Re: Riferimento: Cattolica 2012
io cmq quel caso l'avrei svolto così
Sulla base dei dati a disposizione, l’area di sofferenza di Enrico sembrerebbe essere soprattutto quella dei disturbi d’umore. Egli infatti denuncia da qualche mese insonnia, autosvalutazione, disagio pervasivo e intenso, perdita di interesse verso la moglie, delusione e sensazione di inutilità. Questi sintomi si situano entro un contesto di vita in cui la famiglia di Enrico sta affrontando il difficile momento dell’adolescenza delle figlie, che richiede un movimento di separazione-individuazione che riguarda tutta la famiglia, alla ricerca di un nuovo equilibrio tra autonomia e coesione.
L’uomo sembra aver basato la sua vita sulla famiglia, per la quale ha rinunciato ai propri studi, e fatica ora ad affrontare il cambiamento delle figlie, che in quanto adolescenti adottano il gruppo di pari come riferimento primario e ricercano una propria autonomia. La moglie di Enrico sembrerebbe aver compreso la necessità di una rinegoziazione dei confini e dei sottosistemi familiari, accettando la necessità di un nuovo riposizionamento come donna e non solo come madre. Questo però sembra aver peggiorato la condizione di Enrico, il quale si sente ora sminuito dal fatto che la moglie guadagni più di lui, e “abbia più merito di lui” anche nella crescita delle figlie.
L’episodio di lutto che ha riguardato il soggetto potrebbe aver ulteriormente pesato sull’umore, e potrebbe aver fatto mancare un solido punto di riferimento. Egli infatti dichiara di essere rimasto “impietrito”, quasi a sottolineare un sentimento di paura ancora prima che di tristezza.
Non essendo i dati a disposizione sufficienti, proporrei un ciclo di tre incontri con Enrico per indagare meglio alcune aree del suo funzionamento, tramite colloquio e test, e dargli una restituzione del risultato finale delle considerazioni diagnostiche.
Secondariamente, in quanto psicologo, proporrei un intervento di sostegno rispetto al sentimento di inutilità del soggetto come consentito dalla legge 56; poi previo consenso degli interessati, che convocherei al completo, invierei ad un terapeuta sistemico-familiare l’intero nucleo familiare per un intervento con l’obiettivo di migliorare la comunicazione, la coesione, la chiarezza dei confini, la flessibilità dei sottosistemi del sistema-famiglia.
In particolare con Enrico svolgerei innanzitutto un’analisi della domanda per chiarire se si sia presentato spontaneamente, e perché proprio in questo momento della sua vita. Indagherei la sua motivazione ad un percorso di approfondimento ed eventualmente ad un intervento successivo. Indagherei la domanda implicita evitando di accettare acriticamente quella esplicita, costruendola invece con l’interessato.
Indagherei il funzionamento generale a livello sociale, affettivo e lavorativo, sia attuale che premorboso. Indagherei sull’esordio dei sintomi, in termini temporali e situazionali, e approfondirei se vi siano dei momenti nella giornata in cui vengono esacerbati. Approfondirei il vissuto nei confronti: delle figlie, soprattutto di Margherita, la cui nascita ha provocato la rinuncia agli studi; della moglie; della rinuncia agli studi e della perdita del padre, cercando di capire se e come ne ha rielaborato il lutto. Indagherei la presenza di ulteriori sintomi depressivi come tono dell’umore flesso, cali o aumenti di peso non volontari, perdita di interesse generale, faticabilità. Approfondirei i rapporti con il padre.
L’intervento di sostegno verrebbe condotto con approccio psicodinamico, volto a sostenere Enrico nel processo di separazione-individuazione e nella rielaborazione della perdita del padre e dell’immagine di sé come punto di riferimento per la propria famiglia.
Riferimento: Cattolica 2012
Mi sembra fatto bene e soprattutto aderendo alla traccia... Beate voi... Mi sento una capra :(
Riferimento: Cattolica 2012
Eh ma ormai visto che non so se ci sarà sviluppo come caso clinico tra le scelte ho deciso di fare praticamente tutto e questo mi occupa molto tempo... Probabilmente proverò a metter giù un discorso sensato una volta che finisco i disturbi se no rischio di trovarne qualcuno che magari non ho ancora studiato...
Se sapessi che c'è sviluppo tra le scelte sarebbe di aiuto ma purtroppo non si sa e quindi non riesco a tralasciare l'adulto (Anche se ovviamente è più difficile)...
Non so sono un po' in palla :(
Riferimento: Cattolica 2012
Eh va beh ma è il "mio" campo... Mi pesano di più quelli dell'adulto ma me li farò così mi porto avanti con la scuola di specializzazione (e nessuno della commissione saprà mai che sono già iscritta xD)....!
Io un altro progetto non ho intenzione di farlo e cmq concordo che non sia giusto non ritrovare un caso clinico relatio al proprio indirizzo! anche perché scusate.. Quanti han voglia obiettivamente di rifare un progetto? Non penso sia una delle prove preferite (a mio avviso nessuna lo è xD)!
Non lo so... Voglio solo togliermela a sto punto....
Riferimento: Cattolica 2012
Quindi non bisogna dire per quale disturbo dell'umore si è indirizzati?Meglio rimanere nel generico?
Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
LemureGatta
Quindi non bisogna dire per quale disturbo dell'umore si è indirizzati?Meglio rimanere nel generico?
dipende se ci sono gli elementi per dirlo o no.
Riferimento: Cattolica 2012
Lì non c'erano termini per dirlo... Non c'erano neanche le tempistiche dell'eventuale disturbo dell'umore (sempre che l'area fosse quella giusta) e i tempi son fondamentali nei dei disturbi in generale e soprattutto quelli dell'umore... Io non mi azzarderei a un disturbo specifico
Riferimento: Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
iamghost
dipende se ci sono gli elementi per dirlo o no.
si però si deve ipotizzare qualcosa (almeno un paio) per poi poter dire quale terapia si consiglia sottoporre il paziente...se fossero soddisfatti i criteri per il disturbo Depressivo Maggiore allora una terapia X ,qualora fossero soddisfatti i criteri per un Disturbo d'Ansia Generalizzato allora terapia Y...
si può dire quale terapia intraprendere senza specificare un disturbo?
Riferimento: Cattolica 2012
Scusa ma tu leggendo il caso che diagnosi ti sentiresti di fare in questo particolare caso?
Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
pimpa_07
Scusa ma tu leggendo il caso che diagnosi ti sentiresti di fare in questo particolare caso?
nessuna,per le ragioni che tu stesso hai detto.però pensavo che si dovesse giustificare una terapia sulla base di un disturbo specifico tutto qua!:)
Riferimento: Cattolica 2012
Beh ma qui non chiede espressamente la terapia da consigliare ma mi pare che chieda come di intende procedere... Quindi si può pianificare come suggerito da iamghost degli ulteriori incontri per meglio inquadrare la problematica e indagare aree non approfondite o non menzionate magari anche grazie all'uso di test...
Eventualmente se ipotizzi semplicemente che si potrebbe trattare di un disturbo dell'umore puoi dire cosa faresti e a chi invieresti se tale ipotesi venisse confermata...
Secondo me cmq dipende molto dalla traccia, dai dati presenti in essa e dalle richieste alla fine della traccia....