,èCitazione:
Originariamente postato da saperessere
Ti auguro ogni bene per il concorso.
Grazie,il tuo augurio,mi conforta
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,èCitazione:
Originariamente postato da saperessere
Ti auguro ogni bene per il concorso.
Grazie,il tuo augurio,mi conforta
Per i saluti e baci ci sono i pm....:rolleyes:
Il fatto è che secondo me si sta omettendo il problema, con la conclusione che alla fine ci diciamo sempre le stesse cose. Cioè, va bene cercare di recuperare i detenuti, ma non è liberandoli che si ottiene ciò. Si ottiene di non farli suicidare adesso, ma magari tornano dentro e lo fanno tra 6 mesi. Cioè... è assurdo giustificare una cosa che va contro l'etica, dicendo che è contro l'etica dei diritti umani non farla. A me sembra quasi paradossale.Citazione:
Originariamente postato da minodegi
ciao a tuttii,sto affrontando il concorso per educatori penitenziari,ormai interminabile...va be..
Se avessi un po più di tempo,avrei postato esattamente tutte le considerazioni in merito che ha fatto Saper essere,virgole comprese.,dal primo all'ultimo post,eccetto un po per gli inevitabili battibecchi personali.
infatti.
inoltre i battibecchi personali sono evitabilissimi.
il punto era E RESTA, che il recupero non passa dalla scarcerazione.
poi lo possiamo infarcire come vogliamo...
http://www.repubblica.it/2006/07/sez...a-rognoni.html
Questo è il giudizio di uno che ne sa un po' più di noi....
Non possiamo dire adesso che abbiamo intrapreso il problema dire, basta discussioni, sennò si litiga...ora che il discorso è stato intrapreso continuiamo a parlarne. Almeno secondo l'idea di una ragazza di dx alla quale è stato insegnato che se ci sono dei problemi se ne parla....
Non si vuole rieducare scarcerando. 45.000 rimangono dentro e eliminando il sovraffollamento si potranno creare le condizioni per lavorare su quelli, cosa che oggi non si può fare. Io non sono un indovino, non so cosa succederà a quelli che usciranno, so che chi resterà dentro avrà forse condizioni di vita più umane e gli verrà data un'opportunità in più.Citazione:
Originariamente postato da HellSt0rm
Il fatto è che secondo me si sta omettendo il problema, con la conclusione che alla fine ci diciamo sempre le stesse cose. Cioè, va bene cercare di recuperare i detenuti, ma non è liberandoli che si ottiene ciò. Si ottiene di non farli suicidare adesso, ma magari tornano dentro e lo fanno tra 6 mesi. Cioè... è assurdo giustificare una cosa che va contro l'etica, dicendo che è contro l'etica dei diritti umani non farla. A me sembra quasi paradossale.
Io non posso pensare che una ragazza come Erika sia nata così e che la sua vita sia finita. Dovrò cercare di capire, anche per fare in modo che non succeda più, sfruttando la sua esperienza e cercando di fare qualcosa perché la sua vita possa ricominciare, altrimenti tanto valeva ammazzarla subito aggiungendo sangue a sangue. Se la maggioranza delle ragazze non fa quelle cose, sarà pur successo qualcosa. O pensiamo di archiviare il caso e di non pensarci più?
alla fine si sta facendo un discorso solo di schieramento politico...con frasi che sfiorano il comico del tipo : "una ragazza di dx alla quale è stato insegnato che se ci sono dei problemi se ne parla " oppure "essendo di destra sono una persona che nn vede di buon occhio chi commette un reato".... :asd:scusa ma che significa?? :asd: quindi il fatto che io non vado a braccetto con assassini e rapinatori dovrebbe farmi rivedere le mie scelte politiche?? :asd:
cmq schieramento polico a parte per adesso io non sono convinta che l' indulto sia una buona scelta....e' vero che la situazione nelle carceri e' spaventosa ma questa non mi pare la soluzione adatta....sinceramente credo sia uno sbaglio...
tuttavia mi fa riflettere il fatto che quelli che invocano provvedimenti diversi del tipo "costruiamo altre caceri" sono gli stessi che si lamentano per ogni presunto aumento delle tasse....scusate ma cosa pensate che queste cose si costruiscono da sole? o si pagano in monetine di cioccolata??
a chi fai riferimento?Citazione:
Originariamente postato da Lepre*marzolina
tuttavia mi fa riflettere il fatto che quelli che invocano provvedimenti diversi del tipo "costruiamo altre caceri" sono gli stessi che si lamentano per ogni presunto aumento delle tasse....scusate ma cosa pensate che queste cose si costruiscono da sole? o si pagano in monetine di cioccolata??
Fa riferimento a me...no cara lo so anche io che le carceri nn si pagano cn le monetine di cioccolata..(bella battuta...dove l'hai presa? Fregata a tuo fratello???)sai cm è...riferito naturalmente alla tua risatina per il fatto che essendo di dx no aspetta te la cito che è meglio.... "una ragazza di dx alla quale è stato insegnato che se ci sono dei problemi se ne parla " oppure "essendo di destra sono una persona che nn vede di buon occhio chi commette un reato".... :asd:scusa ma che significa?? :asd: quindi il fatto che io non vado a braccetto con assassini e rapinatori dovrebbe farmi rivedere le mie scelte politiche?? :asd:Citazione:
Originariamente postato da Lepre*marzolina
alla fine si sta facendo un discorso solo di schieramento politico...con frasi che sfiorano il comico del tipo : "una ragazza di dx alla quale è stato insegnato che se ci sono dei problemi se ne parla " oppure "essendo di destra sono una persona che nn vede di buon occhio chi commette un reato".... :asd:scusa ma che significa?? :asd: quindi il fatto che io non vado a braccetto con assassini e rapinatori dovrebbe farmi rivedere le mie scelte politiche?? :asd:
cmq schieramento polico a parte per adesso io non sono convinta che l' indulto sia una buona scelta....e' vero che la situazione nelle carceri e' spaventosa ma questa non mi pare la soluzione adatta....sinceramente credo sia uno sbaglio...
tuttavia mi fa riflettere il fatto che quelli che invocano provvedimenti diversi del tipo "costruiamo altre caceri" sono gli stessi che si lamentano per ogni presunto aumento delle tasse....scusate ma cosa pensate che queste cose si costruiscono da sole? o si pagano in monetine di cioccolata??
Non ho mai detto questo chiariamo....chiariamolo subito...cmq è meglio che mi calmi e chiuda il discorso sennò faccio cose e ne dico altre che nn penso....
In tutta la discussione secondo me manca un elemento, un soggetto, un attore, anzi un attore protagonista. C'è una grande assente: la società, o comunque la comunità. Il detenuto è un prodotto della società, non è certo un individuo che arriva da un'altra galassia. E tutti siamo corresponsabili dei suoi errori e in qualche modo implicati nel suo destino: è in questa prospettiva che nascono e maturano questioni come l'indulto.
Quindi. Se noi intendiamo il reinserimento come qualcosa di paradossalmente indipendente (prima il recupero, poi la scarcerazione...ecc...ecc...) dalla società (dove dovrebbe reinserirsi il detenuto? in una para-società tipo limbo dei detenuti) ci tiriamo fuori dal problema in qualche modo.
Questo è un discorso possibile soltanto nel momento in cui il recupero del detenuto rientra davvero nei nostri interessi. Altrimenti sono parole al vento per coprire un'altro pensiero: "tu hai sbagliato e devi pagare. punto". Certo, mi auguro che chi la pensi così non si ritrovi mai a dover lavorare in un carcere: convinzioni del genere possono anche rendere impossibile un vero recupero...e qui cerco di sfatare anche il mito secondo cui il recupero è una cosa che interessa soltanto il detenuto e non anche tutto l'apparato che gli gira intorno...
Anch'io ho avuto problemi a riflettere sulla questione dell'indulto: per me i reati di corruzione et similia, dove il punto è la gestione del potere e altre viscide questioni, sono ben più gravi di una rapina occasionale...ma, dopotutto, anche i furbetti del quartierino sono prodotti della mia società ed è importante che io possa combatterli.
Infine. L'apparato giudiziario italiano non funziona come dovrebbe: i processi sono lunghissimi e spesso, per reati piccolissimi, si rischia di sbatterci la testa anni ed anni. Ritengo onesto da parte dello Stato e della società tutta riconoscere un errore di gestione del problema e provare a controllare l'esasperazione che oggi c'è nelle carceri.
Ultima cosa: lo Stato sta mettendo in pratica ANCHE uno degli ultimi desideri di Giovanni Paolo II, mi pare che non sia stato ancora ricordato.
Intravedo una luce! Sì hai ragione, più sopra avevo provato a provocare dicendo che questo sistema, questa società, non solo in Italia, produce più criminalità di quella che riesce a gestire. E' sicuramente vantaggioso per la società stessa il recupero dei detenuti, la prevenzione sociale del crimine, come lo è la prevenzione sanitaria in relazione ai costi che derivano dalle malattie. In questo momento in molte carceri e anche all'interno del ministero stanno nascendo iniziative sia a livello locale che su vasta scala, purtroppo mancano i mezzi per affrontare l'attuale situazione. Tieni presente che l'attuale dipartimento affari penitenziari del ministero è composto prevalentemente da funzionari nominati dal precedente Governo, i quali sono ben disponibili nei confronti di iniziative di recupero e sono abbstanza lontani dal "Tu devi pagare, punto", questo perché conoscono molto bene la realtà in cui devono operare, indipendentemente dalle loro convinzioni politiche, loro sanno di cosa stiamo parlando e con loro si può lavorare.Citazione:
Originariamente postato da alita
In tutta la discussione secondo me manca un elemento, un soggetto, un attore, anzi un attore protagonista. C'è una grande assente: la società, o comunque la comunità. Il detenuto è un prodotto della società, non è certo un individuo che arriva da un'altra galassia. E tutti siamo corresponsabili dei suoi errori e in qualche modo implicati nel suo destino: è in questa prospettiva che nascono e maturano questioni come l'indulto.
Quindi. Se noi intendiamo il reinserimento come qualcosa di paradossalmente indipendente (prima il recupero, poi la scarcerazione...ecc...ecc...) dalla società (dove dovrebbe reinserirsi il detenuto? in una para-società tipo limbo dei detenuti) ci tiriamo fuori dal problema in qualche modo.
Questo è un discorso possibile soltanto nel momento in cui il recupero del detenuto rientra davvero nei nostri interessi. Altrimenti sono parole al vento per coprire un'altro pensiero: "tu hai sbagliato e devi pagare. punto". Certo, mi auguro che chi la pensi così non si ritrovi mai a dover lavorare in un carcere: convinzioni del genere possono anche rendere impossibile un vero recupero...e qui cerco di sfatare anche il mito secondo cui il recupero è una cosa che interessa soltanto il detenuto e non anche tutto l'apparato che gli gira intorno...
Anch'io ho avuto problemi a riflettere sulla questione dell'indulto: per me i reati di corruzione et similia, dove il punto è la gestione del potere e altre viscide questioni, sono ben più gravi di una rapina occasionale...ma, dopotutto, anche i furbetti del quartierino sono prodotti della mia società ed è importante che io possa combatterli.
Infine. L'apparato giudiziario italiano non funziona come dovrebbe: i processi sono lunghissimi e spesso, per reati piccolissimi, si rischia di sbatterci la testa anni ed anni. Ritengo onesto da parte dello Stato e della società tutta riconoscere un errore di gestione del problema e provare a controllare l'esasperazione che oggi c'è nelle carceri.
Ultima cosa: lo Stato sta mettendo in pratica ANCHE uno degli ultimi desideri di Giovanni Paolo II, mi pare che non sia stato ancora ricordato.
D'accordo sul sottolineare l'inefficienza dell'apparato giudiziario, è una delle componenti fondamentali.
D'accordo sulle viscide cose italiane. E' il prezzo da pagare per avere i due terzi in Parlamento, paghiamolo pur di poter cominciare a risolvere l'emergenza.
Anch'io avevo provato con la Chiesa citando il Papa, ma non era servito, mi auguro che il tuo appunto abbia più successo.
Eh beh... lo chiede sua santità e allora bisogna farlo. Non ci vedo un atto di clemenza. Non ci vedo un atto di recupero. Ci vedo solo un respiro di sollievo che durerà quanto? Un mese?Citazione:
Originariamente postato da alita
Ultima cosa: lo Stato sta mettendo in pratica ANCHE uno degli ultimi desideri di Giovanni Paolo II, mi pare che non sia stato ancora ricordato.
Se la nostra società produce più criminalità di quanta ne può gestire, allora non sarebbe molto stupido ragionare nei termini di costruire altre carceri e magari spendere qualcosa dei nostri soldi in maniera più intelligente, anzichè liberare 12 mila persone che, a parte le dovute eccezioni, non sono dei santi, che voi ci crediate o no.
Ripeto, per me non c'è la volontà di non recuperare queste persone, ma sono cose che vanno fatte in carcere, non fuori. Potete dire tutto ciò che volete, ma l'etica dice che chi sbaglia deve pagare innanzitutto e poi magari essere recuperato. Sono stato sempre contrario agli sconti di pena, figurarsi essere favorevole all'indulto.
Spero che alla fine questa cosa non porti altri problemi. Sinceramente spero inoltre di non sentire robe del tipo: "Scippa la borsa ad una vecchietta, che cadendo perde la vita. Era uscito grazie all'indulto".
Spero inoltre che fuori vengano recuperati, in effetti penso proprio che la prima cosa che faranno sarà andare dallo psicologo. :zott:
Ho già risposto a questa "provocazione". Se produciamo troppa criminalità, oltre a cercare di far lavorare alcuni di questi criminali, costruiamo più carceri per cercare di recuperarli.Citazione:
Originariamente postato da saperessere
Intravedo una luce! Sì hai ragione, più sopra avevo provato a provocare dicendo che questo sistema, questa società, non solo in Italia, produce più criminalità di quella che riesce a gestire.
Nessuno dice il contrario, ma fai attenzione... stai per smentirti da solo! :sisi:Citazione:
E' sicuramente vantaggioso per la società stessa il recupero dei detenuti, la prevenzione sociale del crimine, come lo è la prevenzione sanitaria in relazione ai costi che derivano dalle malattie.
Qui ti volevo. In molte carceri stanno nascendo iniziative. Fico. Il recupero avviene IN carcere. Non fuori.Citazione:
In questo momento in molte carceri e anche all'interno del ministero stanno nascendo iniziative sia a livello locale che su vasta scala, purtroppo mancano i mezzi per affrontare l'attuale situazione.
Nessuno dice che uno deve pagare e basta. Ripeto che tutti sono a favore del recupero dei detenuti. Ma si fa in carcere, non fuori.Citazione:
Tieni presente che l'attuale dipartimento affari penitenziari del ministero è composto prevalentemente da funzionari nominati dal precedente Governo, i quali sono ben disponibili nei confronti di iniziative di recupero e sono abbstanza lontani dal "Tu devi pagare, punto", questo perché conoscono molto bene la realtà in cui devono operare, indipendentemente dalle loro convinzioni politiche, loro sanno di cosa stiamo parlando e con loro si può lavorare.
E' come cercare di insegnare ad un bambino la vita di Napoleone fuori dalla scuola, magari uno ci riesce pure, ma con + difficoltà. Perchè fuori non è la stessa cosa.
Anche su questo sono d'accordo. Ma non è il problema fondamentale. Pensi che con processi più brevi ci saranno anche meno detenuti? Se la società produce troppa criminalità, questa non verrà dimezzata dalla giustizia. Magari ci sarà qualche criminale in meno, ma anche qualche criminale condannato prima.Citazione:
D'accordo sul sottolineare l'inefficienza dell'apparato giudiziario, è una delle componenti fondamentali.
Questa non è una questione che riguarda il Papa, o il suo predecessore, anche se si tratta di un Santo o futuro tale. Il Papa pensasse al Vaticano e ai fedeli, non ai carcerati italiani. Perchè come ce ne sono in Italia ce ne sono in tutto il mondo. Perchè non pensa ai carcerati cinesi? Quelli sono maltrattati per davvero e il Papa non dice niente. Quindi per piacere non mischiamo il sacro con il profano. Mancanza di rispetto per la nostra intelligenza e anche per la loro.Citazione:
Anch'io avevo provato con la Chiesa citando il Papa, ma non era servito, mi auguro che il tuo appunto abbia più successo.
Come mai in Italia tutti possono dire quello che vogliono tranne Benedetto XVI°, che ogni volta che apre bocca viene sempre aggredito da una bordata di esternazioni non troppo caritatevoli? Liberissimi di non ascoltare, ma almeno portate rispetto.... non è tanto difficile.
la vedo difficile.Citazione:
Originariamente postato da HellSt0rm
Spero inoltre che fuori vengano recuperati, in effetti penso proprio che la prima cosa che faranno sarà andare dallo psicologo. :zott:
Le prime cose che facevano quelli che avevano un permesso erano:
- mega sniffata con gli amici;
- donne
- "servizietto" (come alcuni chiamavano il loro "lavoro")
Voglio dire un'altra cosa.
Un ragazzo (accusato di omicidio aggravato) ci disse:
"ma che è una punizione questa? Ci danno da mangiare bene, ci danno i passatempi (avevano bigliardini, giocavano a calcio, vedevano film in dvd, oltre alle attività di teatro, canto, ceramica e falegnameria e arte presepiale), ci fanno stare in compagnia. Cosa ci manca?"
P.s: dopo 3 mesi di carcere fu trasferito in una comunità.
Io le comunità non le ho mai viste, ma i ragazzi ne parlavano sempre come una pacchia. Una volta gli chiesi ad uno: "che idea ti sei fatto delle comunità?"
e lui:"che se ogni volta che faccio un reato mi portano là, chi si ferma più!"
La comunità è una pacchia, il carcere pure, i magistrati di sorveglianza cambiano sempre la pena da carcere a arresti domiciliari, messa alla prova ecc..poi mal che vada rimani in carcere, ora c'è anche l'indulto che viene in tuo soccorso!
riguardo il Papa era suo compito chiedere la clemenza. Credo che la clemenza e il perdono siano scritti nel Vengelo da qualche parte...peccato che il Vangelo non ti salverà quando uno ti afferra di notte la gola, ti sbatte la testa contro un muro e ti preme un coltello contro il fianco. A meno che tu non ne abbia una copia bella pesante da dargli in testa, nel qual caso il Vangelo può anche servire.