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Riferimento: Psicologo non psicoterapeuta cosa PUO' fare?!
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complicata
Vi può essere riabilitazione e sostegno se partite da un principio PSICOLOGICO, non PSICOTERAPEUTICO, cioè dovreste partire dal principio che le persone sono TUTTE SANE.
Secondo me c'è contraddizione.
Gli psicoterapeuti in genere sostengono che siamo TUTTI malati, e quindi ogni intervento è PSICOTERAPIA.
Volete fare gli psicologi, ma ragionate da psicoterapeuti
non ho capito, secondo te gli psicoterapeuti considerano tutti gli individui malati? (che poi "malattia" è una parola fuori luogo), mentre gli psicologi credono che tutte le persone siano "sane"?
Cioè vi sarebbe una differenza qualitativa tra le persone "sane" e quelle "malate"? E' questo ciò che indendi dire?
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complicata
senti, bijoux, non è per fare polemica, è solo per portare un ragionamento, ma se mi presentassi da te in consulenza, come faresti a capire che io sono paranoica, o schizofrenica?
Mi faresti fare dei test, lo capisci da quello che ti dico, che so..
quello diagnostico è un "processo a imbuto", perché innanzitutto si ascolta ciò che il cliente "porta" (verbalmente e non), poi si indaga su vari ambiti della vita del soggetto (storia personale, famiglia di origine e attuale, contesto sociale, eccetera eccetera), si formulano delle ipotesi, si cerca di confutarle, si riformulano ipotesi e si cerca di confutarle e così via (per questo è un "processo", perché avviene nel tempo), si utilizzano domande di chiarificazione e vari strumenti che nel corso del tempo vanno da strumenti molto ampi (tipo una batteria di test che valuta un po' tutto, come il CBA) fino a strumenti diagnostici molto specifici.
Per la schizofrenia e paranoia esistono dei criteri diagnostici ben precisi (vedi il DSM)
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Certo se ipoteticamente acconsentissi al tutto, già si stabilirebbe un rapporto di fiducia nei tuoi confronti, un accordo tra di noi.
<non è questo molto simile a un contratto terapeutico?
secondo te un rapporto di fiducia che si instaura tra i 2 interlocutori è cosa esclusiva di una psicoterapia?
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Io ritengo che tutte le persone siano fondamentalkmente sane, nel senso che la definizione di malattia mentale sia in funzione delle esigenze della società civile, della collettività, della convivenza.
Cioè un malato mentale è un non integrato nel mondo, qualora conviva pacificamente con la sua malattia, va lasciato stare, ecco.
Sceglierà lui se integrarsi o meno.
Il problema è per gli altri che ci devono convivere, casomai.
quindi, tra malati e sani non vi è distinzione, è dovere della società curare la malattia mentale, per ovvi motivi, ma se il malato non nuoce a nessuno e non chiede aiuto, è illegittimo curarlo.
Per questo accolgo con favore l'aiuto alle famiglie ecc.
Gli psicoterapeuti, sì, secondo me hanno una visione della sofferenza che è molto come dire, generale, globale, per cui anche loro stessi sono inclusi nella terapia.
Non penso si ritengano un sano che cura un malato, il rapporto è paritario, perchè è la relazione che conta, non le diagnosi al paziente.
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Bè il rapporto di fiducia è essenziale e non è certo prerogativa di uno psicoterapeuta ...
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sì, ma al momento in cui tu mi hai fatto una diagnosi, poichè basata sulla mia fiducia in te come consulente, tale diagnosi non avrà alcun alcun valore se non al momento in cui IO, che te l'ho autorizzata, le darò valore legale.
Ne convieni?
In altre parole, te la dovrò ratificare e approvare, altrimenti si tradisce l'etica del contratto.
questo direte, che vor dì?
Vuol dire molto, perchè diagnosticare una malattia a una persona, se fosse frutto di considerazioni errate, è penalmente perseguibile.
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Questo può succedere a tutte le professioni e indifferentemente a psicologo o psicoterapeuta (per questo c'è anche il DSM che illustra criteri esatti per poter fare una diagnosi corretta, per non parlare degli innumerevoli anni di studi che ti dovrebbero formare a dovere) e kmq credo che si stia andando di nuovo fuori tema...
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Dunque,, non siamo fuori tema del tutto, perchè il thread è che cosa Può fare di mestiere uno psicologo.
E' chiaro che avete detto, può fare diagnosi, e inviare a un terapeuta.
Certamente l'operazione di invio è rischiosa,per voi, molto rischiosa, perchè chi ha chiesto il consulto, la potrà impugnare, secondo quel che voi sostenete, per dire: "Mi ha inviato in cura dicendomi che sono malato, mi ha detto che ci vuole un terapeuta, il quale cura i disturbi mentali, mi ha procurato un enorme danno psicologico":asd:
Vi conviene sostenere che i terapeuti non si occupano di disturbi mentali.
Vi sfido a dimostrare in un tribunale, con perizie e controperizie, che la vostra diagnosi era esatta.
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mi dispiace ma la pensiamo diversamente praticamente su tutto :) fai delle ipotesi nn molto fruttuose visto che la stessa cosa può succedere a tutti anche a psicoterapeuti, a medici ecc... mi sembra di parlare dell'aria fritta ... L'importante è fare bene il proprio lavoro ... Kmq non è detto che lo psicologo fa diagnosi e automaticamente invia come ho detto più volte sono molte le cose che può fare non entrando nell'ambito della terapia ...
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di solito uno psicoterapeuta in gamba non fa diagnosi, se ne guarda bene dall'apporre etichette sulle persone, in quanto non sono funzionali alla risoluzione dei suoi problemi.
Prendere coscienza di un problema è cosa che deve venire dal paziente stesso, a volte è un suo bisogno etichettarsi per darsi un'identità, lo chiede e lo si aiuta a non chiederlo.
Voi mi sembra abbiate una visione diversa, più per la società, appunto, che per la persona.
Le diagnosi, se le fa, se le tiene per sè, il terapeuta.
E questo è un buon principio.
Quanto agli altri lavori, dunque, si può partire dalla selezione del personale, è emblematica.
Chi seleziona il personale, fa l'interesse di un'azienda, quindi è del tutto discutibile, come figura.
Secondo,
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complicata
Gli psicoterapeuti in genere sostengono che siamo TUTTI malati, e quindi ogni intervento è PSICOTERAPIA.
Volete fare gli psicologi, ma ragionate da psicoterapeuti
La dicotomia sano/malato appartiene al modello medico che purtroppo (parere personalissimo)e' ancora quello dominante...forse...
Moltissimi psicologi e psicoterapeuti si sono evoluti da quell'idea e in genere sono in grado di rapportarsi al paziente come un individuo piu' che come un malato incapsulato in un'etichetta. Ci sono scuole specifiche che lo vederebbero come una bestemmia!
Ci sono sempre piu' campagne anti-stigma che cercano di far capire che un problema psicologico non rende chi ne soffre un malato.
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Axamer Ibk
La dicotomia sano/malato appartiene al modello medico che purtroppo (parere personalissimo)e' ancora quello dominante...forse...
Moltissimi psicologi e psicoterapeuti si sono evoluti da quell'idea e in genere sono in grado di rapportarsi al paziente come un individuo piu' che come un malato incapsulato in un'etichetta. Ci sono scuole specifiche che lo vederebbero come una bestemmia!
Ci sono sempre piu' campagne anti-stigma che cercano di far capire che un problema psicologico non rende chi ne soffre un malato.
appunto!
Sostenere che siamo tutti malati significa sostenere che siamo tutti sani, e viceversa!
Qui invece non si fa altro che parlare di DSM e disturbi mentali! E di distinzioni tra ciò che va curato e ciò che non necessita di cure!
Ma ti pare!
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Potete tranquillamente partire dal principio che la società in cui vivete sia una mente collettiva, una sorta di gigantesco pc, in cui i parametri della sanità mentale possano essere in qualsiasi momento ribaltati, come programmi che diventino virus.
Quello che voi definite paranoico, domani sarà la norma, la normalità, e dunque, il Dsm a cui fate riferimento, un documento obsoleto da aggiornare.
In questo scenario vi dovreste comfrontare con un mutamento costante, ed è ovvio confrontarsi col mutamento, per un terapeuta, non altrettanto ovvio per chi fa riferimento a griglie statiche di valutazione.
Noi insegnanti, per esempio, cerchiamo sempre di relativizzare la valutazione, l'obiettività è un ostacolo, perchè i progressi e i mutamenti sono difficilmente verificabili.
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complicata
Potete tranquillamente partire dal principio che la società in cui vivete sia una mente collettiva, una sorta di gigantesco pc, in cui i parametri della sanità mentale possano essere in qualsiasi momento ribaltati, come programmi che diventino virus.
Quello che voi definite paranoico, domani sarà la norma, la normalità, e dunque, il Dsm a cui fate riferimento, un documento obsoleto da aggiornare.
In questo scenario vi dovreste comfrontare con un mutamento costante, ed è ovvio confrontarsi col mutamento, per un terapeuta, non altrettanto ovvio per chi fa riferimento a griglie statiche di valutazione.
Noi insegnanti, per esempio, cerchiamo sempre di relativizzare la valutazione, l'obiettività è un ostacolo, perchè i progressi e i mutamenti sono difficilmente verificabili.
Quello che dici qui è una questione realistica, ma lo è sia per la psicologia che per la psicoterapia secondo me. Conosco diversi libri che trattano questo tema e lo fanno in psicologia. Non è vero che lo psicologo usa solo griglie mentre lo psicoterapeuta ha uno sguardo più attento al cambiamento.
Igor
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Empowered
Quello che dici qui è una questione realistica, ma lo è sia per la psicologia che per la psicoterapia secondo me. Conosco diversi libri che trattano questo tema e lo fanno in psicologia. Non è vero che lo psicologo usa solo griglie mentre lo psicoterapeuta ha uno sguardo più attento al cambiamento.
Igor
concordo
secondo me la differenza non sta nella diversa professione (conosco molti terapeuti di vari indirizzi che si basano molto su criteri diagnostici per creare un intervento) ma nel diverso livello di esperienza.
Da quel che posso vedere sul campo piu' lo psicologo/psicoterapeuta acquisisce esperienza e piu' sara' in grado di intervenire lavorando sulla complessita' del paziente andando al di la della semplicita' di un criterio diagnostico.
psicologo=griglie vs. psicoterapeuta=cambiamento, profondo , mi sembra di nuovo un discorso troppo semplicistico in stile svalutazione/idealizzazione
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psicologo=griglie vs. psicoterapeuta=cambiamento, profondo , mi sembra di nuovo un discorso troppo semplicistico in stile svalutazione/idealizzazione[/QUOTE]
Infatti. Mi domando Complicata cosa stia cercando di fare, quali siano i suoi obiettivi, quali informazioni cerca e quali è disposta ad accettare. Potrei vivere anche senza saperlo, ma ci tengo che non siano diffuse informazioni false, riduttive e basate su pregiudizi anzichè sulla conoscenza.
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Riferimento: Psicologo non psicoterapeuta cosa PUO' fare?!
La diagnosi non è un giudizio morale. È uno strumento che permette di inquadrare il problema per capire cosa fare. Non si tratta di chi prendere in carico, ma di quali procedure adottare. Se ritengo DI poter fornire un aiuto con le tecniche che conosco, applico le tecniche che conosco, se mi rendo conto che sarebbe utile una terapia, invio ad un terapeuta, con la libertà di indicare quale terapia sarebbe più efficace per quel caso, e la libertà di scelta del cliente di decidere quale percorso seguire. Io solitamente mi limito a spiegare a grandi linee le differenze tra i vari paradigmi alla base dei vari indirizzi terapeutici.
Come nel caso del bambino con DSA, è inutile e dannoso fargli una terapia analitica se ha un disturbo specifico alla cui base c'è un problema di discriminazione visiva (solo come esempio). Servirebbe solo all'analista per pagare le rate della macchina. Così come sarebbe ingiusto e inutile fare un training sublessicale per velocizzare la lettura ad un bambino che per depressione si reca da uno psicologo dicendo che il suo problema è che a scuola lo rimproverano perchè non legge bene: magari non legge bene perchè non si dedica allo studio, a causa della sua depressione. Quindi un inquadramento diagnostico è necessario, anche se non scritto. Nel percorso terapeutico psicoanalitico, se ho capito bene, intanto inizio un percorso di analisi, e nel tempo viene fuori la dinamica personale, il significato che si da alle cose che accadono, i simbolismi che si celano dietro i comportamenti, senza diagnosi... il tutto per arrivare ad una nuova relazione interpersonale in grado di creare una "correzione" (e qui si che c'è un giudizio, oltre che una presunzione) del modo di pensare, che fa soffire la persona come vissuti personali. Si parte da un contratto, non scritto, in cui ci si accorda sugli obiettivi, sulle modalità e sui tempi. Questo è comune al counseling ed a tutto. A me lo chiedono e solitamente so rispondere. L'analista no. In analisi si inizia il percorso e non si sa quando finirà. Generalmente passano anni. So di percorsi che durano per decenni. E questo è un altro motivo per il quale ritengo che un analista non possa avere tanti clienti e non possa fornire un aiuto efficace quanto altri indirizzi. Ma ci vorrebbe la risposta di un'analista, per capire meglio.
Alla base ci sono diversi paradigmi. I diversi indirizzi terapeutici (cognitivo comportamentale, psicoanalitico, sistemico-relazionale...) spiegano i fenomeni psichici partendo da teorie differenti, ed a volte tentano ostinatamente di ricondurre tutto alla loro teoria, e conseguentemente ad applicare la loro terapia, che segue sempre le stesse tecniche, proprio in base al paradigma di partenza. La teoria analitica si basa su un modello teorico senza basi scientifiche, in quanto non basato sul metodo scientifico (osservazione, ipotesi, sperimentazione, teoria). Sostiene la sua efficacia sul costrutto che la gente dopo si sente meglio. Ed io non ho nulla in contrario. Le altre teorie partono invece da basi scientifiche e confermano le loro teorie con metodi scientifici, basati sulla misurazione. In quanto la teoria psicoanalitica dice che non si può misurare la psiche, non ha bisogno di prove. Invece le altre teorie partono dall'assunto dimostrato che i fenomeni psichici si possano misurare tramite indicatori indiretti considerati variabili dipendenti dal fenomeno psichico (ansia=battito cardiaco, sudorazione...).
Lo psicologo sa che tutti i paradigmi hanno una loro efficacia se applicati al giusto caso. Sa che [U]ci sono strade diverse per arrivare allo stesso obiettivo, cambia solo il percorso. Se uno vuole prendere il treno, anziche l'aereo, che problema c'è? Lo psicologo si limita ad adottare le tecniche psicologiche e nessun protocollo terapeutico, ma sa fornire un aiuto concreto nella maggior parte dei casi, solitamente con pochi incontri. L'aiuto lo può fornire facendo consulenze ai genitori e/o al bambino e/o agli insegnanti, su come comportarsi, come interpretare il problema per prevenirlo. Oppure lo può fare con ciascuna delle attività contemplate nel tariffafio e che abbiamo detto. (Ridicoli i prezzi rispetto a quelli degli altri professionisti. Ieri ho visto che un ginecologo bravo si prende 80 euro ogni 20 minuti= 240 euro l'ora, in nero!, altrimenti 288 euro l'ora!. Quindi di cosa stiamo parlando??? il medico, come l'avvocato ha studiato quanto lo psicologo.) Poi vi sono dei casi più difficili, onestamente, e allora invia.
Quindi, effettivamente, il limite di intervento non è nella diagnosi, ma nella procedura da adottare e nella consapevolezza che alcune procedure non possono essere applicate dallo psicologo, così come lo psicoanalista non può applicare le procedure derivanti dalla teoria sistemicorelazionale, anche quando si rendesse conto che essa potrebbe esere più efficace. Serve a giustificare il fatto che un terapeuta si sia specializzato in una procedura. Infatti se senti uno specializzato ti dirà che la sua specializzazione è l'unica efficace, o la migliore in ogni caso.
Io so che di alcuni casi non mi posso occupare, non perche non saprei fornirigli un aiuto, ma perchè il mio aiuto sarebbe meno efficace di altri. Se sono onesto.
Ma non è un problema di diagnosi, quanto di terapia. Non importa chi ho davati, ma cosa posso fare per aiutarlo, sapendo che non posso fare terapia analitica senza essere analista.
Una bambina che soffre perche non riesce a fare amicizie ad esempio, può avere, come causa, un rapporto difficile con la mamma. Secondo il terapista cognitivo comportamentale ha imparato che le sue azioni sono inefficaci, e quindi si tratta di un apprendimento, da risolvere facendo scoprire alla bambina che le sue azioni riescono a determinare l'ambiente in cui vive, con l'aiuto della mamma. Un analista farebbe un'analisi di anni perchè la bambina potrebbe aver sviluppato un complesso di elettra ed aver interiorizzato la sua aggressività verso la madre rivolgendola verso se stessa. Un terapeuta sistemicorelazionale coinvolgerebbe tutta la famiglia, i ruoli e le dinamiche. Tutti, forse, arriverebbero comunque a risolvere il problema. Qualcuno prima qualcuno dopo, o mai. Uno psicologo potrebbe coinvolgere la famiglia e spiegare l'importanza del rapporto con la mamma,fornire alcune consulenze alla mamma e alle maestre su come comportarsi per ricostruire l'autostima e l'autoefficacia della bambina, favorendo esperienze di successo e possibilità di relazione e cooperazione con i compagni di classe, ad esempio. Ho scritto un trattato e ho dovuto sintetizzare e ci sarebbero migliaia di approfondimenti da fare, ma allora Complicata, se vuoi sapere, perchè non ti compri qualche bel libro di psicologia?
D'altra parte gli psicologi hanno studiato i diversi paradigmi, e ciascuno ha approfondito quello che riteneva più efficace o importante, o affascinante. Tu (perdonami se ti do del tu ma ti invito a fare lo stesso nei miei confronti. Il “lei” mi sembrerebbe una presa in giro), hai scelto la psicoanalisi e stai difendendo la tua scelta, ma hai dimostrato di non conoscere né la psicologia né gli altri indirizzi, anche se questo è colpa nostra, che dovremmo informare di più e meglio.
Spero di essere stato utile.
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Riferimento: Psicologo non psicoterapeuta cosa PUO' fare?!
Poi, Complicata, ci sarebbe da domandarsi perchè senti il bisogno di difendere la tua scelta cercando di smontare le altre. Io me lo domanderei.
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io sinceramente in quello che dice Complicata vedo molte razionalizzazioni e parole campate in aria
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Riferimento: Psicologo non psicoterapeuta cosa PUO' fare?!
Sarebbe lo stesso chiedervi perchè scegliete di rispondermi, per quali motivazioni state su un forum di psicologia, a rispondere a Complicata.
Ognuno ha le sue moticazioni consce e meno consapevoli, io scelgo di sapere alcune cose tramite quello che dite voi, invece di leggere libri che ritengo papier non adatti a me, dovrei iniziare dalle basi, cioè dagli esperimenti sui topi? mi pare, che mi fate venire a mente con le tecniche comportamentali.
quanto al campato in aria, proprio voi svalutate il campato in aria?
Tutto potrebbe definirsi campato in aria, quando si tratta di mente, moh?:asd:
Aria fritta, allora niente, parliamo di cervello come macchina biologica, e chiuso.
Anche voi campate su discorsi campati in aria.
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In me poi vi è anche l'aspetto ludico, piacevole della faccenda, non ho capito, è un problema?
A chi spiace, a voi?
E' ovvio che tendo a smontarvi portando argomenti diversi dai vostri, cos'è, devo partecipare dicendo "Quoto quello che hai detto e non ho altro da dire?"
Sono esterrefatta da queste osservazioni inutili.
Sull'analisi, poi, certamente vi ci vorrebbe la risposta di un analista, mi dispiace se non sopportate la frustrazione del non averla, magari andate nel thread sul transfert, forse ce la trovate.
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Riferimento: Psicologo non psicoterapeuta cosa PUO' fare?!
E,ultima cosa, se ho dimostrato di non sapere, cos'è, un invito ad andarmene?
Dice bene un mio collega, se uno dice castronate,ma non se ne rende conto, puoi dargli una frustrazione "assistita"ahaha:))
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crazy'njoy
psicologo=griglie vs. psicoterapeuta=cambiamento, profondo , mi sembra di nuovo un discorso troppo semplicistico in stile svalutazione/idealizzazione
Infatti. Mi domando Complicata cosa stia cercando di fare, quali siano i suoi obiettivi, quali informazioni cerca e quali è disposta ad accettare. Potrei vivere anche senza saperlo, ma ci tengo che non siano diffuse informazioni false, riduttive e basate su pregiudizi anzichè sulla conoscenza.[/QUOTE]
Poichè ho specificato che non sono del settore, non vedo da dove provenga il tuo scrupolo, ritieni che chi legge possa essere influenzato da quel che scrivo io?
Io diffondo informazioni false e riduttive?
Bene, sono un pericolo per la categoria?
Grazie, mi tieni in alta considerazione, evidentemente, mi attribuisci un potere manipolativo notevole:asd:
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Io sto su questo forum per contribuire a creare una coscienza di gruppo tra colleghi, ma a tempo perso, e per diffondere una cultura circa la psicologia, che è attorniata di stereotipi e tabù. A te ho risposto perche risponderti mi dava la possibilità contribuire all'eliminazione di alcuni sterotipi, come che la psicologia cognitivo comportamentale si sia fermata agli esperimenti sui ratti. Non è così, ma non posso mica fare un altro trattato. La psicologia è una scienza, in quanto basata sul metodo scientifico, galialeiano, la psicoanalisi è una teoria, un modello.
Secondo me ti difendi dai tuoi stessi dubbi circa il percorso che stai seguendo. Ma è solo un dubbio, il mio, che qualunque cosa ti dicessi non la accetteresti se non congruente con la tua idea che la tua era l'unica scelta possibile.
Sei soddisfatta di ciò che stai facendo, invece? bene.
Sull'analisi, poi, certamente vi ci vorrebbe la risposta di un analista, solo per correttezza, perchè una sua risposta potrebbe fornire un contradditorio.
Se hai dimostrato di non sapere, il tuo non è un giudizio ma un pre-giudizio. Non è colpa tua ma di chi non ti ha detto delle cose. Per questo ti ho voluto fornire informazioni. Ho fatto un trattato, infatti, ma comunque qualunque cosa dicessi non sarebbe esaustiva, quindi il mio era un consiglio, comprati un libro, perchè vedo che ti interessa.
Grazie per avermi dato dell'opportunità di spiegare la differenza tra psicologo e psicoterapeuta, cosa può fare l'uno (tutto tranne la psicoterapia) e cosa può fare l'altro (tutto, ma alla fine fa solo terapia del suo indirizzo).
Chi voleva capire ha capito. Ormai è chiaro.
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Riferimento: Psicologo non psicoterapeuta cosa PUO' fare?!
Il tuo atteggiamento è un tantino accademico, della serie la scienza sono io, gli altri sono nell'oscurità dell'ignoranza, ma a parte questo, che io sia affetta da pregiudizi, può essere, ma anche tu sei niente male, perchè parti da degli assunti non dimostrabili, poichè non sai qual è stato il mio percorso nè ecc.di vita, nè intellettuale.
Il consiglio di leggere dei libri è vagamente offensivo, ma che ne sai se io ho letto, non ho letto, se sto leggendo
Una cosa è certa, tutto può essere messo in dubbio, tutto può essere discusso, e ciò contribuisce a far ragionare e a riflettere, persino il mio pensiero, e io non sono nessuno.
Riguardo alla tua affermazione che io sono qui perchè voglio in qualche modo risolvere i miei dubbi, ti posso rispondere che tutto può essere, però francamente non me ne sono accorta.
Se il concetto di dubbio va anteposto a quello di certezza,l'unica certezza che sussiste in questo caso, è che stiamo parlando.
tutto il resto può essere posto in discussione
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La tua risposta su cosa può fare lo psicologo e cosa non può fare, è una risposta basata su concetti tecnico giuridici, oppure pratici, oppure è il risultato di cosa hanno stabilito gli ordini professionali, oppure è una affermazione condivisa da tutti, o solo da operatori del settore, i quali ovviamente non tengono conto di cosa possono pensare i pazienti, ammesso che pazienti siano?
Il tutto ha una ragione, perchè?
Questo lo devi dire te.
Tutto questo a tutela di chi ritiene di aver bisogno di uno psicologo o terapeuta che sia, o operatore del settore.
Non vorrei che succedesse come per le industrie farmaceutiche, che inventano malattie nuove, e poi la pillola per curarle, oppure tengono nascoste le pillole per curare quelle vere, perchè non ci guadagnano.
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Non vorrei che succedesse come per le industrie farmaceutiche, che inventano malattie nuove, e poi la pillola per curarle, oppure tengono nascoste le pillole per curare quelle vere, perchè non ci guadagnano.
Premetto ed ammetto che la mia e' una provocazione scherzosa e banalotta.....dopo 6 anni di terapia non ti è venuto in mente di fare la stessa domanda al tuo analista? Magari con una terapia psicodinamica breve ti vedeva 6 mesi ed erano tutti felici e contenti.
Per la cronaca aggiungo chi sono in analisi didattica da 6 mesi come parte della specializzazione quindi non sono tra gli acerrimi nemici delle terapie psicodinamiche.
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Ma no, lui troverebbe la risposta giusta, è sottinteso.
Ahaha, spiritoso, molto spiritoso:approved:
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Secondo me mi risponderebbe che uso i paradossi come arma:D
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Io parlavo di percorso terapeutico .
Rispetto alla scientificità delle scienze psicologiche rispetto alle teorie psicoanalitiche, non l'ho deciso io. È che la prima si basa sul metodo scientifico. L'altra, sebbene affascinante ed in molti casi efficace, no.
Non potendo fotocapiare un libro di storia della psicologia, riporto un link che contiene molti "perchè" e approfondimenti.
http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia
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"Difatti la psicologia, a differenza di altre discipline scientifiche, non ha un oggetto di studio operazionalizzabile e misurabile in maniera perfettamente aderente ad un rigoroso metodo galileiano: l'uso della statistica da parte degli psicologi è una modalità attraverso cui è possibile generalizzare concetti derivati dallo studio dei casi singoli (nomotetizzazione del dato idiografico), in un contesto epistemico in cui la stessa osservazione e misurazione diretta dell'oggetto di studio (la mente ed i suoi processi funzionali) è di difficile definizione e realizzabilità. In quest'ambito di definizione dell'oggetto di studio, si evince tutta l'attualità del problema rappresentato dal dualismo cartesiano di res cogita e res extensa;[43] dualismo che pone difficili problemi epistemici ed operativi, e che farà dire allo psichiatra svizzero Binswanger che esso "è il cancro di ogni psicologia".[44]"
Guarda che ho trovato, subito, non sono passati tre minuti.
Grazie per il link, comunque:)molto gentile
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Poi c'è questo:
Vygotskij afferma che la psicologia è in fase di crisi, poiché deve pagare lo scotto dello "scontro con la prassi", cioè il passaggio da scienza pura a scienza applicata: «Lo sviluppo della psicologia applicata, in tutta la sua estensione, è la forza motrice della crisi nella sua ultima parte [...] Qui (mediante la psicotecnica, la psichiatria, la psicologia infantile, la psicologia criminale) per la prima volta la psicologia si è scontrata con la prassi altamente organizzata: industriale, educativa, politica, militare. Questo contatto obbliga la psicologia a ricostruire i suoi princìpi in modo da poter superare la prova suprema della pratica [...] Per lo sviluppo della psicologia, la scienza applicata gioca lo stesso ruolo che la medicina ha avuto per l'anatomia e la fisiologia e la tecnica per le scienze fisiche».[3]
commento: quindi la visione "medica", di cui Johnny parlava pochi post fa, era alquanto azzeccata, in questa discussione, ma non perchè considerassi gli psicologi dei medici, ma perchè quanto andrete a fare è un'applicazione pratica di una scienza.
« Una sola voce non porta a termine nulla e nulla decide. Due voci sono il minimum dell'essere. »
(Michail Bachtin[4])
Con la locuzione psicologia postmoderna generalmente si intende qualificare la diffusione di tutti quei nuovi orientamenti concettuali che hanno tracciato per la scienza psicologica uno sviluppo in direzione della complessità prospettica.[5] [6] Tale diffusione è caratterizzata da una forte «carica di discontinuità [...] rispetto al paradigma cognitivista ancora dominante».[7]
Prospettivismo:
« Tre gradi di latitudine capovolgono tutta la giurisprudenza, un meridiano decide della verità. In pochi anni di dominio le leggi fondamentali cambiano, il diritto ha le sue epoche, l'entrata di Saturno nel Leone segna l'origine del tale crimine. Ridicola giustizia, delimitata da un fiume! Verità al di qua dei Pirenei, errore al di là. »
(Blaise Pascal[1])
Dunque, parrebbe a prima vista che dobbiate collaborare, psichi, terapeuti, psichiatri, and so on_)
Ergo cosa può fare lo psicologo?
Risposta: faccia Supeman( scherzooooo):argh:
In questo casino, vi serve la specializzazione, via, non ci piove, almeno quella.
Il messaggio è questo: voi avete una materia difficilissima da maneggiare, perchè è una disciplina che coinvolge più discipline,anche la filosofia, che racchiude tutto il sapere, e in più diventa operativa in un campo minato, vago, che è quello dell' occuparsi di un essere umano come esseri umani, eticamente è fondamentale, l'etica è tutto.
per forza dovrà subentrare la vostra individualità, Superman non è mica tanto uno scherzo.
E l'unico modo per metterci le vostre emozioni in modo consapevole, nel vostro lavoro, è andarle a indagare, a scoprire, al di là dello scibile, del conosciuto, dell'appreso, del certo, del verificabile.
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crazy'njoy
Io parlavo di percorso
terapeutico .
Rispetto alla scientificità delle
scienze psicologiche rispetto alle
teorie psicoanalitiche, non l'ho deciso io. È che la prima si basa sul metodo scientifico. L'altra, sebbene affascinante ed in molti casi efficace, no.
Non potendo fotocapiare un libro di storia della psicologia, riporto un link che contiene molti "perchè" e approfondimenti.
http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia
Ultima osservazione: puoi tranquillamente includere la psicoanalisi nel campo della psicologia, anche se è nata, dice, non nei laboratori sperimentali, ma sulla pratica clinica. Per cui non ha senso, secondo me, contrapporle, casomai ve la inserisci, al pari delle altre teorie.
Se ne deduce che uno psicologo dovrebbe conoscere anche la psicoanalisi, ed essere competente anche su quella, come sulle altre psicoterapie.
Cioè per paradosso, lo psicologo è tutto!
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Riferimento: Psicologo non psicoterapeuta cosa PUO' fare?!
Citazione:
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complicata
Ultima osservazione: puoi tranquillamente includere la psicoanalisi nel campo della psicologia, anche se è nata, dice, non nei laboratori sperimentali, ma sulla pratica clinica. Per cui non ha senso, secondo me, contrapporle, casomai ve la inserisci, al pari delle altre teorie.
Se ne deduce che uno psicologo dovrebbe conoscere anche la psicoanalisi, ed essere competente anche su quella, come sulle altre psicoterapie.
Cioè per paradosso, lo psicologo è tutto!
Esatto. è così. Facciamo esami di biologia e fisiologia, come di psicodinamica e psicologia anlitica. Insomma la psicologia si occupa dell'individuo nella sua globalità. Conosce i prinicipi anche della psicoanalisi, ma non fa terapia psicoanalitica. Per fare terapia psicoanalitica occorre specializzarsi tramite scuola di specializzazione.
Il medico che fa la scuola di specializzazione ne sa molto poco di psicologia, infatti.
Non vanno contrapposte psicoanalisi e psicologia. La psicologia conosce anche le teorie di derivazione psicoanalitica. Sono contento che si stia chiarendo.
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Riferimento: Psicologo non psicoterapeuta cosa PUO' fare?!
Mettiamola così: lo psicologo è come il medico di base.
Il medico di base sa un pò di tutto. Ha fatto anche degli esami di ortopedia. Si può andare dal medico di base per un dolore al braccio, e lui ti saprà dare le vitamine e gli integratori se il problema è dovuto ad una carenza alimentare, oppure un antibiotico se si tratta di un batterio che colpisce le articolazioni... Oppure ti manda al pronto soccorso se intuisce che è un principio di infarto, o dall'ortopedico se si tratta di una frattura, o dal fisioterapista... . Insomma, poi esistono gli esperti. Anche il medico di base può specializzarsi in un settore, come lo psicologo ad esempio approfondisce un settore e diventa esperto di psicologia dello sport o psicologia giuridica. La collaborazione è essenziale. Nessuno è esperto di tutto.
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già, senti, però secondo me mi evadi sempre il discorso di fondo:
Tu mi dici: lo psichiatra sa poco di psicologia, che diciamo, sarebbe il sapere di fondo che sottende l'esercizio della professione di psicoterapeuta, e su questo posso essere d'accordo.
ma non è questo il punto.
Il punto non è il sapere, ma chi e che cosa ti rende idoneo a una professione di, diciamo, contatto e di relazione.
La selezione fondata sul sapere, sulle lauree, sugli esami di stato, sulle funzioni stabilite per legge e dagli ordini professionali.
Ore di tirocinio servono?
Qual è la pratica più efficace per indagare se uno psicologo, uno psichiatra, un terapeuta, un insegnante, perchè no, siamo educatori, ( toh, me ci voglio mettere in mezzo) sono in grado di svolgere, dal punto di vista psicologico, tutti questi mestieri, che non consistono nel fare una pratica amministrativa o nel muovere una macchina, ma nell'interagire tramite la parola e tanto altro.
Il medico di base non ha bisogno di tanto, ne convieni? visita, sta zitto e poi ti fa fare le analisi e poi sono cavoli tuoi.
Voi altrettanto?
Quale delle vostre tecniche e teorie usate per selezionarvi tra di voi?
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Io per ora ho sentito parlare solo di "analisi didattica", fatta in una scuola di specializzazione.
Poi ho sentito parlare di supervisione, sempre nell'ambito dei terapeuti.
Poi ho letto che per andare in profondità su se stessi, le migliori sono le terapie psicodinamiche.
Sono errori di stampa?
E come non chiedere a un operatore del campo psicologico, se è andato in profondità su se stesso, prima di affibbiare qualche diagnosi su di me( me, in generale) o prima di attivarsi sul mio ambiente familiare, di operare per il mio eventuale miglioramento nell'inserimento nell'ambiente, prima di farmi fare la psicomotricità, per cui potrei avere una forte idiosincrasia:asd:ecc?, prima di selezionarmi per un lavoro, prima di farmi un corso di formazione ecc?
:zott:
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Il punto non è il sapere, ma chi e che cosa ti rende idoneo a una professione di, diciamo, contatto e di relazione.
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Il medico di base non ha bisogno di tanto, ne convieni? visita, sta zitto e poi ti fa fare le analisi e poi sono cavoli tuoi.
Voi altrettanto?
sono d'accordo sull'analisi personale, se fosse per la la renderei obbligatoria anche per gli studenti di psicologia (e magari chiudendo anche l'accesso alle università perché sono in troppi).
Sul dsicorso del medico, anche lui ha a che fare con delle persone e ti assicuro che ci sono medici che a volte se ne dimenticano.
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Johnny
sono d'accordo sull'analisi personale, se fosse per la la renderei obbligatoria anche per gli studenti di psicologia (e magari chiudendo anche l'accesso alle università perché sono in troppi).
Sul dsicorso del medico, anche lui ha a che fare con delle persone e ti assicuro che ci sono medici che a volte se ne dimenticano.
Assolutamente, un medico deve essere bravissimo a comunicare perché interviene in genere in momenti di crisi della persona, dove con poche parole si può influenzare tanto. Bisogna essere in gamba nella comunicazione. Ci sono una marea di studi sulle professioni d'aiuto dove si studia l'influenza della relazione medico paziente (De Carlo, Faa, Rutelli, 2008) e non è un'influenza indifferente.
E ahimé a mio parere esiste anche chi fa della comunicazione medica un uso poco etico, credo che negli ultimi anni stiamo assistendo ad una pubblicità implicita della chirurgia estetica, non lo si fa ufficialmente ma sono sempre più frequenti notizie che trattano il tema nelle rubriche salute dei telegiornali (ne ho scritto un articolo qui --> http://www.igorvitale.com/#!chirurgia) che per effetto di mera esposizione persuadono che iniettarsi del veleno per tirarsi la pelle o impiantarsi protesi sia una cosa normale, bypassando i rischi che si passano.
Riguardo la psicologia penso che siamo tutti d'accordo (immagino anche complicata) sulla necessità di fare pratica sugli aspetti relazionali dei nostri interventi, magari diversi di noi saranno anche d'accordo che nell'università ci debba essere più pratica. Sinceramente non porrei come limite temporale 10 anni, 5 anni di formazione fatta come si deve sono sufficienti per poter operare correttamente come psicologi. 5 anni non sono mica pochi. Poi se ci si vuole specializzare in un settore si impiegano altri anni di formazione
Igor
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Riguardo la psicologia penso che siamo tutti d'accordo (immagino anche complicata) sulla necessità di fare pratica sugli aspetti relazionali dei nostri interventi, magari diversi di noi saranno anche d'accordo che nell'università ci debba essere più pratica. Sinceramente non porrei come limite temporale 10 anni, 5 anni di formazione fatta come si deve sono sufficienti per poter operare correttamente come psicologi. 5 anni non sono mica pochi. Poi se ci si vuole specializzare in un settore si impiegano altri anni di formazione
Igor
Il lato nagativo della nostro universita' (io sono ancora del vecchio ordinamento...magari ora le cose sono diverse) e' che è completamente segregata del mondo 'reale'. Studi in genere di pazienti 'perfetti' con la loro bella diagnosi e la loro 'storia' terapeutica. Appena entrato nel mondo del lavoro ti accorgi che le cose sono mooolto diverse. E non so voi ma io di pazienti come quelli dei manuali non ne ho ancora trovati :argh:
IN UK fanno solo 3 anni e poi è tutta formazione post lauream che si estrinseca prevalentemente sul campo (lavoro con i pazienti, supervisione bella tosta, seminari, gruppi eccetera) e non solo sui manuali.
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Anche per me esperienza e lavoro sulle proprie emozioni sono preziosi. Secondo me è importante in tutte le professioni menzionate (medico, insegnante, psicologo, e in tutte le relazioni d'aiuto, tipo pedagogista, come in tutte le professioni che richiedono abilità relazionali, pensiamo ai carabinieri...).
Per la supervisione, se fai un buon tirocinio, puoi star tranquillo, ma anche dopo puoi chiedere a qualcuno con esperienza di farti da supervisore. In questo senso lavorare in team ti permette di non smarrirti. Invece fare un percorso terapeutico è consigliato, ma non obbligatorio, e comunque anche una terapia non psicoanalitica ti permettere di conoscere te stesso (sul livello di profondità si potrebbe parlare, è opinione comune che la psicoanalisi sia "più profonda". Io sono perplesso ma ammetto che è un pregiudizio. Non ho fatto analisi ma un altro percorso, secondo me profondo (sistemicorelazionale).
Il rischio di distorsioni interpretative è altissimo nel caso della psicoanalisi, perchè si basa su processi proiettivi nel transfert e controstransfert. Quindi in quel caso è necessario sapere di stare in equilibrio (ma anche su questo potremmo discutere) e soprattutto saper distinguere i propri processi proiettivi da quelli dell'altro (mi sembra ambizioso, ma diciamo che mi fido).
In alcune specializzazione psicoterapeutiche non è necessario aver fatto la propria terapia, in quanto, se applichi le tecniche che conosci, riesci, proprio grazie a quelle, ad evitare errori e impedire che le tue dinamiche interne creino interferenze. Infine ci sono dei ruoli in cui è meno importante, ad esempio se devo fare un corso di formazione o anche una diagnosi, per questo mi avvalgo di strumenti obiettivi e standardizzati. Con essi sono certo che la stessa valutazione fatta da altri 10 psicologi darebbe 10 risultati uguali. Così è, con tutti i limiti e le perplessità. Anche secondo me conoscere se stessi e le proprie dinamiche è prezioso e ti fa sentire bene. Se non ti dovesse servire nel lavoro, ti arricchisce come persona (certo che arricchisce pure il terapeuta, e conoscendo la situazione economica media di psicologi e giovani terapeuti, diventa veramente difficile. Dovrebbe essere gratuita, allora, pagata dalla scuola di specializzazione, ma figuriamoci). Però si, più esperienza e terapia per tutti!
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complicata
E come non chiedere a un operatore del campo psicologico, se è andato in profondità su se stesso, prima di affibbiare qualche diagnosi su di me( me, in generale) o prima di attivarsi sul mio ambiente familiare, di operare per il mio eventuale miglioramento nell'inserimento nell'ambiente, prima di farmi fare la psicomotricità, per cui potrei avere una forte idiosincrasia:asd:ecc?, prima di selezionarmi per un lavoro, prima di farmi un corso di formazione ecc?
:zott:
:asd: ah ecco ! :asd:
Adesso mi spiego tante cose !
:asd: