Sì, però ora se fate la discussione a due, è orrendo.
Voi ve le dite e ve le cantate, di cosa sa?
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Sì, però ora se fate la discussione a due, è orrendo.
Voi ve le dite e ve le cantate, di cosa sa?
Per la verità credo che la discussione a due sia terminata complicata, ho iniziato a parlare con lalangue quando aveva scritto che certe donne si cercano le delusioni per piacere e non mi convinceva tanto. Intervieni anche tu, inserisciti... Avevo capito che non ti dava fastidio se continuavo :D. Visto che la nostra discussione è finita, se ti va puoi parlarci un po' della tua situazione. Da quello che hai raccontato l'intervento troppo freddo del tuo analista ti ha lasciato molto irritata.
E' una domanda che mi faccio: ma siamo sicuri che l'osservazione un po' clinica di quel che si fa sia un qualcosa che fa star meglio?
Parlo da profano, ma credo che la cosa più importante per i pazienti sia essere ascoltati, alla fermata del bus a me spesso capita che dei signori anziani cercano un po' di conversare, per parlare un po' di questo e quell'altro ed a volte addirittura un po' della loro vita, forse perché sono un tipo che a vista ispira fiducia e cordialità e che non li manderà a quel paese con l'atteggiamento distaccato di chi gli fa capire "non rompere le scatole vecchio bacucco".
Noi anche col corpo comunichiamo, un analista non può far finta di nulla, se si comporta in modo non cordiale con un paziente, come sembra sia capitato a complicata, siamo sicuri che sia solo transfert da parte del paziente e non ci sia comunque un atteggiamento comunicativo distaccato e freddo che pure altre persone avvertiranno?
Anche nella mia analisi, abbandonata da tempo, capitò che parlai all'analista di una persona che lavorava in un negozio nelle vicinanze e sostenevo spesso un po' arrabbiato che mi faceva dei piccoli dispetti, chiedevo un tipo di panino e ne infilava un altro nella busta e così via. L'analista subito ha avviato il solito discorso del fatto che fossi io a proiettare tutto in modo un po' paranoico; poi però quando le è capitato di andare a comprare lì il pane pure a lei mi ha raccontato che c'ha litigato proprio con 'sta commessa.
Saluti
Caro Char_lie,
rassegnati, è sempre transfert finché sei in terapia, ed è transfert proprio perché tu stavi raccontando quelle cose alla tua analista; in fondo non era solo la commessa, per quello che mi pare di capire, che ti metteva nel sacco un panino per un altro, anche l'analista veniva vissuta come come qualcuna che ti dava ciò che non volevi al posto di ciò che magari avresti voluto. Del resto questa sensazione di fraintendimento, di non avere risposte che possano soddisfare i tuoi bisogni è una costante anche qui nel forum :D.
Notevole che ti abbia raccontato che ha litigato anche lei con la commessa: si chiama self-disclosure; io una analista così non l'avrei lasciata :skunk:
Un saluto.
Carissimi,
ho seri problemi di collegamento con la linea adsl anzi, direi che proprio non ho più una linea adsl, sto navigando con una chiavetta; in attesa, di ripristinarla sarò presente solo "a salti e pizzichi". Molto bella la discussione di queste ultime pagine:D, ma adesso dove siete? :yawn:
Un saluto a tutti
Ehi, non c’è più nessuna che si innamori o anneghi in un paio d’occhi castani? Magari pietrificanti come quelli della medusa caravaggesca del mio avatar, che si può guardare solo attraverso lo specchio concavo di Perseo? Queste so’ discriminazioni razziali però ragazze :skunk::skunk::skunk:
Ah,molto meglio, che sollievo, molto meno accademico e tecnico adesso,meglio per me.:asd:
Diciamo che adesso il mio terapeuta è un po' più carino umanamente, ci siamo litigati bene bene, lui si è ripreso il suo "ruolo" che io ho messo a repentaglio,:sbonk:( così mi parve), e niente,si racconta dei miei sogni e della mia vita, sia lavorativa che affettiva.
Bello, perchè ho visto un film che mi ha consigliato lui, un capolavoro, direi, e l'attore protagonista gli somigliava come una goccia d'acqua!
:yahoo:Infatti secondo me è vero che ispiri fiducia e cordialità, ma è una grandissima qualità!, non ne sei orgoglioso?
Ora faccio una battuta: la povera commessa, sei sicuro che capisse che tipo di panino chiedevi, fermo il fatto che quando tu descrivi qualcosa, sempre esso risulta nei minimi particolari, tanto da rendere impossibile riconoscere l'oggetto medesimo?:yahoo:
Oggi mi voglio divertire:asd:deduco che Meg ha un paio di fulgidi occhi castani, buoni per le lenti a contatto, in quanto meno delicati e dalla lacrimazione facile.
Dunque, optasi per lenti a contatto colorate, al fine di transfertizzare malcapitate pazienti ostiche.
Buon Transfert a tutti!
Ah si sta parlando degli occhi di un analista? Beh, nel caso...Meg, per me oltre le lenti a contatto azzurre (ma vanno bene anche verdi), direi anche un metro e ottantacinque d'altezza e capelli biondi non troppo corti.
Però chi me lo farebbe fare di prendermi una scuffia per uno che si sa in partenza che manco si può toccare? E' volersi male! :P Mah...credo proprio che ripiegherei su una donna vecchia e brutta (fosse mai che mi facesse scoprire qualcosa di molto molto inconscio!).
Comunque caro Megiston, per gli occhi scuri ho già dato (non mi faccio mancare niente).
Deduci bene, sei un’indovina, più di Maga Magò, quasi la sibilla cumana. Pazienti ostiche? Io transferizzo soltanto pazienti ostriche, ostregheta! :D Sulla lacrimazione facile io non ci giurerei... deve ancora nascere la donna che mi faccia lacrimare. :divina: “Malcapitate” non direi, le mie pazienti mi “adorano” :medito:.
Non sopporto le lenti a contatto, sul metro e ottantacinque manca qualcosa e pure sui capelli, in compenso mia mamma dice che però sono intelligente ... tu al contrario di Complicata non ne indovini una che sia UNA :D,
L’analista non si tocca per definizione, Freud diceva che l’analisi si deve fare in regime di astinenza e questa è buona norma che vale per qualsiasi scuola psicoanalitica, per qualsiasi coppia analitica; l’analista viene scongelato 5 minuti prima della seduta. Donna vecchia e brutta, nella tua città? Mi informerò, sarà molto lusinghiero per lei, chiunque sia, sapere che le ho fatto un invio per queste due sue caratteristiche :skunk:.
Mia cara, ma anch’io ho esaurito da tempo la gamma cromatica dell’iride femminile, ma si vede che tu non hai praticato arti marziali; un karateka quando giunge ad essere cintura nera si perfeziona nei vari dan e, infine, diventa cintura rossa. Alla fine di questo ciclo ricomincia di nuovo da cintura bianca, gialla, arancione, verde .... è il fluire eracliteo della vita, bellezza :D.
Un abbraccio ad entrambe.
non stento a crederlo :D
vedi che non ci posso andare in analisi? le ore pomeridiane sono quelle che preferisco...Citazione:
Freud diceva che l’analisi si deve fare in regime di astinenza e questa è buona norma che vale per qualsiasi scuola psicoanalitica, per qualsiasi coppia analitica; l’
quante cose che non sai di me, quante cose che non puoi sapere... http://www.youtube.com/watch?v=vzHZKz9wPSICitazione:
ma si vede che tu non hai praticato arti marziali.
fatto pure quello!
:hug:
Perché mi ha raccontato qualcosa di vero ha sbagliato secondo te? E' vietato agli analisti raccontare qualcosa di vero?Citazione:
Originalmente inviato da Megiston Matema
Certo che a me sono state proprio queste le cose che un po' mi hanno aiutato, il fatto che fosse una persona che frequentava la stessa zona, che conoscesse un po' il territorio ed il tessuto sociale nel quale vivevo io stesso cosa che ha permesso a questa pesona di suggerirmi anche "prova ad anadare qui" quando le esponevo qualche problema.
Un analista cosa analizza se non sa dove vivi? Come può sapere se esageri, effettuando una forte distorsione nel descrivere certe situazioni, o se effettivamente capitano certe cose? Se sei tu a provocarle o se c'è in buona parte anche un certo atteggiamento di chi ti sta attorno?
A me è l'atteggiamento di un'analisi senza appigli che mi dà fastidio, è ben peggiore una persona che presuppone e ha la presunzione di poterti conoscere senza avere molte informazioni rispetto a quel che hai intorno usando solo certe teorie psicoanalitiche, come hai fatto tu nell'analizzare subito quel che avveniva tra me e la commessa dell'episodio che ho raccontato, come se avessi provocato io tutto, associandolo subito al fatto che certi tipi di aiuto io li rifiuto volontariamente, perché io non li reputo di alcun aiuto.
