Grazie, lo faccio subito :approved:
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Ciao fedeprenatale...io ho risposto a quanto una persona ha scritto,definendo la doula come una figura mista tra chiromante e non so cos'altro. Nel dire cosa fa una doula mi sono basata sul loro statuto, poi che a questo ognuno fa di più di quanto le è richiesto nella propria professione sforando il proprio ambito e toccandone altri differenti non credo appartenga solo a questa figura, ma,ahimè a molte altre!Inoltre, credo,non si possa fare di tutta un'erba un fascio....se questa doula fa cosi non vuol dire necessariamente che tutte si comportino in egual modo!La tua figura di educatrice perinatale,per esempio, non la conosco ma da quanto vedo ti ha permesso addirittura di essere responsabile di un'associazione che ha nel suo organico altri professionisti,tra l'altro riconosciuti da un albo,ma è riconosciuta?Poi la comunicazione in utero,scusa cos'è?Pura curiosità di una neo mamma...
Ciao ngioly82, conosci l'ANPEP o l'ANEP create dal dottor Gino Soldera, il più grande psicologo e psicoterapeuta prenatale italiano e un nome di fama europea e mondiale? Se la risposta è negativa ti consiglio di cercarlo perchè sicuramente potrebbe rispondere alla tua domanda molto meglio di come non possa fare io.
Detto questo io non sono solo un'educatrice prenatale, ma sono anche laureata in psicologia in vista di dare EdS nella prossima sessione di giugno, per altro sono referente ANPEP (Associazioen Nazionale di Psicologia ed Educazioen Prenatale) per la Sicilia e sono la responsabile di un progetto a sostegno della genitorialità in questa regione, non sono a capo di un'associazione (che per altro per farlo non serve alcun titolo). Essenso l'unica persona con questa specializzazione (presa facendo diversi corsi all'ANPEP) in Sicilia, questo team di lavoro è nato da miei progetti, ecco perchè ne sono a capo, per altro perennemente supervisionata dal presidente dell'ONG in cui lavoro, che mi conosce molto bene visto che è stato anche il mio tutor per il tirocinio.
Tengo talmente tanto a questo progetto che lavoro 8 ore al giorno, ma senza ricevere alcun compenso, proprio perchè questo progetto è nato all'interno di una ONG, ma sono fondamentalmente convinta che sia inutile lamentarsi se non ci si mette in prima persona per poter migliorare la situazione e qui, vi assicuro, che il pre e il perinatale è davvero molto scadente, lo so per esperienza (ho 31 anni e sono mamma di 2 figli, Alessandra di 6 anni nata a Bergamo, mia città d'origine, e Marco di 13 mesi nato qui...ma se avessi un terzo figlio sicuramente nascerebbe ancora al nord), esistono figure come le doule e, sebbene sia vero che diverse figure professionali sforino in ambiti che non gli appartengono, è altrettanto vero che non parlo di una doula in particolare, ma un pò della figura in generale. Sono stata a diversi loro incontri e diverse loro conferenze e il quadro che ne esce è sicuramente molto diverso da ciò che il loro statuto dice. Per loro l'alattamento è alla base di un sano attaccamento e se una mamma non allatta è un pessimo esempio, indipendentemente dal perchè questo non avviene. C'è un giudizio gratuito sulle scelte e manca del libero arbitrio, parte ESSENZIALE di qualsiasi rapporto con neofamiglie, neomamme e famiglie in divenire, tanto che quando questo viene a mancare le conseguenze possono anche essere serie.
Bazzico nel campo prenatale (tra studio e osservazione) da circa 10 anni e solo da 1 ci lavoro concretamente.
La comunicazione in utero è una "tecnica" basata su massaggi, respiro, rilassamento e visualizzazioni che permette alla coppia (perchè i corsi di accompagnamento alla nascita che proponiamo e che io in particolare tengo insieme a uno psicoterapeuta sistemico relazionale formato ANEP) di relazionarsi e comunicare con il bambino in utero, in un clima di conoscenza reciproca. Sebbene abbia l'abilitazione al metodo "Educare prima" ANPEP, è qualcosa che svolgo SOLO in copresenza con lo psicoterapeuta, perchè un conto è organizzare ed essere responsabile di un team di lavoro, un altro è entrare in relazione con le persone che chiedono un tuo aiuto.
davvero interessante la comunicazione in utero ci sono dei libri che puoi consigliarmi riguardo a questa attività??? per farla c'è bisogno della specializzazione in psicoterapia o basta essere psicologi abilitati?? ti ringrazio
puoi rispondermi anche in privato così chiudiamo al volo l'ot e scusate!!
