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Riferimento: Psicologi disoccupati
Secondo me, invece, è sbagliato rassegnarsi al precariato, ai contratti a progetto e a sfruttamenti vari, convinti che questa sia l'unica soluzione che passa il convento e non ci sia nulla da fare. Non dovete farvi sfruttare, nè cercare di giustificare chi vi sfrutta, ma farvi sentire per ottenere condizioni migliori. Forse siete poco tutelati, ma tutti scendono in piazza per protestare contro le ingiustizie, e penso dovreste farlo anche voi.
E' vero, c'è la crisi, i concorsi sono in via d'estinzione e le aziende assumono sempre di meno -specie quando sanno di poter trovare centinaia di persone disposte a lavorare aggratisse-, ma leggere dell'aumento del numero di ore richieste per il tirocinio post-lauream, o di annunci di lavoro per psicologi volontari, o peggio, scoprire che la gente fa la fila per guadagnare 400 € al mese per il servizio civile, mi pare una presa di culo.
Per sperare in un posto fisso, non bisogna fare volontariato, nè leccare culi, nè sperare di avere qualche santo in paradiso, bensì bussare a tutte le porte, fare concorsi e selezioni e provare un po' dappertutto...prima o poi l'obiettivo arriva. L'importante non è crederci, ma percorrere tante strade fino a quando non si trova quella giusta. Nessuno dice che è facile, ma nulla piove dal cielo e un posto fisso al giorno d'oggi, in qualunque ambito esso sia, non è mai da buttar via.
Io non voglio indurre allo sconforto nessuno, però è vero che la gente va via di casa sempre più tardi, mette le mani avanti e, con la scusa che "c'è la crisi e il lavoro non si trova" o "ormai non basta nemmen più la laurea: bisogna specializzarsi per avere qualche opportunità", sfrutta esageratamente la possibilità di farsi mantenere dalla famiglia. Gran parte della gente che conosco e studia psicologia vorrebbe costruire una famiglia, avere figlioli e rendersi completamente indipendente...un conto è sognare, e un conto è guardare in faccia la realtà e rendersi conto che per levarsi certe soddisfazioni, ma soprattutto per fare una vita decente, non si può andare a lavorare a 35 anni, a meno di non essere nati ricchi, anche perchè bisognerebbe andare in pensione a 75.
Comunque, forse andrò controcorrente, ma vorrei dire una cosa: quanti di voi si trovano nella situazione disperata di aver studiato, aver fatto tanti sacrifici e speso un monte di soldi per poi trovarsi nel baratro della disoccupazione? A giudicare dal numero dei messaggi, direi tanti...eppure, tutti gli anni centinaia di nuove matricole s'affolla alle segreterie delle facoltà di psicologia per avere la possibilità di trovarsi, un giorno, nella stessa identica situazione, e tanti altri campano di lavori saltuari, o si fanno mantenere da famiglia o fidanzati, per potersi pagare la scuola di specializzazione. La società non ha bisogno di tanti psicologi, e men che mai di tante persone disperate costrette a fare volontariato, eppure c'è chi continua a far finta di nulla, come se tutti questi problemi non esistessero e bastasse acquisire competenze per sistemarsi nella vita, e naturalmente chi sfrutta la situazione per speculare sulle ambizioni e le illusioni della gente...
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Esatto, sono d'accordo con te!!!! eppure è come se ci fosse una "rimozione di massa" per cui ognuno continua a illudersi, non si sa in base a cosa, di trovare lavoro come psicologo prima o poi...e intanto fa una vita davvero miserevole. per quanto mi riguarda la situazione è chiara, solo che non vedo tantissime alternative...proverò e cercherò per altri lavori, sperando in qualcosa che mi piaccia prima o poi..
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Riferimento: Psicologi disoccupati
allora consigliate ragazzi cos'altro si può fare ?ormai dobbiamo rassegnarci che la laurea in psicologia l'abbiamo presa solo per bagaglio culturale e basta...sono ben accetti consigli!
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Riferimento: Psicologi disoccupati
ragazze, la crisi non riguarda solo i laureati in psicologia!!!!
scusate ma il messaggio che fa passare fabrighiglie pare questo: gli unici 'sfigati' sono i laurati in psicologia...e la cosa non è vera! riguarda anche gli operai oggigiorno!
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Riferimento: Psicologi disoccupati
e quindi cosa possiamo fare? la situazione è quella che è e lo sappiamo tutti? ma oltre a piangerci addosso, cosa si può fare?
non è meglio tentare di "inventarsi" in qualche modo il proprio lavoro, o meglio cercare di mettere a frutto tanti anni di studi e sacrifici?
mah...
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Dal momento che ho l'impressione di esser stato frainteso, ancora una volta m'autoquoto in un messaggio precedente:
Citazione:
Originalmente inviato da
fabrighiglie
[...] Perchè spendere soldi per assumere uno psicologo, quando se ne trova a centinaia disposti a fare volontariato e/o lavorare aggratisse e in qualunque orario pur d'avere qualche cosa che "faccia curriculum", con l'illusione e la speranza che ciò serva, prima o poi, a raggiungere un posto fisso? E' brutto da dire, ma secondo me questo è uno dei motivi per i quali i giovani laureati in generale, e i giovani laureati in psicologia in particolare, sono costretti a sacrificarsi sempre di più per guadagnare sempre di meno in un mercato del lavoro che è sempre più scarso e gioca sempre più a ribasso.
Io non ho detto che i laureati in psicologia sono gli unici sfigati, bensì che i giovani laureati in generale, e i giovani laureati in psicologia in particolare, sono sempre più sfruttati e si vedono costretti a studiare sempre di più per guadagnare sempre di meno.
Una laurea poteva essere un investimento sicuro forse 20-30 anni fa, quando era ancora un traguardo ambito e raggiunto da pochi. Al giorno d'oggi, invece, sono tutti dottori, i titoli sono sempre più inflazionati e di conseguenza l'offerta -ossia l'ingresso di nuove forze-lavoro sul mercato- aumenta considerevolmente, in contrapposizione al dilagare della crisi economica e a una notevole diminuzione delle richieste.
Che alcune facoltà abbiano maggiori sbocchi rispetto ad altre -tra cui psicologia, lettere ecc- è un dato di fatto, ma a mio avviso è soprattutto una questione di concorrenza. Se nelle facoltà scientifiche non si laureassero più 30 persone l'anno, ma 3-400, il problema riguarderebbe anche questo settore. Il mercato si satura, e a quel punto chi vuol lavorare non ha più la possibilità di far valere le sue competenze, bensì è costretto a scendere a compromessi e a convincersi di essere solo uno dei tanti.
Per carità di dio, è giusto che ognuno cerchi di fare ciò per cui si ritiene più portato, ma ricordate: non basta indossare un cappello per essere un vero cow-boy, e non basta maturare titoli e competenze per fare il lavoro dei propri sogni.
La crisi colpisce tutti, questo è sicuro, ma ormai la laurea -e in particolare certe lauree, tra cui psicologia- non è più sinonimo di garanzia lavorativa. Forse è brutto da dire, ma mi pare impossibile sostenere il contrario...
