quindi che si fa...??
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quindi che si fa...??
Ragazzi io parlando con una ragazza ho saputo che l'uso del falabella è sconsigliato a roma.. voi che mi dite? io nno mi sono laureata a roma quindi non so.. addirittura mi ha detto che un ragazzo è stato bocciato all'orale per aver detto che ha studiiato dal falabella!!
io non faccio l'eds a roma ma a firenze. comunque io il falabella lo uso per comodità nel senso che ci sono dei riassunti per ogni disturbo, però io guardo il dsm e il gabbard per approfondire. il mio consiglio è quello di non usare i termini espressivo e supportivo se non siete sicure e se sapete che a roma non gradiscono il falabella, dato che è scontato che questi termini li troviamo in quel libro.
anch'io comunque ho sentito che in alcune facoltà i professori non sono molto favorevoli a questo testo
io non so che dire..tipo per schizofrenia quindi tipo mettete solo sistemico familiare e non supportiva?
perche support indica che si cerca di integrare, rafforzare l io disgregato del paziente..
io penso che si possa dire:
"io consiglierei una terapia sistemico familiare che si propone in un primo momento di integrare e rafforzare l'io disgregato del paziente..."
penso che possa andare bene ugualmente
in effetti il concetto di io ausiliario al centro della terapia supportiva è tipicamente piscanalitico.
Io penso che sia una delle tante leggende questa del falabella, come chi dice che non devi parlare mai di freud (alla prima prova l'80% di noi ha inserito freud e non credo che possano seccare perchè dici qualcosa di sensato)
consiglio...: evitate di credere a voci di corridoio!:argh:
qui a Roma ci si prepara da anni sul falabella e gabbard!:approved:
poi....nel caso delle terapie: si può dire benissimo se sia espressiva, supportiva e di che tipo!basta non sbagliare!
se siete sicure di ciò che state scrivendo..ben venga, fatelo....e argomentate la vostra scelta..altrimenti..rimanete sul vago!:P
questo intendevamo...
dire ad es terapia supportiva sistemico familiare per supportare l'io disgregato del paz..tipo nella schizofrenia.
E CI ERA VENUTO IL DUBBIO SE METTERE espressiva o supportiva anche se nn è psicodinamico
e come facciamo a dire che la terapia è supportiva cioè per integrare l io del pz?
Secondo me potreste risolvere il problema dicendo che il ipotizzate sia 1 intervento supportivo e poi espressivo per favorire integrazione dell'Io ecc, e poi successivamente suggerire o intraprendere una terapia sistemico familiare o cognitivo-comportamentale con l'obiettivo di...nel caso sistemico familiare di costruire nuove regole comunicazionali adattive, non disfunzionali perciò lavorare sul sistema famiglia al fine di proporre la circolarità della comunicazione e dell'emotività, superare in maniera funzionale la crisi, o la fase di stallo,ecc vedendola come una richiesta di aiuto del paziente designato e come necessario passaggio ad una nuova condizione, che favorisce l'apertura al cambiamento
Dati anamnestici: età 25 anni, figlio unico. Sviluppo psicofisico nella norma. Genitori viventi, entrambi pensionati.
Frequenza scolastica: Terzo anno Istituto Tecnico Industriale. Professione: operaio (industria di Stato).
Abitudini di vita regolari, modico fumatore e bevitore. Prima crisi verificatasi all'età di 19 anni mentre prestava servizio di leva.
Sintomi manifestati: allucinazioni visive e uditive, disorientamento spaziale e temporale, attacchi di panico.
Il paziente si descrive come tranquillo, un po' introverso, timido e insicuro. Frequenta coetanei con alcuni dei quali ha rapporti di amicizia. Alla visita presenta i seguenti sintomi: inappetenza, disturbi gastrici, cardiopalmo, insonnia, disagio, senso di devalorizzazione. Un tentativo sentimentale fallito di recente riacutizza idee a contenuto persecutorio; si sente spiato, seguito, calunniato. Ha interrotto il rapporto di lavoro isolandosi anche dagli amici.
Sulla base delle informazioni presentate, il candidato formuli una diagnosi clinica e un piano terapeutico che preveda il tipo di intervento, specificando il metodo e gli obiettivi che si ritengono raggiungere.
Ragazze vi propongo questo caso.. io l'ho analizzato cosi..
Sintomatologia:
• Allucinazioni visive e uditive, (dist.psicotici)
• Disorientamento spaziale e temporale (può essere considerato comportamento disorganizzato?)
• Attacchi di panico (dist.d’ansia)
• Si descrive tranquillo,introverso timido e insicuro.
• Inappetenza
• Disturbi gastrici
• Cardiopalmo
• Insonnia
• Disagio
• Senso di de valorizzazione
• Idee a contenuto persecutorio in seguito a una relazione finita
• Compromissione aree di vita , difficoltà di mantenere il lavoro
• isolamento
Verrà utilizzato per la diagnosi il dsm-IV.
Fare un’anamnesi dettagliata della vita e soprattutto dell’evento che ha scatenato la prima crisi.
Bisognerebbe indagare maggiormente il tipo di allucinazione.
Indagare cosa si intende per modico bevitore per poter escludere una patologia legata all’abuso alcolico.
Indagare la motivazionew al trattamento e il mkotivo per cui si è presentato.
Ipotesi diagnostica: schizofrenia di tipo paranoide.
Diagnosi diff: alcuni sintomi farebbero pensare a un dist. Dell’umore (insonnia,inappetenza, senso di de valorizzazione) ma non può essere posta tale diagnosi vista l’assenza episodi depressivi maggiori,maniacali o misti.
Potrebbe esserci comorbilità con un dist. D’ansia quale dist. Da attacchi di panico.
Trattamento: risulta fondamentale un trattamento farmacologico in concomitanza della psicoterapia dinamica individuale inizialmente supportava per permettere la riorganizzazione dell’io e instaurare una alleanza terapeutica poi potrebbe diventare maggiormente espressiva per analizzare insiema al paziente quali sono i fattori che favoriscono l’insorgenza delle recidive. Il terapeuta deve fungere da io ausiliario. Potrebbe essere proposta anche una terapia familiare per valutare i rapporti interni alla famiglia stessa.
Naturalmente è da sistemare però questi sono i concetti chiave...
ditemi la vostra..
io indagherei anche:
-da quanto tempo presenta la sintomatologia
-maggiori informazioni sulla famiglia di origine (spec. rapporto con i genitori)
-motivo della fine della precedente relazione sentimentale
-l'ambito lavorativo (è soddisfatto del lavoro che fa?da quanto tempo lo fa? prima faceva un altro tipo di lavoro? se si perchè ha cambiato ecc)
-relazioni amicali (se sono soddisfacenti)
per quanto riguarda l'ipotesi diagnostica, si potrebbe propendere per schizofrenia tipo paranoide.
diagnosi differenziale:esc ludendo l'uso di ostanze, abuso di alcool e condizioni mediche particolari, si potrebbe pensare ad un disturbo dell'umore con manifestazioni psicotiche
La presenza di allucinazioni visive e uditive può spostare l’attenzione verso un
dist dell’area psicotica in quanto tali sintomi sono tipici di questo versante. Si aggiungono anche deliri a contenuto persecutorio, ovvero false convinzioni riguardanti la realtà non confermate da altri (potremmo definirli deliri non bizzarri). La vita sociale e lavorativa è compromessa, tipica dei dist del versante psicotico si potrebbe ipotizzare schizofrenia paranoide)
Si potrebbe ipotizzare un dist dell’area ansiosa per i sintomi riportati:dist di panico con o senza agorafobia (da indagare la frequenza, le circostanze, le implicazioni di questi e se sono inaspettati e ricorrenti).
I sintomi di inpattenza, valorizzazione riportano l’attenzione verso i dist dell’area dell’umore, in particolare dist depressivo maggiore ma sarebbe da indagare meglio con ulteriori colloqui e indagini.
si, anche umore con manifes psicotiche
dist ansia in comorbilita
dist. d'ansia in comorbilità si, ma dist. di panico nello specifico è da indagare perchè non è specificato tutta la parte relativa all'ansia anticipatoria ccc. quindi con certezza non lo metterei
Mi hìchiedevo se deve essere proposta solo un'ipotesi di intervento.. ad esempio non può essere proposta una psicoterapia individuale ma anche una psicoterapia familiare per lo stesso paziente?
penso di si..cioè se lo spieghi pero, basta che argomenti
io metterei "se venisse confermata la diagnosi di schizofrenia tipo psicotico sarebbe necessario l'invio ad uno psichiatra per stabilizzare farmacologicamente i sintomi, successivamente terapia individuale tipo psicodinamica e terapia familiare (motivando il perchè). può essere utile anche una psicoterapia di gruppo quando i sintomi si sono stabilizzati. nel gruppo i soggetti hanno sostegno e òpossono discutere liberamente le loro preoccupazioni riguardo alle allucinazioni e il modo di convivere con la malattia"
però mi è venuto un dubbio: nella schizofrenia le allucinazioni sono quasi sempre uditive, ma il ragazzo ha anche allucinazioni visive....
Nella Schizofrenia:
Le allucinazioni si presentano mediamente nel 75% dei casi e sono strettamente correlate allíattività ideativa delirante. I temi emotivi dominanti associati alle allucinazioni schizofreniche sono la persecuzione, la minaccia, líoffesa e líingiunzione. Le uditive sono nettamente le più frequenti: prevalentemente complesse, si presentano come voci sussurrate dialoganti o commentanti, oppure col tipico "eco del pensiero" nel quale il soggetto ode la ripetizione sonora del proprio pensiero. Le visive sono più rare, comunemente associate alle uditive, sono prevalentemente complesse (caratteristicamente si presentano persone indefinite, animali, luoghi e oggetti in miniatura), rispetto alle uditive hanno minore durata e sono meno "realistiche". Allucinazioni somato-cenestesiche, olfattive e gustative sono molto rare e si presentano come sensazioni spiacevoli.
quindi è plausibile l'ipotesi di schizofrenia tipo delirante. si potrebbe aggiungere negli approfondimenti diagnostici di descrivere le tematiche delle allucinazioni visive e uditive, no?
SCusate, pòer narcisista io consiglierei all'esame: terapia individuale psicodinamica con associata terapia di gruppo (gabbard). va bene dire terapia individuale supp-espressiva psicodinamica?
a roma quando avete la terza prova? noi a firenze il 16
milano DOMANI!!!!
terapia di gruppo: devo specificare sistemico o psicodinamico scusate?
in che senso, cosa cambia in poche parole??
A roma il 21.. ma ancora non abbiamo i risultati delle prime due prove!!!
Francesca, una ragazza di 18 anni, si rivolge allo psicologo dopo diverse titubanze, su suggerimento del medico di famiglia. Frequenta l'ultimo anno di liceo classico in un paese vicino Roma, dove vive con il padre ingegnere, la madre insegnante e la sorella maggiore, studentessa in medicina.
Francesca riferisce che durante una manifestazione di protesta svoltasi a Roma e alla quale aveva partecipato insieme ai suoi compagni di scuola, aveva rivissuto una situazione vista in precedenza nel corso di una trasmissione televisiva e nella quale alcuni manifestanti venivano aggrediti da gruppi di disturbatori. Durante la manifestazione di Francesca non si erano verificate situazioni di scontro effettivo ma soltanto alcuni momenti di tensione. Vedendo però l'esagitazione di molti
studenti, la ragazza aveva immaginato che le si potesse presentare una situazione omologa a quella televisiva: aveva allora avvertito un tremore, aveva avuto paura che sopraggiungesse un attacco cardiaco e aveva vomitato. Questo episodio l'aveva molto spaventata. Un episodio analogo si era verificato nuovamente quindici giorni dopo a scuola. Quella mattina avrebbe dovuto essere interrogata; prima di prendere il treno per recarsi a scuola aveva nuovamente avvertito un tremore, con sensazione di vomito e conseguente paura di morire: "Il cuore andava come un pazzo e sembrava che mi saltasse fuori dal petto", precisa Francesca. Attualmente la ragazza manifesta difficoltà nel rapporto con i professori, soprattutto col docente di Lettere, non tanto perché non si senta preparata, quanto perché ritiene che egli non la metta a suo agio e teme di fare brutta figura con tutta la classe. Francesca riferisce di sentirsi molto agitata soprattutto quando a scuola ci sono delle interrogazioni e in casa delle tensioni. I suoi genitori stanno attraversando un periodo di crisi e recentemente la ragazza ha difficoltà a relazionarsi con entrambi, ma soprattutto con il padre. Con la sorella invece c'è un buon rapporto e a volte le due ragazze escono insieme. Mentre parla, Francesca assume una postura rigida; è timida e difficilmente sostiene lo sguardo. E' molto preoccupata per la sua salute: per paura di sentirsi male tende a restare spesso in casa, limitando così la sua vita di relazione; ha anche lasciato il ragazzo con il quale stava insieme da un anno.
Sulla base di quanto sopra esposto il/la candidatola indichi:
a) quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi che ritiene
fondamentali nel determinare la sua scelta;
b) di quali altri dati ha bisogno per effettuare una diagnosi differenziale, e quale potrebbe essere
quest'ultima;
c) di quali strumenti diagnostici si avvarrebbe;
d) quali indagini, consulenze specifiche o altro richiederebbe alla persona e perché;
e) se ritiene necessario un trattamento psicoterapeutico o altro;
f) in caso di indicazione di psicoterapia, specificare il tipo di orientamento, gli obiettivi e il setting;
g) chiarire le motivazioni della scelta fatta;
h) specificare eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare.
Dunque questo caso secondo voi va bene ipotesi dist di panico con agorafobia, diagnosi differenziale fobia sociale, strumenti STAI x indagare l'ansia+colloquio, terapia espressiva ad orientamento psicodinamico di tipo individuale??? e per le risorse del territorio che bisogna fare???
sono daccordo con la possibil diagnosi di attacco di panico con agorafobia e sulla diagnosi differenziale di fobia specifica (escluse prima l'eventuale assunzione di sostanze e condizioni mediche).
per quanto riguarda i test di approfondimento lo stai per la misurazione dell'ansia di stato e quella di tratto.
per la terapia potrebbe andar bene sia psicodinamica individuale ma anche la cognitivo comportamentale (che per i dist. d'ansia e dell'umore è molto indicata).
voi che dite?
IO DIREI dist di panico com agorafobia (folla, mezzi pubblici)
terapia: espressiva psicodinamica, cognitivo comp per modificare pensieri e risposte disfunzionali e utilizzare tecnichre comprtmantali come desensibilizzazione sistematica per desensibilizzazione verso stimoli temuti
test: mmpi.2, scid1, CBA, stai
vi propongo questo caso:
L. M. ha 21 anni, maschio, studente universitario, vive con la madre.
Da quasi due anni ha una relazione con una sua coetanea, della quale si dice molto innamorato anche se, racconta in modo profondamente angosciato e dopo molte incertezze, non riesce ad avere con lei rapporti sessuali completi. Anche nella sua adolescenza, pur avendo avuto alcuni flirt non ha mai avuto rapporti sessuali. Si descrive come un po’ introverso, senza molti amici, ma fondamentalmente ottimista e fiducioso nel suo futuro.
Denuncia problemi di insonnia e lamenta di avere molto spesso incubi notturni che lo spaventano profondamente. Soffre con una certa frequenza di mal di testa che possono durare anche alcuni giorni.
In tre occasioni, che ricorda in maniera particolareggiata, ha avuto l’impressione di svenire e questa sensazione gli ha provocato molta angoscia.
Il suo rendimento scolastico è molto buono, anche se per raggiungere questo risultato L.M. dice di dovere studiare ed impegnarsi molto. I genitori hanno divorziato quando lui aveva 16 anni e nelle sue parole, dopo un periodo di difficoltà, la situazione è stata vissuta in modo non traumatico. Il padre si è risposato e dal nuovo matrimonio ha avuto una figlia che adesso ha 3 anni. Ammette di avere migliori rapporti con il padre che vede una volta alla settimana e con il quale trascorre parte delle vacanze estive, compiendo lunghe escursioni in montagna. La madre viene descritta come molto presa dal suo lavoro di avvocato, spesso assente da casa per impegni, ma attenta a non fare mancare nulla al figlio.
L.M. dice di essere certo che se riuscirà ad avere una vita sessuale felice con la sua partner, tutte le sue difficoltà si risolveranno e chiede se esistano tecniche psicologiche o medicine che possano risolvere il suo problema.
Il/la Candidato/a descriva quali strumenti utilizzerebbe per giungere una valutazione diagnostica e quale tipologia di trattamento suggerirebbe.
Caso interessante.. ma non riesco ad arrivare a una diagnosi... pensavo a un dissturbo di somatizzazione.. ma non sono sicura...