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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Mah, signori…io mi sento sola quando non mi trovo, altrimenti si, è vero, sono nata sola, ma non me lo ricordo, morirò sola ma non me ne accorgerò e non avrò nessuno a cui raccontarlo, ma nel vivere sono parte del tutto. Altrimenti non sarei neanche qui a scrivere. Se bastassi a me stessa non avrei bisogno di cercare un contatto con qualcuno o qualcosa. Ma questo bisogno (di vivere) è limitato dal senso di impotenza solo se lo si vuole controllare e forse la sfida consiste proprio nell’affrontare la paura di lasciarsi andare – ad una sofferenza, ad un sentimento, ad un’eventualità, con una persona o con qualsiasi alta cosa che si può incontrare.
“C’est la vie!” detta ad un malato terminale, secondo me, giova tantissimo (specie se pronunciato da chi coerentemente se lo dice spesso).
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Infatti Benedetta, è proprio quello il senso del C’est la vie.
La solitudine è condizione esistenziale, ma anche motore. Va vissuta nei sue sensi, contemporaneamente. Altrimenti sono guai.
Caro Charlie, è ovvio che i conflitti di fondo rimangono, analisi o no. Credi che l’analisi ti allontani dai quesiti esistenziali? Guarda, se vuoi te ne rovescio addosso una valanga (ma ci sei già tu che lo fai per tutti noi...).
Però, da lì ad astenermi dal viverla - questa vita - ce ne passa caro.
Sei tu che pretendi di avvitare la lampadina tenendola ferma (ma girando la casa, si capisce...anzi, pretendendo che qualcuno giri la casa per te).
Che vuoi sentirti dire veramente? Che l’analisi non potrà aiutarti? Ma quello te lo dici già da solo tutti i giorni! E poi, tu odieresti la vita? Tu non odi la vita. Ti hai solo una fottutissima paura di viverla. Così com’è, ma anche così come potrebbe essere. Perchè il copione in parte ce lo scriviamo da soli. E tu non hai ancora buttato giù una riga che sia una. Vaneggi una lista di desideri, e che credo tu per primo ne colga la dabbenaggine: una donna come un burattino, soldi e potere che piovono dal cielo, fare un cazzo dalla mattina alla sera. Se fosse davvero quello che vorresti saresti a fare la fila al casting del grande fratello con altre migliaia di compagni di merende. O a spacciare. O a fare il cammorista. Il criminale che alza soldi facili ed esce con le pupe.
E invece sei qui a discutere con analisti e analizzati. Oibò, Charlie!
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Originalmente inviato da
Char_Lie
Vi faccio una sola domanda: l'analisi serve o no per soddisfare i bisogni e le aspettative delle persone?
Adesso rispondete senza i soliti giri di parole.
Saluti
"La vie vaut-elle d'être vécue
L'amour vaut-il qu'on soit cocu
Je pose ces deux questions
Auxquelles personne ne répond"
(Boris Vian - Je bois)
La vita vale la pena di essere vissuta?
L'amore di essere cornuti?
Faccio queste domande
ma nessuno mi risponde.
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Originalmente inviato da
lalangue
"La vie vaut-elle d'être vécue
L'amour vaut-il qu'on soit cocu
Je pose ces deux questions
Auxquelles personne ne répond"
(Boris Vian - Je bois)
La vita vale la pena di essere vissuta?
L'amore di essere cornuti?
Faccio queste domande
ma nessuno mi risponde.
mmm....le corna no! Se si arriva alle corna, sarà stato qualche altro aspetto della vita, ma amore proprio no. L'amore non ammette tradimenti.
Ecco, dopo questa cosa da integralista convinta mi ritiro a scrivere a Boris ;)
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Citazione:
Caro Charlie, è ovvio che i conflitti di fondo rimangono, analisi o no. Credi che l’analisi ti allontani dai quesiti esistenziali? Guarda, se vuoi te ne rovescio addosso una valanga (ma ci sei già tu che lo fai per tutti noi...).
Però, da lì ad astenermi dal viverla - questa vita - ce ne passa caro.
Sei tu che pretendi di avvitare la lampadina tenendola ferma (ma girando la casa, si capisce...anzi, pretendendo che qualcuno giri la casa per te).
Ma la mia vita sta forse in mano a qualcun altro? Non mi sto astenendo affatto, vivo, ma vivo male, anche se io restassi indeciso su qualcosa sono sempre io a restare indeciso mica qualcun altro, e non voglio che mi si tolga questa indecisione prendendo pezzi di me importanti e tagliandoli via: per me il punto dolente è questo.
Se mi fossi astenuto dal vivere senza manco mangiare sarei già dovuto morire. Ad aver paura ho paura di moltissime cose ed anche questo non l'ho mai negato, ma tra la paura, l'odio e l'aggressività guarda che non c'è una così grande lontananza... Un serpente che si sente braccato e non può cambiare certi aspetti della situazione e che ha paura di te ti salta al collo, queste sono le emozioni che provo.
Tu sei andata in analisi con altre aspettative ed obiettivi, avevi già a monte pretese molto minori rispetto alle mie per questo forse ha funzionato, o forse avevi tutt'altre pretese. Avevo fatto l'esempio del ristorante per dire solo questo, poi il mio giudizio soggettivo su cosa per me è utile e cosa no, resta in fin dei conti mio, se a te ha giovato e lo sai bene, che io affermi che non serve a nulla per risolvere i miei problemi mica cambia qualcosa?
Tu hai trovato qualcosa che risolve o aggiusta quel che avevi intenzione di risolvere o aggiustare? Sì, bene adesso non è detto che questo qualcosa debba funzionare per ogni sorta di dilemma o problema.
Non è l'analisi che non funziona in generale, tutto può tornare utile rispetto a qualche obiettivo specifico scelto bene, ma se questo obiettivo a me o ad altri non stesse a cuore?
Non è una questione di rigidità o di malattia, può darsi che io e te cerchiamo proprio cose nella vita diametralmente opposte, tu forse vuoi vincere la tua paura perché la senti estranea a te, io no. Essendo un'insegnante vuoi distanziarti a tutti i costi da ogni tuo "essere infantile" che per te rappresenta qualcosa di negativo e così via. Io e te viviamo in universi di valori differenti credo.
Non ho mai avvertito le mie emozioni come un qualcosa di estraneo a me da controllare, se ho molta paura di qualcosa io capisco che certi tipi rischi non voglio assumermeli, è un qualcosa che ha a che fare con me, mica con qualcun altro, chi deve vincere la paura, se quella paura sono io stesso a provarla? Se sopraggiungono altri motivi che la attenuano questa paura la paura si attenuerà (ad esempio non ho mica dovuto vincere la paura del buio?!), non è che devo controllare quel che mi piace o quel che provo come se fosse un oggetto pericoloso dal quale devo difendermi, poi dovrei arrivare ad aver paura di provare paura?
E' vero io non ho acquisito un "carattere", quello che le persone definiscono normalmente "carattare" ma perché sono state più forti una serie di mie tendenze interne. Non ho mai sentito la necessità di dimostrare a qualcuno di non aver paura, o di non frignare per accontentarlo e dimostrargli di essere ciò che in fondo non ero e divenire quel che lui preferiva che io fossi e non quel che sentivo di essere.
Io non butto via quel che mi serve. Se una persona ha davvero qualcosa da darmi ed ha intenzione di darmela in genere me la prendo.
Saluti
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Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Io non butto via quel che mi serve. Se una persona ha davvero qualcosa da darmi ed ha intenzione di darmela in genere me la prendo.
Ma tu le dai la possibilità di darti questo qualcosa?
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Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Ma la mia vita sta forse in mano a qualcun altro?
[...]
Sì, la tua vita sta in mano a quell'Altro che ti abita.
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Ad aver paura ho paura di moltissime cose ed anche questo non l'ho mai negato, ma tra la paura, l'odio e l'aggressività guarda che non c'è una così grande lontananza... Un serpente che si sente braccato e non può cambiare certi aspetti della situazione e che ha paura di te ti salta al collo, queste sono le emozioni che provo.
Braccato da chi? Il sospetto è che tu ti senta un serpente perché ti senti braccato. Ora, se questo può essere vero per lo sketch del panettiere, con tutti i turbamenti che portava con sé, non è detto che debba esserlo sempre. Mi spiego: a che pro io dovrei braccarti? Certo, magari ti sto un po' col fiato sul collo, un po' come il tempo, che tuo malgrado passa e ti fa sentire i tuoi bisogni come sempre più impellenti, con tutto il carico di angoscia che questo comporta per te. Nonostante questo, il pallino della situazione rimane sempre in mano a te, se te ne vuoi far carico. L'aiuto che un professionista ti può dare è un sostegno nei momenti in cui l'Altro diventa cattivo e tu diventi serpente (o riccio, che mi sembra più il tuo caso). Situazione difficile, la tua: più la vita ti mette sulle spalle delle richieste, più ti senti costretto. In realtà non sei costretto a far nulla che tu non voglia. Il problema è: che cosa vuoi? E a che prezzo?
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
[...]
Non ho mai avvertito le mie emozioni come un qualcosa di estraneo a me da controllare, se ho molta paura di qualcosa io capisco che certi tipi rischi non voglio assumermeli, è un qualcosa che ha a che fare con me, mica con qualcun altro, chi deve vincere la paura, se quella paura sono io stesso a provarla? Se sopraggiungono altri motivi che la attenuano questa paura la paura si attenuerà (ad esempio non ho mica dovuto vincere la paura del buio?!), non è che devo controllare quel che mi piace o quel che provo come se fosse un oggetto pericoloso dal quale devo difendermi, poi dovrei arrivare ad aver paura di provare paura?
Da dove viene questa paura? Va bene, è parte di te. Ti viene da dentro, come qualsiasi emozione (affetto non rappresentato, in questo caso). Cerchiamo di trovare una collocazione a questa sensazione. Ad esempio: in che situazioni ti senti impaurito, che spiegazioni genetiche dai a questa paura, che parte della tua vita ne viene condizionata, in che modo ti rappresenti tu nei suoi confronti (paura immobilizzante ed invincibile o paura stimolante?). Non è questione di controllare, ma di farsi almeno un'immagine un po' meno orrorifica. Niente paura della paura: le emozioni sono "consentite" (e vorrei vedere il contrario!).
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
E' vero io non ho acquisito un "carattere", quello che le persone definiscono normalmente "carattare" ma perché sono state più forti una serie di mie tendenze interne. Non ho mai sentito la necessità di dimostrare a qualcuno di non aver paura, o di non frignare per accontentarlo e dimostrargli di essere ciò che in fondo non ero e divenire quel che lui preferiva che io fossi e non quel che sentivo di essere.
Il problema è che tu hai TROPPO carattere, ma in senso psicoanalitico. Sei preso in tutta una serie di meccanismi stantii, di cose già viste e di strategie (di coazioni, meglio) non funzionali (per te e per la tua paura). Non è sbagliato aver paura e frignare: è doloroso. Si può trovare un modo per continuare a sentire la paura (per continuare ad essere se stessi, ammesso che voglia dire qualcosa) e per trovare poi delle vie di uscita nuove?
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Io non butto via quel che mi serve. Se una persona ha davvero qualcosa da darmi ed ha intenzione di darmela in genere me la prendo.
Saluti
Se hai troppa paura, finisce che non gliela chiedi. Anzi, finisce che chiedi qualcosa che non ti può essere dato e che ti neghi qualcosa che potresti davvero goderti, se solo riuscissi ad usare la tua paura come "sensore". Ora, invece, mi sembra che sia la paura ad usare te.
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Per Boris:
Moh, intanto la vivo, poi vedo.
Lo so un secondo prima di morire.
Il motivo per cui non ti rispondono è che pensano di vivere un altro po'.
Boh?
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Originalmente inviato da lalangue
Sì, la tua vita sta in mano a quell'Altro che ti abita
Ma quest'Altro di cui parli chi sarebbe? Io mica ho capito... Guarda che non sono un indemoniato.
Citazione:
Originalmente inviato da lalangue
Nonostante questo, il pallino della situazione rimane sempre in mano a te, se te ne vuoi far carico. L'aiuto che un professionista ti può dare è un sostegno nei momenti in cui l'Altro diventa cattivo e tu diventi serpente (o riccio, che mi sembra più il tuo caso). Situazione difficile, la tua: più la vita ti mette sulle spalle delle richieste, più ti senti costretto. In realtà non sei costretto a far nulla che tu non voglia. Il problema è: che cosa vuoi? E a che prezzo?
Tutto e ad un prezzo che per me sia ragionevole :asd:. Io ho fatto anche l'esempio della commessa per mostrare che in questa o quella situazione qualcosa da darmi ci può essere, però dovrà andare nella direzione adatta al tipo di problema che espongo io, non è che i miei problemi ve li inventate e costruite voi di sana pianta come questa storia dell'Altro che mi abita.
Credo che si sia capito che non sono disposto a spendere quanto altre persone che si rivolgono a te (e non sto parlando in termini soltanto economici), diciamo che quello di spendere in maniera ragionevole al mio modo di sentire questo o quello sforzo, è comunque un problema di cui bisogna tener conto.
Quando dico di essere sfaticato, parlo del fatto che se mi costringo a lavorare poi altro che sintomi depressivi, ne esplodono altri e ben più gravi perché nell'insieme capisco che certe cose non le voglio proprio fare, però poi mi mancano certe forme di guadagno. Con quel che sono disposto ad investire in termini di impegno, attenzione, ed operazioni varie non riesco a guadagnare abbastanza. Se vicrversa mi si chiede (o per così dire suggerisce) di investire altro, di non frignare, oppure di impegnarmi di più, il problema resta lo stesso irrisolto, non è il frignare in sé che sento di dover togliere, posso anche farlo esternamente, il punto è che dentro di me il malcontento per la situazione di fondo resta.
I periodi peggiori della mia esistenza sono stati proprio quello scolastico e un altro in cui ho lavorato, adesso tutto sommato nonostante qui alcuni di voi si lamentino delle fatto che mi lamenti :D sto meglio. Non è che a scuola ci sono stato per poco e l'idea che una persona si abitui a tutte queste situazioni col tempo è sbagliata.
