Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Ciao francesca, anche secondo me, hai detto una frase di importanza fondamentale e cioè che ogni terapia, qualunque essa sia, quindi al di la' della sua denominazione ufficiale, parlando sempre di psicoterapie che portino in sè questo criterio di serieta', dovrebbe avere come obiettivo primario il benessere del paziente ed il rispetto delle sue esigenze, due aspetti intrinsecamente legati. Ho notato che molto spesso, il teorizzare di alcuni,converge invece soprattutto su una difesa -piu' o meno volontaria ed a spada tratta - emotiva della posizione del terapeuta da ogni forma di coinvolgimento, la' dove anche la famosa neutralita', non è di fatto, in un essere umano, qual'è il terapeuta, nella prassi, disgiunta da un 'affettivita' (eppure a volte, sembrerebbe tanto temuta da richiedere varie spiegazioni per starne alla larga.) Ed è anche vero che pur non cadendo in acting out , una buona dose di affettivita', anche attraverso qualche parola in piu', chiarificazione, ad es., o altro, che dimostri empatia, non puo' che far bene, piu' di tanti silenzi sconcertanti, ed ottenere spesso, anche piu' risultati, "ad" e con un paziente. L'importante, è saper dire le parole giuste (che non vuol dire esatte) per quel momento, senza invadere l'altro, ma facendogli sentire la propria presenza, cosa di cui spesso, egli ha estremamente bisogno. Altrimenti, non sarebbe, talvolta, neppure li'. E molte persone, riescono a sentire la presenza attraverso il canale della parola e, solo poi, in altri modi, ed attraverso la parola del terapeuta, riescono ad arrivare alle proprie e ad esprimerle. E, tramite esse, le emozioni, anche se non per tutti, vale qs percorso. Cioè ogni persona, è un individuo a sè, con le sue esigenze.
Quindi, trovo che tu abbia detto una cosa estremamente intelligente e vera e mi trovo in accordo con te e con lucio che apprezza come merita, questa tua affermazione, che è fondamentalmente vera e basilare, in ogni psicoterapia.
Ciao:ciao: