Riferimento: Psicologo e contemporaneamente altro squalificante?
esattamente !
il rpimo impatto secondo me conta molto..!
è possibile(per come funziono io) che se (disgraziatamente) prima del nostro primo incontro trovo il mio futuro teraputa a fare altro...Non ci arrivo proprio da lui...ma è anche vero che...se è riuscito a colpirmi, a ispirarmi fiducia....e lo trovassi a "zappare la terra" o "pascolare le pecore"..per me avrebbe la stessa valenza!...Insomma..per me è questione di primo impatto e di fiducia!
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Axamer Ibk
fantasie, idealizzazioni, svalutazioni esistono a priori e sono presenti indipendentemente dal fatto che si incontri il terapeuta al di fuori della stanza dove si fa terapia.
L'analisi di questi vissuti e' il cardine di alcune terapie.
E poi vi faccio una domanda...qualcuna in verita':perche' focalizzarsi solo su aspetti lavorativi? ma non avremmo lo stesso numero di fantasie dal vedere il terapeuta che gioca con i figli o cammina mano nella mano con la/il partner? E se lo/la vediamo entrare in chiesa? E se li vediamo litigare o discutere animatamente con qualcuno? e se li vediamo rattristati ad un funerale? e se li incontriamo all'ospedale? e se li incontriamo in un ristorante che fanno battute con gli amici? e se li scorgiamo su un treno o un autobus? e se li becchiamo in agenzia viaggi? il terapeuta esiste nel mondo al di fuori della stanza dove si svolgono i colloqui :asd:
Non possiamo aspettarci la negazione dell'individuo. La sfida e' saper gestire la relazione terapeutica e tutte le fantasie che ci girano attorno....e naturalmente investigarle che poi e' il bello no?:asd:
Ci sono aspetti che fanno parte della nostra umanità, del nostro non essere alieni scesi sulla terra e che sono visibili a tutti, come il colore della pelle e degli occhi, l'accento con cui parliamo, l'espressività del volto, il modo di porsi, la preferenza per un certo stile d'abbigliamento e già questo piano può suscitare delle reazioni in chi abbiamo di fronte. Poi vi è il piano della vita personale, una semplice fede al dito può innescare tante domande e fantasie, ma anche il non averla suscita tutta una serie di curiosità inevitabili, che ovviamente non dovrebbero avere come scopo delle risposte e vanno invece utilizzate ai fini del rapporto terapeutico. Ogni elemento personale anche impercettibile entra nel nostro campo e merita delle riflessioni prima di tutto da parte nostra.
Le sequenze di vita quotidiana che hai descritto innanzitutto non potrebbero essere vissute a meno di non fare da stalker al terapeuta:asd:, a me è capitato di vedere per strada un mio terapeuta con il figlio, ma credo sappia che non è il caso di prenderlo a ceffoni davanti a tanta gente o mettere in piazza i cavoli suoi con discussioni ad alta voce, per fare un esempio:asd:. Una singola variabile, come un incontro fortuito, può capitare! E' ben diverso fare un lavoro parallelo a contatto con il pubblico dove ad esempio sappiamo che per mezza giornata il nostro terapeuta serve il caffè al bar e magari i pazienti sono clienti anche del caffè. A me viene da ridere, sembra una gag.
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la bravura di uno psico è avere delle difese formidabili, per cui saper fare in modo che i pazienti non vengano a prendere il caffè in quel bar se ci sei tu che servi( detto in metafora), tenerli talmente a bada, ( perchè siamo terribili), che imparano a contenere dentro di sè le emozioni che provano, imparano da voi a gestire la frustrazione di non sapere nulla di voi e della vostra vita, spesso il problema è avere abbastanza spazio dentro per contenervi anche la "vita immaginata" del terapeuta senza entrarvi in modo invadente.
A voi la palla di insegnarcelo:asd:
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GIUNONE
Nella mia città c'è un avvocato che pare abbia uno studio, ma lavora ogni giorno in panificio. L'opinione della gente è che non sia bravo abbastanza e che gli venga mglio fare il pane, e che da lui non ci andrebbero mai..Ci sonono degli aspetti "neutri" che hai citato come il camminare per strada ed altri che tanto "neutri" non lo sono, ad es. la capacità del terapeuta di gestire le relazioni ed un conflitto ad es. per la strada. I pz si aspettano buone capacità in questi campi da parte nostra e ti potrei riportare le loro parole....es."e quello sarebbe uno psicologo??", oppure "tutte chiacchiere, professa bene e poi non è capace di fare quello che dice". Il sentire comune è questo e sinceramente mi ci ritrovo...per fare terapia ci hanno insegnato, e per fortuna, che la si debba fare noi innanzitutto, per raggiungere un euilibrio psicoaffettivo ottimale che conenta oltre che essere validi sul lavoro anche vivere "meglio" le sfide della vita quotidiana. Che poi ci siano situazioni di vita difficili da gestire che richiedano maggiore impegno e capacità gestionale è un altro conto.
ma non e' che ci aspettiamo un monaco zen invece di un terapeuta? :asd: Avere un'accesa discussione su un argomento politico o un diverbio con il partner (mica una piazzata con urla e schiamazzi o una rissa da bar! :asd:) e' per te un sinonimo di squilibrio psicoaffettivo? Cerchiamo di non confondere la dialettica con le risse verbali! Dimostrare le tue ragioni in modo assertivo e' indice di 'incapacita' di gestire le relazioni ed i conflitti'? Cerchiamo di non patologizzare aspetti sani della natura umana.
Ti do un esempio personale: 2 mesi fa ho rimproverato con molta fermezza dei teenagers che molestavano pesantemente un senza tetto con insulti razzisti e ingiurie (sono anche finito sul giornale locale con tanto di foto e stretta di mano del sindaco:rolleyes: per aver reso "un servigio alla comunita' locale"). Penso di averlo fatto in modo assertivo e fermo senza sfociare in urla o insulti. Decisamente chi mi avesse visto avrebbe notato che ero parecchio incavolato e preoccupato: si tratta di uno squilibrio psicoaffettivo? Dimostra che non sono in grado di gestire i conflitti? Avrei dovuto lasciar perdere perche' un paziente poteva vedermi? :sbonk:
Il fatto di esprimere un'emozione in modo appropriato fa parte della natura umana. M. Linean nella sua teoria sulla regolazione delle emozione per soggetti borderline sostiene l'importanza di saper 'sentire', 'modulare' e quindi 'mostrare' le proprie emozioni senza negarle o sopprimerle.
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Axamer Ibk
ma non e' che ci aspettiamo un monaco zen invece di un terapeuta? :asd: Avere un'accesa discussione su un argomento politico o un diverbio con il partner (mica una piazzata con urla e schiamazzi o una rissa da bar! :asd:) e' per te un sinonimo di squilibrio psicoaffettivo? Cerchiamo di non confondere la dialettica con le risse verbali! Dimostrare le tue ragioni in modo assertivo e' indice di 'incapacita' di gestire le relazioni ed i conflitti'? Cerchiamo di non patologizzare aspetti sani della natura umana.
Ti do un esempio personale: 2 mesi fa ho rimproverato con molta fermezza dei teenagers che molestavano pesantemente un senza tetto con insulti razzisti e ingiurie (sono anche finito sul giornale locale con tanto di foto e stretta di mano del sindaco:rolleyes: per aver reso "un servigio alla comunita' locale"). Penso di averlo fatto in modo assertivo e fermo senza sfociare in urla o insulti. Decisamente chi mi avesse visto avrebbe notato che ero parecchio incavolato e preoccupato: si tratta di uno squilibrio psicoaffettivo? Dimostra che non sono in grado di gestire i conflitti? Avrei dovuto lasciar perdere perche' un paziente poteva vedermi? :sbonk:
Il fatto di esprimere un'emozione in modo appropriato fa parte della natura umana. M. Linean nella sua teoria sulla regolazione delle emozione per soggetti borderline sostiene l'importanza di saper 'sentire', 'modulare' e quindi 'mostrare' le proprie emozioni senza negarle o sopprimerle.
E' probabile che avresti ricevuto una stretta di mano anche dal paziente, non mi sembra un grande esempio di piazzata futile in mezzo alla strada che un po' tutti possiamo risparmiarci, a prescindere dal lavoro e tutti facevamo riferimento a ben altro, non all'assertività o al farsi rispettare. Non è che se uno prova a rubarmi la borsa o malmenarmi me ne sto ferma perchè sono una terapeuta e devo gestire il conflitto interiore, ovviamente non dobbiamo sconfinare nell'assurdo...:asd:
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Psichedelic
E' probabile che avresti ricevuto una stretta di mano anche dal paziente, non mi sembra un grande esempio di piazzata futile in mezzo alla strada che un po' tutti possiamo risparmiarci, a prescindere dal lavoro e tutti facevamo riferimento a ben altro, non all'assertività o al farsi rispettare. Non è che se uno prova a rubarmi la borsa o malmenarmi me ne sto ferma perchè sono una terapeuta e devo gestire il conflitto interiore, ovviamente non dobbiamo sconfinare nell'assurdo...:asd:
esatto....ma gli esempi "non neutri" che ho portato un paio di risposte fa mi sembra siano stato associati a "equilibrio psicoaffettivo" e "incapacita' di gestire i conflitti" quindi volevo solo puntualizzare :P
Poi sull'uso dell'assurdo e del paradosso....parli ad un fan di beckett, ionesco e pinget :asd:
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Axamer Ibk
ma non e' che ci aspettiamo un monaco zen invece di un terapeuta? :asd: Avere un'accesa discussione su un argomento politico o un diverbio con il partner (mica una piazzata con urla e schiamazzi o una rissa da bar! :asd:) e' per te un sinonimo di squilibrio psicoaffettivo? Cerchiamo di non confondere la dialettica con le risse verbali! Dimostrare le tue ragioni in modo assertivo e' indice di 'incapacita' di gestire le relazioni ed i conflitti'? Cerchiamo di non patologizzare aspetti sani della natura umana.
Ti do un esempio personale: 2 mesi fa ho rimproverato con molta fermezza dei teenagers che molestavano pesantemente un senza tetto con insulti razzisti e ingiurie (sono anche finito sul giornale locale con tanto di foto e stretta di mano del sindaco:rolleyes: per aver reso "un servigio alla comunita' locale"). Penso di averlo fatto in modo assertivo e fermo senza sfociare in urla o insulti. Decisamente chi mi avesse visto avrebbe notato che ero parecchio incavolato e preoccupato: si tratta di uno squilibrio psicoaffettivo? Dimostra che non sono in grado di gestire i conflitti? Avrei dovuto lasciar perdere perche' un paziente poteva vedermi? :sbonk:
Il fatto di esprimere un'emozione in modo appropriato fa parte della natura umana. M. Linean nella sua teoria sulla regolazione delle emozione per soggetti borderline sostiene l'importanza di saper 'sentire', 'modulare' e quindi 'mostrare' le proprie emozioni senza negarle o sopprimerle.
Gli esempi che riporti riguardano un atteggiamento che si auspica chiunque adotti in queste situazioni di soprusi! Quale pz mai potrebbe rimproverartelo?? Le capacità relazionali si basano proprio sulla capacità di gestire ed esprimere le emozioni adeguatamente, non rigettarle!!! L'Intelligenza emotiva, l'empatia, l'assertività (Goleman, Rogers e compagnia..) ne sono i cardini, quindi di quale confusione parli? Questo concetto credo sia assodato nel nostro iter studiorum..Penso tu sia libero di comportarti come meglio creda, o come meglio ti faccia sentire, così come il pz è libero di poterti percepire e quindi scegliere
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Psichedelic
E' probabile che avresti ricevuto una stretta di mano anche dal paziente, non mi sembra un grande esempio di piazzata futile in mezzo alla strada che un po' tutti possiamo risparmiarci, a prescindere dal lavoro e tutti facevamo riferimento a ben altro, non all'assertività o al farsi rispettare. Non è che se uno prova a rubarmi la borsa o malmenarmi me ne sto ferma perchè sono una terapeuta e devo gestire il conflitto interiore, ovviamente non dobbiamo sconfinare nell'assurdo...:asd:
:asd: E invece da buona psicologa dovresti farti malmenare ed accogliere il suo bisogno espressivo per poi rileggerlo con lui in termini di significato auto ed eteroriferito...senno che psicologa sei???:jd:
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GIUNONE
Gli esempi che riporti riguardano un atteggiamento che si auspica chiunque adotti in queste situazioni di soprusi! Quale pz mai potrebbe rimproverartelo?? Le capacità relazionali si basano proprio sulla capacità di gestire ed esprimere le emozioni adeguatamente, non rigettarle!!! L'Intelligenza emotiva, l'empatia, l'assertività (Goleman, Rogers e compagnia..) ne sono i cardini, quindi di quale confusione parli? Questo concetto credo sia assodato nel nostro iter studiorum..Penso tu sia libero di comportarti come meglio creda, o come meglio ti faccia sentire, così come il pz è libero di poterti percepire e quindi scegliere
la mia confusione nasceva dl fatto che mi sembra tu :asd: abbia accostato 'comportamenti non neutri' con concetti quale l'incapacita' di gestire conflitti interiori. Magari sono io che ho frainteso pero' mi sembrava che tu :P stessi usando l'eventualita' di aver un diverbio o una discussione in pubblico come indice che il terapeuta non e' in grado di gestire "conflitti psicoaffettivi" e/o "conflitti interiori".
Una cosa piu' seria su cui riflettere e' anche quel bisogno che molti di noi hanno (me incluso)di poter contare su un professionista esperto e magari affermato.
In UK ho colleghi giovanissimi che sono stati assunti quasi subito dopo la specializzazione...devo ammettere che inizialmente ero molto stupito e scettico ma mi sono dovuto ricredere. Senza contare che i mie due bambini sono stati fatti nascere da dottori/midwifes... il piu' vecchio aveva 40 anni.
In Italia (la mia non e' un'analisi sociologica ma solo un'opinione.... intendiamoc) temo si tenda a diffidare di professionisti giovani indipendentemente dal loro ruolo (avvocato medico psicologo etc.). Da quel poco che ho pututo vedere mi sembra un fattore molto italiano e presumo contribuisca molto alla cristallizzazione dello statu quo (chiamatela casta?) sbarrando la strada a chi vuole e ha capacita' di farsi strada.
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:asd:Ti ripeto, lo stimolo è uguale per tutti, sta allo psicologo modulare la risposta. Questo è il mio punto di vista. Ti saluto:asd: e ti auguro una buona giornata:P
Invece, in merito a quello che dici sulla giovane età, questa spesso si configura come altro elemento di discriminazione nell'immaginario comune della gente, purtroppo, e soprattutto in determinati ambiti nei quali spesso si taglia a fette l'imbarazzo che il pz prova nel constatare l'ertà anagrafica del consulente, ma questo poi rientra nei fattori da analizzare nel rapporto terapeutico, però sicuramente in questo caso parliamo di chi già ha affrontato lo scoglio della diffidenza generazionale ed è venuto da te non scartandoti a priori. Diciamo che sopesso, come in molti campi, se il passaparola va a vantaggio della tua competenza, l'età passa in secondo piano.
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GIUNONE
:asd:Ti ripeto, lo stimolo è uguale per tutti, sta allo psicologo modulare la risposta. Questo è il mio punto di vista. Ti saluto:asd: e ti auguro una buona giornata:P
Anche tu mattiniera?
Sono daccordo la chiave e' la capacita' di saper esprimere e modulare le proprie emozioni. Saluti anche a te e ti auguro una buona giornata. Modulate gente modulate :asd:
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GIUNONE
:asd: E invece da buona psicologa dovresti farti malmenare ed accogliere il suo bisogno espressivo per poi rileggerlo con lui in termini di significato auto ed eteroriferito...senno che psicologa sei???:jd:
:sbonk:
Avendo una preparazione psicoanalitica preferisco rimandare al mittente e se le circostanze me lo consentono rincaro anche leggermente la dose, tutto ciò per riflettere sul significato dei suoi fantasmi interiori, sia chiaro!:asd:
Vi auguro un buon sabato.
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GIUNONE
:asd: E invece da buona psicologa dovresti farti malmenare ed accogliere il suo bisogno espressivo per poi rileggerlo con lui in termini di significato auto ed eteroriferito...senno che psicologa sei???:jd:
No, perchè in mezzo alla strada non siete psicologi, però però nella stanza attenzione, dovreste fare in modo che il paziente non agisca, ma pensi.
E' lì che siete psichi, fuori potete difendervi, o difendere chi vi pare, nella stanza avete a sgobbareee.
Dovete insegnare al paziente a pensare e a immaginare, perchè finchè io penso e dico ad alta voce che vi vorrei malmenare, non lo farò, ghghg.
Quando non riesco a pensarlo, lo farò:))))))
Le fantasie sono sanissime, agire è un'altro paio di maniche, ma questo il mio tera me l'ha insegnato, in seduta è tutto lecito e le fantasie sono le benvenute, agire no, manco il mimo delle azioni è lecito.:))
Voi gliele insegnate ste cose ai vostri pupilli?
Ad ogni modo, dopo SEI anni, e non so se abbiate pazienti che vi seguono per tanto tempo, ci sono delle cose così condivise che noi in pratica il terapeuta lo conosciamo.
Codici: se faccio un'ipotesi immaginata su di lui, la conferma arriva con un "Può darsi" so che quello significa che è vero.
Si condivide un linguaggio cifrato, tra noi diventa chiaro.
insomma, ci conosciamo a vicenda, non so abbiate avuto la fortuna di conoscere un terapeuta così da vicino.:)))))))ahaha
Io so anche cosa vuol dire quando tira su col naso, vuol dire che avendo il setto nasale deviato, per poter pensare ha bisogno di prendere più ossigeno tirando su, che meravigliaaaa
Lo so perchè quando ho fatto l'ipotesi, ha detto "Può darsi", quindi più vita privata di così....
ma voi direte: "che ha a che fare col thread?"
ha a che fare molto, perchè vi si impara a conoscere molto più in seduta che a vedervi lavare i piatti o litigare con un passante, oppure intenti a difendere un barbone, cosa encomiabile, è lì che vi scoprite di più, noi capiamo più da un vostro respiro che da qualunque altra cosa.