Ora però non è che pensi o creda che c'è un Altro dentro che mi fa essere uno sfaticato ed io devo resistere a quest'altro che non mi vuol far fare certe cose o viceversa che io sono uno sfaticato e resisto ad un Altro che mi vuol far lavorare e che è entrato dentro di me come gli alieni dell'invasione degli ultracorpi. Qua gli interessi in gioco sono tutti quanti miei, non ci sono due persone, sono sempre e soltanto io che non riesco a trovare un buon accordo con quel che mi gravita attorno (la cosiddetta realtà che conosco forse comunque in modo piuttosto superficiale come molti altri) per soddisfarli nell'insieme e stare abbastanza bene.
E' doloroso stare così come sto, il punto però è trovare un'alternativa valida per me in cui io possa stare meglio e non peggio, altrimenti per il modo in cui valuto le situazioni passo semplicemente da una combustione a fuoco lento ad una combustione a fuoco veloce. La mia situazione non evolve in angoscia perché per me sono molto più angoscianti le alternative reali che conosco già e che puntualmente mi vengono suggerite indirettamente con delle interpretazioni: per questo spesso dico che mi servono proprio altre alternative. Non sto cercando di motivarmi a fare qualcosa che ora non voglio fare (tipo voglio smettere di fumare ma non ci riesco perché l'Altro cattivo dentro di me fa brutti scherzi), quel che voglio è aggirare l'ostacolo non facendo effettivamente quel che proprio non voglio fare ed ottenere comunque il risultato sperato.
Non c'è un me buono e un me cattivo con cui dovrei allearmi spezzandomi in più entità come succede in certi cartoni animati dove c'è un personaggio centrale che inizia a dialogare con altri due personaggi sulle sue spalle. Questa può andar bene come metafora di un ragionamento che conduciamo da soli fingendo di difendere di volta in volta le ragioni di certi nostri corsi d'azione per vedere un po' quale è migliore e quale s'adatta bene alle nostre esigenze, ma non ci sono altri dentro di noi (questi al limite possono stare fuori), ci siamo sempre e soltanto noi con queste esigenze nostre e che sono importanti solo per noi e che spesso mal s'accordano con l'esistente che si riesce a conoscere (non ci sono altri fantasmi o entità che ci abitano). Capita insomma che in certi contesti vengono fuori dei conflitti: se si soddisfa un'esigenza, in tutte le situazioni reali che ci sembra siano disponibili, si nega soddisfazione all'altra e viceversa.
Saluti
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Cioè tu sei stato male a scuola e mentre lavoravi.
Non si è capito perchè.
Ma quali sono le motivazioni perlomeno immediate, che ti hanno creato disagio in due situazioni tutto sommato diverse, anche se , non so, si possono assomigliare.
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Originalmente inviato da complicata
Ma quali sono le motivazioni perlomeno immediate, che ti hanno creato disagio in due situazioni tutto sommato diverse, anche se , non so, si possono assomigliare.
Dover andare nello stesso identico posto tutti i giorni alla stessa ora, dover stare a contatto forzato con le stesse persone (a volte davvero odiose), dover rispettare molti vincoli, scadenze e così via. Per me le due cose non sono così dissimili.
Saluti
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Beh, sì, effettivamente è quello che faccio anch'io tutti i giorni, quello che fanno molte persone tutti i giorni, direi la maggior parte.
Sentiamo se qualche psi commenta, è davvero interessante.
Io per esempio, trovo la routine molto noiosa, in genere ho supplito con spazi extra, hobby, ecc.
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Per ritornare It, direi che anche la psicoterapia fa parte degli spazi extra, non trovate?
Non dico che si inizi per hobby, questo no, sarebbe come dire mi sento male e vado dal dottore per passatempo, però però col tempo assume i contorni non ben definiti di un extra riguardante le proprie fantasie, di uno spazio per sè che si presenta come un diversivo da ciò che nella realtà è routine, è noia,è vincolo, è scadenza, prendo spunto da Char-Lie.
E il rischio può essere che diventi fine a se stessa, piacevole, gratificante, senza fine e senza scopo.
Non so, è possibile?
Non è più un lavoro, ma un'attività alternativa, per sfuggire alla realtà.In quanto ciò che accade lì in fin dei conti, non è lontanamente parente della vita di tutti i giorni.
Di solito l'analista non è la persona odiosa che incontri sul lavoro, figurati, è lì per te.
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da complicata
E il rischio può essere che diventi fine a se stessa, piacevole, gratificante, senza fine e senza scopo.
Non so, è possibile?
Non è più un lavoro, ma un'attività alternativa, per sfuggire alla realtà.In quanto ciò che accade lì in fin dei conti, non è lontanamente parente della vita di tutti i giorni.
Di solito l'analista non è la persona odiosa che incontri sul lavoro, figurati, è lì per te.
E' vero che l'analista è lì per te, però non è lì per incontrare te :D: è questo il guaio di fondo di questo tipo di relazioni, sono un po' fittizie e basate soprattutto sull'apparenza, perché mercenarie. La persona odiosa di sicuro mostra sinceramente quel che prova nei tuoi confronti, l'analista invece è lì per te perché l'hai pagato e non perché gli debba far piacere in qualche modo stare con te. L'analista fuori da quel contesto magari sarebbe stata una di quelle persone odiose e snob che poi avresti preferito evitare.
Beh comunque sempre meglio di niente. Inoltre se è così come dici, riguardo al fuggire dalla realtà, almeno può darsi che l'umore un po' lo tira su un intervento del genere... Se questo sta proprio a terra. Comunque certi sintomi li attenua di sicuro il relazionarsi con qualcuno che ascolta i tuoi guai.
Saluti
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Piò darsi, è vero, però guarda, secondo me scatta l'istinto, per cui anche se è un mercenario, te ne accorgi a pelle che non ti risulterebbe odioso neanche fuori, a meno che non lo facesse apposta, proprio.
Poi ti assicuro che fanno di tutto per risultare antipatici anche in seduta, non è possibile fingere a lungo.
Per loro risulterebbe una fatica immane, ma può darsi di sì, che spreco di energie, però.
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Ho esagerato nel dire "odiosa". Volevo dire semplicemente che magari fuori da quel contesto un analista non si relazionerebbe con certi tipi di persone che incontra in seduta. :ciao:
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Stai facendo una gaffe dietro l'altra, Char-Lie:asd:!
complimenti!:approved:
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
giulietta io non sono un esperto,ma...anche se indubbiamente hai ragione io penso che Charlie desideri solo qualcuno che gli dica "TI CAPISCO".
Intanto, e poi ci sarà il resto (il fatto che può riprendersi la sua vita,ecc ecc)
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Citazione:
Originalmente inviato da
fastdavide
giulietta io non sono un esperto,ma...anche se indubbiamente hai ragione io penso che Charlie desideri solo qualcuno che gli dica "TI CAPISCO".