Cari colleghi, ieri ho avuto un'altra sopresina incredibile, al limite tra sacro e profano :-O :sbonk: Dunque, a Roma c'era un evento, l'Open House, cioè visite gratuite a edifici di interesse storico e architettonico, molte delle quali in genere chiuse al pubblico. Alché vado in giro con le mie amiche a vistare questi edifici, tra cui una bellissima chiesa barocca, la Basilica di S. Lorenzo in Lucina, che sta in una zona prestigiosa, tra Montecitorio e piazza di Spagna. Orbene, c'era una cosa che ahimé ha attratto la mia attenzione più degli affreschi e delle decorazioni di indubbio fascino artistico :sbonk:...In pratica fuori dalla chiesa c'era una bacheca con le comunicazioni ai fedeli: orari per la confessione, gitarelle ai santuari e ...nientepopo'dimeno che...servizio di life coaching!!!!! :omg2: C'era scritto, in sintesi: ti senti triste e malinconico? Ti senti privo di energie? Non riesci a gestire le tue emozioni? Sei insoddisfatto della tua vita? E cose del del genere...e poi " La basilica di S. Lorenzo presenta il life coaching di XY, ogni mercoledì presso i locali della basilica gruppo di crescita personale e consulenze gratuite...contatta il numero eccecc. :facepalm: Cioè lo fanno proprio all'interno della chiesa!!! Poi era scritto un pezzo di presentazione di questo life coach e school coach (coach per studenti...questo mancava all'appello)...che non riesco a trascrivere perché solo a leggerlo stavo svenendo...è immaginabile... Si lodava poi il fatto che il life coach in questione fosse stato ospite nella trasmissione "Ricomincio da qui" di Alda Deusanio (anvedi...) e in non so quale altra tramissione. Questa è la prova che...i life coach fanno miracoli! :ehm:
cavolo, ogni volta ce ne becco uno, il giorno dopo ne spunta un altro ancora più fantasioso: esiste anche il "Terapeuta del benessere psicofisico" :sveng2:
Io invece tramite la radio ho saputo che un naturopata specializzato in bioenergetica terrà una conferenza su Kinesiologia dell'inconscio :eek:
A mio avviso sconfinerà facilmente in un ambito che non gli compete:swear:
Il terapeuta del benessere psicofisico l'ho sentito anche io....ho parlato una volta con uno in verità che aveva fatto una scuola per diventare massaggiatore shatzu (si scrive così) e poi, ATTRAVERSO I GRANDI INSEGNAMENTI DEL SUO MAESTRO, aveva imparato ad aiutare gli altri con il tocco e con le parole.....mi veniva da piangere vi giuro...
Io riprendo già una questione senza risposta posta qualche pagg precedente di questo post: a quando si riprenderà il tema delle competenze e non dei titoli? questo, secondo me, è dirimente. Un "professionista" può avere il titolo, ma non le competenze e ciò vale sia per uno Psicologo, iscritto o non iscritto (perchè ci sono anche questi, che lavorano) all'Albo, che per un Counselor. Tra l'altro non è di poco conto che dal Dicembre 2012 esiste una Legge in Italia che riguarda le "professioni non regolamentate", che così divengono riconosciute, Anche un Counselor, quindi, può presentarsi come professionista, stavolta riconosciuto dalla legge, se soddisfa alcune condizioni (Titolo, iscrizione a un'Associazione di categoria, ecc.) stabilite dalla legge. Io conosco persone che hanno praticato pochissimo il Counseling eppure hanno già aperto una Scuola o la stanno per aprire perchè incentivati dalla nuova legge e dalle tante persone laureate in cerca di lavoro...anche questa è una scorrettezza, etica naturalmente.
Ciao a tutti, posto dei tratti di un articolo che ho trovato su Assocounseling http://www.assocounseling.it/approfo...pprofondimenti
Dal mio punto di vista vengono dette cose molto gravi, e questo in un sito di un'associazione di counseling. Immaginiamo, se questa è la filosofia dell'associazione, come operino gli iscritti counselor. Capisco che il relatore psichiatra abbia interessi personali, formando counselor, ma l'etica nella formazione esiste solo per gli psicologi. Chissà come insegna nella sua scuola!
Posto alcune affermazioni di questo articolo:
la psicoterapia, una pratica virtualmente illimitata nel tempo e negli obiettivi. E perché il counselor ne ha tanta paura? Naturalmente perché lo sconfinamento nella psicoterapia in Italia significa esercizio abusivo di una professione che la legge 56/89 riserva esclusivamente a medici e psicologi. Ma la paura di trasgredire un limite legale ha due lati, uno formale e l’altro sostanziale. Per esempio se stiamo guidando e vediamo un cartello che indica un limite di velocità di cinquanta all’ora, rallentiamo per due motivi: primo per la paura di prendere una multa, e secondo per quella di provocare un incidente guidando a una velocità superiore a quella consentita da questo tipo di strada.
Ora, il motivo formale e quello sostanziale non sempre e non necessariamente coincidono. Accade anzi regolarmente che a poco a poco la realtà delle cose cambi rispetto al momento in cui è stata fatta una determinata legge, e che l’organismo legislativo ne prenda atto modificandola o riscrivendola ex novo. In particolare, da molte parti si ritiene che la 56/89 sia superata, perché unifica sotto la dizione psicoterapia due realtà affini ma profondamente diverse. A una prima area, sanitaria o diagnosticoprocedurale, appartengono le pratiche di cura di disturbi patologici mediante procedure empiricamente validate per il trattamento di quei disturbi, di competenza esclusiva di medici e psicologi. A una seconda area, formativa o dialogico-processuale, appartengono le pratiche finalizzate alla cura del disagio esistenziale e allo sviluppo delle potenzialità di individui e gruppi (empowerment), esercitate da chiunque abbia ricevuto una formazione adeguata per farlo. In questa seconda area rientrano sia il counseling sia la psicoterapia di indirizzo esistenziale (di matrice psicodinamica o umanistica). Psicologi e medici possono giustamente rivendicare l'esclusiva della psicoterapia scientifica (nel senso delle scienze empiriche), ma non hanno alcun titolo per rivendicare quello della cura esistenziale (che è scientifica anche questa, ma prevalentemente nel senso delle scienze fenomenologiche ed ermeneutiche).
Prendiamo una situazione abbastanza tipica che può presentarsi a un counselor. Il cliente dice: “Mi sento un po’ giù. Il medico mi ha trovato un po’ depresso e mi ha dato del Prozac. Va un po’ meglio, ma capisco che non sarà il Prozac a risolvere i miei problemi. Io ho bisogno di parlare del disagio che vivo quotidianamente in famiglia e sul lavoro. Posso farlo qui con lei?”. Che farà questo counselor? Dovrà dire: “Mi dispiace, lei è depresso, si rivolga a uno psicoterapeuta?” E perché mai? L’aspetto medico del problema è sotto controllo, il medico ha prescritto un antidepressivo. Il disagio presentato dal cliente ha a che fare con le relazioni della sua vita quotidiana, e quindi dovrebbe rientrare pienamente nelle competenze del counselor.
Il presente contributo è stato presentato al IV convegno nazionale di AssoCounseling, tenutosi a Milano il 20-21 aprile 2013 (n.d.r.)
Tullio Carere-Comes, Psichiatra Psicoterapeuta, è coordinatore per l’Italia della Society for the Exploration of Psychotherapy Integration (SEPI)
Oddio, l'ultima parte con l'esempio della persona sotto prozac fa davvero accapponare i capelli :wow:
Cmq anche questo pezzo non è male:
"A una seconda area, formativa o dialogico-processuale, appartengono le pratiche finalizzate alla cura del disagio esistenziale e allo sviluppo delle potenzialità di individui e gruppi (empowerment), esercitate da chiunque abbia ricevuto una formazione adeguata per farlo. In questa seconda area rientrano sia il counseling sia la psicoterapia di indirizzo esistenziale (di matrice psicodinamica o umanistica)."
Eh, scusi l'ardire, dott. psichiatra...allora gli psicologi in cosa cavolo rientrano, se non reintrano manco in questa categoria? Psicologi puri, non psicoterapeuti...li vogliamo mandare al macello? Allora, se in questopassaggio con couseling intende consulenza e sostegno psicologico, allora ok, allora si sta sicuramente riferendo agli psicologi puri, se intende il couselor nel senso di una figura formata nelle scuole private di "counseling" o se pensa che chi le frequenta, automaticamente e a prescindere dal percedente percorso di studi, rientre nelle persone "che abbiano ricevuto una formazione adeguata", allora m'arrabbio abbestia...
:wall:
se counseling=psicoterapia umanistica-esistenziale allora hanno ragione gli psicologi a dire che i counselor fanno la stessa cosa che fa lo psicoterapeuta, ma senza averne titolo.
Poi non capisco perché la psicoterapia umansitica-esistenziale sia differente dalle altre, visto che il percorso di studi (4 anni, tirocini, supervisioni, formazione) e l'annotazione come "psicoterapeuta" all'Ordine di appartenenza è lo stesso :argh:
Chiediamo a uno psicotearpeuta rogersiano o esistenziale se si sente "diverso" da un cognitivista, meno "scientifico". Mi pare che Rogers fra l'altro sia stato il primo a registrare le sedute per iniziare a dare una scientificità alla psicoterapia.
Infatti! Secondo lo psichiatra che forma counselor e che ha tenuto la conferenza al convegno di Assocounseling l'aspetto e l'intervento psicologico non serve. C'e' una psicopatologia? Diamo il farmaco (cosi l'aspetto medico e' sotto controllo) poi interviene il counselor...
Visto che Altrapsicologia pubblica tale conferenza mi fa pensare che condivida la filosofia! Come lavoreranno tali counselor? Pensiamo che Assocounseling e' una delle associazioni che rilascia gli attestati di competenza, in base alla nuova legge. Ma l'ordine degli psicologi dove e'? Se non vigilano e intervengono adesso, quando?
Si, chiediamo ad uno psicoterapeuta di orientamento umanistico-esistenziale perche' abbia fatto una formazione di 10 anni. Per fare quello che fa basta un corso di counseling...per non rischiare pero' e' meglio iscriversi ad Assocounseling, cosi sei tutelato! Se poi nel lavoro ti accorgi che la psicopatologia del "cliente" peggiora, lo mandi dal medico per lo psicofarmaco!
Complimenti Assocounseling! A parte i danni che causate indirettamente a potenziali clienti, date informazioni distorte a chi si vuole iscrivere ad una scuola ed ai vistri iscritti. Per non parlare dell'abuso di professione che professate. Credo che i vostri iscritti, lavorando come voi li incentivate a fare, avranno seri problemi, e molti li creeranno!
Condivido in pieno...il problema GRANDISSIMO è che GIA' i counsellor credono di poter fare quello che fa lo psicologo, certi individui addirittura snobbano la figura (io ne ho conosciuti 3, uno dei quali figlio del fondatore di una scuola di counselling)....quello che questo psichiatra dice LEGITTIMA i loro comportamenti....ed è pericolosissimo...
Passando ad altro: qualcuno di voi sa BENE cosa può e non può fare un pedagogista?
Alla scuola di mia figlia (va in prima elementare) è arrivata una psicopedagogista (SENZA essere richiesta dai genitori) che secondo me, a parte darei dei messaggi assurdi, pericolosi e opposti a quelli che do io dal punto di vista educativo, sfora anche parecchio in un campo che non le appartiene. A questo punto vorrei fare un esposto direttamente al provveditorato, ma devo scrivere una relazione più che dettagliata...sapete aiutarmi? Grazie
Se un “cliente” dopo esser andato dal medico (forse psichiatra) accetta di curare la sua depressione con i psicofarmaci (come consigliato e proposto dal medico), decide poi di rivolgersi ad un counsellor per parlare dei suoi problemi esistenziali ecc. (lo decide LUI) ed è consapevole che il counsellor NON è ne psicologo ne psicoterapeuta, ma il parlare con il counsellor LO AIUTA, che problema c’è? :dunno:
Dovrebbe per forza rivolgersi ad uno psicologo o psicoterapeuta? Il medico lo dovrebbe obbligare a farlo? I il counsellor dovrebbe dire “guarda per i tuoi problemi esistenziali dovresti parlare con uno psicoterapeuta anche se vieni da me ti aiuta a stare meglio?
Non capisco, ho impressione che si chiede all’ordine, al legislatore ecc…di “garantirci” i clienti e l'esclusività di un campo senza confini, riducendo la liberta di scelta del cliente che è sovrano e che può scegliere se vuole rivolgersi ad uno psicologo o counsellor.
Invece di continuare a lamentarsi, piuttosto DIMOSTRINO i psicologi di essere veramente bravi e più competenti (visto che studiamo 1000 anni) dei counsellor e questi e tutti gli altri scompariranno spontaneamente.
Ma se le persone continuano a rivolgersi a loro vi site chiesti PERCHÉ lo fanno?
Cosa hanno loro di più che NOI non abbiamo?
Forse la "puzza" sotto il naso?
eccone uno nuovo, vietato ai minori di 18 anni!!! Il SEX COACH :wow:
Ti dà consigli per conoscere e sviluppare le tue potenzialità e migliorare le tue prestazioni sessuali :wow:
E non finisce qui! Leggete la "metodologia" di lavoro di Eric, un sex coach:
"ama guidare dal vivo i suoi clienti, posizionandosi ai piedi del letto e dicendo loro cosa fare istante dopo istante".
Cavolo questo particolare mi era sfuggito all'esame di metodologia, misà che ho studiato su manuali non aggiornati :wow: :omg:
A mio parere, la figura del counsellor e l'area d'intervento finora conosciuta, non è ben definita e non è invasa da pregiudizi come lo è quella della psicologia. Riguardo alla nostra professione da quanto ho udito con le mie orecchie si pensa ancora che lo psicologo cura i matti, e per quanto mi riguarda, ci tengo sempre a precisare a queste persone l'errore...perchè confondono psichiatra, neurologo, e psicologo, con estrema facilità.
Dire 'vado dal counsollor' probabilmente per alcune persone, incute meno 'timore', pensano di trattare un problema più evasivo, e non propriamente circoscritto ad un malessere psicologico ... :dunno:
Certamente se noi continueremo a riempire le nostre brochure con definizioni del tipo "trattamento della depressione, disturbi somatoformi, ecc..ecc...."la gente anzichè avvicinarsi a noi, scapperà.... si corre il rischio di presentare un'immagine medicalizzata della nostra figura, quando non è strettamente necessario per il counselling psicologico, forse ? :medito:
Ben detto:approved:, quindi se NOI stessi abbiamo contribuito a creare questi pregiudizi tocca NOI acombatterli ed eliminarli. Inutile prendercela con i counsellor che fanno la stessa cosa; difendono la propria professione e mi sembra (in generale) che lo facciano molto bene. Impariamo quindi da loro e rispettiamoli.
Fino adesso mi sembra che non facciamo altro che “vomitare” su di una categoria professionale la nostra frustrazione e senso d’impotenza….Non mi sembra un bel modo per “promuovere” la professione dello psicologo. SVEGLIAMOCI piuttosto, mettiamo all’opera il nostro sapere, le nostre competenze ma con CREATIVITÀ, creando dei progetti innovativi, organizzandoci insieme per presentare e offrire i nostri “servizi” che vanno al di la della psicopatologia o il solito “disagio. Dimostriamo che lo psicologo AIUTA le persone anche a vivere bene, non necessariamente a “guarire” ma in porattica però, nella quotidianità, al di la delle solite teorie astratte e filosofiche.
Ma NOI ci crediamo davvero?
Segnalo oanche un articolo appena trovato in rete, che credo diffami gravemente la figura dello psico.
Segnalato proprio ora all'Ordine Psicologi Lazio a mio nome e cognome
I coach la devono finire di autocelebrarsi strumentalizzando stereotipi sulla figura dello psico!!!
http://www.forum2.it/salute/96-vogli...psicologo.html
ben fatto STE!
e comunque già dalla prima frase...questo tanto tanto non ci capisce di psico..infatti scrive:
A differenza della psicoterapia, che di norma investiga sul passato alla ricerca di caus....
insomma..lo psicologo NON è necessariamente (E sempre) èpsicoterapeuta!.................
e ppoi...
La posizione di un Coach è ben diversa da quella di uno psicologo che, scavando nel passato cerca di inquadrare il paziente in un’eventuale patologia. Il Coach invece lavora su emozioni positive, potenzialità e creatività dell’individuo e crede fermamente nella possibilità di ognuno di migliorare la propria vita attraverso la trasformazione del pensiero in azione.
lo psicologo cerca di inquadrare pz in una patologia????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????''
sosssssssssssssssssssssssssssssssss
purtroppo questo è ciò che insegnano nei corsi di coaching e counseling, che psicologo vuol dire psicoterapeuta, in particolare psicoanalista.
Quando parlano di cognitivismo o altri approcci, danno l'idea che non faccia parte della psicologia, sarebbe come dire che l'induismo è una religione e invece il buddismo no :argh:
Il fatto è che loro non lo fanno apposta, credono veramente a ciò che scrivono, non lo fanno in cattiva fede, ignorano veramente che lo psicologo non è psicoterapeuta (se non fa la specializzazione di 4 anni post-laurea), ma fa solamente interventi "al di quà" della patologia (quindi counseling, coaching e via dicendo).
Secondo il mio modesto parere tutti questi problemi sulla nostra professione derivano da un fatto molto semplice , che in parlamento NON abbiamo UNO, dico UNO psicologo. Quindi è ovvio che le leggi non ci favoriscono, ma anzi favoriscono le figure a noi "concorrenti".
Quante volte è stata ignorata la proposta di legge sullo psicologo di base, sullo psicologo scolastico, sulla promozione della figura dello psicologo, sulla prevenzione del disagio...a favore di figure che invece sono fortemente rappresentate in parlamento?
Giocando con le parole si trova sempre l'escamotage per far passare il counseling e il coaching come qualcosa di "altro" rispetto alla psicologia.
Speriamo che l'Ordine, con la modifica dell'art. 21 del codice dentologico, inizi a fare chiarezza su tutto ciò definendo meglio cosa è di competenza SOLO dello psicologo.
effettivamente l'articolo é (volutamente o per l'ignoranza dell'autore) alquanto tendenzioso:asd:. Andava segnalato all'ordine ma guardate che é sufficiente che si aggiunga la parola (nel testo) "di norma":rolleyes:.. permetterle l'osservazione; "io non ho detto :nono:che tutti gli psicologi sono psicoterapeuti o che TUTTI gli psicologi "scavano nel passato" per capire (di nuovo) il DISAGGIO ma "di norma". Sul fatto che una buona parte lo stia facendo non vi sono dubbi altrimenti dobbiamo eliminare tutta la corrente teorica psicodinamica (psicoanalitica in primis) dai testi di psicologia.
Per la seconda affermazione che "lo psicologo scava nel passato cercando di inquadrare il paziente in un'eventuale patologia", basta che aggiunga all'inizio della frase "spesso", "molte volte" e queste parole “magiche” rendono perfettamente legale e coretto il testo scritto.
Se poi consideriamo il nostro DSM IV tr o la versione V pubblicata alla fine del mese scorso, effettivamente cosa cerca di fare????? Appunto "categorizzare" le patologie, quindi inserire in una categoria patologica la persona (in poche parole renderlo malato)… ed é lo strumento diagnostico più usato NEL MONDO (e non solo dai psichiatri ma anche da esimi colleghi psicologi). Quindi credo che l'ordine più che "segnalare" il caso....:dunno:
R.chavo74, condivido in buona parte quanto dici, però credo sia davvero importante per uno psicologo conoscere la psicopatologia per potersi orientare nel proprio lavoro con onestà verso i propri clienti. Un counsellor o coach che non conosce la differenza tra depressione, psicosi, ecc... rischia davvero di complicare il percorso di vita altrui, a mio avviso. Le classificazioni diagnostiche sono utili per capire fino a che punto possiamo spingersi nel colloquio, nel percorso terapeutico. Sicuramente c'è la tendenza a medicalizzare sempre più la psicologia,sul modello americano:( Vedi per esempio il boom delle diagnosi di Adhd e Dsa...:sbonk:
si sono d'accordo.
il DSM non è "nostro" perché è un manuale medico-psichiatrico, che "ci concedono" di utilizzare grazie alla legge 56/89.Citazione:
Se poi consideriamo il nostro DSM IV tr o la versione V pubblicata alla fine del mese scorso, effettivamente cosa cerca di fare????? Appunto "categorizzare" le patologie, quindi inserire in una categoria patologica la persona (in poche parole renderlo malato)… ed é lo strumento diagnostico più usato NEL MONDO (e non solo dai psichiatri ma anche da esimi colleghi psicologi). Quindi credo che l'ordine più che "segnalare" il caso....
Lo sapete perché, secondo me, counselor e coach non usano il dsm?
Perché così i medici non gli rompono le scatole. Se usassero il dsm sarebbe palese ed evidente l'abuso di professione.
Quindi non usano il DSM...ma in realtà anche lo fanno le loro "classificazioni" e "diagnosi", spesso molto rigide, perché usano categorie che derivano dal senso comune o da altri modelli astrusi e privi di ogni fondamento scientifico (enneagramma, pnl e via dicendo).
In realtà poi anche lo psicologo NON USA il dsm, perché gli interventi di counseling e coaching DI PER SE' non richiedono che venga fatta diagnosi. Tuttavia la conoscenza approfondita di cosa è un disturbo mentale, cosa è la psicopatologia e la conoscenza delle varie sindromi permette allo psicologo di capire quando il cliente ha bisogno di una psicoterapia e non si un semplice intervento di sostegno (pardon, "counseling", perché va di moda l'inglese).
Certo, nessun problema se un cliente sa di rivolgersi ad un counselor sapendo che non è psicologo (infatti c'è stata anche una sentenza a riguardo). Ma allora dovrebbero dire apertamente che fanno concorrenza agli psicologi, e non continuare a sostenere che fanno "altro". Ovviamente non lo dicono altrimenti sarebbe pale l'abuso di professione, invece senza dirlo è più velato.
Ma certo Haidy, non nego affatto che lo psicologo debba conoscere ANCHE la psicopatologia per potersi orientare o eventualmente dopo un adeguato percorso anche CURARLA.
Il nostro problema è che come hai benissimo osservato quello di medicalizzare troppo la psiche al punto che lo psicologo viene stereotipato come il dottore della “testa”. E invece di fare qualcosa per sfrattare questo “mito” ce la prendiamo con i counsellor (non conosco bene le altre figure e non posso dire niente).
Io credo che non possiamo pretendere L’ESCLUSIVA della psiche umana e non credo sia assolutamente necessario per forza essere PSICOLOGO ABILITATO per occuparsi di ogni disaggio emotivo (che non deve per forza esere associato alla patologia) o anche prevenirlo o aiutare la persona a vivere bene.
A volte anche un amico che pratica l’ascolto attivo e si mette a disposizione soltanto per ascoltarti con il sincero interesse o farti riflettere ti FA STARE BENE no??? O tu andresti subito dallo psicologo?
Non ho nessuna obiezione che lo psicologo faccia il counselling (come mai non riusciamo a farlo bene e profilarci come i counsellor??) ma nemmeno mi pesa che lo faccia anche il counsellor tra l’altro adeguatamente formato.
Nel caso concreto (3d) la persona in questione si é rivolta ad un professionista della salute (psichiatra) che ha ritenuto opportuno curare la depressione con i farmaci...non vedo che danno potrebbe fare un counsellor nei suoi colloqui cercando di valorizzare le capacità della persona, aiutandolo a comprendere e riscoprire le proprie risorse per poi eventualmente sfrutarle. Si presume che la persona sia comunque in cura dallo psichiatra che ha la responsabilità di prendersi carico della patologia.
Se il depresso invece continua a rivolgersi ad un counsellor e continua a pagarselo di tasca propria, é segno che quest'ultimo stia svolgendo bene il suo lavoro e che il "malato" trae beneficio...perché quindi inviarlo per forza dallo psicologo????
Ci sono poi ambiti dove gli utenti stessi auspicano che di loro "si occupi" un counsellor.
Ti faccio l’esempio nella mia azienda sanitaria (io gestisco circa 120 persone) dopo la mia tesi di laurea sperimentale sul Mobbing la maggior parte degli intervistati (l’intera azienda sanitaria ha 423 dipendenti) ha espresso il desiderio che dello “sportello d’ascolto” (che adesso opera pienamente) si occupi NON uno psicologo ma un counsellor. In effetti attualmente un infermiere, che ha pure concluso la scuola triennale di counselling ad orientamento integrato, sta svolgendo un ottimo lavoro.
Per la classificazione diagnostica:
Io non nego lo strumento DSM, lo critico in modo forte e costruttivo. Nemmeno i psichiatri sono d’accordo sulla classificazione delle diagnosi (in effetti vedi DSM V dove molte diagnosi sono state TOLTE, alcune invece nuove introdotte. Praticamente significa che ci saranno dei nuovi “malati” e alcuni considerati “malati” “guariranno” automaticamente con l’introduzione del manuale in quanto la loro psicopatologia non esiste più per volontà di un comitato scientifico del APA).
Credo che l'utilizzo di tale strumento ha solo contribuito a "medicalizzare" ulteriormente la figura dello psicologo, al punto che quasi tutti la associano allo psicoterapeuta.
Non é "nostro" ma é largamente usato "anche DA NOI" (nessun problema se é usato con giudizio clinico del diagnosta).
Quando dicono che fanno "altro" si riferiscono al fatto che non fano valutazione diagnostiche, psicoterapia e non entrano in merito alla "cura", attività tipiche ed esclusive dello psicologo o psicoterapeuta. Tutto ciò che i counsellor "fanno" si può trovare nei siti delle loro associazioni che sono molto trasparenti e chiari. Prima di assumere il counsellor allo sportello d'ascolto mi sono informato bene.
Che alcune attività siano sovraponibili con le attività dello psicologo é normale, (dimostri alora lo psicologo di essere molto più bravo a svolgerle tenuto conto della sua pluriennale formazione universitaria - ma fino adesso credo che ciò non sia stato dimostrato) come sono sovraponibile alcune attività tra l'infermiere e medico, psicotarapeuta e medico psichiatra ecc..oppure lo psicologo appunto pretende di essere UNICA figura in grado di occuparsi del pianeta enorme, inesplorato della nostra mente e del nostro conseguente comportamento?
no non è normale che alcune attività siano "sovrapponibili" perché i counselor dicono che non è così.
Le attività dell'infermiere non sono sovrapponibili a quelle del medico, così come il medico psichiatra può fare delle cose che lo psicoterapeuta non può fare.
Perché si tratta di PROFESSIONI il cui esercizio avviene in seguito ad un esame di stato ed iscrizione ad un Ordine professionale.
L'anomalia è che e confini dello psicologo sono labili (per carenze legislative, perché nella legge non sono indicati gli "atti tipici", come in tutte le altre professioni :argh: ) e in questo terreno grigio si inseriscono i counselor, ma loro non dicono di fare attività sovrapponibili allo psicologo, dicono invece di fare "altro". Quando invece, come giustamente tu stessa dici, fanno le stesse identiche cose.
Vogliamo accettare i counselor? ok, ma in questo caso dobbiamo anche abolire gli ordini e loro devono dire apertamente che sono "concorrenti" degli psicologi in quanto erogano le stesse prestazioni e non che fanno"altro rispetto a loro".
Johnny, l'infermiere esegue l'atto della iniezione s.c, i.m., e.v = medico esegue gli stessi atti.:approved:
Il medico può auscultare il pz. (ad esempio per valutare la pervietà delle vie respiratorie, funzione cardiaca = infermiere può fare lo stesso.:approved:
L'infermiere può eseguire un prelievo ematico = Il medico può eseguire un prelievo ematico:approved:
ecc....
poi ci sono delle attività invece di esclusiva competenza medica o infermieristica... (i counsellor ad esempio non fanno diagnosi o colloqui diagnostici e non curano la patologia e nemmeno indagano allo scopo di appurarla) quello fanno i psicologi o i psicoterapeuti.:approved:
Non ho mai detto che TUTTE le attività sono sovrapponibili (altrimenti non ci sarebbe senso dividere le due figure no?) ma ALCUNE:dunno: (vedi sopra), proprio come per i counsellor.
E quando loro dicono che fanno "altro" lo dicono nel senso che ho spiegato sopra e tra l'altro non usano nessun strumento (test o altro) di esclusiva competenza dello psicologo ad esempio.
Il problema é di nuovo sul fatto della "concorrenza" e sulla presunta esclusività dell'intervento psicologico in TUTTI gli ambiti della psiche. Io credo che NESSUNO:nono: può pretendere di averla e lo psicologo non debba arrogarsi il diritto e l’esclusiva della stessa (la responsabilità sarebbe TROPPO grande).
Ma ad esempio ti sei chiesto COME MAI un medico dopo 6 anni di medicina (quindi un campo vastissimo con pocchissimi crediti di psichiatria o psicologia nel percorso di studi), dopo solo 3 (in alcuni casi 2) anni di "specializzazione" può definirsi psicoterapeuta?:rolleyes: Invece lo psicologo si deve fare: 5 anni di uni:rolleyes:, 1 anno di stage, :rolleyes:l' EDS,:rolleyes: almeno 4 di specilaizzazione (con la supervisione, esami, tesi, tesine ecc.... TUTTO quanto incentrato sulla "mente"????????:sick:) per avere lo stesso titolo??:wow: Questo non é abbuso?, non é concorenza "sleale"?:omg:
Ma si come la lobi dei medici é forte (vedi quanti ne abbiamo nelle due camere) e se dovessimo dire qualcosa "ci mangierebbero" allora noi ci nascondiamo nelle nostre tane e "giustamente" come al solito attacchiamo "i più deboli" e così almeno abbiamo l'oggetto sul qualle proiettare la nostra rabbia e la nostra frustrazione.
Il mio pensiero (criticabile e non esclusivo) é; ben venga la concorrenza LEALE (i counsellor proprio come noi si sono dotati delle associazioni mantello con un codice deontologico, i membri devono fare un esame d’ammissione d’avanti una commissione, devono formarsi e mantenersi aggiornati e “subire” delle supervisioni regolari ecc..) che permette agli utenti di avere sempre più scelta e induce NOI (per non dire ci obbliga) a trovare delle strategie per migliorarci e offrire sempre più prestazioni di qualità. Facciamo vedere alla società intera che lo PSICOLOGO é ALTRO rispetto al counsellor lavorando con qualità e meglio. Altrimenti ci addormentiamo.
Finalmente tutto ciò andrà a beneficio anche di chi paga IL CLIENTE.
Mi dispiace per te, ma probabilmente non sai neppure cos'è la PNL, xchè la Programmazione Neuro Linguistica non prevede nessuna classificazione di "diagnosi" o pseudo-tale! Quindi un esperto di PNL, ammesso che tutti i counselor lo siano...non è in grado di fare nessun tipo di diagnosi. Questo indipendentemente se la PNL risponda a un modello scientifico. D'altronde neppure molti altre metodologie sono suffragate da un modello scientifico.
per diagnosi non intendo, ovviamente, diagnosi secondo i manuali tipo il DSM, ma "diagnosi" che si basano su un modello di riferimento. Diagnosi, cioè "vedere attraverso", ossia osservare chi hai di fronte secondo un filtro, un modello di riferimento.
Ad esempio classificare le persone in base al senso predominante (visivo, uditivo, ecc..)...è già una diagnosi: una diagnosi della pnl. In base alle parole che usa, come si muove, come respira (di petto, di pancia...)...deduci tutta la personalità, se non è "diagnosi" questa! O meglio, una diagnosi "selvaggia" perché non si basa su una teoria validata in modo scientifico e, se a compierla non è un professionista che conosce i limiti della pnl, la scambia per realtà, etichetta la persona.
Alessandro Salvini ha scritto molto riguardo gli STP (schemi di tipizzazione di personalità): se un professionista non si basa su un modello esplicitò di riferimento, fa delle "diagnosi" in base al senso comune, alle proprie idee personali, cioè secondo le sue teorie "implicite".
Coloro i quali dicono "non faccio diagnosi", in realtà fanno diagnosi secondo le loro idee personali (questo è un depresso, questo è un ansioso, questo è un visivo, un uditivo....e così via...magari scambiando la tensione per ansia, la timidezza per depressione, e così via...dalla diagnosi di "uditivo" deduce tutta una serie di tratti di personalità del tutto arbitrari e inesistenti....ecc...). Meglio un professionista che ha studiato la psicodiagnosi e sa che cos'è e come si fa, in modo da, consapevolmente, evitare di farla.
Il pnellista usa un modello di riferimento (bello o brutto che sia -per me bello-, valido o meno che sia) da cui derivano delle categorie "diagnostiche".
L'importante è saperlo e non scambiare la mappa per il territorio.
Ciao,
scrivo qui perchè non sapevo su quale sezione postare..
Ho trovato questo sito di una counsellor che, non solo utilizza come titoli psicologo e psicoterapeuta senza averli (ho verificato sull'albo nazionale), si spaccia per dottoressa (per un corso di counselling??) e inoltre tra gli innumerevoli servizi che offre (nell'ambito della depressione, lutto, ansia, etc..:wow:) inserisce l'ipnosi mirata alla riprogrammazione dell'inconscio (un counsellor mica può effettuare interventi profondi sulla personalità e sull'inconscio!)
Io ho appena fatto la segnalazione all'ordine del Veneto perchè questa tizia è di Padova..
Il link è questo:
http://www.chiarasvegliado.it/psicol...apeuta-padova/
Che squallore..
Brava Caramellina, hai proprio fatto bene a segnalare questa persona all'Ordine del Veneto, speriamo prendano presto provvedimenti!
spero possano fare qualcosa...anche se nel suo sito c'è scritto che nel Regno Unito è iscritta ai registri professionali del NCP, National Council of Psychotherapists (Consiglio Nazionale degli Psicoterapeuti); i...
ovviamente lo stesso titolo in Italia non credo abbia valenza..ma boh! non so se si può far qualcosa!
io credo che si possa fare qualcosa, perchè la tizia in questione, se è vero che ha preso questo titolo in uk, avrebbe dovuto chiederne la convalida in italia, cosa che non ha fatto; quindi in ogni caso ha commesso un illecito (o almeno dovrebbe essere così :look: ).
Buona sera a tutti :)
Per caramellina: ho unito la tua discussione a questa già esistente perchè mi sembrava pienamente attinente al caso da te riportato.
Hai fatto bene a fare segnalazione, però, sempre se ho inteso correttamente, mi pare di aver capito che questa soggetta non si definisca psicologa e psicoterapeuta, ma che abbia inserito tali qualifiche nel titolo del suo articolo...per poi dire che se qualcuno cerca uno psicologo o uno psicoterapeuta, non è detto che abbia proprio necessità di *quelle* figure professionali, ma che forse ha un problema risolvibile grazie all'intervento di un counsellor come lei. Beh...mi viene da pensare che se fosse tanto sicura del fatto suo, come scrive nel suo sito, forse si farebbe pubblicità diretta puntando solo ed esclusivamente sulle sue competenze e sull'importanza della sua professione, invece che ricorrere a retoriche di tal genere.
Sul discorso dei titoli cui accennava memole, la qualifica di psychotherapist non è affatto equivalente a quella dello psicoterapeuta italiano, che, come tutti sappiamo, è uno psicologo (o un medico) che si è successivamente specializzato presso una scuola di psicoterapia...sono percorsi differenti.