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
fabrighiglie
Un conto è pensare allo studio fino a 25-26 anni, e un conto è arrivare oltre i trenta a non avere nulla in mano dopo aver fatto una vita di sacrifici per studiare e speso migliaia d'euro per non avere punte garanzie. Delle tante persone che ho conosciuto a psicologia, tante hanno il desiderio di convivere, comprare casa, costruire una famiglia e magari avere figlioli...ma tutto questo, è brutto dirlo, richiede innanzitutto una certa stabilità economica
Personalmente, mi capitò più d'una volta di sentire di persone scartate a selezioni o colloqui per posti di lavoro non inerenti ambiti psicologici, in quanto considerate "prive della giusta motivazione per coprire un ruolo diverso da quello per il quale avevan studiato". Io, se mi trovassi a dover scegliere tra una persona competente ma demotivata, che si candida per un posto soltanto per necessità e in via momentanea, e una persona meno competente ma più motivata, sceglierei senza dubbio quest'ultima.
Concordo pienamente con te! Ho ormai 30 anni e voglio lavorare. Non mi importa più che non c'entri nulla con la psicologia! vorrei cominciare a realizzare anche altri progetti nella mia vita e senza soldi non lo farò mai.
Voglio però raccontarti la mia esperienza:
laurea in psicologia; iscrizione all'albo; vari corsi di formazione; esperienze di lavoro diverse (servizio civile, educatrice; baysitter; ripetizioni scolastiche).
Ho fatto alcuni colloqui di lavoro e sono stata scartata "perchè laureata". A loro dire "una laureata che fa la segretaria, prima o poi cercherà altro e abbandonerà il lavoro". In realtà a me quel posto di segretaria sarebbe interessato eccome e non solo x guadagnare e basta!
Ho difficoltà a trovare lavoro sia con la laurea sia con il diploma (avendo una maturità scientifica quindi zero conoscenze di contabilità, fatturazione, amministrazione, ecc).
In più vivo in Campania (dove la situazione è più complicata che in altre parti d'Italia) e per vari motivi non posso spostarmi (anche se mi piacerebbe).
Mi sento perciò totalmente "bloccata". E' come se nonostante la mia laurea e nonostante il diploma non avessi nulla in mano, perchè con entrambi non posso fare proprio niente!
Da qui la crisi completa che sto vivendo......
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Be volete sapere una cosa ancora più deprimente e alla fine molto buffa..... io ho sostenuto diversi colloqui per svolgere il tirocinio post lurea ma nessuno mi prende perchè lavoro..... dopo aver letto tutto questo credo di tenermi il mio lavoro e di abbandonare l'idea di fare la Psicologa ...... anche perchè essendo io molto volenterosa sono stata proposta per una promozione che con una laurea vuole dire quanto meno quadro di primo livello. Buona fortuna a tutte e tutti voi e noi ;) :D
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Purtroppo quanto capitato a titty.P non è nulla di nuovo. Come già accennato, ho sentito spesso di gente scartata a colloqui di lavoro in quanto laureata, e quindi apparentemente non del tutto motivata a intraprendere un lavoro cosiddetto "di rango inferiore", o comunque non inerente gli studi compiuti.
Non è un ragionamento cattivo nè insensato, perchè spesso si presume che chi è laureato, ma soprattutto chi è arrivato ben oltre la laurea -scuole di specializzazione, esami di stato per l'abilitazione alla professione, master e altre cose costose-, veda altri tipi di lavoro come soluzioni di ripiego in attesa di fare quello per il quale ha studiato e ha fatto sacrifici. Ovviamente bisognerebbe valutare caso per caso, ma io credo che, se fossi un datore di lavoro o semplicemente un selezionatore del personale, e avessi l'imbarazzo della scelta, farei lo stesso identico ragionamento.
Dopotutto c'è tanti laureati "viziati", disposti anche a lavorare aggratisse pur di ricoprire il ruolo desiderato, e completamente refrattari a tutto il resto. Ricordo per esempio come la pensava un mio amico, laureato in economia: "Io ho sempre rifiutato tutti i lavori non inerenti i miei studi, perchè altrimenti si pensa che io sia una persona senza ambizioni che s'accontenta di poco". Certi ragionamenti sono fattibili solo da chi ha le spalle coperte e non ha l'imminente necessità d'andare a lavorare; personalmente, tra una persona che non ha mai lavorato per studiare e conseguire il massimo dei voti, e uno che ha le stesse competenze con voti più bassi, ma nella vita ha lavorato e s'è sempre dato da fare, io preferirei senza dubbio quest'ultimo.
Però c'è anche da ricordare un'altra cosa: non per rigirare il coltello nella piaga, ma c'è parecchia differenza tra essere abilitati per svolgere un certo lavoro, e avere la fortuna di svolgerlo....e questo non avviene soltanto per voialtri psicologi, ma un po' da tutte le parti, anche nel settore del trasporto pubblico.
A tal proposito, vi vorrei raccontare una cosa....prometto di essere breve!
Sebbene conseguire una patente superiore dia ottime opportunità di lavoro, la cosa non è più semplice ed economica come prima...anzi, per prendere una patente D per trasporto di persone, e ottenere tramite altro esame l'abilitazione professionale per la guida di autobus in servizio pubblico o a noleggio, oggi è necessario sostenere una spesa non indifferente, in quanto la normativa è parecchio cambiata rispetto a 1-2 anni or sono. Per quanto concerne il trasporto di persone, c'è anche dell'altro.
Senza dubbio portare a giro decine di persone con un mezzo del valore di svariate centinaia di migliaia d'euro è un incarico di responsabilità e che richiede, oltre a competenze specifiche -patente e abilitazione professionale-, una serie di abilità che si maturano sul campo e con l'esperienza. Ragion per cui, le aziende che svolgono servizi di noleggio e linea a lungo raggio con pullman gran turismo si rivolgono quasi sempre a conducenti esperti.
L'ideale per un giovane conducente senza esperienza e senza conoscenze è entrare nel mercato tramite i concorsi e le selezioni indetti dalle ditte di trasporto pubblico locale di linea, le quali cercano soprattutto personale neofita da formare da zero.
Al giorno d'oggi le ditte -anche quelle municipalizzate- sono tutte S.P.A. , sicchè non esiste una procedura standard di selezione....non tutti però sanno che per essere assunti come autisti di linea non è sufficiente superare un concorso, ma bisogna superare anche delle visite mediche, alle quali si vien convocati dall'azienda prima dell'assunzione.
I criteri per l'idoneità psicofisica alla mansione, e quindi per il superamento delle visite, sono sanciti da un apposito decreto ministeriale; è necessario non far uso di droghe, alcool o farmaci ansiolitici; non avere patologie, in particolar modo all'apparato cardiocircolatorio e alla colonna vertebrale, e in generale possedere una sana e robusta costituzione fisica. E' necessario superare alcuni test psicomotori, ma soprattutto è necessario, per chi non raggiunga a occhio nudo un'acutezza visiva di dieci decimi per occhio, utilizzare una correzione che permetta di ovviare a tale difetto, purchè la potenza delle lenti non sia superiore a 2 diottrie.
Questo è il punto più dolente, sul quale casca centinaia di persone. Quando andai a far le visite, io sapevo già di rientrare nei parametri ministeriali richiesti -non porto occhiali, ho un'ottima salute, sono solo un po' grasso-, ma tanti, ricordo, arrivarono lì che non sapevano nulla. Ovviamente, quando si va a conseguire la patente e l'abilitazione professionale, nessuno si piglia la briga di informarti della presenza di questo decreto, nè ti dice che se sei troppo cecato non potrai mai fare l'autista di linea, e quello è pressochè l'unico modo per entrare nel mercato senza esperienza e senza conoscenze.
Forse non sono stato troppo breve, scusate l'off-topic...però questo è un esempio per dire che purtroppo non sempre la conoscenza è potere.
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
hohana24
Be volete sapere una cosa ancora più deprimente e alla fine molto buffa..... io ho sostenuto diversi colloqui per svolgere il tirocinio post lurea ma nessuno mi prende perchè lavoro.....
fammi capire: te dovresti abbandonare il tuo attuale lavoro per andare a lavorare aggratisse? -perchè, in sostanza, il tirocinio è proprio questo-...io non ho parole!
Comunque, sia chiaro, io non voglio demoralizzare nessuno...però guardo la vicenda dall'esterno, e per questo credo di avere una certa imparzialità. Mi scuso con tutti se i toni da me usati possan sembrare un po' spocchiosi e sarcastici, ma purtroppo è bene guardare in faccia la realtà senza troppo giri di parole?
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
milena78
e quindi cosa possiamo fare? la situazione è quella che è e lo sappiamo tutti? ma oltre a piangerci addosso, cosa si può fare?
non è meglio tentare di "inventarsi" in qualche modo il proprio lavoro, o meglio cercare di mettere a frutto tanti anni di studi e sacrifici?
mah...
Non posso darti reputazione perchè te l'avevo già data da poco...
hai perfettamente ragione...sono d'accordo! :smile:
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Riferimento: Psicologi disoccupati
si hai capito bene, dovrei lasciare il lavoro retribuito per fare un tirocinio inutile a mio avviso!!! e in più mi hanno anche detto che avrei dovuto iscrivermi ad un master di 4000€!! :O cose da pazzi!!! ritengo che l'esame di stato sia solo una perdita di tempo, anche perchè un laureato in lettere puo' fare il criminologo semplicemente esibendo l'attestato del master mentre noi psicologi no!!! :\ ma che giustizia è!!!! bho? comunque poco mi importa cercherò un'altra soluzione ciao a tutti
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Riferimento: Psicologi disoccupati
C'è chi specula sulle vostre passioni, sfrutta il fatto che tanti di voi sarebbero disposti a tutto pur di fare il lavoro per il quale han studiato e gioca sempre più a ribasso perchè tanto sa che ha soltanto l'imbarazzo della scelta tra tanti poveri bischeri...scusate il termine un po' offensivo, ma chi è disposto a farsi sfruttare a quella maniera, mentre altrove c'è tanta gente che si fa un culo tanto pur di guadagnare qualche cosa, secondo me gli è un bischero....
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
fabrighiglie
fammi capire: te dovresti abbandonare il tuo attuale lavoro per andare a lavorare aggratisse? -perchè, in sostanza, il tirocinio è proprio questo-...io non ho parole!
Comunque, sia chiaro, io non voglio demoralizzare nessuno...però guardo la vicenda dall'esterno, e per questo credo di avere una certa imparzialità. Mi scuso con tutti se i toni da me usati possan sembrare un po' spocchiosi e sarcastici, ma purtroppo è bene guardare in faccia la realtà senza troppo giri di parole?
Io sono laureata e iscritta all'albo,all'epoca del tirocinio non lavoravo però.....mi sembra assurdo dover rinunciare a lavorare per il tirocinio gratuito......volendo ci si potrebbe mettere d'accodo con gli orari ma....purtroppo sfruttano a basta.Che delusione.
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Secondo me, il problema non è l'orario, ma il fatto d'essere costretti a lavorare per un anno senza stipendio, con annesse e connesse le spese per raggiungere le strutture o, se fuori sede, il denaro per l'affitto d'una stanza in zona...a questo punto mi sorge un dubbio: sbaglio, o voialtri neolaureati in psicologia e apprendisti psicologi avete la fama di bischeri col portafogli pieno da sfruttare?
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
irina_000
allora consigliate ragazzi cos'altro si può fare ?ormai dobbiamo rassegnarci che la laurea in psicologia l'abbiamo presa solo per bagaglio culturale e basta...sono ben accetti consigli!
Purtroppo è questa al dura e amara verità: la laurea in psicologia ci serve solo come bagaglio culturale e nient'altro:5 anni della propria vita (stracolma di sacrifici e ansie)buttati al vento. Laurea,abilitazione,iscrizione all'albo a che mi sono serviti?Attualmente faccio al cameirei in una gelateria (con orari notturni),i miei colleghi laureati e iscritti all'albo come me sono combinati anche peggio di me perchè lavorano nei call center o sono disoccupati ......ai posteri largo a sentenza.
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Riferimento: Psicologi disoccupati
largo a sentenza? :mumble:
cmq mi rendo conto che la situazione è tragica...anch'io vivo a Napoli quindi lo so benissimo...però volevo specificare che con le altre lauree la situazione non è più rosea, conosco persone laureate in discipline diversissime, e sono tutte in difficoltà, quindi visto che dal punto di vista pratico non possiamo fare nulla per cambiare la situazione il mio consiglio è solo quello di cercare di non abbatterci, anche se è difficile, perchè se ci mettiamo a pensare di aver buttato tanti anni della nostra vita rischiamo solo di andare in depressione e dare lavoro a qualche collega! sto cercando di sdrammatizzare, quello che voglio dire è che la situazione lavorativa è precaria per tutti purtroppo, non ci scoraggiamo.
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
chiocciolina4
largo a sentenza? :mumble:
cmq mi rendo conto che la situazione è tragica...anch'io vivo a Napoli quindi lo so benissimo...però volevo specificare che con le altre lauree la situazione non è più rosea, conosco persone laureate in discipline diversissime, e sono tutte in difficoltà, quindi visto che dal punto di vista pratico non possiamo fare nulla per cambiare la situazione il mio consiglio è solo quello di cercare di non abbatterci, anche se è difficile, perchè se ci mettiamo a pensare di aver buttato tanti anni della nostra vita rischiamo solo di andare in depressione e dare lavoro a qualche collega! sto cercando di sdrammatizzare, quello che voglio dire è che la situazione lavorativa è precaria per tutti purtroppo, non ci scoraggiamo.
