Riferimento: Re: eds novembre 2011 Chieti
diciamo che non ho escluso a priori un disturbo somatoforme (indifferenziato), anzi l'ho citato sottolineando che di fatto non si può ipotizzare perchè mancano gli elementi per verificare se c'è o meno effettivamente una qualche patologia a carico dell'apparato digerente, dato che la signora si rifiuta di sottoporsi agli esami medici (e qui ho proposto anche l'ipotesi di fobia specifica situazionale).
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Pollon86
D'accordo con voi...ma secondo il mio (ripeto umilissimo) modo di pensare il disturbo somatoforme, o meglio la presenza di somatizzazioni non la escluderei a priori relegandola nel limbo della diagnosi differenziale. Ossia da questi pochi elementi non mi prenderei la responsabilità di escluderla a priori e di escludere una possibile comorbilità, che pure secondo me è molto probabile. Assumere a priori l'ipotesi "disturbo dell'umore" e indagare solo questo porterebbe un po' ad una profezia che si autoavvera. Ossia molto probabilmente il disturbo dell'umore c'è, ma confermare che questo c'è nega la presenza di somatizzazioni??? Le escluderesti così nella realtà senza indagarle ulteriormente??? Mi sembrano pochini gli elementi per indagare una sola ipotesi. é questo che cerco di farti capire. Il tuo ragionamento va benissimo, ma perchè e su quale elementi escludi il somatoforme? Io a questo proposito aggiungerei agli strumenti per l'indagine dei disturbi dell'umore anche alcuni che valutino il vissuto corporeo e la tendenza a somatizzare della paziente (che ignoro assolutamente). Il caso clinico è un prototipo della realtà, e nella realtà non puoi liquidare una diagnosi differenziale dicendo semplicemente non è la mia ipotesi principale, ma devi fornire spiegazioni più convincenti. Almeno nel caso dei bambini si fa sempre così, prima di una diagnosi di autismo si esclude il ritardo cognitivo o si vede se è in comorbilità, idem con patate per il disturbo del linguaggio. Nel caso di una sospetta dislessia si valuta di nuovo livello cognitivo, e si vede se le difficoltà del bambino sono attribuibili a possibili cause emotive, o se comunque queste sono presenti a causa del disturbo.Certo, poi nella pratica lo psicologo ha un ipotesi e cerca di indagarla, ma non scarta a priori le ipotesi alternative prima di verificarne l'infondatezza...insomma mi pare strano che nel processo diagnostico sugli adulti che spesso è più complesso non si faccia ciò...
Re: eds novembre 2011 Chieti
E non lo indagheresti ulteriormente???
Riferimento: Re: eds novembre 2011 Chieti
prima indagherei come mai la signora si rifiuta di fare le analisi, perchè senza un esame che accerti la presenza o meno di patologia organica non possiamo secondo me ipotizzare una diagnosi di disturbo somatoforme. potrebbe anche avere una gastrite grave e di conseguenza la sua preoccupazione potrebbe anche essere fondata. dato però che la signora si rifiuta di fare la gastroscopia mi chiederei come mai la rifiuta, se c'è stata in passato qualche esperienza traumatica o semplicemente se c'è una fobia specifica situazionale.
quindi con gli elementi che abbiamo sarei sempre orientata più verso un disturbo dell'umore che non verso uno somatoforme, non credi?
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Pollon86
E non lo indagheresti ulteriormente???
Riferimento: eds novembre 2011 Chieti
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lisagarland
ragazze ho due domande: innanzitutto sapete dirmi qual è il badget indicativo che mettete per il progetto (?) e sapete se vengono messi i punteggi dell'MMPI2 o di altri test nel caso clinico (?) grazie :D
il costo dipende da quali interventi hai ipotizzato e quante figure professionali inserisci...nel caso clinico meglio non mettere punteggi perchè è un'IPOTESI d'intervento,non hai modo di indagare realmente le risposte date dal pz!anche mettere per esempio "...somministrazione dell'MMPI dal quale potrebbe risultare elevato il punteggio della scala X.." secondo me è eccessivo,si rischia di impelagarsi!io mi limiterò ad indicare i test da usare!
piuttosto per il progetto...ho sentito che in qualche esame sono state rischieste le criticità dell'intervento!qualcuno le mette?! :zott:
Re: eds novembre 2011 Chieti
Ok. Io renderei solo esplicito tutto questo ragionamento. Non lo darei per scontato perchè a tirocinio sono abituata a fare così. Ma ovviamente non vuol dire che il tuo modo sia sbagliato. Ho chiari limiti nella clinica degli adulti, ma nella pratica coi bambini in 1000 ore di tirocinio sono stata abituata ad indagare tutte le ipotesi, anche quelle alternative per giungere a una diagnosi. Sui disturbi somatoformi mi fermo, magari potrei mettere nella terapia di lavorare anche sulla paura del medico e vedere se la psicoterapia fa rientrare la situazione o rimane la stessa. Ma ti ripeto la clinica degli adulti non è propriamente la mia materia preferita, per cui se sei abituata ad omettere altre indagini fai pure. Io sono abituata a vedere il percorso diagnostico come un processo che si apre con delle ipotesi (di cui sicuramente una più forte) e si chiude con una diagnosi, e con una serie di disturbi che rientreranno nella cosidetta diagnosi differenziale. Tu come eri abituata a fare a tirocinio???
Riferimento: Re: eds novembre 2011 Chieti
ok ma in un contesto di esame di stato, per il caso proposto, che cosa altro potrei mai approfondire a parte quello che ho citato? nella mia stesura ho anche specificato che somministrerei dei test come la scid-i per verificare la presenza di altri disturbi dell'asse I oltre alla depressione e l'MMPI con attenzione alle scale che misurano la depressione, l'ansia e HEA. io non so ma credo che nei primi colloqui più di questo non si possa fare...
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Pollon86
Ok. Io renderei solo esplicito tutto questo ragionamento. Non lo darei per scontato perchè a tirocinio sono abituata a fare così. Ma ovviamente non vuol dire che il tuo modo sia sbagliato. Ho chiari limiti nella clinica degli adulti, ma nella pratica coi bambini in 1000 ore di tirocinio sono stata abituata ad indagare tutte le ipotesi, anche quelle alternative per giungere a una diagnosi. Sui disturbi somatoformi mi fermo, magari potrei mettere nella terapia di lavorare anche sulla paura del medico e vedere se la psicoterapia fa rientrare la situazione o rimane la stessa. Ma ti ripeto la clinica degli adulti non è propriamente la mia materia preferita, per cui se sei abituata ad omettere altre indagini fai pure. Io sono abituata a vedere il percorso diagnostico come un processo che si apre con delle ipotesi (di cui sicuramente una più forte) e si chiude con una diagnosi, e con una serie di disturbi che rientreranno nella cosidetta diagnosi differenziale. Tu come eri abituata a fare a tirocinio???
Riferimento: eds novembre 2011 Chieti
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Arianna150681
ma infatti...secondo me la diagnosi principale e differenziale VANNO FATTE SOLO IN BASE AI SINTOMI (e quindi ai criteri del dsm)...poi confermi o disconfermi l'una e l'altra con altri colloqui e test...
come ti è parso il mio svolgimento? pensi che possa andare?
Va benissimo, ora ti invio il mio kiss...
Riferimento: eds novembre 2011 Chieti
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agimix85
il costo dipende da quali interventi hai ipotizzato e quante figure professionali inserisci...nel caso clinico meglio non mettere punteggi perchè è un'IPOTESI d'intervento,non hai modo di indagare realmente le risposte date dal pz!anche mettere per esempio "...somministrazione dell'MMPI dal quale potrebbe risultare elevato il punteggio della scala X.." secondo me è eccessivo,si rischia di impelagarsi!io mi limiterò ad indicare i test da usare!
piuttosto per il progetto...ho sentito che in qualche esame sono state rischieste le criticità dell'intervento!qualcuno le mette?! :zott:
grazie per la risponda, cmq per il caso clinico intendevodire che ho sentito che a volte mettono i punteggi da interpretare e vorrei sapere se è vero o se è solo una diceria :) per quanto riguarda le criticità non saprei dirti a cosa corrispondono, mi dispiace!
Riferimento: eds novembre 2011 Chieti
so che nella scorsa sessione in una traccia c'erano i punteggi dell'MMPI, ma so di certo che non era la traccia del caso clinico adulti...
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lisagarland
grazie per la risponda, cmq per il caso clinico intendevodire che ho sentito che a volte mettono i punteggi da interpretare e vorrei sapere se è vero o se è solo una diceria :) per quanto riguarda le criticità non saprei dirti a cosa corrispondono, mi dispiace!
Riferimento: eds novembre 2011 Chieti
ragazzi una domanda per il caso clinico: se tra i punti da svolgere fosse richiesta una teoria di riferimento, che cosa scrivereste? basta secondo voi scrivere che ne so: per la comprensione del caso clinico si fa riferimento all'approccio cognitivo-comportamentale, il quale inquadra il sintomo come la conseguenza di credenze, pensieri e comportamenti che derivano da un apprendimento disfunzionale e che come tale possano essere disappresi attraverso tecniche cognitive o comportamentali? oppure basta semplicemente fare riferimento al dsm (che però è ateorico)...
Riferimento: eds novembre 2011 Chieti
veramente l'approccio teorico è proprio il DSM......ATEORETICO O MENO...è comuqnue un riferimento teorico....... ;)
Riferimento: eds novembre 2011 Chieti
anche io la pensavo così, ma se leggi alcuni forum passati c'è gente che dice di aver proposto che ne so la teoria delle relazioni oggettuali per spiegare un eventuale conflitto tra il paziente e le figure genitoriali...cose così...quindi mi chiedevo come dobbiamo muoverci...
Citazione:
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MEMOLEMEMOLE
veramente l'approccio teorico è proprio il DSM......ATEORETICO O MENO...è comuqnue un riferimento teorico....... ;)
Re: Riferimento: eds novembre 2011 Chieti
Citazione:
Originalmente inviato da
Arianna150681
so che nella scorsa sessione in una traccia c'erano i punteggi dell'MMPI, ma so di certo che non era la traccia del caso clinico adulti...
Hai idea di quali punteggi abbiano specificato?? Ovvero a quali scale abbiano fatto riferimento? Cioè ci si deve limitare a conoscere il significato dei punteggi alti delle scale cliniche o bisogna conoscere bene tutte le scale??.. HELP!
Riferimento: Re: Riferimento: eds novembre 2011 Chieti
eh bella domanda...questo davvero non lo so...io credo basti sapere quando un punteggio deve essere considerato alto un po' su tutte le scale...anche se non è affatto semplice ricordarle tutte...:(
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luper
Hai idea di quali punteggi abbiano specificato?? Ovvero a quali scale abbiano fatto riferimento? Cioè ci si deve limitare a conoscere il significato dei punteggi alti delle scale cliniche o bisogna conoscere bene tutte le scale??.. HELP!
Re: Riferimento: Re: Riferimento: eds novembre 2011 Chieti
Nel dubbio sarà meglio rivedersi un pò il significato delle varie scale... non ho molta familiarità con l' MMPI 2, devo colmare un pò di lacune!! :(