Io più che andare a ricercare gli ultimi veri comunisti o più che interrogarmi su quali siano i posti del mondo in cui è possibile riconoscere il comunismo perfettamente rispondente al modello originale, proverei a definire l' ANTICOMUNISMO. Strategia adottata soprattutto in America da liberali e conservatori per esacerbare lo scontro e per diffondere la paranoia che i comunisti siano come topi che occupano, di nascosto, qualsiasi ambito del potere politico e sociale. Beh! questa è una strategia politica bella e buona.
Il linciaggio mediatico che da anni si sta attuando contro chiunque sia riconducibile ad una qualsiasi idea di sinistra è, a mio avviso, sprorporzionato alla realtà dei fatti: al giorno d'oggi, è entrato nel linguaggio comune il fatto che i comunisti siano dappertutto e, a sinistra, si diventa comunisti per un nonnulla, arrivare a dire che anche Celentano è comunista :asd: solo perché ha espresso delle idee in un certo modo, beh! mi sembra assurdo. E ormai, sempre a sinistra, i comunisti dell'ultima ora, quasi sono orgogliosi di esserlo: con un po' di accanimento della destra sono riusciti ad acquisire un passato politico ed una reputazione che non avrebbero mai avuto il coraggio di conquistare! ...sarebbero serviti anni di attivismo politico, invece è bastato dire "no! scusate, non sono d'accordo!".
Berlusconi ha sempre detto di essere un reaganiano. Ecco! il liberalismo può manifestarsi in diverse forme, una di queste è l'anticomunismo reaganiano, ossia la ripetizione ossessiva di espressioni tipo: "questo è comunista!", "uh! eccone un altro", "un altro, eccone ancora un altro", e così via. Nella società attuale, però, un messaggio del genere è amplificato molto di più che se fossimo nell'America degli anni '50, tanto che le ragioni di questi comportamenti, ormai, sono così difficili da recuperare che è impossibile anche un minimo di senso critico.
Risultato: scontro aperto, nella politica come nel paese (anzi di più nel Paese, a dire il vero, non vorrei sconvolgere qualcuno, ma nella realtà Berlusconi e Bertinotti, dietro le quinte riescono anche a dialogare, questo però al Paese non può passare come messaggio, altrimenti si vanifica tutta la strategia di cui sopra!)
segno che il bombardamento mediatico ha funzionato.
In effetti questo modo di fare è sensato se si pensa che un liberale è prima di tutto un sostenitore della proprietà privata e del MERCATO come unica legge, unico dogma. Dire che Napolitano è un comunista, un uomo schierato acquista un senso tutto nuovo se io voglio plasmare le nuove generazioni, che di storia sanno poco o nulla, e se si vuole degradare, come valore, la giustizia sociale nella scala delle priorità di un paese in nome di ben altro. L'unica preoccupazione è quella di poter accumulare patrimoni spropositati senza troppi cavilli burocratici, l'ascesa al potere viene mascherata da simili beghe politiche, come dire, la politica è quasi una copertura. In fondo, quanti di noi possono confrontare il clima che sta dietro all'elezione di questo presidente con quelli che hanno caratterizzato l'elezione di tutti gli altri presidenti della repubblica?