E' quest'atteggiamento che a me dà fastidio, semplicemente perché non vengo né ascoltato né compreso in nessun modo. Una volta mi si dice che desidero le delusioni, poi però osservandomi mi accorgo che quando possiedo ed ho proprio quel che voglio e desidero me lo prendo e non mi vado poi a cercare affatto delle delusioni, questo però poi non posso sostenerlo perché anche se non credo che le cose stiano così come dice la tal teoria sbaglio perché questo rappresenta una resistenza. Io poi sfido le vostre teorie dicendovo datemi direttamente quel che voglio, se è vero quel che affermate io col mio comportamento dovrò buttare via certe cose buone secondo il mio metro di giudizio, visto che mi piace restar deluso, ma io anche se trovo 50 euro per strada non li butto affatto via per potermi poi lamentare di non aver soldi, li spendo prima, poi magari dopo mi lamento di non aver quattrini :asd:. Diversi di voi dicono una cosa io un'altra, che parliamo a fare? Io vi espongo che cosa potrebbe disconfermare la teoria: provate a dare alla persona (se ne siete capaci) proprio l'oggetto sanato delle imperfezioni di cui si lamenta e vediamo se lo butta via, il fatto che l'oggetto non esiste proprio lo stesso non basta a provare che la persona provi piacere a restare delusa, si ha a che fare con vincoli insoddisfacibili ma non col piacere rispetto alla delusione lo stesso.
L'operazione dell'analista poi è sempre la stessa "sei tu a costruire la realtà", ma la realtà attorno a noi e tutto quel che viviamo e osserviamo non è che può essere costruita di sana pianta. Potrei ribaltare le cose, commettere un omicidio e sostenere poi che in realtà sono gli altri a costruire questa realtà riguardo al fatto che ho commesso un omicidio relativizzando il concetto di realtà. Quella commessa vi dico che di proposito l'ha messo un altro panino nella busta, non è che sono pazzo, ed io ho spesso dubbi di questo tipo non è che sono così sicuro subito, perché non m'è capitato una sola volta, e poi anche perché poi cambiando negozio questi disguidi così frequenti non si sono più verificati (senza che io facessi alcunché). Forse il mio errore stava nel notare troppo la cosa, ma non nel fatto che non è accaduto tutto effettivamente. L'analista probabilmente mi ha raccontato quel che le è capitato anche a lei per farmi capire "Certe persone sono fatte così, forse ti conviene cambiar negozio, difficilmente cambiando il tuo atteggiamento in qualche modo, anche come ti ho suggerito di fare io prima, renderai più ben disposta questa persona". Prima che anche l'analista avesse a che fare con questa persona si limitava a suggerirmi di essere più gentile, di riflettere sul fatto che forse comunicavo certe cose con la mia voce e così via, quando poi è capitata anche a lei la stessa cosa il quadro della situazione che s'era costruito pure lei (l'analista) è cambiato, e per onestà mi ha detto proprio quel che pensava e così mi ha aiutato, almeno in quella situazione specifica, suggerendomi di andare proprio in un altro negozio nelle vicinanze che secondo lei non era male.
E' incredibile come là dove mi è stata minimamente utile la cosa, voi la ribaltate e la leggete come un errore perché non è stato analizzato alcun transfert o perché l'analista ha preferito condividere certe sue espereienze negative con me.
Saluti
Ma lui ha detto che è notevole che ti abbia raccontato qualcosa di suo, il che si chiama self-disclosure, e che lui un'analista così non l'avrebbe lasciata, per cui deduco che non solo non è vietato, ma che non ti ha fatto neanche una gran concessione, quindi, e non è stata nemmanco originale, visto che l'evento è catalogato nella loro casistica.:asd:
Io l'avrei lasciata subito!:argh:
Mi fate l'elenco per favore delle cose vietate in seduta e un po' originali, diciamo, non previste dalla casistica?:rolleyes:
Caro Char_lie,
è incredibile, se avessi scommesso avrei certamente vinto, ero certo che la tua risposta sarebbe stata di questo tenore :D. Il punto è che sembri non renderti conto che se ti pare di contestarmi con le tue argomentazioni (argomentazioni un po' deboli, come ti fa notare anche Complicata :lookat:), con l'atteggiamento contestatario mi dai invece perfettamente ragione :skunk:... nessuno ormai si fa illusioni che tu possa accettare una considerazione analitica: è sbagliata a prescindere!
Un saluto.
Cara Complicata,
self-disclosures sono tutti quegli interventi in cui l'analista racconta qualcosa di sé che ritiene in quel momento utile per il suo paziente; quando cioè parte da sé, o meglio da qualcosa di sé in relazione al paziente (il rapporto con la ragazza, la medesima esperienza). Dal mio punto di vista sono molto efficaci a condizione che ci sia un'autentica presenza a se stesso dell'analista. Non esiste, e non può esistere, alcuna casistica, trattandosi di interventi che sono efficaci proprio perché rivelano qualcosa su una determinata coppia analitica, sul loro specifico funzionamento. Perché tu l'avresti lasciata, invece?
Un saluto.
Infatti la tua analisi si è conclusa bene: ora sai dove andare a comprare i panini.
L'analista non sa quali siano le distorsioni, ma analizza quanto accade nel transfert e nel qui ed ora. Tu non sfidi la teoria di nessuno, se non la tua, dicendo "datemi direttamente quel che voglio", perché quello che vuoi lo sai definire a fatica, come sai anche che non può esistere. Posso supporre che la tua teoria ti serva per "ciurlare nel manico"?
Nessun terapeuta è in grado di fornirti l'oggetto che cerchi. Forse Dio, ma dubito che esista (prova a chiedere: magari...).
Sai che l'oggetto non esiste, che nessuno potrà mai fornirtelo (proprio perché non esiste) e che non provi piacere a restare deluso, pur avendo a che fare con dei vincoli che ti sembrano "insoddisfacibili": o è roba da psicoanalisi, o non sta insieme.
La realtà non è costruita e basta: c'è una realtà ben radicata nel tuo organismo, che è quella della pulsione. Questa era la mia distinzione tra "bene" (il bambino mangia) e "male" (il bambino muore di fame, allucinando il seno della madre senza fare nulla per chiamarla a sé).
Ti ha già risposto Meg.
no, no, sinceramente penso che il racconto di aver litigato con la commessa, mi sarebbe risultato simpatico, e avrei detto:"hai visto non sono la sola ad avere la commessa antipatica?" " E se ci litiga la psicologa, figuriamoci io!"
E quindi sarebbe risultata una vittoria da parte mia.
Sarebbe stato come se mi avesse ufficialmente firmato l'autorizzazione a litigare con mezzo mondo, in sostanza, ecco.
Se l'analista mi dà manforte, una volta ogni tanto, mi fa un favore, è che non succede mai, difficile, perlomeno.
Non penso l'avrei lasciata, era una battuta legata all'"originalità",conseguente ai vostri interventi.
Cioé se non so definire ciò che voglio e desidero, come faccio a sapere, come dici dopo, che non esiste?Citazione:
Originalmente inviato da lalangue
A me pare che poi capisci bene... Perché mi hai chiesto di dimostrare, qualche post fa, che esiste la donna ideale di cui parlavo? Se tu non l'avessi capito di cosa stavo parlando non mi avresti chiesto di dimostrare qualcosa visto che non avresti capito nemmeno cosa avrei dovuto dimostrare.
Io ti posso dire che capisco cosa nelle specifiche situazioni proprio non mi sta bene, devo dirti di non saperlo per farti contento? Nel caso della commessa capivo in cosa consisteva il comportamento e gli atteggiamenti che mi davano fastidio e mi arrecavano danno. La domanda che ponevo all'analista era questa: posso modificare agevolmente questo suo comportamento nei miei confronti tramite qualche accorgimento? (che ovviamente non consiste nell'adattarmi al comportamento dell'altro che mi dà fastidio) Io vorrei proprio andare in un negozio nelle vicinanze dove esser trattato bene e poter comprare comunque merce di buona qualità ed a buon prezzo.
L'analista dopo aver provato varie altre strade mi ha comunicato poi, dopo che ha conosciuto meglio la situazione di persona, "io non lo so risolvere il problema che poni con questo approccio e non so nemmeno se sia possibile risolvere la cosa in questi termini, ti conviene provare ad andare in quest'altro negozio nelle vicinanze (negozio che io non conoscevo) perché lì mi sembra trattino meglio la clientela, ed il pane mi sembra di buona qualità.".
Dico io a mettere le cose in questi termini cosa c'è di sbagliato? Non rappresenta comunque un'azione terapeutica di aiuto ricevere il consiglio da persona che conosce qualcosa a una persona che non conosce qualcosa? vi assicuro che questo problema non si è ripresentato pìù, ho capito anche più in generale che è molto più difficile modificare l'atteggiamento di certe persone specifiche nei nostri confronti invece di provare a cercare direttamente quelle più adatte che riescano a soddisfare certe nostre esigenze ed aspettative. E' riuscita comunque a fornirmi una modalità migliore per risolvere lo stesso problema che consisteva nel "comprare pane buono nelle vicinanze di casa ed esser trattati bene dal personale del negozio e non dover impiegare un surplus di energie per stare attenti a tutti questi dispetti"... La situazione che cercavo era B e tentavo di modificare A in B visto che A era molto vicina a B... Invece in quel caso risultava più agevole cercarne un'altra direttamente di situazione visto che era anche disponibile velocemente grazie a certe conoscenze della terapeuta.
Comunque quel negozio adesso è fallito ed aveva merce buona ed a un buon prezzo, probabilmente anche altri come me rimanevano insoddisfatti da come veniva trattata la clientela ed hanno guardato altrove. Certo che se non fosse esistito alcun altrove certi problemi diventerebbero irrisolvibili e tali rimarrebbero per te, me, qualsiasi psicoterapeuta e così via. Se un cerchio non si può quadrare, non lo si può fare, ma si capisce bene cosa significa quadrarlo, se si desidera davvero qualcosa di ontologicamente impossibile non c'è altra cura praticabile che quella di modificare quel che si desidera, ma io l'ho sempre detto ed affermato chiaramente che questo non voglio farlo.
Il malcontento generato da problemi di questo tipo non lo si può curare se non con qualche trucco che modifica di sana pianta la natura dei problemi stessi e non soltanto gli approcci per risolverli.
Io sono disposto a modificare gli approcci nella misura in cui non vanno ad intaccare la natura dei problemi che pongo. Una soluzione rispetto a questo o quel problema dovrà soddisfarmi, c'è poco da fare, se non riesce a soddisfarmi per me è una falsa soluzione che lascia inevasi certi vincoli importanti per me.
Saluti
Ma tu vuoi modificare gli atteggiamenti altrui?
Non è possibile, dovresti fare lo psicoanalista.
Casomai puoi comunicare e sapere cosa ti comunicano, il che è altrettanto difficile.
In ogni caso, va bene, queste sono pinzillacchere, in confronto a ciò che il terapeuta ti dice sull'origine di certi problemi, cose che ti rimbombano nell'orecchio e nella testa, anche se non le comprendi, ti lasciano interdetta, di solito, in silenzio.
Addirittura i rimbombi e i tonfi li senti per davvero, e glielo dici.
Beh, se ti dice che sono nella tua testa, perchè si è andati a toccare qualcosa di antico,nel profondo, ci credi.:sbonk:, fai un atto di fede.
E a volte ti dicono che sei maturata, perchè certe cose le dici ad alta voce.
A me 'ste cose più che rimbombare mi fanno un effetto tipo "spiegazione religiosa di certi fenomeni". A certi problemi che mi pongo e che pongo questa "analisi del profondo" non risponde in nessun modo e perciò rappresenta un po' un rispondere in maniera incongruente a quel che chiedo.Citazione:
In ogni caso, va bene, queste sono pinzillacchere, in confronto a ciò che il terapeuta ti dice sull'origine di certi problemi, cose che ti rimbombano nell'orecchio e nella testa, anche se non le comprendi, ti lasciano interdetta, di solito, in silenzio.
Addirittura i rimbombi e i tonfi li senti per davvero, e glielo dici.
Beh, se ti dice che sono nella tua testa, perchè si è andati a toccare qualcosa di antico,nel profondo, ci credi.:sbonk:, fai un atto di fede.
A me non interessa sapere perché voglio essere trattato bene da una commessa in un negozio, perché mi piace il gelato, perché sono eterosessuale e non omosessuale o zoofiliaco o altro, perché sapere tutto questo non riesco a capire in che modo possa risolvere qualche problema. E' proprio quel che voglio io che produce i miei problemi ed il perché proprio questi problemi, sono problematici per me, dipende in maniera inestricabile proprio da quel che vado cercando io. Per chi non desidera nulla (se esistesse una persona del genere) non esisterebbero affatto problemi dei quali vorrebbe disporre di qualche soluzione. Tolti o modificati i desideri vengono eliminati di sana pianta anche certi problemi; questo mi è chiaro, cerchi una donna perché desideri avere un certo tipo di relazione e vorresti trovare una donna che soddisfi questi requisiti e che sia ben disposta a stare con te accettando diversi tuoi difetti... Ecco questo è un tipo di problema, se invece vuoi iniziare a modificare a monte quel che desideri modificherai pure la natura del problema stesso che da questo dipende, all'inizio cercavi una donna che s'adattasse a certi difetti, con queste modifiche apportate ai tuoi desideri che ti spingevano a cercare qualcosa potresti approdare anche poi ad un transessuale oppure a desiderare di cambiare certe parti di te che non desideravi inizialmente cambiare, ma il transessuale ed il tuo cambiamento soddisfa bene i tuoi desideri modificati successivamente non quelli che avevi in origine. Così a chi volesse quadrare un cerchio gli si dà un poligono con molti lati quadrabile simile al cerchio e gli si suggerisce di abbandonare la propria rigidità nel desiderare, accontentandosi del poligono con molti lati che risulta quadrabile e che risulta abbastanza simile ad un cerchio. Ma un poligono con molti lati non è un cerchio e cose del genere per me non risolvono proprio mai nulla. Per me non c'è alcun paradosso o qualcosa di malfunzionante nel desiderare anche l'impossibile (qui non c'è contraddizione, la contraddizione non può esserci ed è impossibile nella realtà, ma non c'è niente di paradossale nel desiderare di non morire anche se la realtà ci costringesse a morire). Questo tipo di mali per me risultano semplicemente incurabili se si volesse definire senza trucchi una cura.
Basta dirlo chiaramente cosa si va ad intaccare quando si parla di cura e cambiamento così ognuno decide se la cura risulta utile per il tipo di problema posto. Spesso mi è stato detto qui che la cura psicoanalitica non consiste nel modificare i desideri e le aspettative delle persone, ora se è così a chi desiderasse l'impossibile, per curarlo davvero dovreste essere in grado di farlo accedere all'impossibile oppure viceversa se intendete curare anche queste persone è vero che andate ad intaccare proprio i desideri e le aspettative di quella persona.
Saluti
Guarda, io leggo tutto, ma prendo solo il principio, l'inizio di quel che scrivi, che è sempre il più spontaneo, secondo me, prima che tu ragioni.
A te non rimbomba quel che ti dice un'altra persona, Char-Lie.
Non ti rimbomba mai, perchè sempre trovi qualcosa di logico e razionale da ribattere.
Tu ribatti sempre, e non "senti" ciò che ti si vuol dire.
Prova ad ascoltare, che ti devo dire?
Con affetto, complicata.:approved:
Ti dirò una cosa riguardo alle tue argomentazioni successive, oggi ho parecchio tempo libero, e mente sgombra: non troverai una donna disposta ad accettare i tuoi difetti, troverai una donna che i tuoi difetti non li vede, perchè è innamorata, e tu i suoi non li vedrai, perchè sarai cieco.
L'amore non funziona come la geometria, non è il teorema di Pitagora o di Euclide, basta aprirsi al prossimo, tutto lì.
Non c'è nè il possibile, nè l'impossibile, ci sono due persone che stanno bene insieme, conversano,si raccontano di sè, qualche volta litigano, poi si riprendono, poi si amano, e così via..di solito quando ci si innamora si pensa a un futuro insieme, a costruire qualcosa, ma su questo non lo so..sono sogni condivisi, tutto lì, è il piacere di condividerli.
Tutto molto semplice, i casi della vita, se son rose, fioriranno.
Qualche giorno andiamo al negozio di Dio. Mi dicono che sia vicino ad Arcore. Lì troveremo l'impossibile, cioè la donna che cerchi (pare che si possa trovare di tutto: persino dei buoni panettieri!).
Qui si discute di teoria e di tecnica, ma l'analisi è un'altra cosa, e continuo a nutrire le mie serie perplessità sul fatto che tu ne abbia incrociata una.
Con tutte quelle escort qualcuna passabile (non è che abbia buoni gusti il sire di Arcore, poi) la troverà sicuramente, possibilmente a km 0 e pagabile dai contribuenti :D.
Per il resto dici bene Lalangue, l'analisi è un'esperienza soggettiva, non una questione di teoria o di tecnica, perché al di la della molteplicità delle teorie, del differenziarsi creativo delle tecniche, il soggetto deve pur sempre operare il movimento verso la sua soggettivazione.
Char_lie,
l'analisi che vorresti fare tu qui è come pretendere di sedersi al ristorante e di mangiare soltanto leggendo il menù e interrogando cuochi, camerieri e clienti sulla bontà del cibo, come uno troppo sospettoso che vuole essere convinto prima di ordinare. Potresti passare la vita ad interrogare gente senza mai concludere nulla e tenendoti la tua fame. :skunk:
Un saluto ad entrambi.
