bon possiamo scrivere solo depressione, ma: o distrubo depressiovo o disturbo distimico.dato che non ci sono fasi maniacali sono sempre piu convita del disturbo depressivo nas
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bon possiamo scrivere solo depressione, ma: o distrubo depressiovo o disturbo distimico.dato che non ci sono fasi maniacali sono sempre piu convita del disturbo depressivo nas
Io avevo pensato a un disturbo ansioso-depressivo piuttosto che sbilanciarmi esplicitamente per quello depressivo maggiore, anche perchè non ci sono molti criteri che lo soddisfano. Si può proporre la somministrazione di un test quale mmpi e l'anxiety e indagare sul suo vissuto interiore, allargando al contesto familiare, con la moglie, capire se stata bene con lei, dato che si sono sposati perchè lei è rimasta incinta.
barbara ma quali sono i criteri per un disturbo ansioso depressivo?
Quini se il depressivo si può mettere quello non altrimenti specificato, per la diagnosi differenziale??? che dite può andare il disturbo d'ansia o cosa?a me non viene altro..
PS. ora vado a Pranzo buon appetito a tutte..
barbara stai attento perche non puoi scrivere un distrubo ansioso dpressivo come diagnosi finale, in quanto non esite nel dsm. poi mettere o ansioso o depresso non altrimenti specificato....
un po come a quel caso che ti ho inviato per email...
ma questo disturbo esiste, è caratterizzato da momenti di ansia e tristezza, ma non c'è una forte depressione da poter diagnosticare un disturbo depressivo. Il disturbo ansioso-depressivo è un disturbo d'ansia, cmq allora potrei mettere disturbo d'ansia per evitare di sbagliare.
allore secondo me, dire solo disturbo depressivo non e corretto, perche i distrubi depressivi vanno differenziati in : depressivo maggiore , distimico e disturbo depressivo non specificato.
dato che nel caso non ci sono ne sintomi di episodi depressivi maggiori, ne altro, ma solo dell ansia e della depressione io optrei per un disturbo depressivo non altrimenti specificato.
cosi come puo andare l ipotesi di barbara, pero non esiste un disturbo ansioso depressivo nel dsm, ma si deve optare o per un disturbo d'ansia generelizzato o per un disturbo depressivo non specificato.
spero di essere stata chiara, io ora ho le idee piu precise....
a dopo
barbara mi chiamai a casa, al solito non ho il tuo numero
Allora:
Il disturbo ansioso-depressivo non esiste, forse Barbara ti confondi con il bipolare o distimico, in cui sono presneti entrambi.
Gessica i disturbi dell'umore sono molti più di quelli che hai descritto tu: depressione maggiore, distimico, maniacale, ipomaniacale, bipolare, ciclotimico, depressivo non specificato. C'è da sbizzarrirsi, ma nel caso in questione io non metterei depressione maggiore. Il paziente infatti parla del fatto che questi sintomi lo attanagliando da qualche mese, ma x una diagnosi di depr maggiore almeno ci vogliono 6 mesi d sintomi. Inoltre i sintomi che descrive non sembrano rientrare in un disturbo grave come la depressione maggiore. Quindi io metterei un disturbo depressivo non altimenti specificato con una diagnosi differenziale di disturbo distimico (è l'unico che ha sintomi depressivi meno gravi).
Che ne dite?
Ciao verderame, innanzitutto perchè ti stai facendo così bene i test? Non dirmi per il caso clinico...
Dunque ho il test e le griglie davanti (MMPI): le scale base cliniche sono paranoia, schizofrenia, introversione sociale, ipomania, psicastenia, ipocondria, isteria, depressione, deviazione picopatica, mascolinità/femminilità,
Validità: L(menzogna), F (frequenza), K (correzione).
Quelle di contenuto sono 15, mentre le supplementari sono 6.
Nella CBA le scale secondarie servono per approfondire le aree problematiche rilevate dall'analisi delle primarie, ma nel mio libro non sono riportate e nemeno al tirocinio le ho mai viste, ho somministrato solo le primarie.
Il disturbo ansioso-depressivo non esiste nel dsm iv ma esiste e si usa nell'ambito psichiatrico, io l'avevo studiato al triennio, per cui non bisogna metterlo in questo contesto d'esame, dato che poi la commissione è di orientamento cognitivo-comportamentale. Di fronte a questo caso clinico io ipotizzerei pertanto disturbo d'ansia.
Ma perchè secondo te è ansia? Quali sono i sintomi che te l'hanno fatto pensare?
Ciao laura, intanto grazie..io li starei facendo per il caso clinico...ma non bene era per non scrivere cavolate volevo avere un'idea su che cos'eraano le scale visto che al'ultimo ho deciso di cambiare rotta..Cmq anche io proporrò i test in modo generale giustificandoli più o meno così: es. MMPI-II per diagnosi di personalià e gravità disturbo, CBA per ansia, depressione, anamnesi precisa...mi rassicuri sul fatto che basta conoscerli in via generale..e per le terapie che pensate di mette?a questo punto forse è meglio proporla cognitiva o cognitivo-comp.?
NB. a me non risulta che maniacale e ipomaniacale siano disturbi ma sono episodi che poi servono per diagnosticare i disturbi dell'umore bipolari. *
Poi come non si può effetivamente parlare di depressione maggiore non è neanche possibile parlare di D. distimico perchè deve esserci da più di 2 anni. Perciò io avevo ipotizzato ansia generalizzata come differenziale(non trovavo altro!). Che dite?
lau io mi riferivo a quei distubi solo che ho elencato, perche nel caso in questione non c erano ne episodi maniacali ne ipo.
e quindi come depressione si poteva elencate o maggiore o distimico o non specificato. anch io infatti ho pensato al disturbo depress on specificato piu che a quello ansioso. inoltre il disturbo maniacale e ipomanicale non si chiamano cosi, ma sono disturbi bipolari con episodi manicali o ipomaniacali. il dsm e chiarissmo al riguardo.
meglio aver affrontato questo caso cosi tutti abbiamo idee piu chiare
daccordo con verdemare
lau ma che ne dici di un progetto invece? per oggi facciamo 2 casi e due progetti che ne dici?
Bè in effetti io non ho il DSM, ho visto in un libro di psicologia clinica e parla come dite voi di episodi, non di disturbo. Cmq, è un caso un pò incerto. Forse allora meglio mettere depressione non specificata e diagnosi differenziale ansioso generalizzato come dite voi.
Spero capiti un caso con elementi schiaccianti all'esame.
Cmq Verderame io nei disturbi di anasia proporrò in tutti la terapia cognitivo-comportamentale e anche per la bulimia. Per tutti gli altri l'abc parla di psicodinamica o sistemica, quindi mi orienterò in tal senso.
Inserisco un altro caso:
Marcella D. ha 34 anni quando si reca per la prima volta da una psicologa del Servizio Pubblico su invio del suo medico di famiglia, che durante una visita l'ha trovata con numerosi tagli sulle braccia e sulle gambe che, dice Marcella, "mi faccio da sola quando sto proprio giù". Marcella racconta di essere stata una bambina-modello, che ha reso felice i genitori e gli insegnanti fino agli ultimi anni delle superiori. Infatti, anche quando la mamma la costrinse a studiare danza benché lei amasse nuotare ed andare a karatè, Marcella acconsenti. Intorno ai 18 anni è stata lasciata dal fidanzato, nonostante i suoi tentativi disperati per tenerselo accanto, e questo le ha provocato un dolore insopportabile: "Per due anni sono stata malissimo, non riuscivo a guardarmi allo specchio, poi mi sono detta che dovevo reagire ed ho cominciato a frequentare vari gruppi, ho cambiato spesso ragazzo, ma nessuno mi piaceva per più di una settimana. Anche adesso quando qualcuno mi piace me lo prendo senza problemi, tanto so che tutto dura poco". In passato è stata ricoverata per una sospetta epatite.
Marcella riferisce di sentirsi a periodi desiderabile e simpatica, a periodi brutta, odiosa e cattiva. In questi momenti si tagliuzza "per non sentire tutta la rabbia che ho dentro".
Un paio di volte ha rivolto questa sua aggressività contro delle colleghe di lavoro, arrivando a picchiarle. Marcella racconta che una volta, avendole viste uscire tutte insieme dalla stanza del Direttore, ha persino pensato che " forse chissà avrebbero potuto parlare di me per farmi licenziare" anche se la cosa la fa sorridere. Inoltre, Marcella confessa alla psicologa che quando si sente nervosa, arrabbiata o sola, prende la propria automobile e si fa delle corse folli anche a rischio della propria vita, oppure fa acquisti in maniera esagerata.
Secondo me si può ipotizzare un disturbo borderline di personalità (per questi sintomi: autolesionismo, tentativo esagerato di tenere accanto il ragazzo, impulsività nel sesso e aggressività, instabilità affettiva, rabbia immotivata, idee paranoidi sotto stress, svalutazione di sè stessa e idealizzazione degli altri). Come diagnosi differenziale io metterei un disturbo del tono dell'umore, in particolare il disturbo ciclotimico, che viene spesso confuso con il borderline e metterei anche un'altra diagnosi differenziale, che è il disturbo alimentare (data la dispercezione della sua immagine e l'autolesionismo).
Che ve ne pare?
avevo svolto questo caso proprio oggi
inilzialmente pensavo anch io ad un disturbo dell umore, ma non capico ildiscorso dei tagli...
alla fine illuminazione Bordelline.
daccordissimo con te
Ciao ! complimenti per l'impegno a discutere in Ops tutti questi casi!
non li ho letti tutti perchè non ho tempo, ma di questo posso dire che anch'io sono d'accordo con il disturbo di personalità borderline.
Penso tu volessi dire come altra diagnosi differenziale 'dismorfofobia' (che comunque è spesso riscontrabile nelle personalità borderline)e non disturbo alimentare (anche questi spesso presenti nei casi limite).
Anch'io come dicevi tu e altre penso che, dove sarà possibile, proporrò test non proiettivi; anche x me l'mmpi è un test che offre una valutazione psicodiagnostica ad ampio spettro, come anche il cba-2.0.
ciaoooo!
Ottimo, ma come differenziale disturbo dell'umore o dismorfismo corporeo secondo me va anche bene.
Bè io l'ho trovato su un articolo in internet una correlazione tra autolesionismo, corpo che viene visto distorto e disturbi alimentari. Potrebeb trattarsi di un inizio dei disturbi alimentari. Ma cmq forse è più azzeccato come dici tu la dismorfofobia.
ok, però la dismorfofobia o dist.alimentari non li metterei come diagnosi differenziali perchè a mio avviso rientrano nella patologia borderline, quindi si tratta di comorbilità semmai, ma non abbiamo elementi sufficienti per confermarlo.
ah, ne approfitto x dirti 'buon viaggio' avendo letto che parti da lontano...
e così anche ad altre che dovranno viaggiare per questo Esame!
vi auguro di cuore che vada bene l'esame!
ciao!
Anche io ho letto il caso e dai sintomi esposti sono d'accordo con il disturbo bordeline di personalità.
ansiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaa
Ciao ragazze, ecco il nuovo caso della giornata. Io lo svolgo domattina.
A. è una donna di 36 anni che si presenta alla consultazione dello psicologo su indicazione di una sua amica che glielo ha raccomandato definendolo un professionista serio e preparato. Si presenta molto curata nell'aspetto ed esordisce nell'affermare la sua sfiducia nella psicologia. Vorrebbe però essere aiutata a risolvere il suo problema, magari sottoponendosi e delle sedute di rilassamento di cui l'amica le ha tanto parlato. Parla a voce bassa, quasi scandendo e selezionando con cura le parole che usa. E' molto esigente con sé stessa, da sempre preoccupata di come può apparire agli altri, da cui si sente spesso giudicata negativamente. Svolge il lavoro di giornalista da 10 anni ma si dichiara insoddisfatta a causa dell'ambiente del giornale. In particolare ha un pessimo rapporto sia con il proprio capo che con i colleghi, in quanto, a suo dire, non le riconoscono lo spazio che ritiene di meritare. Il motivo della consultazione psicologica sono dei frequenti mal di testa di cui soffre da nove anni. Il dolore è associato ad una perdita della sensibilità agli arti superiori e risulta resistente a qualsiasi trattamento farmacologico. A. si sente disperata per il persistere della sua "malattia" che la costringe a "non vivere" per giorni interi finche perdura l'attacco e durante i quali si chiude nella sua stanza, impossibilitata a svolgere ogni tipo di attività. A. è la seconda di tre figli, ha una sorella maggiore di due anni, con la quale riferisce di avere da sempre un pessimo
rapporto ed un fratello più piccolo di otto anni che dice di amare moltissimo "come se fosse un figlio". Ha sempre avuto difficoltà di relazione con la madre che definisce "possessiva e invadente", più con lei che con i fratelli. Il padre definito "meraviglioso" ma purtroppo " assente e sempre concentrato sui propri problemi".
