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Zuccherina
Questa mia amica all'inizio mi confidò che era restia a credere nella buona riuscita delle sedute di psicoterapia o degli esami con un "docente-psicoterapeuta"....invece a distanza di tempo mi ha detto che non trovava difficoltà a distinguere i due ruoli: cioè durante le sedute di psicoterapia si sentiva paziente a tutti gli effetti(magari riuscendo anche a criticare magari qualche esame).....mentre agli esami una studentessa!Entrambi i ruoli sono chiarissimi e lo psicoterapeuta nel ruolo di docente non ha interferito per rendere vano il percorso!!!!!
personalmente non esprimo giudizi, né conosco a fondo la questione dell'analisi didattica, né mi interessa cosa fa o cosa non fa "la tua amica" (l'hai tirata tu in ballo)...ma, da quanto hai detto, non mi pare che la distinzione dei ruoli sia "chiarissima"
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perchè secondo te i ruoli non sono chiari?
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Beh Zuccherina con tutta la buona volontà, a volte si fa fatica a seguirti.
La tua amica fa esami col suo analista o psicoterapeuta e quindi? Dove vuoi andare a parare?
Accetta il fatto che questo comporta dei problemi e delle difficoltà particolari perchè a dirtelo sono esperti del settore. Il fatto che la tua amica psicologa non abbia problemi in questo, non significa automaticamente che problemi non ce ne sono. E poi se la tua amica è psicologa perchè non è lei a scrivere e lo fai tu per interposta persona. Magari potremmo farle domande più specifiche alle quali tu sicuramente NON potresti rispondere. D'altra parte sei umana anche tu... :asd:
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Originalmente inviato da
Zuccherina
perchè secondo te i ruoli non sono chiari?
Sinceramente ciò che stupisce è il fatto che tu non ti ponga nessun dubbio, anche quando ti è stato detto che è molto difficoltoso cogliere le dinamiche di collusione. In tutta onestà non è possibile neanche lontanamente esprimersi su ciò che è accaduto tra la tua amica e il suo terapeuta, potrebbe anche darsi che il percorso sia stato gestito egregiamente, così come è anche possibile che ciò non sia avvenuto. Peraltro se non si è trattato di una terapia ad orientamento dinamico, i legami collusivi possono essere stati completamente ignorati.
Fossi in te mi porrei più domande che esternare certezze, specie in questi ambiti.
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Alessandro09
Ecco cosa succede quando si utilizzano gli stessi termini per cose diverse. Io per collusione intendo, secondo la teoria di Renzo Carli "un modello che ha come unità di analisi la relazione, non il singolo individuo. Un modello che si fonda sulla simbolizzazione affettiva collusiva, vale a dire sulla simbolizzazione affettiva concernente il medesimo contesto, che costruisce la relazione tra chi quel contesto condivide".
Gieko credo che la definizione che ne dai sia più psicoanaliticamente orientata...:medito:
Non credo di aver detto qualcosa di molto differente, considerato anche il fatto che il modello di Carli è derivato dalle riflessioni psicoanalitiche. Se il contesto affettivo-emotivo è dominato da bisogni narcisistici, di dipendenza, ossessivi, etc. sia dell'analista che dell'analizzando si crea uno "scotoma del campo" (Baranger; Ferro) che determina l'impasse.
Saluti
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io ho riportato la mia esperienza.....sicuramente gestire un percorso così è difficile ma non impossibile a mio parere....a questo punto sono possibili entrambi i casi se gestiti correttamente: uno psicoterapeuta docente ed analista....ed uno psichiatra che somministra farmaci e fa psicoterapia!
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[QUOTE=Zuccherina;2056966]io ho riportato la mia esperienza.....sicuramente gestire un percorso così è difficile ma non impossibile a mio parere....a questo punto sono possibili entrambi i casi se gestiti correttamente: uno psicoterapeuta docente ed analista....ed uno psichiatra che somministra farmaci e fa psicoterapia![/QUOTE]
Da ex depressa che ha fatto 3 anni psicoterapia psicanalitica di indirizzo junghiano + 3 anni di supporto psicologico nei servizi pubblici abbinata a una cura psichiatrica con uno psichiatra dello stesso servizio mi spiazza un pò l'idea della psicoterapia fatta dallo psichiatra.
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Originalmente inviato da
gieko
Non credo di aver detto qualcosa di molto differente, considerato anche il fatto che il modello di Carli è derivato dalle riflessioni psicoanalitiche. Se il contesto affettivo-emotivo è dominato da bisogni narcisistici, di dipendenza, ossessivi, etc. sia dell'analista che dell'analizzando si crea uno "scotoma del campo" (Baranger; Ferro) che determina l'impasse.