Sono d'accordo con te,chiocciolina4...
quanto a Fabrighiglie... non so, vuoi continuare a riempire pagine con i tuoi messaggi ridondanti ? abbiamo capito come la pensi, ma abbi rispetto per chi la pensa diversamente da te...e vive facendo sacrifici (perchè se non lo sai c'è chi ha preso la specializzazione lavorando per pagarsi la scuola nel contempo e ora lavora come psicologo!non sono tutti sfigati come tu credi!)
ora mi cancello da questa discussione :tajo:
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Se pensate che la soluzione per risolvere i vostri problemi sia: "Lasciami sognare in pace", "Non ti vedo, non t'ascolto=il problema non esiste" , "C'è chi se la passa peggio" e "Chi è bravo farà sempre e comunque strada nella vita", sappiate che questo non è il mondo dei sogni. Non s'affronta la realtà fuggendo da essa, nè piangendosi addosso, bensì guardandola negli occhi senza farsi cogliere impreparati...
Se invece pensate che chi esprime a più riprese la sua opinione non porti rispetto a chi la pensa in maniera diversa, beh, io vi consiglio di cambiare mestiere, perchè chi crede di esser portato per capire gli altri non può avere la mentalità tanto chiusa da prendersela a male per semplici opinioni avverse o considerarle addirittura offese personali.
Poi fate voi, io se ho qualche cosa da dire la dico....o forse preferite continuare a campare delle vostre illusioni e sentirvi dire che va tutto bene e il vostro è stato un investimento costoso ma sicuro? Chi la pensa in questo modo mente, sapendo di mentire.
Chi ha intenzione di fare una vita di sacrifici per poi non raccattare nulla di concreto, o è un bischero, o evidentemente ha le spalle sufficientemente coperte da poterselo permettere....e non credo sia il caso della maggior parte di voi, perchè altrimenti una discussione come questa non avrebbe senso.
Io invece mi fo un culo tanto, lavoro per avere lo stipendio a fine mese perchè altrimenti non mangio, e per questo ritengo che lavorare aggratisse, o farsi sfruttare, o fare volontariato giusto per farsi notare, sia fortemente irrispettoso nei confronti di chi lavora sul serio dalla mattina alla sera. Se tutti facessero certi ragionamenti, che fine s'andrebbe a fare?
Questo è tutto...meditate, gente, meditate....
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Mi inserisco nel forum. Anche io neo-abilitata, in procinto di cercare lavoro...Mi rendo conto che la situazione è difficile per i poveri psicologi ma dipende sempre da quello che uno vuole...Certo se si vuole subito il contratto a tempo indeterminato è meglio cambiare lavoro (ma in questo periodo il contratto a tempo indeterminato credo sia difficile da ottenere anche in altri campi..).
Lavorare come educatrice non penso sia poi così male: io lavoricchio già in campo educativo (disabilità e disagio giovanile), certo con collaborazioni occasionali, non è il max ma è cmq una buona esperienza...Sto cercando altri lavori, che mi consentano un'entrata maggiore: conosco psicologhe che fanno anche 4-5 lavori diversi e tutti interessantissimi....Quello che voglio dire è che se si è disposti a sbattersi le occasioni possono esserci; certo bisogna fare una scelta e cioè: se voglio lavorare come psicologa/educatrice mi devo sbattere il triplo, perchè devo sempre cercare nuovi incarichi, provare concorsi, tentare selezioni ecc...Di porte in faccia ce ne saranno eccome, capiterà il tizio che ci passa davanti perchè figlio di.., ma non sempre sarà così: se si è disposti a lottare qualcosa arriverà, ma se ci si scoraggia in partenza è meglio cambiare professione...
Per il discorso economico vale fino a un certo punto: io vivo con il mio ragazzo con il suo stipendio da impiegato e alcune mie collaborazioni, abbiamo un mutuo e altre diverse spese, e tirati per il collo ce la facciamo...per cui se decidi di fare dei sacrifici (che vuol dire rinunciare a tante cose) li fai perchè ti piace la professione, e non per i soldi che un giorno ti porterà (anche perchè se avessi voluto fare i soldi avrei fatto la commerciante...).
E poi cmq credo che uno possa anche trovare un lavoro part-time tipo segretaria, commessa, call center ecc.. che gli occupa metà giornata (per garantirsi un'entrata fissa) e dedicare l'altra metà giornata a lavori nel sociale.
Questo è il mio punto di vista, poi ognuno ha al suo, ed è giusto che faccia le sue scelte: spero però di aver infuso qualche speranza realistica a chi ama questa professione e non vuole che questa rimanga solo un bagaglio culturale
sullo sfondo della sua vita...
Buona serata a tutti
Maria
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Mah, è vero che la speranza è l'ultima a morire, ma spesso sperare troppo significa illudersi, specie se i risultati danno torto.
A questo punto la domanda è la seguente: non vi dispiace arrivare in là con gli anni, campare sempre di lavori saltuari e collaborazioni occasionali e soprattutto grazie al sostentamento di famiglie o fidanzati, e rendervi conto che spesso non avete nulla di completamente vostro?
Il contratto a tempo indeterminato non è facile da raggiungere, nessuno afferma il contrario, ma di certo il modo migliore per ottenerlo non è lavorare senza stipendio per fare esperienza.
Secondo me, come già detto, vi merita fare concorsi, concorsi e concorsi, fino a quando non trovate il posto giusto e una sufficiente sicurezza economica....le raccomandazioni esistono, ma non sempre la fanno da padrone.
Però non pensate che la laurea e tutto il resto vi siano serviti solo come bagaglio culturale: tutto è utile e si rivelerà addirittura indispensabile, basta saperlo guardare nella maniera giusta.
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Riferimento: Psicologi disoccupati
sono d'accordo con te fabrizio, e comunque non ho apprezzato l'aggressività latente di certi post. dopo 4, 5 anni o anche prima che fai l'educatrice ti rompi le cosiddette e pensi:si, ma io sono una psicologa, che ci sto a fare qui???? poi se a uno piace fare l'educatore si accomodi, certo non è quello x cui si è studiato.
e comunque, giustamente, finito di studiare sarebbe ora di lavorare non dico proprio stabilmente, ma in modo almeno dignitoso...
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Nei miei interventi non c'è aggressività, o meglio, non voleva esserci...mi dispiace se qualcheduno se l'è presa a male. Però, ripeto, io credo che chi vuol passare la vita a capire i problemi altrui debba innanzitutto abituarsi ad accettare i pareri contrari non come mancanza di rispetto, bensì come semplici e democratiche opinioni.
Del resto, quando s'è innamorati si tende quasi sempre a guardare il bicchiere mezzo pieno, anche se in realtà è quasi completamente vuoto, e a considerare stronzi, antipatici e guastafeste coloro i quali non la pensano alla stessa maniera e lo dicano.
Già, perchè quello che voi provate per la psicologia non è semplice passione, è amore. E' bene fare sacrifici in nome di quest'ultimo, ma occhio, perchè ci vuol poco a trasformarlo in patimento e ossessione. In ogni caso, come nel più nobile dei sentimenti, anche in questo caso la dignità personale vien prima di tutto....e lavorare in certe condizioni -se di lavoro si può parlare, in quanto il più delle volte si tratta di prestazioni con paghe da fame o addirittura non retribuite- non è il massimo della dignità. Va bene pensare agli altri, ma fino a un certo punto.
Io v'auguro di raggiungere i vostri obiettivi, e se vi dicessi di guardarvi sempre intorno sarei ripetitivo...però, mi raccomando, maggior flessibilità, su tutti i fronti e soprattutto dal punto di vista personale!
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Riferimento: Psicologi disoccupati
che ricordi io la citazione era ai posteri l'ardua sentenza(largo non lo ricordavo:jd::tajo:)..
comunque.. http://ricerca.repubblica.it/repubbl...soccupati.html
vi espongo la mia storia..benedirò sempre la laurea triennale, perchè mi ha dato modo di riflettere..nel mio percorso ho sempre ritenuto stupido viaggiare nel mondo delle favole senza valutare il mercato del lavoro..ed eccoci qua..laureata in psicologia del lavoro triennale mi spacco la schiena per fare degli esami integrativi e ora la magistrale la potrò fare in tre atenei diversi in tre diversi corsi di studio..gestione delle risorse umane, sotto scienze politiche, sistemi e progetti di comunicazione corso interfacoltà tra economia e scienze politiche, e management dello sport..come tutti saprete sono lauree che a livello di concorsi danno l'accesso praticamente a tutto, magari management più marginalmente...e a livello lavorativo sono molto spendibili, e comunque, anche considerando il momento, sempre più spendibili della laurea magistrale in psicologia, perchè come saprete tutti, è quella che conta!
la riflessione che vi invito a fare è: perchè continuare a andare incontro a un futuro che non può essere roseo?la nostra facoltà sforna migliaia di psicologi in Italia, ma con quali obiettivi?in Italia e forse anche nel resto del mondo, vi assicuro, non c'è tutto questo bisogno. e è necessario rendersene conto.sento ancora professori che dicono che siamo in pochi: vergognoso. vedo numeri chiusi che poi magari non arrivano neanche al numero prefissato visto che non è un numero chiuso ma un tentativo mal riuscito di far sembrare che si vogliano porre dei paletti. poi sai, uno con la laurea in economia o scienze politiche può dire:mi aprò uno studio o di dottore commercialista o di consulente del lavoro, e comunque, con tutti i sacrifici di questo mondo per l'amor di Dio, si possono ottenere ottimi risultati..e con la laurea in psicologia?che studio apri?o meglio ti fai quattro begli anni di psicoterapia a costi esorbitanti..
sentii un professore che disse:"voi psicologi del lavoro siete inquadrabili al 99% come consulenti, uno su cento otterrà l'assunzione fissa"..ma dai!!quanti consulenti..
insomma, carissimi, il mio consiglio contestabile o meno, è che se siete ancora in tempo cercate di cambiare strada..non ne posso più di sentir dire che con i miei discorsi voglio rovinare i sogni..io ringrazio sempre che una persona mi abbia fatto aprire gli occhi e con molti sacrifici sono riuscita ad andare versi altri lidi..come quando la mamma diceva"ora ci rimani male ma un giorno mi ringrazierai"..
spero di non avervi annoiato!ciao:Ops:ps.all'inizio vi ho messo un link in cui persone qualificate con un pò di saggezza fanno luce sulla situazione. si sottolinea ciò che è alla luce di tutti..che l'ambito clinico il più gettonato(ma perchè???eppure si sa che è uno delle aree più sature di tutto il panorama lavorativo italiano) è quello è che messo in equazione con la disoccupazione. troverei magari intelligente buttarsi sulla psicologia del lavoro, area comunque in cui le aziende iniziano a spendere e prima o poi lo farà anche la PA. conosco tanti clinici che a laurea ottenuta fanno i master in psicologia del lavoro e gestione risorse umane....sarà un caso..?che poi io non ritenga giusta questa cosa è palese..visto che come io non so niente del dsm IV, un clinico non sa assolutamente niente di organizzazione, motivazione al lavoro e assesment delle competenze per fare degli esempi..
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Riferimento: Psicologi disoccupati
ciao giovanna, quoto la lettera della repubblica, che dal basso della mia ignoranza e nullità, non condivido minimamente e penso anche che faccia cattiva informazione
Citazione:
Originalmente inviato da
giovanna56
che ricordi io la citazione era ai posteri l'ardua sentenza(largo non lo ricordavo:jd::tajo:)..
comunque..
http://ricerca.repubblica.it/repubbl...soccupati.htmle con la laurea in psicologia?che studio apri?o meglio ti fai quattro begli anni di psicoterapia a costi esorbitanti..
come "che studio ti apri"? A parte che da un esimio professore, come mi sembra essere quello che ha scritto l'articolo, mi aspetterei un approccio più costruttivo: insegnami COME aprire uno studio, come costruirmi un'attività, con che strumenti promuovermi, piuttosto che fare queste uscite dall'alto del propio propio posto irremovibile e magari lontano dalle logiche del mercato del lavoro. Forse se l'università avesse dato meno spazio a teorie autoreferenziali, a cose fritte e rifritte da saper ripetere al barone di turno, per fare un serio orientamento lavorativo, molti meno psicologi si troverebbero in queste situazioni.
Citazione:
Originalmente inviato da
giovanna56
sentii un professore che disse:"voi psicologi del lavoro siete inquadrabili al 99% come consulenti, uno su cento otterrà l'assunzione fissa"..ma dai!!quanti consulenti..
l'assunzione fissa? Ancora? E per uno psicologo? Io penso neanche l'1% la possa avere, ma non perché i concorsi siano truccati, ecc, ma semplicemente perché lo psicologo è un profilo professionale elevato, che opera nel teriazio avanzato, dove si lavora in regime di libera professione. Qualunque libro di economia lo riporta. Gli avvocati, gli architetti, i commercialisti, nessuno di loro brama al posto fisso perché sarebbe una contraddizione, sono per natura liberi professionisti, come lo è lo psicologo. Credo sia più utile collocarsi subito in un'ottica di lavoro autonomo, collaborazioni, progetti: TUTTE le voci del tariffario si riferiscono ad attività che hanno un obiettivo specifico e si svolgono in un tempo specifico, non presuppongono un'assunzione a tempo indefinito. Cioè, crearsi una continuità lavorativa, attraverso collaborazioni, progetti, corsi, una cosa giù, una su, incastrando tutto, come fanno tutti i professionisti, piuttosto che cercare una stabilità garantita dall'alto, inappropriata per una figura di vertice.
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Originalmente inviato da
giovanna56
l'ambito clinico il più gettonato(ma perchè???eppure si sa che è uno delle aree più sature di tutto il panorama lavorativo italiano) è quello è che messo in equazione con la disoccupazione. troverei magari intelligente buttarsi sulla psicologia del lavoro, area comunque in cui le aziende iniziano a spendere e prima o poi lo farà anche la PA.
chi l'ha detto che nell'ambito clinico non ci siano spazi? C'è una ricerca fatta da Carli in Toscana (reperibile in rete) in cui emerge che la gente cerca lo psicologo e non lo psicoterapeuta, sta crescendo il settore della "crescita personale" e lo testimoniano il proliferare dei vari centri olistici, counselor, e compagnia cantante. Chi più dello psicologo è preparato per occuparsi di comunicazione, coppia, educazione dei bambini, ecc? Forse non si riesce a intercettare queste domande perché non si conoscono gli strumenti specifici per fare un'analisi dei bisogni, progettare un intervento, promuoverlo, valutarne l'efficacia. Perché mi hanno fatto fare migliaia di esami di psicologia dinamica 1,2,3,4,5,6 e neanche mezza parola sullo "psicomarketing"? Purtroppo se nessuno ha insegnato alcune competente di marketing, ad esempio formulare un obiettivo misurabile, individuare un USP (concetto banalissimo di marketing), predisporre un piano di avvio di attività (qualunque attività, prima di essere avviata, richiede un business plan...solo in psicologia "ci si butta", perché nessuno lo insegna all'università), insomma avere gli strumenti per promuoversi? In assenza, si cerca lavoro mandando curriculum o ci si propone come "psicologi" (obiettivo non formulato bene, per forza non può essere raggiunto). Chiaro che cercando così, non si troverà pressoché mai niente. Le statistiche (Censis, Iadr, Istat) dicono che questi metodi passivi hanno solo il 2% di successo.
Per chi ancora non le conosce, segnalo le dispense gratuite di psicomarketing dell'ex-moderatore di questo forum, Sirri. Quando c'era lui, qualche anno fa, molti di noi hanno appreso diversi strumenti per promuoversi e hanno "raccolto". I suoi messaggi sono ancora legibbili con i ltasto "cerca". E' un peccato che ci siano in giro mlti bravissimi psicologi che potrebbero fare molto e bene, solo che non hanno gli strumenti per promuoversi efficacemente. Perlomeno, prima di buttare all'aria delle potenzialità, si prova a svilupparle con gli strumenti giusti e non afidandole ad un curriculum mandato a pioggia.
:Ops:
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quoto fabrighiglie....:sbonk:soprattutto perchè ha avuto il coraggio (perchè secondo me di coraggio si tratta!:rolleyes:) ad accettare (e gradire:De farsi il C#@0) un lavoro che nn c'entra nulla cn la psicologia!
dico questo perchè I0, essend0 prima ragi0niera, e p0i psic0l0ga, c0ntinu0 ad cecttare lav0ri simili alla psic0l0gia s0tt0 pagati nella speranza (viva...e sper0 n0n vana:asd::argh:) di migli0rarmi e di 0ttenere qualc0sa di megli0....e magari h0 rifiutat0 lav0ri da ragi0niera a 850 eur0 al mese,che f0rse 0ggi mi varenbber0 fatt0 c0m0d0:zott:
cert0, lav0r0, facci0 l'educatrice, la psi0cl0ga, la baby sitter, la tut0r 8dipende di gi0rni e dall'0ra:zott:) ma.....p0chi s0ldi, un mutu0 da pagare, un desideri0 di un figli0 (che purtr0pp0 questi altri lav0r0 nn mi permett0n0 di realizzare), e....in find ei c0nti pens0: "ma se avessi accettat0 di fare la ragi0niera la mia vita avrebbe fatt0 p0i, c0sì tant0 schif0????":rolleyes:
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fabrighiglie
Nei miei interventi non c'è aggressività, o meglio, non voleva esserci...mi dispiace se qualcheduno se l'è presa a male. Però, ripeto, io credo che chi vuol passare la vita a capire i problemi altrui debba innanzitutto abituarsi ad accettare i pareri contrari non come mancanza di rispetto, bensì come semplici e democratiche opinioni.
Del resto, quando s'è innamorati si tende quasi sempre a guardare il bicchiere mezzo pieno, anche se in realtà è quasi completamente vuoto, e a considerare stronzi, antipatici e guastafeste coloro i quali non la pensano alla stessa maniera e lo dicano.
Già, perchè quello che voi provate per la psicologia non è semplice passione, è amore. E' bene fare sacrifici in nome di quest'ultimo, ma occhio, perchè ci vuol poco a trasformarlo in patimento e ossessione. In ogni caso, come nel più nobile dei sentimenti, anche in questo caso la dignità personale vien prima di tutto....e lavorare in certe condizioni -se di lavoro si può parlare, in quanto il più delle volte si tratta di prestazioni con paghe da fame o addirittura non retribuite- non è il massimo della dignità. Va bene pensare agli altri, ma fino a un certo punto.
Io v'auguro di raggiungere i vostri obiettivi, e se vi dicessi di guardarvi sempre intorno sarei ripetitivo...però, mi raccomando, maggior flessibilità, su tutti i fronti e soprattutto dal punto di vista personale!
fabrizio,guarda che io sono d'accordo con te!! l'aggressività a cui mi riferivo era a chi rispondeva a TE, non la TUA!! tu non sei stato aggressivo, anzi sei molto relaista e apprezzo i tuoi interventi x questo!!! ma secondo me non tutti si rendono ancora ben conto della situazione lavorativa futura; invece non si è iettatori, solo realisti. tanto dipende(x me) dal fatto che queste persone "ottimiste" non sono ancora entrare nel mercato del lavoro..dopo cambieranno idea, come ho fatto io...
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Riferimento: Psicologi disoccupati
volevo aggiungere anche un altra cosina....:rolleyes:tanto di cappello a chi, come Fabrighiglie riesce a farsi piacere, a trovare soddisfazione in un lavoro diverso (diverso NON INFERIORE...:approved:) da quello dello psicologo! per me, il problema della ragioniera (o commessa, o segretaria...) sarebbe solo uno: mi sentirei un fallimento....e non per il tipo di lavoro (ho fatto di tutto: cameriera, barista, pulito camere.e alcuni mi piacevano pure.....)ma .solo per il fatto di voler a tutti i costi fare la psicologa!!! ho paura che ,accettando un lavoro che in realtà penso non mi soddisfi, andrei incontro a una insoddisfazione ancora maggiore! ionsomma, ad oggi, fra Ragioniera pagata 850 euro, e baby sitter, eductarice, tutor, psicologa apoco meno..... non mi so decidere!
tu fabrighiglie , cosa mi consigli???????????????????????:rolleyes:
non volgio restarmene con le mani in mano..m...ho troppa paura di cambiare e.....di sbagliare!:rolleyes:
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Io? Innanzitutto ti consiglio di riaccomodare il tasto della lettera O nella tastiera del tuo computer! :D
A parte gli scherzi, io credo che i pareri provenienti dall'esterno, tra i quali quelli del sottoscritto, possano essere senza dubbio più imparziali, ma è altresì vero che chi non è coinvolto direttamente in certe cose guarda solo il lato pratico, ma non può capire il resto.
Comunque, io guarderei innanzitutto le entrate: quanto posso guadagnare se svolgo questo lavoro? E soprattutto, per quanto tempo lo posso fare? Già, perchè c'è dei lavori che forse lì per lì offrono un'ottima retribuzione e ti fanno svolgere esperienze fantastiche, ma hanno contratti a progetto o a scadenza non rinnovabili, indipendentemente dai meriti.