Nel passato ha avuto tre storie affettive "importanti" ma fallite, così che non ha potuto coronare il suo sogno di avere un figlio.
caspita... vedremo che esce fuori... a dopo
Penserei ad un disturbo somatoforme. In particolare quello algico perche il dolore che riporta e uno solo: il mal di testa. Come diagnosi differenziale il il disturbo di somatizzazione anche se dovrebbero essere presenti piu sintomi.
Indaghere ovviamente il rapporto famigliare ed in particolare anche la voglia di un figlio che si proietta nel sentire suo fratello quasi un figlio.
Nevrosi ovviamente. Terapia psicodinamica.
Non lo so, non sono convintissima. Ci sono troppe cose strane. Perchè tutti questi cattivi rapporti con gli altri, colleghi, genitori, niente relazioni intime stabili. Io metterei disturbo somatoforme con diagnosi differenziale disturbo paranoide di personalità.
La terapia cognitiva, visto che alla commissione piacerà di più, per sostituirgli schemi mentali malfunzionanti con altri più funzionali.
ragazze questo caso è pauroso!
son d'accordo con disturbo somatoforme..per quello di personalità ci sono pooooochi elementi..quindi vanno indagati di più...ma forse è un pò esagerato parlare di dist di personalità solo perchè una persona non ha relazioni intime stabili e cattivi rapporti con gli altri..bisogna vedere se la cosa è reale o solo percepita dal soggetto...questa è solo un'opinione chiaramente...
io ho una collega che anni fa ha fatto l'eds con una commissione tipo la nostra, tutta cognitiva..bene, lei ha svolto il caso clinico in ottica psicodinamica radicale...non ha avuto nessunissimo problema!!! anzi è stata l aprova che ha svolto meglio!!! credo che se nel caso c'è coerenza e intelligenza non sarà penalizzato nessun orientamento...l'eds è il primo passo verso la professione, secondo voi è possibile che dei professori così famosi taglino le gambe a chi non la pensa come loro??? credo sappiano cos'è imparzialità e l'oggettività!
io ho studiato per 5 anni quasi solo materie psicodinamiche perchè sono queste che mi interessano, e mi rifiuto di rinnegare tutto quello a cui credo per andare incontro agli orientamenti della commissione...
scusate questo sfogo ma questo è quello che penso...
cioa a tutte e a presto!
lau non sono daccorto con la terapia cognitiva. un disturbo somatoforme non puo risolversi con una ridimenzionamento delle idee. ma bisogna pacire perche questo io scarica su un organo, in questo caso la testa.anche se sono cognitivisti non vuol dire che idee diverse non possono essere accettate. ovviamente metteranno n disturbo d'ansia cosi ci baseremo su un orientamento cognitivo.
per quanto riguardo il distrubo somatoforme, comporto un ritiro sociale e sopratutto nella sfera lavorativa. io non trovo idee paranoiche ma idee tipiche di una nevrosi, e cio va tutto male, e colpa degli altri ecc...
attieni molto sul tirocinio e non sui solo sintomi. questa e una mia idea
Bè se mi devo attenere al tirocinio io ho avuto un caso del genere, e la diagnosia lla fine era depressione, quindi....credo molto riduttiva.
Cmq io avevo avevo messo terapia cognitiva perchè l'ho letto sul libro di psicologia clinica che è una probabile terapia oltre la psicodinamica, non me la sono inventata.
Inoltre come diagnosi ho messo anche io somatoforme, era nella differenziale che non sono convinta è ho messo paranoide, proprio perchè, come dice Francesca, non sis a se la paziente vive veramente quelo che racconta o è frutto della sua immaginazione.
Cmq non sono certa della diagnosi differenziale, della prima si.
Anch'io concordo con somatoforme e direi algico, ma è possibile fare una diagnosi differenziale con quello di somatizzazione o sono troppo simili? Perchè anche sta volta è dura trovare una ifferenziale che sta in piedi a me era venuta D. di Pers. Evitante perchè si sente criticata..ma è tiratissima.
Per la terapia direi psicodinamica ma x i test proporrei MMPI (per maggiore comprensione della pesonalità e per valutare gravità del distubo) e CBA (che oltre a permettere una buona anamnesi e valutare il livello d'ansia, contiene una scheda per il lamento somatico)
A me hanno detto che test proiettivi sono molto rischiosi..soprattutto con prof. che sono molto focalizzat su test statisticamente validi..Boh..
Nuovo caso del giorno. Oggi doppia razione, preparatevi:
L è una giovane donna di 30 anni. Figlia unica, ha avuto un’infanzia priva di eventi macrotraumatici, ma connotata da un clima molto conflittuale tra i genitori, che si sono separati quando L aveva 8 anni. Il padre viene descritto dalla paziente come “sfuocato” e debole. La madre ha sempre avuto una modalità di relazione con la figlia molto “operativa”, orientata più all’investimento narcisistico che alla reciprocità. All’età di 18 anni, L ha lasciato la casa materna iniziando una vita “on the road”, con
esperienze di droghe leggere e pesanti e condotte sul filo dell’antisocialità. In questo periodo ha numerose esperienze affettive e sessuali, tumultuose e in rapida alternanza.tra i 18 e i 24 anni L si sottopone a tre interruzioni volontarie di gravidanza. Attorno ai 25 anni inizia una relazione con un uomo che ha con lei un comportamento violento e maltrattante. A 28 anni inizia un lavoro come segretaria d’azienda, che conduce con discreto successo e soddisfazione economica. Riduce ma non interrompe l’uso delle droghe. Si rivolge allo psicologo di un Centro di Salute Mentale perché “non ce la fa a interrompere la relazione con il suo compagno”, diventata per lei ormai “troppo dolorosa”, e perché “vuole ricucire il rapporto con i genitori”. Inoltre è spaventata dalla tendenza, negli ultimi tempi, ad aumentare l’assunzione di eroina.
X è un consulente informatico di 30 anni, che su consiglio del medico curante si rivolge allo psicologo per meglio comprendere e possibilmente risolvere un disagio che sta limitando la sua vita personale e professionale. Da circa due mesi alcuni sintomi fisiologici, come palpitazioni, iperidrosi, sensazione di soffocamento, senso di instabilità, vampate di calore, provocano una sensazione di intenso disagio e paura di morire, limitando le sue attività e gli spostamenti. In alcune occasioni l’intensità dei sintomi lo hanno costretto a rivolgersi al Pronto Soccorso. Da allora, per i viaggi in auto chiede l’accompagnamento di un collega o, se non è possibile, ricerca sempre nuovi motivi per mantenere dei contatti telefonici durante i tragitti. Appena terminati gli studi ha voluto una sua indipendenza abitativa ed economica, con una vita sociale allargata e vivace. La madre di 48 anni vive con un nuovo compagno, l’ennesimo della sua vita, e non dimostra grande interessamento per il figlio, sostenendo che ha sempre dovuto affrontare molte difficoltà e che non gode di buona salute. X è riuscito a conoscere suo padre solo da un anno, a seguito di intense e non facili ricerche, considerato il rifiuto di sua madre di avere alcun contatto con l’uomo che l’aveva abbandonata durante la gravidanza. Il padre, 60 anni, sposato e senza altri figli, si era inizialmente dimostrato ben disposto verso il riconoscimento e un rapporto genitoriale. Da pochi mesi però, a seguito di una improvvisa e grave malattia, il padre ha interrotto i contatti. X ha costantemente cercato di ricostruire la mappa della sua vita e dei suoi legami parentali, ma frequentemente ha incontrato risposte fredde, se non chiusure e rifiuti. Di fronte alla vita afferma di sentirsi come “un viaggiatore seduto in panchina a fremere in attesa del treno che è in ritardo”. Il rapporto con le ragazze è sempre stato frenato dalla paura che la sua storia personale possa fargli rivivere ulteriori rifiuti e delusioni affettive. In questo periodo l’ansia e la preoccupazione intensa per i sintomi sono la sua compagnia.
per il primo caso mi sembra sia un disturbo di personalità antisociale, perchè presenta un comportamento libero, privo di limiti e impulsivo, terapia psicodinamico. Mentre il secondo disturbo di attacco di panico, terapia cognitivo-comportamentale, con approfondimenti sui rapporti familiari e sociali.
L è una giovane donna di 30 anni. Figlia unica, ha avuto un’infanzia priva di eventi macrotraumatici, ma connotata da un clima molto conflittuale tra i genitori, che si sono separati quando L aveva 8 anni. Il padre viene descritto dalla paziente come “sfuocato” e debole. La madre ha sempre avuto una modalità di relazione con la figlia molto “operativa”, orientata più all’investimento narcisistico che alla reciprocità. All’età di 18 anni, L ha lasciato la casa materna iniziando una vita “on the road”, con esperienze di droghe leggere e pesanti e condotte sul filo dell’antisocialità. In questo periodo ha numerose esperienze affettive e sessuali, tumultuose e in rapida alternanza. tra i 18 e i 24 anni L si sottopone a tre interruzioni volontarie di gravidanza.
Attorno ai 25 anni inizia una relazione con un uomo che ha con lei un comportamento violento e maltrattante. A 28 anni inizia un lavoro come segretaria d’azienda, che conduce con discreto successo e soddisfazione economica. Riduce ma non interrompe l’uso delle droghe. Si rivolge allo psicologo di un Centro di Salute Mentale perché “non ce la fa a interrompere la relazione con il suo compagno”, diventata per lei ormai “troppo dolorosa”, e perché “vuole ricucire il rapporto con i genitori”. Inoltre è spaventata dalla tendenza, negli ultimi tempi, ad aumentare l’assunzione di eroina.
Ciao laura! Bello questo caso!!!
Io proporrei:
Disturbo Borderline di personalità, asse 2 gruppo b. (abuso droghe, esperienze antisociali, fuga di casa come acting e (atti impulsivo) ,numerose esperienze affettive e sessuali, molto rapide (instabilità), angoscia abbandonica (non riesce a lasciare un uomo che la picchia), senso di vuoto (colmato con uso di droghe mai abbandonato ),rapporto con la realtà e funzionamento io è intermittente (dopo vita in strada riesce a trovare un lavoro e mantenerlo))
Differenziale : disturbo antisociale di personalità??? (da indagare meglio..anche se sembra che L. non commetta reati, che non manipoli gli altri, e che abbia una minima tolleranza alle regole (riesce a lavorare ) e che abbia relazioni intense,anche se instabili (cosa che l’antisociale non riesce ad avere))
Indagare: area separazione-individuazione, difficoltà di integrazione oggetto, ambiente familiare, come mai vuole ricucire i rapporti con la famiglia ora,angosce abbandoniche, rapporto con l’uomo, aumento assunzione droga nel periodo attuale….
Terapia: supportiva (promuovere un rapporto stabile con la realtà)
Poi espressiva (per elaborare tematiche dipendenza abbandono)
Psicodinamica: promuovere integrazione io, mantenimento stabile rapporto con la realtà, gestione impulsi, interiorizzazione oggetto buono e costante, rielaborare angosce abbandoniche ,costruzione identità stabile e definita…
Disintossicazione
Eventuale invio a psichiatra per terapia farmacologica (ma se poi sviluppa un’altra dipendenza???’)