spesso si sente pieno di energia [proprio un vulcano di idee, in quei momenti fa molti progetti]. Il soggetto sembra avere uno scarso insight della sua condizione infatti viene spinto dalla compagna che minaccia di lasciarlo [evidentemente non è più in grado di sopportare questa situazione, infatti anche lei è in terapia da un anno].
B) Per quanto riguarda l'analisi differenziale dobbiamo sapere da quanto tempo il soggetto ha queste alternanze emotive e inoltre il grado di compromissione del funzionamento rispetto sia alla fase depressiva sia alla fase di esaltazione dell'umore. Inoltre dobbiamo sapere quanto durano in genere sia le fasi depressive sia le fasi di esaltazione dell'umore. La diagnosi differenziale può concentrarsi sul disturbo ciclotimico e il disturbo bipolare II, le fasi depressive non sembrano soddisfare i criteri per una diagnosi di episodio depressivo maggiore e gli episodi di esaltazione dell'umore sembrerebbero rientrare all'interno della categoria ipomaniacale. La durata del disturbo è sicuramente superiore ad un anno...
C) per confermare l'ipotesi psicodiagnostica iniziale possiamo usare la SCID-I, per avere un quadro più completo della personalità del soggetto possiamo somministrare il test di personalità MMPI-2 ed eventualmente il test della famiglia di Corman.
D) qualora venisse confermata una diagnosi di disturbo dell'umore [ciclotimia o disturbo bipolare II] sarebbe utile indirizzare il soggetto ad una consultazione psichiatrica per cercare di stabilizzare le alterazioni emotive in modo tale da poter intraprendere un percorso terapeutico [infatti sappiamo che in questi soggetti durante la fase di esaltazione dell'umore è molto difficile se non impossibile fare sia una consultazione psicologia sia intraprendere una psicoterapia].
E,F) il trattamento inizialmente è sicuramente farmacologico [stabilizzazione dell'umore] e successivamente dopo una serie di colloqui di approfondimento possiamo consigliare una terapia individuale o di coppia ad indirizzo sistemico relazionale.
questa volta ho rispettato i punti...
non saprei proprio che cosa risponderti... il DSM case studies è principalmente per psichiatri, molto "sterile" e a noi serve poco... per quanto riguarda la psicoterapia diventa una scelta politica...noi siamo psicologi quindi mi sembra opportuno mettere l'accento sulle determinanti che stanno alla base di questo disturbo pseudo organico. Forse non centra niente ma bisognerebbe approfondire il discorso "cefalee ed emicranie", infatti per alcune di queste non abbiamo cure farmacologiche efficaci e le determinanti ambientali/psicologiche sono importanti [dobbiamo riguardare un po' l'esame di Guidetti].
per bluesriver:
sono d'accordo con la tua analisi del caso di P.
in particolare, pensi si possa prendere in considerazione anche il disturbo bipolare NAS, per una diagnosi provvisoria in attesa di saperne di più sui tempi?
"Il Disturbo Bipolare Non Altrimenti Specificato viene incluso per codificare i disturbi con manifestazioni bipolari che non soddisfano i criteri per alcuno specifico Disturbo Bipolare definito in questa sezione o i sintomi bipolari sui quali siano disponibili informazioni inadeguate o contraddittorie"
guarda, sono d'accordo con le tue considerazioni sul DSM, ma se ci viene chiesto di fare una diagnosi precisa.....non abbiamo molte alternative........magari ci possiamo "rifare" un po' con le indicazioni per il trattamento, ma non sempre è facile....:rolleyes:
x favore ho un dubbio circa la trattazione del trattamento!!!noi dobbiamo indicare se la terapia debba essere supportiva o espressiva o in alcune casi entrambi.. ma l'orientamento dove lo troviamo??non lo trovo scritto in modo esplicito sui libri!!!
penso di si, andrebbe comunque esplicitato... però pensandoci bene credo che non vada messo nella differenziale ma solo per una eventuale diagnosi definitiva... quando dalla raccolta dei dati non si riesce a raggiungere i criteri necessari per le altre diagnosi [almeno credo]...
http://www.uniroma1.it/studenti/laur...20411PEVO1.pdf
se vi va possiamo analizzare insieme anche questo caso (Francesca C)
buon lavoro :)
E,F) il trattamento inizialmente è sicuramente farmacologico [stabilizzazione dell'umore] e successivamente dopo una serie di colloqui di approfondimento possiamo consigliare una terapia individuale o di coppia ad indirizzo sistemico relazionale.
questa volta ho rispettato i punti...[/QUOTE]
brava tutto perfetto ma attenta al trattamento specifica l'invio allo psichiatra per un eventuale trattamento farmacologico!!!!
io per questo caso (Francesca C.) avevo pensato ad un disturbo d'ansia generalizzato
per quanto riguarda la diagnosi differenziale avevo preso in considerazione un disturbo somatoforme come l'ipocondria, per quella sua frase sulla preoccupazione del suo stato di salute.
boh!!
secondo voi?
anche io avevo pensato ad un dist d'ansia generalizzato, ma poi andando a rivedere bene i criteri DSM, questi richiedono la presenza dei sintomi per almeno 6 mesi, mentre nel caso sono presenti da 3 mesi.... quindi secondo me la diagnosi provvisoria è dist d'ansia NAS.....
sarebbero da indagare le preoccupazioni relative alla salute (ammesso che non rientrino nel quadro di ansia generalizzata) e gli elementi comuni ad un quadro depressivo (scarsa capacità di concentrarsi nello
studio, facile affaticamento, insonnia ecc.)...
per il trattamento, potrebbe essere indicata una terapia cognitivo-comportamentale, con l'obiettivo di ridurre i sintomi ansiosi e modificare le modalità di pensiero disfunzionali, ripristinando la funzionalità psicosociale della paziente...
che ne dite?:mumble:
Intanto vi propongo questo:
"Giovane donna di 25 anni viene inviata allo psicologo da un medico endocrinologo per un sintomo di amenorrea secondaria. Alta, ben vestita, molto magra. Laureata in economia e commercio. Padre imprenditore, madre casalinga, un fratello e una sorella più piccoli. Scrupolosa, perfezionista, competitiva, molto brillante negli studi. Non ha mai avuto un ragazzo. Preoccupata dall'aspetto fisico si impegna molto in attività sportive e nella cura del corpo. Il corpo è rigido, il tono della voce è aggressivo. Descrive il padre come un uomo mite, un pò debole, affettuoso. La madre come severa, fredda, preoccupata dal rispetto delle regole sociali. Presenta disturbi del comportamento alimentare, mangia molto poco e in genere non mangia a tavola con la famiglia e non mangia il cibo preparato dalla madre. Durante l'adolescenza è stata in lieve sovrappeso. Le capita di abbuffarsi di dolci e cioccolatini la sera tardi. L'azienda florida fino a poco tempo fa, sta ora attraversando un periodo di crisi. E' preoccupata per questa situazione ed è molto critica nei confronti delle scelte aziendali del padre. Si rifiuta di lavorare con lui e intende cercare un altro lavoro.
Il candidato esprima una propria valutazione del caso, formuli una ipotesi diagnostica e indichi strumenti e metodi di approfondimento e un eventuale programma terapeutico."
che ne pensate?
concordo sul dist d'ansia nas perchè sono presenti sia i sintomi dei dist d'ansia che dell'umore ma i criteri non vengono soddisfatti!!!
:approved: perfetto!!!
Dalla comunicazione non verbale della ragazza sembra trasparire l'incapacità di contenere la propria ansia infatti sembra agitata, ha lievi tremori alle manie e suda in modo eccessivo. La sua postura indica rigidità e incapacità di rilassarsi, la motivazione principale al colloquio è il suo sentirsi continuamente preoccupata e di avere un pensiero fisso che riguarda la paura di non riuscire a finire gli ultimi esami per laurearsi. Da circa tre mesi accusa una scarsa capacità di concentrazione nello studio, facile affaticamento, insonnia e tachicardia. Si sente un nodo alla gola.
A) Dai dati sopra riportati possiamo ipotizzare un disturbo d'ansia generalizzato come ipotesi principale provvisoria. La sintomatologia riportata dalla ragazza dura da circa 3 mesi, anche se lei riferisce di essere sempre stata ansiosa.
B) I dati non ci permettono di ipotizzare una diagnosi differenziale anche se la pervasività dell'ansia sembra essere un tratto abbastanza stabile della personalità della ragazza. La preoccupazione per il proprio stato di salute e la paura di avere un infarto potrebbero essere collegati ad una ipocondria [eventualmente da approfondire nei colloqui successivi] anche se dai dati sembrerebbero collegati all'incapacità di gestione dell'ansia. Dobbiamo approfondire il momento dell'insorgenza della sintomatologia prestando attenzione ad eventuali eventi di vita che potrebbero essere collegati allo stato di agitazione e all'ansia. Inoltre un approfondimento delle fantasie relative alla conclusione del periodo di studi [infatti la sua preoccupazione principale è quella di non essere in grado di finire gli ultimi esami per potersi laureare]. Altre informazioni utili potrebbero essere quelle relative allo svincolo [la ragazza vive ancora con la madre anziana e con problemi di salute], la madre risulta essere poco disponibile inoltre ha perso il padre all'età di 8 anni. La ragazza dal punto di vista famigliare sembra avere poche risorse sulle quali contare in momenti di bisogno. La laurea implica un cambiamento di status [da studentessa a lavoratrice] e alcune volte tende a prolungare il periodo dell'adolescenza sarebbe opportuno valutare la fase della separazione individuazione della ragazza.
C) Per quanto riguarda gli strumenti psicodiagnostici sarebbe opportuno utilizzare un MMPI-2 per la valutazione della personalità al momento attuale e un Rorschach per poter valutare i tratti affettivi più profondi, lo stile cognitivo e le immagini interiorizzate delle figure genitoriali.
D) A causa dell'incapacità di gestire l'ansia possiamo indirizzare la ragazza verso una consultazione psichiatrica in modo tale da poter continuare la valutazione con colloqui successivi ed eventualmente una psicoterapia ad indirizzo psicodinamico.