Inoltre, secondo me la mole di lavoro dev'essere proporzionata allo stipendio...lavorare per 6 ore al giorno a 400 € mensili, o guadagnare 1000 € al mese con una costante reperibilità di 24 ore, senza permessi, senza ferie e senza giorno di riposo, a mio avviso è un po' poco.
Il consiglio che vi posso dare è il seguente: fate tutti i lavori possibili che vi possano dare un'entrata più o meno sicura e duratura, e se vi capita di trovare un posto fisso, non lasciatevi sfuggire l'occasione. Inoltre, per quanto riguarda i concorsi, non dimenticate una cosa: per superare certe tipologie di selezione in cui sono richieste caratteristiche aggiuntive oltre alle singole competenze in materia -per esempio, disponibilità 24 ore, o requisiti fisici ben precisi come nei concorsi delle forze armate-, bisogna esser sicuri al 90% di rientrare nei parametri richiesti, onde evitare notevoli sprechi di tempo e di denaro.
Permettetemi una battuta: vu'vedeste quante cose s'impara sulle persone mentre si guida l'autobusse...del resto, uno dei motivi per i quali io scelsi questo lavoro è questo: oltre a essere un lavoro sicuro e in cui le competenze e la bravura non possano fare a meno d'emergere, è un posto di responsabilità a contatto col pubblico...non si guadagna 3000 € al mese, ma almeno ci s'ha la certezza di un orario di lavoro decente e uno stipendio di tutto rispetto.
Da ultimo, aggiungo una cosa: è vero che chi lascia la strada antica per quella nuova ecc.... però è altresì vero che spesso le soluzioni più inaspettate si rivelano anche le più vincenti. Ovviamente, perchè ciò avvenga, bisogna essere sempre motivati...lo so, tanti di voi dicano: "Si, ma non è il lavoro per il quale ho studiato", oppure: "E' soltanto una cosa momentanea". Ecco, bisogna cercare di non ragionare in quel modo, anzi, mettere da parte questa convinzione e impegnarsi al massimo, e qualunque strada sarà senza dubbio in discesa. E poi, chissà che il lavoro "di ripiego" non vi garbi e non vi dia più soddisfazioni rispetto alla vostra amata psicologia...
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Ho letto gli ultimi contributi su questo forum e credo che ognuno abbia le sue esigenze e la sua storia che lo porta in una direzione piuttosto che in un'altra e non credo che ci sia una strada giusta e una sbagliata....
Io per ora ho ancora ottimismo nonostante tutto, verso la professione psicologica, energie da investire, sacrifici da sopportare, e se un giorno non ce la farò più cambierò strada...forse non ho ricevuto ancora sufficienti porte in faccia per cambiare strada, ma se non lottassi per quello in cui credo avrei un rimpianto. Se fallirò potrò sempre dire "ho fatto tutto il possibile per", perchè non voglio vivere di rimpianti.... E' possibile che mi pentirò per la scelta che ho fatto, ma è una mia scelta, e credo sia giusto che ognuno nella vita si assumi le responsabilità delle sue scelte.
Rispetto ovviamente chi la pensa diversamente da me, ripeto ognuno ha la sua storia e la sua testa ( e per fortuna non siamo tutti uguali!!!) e non credo nemmeno che altri lavori siano meno dignitosi dello psicologo, e sono convinta anche che alcune persone che svolgono lavori diversi siano più felici degli psicologhi, ma credo che non sia il mio caso (perchè come ha detto memolememole, anche io penso che se accettassi un lavoro che in fondo non mi piace, magari starei meglio a livello economico, ma andrei incontro ad una frustrazione ancora maggiore...)
Tuttavia ammiro chi ha la capacità di scoprire che anche altri lavori possano dare la stessa soddisfazione se non superiore di quella su cui si è investito per tanto tempo, dal momento che può contare su un più ampio raggio di possibilità...
Ciao a tutti
Maria
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Riferimento: Psicologi disoccupati
quoto l'amica moderatrice di roma in pieno..la mia era una provocazione bella e buona ma anche una riflessione su dati di fatto. pensa che io con una semplice laurea triennale in psicologia del lavoro ho già promosso e diretto progetti di cultura dello sport e educazione motoria in alcuni istituti comprensivi. rompete le palle ai comuni, e a coloro che vi devono accettare i progetti..costruite qualcosa di utile..quindi, la riflessione finale è..
tutti i laureati in psicologia dovrebbero cercare di ingegnarsi, di costruire il prorpio lavoro e non limitarsi a mandare curriculum via mail(metodo alquanto inopportuno e inefficace). è vero non è colpa di nessuno, ma perchè limitarsi ai programmi ministeriali?AGGIORNATEVI allargate le vostre conoscenze imparate da soli a promuovere il vostro lavoro, anche se nessuno ve lo ha insegnato. integrate piani di studio molto spesso inopportuni e formati da alcune discipline inutili e alcune che mancano(perchè agli psicologi del lavoro non si da nessuna conoscenza economico aziendale che quando bisogna presentare qualsiasi progetto queste sono fondamentali?)..la nostra è una materia polivalente e con ampi margini di interpretazioni, non è ingegneria, molto specialistica e settoriale..mentre un edile non può fare il gestionale, un clinico con qualche aiuto puù fare lo psicologo del lavoro..questa è la mia esperienza non voglio fare la maestrina per nessuno, voglio solo dare consigli che a me sino a oggi sono serviti, e molto. ciao!
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Beh, è assurdo dire: "Questo lavoro non mi garba" se in realtà non s'è mai fatto, solo perchè non inerente gli studi compiuti. E' giusto impegnarsi per raggiungere i propri obiettivi e non avere rimpianti, ma è altresì giusto ricordare che nel frattempo il tempo scorre e il denaro va via con estrema facilità.
Secondo me, inoltre,il modo in cui ci si presenta, al di là delle competenze, gioca un ruolo fondamentale. Qualora sia possibile, è sempre meglio presentarsi di persona piuttosto che inviare curriculum via mail; per quanto riguarda questi ultimi, a mio avviso è fondamentale la sinteticità. Ricordate: un curriculum deve contenere il minimo indispensabile, rifuggire dalle chiacchiere inutili -per esempio: elencare tutti gli esami sostenuti all'università- e soprattutto essere schematico e facilmente leggibile.
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Riferimento: Psicologi disoccupati
ciao!
non ho quasi mai scritto qui, anche se leggo spesso perchè sono stata iscritta anche io fino a pochi mesi fa a psicologia e mi rispecchio nelle parole e sensazioni di molti di voi...
io ho lasciato, ho cambiato facoltà perchè non ce l'ho più fatta a reggere tutto...il mio desiderio era fare un lavoro che aiutasse gli altri ma con il passare dei giorni mi vedevo proiettata sempre più in un futuro incerto, pensavo di continuo che i miei sforzi non sarebbero serviti a nulla... io ho cambiato perchè non ce l'ho fatta a reggere tutto ciò e temevo che in futuro me ne sarei pentita...
sono d'accordo invece con Giovanna, questo è un lavoro in cui ci si deve continuamente "reinventare", bisogna ingegnarsi di continuo... se ancora voi credete in tutto questo e siete disposte a lottare con tutte le vostre forze per andare avanti, sono sicura che ce la farete... vedo mia cugina, non ha lasciato ed ora lavora in un ospedale ed in un consultorio, non come volontaria, è pagata ed anche bene...
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Originalmente inviato da
fabrighiglie
Nei miei interventi non c'è aggressività, o meglio, non voleva esserci...!
..certo intanto per il mio ultimo post, mi hai dato una reputazione in rosso aggiungendo parole offensive:
"intervento indegno di chi crede di saper capire gli altri... pessimo..."
scusa, però sei tu che non accetti un parere diverso,dal momento che ti sei 'vendicato' con me. nononaste non condivida tutto ciò che dici,non mi è passato minimamente x la testa di offenderti intenzionalmente come hai fatto tu con tale gesto.
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Io non infamo nessuno, ma mi limito a esprimere opinioni personali...dopotutto, la reputazione in particolare e i forum in generale servono soprattutto per questo. Lo dico e lo ripeto: secondo me il tuo è stato un intervento pessimo e immaturo. Una persona che si ritiene pronta a fare sacrifici per diventare psicologa, nonchè di essere portata per capire gli altri, deve avere innanzitutto la mentalità aperta e accettare pareri opposti invece di metterla sul piano personale, sentirsi aggredita e parlare addirittura di vendetta da parte dello stronzo di turno che non la lascia sognare in pace, ma cerca di dire come la pensa affinchè tanta gente guardi meglio in faccia la realtà e si faccia meno male possibile.
Le persone mature e con la mentalità aperta discutono animatamente e non se la prendono a male, ma considerano le critiche sotto l'aspetto costruttivo e soprattutto pensano anche ai riscontri pratici. Diversamente, si potrà studiare anche per 50 anni e prendere 10 lauree, ma sarà sempre e comunque tempo sprecato. Per quanto mi riguarda, per quale motivo mi dovrei vendicare? Dopotutto, nemmen ti conosco. La reputazione serve soltanto per approvare o disapprovare il contenuto dei messaggi, e io in questo caso ho disapprovato e mi par d'aver spiegato le ragioni. Ripeto: se tu non sai accettare le opinioni contrari alla tua, secondo me ti merita non frequentare forum e soprattutto cambiare mestiere....
Per il resto, io non voglio insegnare nulla a nessuno, ma soltanto dire come la penso in maniera più o meno obiettiva...non pretendo che un'opinione personale sia legge, ma di certo i fatti non mi danno torto...altrimenti, come già detto precedentemente, questa discussione non avrebbe ragione d'esistere.
Detto questo, chiudo l'off topic. Per qualunque cosa, rimando alla messaggistica privata.
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Tu "non mi lasci sognare in pace" ? non credo proprio!!! non mi lascio certo condizionare da te! io avevo tutti i diritti di esprimere un commento come l'hai espresso tu , casomai tu l'hai presa sul personale dato che l'hai considerato un attacco, e mi hai diffamato...proprio perchè non mi conosci non puoi dire che dovrei cambiare strada!
sei tu che sei andato giù pesante!
stop.
tanti saluti e buon lavoro sulla tua strada.
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Vorrei dare un consiglio a coloro che sono in dubbio rispetto alla possibilità di accettare altri tipi di lavoro:se il dubbio vi assilla...provate!Rispondete agli annunci che vi balzano agli occhi andate a provare un "altro" lavoro, non ci perdete nulla, anzi ci guadagnate poichè riuscirete finalmente a farvi un'idea precisa di cosa volete e vi piace fare e cosa assolutamente no..Una volta assodato che l' "altro " lavoro non fà per voi (se fosse così) avrete acquisito una consapevolezza in più rispetto alla vostra figura ed a quello che vorreste fare.
Questo è infatti quello che ho fatto io: poichè non avevo di che campare ho lavorato da impiegata per 3 lunghissimi anni. Ho capito che non era la mia strada, ho messo da parte i soldini raggranellati e mi sono dimessa. Da allora mi sono messa in gioco, ma con una nuova consapevolezza e capacità critica e questo mi ha pagato.
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ottima scelta giunone condivido brava!
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Originalmente inviato da
haidiPsy
Tu "non mi lasci sognare in pace" ? non credo proprio!!! non mi lascio certo condizionare da te! io avevo tutti i diritti di esprimere un commento come l'hai espresso tu , casomai tu l'hai presa sul personale dato che l'hai considerato un attacco, e mi hai diffamato...proprio perchè non mi conosci non puoi dire che dovrei cambiare strada!
sei tu che sei andato giù pesante!
stop.
tanti saluti e buon lavoro sulla tua strada.
Veramente hai fatto tutto te. Nemmen ti rispondo, non ho tempo da perdere.
In certi casi, fare un altro lavoro non è una scelta, ma una necessità, come è giusto che sia. Al di là della soddisfazione personale, secondo me spesso si tratta di scegliere se essere insoddisfatti ma con le spalle coperte, oppure soddisfatti ma senza nulla in mano. Valutate se il gioco vale la candela e pensateci du'volte prima di buttar via un posto fisso, perchè quest'ultimo, per quanto poco soddisfacente possa essere, è sempre una garanzia, nonchè una grossa conquista in questo periodo di crisi.
Come detto da qualcuno, lo psicologo in generale e lo psicoterapeuta in particolare spesso non puntano alla conquista di un lavoro come dipendente, bensì della professione autonoma con tanto di studio e clienti. Beh, per tirar su un'attività praticamente da zero è più che mai necessario avere adeguate risorse economiche, almeno all'inizio, in quanto le spese sono notevoli e i guadagni possono non arrivare subito.
Personalmente, il lavoro subordinato forse è meno gratificante, ma almeno dà la certezza di uno stipendio a fine mese....
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Originalmente inviato da
fabrighiglie
Veramente hai fatto tutto te. Nemmen ti rispondo, non ho tempo da perdere.
In certi casi, fare un altro lavoro non è una scelta, ma una necessità, come è giusto che sia. Al di là della soddisfazione personale, secondo me spesso si tratta di scegliere se essere insoddisfatti ma con le spalle coperte, oppure soddisfatti ma senza nulla in mano. Valutate se il gioco vale la candela e pensateci du'volte prima di buttar via un posto fisso, perchè quest'ultimo, per quanto poco soddisfacente possa essere, è sempre una garanzia, nonchè una grossa conquista in questo periodo di crisi.
Come detto da qualcuno, lo psicologo in generale e lo psicoterapeuta in particolare spesso non puntano alla conquista di un lavoro come dipendente, bensì della professione autonoma con tanto di studio e clienti. Beh, per tirar su un'attività praticamente da zero è più che mai necessario avere adeguate risorse economiche, almeno all'inizio, in quanto le spese sono notevoli e i guadagni possono non arrivare subito.
Personalmente, il lavoro subordinato forse è meno gratificante, ma almeno dà la certezza di uno stipendio a fine mese....
Sul fatto che ho fatto tutto io non sono proprio d'accordo! :rolleyes:
su altri aspetti tipo 'lasciare il posto fisso' invece hai ragione a dire di pensarci su due volte...