E' che a me sembra che ho proprio sbagliato tipo di locale, per il tipo di appetito che mi affligge, l'analisi intesa come la intendete voi, non mi soddisferà di certo. In pratica è come se fossi entrato in un locale dove tutti mi assicurano che si mangia abbondantemente, bene e si può ordinare di tutto... Ed anche le persone che sono uscite dal locale (giulietta per esempio :D) sono entusiaste.Citazione:
Originalmente inviato da lalangue
Così io sono entrato nel locale con la speranza di poter mettere qualcosa di concreto sotto i denti ma alla fine non ho trovato menù per ordinare alcunché, non c'è un cuoco, non c'è una cucina, non c'è un cameriere, non c'è nulla di tutto questo ed anche se ci sono fanno tutt'altro da quel che uno si aspetta che facciano. In questo locale si analizza ma non si arriva mai al punto in cui arriva una qualche pietanza in tavola per mangiare e soddisfare finalmente il mio appetito ed in fin dei conti non si sa mai che tipo di operazioni fare per farla arrivare 'sta benedetta pietanza in tavola.
Si inizia a sublimare, a spostare, si pongono dei limiti a questo mio appetito, si riesce a capire tutto dell'apparato digerente e dell'appetito, si diviene infine padroni del proprio appetito ossia soggetti come dice Megiston, ma alla fine il punto dolente è che lì non si mangia mai :asd:.
A me non interessa divenire qualcosa che interessa a te o a Megiston o a qualcun altro. Io sono venuto là proprio per mangiare e desidero che il cameriere faccia il cameriere, il cuoco faccia il cuoco (se ne sono capaci) e così via: se il personale di un ristorante inizia a voler offrire servizi "indesiderati" alle persone che vanno lì per mangiare per non colludere con i desideri della clientela, queste persone hanno buoni motivi o no per essere irritate?
Vi faccio una sola domanda: l'analisi serve o no per soddisfare i bisogni e le aspettative delle persone?
Adesso rispondete senza i soliti giri di parole.
Saluti
Mi è difficile non vedere le persone come sono... Le persone che voglio più bene, i miei familiari, le vedo proprio come sono. Nell'insieme le accetto perché sono abbastanza positive per me e non ho dei forti conflitti o un'atteggiamento ambivalente nei loro confronti. Se ho desiderato ammazzare qualcuno, di certo non è capitato quasi mai con loro.Citazione:
Originalmente inviato da complicata
Io non riesco a diventare cieco... Se è così non posso voler bene nessuno? Non idealizzo certe persone che voglio bene, a me deve capitare che mi piacciono proprio così come le vedo, e le voglio bene perché comunque son fatte in un certo modo. L'amore che so provare io non è tanto cieco.
Saluti
Caro Char_lie,
ti segnalo una cosa sconvolgente, anche tu ti comporti come la commessa che ti metteva nella busta un panino per un altro: hai appena attribuito a Lalangue cose che ho scritti io :D:D:D
Se fosse così semplice, come scrivi tu: "Ho sbagliato locale, qui non si mangia, ma mi vogliono dare qualcosa che non voglio, o che non mi serve" ... beh, allora la soluzione è semplice: cambia locale!!! Invece, sei sempre qui a chiedere cosa ti può dare l'analisi, cosa ti può dare una psicoterapia ... criticando tutto a prescindere e mettendoti (tu pensi di mettere noi, in realtà sei tu ad esserlo) continuamente sotto scacco. Se ti piace continuare cosi sono affari tuoi, naturalmente. Ma comincia a partire da te, che non ti va bene niente e non da noi che non avremmo risposte: noi le risposte le abbiamo per chi le cerca, non per chi si mette da solo un panino che non vuole dentro un sacco, al posto di quello che vorrebbe. :skunk:
Un saluto
Per colpa vostra, sono giorni che compro solo panini, dal fornaio.giuro, vero.
Va bene, riflettendo, nel periodo nel quale uno va dallo psicologo, la pietanza è quella lì, la minestra è sempre quella.
Il resto diventa un po' il companatico, ( ci si contenta di poco, o cipolla o ciccia, diceva mia nonna in tempo di carestia, va beh,mia nonna era tirchia:argh:).
Pane e cipolla,per vivere bene.:zott::asd:
E' la prima volta che colgo tre errori nel tuo scrivere. Le persone che voglio tanto bene, voler bene nessuno( dimenticanza), e le voglio bene, perchè comunque sono fatte in un certo modo.
Bellissimo.
Ora ti trascino nel baratro della perdizione.:Ops:
Vi faccio una sola domanda: l'analisi serve o no per soddisfare i bisogni e le aspettative delle persone?
No. Per quello al massimo ci sarebbe la tetta della mamma. Ma dura poco, come ti ha già spiegato Lalangue alla perfezione. Non ti resta che imparare a farti da mangiare da solo, sempre che tu non preferisca passare il resto della vita a frignare per il ritorno della tetta. Con o senza analista. Perchè tanto, anche se vai dall’analista, ai fornelli sarai comunque e spietatamente solo. C’est la vie, caro.
G
Occhio a quello che può pensare il marito.....
http://www.youtube.com/watch?v=lZgNUoT8I0A
Si nasce soli, si vive soli e si muore soli.
Però in compagnia è più bello.
Non so, tanto non c'è, è via per lavoro..
Chi è via per lavoro? Mi sono persa...
Ahia...il “maritino che rimette in riga”...ehhh signora Longari, lei mi cade sul maritino...proprio in un forum di analisti e analizzati, praticamente nella tana del lupo....
Buon weekend e baci anche a te cara, come vedi non sono in grado di rimettere in carregiata un bel niente, in generale e di venerdì in particolare. La scemite che alberga in me prende il sopravvento mano a mano che si avvicina la pausa settimanale...
G
Questa frase la potresti dire allo stesso modo a chi è malato di un cancro incurabile e deve morire... "C'est la vie, caro"... Secondo te che tipo di aiuto può dare questa informazione?Citazione:
No. Per quello al massimo ci sarebbe la tetta della mamma. Ma dura poco, come ti ha già spiegato Lalangue alla perfezione. Non ti resta che imparare a farti da mangiare da solo, sempre che tu non preferisca passare il resto della vita a frignare per il ritorno della tetta. Con o senza analista. Perchè tanto, anche se vai dall’analista, ai fornelli sarai comunque e spietatamente solo. C’est la vie, caro.
E' vero è tutto ben concatenato, tutto va per un verso nell'esistenza, tutto è regolato da certe leggi inesorabili basate sulla forza biologica, intellettuale, coercitiva, di autorità contro cui un essere umano spesso non può fare nulla se non a sua volta assoggettarsi a quella stessa dialettica che regola queste forze e fa da sfondo a tutto e dalla quale si vorrebbe poter fuggire. Il guadagno è basato sulla propria e l'altrui sofferenza e da queste leggi non si sfugge... Guadagno senza sofferenza = Assurdo = Pazzia
Se vuoi questo devi volere anche quest'altro. La vita e l'esistenza sono spietate e se tutto questo non lo trovi normale e continui a frignare come un bambino che non ha ricevuto la giusta educazione in merito sei di sicuro pazzo ed hai bisogno di cure anche se non lo sai.
Tu hai vinto materialmente perché vivi senza contraddire mai il tuo destino ed accetti ogni legge che regola la tua vita (o almeno così dici), l' "è così" per te equivale a un "a me sta bene così", ma hai perso con buone probabilità delle parti di te. Io non cerco il seno materno, ma nella sofferenza di un neonato allontanato dal seno io ci vedo tutta la sofferenza umana, che ci si allontani da un seno o da un amore importante o dalla vita o che si venga deportati da qualche parte, che differenza fa? E' sempre la vita che è intrinsecamente fatta così e quindi conseguentemente bisogna accettarla, secondo il tuo discorso, così com'è. Ma a me tutto questo non riuscirà mai veramente a starmi bene e perciò anche se non frigno apertamente come un lattante, che comunica così il suo malcontento e la sua disapprovazione, delle lacrime io continuo a versarle a modo mio.
Che la vita sia questa e che ti lasci sempre e comunque spietatamente solo io non l'ho mai messo in dubbio con particolare convinzione, altrimenti non mi sarei mai lamentato di nulla (non avrei frignato come dici tu), ma so allo stesso tempo che a me in ultima analisi non piace così com'è e praticamente la odio proprio perché penso che la vita sia proprio questa alla quale ti riferisci pure tu.
Comunque almeno mi hai risposto, questi conflitti di fondo in ultima ipotesi o restano oppure tramite l'analisi qualcuno può farti arrivare a dire con convinzione che a te tutto questo ti sta bene così com'è se sei a monte motivato a convincerti della cosa. Ma cosa rappresenta questa se non una forma di adattamento dell'individuo all'esistente?
In ogni caso era una domanda che ponevo agli analisti.
Saluti
Perchè, fa qualche differenza che ti risponda un analista? Sono tre anni che ti rispondono!
Il punto è che a me invece dai proprio l'impressione di frignare come un lattante. Nessuno mette in dubbio la sofferenza del lattante, figurati. Il punto è smarcarsi dalla tetta e prendersi non solo le proprie responsabilità ma, soprattutto, la propria vita in mano. Per quanto possibile, naturalmente: visto che poi c'è il "C'est la vie". Ma non sarebbe certo poca cosa. Infatti può risultare piuttosto difficile.