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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
[QUOTE]=porpora2004;2120268]C'è un corso di laurea specifico che si chiama psicologia clinica, e chi se ne occupa fa "diagnostica" gli psicologi ,ad esempio, che si occupano di soggetti con disturbo di panico con presenza di agorafobia prima fanno una serie di colloqui clinici, anamnestici ecc... con test o meno e infine fanno una diagnosi alla quale poi segue un TRATTAMENTO. Il termine io l'ho sempre sentito solo riferito a tale ambito, quello clinico, che poi è anche quello medico, non in altri.
Se poi viene usato in altri contesti.... boooooooouuuu... mha... mi pare poco chiaro.
Quali sono sti libri dove si parla di " diagnosi " in termini sociali!!????[/QUOTE]
"sti libri" come dici tu con una punta di sufficienza che certamente non fa onore alla tua categoria, sono i testi universitati di "metodi e tecniche del servizio sociale" che è una della materie professionali che si insegnano nel corso universitario di " Scienze del servizio sociale" e nella specialistica di " Progettazione e gestione dei servizi sociali" Ci sono molti autori che si sono cimentati con la materia, alcuni sono considerati nella nostra professione dei veri esperti. Sono presenti nei programmi di esame di università statali e riconosciute, sono quindi dei testi che hanno una loro importanza nel nostro campo, editi dai maggiori editori di testi universitari: Carocci, Franco Angeli, Erickson ( la erickson edita anche una ottima rivista di servizio sociale con interventi tratti da pubblicazioni internazionali)
Ti faccio qualche nome, anche se non è bello fare pubblicità in un forum.
Dal PRa Ponticelli, Raineri, Anna Maria Campanini, Lerma, Fabio Folghraiter, De Ambrogio, Bertotti.
Ogni professione ha il suo impianto teorico, i suoi approcci, il suo linguaggio specifico.
La dicitura diagnosi sociale è usata in modo comune nella nostra comnunità scientifica.
Si fanno anche seminari e convegni sulla diagnosi sociale poichè è un momento centrale della nostra professione. E' così da "sempre"
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evolution
Un qualcosa per essere riservato a una professione deve rientrare per legge nel profilo professionale. Un medico o uno psicologo non possono chiedere le situazioni familiari o sociali di un individuo? Uno psicoterapeuta magari con impronta sistemico-relazionale non può raccoglire dati sulle relazioni sociali dell'individuo?
Io posso avere delle opinioni personali, ma mi sembra chiaro che una figura professionale è regolamentata dal profilo professionale. Non sono io a dover sentire l'Ordine; a dire il vero per me non ci sarebbero problemi se foi faceste diagnosi sociale come la avete definita negli ultimi post. Se il termine valutazione sociale non vi va bene e volete usare "diagnosi" siete voi che dovreste sentire il vostro ordine e cercare di fare rientrare questa diagnosi nel profilo.
Noi abbiamo sempre parlato di diagnosi sociale. Come professionista che lavora da anni prima nel privato sociale ( cooperativa) da qualche anno nei servizi pubblici ( comune) posso dire di sapere esattamente quello che posso fare a livello legale o quello che non posso fare. O pensate che all'interno di un comune uno possa improvvisare una professione???? E i mei colleghi cosa mi direbbero??? E il mio responsabile, un assitente sociale specialista con una grossa esperienza alle spalle mi lascerebbe abusare della professione????
Il termine valutazione sociale ho già detto che personalmente lo preferisco perchè credo che quantopiù il servizio sociale si discosta anche nel linguaggio, dal modello medico/sanitario maggiori sono le possibilità di azione e lavoro per noi assitenti sociali. Ma anche se non amo usarlo non accetto che qualcuno al di fuori della mia comunità professionale venga a dirmi quello che posso o non posso fare nel mio lavoro, perchè ritengo e a detta di tutti ( anche di vostri colleghi psicologi) di saper fare bene il mio lavoro e di av erlo sempre svolto nella correttezza delle regole e del mio condice deontologico
Non ho capito che significa che una cosa deve rientrare nel profilo professinale descritto dalla legge.
La nostra legge da un profilo professionale molto breve che non scende nei particolari per descrivere la nostra professione, ma dà una descrizione piuttosto generale.
Se dovessimo attenerci a quello che c'è scritto nella legge non faremmo nulla.
Un assitente sociale eroga sussidi pubblici e non c'è scritto nella legge, lavora in rete con altri servizi e nella legge non si parla di rete, è creatore di progetti e programmi di prevenzione a livello di territorio ecc. ecc.
Ho detto di andare al tuo ordine perchè se siete davvero convinti che ci sia un abuso, dovreste denunciarlo. Il problema è che l'abuso non c'è.
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Originalmente inviato da
evolution
Caspita, torno dal lavoro e vedo che la discussione sulla diagnosi è andata avanti. Dal mio punto di vista stiamo discutendo in modo civile, non ho visto offese personali, è solo che a volte ci si può scaldare un pò.