E) La psicoterapia psicodinamica prevede un setting diadico con modalità vis a vis e con frequenza di 1 o 2 sedute alla settimana. Uno degli obbiettivi principali è quello di rendere pensabile il proprio vissuto angoscioso inizialmente con una modalità di ascolto empatico e di contenimento dei vissuti ansiosi.
F) Per il momento non sembrerebbe necessaria un attivazione delle reti psicosociali.
quindi secondo te è possibile fare diagnosi di disturbo d'ansia generalizzato anche se la sintomatologia è presente da 3 mesi invece dei 6 richiesti?
ok che la ragazza dice di essere sempre stata ansiosa, ma non sappiamo di preciso quali sintomi ha presentato in passato, mentre questi sintomi che giustificano un dist d'ansia generalizzato sono presenti da 3 mesi...
che dici? :)
non trovo altri casi da analizzare, li ho fatti tutti quelli sul sito della sapienza, voi avete del materiale?
grazie :)
ad una prima letta veloce penso anoressia nervosa con abbuffate!!! poi me lo leggo bene e ti farò sapere!!! naturakmente va indagato da quanto tempo amenorea se c'è paura di ingrassare se rifiuta di mantenre il peso al di sopra di un minimo!!! strumenti bdi edi mmpi stai. terapia supportivo espressiva ad approccio sistemico familiare!!!!
domanda se la famiglia non è disponibile per gli anoressici va bene anche terapia sistemica di gruppo????:zott:
la mia riflessione è proprio su questo... se facciamo riferimento al DSM non possiamo fare una diagnosi di disturbo d'ansia generalizzata [dobbiamo aspettare altri tre mesi!!!:tajo:]... non so se va bene mettere comunque la diagnosi come "provvisoria"...
il trattamento d'elezione per il disturbi alimentari e soprattutto per l'anoressia nervosa è una psicoterapia famigliare [sistemico relazionale]. Le famiglie con membro sintomatico che soffre di anoressia nervosa di solito hanno confini labili e poco definiti a livello intergenerazionale [in pratica non c'è modo di ricavare spazi personali, sono famiglie dove tutti sanno tutto di tutti]. Lavora nell'azienda di famiglia, vive a casa con i genitori [dobbiamo interrogarci sulla fase di separazione-individuazione e le capacità di svincolo]. Dobbiamo inoltre sapere a cosa è dovuta l'amenorrea, le cause principali possono essere di tipo organico/neuroendocrino oppure dovuta ad alterazioni del comportamento alimentare [anoressia/bulimia] oppure, come accade per le atlete, a causa del troppo esercizio fisico. Dobbiamo sapere da quanto tempo dura il disturbo alimentare e le modalità con le quali si presenta. Nei colloqui successivi vanno approfondite le dinamiche relazionali all'interno della famiglia [sottosistema coppia/genitoriale e dei figli], le relazioni della ragazza al di fuori della famiglia [amicizie e relazioni intime]. Per quanto riguarda la valutazione possiamo usare un Rorschach [per valutare la personalità, lo stile cognitivo ed eventuali complessi in relazione alla sessualità e all'immagine corporea e relazioni genitoriali interiorizzate], un EDI-2 per confermare la diagnosi di disturbo alimentare e il test della figura umana della Machover.
hai letto la guida all'esame di stato per psicologi prova pratica? io ho letto tutti i casi e nessuno considera le categorie diagnostiche del DSM... si fa' riferimento all'approccio psicodinamico e sistemico relazionale e l'analisi della domanda quando se ne presenta l'occasione. L'ottica è spostata sull'analisi delle relazioni...
non so come dobbiamo affrontare la terza prova... speriamo bene...
su quali libri la stai preparando?
si, l'ho letta, e in molti mi hanno consigliato di lasciarla stare proprio perchè nella prova viene richiesta una ipotesi diagnostica secondo un preciso referente (vedi DSM), mentre non viene richiesta l'analisi della domanda, che anzi potrebbe essere fonte di "incomprensioni".....
io ho letto il DSM-case studies per i criteri diagnostici (che non ricorderò mai :jd: ), l'ABC della Falabella..... poi ho ripreso anche il Gabbard..... spero sia sufficiente! :sbonk:
speriamo bene davvero!
ragazze ma secondo voi bisogna imparare tutto a memoria...tipo i criteri diagnostici che differiscono tra schizofrenia di tipo paranoide/disorganizzato/catatonico/indifferenziato/ residuo... no perchè se è così io mi ritiro già da ora!!!
è vero.....però mi hanno aiutato con i casi di sintomi "psicotici" quando non si è in presenza di una psicosi, per esempio nel disturbo depressivo con manifestazioni psicotiche....
per il resto, l'ho preso solo perchè ci sono i criteri diagnostici e costa molto meno del DSM integrale!:D
rispondo lo stesso anche se non sono una ragazza:asd:
diciamo che con la mia memoria ho grossi problemi a ricordare liste di criteri.....per cui sto cercando di ricordarmi almeno i principali per ogni disturbo.......
per il discorso schizofrenia, ad essere sincero non ho approfondito troppo.....
speriamo bene! :argh: