Citazione:
Originariamente postato da Eowin
Tanti e tanti anni fa, quando ero una giovinetta... praticamente sostenevo le posizioni che difende Luthien.
Poi il tempo è passato, io sono cresciuta, ho visto e vissuto tante e tante esperienze che mai avrei immaginato e... mi sono ammorbidita.
Quando certe cose toccano a te, beh, cambi.
Ti rendi conto. Tocchi con mano. Ti scotti. Capisci. Ma non si può spiegare.
Bisogna vivere.
Al di là dei fenomeni sociologici, il succo della storia è che se due persone, qualunque motivo le abbia unite, non vanno più d'accordo, accidenti, prima si lasciano e meglio è. Altro che "troppo facile cambiare partner come una maglietta che non piace più". Ma scherziamo? Si ha idea di quale odio e nausea si scatena quando ci si costringe a sopportare una persona che non ci dice più nulla? E' una persona, non un oggetto, ha diritto ad essere lasciata, libera di rifarsi una vita con qualcuno a cui non faccia schifo! Su questo sono intransigente.
Un tempo il matrimonio era per sempre perchè era essenzialmente un contratto. Oggi la gente vuole sposarsi/convivere per amore e allora, quando l'amore finisce, finisce la convivenza o il matrimonio.
Esempio: mia nonna, donna dell'800, ha sempre raccontato allegramente che suo marito, mio nonno, il migliore degli uomini, lei non lo aveva mai "amato", solo i molto poveri, i molto ricchi e i folli alla sua epoca si sposavono per amore. Ci si univa per fondere due patrimoni, per consolidare due casate, per costruire una sorta di impresa familiare. E i matrimoni duravano, fino alla morte. Perchè non erano fondati su un sentimento labile come l'amore, che sembra eterno solo ai molto giovani, e anche a loro, col passare degli anni, diverrà chiaro che di eterno, al massimo, c'è solo la noia.
E personalmente ho il vomito a sentir dire che i bambini devono essere messi davanti a tutto. Continuare una convivenza/matrimonio per i figli è una dannazione prima di tutto per loro. Ho visto recentemente in studio un giovane schizofrenico che secondo me era diventato tale perchè non riusciva a capire lo strano menage dei genitori, che solo quando lui ha superato i 20 anni gli hanno rivelato di essere stati separati in casa da quando lui aveva 8 anni, fingendo un'armonia di facciata per lui!!! Il poverino non era scemo, non capiva la situazione paradossale nella quale viveva e quando finalmente i suoi genitori si sono separati, per i suoi 21 anni, e sono andati a convivere con i rispettivi compagni storici, di cui lui non aveva mai saputo niente, si è, semplicemente, scompensato.
Concludendo: convivenza o matrimonio, se alla fase dell'amore passionale succede l'amore affettuoso e si instaura un'alleanza di intenti e una progettualità condivisa, il rapporto dura. Se il legame naufraga per qualsiasi motivo, beh, la decisione maggiormente ETICA, a mio avviso, è separarsi in modo civile.