Quando ho avvertito monicadal che quando l'assistente sociale lavora a livello dei vissuti ecc. (come ha scritto lei stessa) non è in grado di fare diagnosi e quindi dovrebbe andare cauto, intendevo dire che potrebbe non vedere un problema più grosso proprio a livello psicologico (es. nucleo psicotico). L'assistente sociale non è in grado e non può fare diagnosi psicologica, come ad esempio depressione, disturbi di personalità, ecc. e andando a lavorare a livello profondo potrebbe trovare serie difficoltà. Questo era il concetto che volevo esprimere.
Si è poi andati a parlare di diagnosi sociale; qui non posso esprimermi molto non conoscendo bene l'argomento. Posso solo dire che il termine diagnosi è un parolone e altri professionisti (al di fuori di medici e psicologi) non l'hanno nel loro profilo professionale riconosciuto dalla legge. Ad es. i fisioterapisti possono fare delle valutazioni, ma non delle diagnosi. Che poi sui libri di valutazione sociale si parli anche di diagnosi sociale è un'altra cosa.
Ma non mi interessa fare diagnosi psicologica. Avrei scelto un altro lavoro, e un altro tipo di studi.
Nessuno ha detto questo. Quello che mi interessa è lavorare con i vissuti personali in modo da conoscere il motivo del problema e poterlo meglio affrontare nel progetto d'aiuto.
Quando avverto che c'è un problema a livello di malattia mentale cerco di convincere la persona ad andare ai servizi psicologici.Ho fatto un esame di psicologia clinica dove si imparavano i sintomi di alcuni disagi mentali.
MA a rigor di logica io posso tranquillamente continuare a fare il mio lavoro indipendentemente dal fatto che la persona si faccia curare o meno ( non posso obbligarla anche se sono sempre contenta quando un mio utente fa un percorso psicologico se ne ha bisogno) perchè il mio lavoro si occupa di una dimensione diversa, e non cerca di curare nessuno o di occuparmi di malattia mentale e psicologica che non è il mio campo
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Il problema di fondo sta nel considerare i servizi sociali come incapaci o comunque non sufficienti a "risolvere" un problema dell'utenza..... l'unica cosa che possiamo ottenere secondo molti psicologi è un lavoro per un disoccupato......un inserimento in comunità per un tossicodipendente.....sussidi per senzatetto.....senza pensare che dietro c'è un lavoro intellettuale complesso....poichè il risultato finale non è solo quello di far avere soldi a chi non ne ha..........ditemi se sbaglio
Invece con un lavoro psicologico, sempre secondo molti psicologi....si può generare un VERO cambiamento
Quindi il problema è semplicemente questo....solo che è troppo difficile ammetterlo!
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Originalmente inviato da
monicadal
Non ho capito che significa che una cosa deve rientrare nel profilo professinale descritto dalla legge.
La nostra legge da un profilo professionale molto breve che non scende nei particolari per descrivere la nostra professione, ma dà una descrizione piuttosto generale.
Se dovessimo attenerci a quello che c'è scritto nella legge non faremmo nulla.
Un assitente sociale eroga sussidi pubblici e non c'è scritto nella legge, lavora in rete con altri servizi e nella legge non si parla di rete, è creatore di progetti e programmi di prevenzione a livello di territorio ecc. ecc.
Ho detto di andare al tuo ordine perchè se siete davvero convinti che ci sia un abuso, dovreste denunciarlo. Il problema è che l'abuso non c'è.
Ovviamente il profilo professionale da delle linee guida di quello che si può fare, nel vostro caso tutto quello che tu citi è chiaramente compreso nelle linee guida del vostro profilo:Legge 84/1993
Come si può vedere parla anche di prevenzione, sostegno e recupero ma non di diagnosi.
Nel caso della legge che costituisce la professione di psicologo è specificata la diagnosi.
http://www.psy.it/documenti/Legge_n_56_1989_2008.pdf
Per quanto riguarda l'abuso di professione di psicologo, non ho mai pensato a questo. Se voi fate la diagnosi sociale come la avete spiegata in questi ultimi post non c'è problema. Sto solo dicendo che forse la parola "diagnosi" non è la più corretta da usare nel vostro caso.
Se chi non è abilitato alla diagnosi inizia ad usare questo termine (es.infermieri, fisioterapisti, ...) credo si faccia solo confusione nei confronti dell'utenza.
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penso che la parola diagnosi sia impropria se non viene utilizzata da un medico........non c'è nessun riscontro oggettivo della depressione di un soggetto.....non è possibile paragonare un test (anche se attendibile)ad un esame medico(ora sicuramente vi scalderete ma questa è la realtà)!
Se invece diamo alla parola diagnosi un significato più ampio(ossia come lettura dei bisogni....anche quelli latenti.....definire un problema e il relativo e conseguente trattamento)...beh allora può essere utilizzata da più professionisti......
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Zuccherina
penso che la parola diagnosi sia impropria se non viene utilizzata da un medico........non c'è nessun riscontro oggettivo della depressione di un soggetto.....non è possibile paragonare un test (anche se attendibile)ad un esame medico(ora sicuramente vi scalderete ma questa è la realtà)!
Se invece diamo alla parola diagnosi un significato più ampio(ossia come lettura dei bisogni....anche quelli latenti.....definire un problema e il relativo e conseguente trattamento)...beh allora può essere utilizzata da più professionisti......
Lo conosci il significato etimologico della parola Diagnosi?
Se tu vuoi pensare che può utilizzarla solo il medico oppure se non é così, la possono allora utilizzare tutti, pensalo. Nessuno può impedirti di pensarla personalmente secondo questo tuo schema cognitivo-emotivo/sociale; solo non pretendere che abbia valore universale perché non é così, semplicemente.
E' una tua visione delle cose, stop. ;)
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Affiché alcuni capiscano meglio, c'é un art. il n° 7 del Regolamento sull'Istituzione dell'Ufficio Politiche Sociali.
Sull'erogazione degli Interventi Socio-assistenziali e sulle Prestazioni di servizio Sociale Professionale
Articolo 7 che parla della Valutazione...quindi utilizza poi discorsivamente, il termine diagnosi sociale circa le modalità di analisi dei bisogni ed erogazione dei servizi per gli utenti degli stessi.
(In caso dopo, lo trascrivo perché a memoria non lo ricordo per intero anche perché é regionale)...
Quindi, anche se ufficiosamente (che non significa illegalmente, finché rimane nel proposito del proprio ambito) evidententemente é utilizzato dagli AS.
Non é contenuto nel profilo professionale dell'Ordinamento, questo é vero, differentemente da altri, ma dai modi di erogazione del servizio, previa analisi dei bisogni, risorse, relazioni, possibilità disponibili....ed altro.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
penso che la parola diagnosi sia impropria se non viene utilizzata da un medico........non c'è nessun riscontro oggettivo della depressione di un soggetto.....non è possibile paragonare un test (anche se attendibile)ad un esame medico(ora sicuramente vi scalderete ma questa è la realtà)!
...
statisticamente, se TUTTI i soggetti di un gruppo-criterio costituito da soggetti con depressione diagnosticata rispondono a certe domande in un certo modo, allora se somministriamo un test e il soggetto risponde allo stesso modo a quelle domande, possiamo dire che almeno in questa dimensione (depressione) è indistinguibile da coloro che sono stati diagnosticati "depressi" del gruppo-criterio (così è stato costruito l'MMPI che è uno dei più importanti e diffusi inventari di personalità degli ultimo secolo).
Ancora: se un test sul disturbo ossessivo-compulsivo è stato standardizzato su un campione rappresentativo della popolazione, quando somministri quel test a una persona ottieni dei punteggi che si chiamano PUNTI Z e ti dicono quante deviazioni standard quella persona si discosta dalla media. Oltre 2 deviazioni standard siamo nell'ambito della patologia.
Poi ovviamente potremmo star qui a discutere all'infinito sulla utilità e la legittimità delle etichette diagnostiche nella psicologia o nella psichiatria, ma questo è un altro discorso.
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anche noi assistenti sociali abbiamo questionari....interviste in profondità, focus group, storie di vita etc. etc. per fare una diagnosi sociale......
così come vengono analizzati gli aspetti psicologici..vengono analizzati gli aspetti sociali.....Esiste una metodologia della ricerca sociale che spiega proprio questo......il processo di aiuto attuato dall'assistente sociale è costituito da varie fasi.....una delle quali è quella della diagnosi sociale...(che ripeto non si limita a vedere il reddito secondo l'ISEE:D)
O sono tutti pazzi questi editori....oppure non so!!!!!
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Zuccherina
anche noi assistenti sociali abbiamo questionari....interviste in profondità, focus group, storie di vita etc. etc. per fare una diagnosi sociale......!
quelli che avete "anche voi" non lo so, io ti ho risposto alla domanda sui test. E i test psicologici (che sono quindi standardizzati e vanno quindi confrontati con la media della popolazione) sevono per fare le diagnosi, integrati anche con i colloqui e altri strumenti.
PS: perchè ogni volta che viene detto qualcosa sull'attività dello psicologo cerchi sempre il confronto con il tuo campoe dici che lo potete fare/lo avete "anche voi"? Così vai fuori tema e porti sempre il discorso sul confronto psicologo-assistente sociale, e si va sempre fuori dal tema del thread
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Zuccherina
anche noi assistenti sociali abbiamo questionari....interviste in profondità, focus group, storie di vita etc. etc. per fare una diagnosi sociale......
così come vengono analizzati gli aspetti psicologici..vengono analizzati gli aspetti sociali.....Esiste una metodologia della ricerca sociale che spiega proprio questo......il processo di aiuto attuato dall'assistente sociale è costituito da varie fasi.....una delle quali è quella della diagnosi sociale...(che ripeto non si limita a vedere il reddito secondo l'ISEE:D)
O sono tutti pazzi questi editori....oppure non so!!!!!
Ma perché sei fissata sulle questioni economiche trattate dagli As? Hai problemi in questo campo che le vedi ovunque, anche lì dove proprio nessuno se non te stessa, ne ha parlato? Perché pensi per forza che gli altri pensino solo a certe cose che tu pensi come riferimento dei loro pensieri sul tuo/vostro lavoro?
Prova a rifletterci.
Se deriva da tuoi problemi, mi dispiace...
Mi faresti un esempio di nome di questionario sociale? (non perché non ci credo, perché mi interessa; di quelli il cui nome si trova sui libri diffusi in modo da non violare alcun segreto..). Grazie
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no.....serve solo a rendere l'idea della diagnosi sociale che è reale.....e degli aspetti che vengono analizzati nel nostro lavoro.....non è una guerra...è un confronto appunto tra professionisti diversi......questo per dire che noi non lavoriamo solo "per trovare lavoro al cliente"!
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faccio alcuni nomi di scale utilizzate nel nostro lavoro(attualmente...non mi vengono in mente i questionari):
Social Support Resources(ss-r)
Scala multidimensionale del sostegno sociale percepito(mspss)
Scala dei rapporti di vicinato
scala italiana del senso di comunità
WHOQOL dell'OMS
etc....etc.....
Ovviamente per imparare ad utilizzarli correttamente bisogna avere una formazione permanente........
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Zuccherina
penso che la parola diagnosi sia impropria se non viene utilizzata da un medico........non c'è nessun riscontro oggettivo della depressione di un soggetto.....non è possibile paragonare un test (anche se attendibile)ad un esame medico(ora sicuramente vi scalderete ma questa è la realtà)!
Se invece diamo alla parola diagnosi un significato più ampio(ossia come lettura dei bisogni....anche quelli latenti.....definire un problema e il relativo e conseguente trattamento)...beh allora può essere utilizzata da più professionisti......
Come hai espresso è un tuo pensiero. Per diagnosticare una depressione lo psicologo non usa solo dei test. La depressione è una patologia (o psicopatologia), e per diagnosticare una patologia serve una DIAGNOSI che fa lo psicologo.
Questa è la differenza da chi diagnostica patologie (per legge solo medico, odontoiatra, psicologo) e altre visioni più ampie del termine che stanno a significare valutazioni.
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Tutto è nato dal fatto che monicadal ha detto che l'A.S. si occupa dei vissuti, ecc.
Avevo specificato che l'a.s. non può fare diagnosi e quindi dovrebbe andare con cautela quando lavora a livello emotivo.
Ora spero di riuscire a chiarire la questione: l'assistente sociale non può diagnosticare nessuna patologia. Questo è il punto. Se poi vuoi dare alla parola diagnosi ampi significati tutti la possono fare nel loro campo; ma per legge solo psicologi, medici e odontoiatri possono diagnosticare delle patologie nel loro campo.
Per il significato più ampio anche il pranoterapeuta può fare valutazione del livello energetico e quindi diagnosi pranoterapeutica, e così via; ma non possono diagnosticare patologie. Ne i naturopati, ne i counselor e così via.
Spero di essere stato chiaro.
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certo che voi siete proprio forti!!!!!
Ho detto per caso che l'assistente sociale può diagnosticare una psicopatologia??????
Ad ognuno la propria diagnosi nel campo di riferimento......
Ps: lo psicologo non può fare diagnosi sociale perchè combinerebbe dei "pasticci"non avendo la formazione adatta!!!!!
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l'assistente sociale lavora a livello emotivo....senza diagnosticare alcuna psicopatologia.....ma entra in contatto con l'utente per poter attuare il suo intervento SOCIALE......all'assistente sociale non interessa diagnosticare una depressione o altro poichè lavora in altra direzione....ma il mio e il vostro sono due percorsi paralleli (che a volte si intersecano)che giungono al medesimo risultato partendo da punti di vista differenti!
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forse evolution si riferisce all'uso del termine diagnosi, che per legge è di uso esclusivo del medico (diagnostica patologie mediche) e dello psicologo (diagnostica problemi psicologici).
L'assitente sociale, stando al ragionamento e a quanto emerso finora, fa "valutazioni". Queste valutazioni, per comodità, vengono definite "diagnosi" in modo informale, ma, per legge, sono valutazioni e non diagnosi.
Da quel che mi sembra di aver capito, dovrebbe essere questo il discorso.
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Zuccherina
certo che voi siete proprio forti!!!!!
Ho detto per caso che l'assistente sociale può diagnosticare una psicopatologia??????
Ad ognuno la propria diagnosi nel campo di riferimento......
Ps: lo psicologo non può fare diagnosi sociale perchè combinerebbe dei "pasticci"non avendo la formazione adatta!!!!!
Non hai detto che l'a.s. può diagnosticare una psicopatologia ma hai detto: "penso che la parola diagnosi sia impropria se non utilizzata da un medico".
Volevo essere chiaro che anche lo psicologo la può utilizzare propriamente.
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che significa......queste valutazioni per comodità vengono definite diagnosi?
Se l'assistente sociale viene chiamato come esperto per dare un parere professionale....fa VALUTAZIONE.
Se l'utente si rivolge all'assistente sociale al fine di essere aiutato....l'assistente sociale mette in atto un processo di aiuto.......previa DIAGNOSI sociale dei problemi dell'utente con conseguente progetto personalizzato di intervento!
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si...lo psicologo può utilizzarla nella sua accezione ampia.....ma non è certo l'accezione medica!!!!!(in questo senso è impropria)
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Zuccherina
si...lo psicologo può utilizzarla nella sua accezione ampia.....ma non è certo l'accezione medica!!!!!(in questo senso è impropria)
Davvero non riesco a capire il tuo ragionamento.
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La parola diagnosi......è propria del medico(che dopo aver diagnosticato una malattia può prescrivere farmaci per curare tale malattia "accertata" dagli esami medici.....un tumore è sempre un tumore.....non va in base alle statistiche)
Lo psicologo non può fare la diagnosi nel senso medico....in quanto la mente umana è ancora da esplorare......non a caso gli psicologi non possono somministrare farmaci!
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Zuccherina
La parola diagnosi......è propria del medico(che dopo aver diagnosticato una malattia può prescrivere farmaci per curare tale malattia "accertata" dagli esami medici.....un tumore è sempre un tumore.....non va in base alle statistiche)
ti informo comunque che la diagnosi psichiatrica è descrittiva, cioè si basa sui comportamenti senza inferire nulla sulle cause proprio perché i comportamenti sono visibili ed osservabili, quindi "oggettivi", mentre gli stati interiori no.
Per la questione diagnosi: faccio un ultimo tentativo dopodiché getto la spugna e ci rinuncio :asd:
PER LEGGE il medico fa diagnosi, lo psicologo fa diagnosi.
Evidentemente fanno diagnosi diverse: il medico diagnostica una certa malattia o patologia organica utilizzando strumenti adeguati alla diagnosi che deve fare (la radiografia, l'esame del sangue, ecc...ora non li so nello specifico).
Lo psicologo diagnostica una psicopatologia facendo riferimento a manuali diagnostici (tipo il DSM o l'ICD-10) utilizzando strumenti adeguati alla diagnosi che deve fare: test, colloqui (non a caso definiti psicodiagnostici), interviste strutturate o semistrutturate, ecc...
Si sta ovviamente parlando di diagnosi nel senso specifico del termine. Nel senso che per legge queste figure fanno diagnosi incasellando il paziente in una certa categoria e "etichettandolo" cun termine preso da un manuale diagnostico.
Ripeto: possiamo discutere finché vogliamo sull'utilità o l'appropriatezza di fare diagnosi in ambito psichico, sul fatto che la diagnosi deve essere "diagnosi funzionale", sul fatto che lo psicologo deve vedere le potenzialità piuttosto che l'etichetta, ecc....ma di diagnosi si tratta
Citazione:
Lo psicologo non può fare la diagnosi nel senso medico....in quanto la mente umana è ancora da esplorare......non a caso gli psicologi non possono somministrare farmaci!
qui nn capisco il nesso tra la diagnosi e i farmaci, ma probabilmente è un ragionamento troppo privato e contorto dunque non so se chiederti spiegazioni o no :mumble:
per curare una psicopatologia non servono i farmaci, se un paziente è (ad esempio) depresso bisogna intervenire sulle interpretazioni cognitive distorte ( la cosiddetta "triade cognitiva di Beck") che stanno alla base della depressione. Lo si fa con la psicoterapia. I farmaci non servono per "curare" la depressione, ma al limite per alleviaree contenere i sintomi nella fase acuta
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appunto è una diagnosi diversa da quella del medico....così come è diversa da quella dell'assistente sociale......
la diagnosi è nata in ambito medico......(quella pura intendo) e si estesa ad altre discipline.....(perdendo le sue caratteristiche originarie, quelle mediche per intenderci)
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Johnny
ti informo comunque che la diagnosi psichiatrica è descrittiva, cioè si basa sui comportamenti senza inferire nulla sulle cause proprio perché i comportamenti sono visibili ed osservabili, quindi "oggettivi", mentre gli stati interiori no.
Per la questione diagnosi: faccio un ultimo tentativo dopodiché getto la spugna e ci rinuncio :asd:
PER LEGGE il medico fa diagnosi, lo psicologo fa diagnosi.
Evidentemente fanno diagnosi diverse: il medico diagnostica una certa malattia o patologia organica utilizzando strumenti adeguati alla diagnosi che deve fare (la radiografia, l'esame del sangue, ecc...ora non li so nello specifico).
Lo psicologo diagnostica una psicopatologia facendo riferimento a manuali diagnostici (tipo il DSM o l'ICD-10) utilizzando strumenti adeguati alla diagnosi che deve fare: test, colloqui (non a caso definiti psicodiagnostici), interviste strutturate o semistrutturate, ecc...
Si sta ovviamente parlando di diagnosi nel senso specifico del termine. Nel senso che per legge queste figure fanno diagnosi incasellando il paziente in una certa categoria e "etichettandolo" cun termine preso da un manuale diagnostico.
Ripeto: possiamo discutere finché vogliamo sull'utilità o l'appropriatezza di fare diagnosi in ambito psichico, sul fatto che la diagnosi deve essere "diagnosi funzionale", sul fatto che lo psicologo deve vedere le potenzialità piuttosto che l'etichetta, ecc....ma di diagnosi si tratta
qui nn capisco il nesso tra la diagnosi e i farmaci, ma probabilmente è un ragionamento troppo privato e contorto dunque non so se chiederti spiegazioni o no :mumble:per curare una psicopatologia non servono i farmaci, se un paziente è (ad esempio) depresso bisogna intervenire sulle interpretazioni cognitive distorte ( la cosiddetta "triade cognitiva di Beck") che stanno alla base della depressione. Lo si fa con la psicoterapia. I farmaci non servono per "curare" la depressione, ma al limite per alleviaree contenere i sintomi nella fase acuta
Appunto. Evitiamo :asd:tanto non si schioda da questa visione del tutto sua personale; sono mesi che la propaganda in vari thread sotto vari nomi come certezza:look::skunk:
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Zuccherina
appunto è una diagnosi diversa da quella del medico....così come è diversa da quella dell'assistente sociale......
la diagnosi è nata in ambito medico......(quella pura intendo) e si estesa ad altre discipline.....(perdendo le sue caratteristiche originarie, quelle mediche per intenderci)
Tu lo sai cos'era in realtà il primo medico dell'antichità?
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certo che voi siete proprio forti!!!!!
Ho detto per caso che l'assistente sociale può diagnosticare una psicopatologia??????
Ad ognuno la propria diagnosi nel campo di riferimento......
Ps: lo psicologo non può fare diagnosi sociale perchè combinerebbe dei "pasticci"non avendo la formazione adatta!!!!!
esiste anche lo psicologo sociale! che può effettuare delle indagini precise cn strumenti precisi ( scale likert,differenziale semantico,check list,ecc ecc) nn sono strumenti usati alla rinfusa ma scientificamente provati! la psicologia nn è una disciplina che poggia le sue basi su pilastri umanistici ma scientifici! la diagnosi lo psicologo la fa e, come se la fa!
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anche la scienza del servizio sociale si basa su elementi scientifici....viene catalogata come umanistica solo perchè ha a che fare con le persone......
Lo psicologo sociale esiste......si.....ma rimane pur sempre uno psicologo(cioè svolgerà sempre le aue attività inerenti il campo psi).....il sociale è il campo d'eccellenza dell'assistente sociale.....ed ora come ora....è l'assistente sociale la figura apicale nel campo sociale!
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Zuccherina
anche la scienza del servizio sociale si basa su elementi scientifici....viene catalogata come umanistica solo perchè ha a che fare con le persone......
Lo psicologo sociale esiste......si.....ma rimane pur sempre uno psicologo(cioè svolgerà sempre le aue attività inerenti il campo psi).....il sociale è il campo d'eccellenza dell'assistente sociale.....ed ora come ora....è l'assistente sociale la figura apicale nel campo sociale!
Forse vuoi dire che l'AS utilizza una metodologia scientifica per effettuare le proprie indagini o Valutazioni tecnico/scientifico per la comprensione dei bisogni ad es. di un individuo "fragile" (es. "un anziano" non autosufficiente, ma é solo un esempio...) che ha bisogno di certi aiuti, vorrebbe accedere a certi servizi, quindi le sue risorse, dei parenti, vicinato, loro disponibilità e risorse di rete o del territorio in cui vive o deve spostarsi per effettuare tale accesso ed avere certi tipi di assistenza ( per es. sanitaria )di cui necessita..Oppure di un bambino in fase di adozione....
Insomma, un gran lavoro di raccordo anche, quando é possibile effettuarlo perché messi in condizione di lavorare bene oltre alla serietà di singole persone, come in ogni campo.
Però é una Scienza Umana e tra queste il suo specifico, mi sembrerebbe essere appunto una Scienza Sociale. O no?
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il nostro non è un lavoro di semplice smistamento verso questo o quel servizio....certo se non è di nostra competenza lo facciamo di certo....ma quello che preme sottolineare è il fatto che l'assistente sociale attua un SUO piano d'intervento specifico previa diagnosi sociale....proprio della professione......non ci occupiamo di vedere se il bambino "mangia o meno" nella famiglia che ha richiesto l'adozione....ma ci occupiamo (ad es.) di come migliorare il rapporto tra il bambino e la famiglia adottiva.....quindi non è un intervento materiale...!
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Tutto è nato dal fatto che monicadal ha detto che l'A.S. si occupa dei vissuti, ecc.
Avevo specificato che l'a.s. non può fare diagnosi e quindi dovrebbe andare con cautela quando lavora a livello emotivo.
Ora spero di riuscire a chiarire la questione: l'assistente sociale non può diagnosticare nessuna patologia. Questo è il punto. Se poi vuoi dare alla parola diagnosi ampi significati tutti la possono fare nel loro campo; ma per legge solo psicologi, medici e odontoiatri possono diagnosticare delle patologie nel loro campo.
Per il significato più ampio anche il pranoterapeuta può fare valutazione del livello energetico e quindi diagnosi pranoterapeutica, e così via; ma non possono diagnosticare patologie. Ne i naturopati, ne i counselor e così via.
Spero di essere stato chiaro.
Nelle pagine precedenti abbiamo sempre parlato di diagnosi sociale e mai di patologie, quindi non c'era bisogno che t puntualizzassi.
Qualsiasi assitente sociale sa che non può diagnosticare patologie nè, in anni di carriera, ho mai visto fare il contrario.
PEr quello che rigurda altre professioni, scientifiche o meno scientifiche alle quali poni paragoni non mi interessano e sono lontanissime da me.
Non conosco approfonditamente quello che fanno e mi limito a seguire i fondamenti scientifici della mia professione, quello che ho studiato, e gli aggiornamenti professionali specifici.
Poi che i naturopati o i pranoterapeuti svolgano pure le loro funzioni se trovano clienti. Il nostro lavoro non ne risenti poichè noi agiamo su basi prettamente istituzionali e ufficiali. ( Servizi pubblici o privati in convenzione con il pubblico)
Non ho mai visto, per esempio, un assitente sociale che vada in tv a propinare soluzioni intrise di elementi new age, energie vitali, terapie naturali come fa un Morelli che dovrebbe essere un vostro collega.
PEr cui tutti i paragoni che fai con i diversi seguaci di arti pressochè magiche sono molto lontane da chiunque sia iscritto al nostro albo.
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Forse vuoi dire che l'AS utilizza una metodologia scientifica per effettuare le proprie indagini o Valutazioni tecnico/scientifico per la comprensione dei bisogni ad es. di un individuo "fragile" (es. "un anziano" non autosufficiente, ma é solo un esempio...) che ha bisogno di certi aiuti, vorrebbe accedere a certi servizi, quindi le sue risorse, dei parenti, vicinato, loro disponibilità e risorse di rete o del territorio in cui vive o deve spostarsi per effettuare tale accesso ed avere certi tipi di assistenza ( per es. sanitaria )di cui necessita..Oppure di un bambino in fase di adozione....
Insomma, un gran lavoro di raccordo anche, quando é possibile effettuarlo perché messi in condizione di lavorare bene oltre alla serietà di singole persone, come in ogni campo.
Però é una Scienza Umana e tra queste il suo specifico, mi sembrerebbe essere appunto una Scienza Sociale. O no?
L'assitente sociale ( in special modo l'assitente sociale specialista ) usa metodi scientifici anche per rilevare i bisogni di un determinato territorio.
Inbfatti la ns specialistica si chiama " Programmazione e gestione dei servizi sociali"
Il lavoro dell'assitente sociale, quando riveste posizioni dirigenziali, è anche quello di creare e pianificare progetti.
Di creare nuovi servizi sia su bisogni che sono già presenti, sia di prevenzione. DI guidare le scelte dei politici rispetto alle politiche sociali territoriali.
Di decidere dove investire i fondi che un determinato comune ( o come si usa + spesso un determinato gruppo di comuni riuniti in una zona) o una asl stanziano per gli interventi sociali o socio-sanitari
Nei servizi sociali dove lavoro io c'è una area progettazione che si occupa proprio di questo: decidere quali sono i bisogni del territorio che sono prioritari rispetto alle risorse da investire e attuare proggetti dove poi lavorano assitenti sociali, educatori, operatori ecc.
La metodologia della ricerca sociale e la statistica sono materie che vengono approfondite molto nei nostri corsi al fine di ottimizzare le risorse e le decisioni che devono essere prese.
E inoltre rimane la parte umanistica che è fondamentale nella nostra formazione e, personalemente, credo che aiuti molto nel cosiddetto case-work cioè il lavoro sul caso singolo, la relazione d'aiuto che si propone di capire i problemi dell'utente e di aiutarlo nell'affrontarli non solo erogando prestazioni, ma cercando di stimolare l'utente al cambiamento interiore, aiutandolo ad acquisire autostima e potere d'azione nella propria sfera di vita
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Originalmente inviato da
monicadal
Non ho mai visto, per esempio, un assitente sociale che vada in tv a propinare soluzioni intrise di elementi new age, energie vitali, terapie naturali come fa un Morelli che dovrebbe essere un vostro collega.
infatti Morelli è uno psichiatra, non uno psicologo :asd:
il discorso sulla questione "diagnosi" era per mettere i puntini sulle i, visto che ci tenete tanto a dire a noi psicologi quali sono i nostri ambiti di intervento in modo così severo e meticoloso, sembrava giusto avere la stessa meticolosità anche nel definire i vostri: nella fattispecie, la diagnosi sociale è ufficialmente una VALUTAZIONE che viene definita "diagnosi" soltanto in modo informale e nel senso ampio del termine, ma non per legge. Tutto qua.
(almeno così sembra di capire dalle discussioni precedenti e dal vostro codice che è stato linkato qualche pagina fa, in cui parla di Valutazione, appunto).
Spero che a questo punto si possa ritornare al tema del thread
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Originalmente inviato da
Johnny
infatti Morelli è uno psichiatra, non uno psicologo :asd:
il discorso sulla questione "diagnosi" era per mettere i puntini sulle i, visto che ci tenete tanto a dire a noi psicologi quali sono i nostri ambiti di intervento in modo così severo e meticoloso, sembrava giusto avere la stessa meticolosità anche nel definire i vostri: nella fattispecie, la diagnosi sociale è ufficialmente una VALUTAZIONE che viene definita "diagnosi" soltanto in modo informale e nel senso ampio del termine, ma non per legge. Tutto qua.
(almeno così sembra di capire dalle discussioni precedenti e dal vostro codice che è stato linkato qualche pagina fa, in cui parla di Valutazione, appunto).
Spero che a questo punto si possa ritornare al tema del thread
Pensoche mezza italia creda come me che Morelli sia psicologo...ahiahi...:sbonk:....
Spero anche io che si torni al topic. Tra l'altro il termine valutazione personalmente lo uso e lo preferisco!!! E' legato meno all'idea della patologia e del mondo medico. E anche se il termine diagnosi e valutazione con gli utenti non vengono mai usati ma fanno parte della nostra teoria interna, credo che quanto più ci si allontana dal modello medico e dal considerare il nostro utente come portatore di una patologia, sia pure sociale, quanto meglio sia per tutta la nostra catogira ( ma questo è un off topic che riservo ai forum di assitneti sociali ):mano:
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Originalmente inviato da
Zuccherina
il nostro non è un lavoro di semplice smistamento verso questo o quel servizio....certo se non è di nostra competenza lo facciamo di certo....ma quello che preme sottolineare è il fatto che l'assistente sociale attua un SUO piano d'intervento specifico previa diagnosi sociale....proprio della professione......non ci occupiamo di vedere se il bambino "mangia o meno" nella famiglia che ha richiesto l'adozione....ma ci occupiamo (ad es.) di come migliorare il rapporto tra il bambino e la famiglia adottiva.....quindi non è un intervento materiale...!
Infatti, io ho scritto anche di raccordo, oltre al lavoro sul singolo - in proposito ho fatto specificandolo, solo un esempio indicativo - famiglie, vicinato, in cui é compreso un contesto e servizi, riferendomi all'insieme da dover spesso tenere presente a livello globale. Era una considerazione positiva in più, non ho proprio parlato di "smistamento". In caso al contrario, del coordinamento come lavoro sovraordinato a quello sottostante, anche in termini di pianificazioni e progetti. Pensavo che essendo il tuo lavoro, ti risultasse evidente. Ma bisogna scriverti parola per parola? Ti rendi conto di quanto tu sia prevenuta sul tuo stesso lavoro?:rolleyes:
Comunque, stabilito che gli As fanno il loro lavoro e gli psicologi il proprio, ognuno con i propri punti di vista, cerchiamo di tornare nel tema del thread, che é un altro?!?:approved:
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Originalmente inviato da
monicadal
Pensoche mezza italia creda come me che Morelli sia psicologo...ahiahi...:sbonk:....
Spero anche io che si torni al topic. Tra l'altro il termine valutazione personalmente lo uso e lo preferisco!!! E' legato meno all'idea della patologia e del mondo medico. E anche se il termine diagnosi e valutazione con gli utenti non vengono mai usati ma fanno parte della nostra teoria interna, credo che quanto più ci si allontana dal modello medico e dal considerare il nostro utente come portatore di una patologia, sia pure sociale, quanto meglio sia per tutta la nostra catogira ( ma questo è un off topic che riservo ai forum di assitneti sociali ):mano:
In realtà é risaputo, a livello popolare, da almeno 20/30 anni fa, periodo in cui fondò - mi risulta - la rivista Riza Psicos.... che Morelli é uno psichiatra con formazione personale anche Junghiana e che fa riferimento a teorie del tutto sue (e di qualcun altro...).
Comunque, si torniamo in Topic :mano:
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infatti la nostra professione cerca il più possibile di rimanere distante dal mondo medico poichè è un'altra cosa rispetto ad esso.....se così non fosse la nostra sarebbe una professione ancillare rispetto a quella medica...(poichè lo sappiamo tutti che il medico la fa da padrona nei contesti sanitari)!Quindi da una parte c'è la parte sociale o socio-sanitario governata da noi e dall'altra c'è il mondo sanitario(che ha la sua struttura organizzativa...)!