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Cara Giulietta.
Ti consideri competente? ti sei dimenticata della citazione di Socrate? e dai dell'arrogante ad altri? solo perché siedi su una poltrona, metti il becco pure in altri approcci teorici? vabbè...
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Citazione:
Originalmente inviato da
stephen78
Caro Gieko,
non credo debba diventare moderatore per esprimere cosa penso dell'andamento della discussione che ho attivato io stesso.
Non era comunque a te che mi riferivo quando parlavo di ironia, ma a certi messaggi di chi non è nemmeno psicologo e crede in virtà della sua terapia analitica e di qualche lettura di potere attaccare a destra e a manca. Non è questo lo stile del thread.
Le critiche sono accettate eccome. L'importante è che si stia sul seminato (TCC/TBS) e non si vada off. Ciò detto, se non vuoi più intervenire, libero di farlo.
Se invece decidi di restare, sarebbe interessante (per me) sapere come vedi dal tuo punto di vista la TCC (protocolli etc.), se la vedi similare alla TBS o se la vedi diversamente. Il fine di questa discussione, come spiegavo all'inizio, è chiarimi un po' di più le idee rispetto alla scelta della Scuola di Specializzazione.
Ciao
Come mai, domanda, se si va da uno psy tbs, si devono sentire giudizi di efficacia su un altro tipo di terapia, me lo chiedevo.
E', secondo la vostra opinione, eticamente corretto, che uno psy esprima a un paziente opinioni negative, anzi, distruttive, sul lavoro che questo paziente ha svolto per anni con fiducia?
E secondo voi, questo puo' scientificamente rientrare in una statistica?
Fosse uno su centomila che fa quello che io considero un errore, potremmo discutere sulla formazione di questi terapeuti.
Quale era lo scopo di tale "tecnica"?
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Giulietta, quando ho scritto questo thread avevo evidentemente già fatto una scelta a monte. Ho fatto ricerche, sentito persone e ho evidenziato le due forme di psicoterapia che sentivo più vicine a me e al mio modo di essere (il che implica escludere le altre) e ho aperto questo thread. Ciò non vuol certo dire essere ottusi, arroganti e non essere aperti ad altro. Semplicemente questo altro lo si è già preso in considerazione e per vari motivi non lo si è considerato in linea con le proprie aspettative e col proprio modo di voler essere terapeuta. Non credo di dovere giustificare a te, come a nessun altro le mie scelte.
Quanto alla tua competente opinione in quanto cliente di un analista, nulla da dire, certo che hai tutto il diritto di esprimerla, ma su un thread che parli di psicoanalisi. Qui l’argomento è altro. Se poi tu interpreti come arroganza la volontà di stare all’interno della discussione e di non sviare, fai pure.
“Ognuno al suo posto” vuol dire che chi non è competente di TCC e TBS, che sono i due focus dell’argomento, non deve permettersi di sparare a zero su chi, competente a vario titolo, esprime le sue opinioni (e non spara per altro a zero né sulla psicoanalisi, né su altre forme di terapia).
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Citazione:
mai lette tante cavolate? si vede che non vai d'accordo con la letteraturea in merito allora. Certo che la psicoanalisi è nata prima solo che certi suoi meccanismi, se non osservati dal suo stesso fondatore, possono essere messi in luce da ricercatori postumi che ne colgono aspetti comuni con altri. Uno di questi è Jei Haley, che presumo tu non sapia chi sia o non ne conosci i suoi studi. Così come una grossa mole di autori attuali piuttosto critici verso i modelli psicodinamici. Tuttavia forse non cogli che le mie affermazioni hanno l'intento di accomunare i modelli( che chi ha una certa pretesa narcisisitica) di autonomia teorica si rifiuta di vedere.
pittosto che sentenziare affermando che l'altro dice cavolate portate argomenti. Dire: "dici cavolate" non è un argomento!
Ma le tue argomentazioni quali sarebbero, scusa, quelle della scienza dura e pura? Ebbene, non ho detto solo "mai lette tante cavolate", quello era solo l'incipit, nulla da dire sul resto, "filosofia nichilista" a parte?
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Comunque, se fossi stata un'altra, di fronte a un attacco del genere a un lavoro che avevo fatto con il cuore e con fatica, ve lo dico subito, mi sarei suicidata, dopo le due sedute con il terapeuta tbs.
Per fortuna ho delle risorse interiori, che mi consentono di discernere e di superare.
Ma via...
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Il becco quando si sparano falsità sull’analisi sì, eccome! E ci mancherebbe che non lo facessi!
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Citazione:
Originalmente inviato da
giulietta.o
Il becco quando si sparano falsità sull’analisi sì, eccome! E ci mancherebbe che non lo facessi!
Citando l'umorista Karl Krauss: "La psicoanalisi è quella malattia mentale di cui crede di essere la terapia"::asd:
tornerei, al titolo originario, della discussione, condivido con massimomassimo, che nel futuro, si andrà verso un'integrazione della psicoterapia, che permetterebbe di completare, i limiti fissati, nelle premesse originarie di ogni approccio, nella TCC, si poterebbero creare vere e proprie battaglie dialettiche tra paziente e terapeuta, nella tbs, alcuni poco suggestionabili, potrebbero essere refrattari a certi approcci, per questo, mi sentirei di consigliare di integrare i due approcci, con una scuola di specializzazione ed un master successivo.
saluti
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Citandoti, (invece), mi, ritiro, dalla, discussione, anch’io, come, Gieko, perchè, in, effetti, appare, decisamente, sterile, e, anche, un, po’, faticosa, da, seguire, per, via, di, uno, strano, fenomeno, che, accadde, quando, ti, leggo,,,,,,,,,,,,come, una, specie, di singhiozzo,,,,,,,che, sarà?, mah, ,,,,,,
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Originalmente inviato da
bella primavera
Citando l'umorista Karl Krauss: "La psicoanalisi è quella malattia mentale di cui crede di essere la terapia"::asd:
tornerei, al titolo originario, della discussione, condivido con massimomassimo, che nel futuro, si andrà verso un'integrazione della psicoterapia, che permetterebbe di completare, i limiti fissati, nelle premesse originarie di ogni approccio, nella TCC, si poterebbero creare vere e proprie battaglie dialettiche tra paziente e terapeuta, nella tbs, alcuni poco suggestionabili, potrebbero essere refrattari a certi approcci, per questo, mi sentirei di consigliare di integrare i due approcci, con una scuola di specializzazione ed un master successivo.
saluti
Shhh, non ditelo al paziente, fate finta di volergli bene, e spegnete il computer, staccate internet!:asd:
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Originalmente inviato da
giulietta.o
Citandoti, (invece), mi, ritiro, dalla, discussione, anch’io, come, Gieko, perchè, in, effetti, appare, decisamente, sterile, e, anche, un, po’, faticosa, da, seguire, per, via, di, uno, strano, fenomeno, che, accadde, quando, ti, leggo,,,,,,,,,,,,come, una, specie, di singhiozzo,,,,,,,che, sarà?, mah, ,,,,,,
Ora capisco! perchè l'università è in crisi...:asd:
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Originalmente inviato da
complicata
Come mai, domanda, se si va da uno psy tbs, si devono sentire giudizi di efficacia su un altro tipo di terapia, me lo chiedevo.
E', secondo la vostra opinione, eticamente corretto, che uno psy esprima a un paziente opinioni negative, anzi, distruttive, sul lavoro che questo paziente ha svolto per anni con fiducia?
E secondo voi, questo puo' scientificamente rientrare in una statistica?
Fosse uno su centomila che fa quello che io considero un errore, potremmo discutere sulla formazione di questi terapeuti.
Quale era lo scopo di tale "tecnica"?
Complicata, non entro nel merito di quanto ha fatto un collega che non conosco e il cui operato non mi permetto di giudicare. Ciò che posso dirti è che, personalmente, non farei giudizi di efficacia su altre forme di terapie, se non espressamente richiesti e funzionali alla terapia.
Sempre senza entrare nel merito della TUA vicenda, che io non conosco così approfonditamente da emettere pareri, personalmente io non screditare il lavoro dei colleghi, anche se di orientamento diverso, ma, come vedi da questo thread, è uno sport piuttosto diffuso.
Non credo ci sia da entrare nel merito di tecniche o della formazione di questi terapeuti, quanto piuttosto nel fatto che questo terapeuta non era quello giusto per te, tutto qui. Fortuna tua che era uno TBS e te ne sei accorta in due sedute e non in 4 anni e mezzo come è successo a uno che conosco che andava da un altro terapeuta cui ometto l'orientamento per non dare adito a nuove polemiche.
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Citazione:
Originalmente inviato da
stephen78
non credo debba diventare moderatore per esprimere cosa penso dell'andamento della discussione che ho attivato io stesso.
Non era comunque a te che mi riferivo quando parlavo di ironia, ma a certi messaggi di chi non è nemmeno psicologo e crede in virtà della sua terapia analitica e di qualche lettura di potere attaccare a destra e a manca. Non è questo lo stile del thread.
Le critiche sono accettate eccome. L'importante è che si stia sul seminato (TCC/TBS) e non si vada off. Ciò detto, se non vuoi più intervenire, libero di farlo.
Citazione:
Originalmente inviato da
stephen78
Quanto alla tua competente opinione in quanto cliente di un analista, nulla da dire, certo che hai tutto il diritto di esprimerla, ma su un thread che parli di psicoanalisi. Qui l’argomento è altro. Se poi tu interpreti come arroganza la volontà di stare all’interno della discussione e di non sviare, fai pure.
Ti faccio presente che questo non è il tuo blog, ma un forum di discussione pubblico che - piaccia o meno -, anche se iniziato da te, prende le direzioni che gli danno i vari utenti (peraltro anche coloro i quali si sono prodigati con molti messaggi ad argomenti non inerenti il titolo, come il nostro amico ricercatore). Quindi sì, c'è bisogno del moderatore se ritieni che qualcosa vada contro il regolamento. Poi sarà lui a valutare.
Mi spiace che l'argomento sia scivolato verso altri lidi, ma evidentemente hanno catturato maggiormente l'attenzione.
Citazione:
Originalmente inviato da
stephen78
Se invece decidi di restare, sarebbe interessante (per me) sapere come vedi dal tuo punto di vista la TCC (protocolli etc.), se la vedi similare alla TBS o se la vedi diversamente. Il fine di questa discussione, come spiegavo all'inizio, è chiarimi un po' di più le idee rispetto alla scelta della Scuola di Specializzazione.
Mi sembra di avertelo già espresso, forse non l'hai letto. Ho citato anche altre discussioni dove l'argomento è stato trattato per lungo tempo e con un minimo di profondità.
Saluti
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Citazione:
Originalmente inviato da
stephen78
personalmente io non screditare il lavoro dei colleghi, anche se di orientamento diverso, ma, come vedi da questo thread, è uno sport piuttosto diffuso.
Ma non credi che si stia confondendo il porre alcuni dubbi di natura teorica e tecnica con lo screditare?
Citazione:
Originalmente inviato da
stephen78
Non credo ci sia da entrare nel merito di tecniche o della formazione di questi terapeuti, quanto piuttosto nel fatto che questo terapeuta non era quello giusto per te, tutto qui. Fortuna tua che era uno TBS e te ne sei accorta in due sedute e non in 4 anni e mezzo come è successo a uno che conosco che andava da un altro terapeuta cui ometto l'orientamento per non dare adito a nuove polemiche.
Mi sembra un po' pochino dire "questo terapeuta non era quello giusto per te, tutto qui". Complicata sta affermando qualcosa di più, credo, cioè che questo terapeuta sembra non essere andato bene per determinati motivi. Potrebbe essere un utile riferimento rispetto a quanto emerge anche da questa discussione sulle "chiusure di scuola", che ovviamente sono trasversali.
Quanto al tuo conoscente, personalmente mi chiederei come si possibile che si sia accorto solo dopo 4 anni e mezzo che la terapia non andava bene. E difficilmente posso ritenere che dormisse durante le sedute. Probabilmente qualcosa che l'ha fatto restare in terapia per tutto quel tempo è successo ed è si è arenato ad un certo punto per motivi che mai potremo conoscere.
Saluti
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gieko
Ti faccio presente che questo non è il tuo blog, ma un forum di discussione pubblico che - piaccia o meno -, anche se iniziato da te, prende le direzioni che gli danno i vari utenti (peraltro anche coloro i quali si sono prodigati con molti messaggi ad argomenti non inerenti il titolo, come il nostro amico ricercatore). Quindi sì, c'è bisogno del moderatore se ritieni che qualcosa vada contro il regolamento. Poi sarà lui a valutare.
Mi spiace che l'argomento sia scivolato verso altri lidi, ma evidentemente hanno catturato maggiormente l'attenzione.
Mi sembra di avertelo già espresso, forse non l'hai letto. Ho citato anche altre discussioni dove l'argomento è stato trattato per lungo tempo e con un minimo di profondità.
Saluti
Gieko, non credo che si stia andando contro il regolamento, altrimenti avrei già segnalato la cosa.
Ho semplicemente chiesto, e credo di poterlo fare, dato il fine esplicito della discussione (chiarire meglio le idee su TBS e TCC), di attenersi al titolo della discussione.
Ovviamente sono d'accordo con te che non possa imporre nulla, non essendo questo il mio blog, sarà sensibilità e rispetto di ciascuno decidere cosa dire e come dirlo.
Avevo visto il riferimento a un thread in cui parli di TBS, ve ne sono altri in cui parli anche di TCC?
Avevo altresì letto la tua nota in questa discussione circa la TCC, provo a riformulare, correggimi se sbaglio: tu affermi che, considerando la TCC insegnata nella Scuola di Psicoterapia Cognitiva di Verona, ossia una TCC che partendo dalle basi cognitive di Liotti utilizzi sì tecniche cognitive (es: ristrutturazione cognitiva, metafore, annedoti...), ma anche tecniche comportamentali (quali la desensibilizzazione, l'esposizione in vivo etc.), considerando questo modello di TCC, esso è più o meno accostabile alla TBS per quanto riguarda le obiezioni che tu hai svolto nei confronti della TBS. Ho inteso correttamente?
Se è così, ti chiedo, quanto tu hai scritto nel thread riguardante la TBS, thread che mi hai indicato in questa discussione, esso è applicabile tout court anche alla TCC intesa come abbiamo qui detto, dal tuo punto di vista?
Ciao, Stefano.
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Originalmente inviato da
gieko
Ma non credi che si stia confondendo il porre alcuni dubbi di natura teorica e tecnica con lo screditare?
Mi sembra un po' pochino dire "questo terapeuta non era quello giusto per te, tutto qui". Complicata sta affermando qualcosa di più, credo, cioè che questo terapeuta sembra non essere andato bene per determinati motivi. Potrebbe essere un utile riferimento rispetto a quanto emerge anche da questa discussione sulle "chiusure di scuola", che ovviamente sono trasversali.
Quanto al tuo conoscente, personalmente mi chiederei come si possibile che si sia accorto solo dopo 4 anni e mezzo che la terapia non andava bene. E difficilmente posso ritenere che dormisse durante le sedute. Probabilmente qualcosa che l'ha fatto restare in terapia per tutto quel tempo è successo ed è si è arenato ad un certo punto per motivi che mai potremo conoscere.
Saluti
Gieko, al 1° punto, quando parlo di sport diffuso, non mi riferisco alle tue osservazioni, laddove in altri tuoi post avessi pensato che ti fossi espresso in maniera troppo tagliente te l'ho fatto notare. Comunque le critiche sono ben accette ma sempre nel confronto TBS-TCC, non al di fuori, perchè sto cercando di indagare solamente questi due ambiti.
Quanto al 2° punto, non posso entrare nel merito del discorso di Complicata, non essendo presente al momento dello svolgimento dei fatti. La cosa certa è che per Complicata l'incontro con quel professionista è stata un'esperienza negativa. Questo è un dato oggettivo di cui dobbiamo avere rispetto, indipendentemente dal ns orientamento.
Quanto al mio conoscente, mi sono stupito anch'io e la sua risposta è stata: "1-avevo fiducia nel terapeuta, lui mi diceva che ero un caso difficile e io ci credevo; 2- non avevo competenze in ambito clinico, nè ai tempi conoscevo amici che ne avessero, non sapevo dell'esistenza delle diverse forme di terapia nè il mio terapeuta me ne aveva parlato, quindi, da ignorante, mi sono fidato di ciò che mi veniva detto dal terapeuta, credendo (falsamente) che quella fosse l'unica strada percorribile".
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Citazione:
Originalmente inviato da
stephen78
Avevo visto il riferimento a un thread in cui parli di TBS, ve ne sono altri in cui parli anche di TCC?
Appena avrò un po' di tempo vedrò di recuperarlo.
Citazione:
Originalmente inviato da
stephen78
Avevo altresì letto la tua nota in questa discussione circa la TCC, provo a riformulare, correggimi se sbaglio: tu affermi che, considerando la TCC insegnata nella Scuola di Psicoterapia Cognitiva di Verona, ossia una TCC che partendo dalle basi cognitive di Liotti utilizzi sì tecniche cognitive (es: ristrutturazione cognitiva, metafore, annedoti...), ma anche tecniche comportamentali (quali la desensibilizzazione, l'esposizione in vivo etc.), considerando questo modello di TCC, esso è più o meno accostabile alla TBS per quanto riguarda le obiezioni che tu hai svolto nei confronti della TBS. Ho inteso correttamente?
Se è così, ti chiedo, quanto tu hai scritto nel thread riguardante la TBS, thread che mi hai indicato in questa discussione, esso è applicabile tout court anche alla TCC intesa come abbiamo qui detto, dal tuo punto di vista?
Non sono di certo in grado di dirti qualcosa su una scuola ed un metodo che non conosco. Bisognerà vedere come sono riusciti ad inserire nel modello di Liotti i protocolli comportamentali. Il mio riferimento era all'utilizzo delle tecniche comportamentali, sulle quali ho avuto invece qualche esperienza. Non credo che le tecniche siano sovrapponibili, anche qualora siano le medesime, perchè vengono effettuate con finalità e modalità diverse.
La mie osservazioni circa i problemi delle tecniche comportamentali sono relative anzitutto all'eccessiva focalizzazione sul sintomo, con il conseguente rischio di estrapolarlo dalla rete che l'ha generato e che rimane pressocchè inalterata. Per questo motivo ho osservato che alcuni colleghi di questo orientamento indirizzano poi il paziente verso terapie di tipo espressivo (siano esse cognitive o psicodinamiche o sistemiche).
Credo che una differenza fondamentale tra l'approccio strategico e quello cognitivo-comportamentale risieda proprio negli obbiettivi che i trattamenti si prefiggono. Bene inteso che questi poi sono sempre mediati dalla persona del terapeuta, ho l'impressione che la TCC sia meno pretenziosa sotto il profilo dei traguardi perseguiti.
Ho visto pazienti che hanno beneficiato sintomatologicamente di interventi cognitivi-comportamentali, salvo poi portare una sofferenza non elaborata in analisi, magari con molti anni di ritardo. Per quanto riguarda la strategica ho invece sentito pareri molto più manichei, con pazienti che si sono dichiarati molto frustrati ed arrabbiati a fianco ad altri che sono divenuti i più strenui difensori dell'approccio (cosa che dà adito a qualche sospetto sui bisogni narcisistici di non mettere in discussione il lavoro svolto, osservazione mossa qui da ambo le parti).
Saluti
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Citazione:
Originalmente inviato da
stephen78
Gieko, al 1° punto, quando parlo di sport diffuso, non mi riferisco alle tue osservazioni, laddove in altri tuoi post avessi pensato che ti fossi espresso in maniera troppo tagliente te l'ho fatto notare. Comunque le critiche sono ben accette ma sempre nel confronto TBS-TCC, non al di fuori, perchè sto cercando di indagare solamente questi due ambiti.
Credo che non si tratti di uno "sport diffuso", quanto piuttosto di aver toccato dei punti importanti, specialmente per persone che attualmente stanno svolgendo una terapia. Per questo trovo particolarmente odioso che si risponda a loro con certi toni e non le si autorizzi ad esprimere il loro parere. Chi non è professionista potrebbe avere dei pareri molto più lucidi di chi è intriso di teorie come come noialtri, anche se può sembrare che parli di altro o che sia molto preso.
Citazione:
Originalmente inviato da
stephen78
Quanto al 2° punto, non posso entrare nel merito del discorso di Complicata, non essendo presente al momento dello svolgimento dei fatti. La cosa certa è che per Complicata l'incontro con quel professionista è stata un'esperienza negativa. Questo è un dato oggettivo di cui dobbiamo avere rispetto, indipendentemente dal ns orientamento.
Direi qualcosa di più astraendomi dal contesto specifico (non me ne voglia Complicata): la terapia può diventare un'esperienza profondamente negativa quando il terapeuta è troppo preso dal proprio desiderio e dalla propria memoria, ovvero ad es. quando ritiene di sapere cosa sia meglio per il paziente.
Citazione:
Originalmente inviato da
stephen78
Quanto al mio conoscente, mi sono stupito anch'io e la sua risposta è stata: "1-avevo fiducia nel terapeuta, lui mi diceva che ero un caso difficile e io ci credevo; 2- non avevo competenze in ambito clinico, nè ai tempi conoscevo amici che ne avessero, non sapevo dell'esistenza delle diverse forme di terapia nè il mio terapeuta me ne aveva parlato, quindi, da ignorante, mi sono fidato di ciò che mi veniva detto dal terapeuta, credendo (falsamente) che quella fosse l'unica strada percorribile".
Anche qui, a livello più generico, ci si potrebbero porre diverse questioni che vanno oltre a ciò che viene detto. La natura del rapporto col terapeuta (dipendenza, simbiosi, attacco...), l'assunzione del proprio ruolo in terapia, che non ha molto a che vedere con la conoscenza della teoria (che può essere ancora più fuorviante, un vero e proprio schermo).
Saluti
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Citazione:
Originalmente inviato da stephen78
Infine Gieko: io lavoro tutta la settimana, e il lavoro mi serve per far vivere me e la mia famiglia, quindi i limite temporale di quando vengono svolte le lezioni non è ininfluente, nella mia situazione. Da ultimo, lavorando e avendo famiglia, non ho moltissime forze per studiare la sera, quindi, consideralo pure segno di superficialità, ma sì, il "fascino" di una forma di terapia rispetto a un'altra, e quindi la piacevolezza o meno con cui studi su certi libri piuttosto che su altri, ha la sua importanza, a parità di altre condizioni; non lo ha se le condizioni di partenza sono diverse. Ma mi pare di aver delineato come tu stesso accomuni i difetti della TBS a quelli della TCC (quella coi protocolli di intervento).
Benedetta 14: benvenuta nella discussione. Se ti va, potresti approfondire il tuo pensiero, magari dicendoci anche tu di che corrente sei. Sul fatto che la TBS sia più facile perchè più limitata, non sono d'accordo, dico che è pià facile per me, per come sono fatto io ,magari tu leggi i libri della TBS e li trovi noiosi, leggi quelli della TCC e li trovi entusiasmanti, credo sia un fatto di gusti personali. Credo che non sia banale considerare con quanto piacere o con quanta noia studiamo i ns testi di psicoterapia dato che poi ci serviranno per la ns professione, si spera!
Tenendo conto di queste tue due risposte Stephen io ti suggerirei di seguire i tuoi gusti ed approfondire la TBS, sembra da quello che scrivi che l’altro approccio TCC, non ti piaccia tanto, non riesce ad entusiasmarti, perciò saresti meno motivato a studiare, meno curioso, senza questa molla poi è dura portare a termine un corso di studi controvoglia.
Poi c’è da valutare solo se hai beccato proprio dei testi TCC in cui gli autori credono erroneamente che far didattica significhi cercare di far scappare il più in fretta possibile gli studenti da una loro lezione :asd:.
Benedetta sembra ferrata nell’argomento vediamo se ci consiglia qualche testo generico sulla TCC scritto in modo più accattivante (Benedetta contiamo su di te :D), magari è a causa di come t’è stato presentato questo approccio che non ti piace, certo che se a monte scopri che proprio non ti interessa ti conviene puntare su quel che ti piace ==> TBS.
Allo stato dell’arte verifiche sistematiche ed univoche vere e proprie riguardo a chi abbia in mano la pietra filosofale della salute psichica non ce ne sono proprio tantissime (da quello che ho potuto leggere qui mi sono fatto questa idea), e quelle che ci sono vengono continuamente messe in discussione riguardo al metodo usato dagli addetti ai lavori che fanno parte di questo o quell’orientamento tramite certi contro argomenti. Guarda questa stessa discussione che hai aperto quante polemiche ha suscitato :argh: :sbonk:.
Uno studio sistematico riguardo agli approcci psicoterapeutici basati sull’incontro, lo scambio di idee e la conversazione si può dire che sia stato avviato da meno di un secolo, è piuttosto poco forse per poter stabilire attualmente chi ha ragione.
Poi se il disaccordo non è basato su quel che si ottiene [cioè il quesito non è: si può ottenere questo risultato (che va definito in modo intelligibile) con un certo approccio?] ma riguardo al valore del risultato, la scienza c’entra poco. Possiamo cercare di capire se la ricetta per fare una torta al cioccolato funzioni davvero, nel senso che alla fine verrà fuori una torta al cioccolato (se si eseguono tutti i passaggi della ricetta correttamente), poi però se a molti non piace proprio questo tipo di dolce, questo non significa che la ricetta non funzioni.
Se a qualcuno interessa mangiare una torta al cioccolato, un certo tipo di ricetta può tornare utile, ma se a monte ci si vuol chiedere oggettivamente quanto debba valere la ricetta per ricavare una torta al cioccolato e confrontare questo valore con quello di una ricetta che serve per ottenere una crostata di mele, non esiste risposta oggettiva, solo soggettiva, è una questione di gusti personali.
Che tipo di riscontri bisognerebbe andare a cercare per osservare chi ha ragione? Hanno tutti ragione in questo caso, a qualcuno piace di più la torta al cioccolato, ad altri la crostata di mele al di là delle difficoltà insite nel preparare i due dolci. Magari è più semplice da preparare la torta al cioccolato (mi riferisco a quella con l'impasto da infornare) e ci vuole meno tempo rispetto alla crostata di mele che è un dolce più elaborato da preparare, ma a me ad esempio la crostata di mele non piace affatto :P, sono da biasimare rispetto a chi prepara un dolce in cui ci vuole più tempo perché mi piace di più qualcosa che si può ottenere impiegando meno tempo e risorse? :mumble:
Saluti
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Citazione:
Originalmente inviato da
stephen78
Avevo visto il riferimento a un thread in cui parli di TBS, ve ne sono altri in cui parli anche di TCC?
Qui c'era qualcosa, verso la fine http://www.opsonline.it/forum/psicol...iti-95293.html Altro al momento non sono riuscito a trovarlo.
Saluti
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Secondo il mio punto di vista, potrebbero essere due gli argomenti di discussione salienti, tratti sia da Simone che da Gieko; il secondo:"ritiene, fondamentale la coerenza tra epistemologia e clinica (correggimi se sbaglio Gieko), mentre Simone, considera, che siano i risultati della clinica che determinino in un senso o l'altro la teoria di base. Altro punto, sono i cambiamenti reali del soggetto, mi sembra che sempre Gieko, sostenga che certi cambiamenti possano avvenire solamente per meccanismi autopoietici, cosa sostenuta anche dai post razionalisti (guidano), utilizzando per esempio, l'osservazione e l'autoanalisi, mentre per altre scuole psicologiche, il terapeuta, partecipa più attivamente ed in modo più direttivo e manipolatorio
saluti
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Citazione:
Originalmente inviato da
stephen78
Se non sono un ingegnere, credo sia poco appropriato che voglia dire la mia sulle Curve di Bezier, solo perchè ho letto qualcosa di qua o di là, soprattutto se la discussione riguarda l'ingegneria geotecnica...
E perché no? Ti poni troppi limiti a mio avviso.
Capisco che, dal caos, individuare ciò che si vuole sia difficile senza una guida, ma spero che tu abbia colto l'importanza di quanto detto che va al di là delle posizioni di fazione tra tipi di psicoterapie (che tra l'altro io non ho visto) e che ha aperto a nuovi interrogativi che magari non pensavi di porti quando hai iniziato il thread. E non sto parlando di prendere in considerazione la specializzazione psicodinamica che hai già scartato come scelta. Semmai sto parlando di prendere in considerazione il fatto che è stato notato come nuove conoscenze mettono in dubbio i presupposti su cui si basa la TBS. Questo, se dovessi compiere la tua scelta, avrebbe una sua rilevanza perché mi apparirebbe come una pratica che al momento che la imparo già diventa obsoleta perché si concentra su interventi specifici, mirati.
Poi da quanto si rileva dagli interventi dei pazienti mi chiederei se i risultati di efficacia che la TBS attualmente dichiara non siano il frutto anche di una selezione precedente all'intervento. Voglio dire: chi è il paziente che si rivolge alla TBS? Che caratteristiche ha per accettare una simile pratica? Perché non penso che tutti i portatori di un sintomo siano "adatti" alla TBS. E quindi con questa scelta scommetterei anche sul futuro della società.
Altro dubbio mi porrebbe la promozione aggressiva (in termini di mercato) che ne viene fatta, perché un po' di marketing lo conosco ed ho sempre avuto la balzana idea che un prodotto quando è di qualità e rispetta l'etica sociale non ha bisogno di una pubblicità particolarmente aggressiva, emerge comunque. Cosa nasconde quindi?
Anche se devo dire che la scelta per motivi di conciliazione degli impegni familiari con altri, seppure professionali, è comprensibilissima e più che degna: la sera si vuole stare insieme!
Citazione:
Originalmente inviato da
bella primavera
Citando l'umorista Karl Krauss: "La psicoanalisi è quella malattia mentale di cui crede di essere la terapia"::asd:
Palo! C'è chi pensa che la psicoanalisi sia un sintomo rivelatore del malessere della civiltà moderna (un po' quello che ha riportato marco_84). Pensa te che oltre a fare autocritica, la psicoanalisi fa pure autoironia alla Kraus .... :D
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Benedetta sembra ferrata nell'argomento vediamo se ci consiglia qualche testo generico sulla TCC scritto in modo più accattivante (Benedetta contiamo su di te :D)
"Topolino e lo psicopapero presocratico solitario" (così ho fatto pure la citazione d'Autore).
Saluti
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Riferimento: Terapia Breve Strategica (Arezzo) o Terapia Cognitivo Com
Benedetta ma mica scherzavo quando ti ho chiesto di proporre un libro sulla TCC :sbonk:... Pensa che l'ho pure cercato questo titolo :asd:
"Topolino e lo psicopapero presocratico solitario"
Avrebbe potuto essere anche vero.
Adesso mi ricordo! Questo titolo somiglia a quello di una discussione aperta tempo fa da Neuromancer mi sembra... Bah chissà, volevi riferirti a questa?
Forse Stephen vorrebbe che qualcuno gli riuscisse ad illustrare i pregi della TCC (che forse lui dubita un po' di essere riuscito a valutare bene) più che impegnarsi a screditare la TBS (che conosce meglio). Siccome ho avuto l'impressione che tu Benedetta conoscessi meglio l'argomento (io per nulla) ti avevo fatto quella domanda/proposta per tornare al tema principale della discussione, scusami se t'è sembrato che ti stessi prendendo in giro, non era mia intenzione. Se è passato questo, ho commesso qualche errore nel comunicare.
Saluti
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Char_Lie caro, mi aveva lasciata un po' interdetta il "libro accattivante" dal momento che sono stati citati Liotti e Guidano (se non sbaglio) ed il fatto che tu mi consideri una dispensatrice di libri.
Al di là della battuta però la discussione cui ti riferisci era molto seria ed interessante e si poneva degli interrogativi di un certo spessore, ma non so se può essere utili ai fini di questa discussione dal momento che l'argomento non era strettamente "TBS/TCC" e non so se può risultare gradita perché in essa dialogavano tranquillamente cognitivisti e psicoanalisti.
Ad ogni modo era questa http://www.opsonline.it/forum/psicol...co-100389.html
E per i libri divulgativi circa la comparazione delle psicoterapie c'è un'altra discussione http://www.opsonline.it/forum/psicol...ie-111635.html
Ciao
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Però questo discorso che un paziente debba essere adatto a un certo tipo di terapia, no?, è accettabile? mi chiedo.
Una terapia dovrebbe essere per tutti, non vi pare?, qualsiasi terapia.
No, questo per l'analisi, quest'altro per la tcc, quest'altro per la tbs, moH?
E in base a cosa?
Gli si fa lo screening prima?
Sorge spontaneo, chiederselo.
Allora ci vorrebbe una specie di mediatore, però mi sembra un po' dubbio, come concetto.
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complicata
Però questo discorso che un paziente debba essere adatto a un certo tipo di terapia, no?, è accettabile? mi chiedo.
Una terapia dovrebbe essere per tutti, non vi pare?, qualsiasi terapia.
No, questo per l'analisi, quest'altro per la tcc, quest'altro per la tbs, moH?
E in base a cosa?
Gli si fa lo screening prima?
Sorge spontaneo, chiederselo.
Allora ci vorrebbe una specie di mediatore, però mi sembra un po' dubbio, come concetto.
Insomma, che il paziente debbaandare avanti a tentativi e simpatie, allora, non è nemmeno giusto.
non lo so, istituite la consulenza, cioè prima di intraprendere una psicoterapia,visto che ne proponete mille tipi, si indirizza la persona, scusate.
Mi sembra molto settario, il concetto,non mi piace per nulla, e poi ci sarà l'analista incompetente e il tcc bravo, e viceversa, e lo psichiatra fuori di testa, eh.
Io per esempio, che c'era il lettino nella stanza, me ne sono accorta non alla prima seduta, ma quando mi è stato detto che mi ci dovevo mettere, cioè alla seconda.
Per me stavo sulla sedia, eh.
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Fate la prova compatibilità, boh?
Ora mi ci scappa da ridere, e la butto in caxxarola:asd:
Cioè, è inutile stabilire oggettivamente che quella psicoterapia è più efficace, in teoria, se chi la pratica è un imbecille, sarà imbecille anche la sua psicoterapia, non vi pare?
IMBECILLE, MA EFFICACE; CHI VE LO DICE A VOI?
Scusate la crudezza dei termini, ma secondo me è così, è così in tutti i campi.
Cioè, i modelli li inventate voi, poi le teste sono mille, duemila con quelle dei pazienti, fate vobis.
E' un po' come quando Megiston, ed è la migliore del forum di tutti i tempi, diceva che il suo professore si sdraiava a quattro zampe per comunicare meglio con il paziente anche lui a quattro zampe.
Uguale. Se io mi metto ad abbaiare, in seduta, ed è probabile che prima o poi mi capiti, mi auguro di trovare un terapeuta cinofilo.:)))
Mi diverto troppo con queste metafore: a proposito, cercasi terapeuta che parli il "serpentese", come Harry.:))))
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Originalmente inviato da
complicata
Però questo discorso che un paziente debba essere adatto a un certo tipo di terapia, no?, è accettabile? mi chiedo.
Una terapia dovrebbe essere per tutti, non vi pare?, qualsiasi terapia.
No, questo per l'analisi, quest'altro per la tcc, quest'altro per la tbs, moH?
E in base a cosa?
Gli si fa lo screening prima?
Sorge spontaneo, chiederselo.
Allora ci vorrebbe una specie di mediatore, però mi sembra un po' dubbio, come concetto.
Muovi diverse osservazioni che mi stanno molto a cuore.
1) la teoria deve avvertire l'esigenza di poter approcciarsi il più possibile (anche se non totalmente) con le problematiche e le peculiarità che la clinica porta alla luce.
2) la tecnica deve necessariamente cucita addosso alla situazione clinica che si crea.
3) la diagnosi e l'orientamento sono fasi cruciali.
A mio modesto parere ci sono modelli che considerano maggiormente queste problematiche ed altri che ricercano di più la standardizzazione. Ma non è un compito semplice quello che siamo chiamati a fare. Sii comprensiva!
Saluti
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benedetta14
Semmai sto parlando di prendere in considerazione il fatto che è stato notato come nuove conoscenze mettono in dubbio i presupposti su cui si basa la TBS. Questo, se dovessi compiere la tua scelta, avrebbe una sua rilevanza perché mi apparirebbe come una pratica che al momento che la imparo già diventa obsoleta perché si concentra su interventi specifici, mirati.
A quanto scritto da benedetta aggiungerei una mia personale riflessione. Qualunque scelta tu faccia, ritengo che sarà molto più utile, arricchente ed interessante fare formazione con un sano dubbio e spirito critico. Si può compiere quel delicato passaggio tra teoria istituzionale ed idee personali in maniera più libera e sentita.
Gli entusiasmi, per qualsiasi tipo di idea, possono portare ad emulare i "maestri", non a sviluppi e processi di crescita personale.
Saluti
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Originalmente inviato da
gieko
A quanto scritto da benedetta aggiungerei una mia personale riflessione. Qualunque scelta tu faccia, ritengo che sarà molto più utile, arricchente ed interessante fare formazione con un sano dubbio e spirito critico. Si può compiere quel delicato passaggio tra teoria istituzionale ed idee personali in maniera più libera e sentita.
Gli entusiasmi, per qualsiasi tipo di idea, possono portare ad emulare i "maestri", non a sviluppi e processi di crescita personale.
Saluti
D'accordo al 100%
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Originalmente inviato da
gieko
Muovi diverse osservazioni che mi stanno molto a cuore.
1) la teoria deve avvertire l'esigenza di poter approcciarsi il più possibile (anche se non totalmente) con le problematiche e le peculiarità che la clinica porta alla luce.
2) la tecnica deve necessariamente cucita addosso alla situazione clinica che si crea.
3) la diagnosi e l'orientamento sono fasi cruciali.
A mio modesto parere ci sono modelli che considerano maggiormente queste problematiche ed altri che ricercano di più la standardizzazione. Ma non è un compito semplice quello che siamo chiamati a fare. Sii comprensiva!
Saluti
Infatti ce ne siamo accorti.
Cioè si tratta da un lato di mettere in dubbio la teoria, dall'altro di mettere in dubbio se stessi.
Ce ne corre, come atteggiamento, ma chi fa le terapie "dinamiche"( dinamiche) lo sa, quegli altri non si sa.
Chissà perchè si chiamano dinamiche, perchè hanno a che fare col movimento?
Cognitivo-comportamentali, perchè hanno a che fare con cosa?
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marco_84
Detto questo, penso che la TBS svolga bene la sua funzione, e possa spesso riuscire dare ai pazienti quello che promette, almeno per un po'.
Ciao Marco, con un po' di ritardo, ti rispondo. Potresti spiegare il senso di questa tua affermazione? Tu sei specializzando (di quale orientamento) o paziente? Un saluto, Stefano
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Originalmente inviato da
Megiston Matema
Simone,
a scanso di equivoci, io personalmente non sto denigrando il comportamentismo, che in qualche misura conosco e stimo, e nemmeno il mio è un attacco personale a te (per un attacco "personale" dovrei conoscerti, stimarti qualcosa ...); il mio è un attacco alle parole che ho ripreso. Parole che tu hai scritto e che dovresti riconoscerne la paternità almeno, se non proprio la scempiaggine. Cosa dovrei ribatterti su quelle affermazioni, che non sono discussioni (bada bene) sono sentenze gratuite. Mi sono stufato di esibire fondamenti di "scientificità" per la psicoanalisi, esiste una vasta letteratura in merito fate almeno finta di averla letta per evitare figuracce. Mi sono stufato di esibirle a chi sostiene che la tale teoria ha il 95% di successi ... manco Wanna Marchi era giunta a tanto. Stai creando un putiferio, forse sei solo alla ricerca del tuo quarto d'ora di notorietà mediatica ... ci sei riuscito, archiviamo questa discussione e passiamo a qualcosa di più serio.
Un saluto
Magiston, la discussione originaria è TBS e TCC a confronto. Vorresti dare il tuo contributo sull'argomento, escludendo questioni psicoanalitiche, che nulla c'entrano?
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Originalmente inviato da
ikaro78
Ma esterna da cosa? Già se dici "alla luce della moderna biologia" sei dentro, ma in realtà sei dentro per forza, per il fatto stesso che parli.
Ciao Ikaro, posto anche a te la stessa osservazione fatta a Magiston: il tema è TBS e TCC, perchè non posti un tuo parere su questo argomento?
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Originalmente inviato da
benedetta14
Ecco, ora non so più chi sta parlando di filosofia o di esoterismo, ma è solo un dubbio personale
Simone, ma tu avresti un esempio di sperimentazione scientifica di una tecnica della TBS da comunicarci? Così almeno parliamo di qualcosa nella pratica e non in teoria.
Ciao Benedetta 14, sei una paziente? Hai mai avuto esperienze di TBS o di TCC? Vorresti condividerle con noi?
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Originalmente inviato da
giulietta.o
A leggere alcuni di voi vien sin voglia di dare ragione alla Gelmini e alla trovata dei ricercatori a tempo!
Oh mamma...
Giulietta, mi pare di capire che tu sia una paziente. Hai mai avuto esperienze di TBS o di TCC?
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Originalmente inviato da
bella primavera
Citando l'umorista Karl Krauss: "La psicoanalisi è quella malattia mentale di cui crede di essere la terapia"::asd:
tornerei, al titolo originario, della discussione, condivido con massimomassimo, che nel futuro, si andrà verso un'integrazione della psicoterapia, che permetterebbe di completare, i limiti fissati, nelle premesse originarie di ogni approccio, nella TCC, si poterebbero creare vere e proprie battaglie dialettiche tra paziente e terapeuta, nella tbs, alcuni poco suggestionabili, potrebbero essere refrattari a certi approcci, per questo, mi sentirei di consigliare di integrare i due approcci, con una scuola di specializzazione ed un master successivo.
saluti
D'accordo al 100%! E' esattamente ciò che ho intenzione di fare; ora l'ultimo pezzo del ragioanmento è capire da quale dei due approcci iniziare (anche se una certa idea me la sono oramai fatta!).
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Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
Appena avrò un po' di tempo vedrò di recuperarlo.
Credo che una differenza fondamentale tra l'approccio strategico e quello cognitivo-comportamentale risieda proprio negli obbiettivi che i trattamenti si prefiggono. Bene inteso che questi poi sono sempre mediati dalla persona del terapeuta, ho l'impressione che la TCC sia meno pretenziosa sotto il profilo dei traguardi perseguiti.
Saluti
Gieko, potresti spiegare meglio il contenuto di questa affermazione? Il fatto che la TCC sia "meno pretenziosa sotto il profilo dei traguardi perseguiti" rispetto alla TBS, fa riferimento ai risultati affermati dai terapeuti TBS? (90% di casi risolti in tot sedute). E' questo?
Al di là della coerenza delle tecniche con la teoria di riferimento, quindi, se ho ben capito, ciò che tu critichi alla TBS è il fatto che sbandieri questi risultati, ho inteso bene?
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Originalmente inviato da
Char_Lie
Tenendo conto di queste tue due risposte Stephen io ti suggerirei di seguire i tuoi gusti ed approfondire la TBS, sembra da quello che scrivi che l’altro approccio TCC, non ti piaccia tanto, non riesce ad entusiasmarti, perciò saresti meno motivato a studiare, meno curioso, senza questa molla poi è dura portare a termine un corso di studi controvoglia.
Poi c’è da valutare solo se hai beccato proprio dei testi TCC in cui gli autori credono erroneamente che far didattica significhi cercare di far scappare il più in fretta possibile gli studenti da una loro lezione :asd:.
Benedetta sembra ferrata nell’argomento vediamo se ci consiglia qualche testo generico sulla TCC scritto in modo più accattivante (Benedetta contiamo su di te :D), magari è a causa di come t’è stato presentato questo approccio che non ti piace, certo che se a monte scopri che proprio non ti interessa ti conviene puntare su quel che ti piace ==> TBS.
Allo stato dell’arte verifiche sistematiche ed univoche vere e proprie riguardo a chi abbia in mano la pietra filosofale della salute psichica non ce ne sono proprio tantissime (da quello che ho potuto leggere qui mi sono fatto questa idea), e quelle che ci sono vengono continuamente messe in discussione riguardo al metodo usato dagli addetti ai lavori che fanno parte di questo o quell’orientamento tramite certi contro argomenti. Guarda questa stessa discussione che hai aperto quante polemiche ha suscitato :argh: :sbonk:.
Uno studio sistematico riguardo agli approcci psicoterapeutici basati sull’incontro, lo scambio di idee e la conversazione si può dire che sia stato avviato da meno di un secolo, è piuttosto poco forse per poter stabilire attualmente chi ha ragione.
Poi se il disaccordo non è basato su quel che si ottiene [cioè il quesito non è: si può ottenere questo risultato (che va definito in modo intelligibile) con un certo approccio?] ma riguardo al valore del risultato, la scienza c’entra poco. Possiamo cercare di capire se la ricetta per fare una torta al cioccolato funzioni davvero, nel senso che alla fine verrà fuori una torta al cioccolato (se si eseguono tutti i passaggi della ricetta correttamente), poi però se a molti non piace proprio questo tipo di dolce, questo non significa che la ricetta non funzioni.
Se a qualcuno interessa mangiare una torta al cioccolato, un certo tipo di ricetta può tornare utile, ma se a monte ci si vuol chiedere oggettivamente quanto debba valere la ricetta per ricavare una torta al cioccolato e confrontare questo valore con quello di una ricetta che serve per ottenere una crostata di mele, non esiste risposta oggettiva, solo soggettiva, è una questione di gusti personali.
Che tipo di riscontri bisognerebbe andare a cercare per osservare chi ha ragione? Hanno tutti ragione in questo caso, a qualcuno piace di più la torta al cioccolato, ad altri la crostata di mele al di là delle difficoltà insite nel preparare i due dolci. Magari è più semplice da preparare la torta al cioccolato (mi riferisco a quella con l'impasto da infornare) e ci vuole meno tempo rispetto alla crostata di mele che è un dolce più elaborato da preparare, ma a me ad esempio la crostata di mele non piace affatto :P, sono da biasimare rispetto a chi prepara un dolce in cui ci vuole più tempo perché mi piace di più qualcosa che si può ottenere impiegando meno tempo e risorse? :mumble:
Saluti
Caro Char Lie, benvenuto! Direi che hai centrato in pieno la questione, ti ringrazio per il tuo suggerimento, che anche altri utenti, alcuni in privato, mi hanno dato. Senti, posso chiederti tu, personalmente che idea ti sei fatto della TBS e che idea hai, invece, della TCC? Tu sei specializzando? Di che orientamento? Ancora grazie, Stefano.
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Originalmente inviato da
benedetta14
E perché no? Ti poni troppi limiti a mio avviso.
...il fatto che è stato notato come nuove conoscenze mettono in dubbio i presupposti su cui si basa la TBS. Questo, se dovessi compiere la tua scelta, avrebbe una sua rilevanza perché mi apparirebbe come una pratica che al momento che la imparo già diventa obsoleta perché si concentra su interventi specifici, mirati.
Poi da quanto si rileva dagli interventi dei pazienti mi chiederei se i risultati di efficacia che la TBS attualmente dichiara non siano il frutto anche di una selezione precedente all'intervento. Voglio dire: chi è il paziente che si rivolge alla TBS? Che caratteristiche ha per accettare una simile pratica? Perché non penso che tutti i portatori di un sintomo siano "adatti" alla TBS. E quindi con questa scelta scommetterei anche sul futuro della società.
Altro dubbio mi porrebbe la promozione aggressiva (in termini di mercato) che ne viene fatta, perché un po' di marketing lo conosco ed ho sempre avuto la balzana idea che un prodotto quando è di qualità e rispetta l'etica sociale non ha bisogno di una pubblicità particolarmente aggressiva, emerge comunque. Cosa nasconde quindi?
Anche se devo dire che la scelta per motivi di conciliazione degli impegni familiari con altri, seppure professionali, è comprensibilissima e più che degna: la sera si vuole stare insieme!
"Topolino e lo psicopapero presocratico solitario" (così ho fatto pure la citazione d'Autore).
Benedetta, non ho capito se sei specializzanda (se sì, di che orientamento?) o paziente...
Per quanto riguarda il 1° punto, in riferimento al fatto che nuove conoscenze mettono in dubbio i presupposti stessi della TBS non son affatto d'accordo. Essendo basata sulla ricerca-intervento (già adoperata da Lewin per le sue ricerche sui gruppi), la TBS intende conoscere sè stessa dall'analisi delle soluzioni, ossia da ciò che funziona per quello specifico problema. Ciò vuol dire che se le conoscenze si evolvono, anche la TBS si evolve di conseguenza. Ne è un esempio lampante come i protocolli elaborati presso il CTS di Arezzo si evolvano costantemente e quelli che venivano usati 20 anni fa per gli attacchi di panico, per es, ora sono considerati obsoleti e ne sono stati elaborati altri. Quindi direi che è piuttosto il contrario di ciò che tu affermi.
2° punto: la presunta selezione dei pazienti per la TBS: potresti spiegare meglio? Non mi risulta che venga fatta una selezione dei pazienti; di certo ce ne saranno alcuni per i quali la TBS non funziona, come per tutte le altre forme di psicoterapia...
3° punto: marketing aggressivo della TBS, su questo sono d'accordo. Non lo sono però sul sillogismo per cui un prodotto "venduto" aggressivamente debba per forza non essere buono. Se hai studiato marketing, questo dovresti saperlo.
4° punto: non è che decida di scegliere TBS perchè meglio si adatta ai miei impegni professionali-famigliari. Questo è sicuiramente un qualcosa che rafforza l'eventuale scelta, ma non è il motivo determinante. Come scrivevo all'inizio del thread mi sento molto più attratto per vari motivi più da questa corrente che dalla TCC, ma, prima di scegliere definitvamente avrei avuto piacere che qualcuno, magari specializzando in TCC o comunque conoscitore di questa psicoterapia mi illuminasse un po' di più...
5° punto: il libro; se sei in grado di dare qualche consiglio bibliografico per meglioc hiarirmi le idee sulla TCC ben venga!
Ciao, Stefano.
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Riferimento: Terapia Breve Strategica (Arezzo) o Terapia Cognitivo Com
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Benedetta ma mica scherzavo quando ti ho chiesto di proporre un libro sulla TCC :sbonk:... Pensa che l'ho pure cercato questo titolo :asd:
Forse Stephen vorrebbe che qualcuno gli riuscisse ad illustrare i pregi della TCC (che forse lui dubita un po' di essere riuscito a valutare bene) più che impegnarsi a screditare la TBS (che conosce meglio).
Char Lie, hai perfettamente colto nel segno:)