Saluti
Si d'accordo ma la questione era scegliere o meno un tipo di assetto collusivo. Tu sostenevi che non si può scegliere ma capita. A mio avviso viene molte volte co-costruito, ad esempio per uscire dall'impasse di cui sopra...
P.S.: il modello di Carli deriva dalla psicoanalisi, ma si fonda su possibilità di analizzare e modificare gli assetti collusivi...
Infine dirò una cosa che probabilmente non condividerai: sono dell'opinione che bene o meno esista sempre una quota di 'scotoma del campo' e non sempre determina impasse...
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Originalmente inviato da
Alessandro09
A mio avviso viene molte volte co-costruito, ad esempio per uscire dall'impasse di cui sopra...
sono dell'opinione che bene o meno esista sempre una quota di 'scotoma del campo' e non sempre determina impasse...
Questa opinione é basata sul modello di R. Carli di "Analisi della domanda" o su altro? Ad es., il concetto di "co - costruzione", utilizzato anche altrove.
Puoi spiegare perché secondo te una quota di "scotoma del campo" c'é sempre e non sempre determina empasse? Mi interesserebbe molto capire meglio, anche a cosa e a che tipo di situazioni terapeutiche ti riferisci, dato che l'empasse o/e la collusione sembra possano avere esiti diversi, in situazioni diverse.
Grazie
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Zuccherina
perchè secondo te i ruoli non sono chiari?
perché avevi appena detto che durante l'analisi parlava degli esami
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Questa opinione é basata sul modello di R. Carli di "Analisi della domanda" o su altro? Ad es., il concetto di "co - costruzione", utilizzato anche altrove.
Puoi spiegare perché secondo te una quota di "scotoma del campo" c'é sempre e non sempre determina empasse? Mi interesserebbe molto capire meglio, anche a cosa e a che tipo di situazioni terapeutiche ti riferisci, dato che l'empasse o/e la collusione sembra possano avere esiti diversi, in situazioni diverse.
Grazie
E' basata su entrambi i concetti.
Una quota di scotoma di campo esiste sempre anche nell'analisi classica perchè vi sono sempre delle collusioni inconsce non considerate: non per questo il processo non va avanti. Ti dirò di più: probabilmente molte volte non si è in grado di considerare forti elementi suggestivi nei confronti del pz. :medito:
Saluti.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
io ho riportato la mia esperienza.....sicuramente gestire un percorso così è difficile ma non impossibile a mio parere....a questo punto sono possibili entrambi i casi se gestiti correttamente: uno psicoterapeuta docente ed analista....ed uno psichiatra che somministra farmaci e fa psicoterapia!
Tutto è possibile, pochè cose raccomandabili. Peccato che i rischi di alcune scelte degli operatori abbiano conseguenze a volte molto gravi per gli utenti.
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Originalmente inviato da
Alessandro09
Si d'accordo ma la questione era scegliere o meno un tipo di assetto collusivo. Tu sostenevi che non si può scegliere ma capita. A mio avviso viene molte volte co-costruito, ad esempio per uscire dall'impasse di cui sopra...
Co-costruzione non significa scelta, ma creazione compartecipata ed inconscia del campo. Il fatto che si tratti di un fenomeno inconscio, che viene agito, mi rende assai difficile comprendere come possa essere scelto e in che modo il processo collusivo possa condurre fuori dall'impasse.
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Originalmente inviato da
Alessandro09
P.S.: il modello di Carli deriva dalla psicoanalisi, ma si fonda su possibilità di analizzare e modificare gli assetti collusivi...
Perchè in psicoanalisi non si analizzano e modificano gli assetti collusivi?
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Alessandro09
Infine dirò una cosa che probabilmente non condividerai: sono dell'opinione che bene o meno esista sempre una quota di 'scotoma del campo' e non sempre determina impasse...
Sono d'accordo invece, anzi, il "bastione" (Baranger) è parte del campo, sempre. Che non determini impasse o addirittura la sciolga, come dicevo sopra, non mi torna. Che nessuna analisi terminata sia perfetta e possa rimanere una quota di scotoma invece mi sembra una possibilità più che frequente.
Saluti
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Per te la creazione compartecipata risulta essere sempre incnscia?
L'unico agente di cambiamento psichico è l'interpretazione di transfert?