Intanto, e poi ci sarà il resto (il fatto che può riprendersi la sua vita,ecc ecc)
In che senso "Ti capisco?". Se uno vuole essere "capito" va in analisi, non in un forum in cui non riesci a sapere neppure di che colore hai gli occhi; e poi, sei proprio sicuro che basta ce qualcuno "ti capisca" e hai davvero risolto tutti i tuoi problemi? Forse sarebbe da spostare un po' l'asse, quello che dovrebbe "capirsi" (o quantomeno esprimersi meglio) è proprio la persona "incompresa"; se questa auto-comprensione debba passare attraverso un'analisi o in altro modo non è importante, però evitiamo di "colpevolizzare" genitori, società, insegnanti, analisti che non capiscono.
Un saluto.
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
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Originalmente inviato da Megiston Matema
e poi, sei proprio sicuro che basta ce qualcuno "ti capisca" e hai davvero risolto tutti i tuoi problemi? Forse sarebbe da spostare un po' l'asse, quello che dovrebbe "capirsi" (o quantomeno esprimersi meglio) è proprio la persona "incompresa"; se questa auto-comprensione debba passare attraverso un'analisi o in altro modo non è importante, però evitiamo di "colpevolizzare" genitori, società, insegnanti, analisti che non capiscono.
Se certe soluzioni andassero bene per me non sarei così pazzo (o poco pazzo) da buttarle via. Alla fine non è un capirmi che sto cercando, visto che credo tutto sommato di riuscirci abbastanza bene, ma un capire meglio il mondo che mi sta attorno in un qualche modo a me sconosciuto per modoficarlo in modi che non conosco e che risultino utili a me (per questo prima ho parlato di magia, ma dovrebbe essere magia che funziona davvero). In analisi ci sono stato già e mi ha aiutato nella misura in cui si è allontanata da quella che voi spesso sostenete sia una buona analisi.
Io non mi trovo nella condizione di chi dice "non volevo fare la tal cosa ma l'ho fatta" tipo il fumatore che vuol smettere di fumare e poi si trova nuovamente a fumare, condizione tale da dover comprendere e controllare il proprio volere e i propri desideri che si vorrebbero modificare, e non mi trovo nemmeno nella condizione di chi dice "vorrei riuscire a sopportare meglio il dolore e la sofferenza, come posso fare?": io non sto cercando in nessun modo di accettare il male e la sofferenza. Io mi trovo nella condizione di chi dice "vorrei ottenere questi risultati investendo queste risorse ed evitando una serie di cose che non sopporto proprio, ma non ci riesco, come posso fare?". Solo che ogni qual volta espongo i miei problemi in questa maniera è capitato in analisi che l'analista tentasse di riformulare quel che chiedevo in qualcosa di analogo alle espressioni che ho riportato sopra prima e capitava che praticamente alla fine litigavamo. Ora quando vengono effettuate queste manovre io me ne accorgo e se a qualcuno gli stanno bene ed è questo che stava cercando, di sicuro questo ha risolto tutto, io invece così sento di non risolvere proprio nulla. L'analista mi ha aiutato davvero quando s'è impegnata a comprendere il problema ed ha provato a darmi qualche informazione utile che non possedevo per risolverlo.
Saluti
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Originalmente inviato da
Char_Lie
Se certe soluzioni andassero bene per me non sarei così pazzo (o poco pazzo) da buttarle via. Alla fine non è un capirmi che sto cercando, visto che credo tutto sommato di riuscirci abbastanza bene, ma un capire meglio il mondo che mi sta attorno in un qualche modo a me sconosciuto per modoficarlo in modi che non conosco e che risultino utili a me (per questo prima ho parlato di magia, ma dovrebbe essere magia che funziona davvero). In analisi ci sono stato già e mi ha aiutato nella misura in cui si è allontanata da quella che voi spesso sostenete sia una buona analisi.
Io non mi trovo nella condizione di chi dice "non volevo fare la tal cosa ma l'ho fatta" tipo il fumatore che vuol smettere di fumare e poi si trova nuovamente a fumare, condizione tale da dover comprendere e controllare il proprio volere e i propri desideri che si vorrebbero modificare, e non mi trovo nemmeno nella condizione di chi dice "vorrei riuscire a sopportare meglio il dolore e la sofferenza, come posso fare?": io non sto cercando in nessun modo di accettare il male e la sofferenza. Io mi trovo nella condizione di chi dice "vorrei ottenere questi risultati investendo queste risorse ed evitando una serie di cose che non sopporto proprio, ma non ci riesco, come posso fare?". Solo che ogni qual volta espongo i miei problemi in questa maniera è capitato in analisi che l'analista tentasse di riformulare quel che chiedevo in qualcosa di analogo alle espressioni che ho riportato sopra prima e capitava che praticamente alla fine litigavamo. Ora quando vengono effettuate queste manovre io me ne accorgo e se a qualcuno gli stanno bene ed è questo che stava cercando, di sicuro questo ha risolto tutto, io invece così sento di non risolvere proprio nulla. L'analista mi ha aiutato davvero quando s'è impegnata a comprendere il problema ed ha provato a darmi qualche informazione utile che non possedevo per risolverlo.
Saluti
Ti capisci. E poi ci sarà il resto (il fatto che puoi riprenderti la tua vita, ecc.).
Che te lo dico a fare (cit.)
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Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Se certe soluzioni andassero bene per me non sarei così pazzo (o poco pazzo) da buttarle via. Alla fine non è un capirmi che sto cercando, visto che credo tutto sommato di riuscirci abbastanza bene, ma un capire meglio il mondo che mi sta attorno in un qualche modo a me sconosciuto per modoficarlo in modi che non conosco e che risultino utili a me (per questo prima ho parlato di magia, ma dovrebbe essere magia che funziona davvero). In analisi ci sono stato già e mi ha aiutato nella misura in cui si è allontanata da quella che voi spesso sostenete sia una buona analisi.
Io non mi trovo nella condizione di chi dice "non volevo fare la tal cosa ma l'ho fatta" tipo il fumatore che vuol smettere di fumare e poi si trova nuovamente a fumare, condizione tale da dover comprendere e controllare il proprio volere e i propri desideri che si vorrebbero modificare, e non mi trovo nemmeno nella condizione di chi dice "vorrei riuscire a sopportare meglio il dolore e la sofferenza, come posso fare?": io non sto cercando in nessun modo di accettare il male e la sofferenza. Io mi trovo nella condizione di chi dice "vorrei ottenere questi risultati investendo queste risorse ed evitando una serie di cose che non sopporto proprio, ma non ci riesco, come posso fare?". Solo che ogni qual volta espongo i miei problemi in questa maniera è capitato in analisi che l'analista tentasse di riformulare quel che chiedevo in qualcosa di analogo alle espressioni che ho riportato sopra prima e capitava che praticamente alla fine litigavamo. Ora quando vengono effettuate queste manovre io me ne accorgo e se a qualcuno gli stanno bene ed è questo che stava cercando, di sicuro questo ha risolto tutto, io invece così sento di non risolvere proprio nulla. L'analista mi ha aiutato davvero quando s'è impegnata a comprendere il problema ed ha provato a darmi qualche informazione utile che non possedevo per risolverlo.
Saluti
Caro Char_lie,
perché non l'hai detto subito, tu sai perfettamente ciò che vuoi e vorresti che qualcuno ti aiutasse ad ottenerlo magari con la minore fatica possibile. Allora con l'analisi sbagli strada, non è l'analisi che ti serve e nemmeno una psicoterapia (almeno nelle forme a me note). Ti serve piuttosto un coach, un personal trainer, un counselor, un suggeritore (come Cirano de Bergerac o il "gobbo" dei teatri). Una persona certamente navigata, soprattutto nell'ambito dei tuoi desideri, uno che sappia come va la vita e come funziona la gente e i rapporti fra le perone, in maniera da mettere a tua disposizione questo sapere. In una società in cui ci sono gli accompagnatori turistici (a Napoli ti garantiscono l'immunità allo scippo), gli accompagnatori allo shopping, i concierge d'albergo in grado di darti suggerimenti su come passare una serata in una città straniera e su come trovare tutto ciò che puoi desiderare, dove ci sono i "curatori d'immagine", gli organizzatori di eventi, figurati se non ne troviamo qualcuno che possa fare al caso tuo ;-))).
Un saluto e un buon fine settimana.
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Citazione:
Originalmente inviato da
Megiston Matema
Caro Char_lie,
perché non l'hai detto subito, tu sai perfettamente ciò che vuoi e vorresti che qualcuno ti aiutasse ad ottenerlo magari con la minore fatica possibile. Allora con l'analisi sbagli strada, non è l'analisi che ti serve e nemmeno una psicoterapia (almeno nelle forme a me note). Ti serve piuttosto un coach, un personal trainer, un counselor, un suggeritore (come Cirano de Bergerac o il "gobbo" dei teatri). Una persona certamente navigata, soprattutto nell'ambito dei tuoi desideri, uno che sappia come va la vita e come funziona la gente e i rapporti fra le perone, in maniera da mettere a tua disposizione questo sapere. In una società in cui ci sono gli accompagnatori turistici (a Napoli ti garantiscono l'immunità allo scippo), gli accompagnatori allo shopping, i concierge d'albergo in grado di darti suggerimenti su come passare una serata in una città straniera e su come trovare tutto ciò che puoi desiderare, dove ci sono i "curatori d'immagine", gli organizzatori di eventi, figurati se non ne troviamo qualcuno che possa fare al caso tuo ;-))).
Un saluto e un buon fine settimana.
invece è un peccato, secondo me, perchè lui capisce tutto di analisi, ed è un paradosso che una mente così abbia bisogno di un allenatore mentale, ame non piace questa figura del "coach" che voi rammentate, sa di management degenerato, roba da dirigenti arrivisti in carriera, non mi pare da Char-Lie, comunque, se lo dite voi...
E' che lui per ora non ha trovato il terapeuta con le palle che gli sa tener testa, ma lo troverebbe, ve lo dico io.
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Vedi Megiston spesso capita che qualcuno si metta a dar consigli agli altri, ma questi consigli a ben vedere sono consigli che agli altri non servono. Si consiglia al ladro di non rubare, al disoccupato di trovarsi un lavoro, alla prostituta di cambiare mestiere perché questi tipi di condotte hanno effetti collaterali ma alla fine non è difficile capire che tutti conducono un certo stile di vita perché di meglio secondo il loro punto di vista non l’hanno trovato. Chi si comporta così più che dar consigli a queste persone ha solo l’intenzione di "dare" a queste persone una forma di coscienza morale (che si suppone che queste persone non abbiano e che dovrebbero avere) che si opponga a queste loro tendenze.
Questi per me alla fine però non sono consigli, sono giudizi e imperativi morali mascherati da consigli.
Chi volesse aiutare davvero sia il ladro che il disoccupato che la prostituta non solo a parole ma in realtà e concretamente dovrebbe poi impegnarsi molto di più e cioé afferrare i problemi di fondo di queste persone e provare a costruire realmente alternative adeguate per ognuna di queste, perché credo che se tutte le persone le conoscessero delle alternative e sapessero concretamente a come accedervi (alternative che vadano bene per loro però, e che non siano le solite fregature messe in circolazione dai vari coach e trainer ed anche da buona parte degli analisti che ci sono in giro e che risultano trite e ritrite) nessuno si troverebbe più in nessuna condizione disagiata di questo tipo, visto che nel primo caso si rischia la galera, nel secondo caso non si guadagna, e nel terzo caso credo che in generale una donna non ami fare quel mestiere... Il dilemma a cui dare una risposta è questo: c'è di meglio per soddisfare l'insieme di aspettative variegate di ognuna di queste persone?
Insomma ricevere buoni consigli serve di sicuro, ma soltanto quando i consigli sono davvero buoni ed indirizzati a risolvere quel che le persone ritengono problematico per loro e non consigli volti a risolvere quello che altri credono sia problematico o debba essere problematico. I consigli risultano inutili per me quando sono inseriti nei soliti discorsi paternalistici in cui viene consigliato a qualcuno di far qualcosa omettendo un “devi” che è sottointeso dall’interlocutore che vuol moralizzare e "trasformarci in soggetti". Questo vuol mettersi a fare il salvatore senza impegnarsi davvero e limitandosi perciò a ridurre tutti i problemi al fatto che è necessario dare ad ogni persona una sorta di coscienza, o coscienza morale che dovrebbe poi resistere alle tendenze “ruberecce”, “sfaticaticce”… E così via, alle quali “un buon io” non dovrebbe "cedere" (che poi si cede a sé stessi e non a qualcun altro, perciò si mette in mezzo un nemico interno che secondo me non c'è... In fin dei conti siamo sempre noi... E' solo una nostra preferenza che è più forte di altre). Buona parte delle persone insomma (anche certi analisti purtroppo) credono che qualcuno gli stia chiedendo di dare questo tipo di consigli sulla falsariga dei consigli del genitore che vuol mettersi a far la predica che vorrebbe aiutare i figli così, quando poi non è difficile notare che nessuno ha mai chiesto a nessuno un aiuto di questo tipo. Questo è il cambiamento, questa la soluzione, ma a me non sta bene comunque.
Se l’analisi si limita a perturbare in questo modo, a me non serve di sicuro, se invece si tratta di proporre nuove alternative alle quali non ho pensato proprio e che riescano a soddisfare le mie esigenze in maniera più completa, a me può risultare utile (di tanto in tanto sono riuscito a far battere l’analista questa strada e siccome certe cose davvero le conosceva meglio di me, soprattutto in ambito relazionale, mi ha aiutato, anche se non mi ha permesso di risolvere tutto).
Saluti
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Vedi Megiston spesso capita che qualcuno si metta a dar consigli agli altri, ma questi consigli a ben vedere sono consigli che agli altri non servono. Si consiglia al ladro di non rubare, al disoccupato di trovarsi un lavoro, alla prostituta di cambiare mestiere perché questi tipi di condotte hanno effetti collaterali ma alla fine non è difficile capire che tutti conducono un certo stile di vita perché di meglio secondo il loro punto di vista non l’hanno trovato. Chi si comporta così più che dar consigli a queste persone ha solo l’intenzione di "dare" a queste persone una forma di coscienza morale (che si suppone che queste persone non abbiano e che dovrebbero avere) che si opponga a queste loro tendenze.
Questi per me alla fine però non sono consigli, sono giudizi e imperativi morali mascherati da consigli.
Chi volesse aiutare davvero sia il ladro che il disoccupato che la prostituta non solo a parole ma in realtà e concretamente dovrebbe poi impegnarsi molto di più e cioé afferrare i problemi di fondo di queste persone e provare a costruire realmente alternative adeguate per ognuna di queste, perché credo che se tutte le persone le conoscessero delle alternative e sapessero concretamente a come accedervi (alternative che vadano bene per loro però, e che non siano le solite fregature messe in circolazione dai vari coach e trainer ed anche da buona parte degli analisti che ci sono in giro e che risultano trite e ritrite) nessuno si troverebbe più in nessuna condizione disagiata di questo tipo, visto che nel primo caso si rischia la galera, nel secondo caso non si guadagna, e nel terzo caso credo che in generale una donna non ami fare quel mestiere... Il dilemma a cui dare una risposta è questo: c'è di meglio per soddisfare l'insieme di aspettative variegate di ognuna di queste persone?
Insomma ricevere buoni consigli serve di sicuro, ma soltanto quando i consigli sono davvero buoni ed indirizzati a risolvere quel che le persone ritengono problematico per loro e non consigli volti a risolvere quello che altri credono sia problematico o debba essere problematico. I consigli risultano inutili per me quando sono inseriti nei soliti discorsi paternalistici in cui viene consigliato a qualcuno di far qualcosa omettendo un “devi” che è sottointeso dall’interlocutore che vuol moralizzare e "trasformarci in soggetti". Questo vuol mettersi a fare il salvatore senza impegnarsi davvero e limitandosi perciò a ridurre tutti i problemi al fatto che è necessario dare ad ogni persona una sorta di coscienza, o coscienza morale che dovrebbe poi resistere alle tendenze “ruberecce”, “sfaticaticce”… E così via, alle quali “un buon io” non dovrebbe "cedere" (che poi si cede a sé stessi e non a qualcun altro, perciò si mette in mezzo un nemico interno che secondo me non c'è... In fin dei conti siamo sempre noi... E' solo una nostra preferenza che è più forte di altre). Buona parte delle persone insomma (anche certi analisti purtroppo) credono che qualcuno gli stia chiedendo di dare questo tipo di consigli sulla falsariga dei consigli del genitore che vuol mettersi a far la predica che vorrebbe aiutare i figli così, quando poi non è difficile notare che nessuno ha mai chiesto a nessuno un aiuto di questo tipo. Questo è il cambiamento, questa la soluzione, ma a me non sta bene comunque.
Se l’analisi si limita a perturbare in questo modo, a me non serve di sicuro, se invece si tratta di proporre nuove alternative alle quali non ho pensato proprio e che riescano a soddisfare le mie esigenze in maniera più completa, a me può risultare utile (di tanto in tanto sono riuscito a far battere l’analista questa strada e siccome certe cose davvero le conosceva meglio di me, soprattutto in ambito relazionale, mi ha aiutato, anche se non mi ha permesso di risolvere tutto).
Saluti
Caro Char_lie,
non dirmi che dopo aver chiesto “consiglio” non ti vanno bene neppure questi? Certo, nessuno sta dicendo che dobbiamo dire al ladro di non rubare, alla prostituta di non prostituirsi, e allora che consigli occorrono? Insegniamo al ladro a rubare? Alla prostituta il mestiere più antico del mondo? Dovremmo avere competenze che al momento non abbiamo, io non so aprire nemmeno la porta di casa :D .... e non oso nemmeno pensare cosa potrei insegnare ad una prostituta, magari lei potrebbe avrebbe molto da insegnare a me. Ah, l’analista non da consigli, nemmeno sotto tortura, nemmeno graticolato come San Lorenzo :skunk::mumble: ... quindi, che analisi hai fatto per avere questa idea? Ti consiglio di esporre in maniera chiara e distinta le tue esigenze: chi, quando, dove, con chi, quanto e come ... e poi se ne riparla! Magari un esempietto di buon consiglio aiuterebbe ... sto leggendo Patrick Casement, Apprendere dal paziente, Raffaello Cortina, Milano, 1985 ... hai visto mai che imparo qualcosa anche qui :yahoo:.
Un saluto
Un saluto.
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da Megiston Matema
non dirmi che dopo aver chiesto “consiglio” non ti vanno bene neppure questi?
Quello che chiederei a te o ad altri è "come creare un'indipendenza economica faticando poco? Ossia spendendo poche energie e sopportando poche frustrazioni?"... Ma tu mi dici che già a monte che non serve a questo l'analisi... Ma io in fin dei conti è proprio di tutte queste situazioni che mi lamento.
Citazione:
Originalmente inviato da Megiston Matema
Certo, nessuno sta dicendo che dobbiamo dire al ladro di non rubare, alla prostituta di non prostituirsi, e allora che consigli occorrono? Insegniamo al ladro a rubare? Alla prostituta il mestiere più antico del mondo? Dovremmo avere competenze che al momento non abbiamo, io non so aprire nemmeno la porta di casa .... e non oso nemmeno pensare cosa potrei insegnare ad una prostituta, magari lei potrebbe avrebbe molto da insegnare a me. Ah, l’analista non da consigli, nemmeno sotto tortura, nemmeno graticolato come San Lorenzo ... quindi, che analisi hai fatto per avere questa idea?
Questo testo che riporto di seguito (reperito qui; lo citai anche quando avviai una discussione con te)
Citazione:
L'analisi, quindi, si articola in certi passaggi logicamente connessi: riconoscimento dell'intenzionalità difensiva, confronto con i vissuti dolorosi temuti, riclassificazione dei vissuti (da intollerabili a tollerabili); elaborazione del dolore antico; accettazione del dolore come uno degli aspetti costitutivi dell'esistenza; sperimentazione di nuove e più profonde esperienze umane e ridefinizione del progetto esistenziale (dal progetto di vivere per evitare qualcosa a quello di vivere per qualcosa).
Mi ha fatto venire questa idea. Una cosa simile accadeva anche nel corso della mia analisi, e là si litigava.
rielaborazione da intollerabile a tollerabile, ecco questa cosa qua non mi sta bene, questi sono i consigli di cui parlavo io. A me da disoccupato mi si consiglia di tollerare il lavoro disponibile che conosco, ma una cosa del genere non risolve alcunché dal mio punto di vista. Non è rendere tollerabile il mio intollerabile attuale il problema per me, il problema per me consiste proprio nell'evitare certe sofferenze, ossia certe cose che proprio non mi stanno bene e raggiungere lo stesso una certa soddisfazione. L'analista si astiene dal dare certi consigli (là dove forse ce ne sarebbe bisogno, se avesse in mano davvero qualcosa di meglio) ma poi tenta comunque di darne altri che nessuno gli ha mai chiesto riguardo a quello che si dovrebbe tollerare o meno, riguardo a quello che nell'esistenza va accettato volentieri. Questo tipo di consigli risultano molto più invadenti degli altri, se ci si vuole astenere davvero poi bisognerà coerentemente astenersi anche dal sostenere cose del genere.
Saluti
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Ma cosa ci sarà di intollerabile nel guadagnarsi da vivere con il lavoro?
La disgrazia più grande è fare un lavoro che non piace, disse la Szymborska.
Sti terapeuti, ad esempio, sembran tutti felicissimi di svolgere la loro funzione, lo noti anche tu?
Ne chiacchierano anche nel tempo libero!
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Quello che chiederei a te o ad altri è "come creare un'indipendenza economica faticando poco? Ossia spendendo poche energie e sopportando poche frustrazioni?"
Segui il consiglio del nostro presidente: sposa una vecchia miliardaria sul punto di morte che ti nomini erede universale. :D
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Questo testo che riporto di seguito (reperito
qui; lo citai anche quando avviai una discussione con te)
Mi ha fatto venire questa idea. Una cosa simile accadeva anche nel corso della mia analisi, e là si litigava.
rielaborazione da intollerabile a tollerabile, ecco questa cosa qua non mi sta bene,
questi sono i consigli di cui parlavo io. A me da disoccupato mi si consiglia di tollerare
il lavoro disponibile che conosco, ma una cosa del genere non risolve alcunché dal mio punto di vista. Non è rendere tollerabile il mio intollerabile attuale il problema per me, il problema per me consiste proprio nell'evitare certe sofferenze, ossia certe cose che proprio non mi stanno bene e raggiungere lo stesso una certa soddisfazione. L'analista si astiene dal dare certi consigli (là dove forse ce ne sarebbe bisogno, se avesse in mano davvero qualcosa di meglio) ma poi tenta comunque di darne altri che nessuno gli ha mai chiesto riguardo a quello che
si dovrebbe tollerare o meno, riguardo a quello che nell'esistenza
va accettato volentieri. Questo tipo di consigli risultano
molto più invadenti degli altri, se ci si vuole astenere davvero poi bisognerà coerentemente astenersi anche dal sostenere cose del genere.
Ma guarda che il pezzo dice che l'analisi passa per... non dice mica che l'analista dà i consigli!
E anche la rielaborazione da intollerabile a tollerabile si riferisce a qualcosa che avviene nel lavoro di analisi e si situa ad un livello più profondo di quello che intendi tu per "dare consigli di tollerabilità".
Non sono in analisi, ma io l'articolo l'ho letto così. Se sbaglio, chiedo venia.
Citazione:
Originalmente inviato da
complicata
Sti terapeuti, ad esempio, sembran tutti felicissimi di svolgere la loro funzione, lo noti anche tu?
Ne chiacchierano anche nel tempo libero!
E' un bene, no? Te lo immagini un analista che a malapena tollera la propria professione? Poveri i pazienti che varcano quella soglia!
Saluti
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Sì, infatti, è un bene, è una bella testimonianza!
Chissà però sotto sotto quanti segreti, anche loro.
Magari il paziente entra tutto problematico e in quel momento al terapeuta gli girano per qualcosa di suo, che so..:approved:
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Sono Uomini, mica caporali! (evvai che ho vinto la resistenza alle maiuscole)
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da complicata
Sti terapeuti, ad esempio, sembran tutti felicissimi di svolgere la loro funzione, lo noti anche tu?
Ne chiacchierano anche nel tempo libero!
Eh, beati loro che hanno trovato qualcosa che gli piace fare ed alla quale riescono sacrificare volentieri tutto il tempo a disposizione e che gli permette anche di guadagnare. Quel che a me piace fare di rado finisce con l'essere apprezzato come qualcosa di utile che mi permetterebbe di campare.
Saluti
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da complicata
Sti terapeuti, ad esempio, sembran tutti felicissimi di svolgere la loro funzione, lo noti anche tu?
Ne chiacchierano anche nel tempo libero!
Eh, beati loro che hanno trovato qualcosa che gli piace fare ed alla quale riescono sacrificare volentieri tutto il tempo a disposizione e che gli permette anche di guadagnare. Quel che a me piace fare di rado finisce con l'essere apprezzato come qualcosa di utile che mi permetterebbe di campare.
Citazione:
Originalmente inviato da benedetta14
Ma guarda che il pezzo dice che l'analisi passa per... non dice mica che l'analista dà i consigli!
E anche la rielaborazione da intollerabile a tollerabile si riferisce a qualcosa che avviene nel lavoro di analisi e si situa ad un livello più profondo di quello che intendi tu per "dare consigli di tollerabilità".
Non sono in analisi, ma io l'articolo l'ho letto così. Se sbaglio, chiedo venia.
I consigli l'analista non li dà così apertamente... interpreta (o almeno così dice, questo è il livello profondo di cui si parla). Fammi un esempio in cui un analista cerca di portare avanti un'analisi per fare accettare ad un paziente certe frustrazioni... Praticamente cosa fa? :mumble:
In un modo o nell'altro questi consigli li fa passare ed io me ne accorgo.
Saluti
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Eh, beati loro che hanno trovato qualcosa che gli piace fare ed alla quale riescono sacrificare volentieri tutto il tempo a disposizione e che gli permette anche di guadagnare. Quel che a me piace fare di rado finisce con l'essere apprezzato come qualcosa di utile che mi permetterebbe di campare.
I consigli l'analista non li dà così apertamente... interpreta (o almeno così dice, questo è il livello profondo di cui si parla). Fammi un esempio in cui un analista cerca di portare avanti un'analisi per fare accettare ad un paziente certe frustrazioni... Praticamente cosa fa? :mumble:
In un modo o nell'altro questi consigli li fa passare ed io me ne accorgo.
Saluti
Lavoriamo nell'Iperuranio.
Se tu fossi un giovane aitante nel pieno delle tue facoltà sessuali, sprizzante carisma e tonicità muscolare da tutti i pori, e ti guadagnassi da vivere facendo il gigolo, salvo poi sentirti in colpa, può darsi che l'analisi verrebbe impostata sul comprendere proprio quel senso di colpa e, nel caso fosse semplicemente un ostacolo per la tua vita, oltre che per la tua attività, sul toglierlo. Se, invece, il senso di colpa fosse un indicatore di altri problemi, e il fulcro fosse il tuo mestiere, probabilmente si andrebbe ad analizzare il perché di quella particolare scelta, per poi riscontrare, sempre in linea ipotetica ed assolutamente banale, una qualche carenza affettiva o chissà che altro.
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Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
I consigli l'analista non li dà così apertamente... interpreta (o almeno così dice, questo è il livello profondo di cui si parla). Fammi un esempio in cui un analista cerca di portare avanti un'analisi per fare accettare ad un paziente certe frustrazioni... Praticamente cosa fa? :mumble:
In un modo o nell'altro questi consigli li fa passare ed io me ne accorgo.
Non so farti un esempio: non sono un analista e le frustrazioni che ho incontrato finora nella mia vita, seppur dolorose, rientrano ancora nel mio spazio di pensiero. Però, dato che per me è un momento di bilanci, se vuoi, ti dico l'idea che mi sono fatta in un annetto di frequentazione di questo forum.
In psicoterapia è innegabile che ci siano delle rigidità e che i terapeuti non siano macchine infallibili. Fanno dei gran casini pure loro nelle loro vite private, nonostante analisi personali o esperienze professionali (e meno male!). Per cui non è la conoscenza di teorie o di tecniche a darti più certezze su ciò che porta benessere. Anche perché non ci può essere un "modello di benessere" universalmente valido e tutto è rimandato alla soggettività. Tu dovresti sapere cosa ti fa stare bene, nessuno ti può consigliare in tal senso. La psicoterapia ti può aiutare ad avvicinarti a togliere quanto ti risulta ingestibile per stare bene e per far questo devi accettare quelle che avverti come rigidità tollerabili.
Se ti fai male ad un braccio, se è una contusione puoi anche soffrire e far qualcosa per lenire il dolore fino al ripristino delle funzionalità, ma se l'osso è fratturato un gesso per trenta giorni lo devi mettere se non vuoi protrarre nel tempo un dolore che si rinnoverà anche con maggiore intensità.
Ciao
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Se ti fai male ad un braccio, se è una contusione puoi anche soffrire e far qualcosa per lenire il dolore fino al ripristino delle funzionalità, ma se l'osso è fratturato un gesso per trenta giorni lo devi mettere se non vuoi protrarre nel tempo un dolore che si rinnoverà anche con maggiore intensità.
Vedi benedetta anche in questo caso una persona non deve fare proprio nulla, è la persona stessa che mette su uno dei piatti della bilancia le opportunità che la medicina offre, se per una persona una terapia non risolve davvero il problema medico che espone non ne farà uso e la terapia per il suo personale problema non risulterà utile. Non è il medico che dovrebbe consigliare paternalisticamente come stai facendo tu ora senza accorgertene, cosa dovrebbe fare la persona e giudicare come debba essere percepita l'intensità del dolore da un soggetto, il medico dovrebbe esporre solo le tecniche di cui dispone, poi è sempre la persona a giudicare se possono servire o meno nel suo caso.
Un gesso per trenta giorni per curare una frattura io personalmente lo porterei, ma in generale non posso giudicare, l'intensità del dolore è qualcosa di soggettivo.
Ho fatto l'esempio del ladro che magari si lamenta del fatto che rischia la galera: ora quali sono le alternative di cui dispone? C'è qualcosa di meglio per lui? Se gli si dice che si deve adattare a lavorare in qualche settore e magari è proprio questo male che sta evitando continuando a rubare, male che giudica più grande del rischio di finire in galera, come lo si aiuta concretamente? :mumble:
Si finisce sempre col metter mano ai giudizi e valori di una persona in questo tipo di interventi, la medicina non lo fa in realtà, o almeno per me non dovrebbe farlo. Dovrebbe fornire solo tecniche e non contenere anche il giudizio sul valore e l'utilità di queste. Non dovrebbe contenere il giudizio "devi fare così perché così in generale è meglio" mettendo su un dialogo retorico con te per convincerti con svariati strumenti persuasivi che è meglio per te fare così, meglio e peggio rappresentano giudizi soggettivi ed io ho solo l'impressione che l'analisi tenda soltanto a modificare questo assetto. Un soggetto spesso conosce le stesse alternative in gioco dell'analista ma non è un aiuto nello scegliere il meglio in mezzo a queste che cerca, spesso si tratta proprio di trovarne altre, se ci sono, per migliorare la situazione.
Saluti
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Ma guarda Charlie che in certi punti dici le stesse cose che sostengo io.
Il "deve" che ti ha fatto saltare il sangue agli occhi è un deve consequenziale, non imperativo. Se riesci a leggere veramente quello che ho scritto, il dover portare il gesso presupponeva già la valutazione soggettiva della persona dell'intensità del suo dolore. Perché altrimenti non si capisce perché uno che sa già che comunque non si ingesserà mai debba andare dal dottore per fare una diagnosi. Personalmente, io non vado al pronto soccorso tutte le volte che urto il mio braccio; ci vado quando il dolore è forte e presuppongo che ci possa essere qualcosa di rotto, nel qual caso sono disposta a farmi ingessare. Se poi ho valutato eccessivamente il mio dolore ed è solo una contusione, certo non porterò il gesso.
Per quanto riguarda l'esempio del ladro, tu chiedi: "c'è qualcosa di meglio per lui?". In pratica questo ladro non sa cosa sia meglio per lui, lo chiede ad altri e quando altri rispondono lui contesta il fatto che lo vogliano consigliare. Non ha logica, se non quella di un'enorme sofferenza di cui non ha ancora consapevolezza.
Può darsi che io stia consigliando paternalisticamente, come può darsi che ti valuti una persona in grado di valutare da solo quanto un altro ti può dire. Forse è quello che vuoi vedere perché ci vuoi trovare il consiglio. Personalmente, propendo più per il fatto che io stia consigliando più me che non te, ma seguendo la tua logica, se io adesso ti sto consigliando ipoteticamente senza accorgermene, tu, rifiutando ogni interazione che ti viene rivolta, accusando di giudizi e quant'altro, cos'è che fai senza accorgertene?
Saluti
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Charlie, se questo è quello che pensi dell’analisi, riesci a spiegare una buona volta perchè sei qui su questo forum?
L’analisi, secondo il tuo punto di vista, non ti può aiutare. Anzi, come in alcuni momenti di apertura intellettuale hai ribadito, funziona per alcuni ma a te non può dare ciò che cerchi. Tu chiedi strategie concrete e l’analisi ti propone altro. Bene.
Ma perchè allora tante energie spese a ribadirlo? E da anni? Perchè questa polemica - e il termine polemica è un eufemismo - infinita?
Ma non ti sembra pazzesco? Ma sosprattutto, com’è che non riesci a fare a meno di questo continuo confronto? Davvero non ci trovi nulla riguardo a te stesso e sul quale riflettere? Possibile che tutto questo non ti appaia come qualcosa di personalmente problematico? Paranoico? O, in una lettura più positiva, come qualcosa che ha a che fare con la ricerca di un consenso? Approvazione? Magari pure una benedizione?
Perchè se uno è così convinto delle sue scelte, mica ne sente il bisogno, sai?
Fossi in te, almeno questa domanda io me la porrei.
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
No, secondo me Char-Lie ha trovato un ambiente intelligente, che sa rispondere alle sue domande, che dialoga, così ci si è adagiato.
In effetti anche a me piace l'ambiente, è molto attraente,ma non vuol dire che non ci siano altri ambienti altrettanto intelligenti.
Certo, è selettivo fare così.
Giù, fine OT, abbiate pazienza, ma me le tirate.
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No, attenta Complicata, non sto mettendo in discussione la legittimità di stare su un forum o meno, non scherziamo su questo.
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Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Io penso che Char-Lie manifesti attraverso il dialogo con i terapeuti di questo forum, in una sorta di approvazione al contrario, la sua fiducia nel poter risolvere i suoi problemi tramite psicoterapia.
Ma questa è fanta mia, per cui niente.
No, ci mancherebbe, caso mai sono io che ci sto per trasgressione, uuuh, la legittimità di stare qui, che lavori!!!