Si esce dall'impasse solo interpretando in modo corretto ciò che non era stato compreso? :medito:
Dici che in psicoanalisi si analizzano e modificano gli assetti collusivi: come avviene questa modifica?
Forse troppe domande...
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perché avevi appena detto che durante l'analisi parlava degli esami
E allora? Uno in analisi parla di quel che gli pare, ma pensa un po'!
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Originalmente inviato da
Alessandro09
Per te la creazione compartecipata risulta essere sempre incnscia?
L'unico agente di cambiamento psichico è l'interpretazione di transfert?
Si esce dall'impasse solo interpretando in modo corretto ciò che non era stato compreso? :medito:
Per quanto mi riguarda ci sono due accezioni del termine co-costruzione. La prima rimanda ai processi inconsci di creazione del campo, ovvero l'instaurarsi dei fenomeni collusivi propri sia dell'analizzando che dell'analista. La seconda accezione riamanda invece alla modalità interpretativa delle dinamiche del campo, caratterizzata dalla non saturazione da parte dell'analista e dal ruolo attivo nella costruzione di significato da parte di entrambi gli attori.
Alle altre due domande non riesco a dare altro se non una risposta positiva: agente di cambiamento strutturale è l'interpretazione (che va molto al di là del verbale, è anche interpret-azione) e conduce fuori dall'impasse. Sono però curioso di sentire cosa ne pensi tu.
Saluti
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Originalmente inviato da
Alessandro09
Dici che in psicoanalisi si analizzano e modificano gli assetti collusivi: come avviene questa modifica?
Forse troppe domande...
Non avevo visto questa aggiunta. Però stiamo andando decisamente OT. Apri una discussione nella stanza di psicoterapie.
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Credo quindi che ci siano premesse teoriche leggermente differenti.
Più tardi aprirò una discussione nella stanza di psicoterapie.
Saluti.
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Per dire rapidamente come la penso non credo che la giusta interpretazione porti sempre ad uscire dall'impasse...
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Johnny ho detto che la mia amica parlava degli esami col suo psicoterapeuta(è successo davvero)per dire che lei non ha avuto timore della figura docente e si è permessa anche di criticare le modalità di valutazione......Lo psicoterapeuta da parte sua non si è mostrato come dire "vendicativo" ma ha accolto questa richiesta e ne hanno discusso accantonando per il tempo della seduta il suo ruolo di docente!
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Originalmente inviato da
ikaro78
E allora? Uno in analisi parla di quel che gli pare, ma pensa un po'!
ma ce l'hai con me? ho solo risposto alla domanda di Zuccherina. Guarda che è stata Zuccherina a tirare in ballo questa sua fantomatica amica e dire i fatti suoi. Dubito che se l'analista non fosse stato anche il docente, avrebbe parlato degli esami. Perciò credo che i confini siano poco chiari.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Johnny ho detto che la mia amica parlava degli esami col suo psicoterapeuta(è successo davvero)per dire che lei non ha avuto timore della figura docente e si è permessa anche di criticare le modalità di valutazione......Lo psicoterapeuta da parte sua non si è mostrato come dire "vendicativo" ma ha accolto questa richiesta e ne hanno discusso accantonando per il tempo della seduta il suo ruolo di docente!
ci mancherebbe anche che un analista sia "vendicativo". Ma il fatto che ci siano tutte queste aspettative, secondo me, ha un suo peso.
Comunque come dice Ikaro, saranno fatti loro.
ciao
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Se c'era un rapporto confuso e conflittuale tra questi due ruoli non credo che ne avrebbe parlato facilmente....evidentemente l'analista ha fatto in modo che la mia amica si confidasse con lui ANCHE di questo senza problemi....ma la seduta non ha riguardato interamente gli esami....sia ben chiaro...!
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ma ce l'hai con me? ho solo risposto alla domanda di Zuccherina. Guarda che è stata Zuccherina a tirare in ballo questa sua fantomatica amica e dire i fatti suoi. Dubito che se l'analista non fosse stato anche il docente, avrebbe parlato degli esami. Perciò credo che i confini siano poco chiari.
Non ce l'ho con te, vorrei capire però che cosa significa che i confini sono poco chiari, altrimenti si corre il rischio di dire cose tanto per dire, il parlare degli esami è materiale analitico come qualsiasi altra cosa, davvero non capisco dove stia il problema secondo te, se non lo è per la coppia analitica non c'è nessun tipo di problema e se lo è per il paziente può comunque essere trattato, certo che se c'è un problema per l'analista il discorso cambia, ma non è questo il caso...