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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
Grazie MICHELA!!! E SPERIAMO CHE NON ESCA!!!!:asd:
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Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
Citazione:
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dalilasil
Grazie MICHELA!!! E SPERIAMO CHE NON ESCA!!!!:asd:
Figurati:Ops:
già, speriamo di no...
Io ieri mi sono fatta un pò di differenziale e ho visto gli strumenti...
Ci aggiorniamo dopo con qualche caso...
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
Ho sentito molte volte dire che anche se la diagnosi non é corretta l'importante é argomentare bene. È vera questa cosa ? Che mi dite?
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Re: 3 prova CASO EVOLUTIVO
http://www.polocs1.unifi.it/upload/s...ROVA2005VO.pdf
Sto provando a svolgere il caso AREA 3, Bambina di 8 anni, genitori separati...
Che ne dite???
In questo caso non viene richiesta diagnosi (anche perchè i dati sono veramente pochi...) allora non si mette per niente??? Cioè, io ho esplicito tutto il ragionamento diagnostico, in questo caso mi limito a dire che i "sintomi" riguardano la sfera emotivo- relazionale, e poi inserisco un eventuale intervento??? Oppure azzardo comunque una diagnosi ( che in questo caso potrebbe essere bun dist di adattamento con umore depresso o ansia, oppure un vero e proprio dist dell'umore... la bambina infatti non reagisce, neanche alle derisioni...)???
uff:sbonk:
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
Io trovo interessante anche il caso dell'area 2...della donna di 25 anni lavoro su entrambi poi ci confrontiamo...:approved:
leggendo la traccia del caso delll'area 3 dato che chiede un ipotetico intervento io credo che per progettare un intervento sia fondamentale un'ipotetica diagnosi che ci permette di lavorare sull'area/e che si sono arrestate. Leggendo così velocemente anch'io ho pensato dist dell'umore o dell'adattamento.:yahoo: a dopo...
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Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
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dalilasil
Io trovo interessante anche il caso dell'area 2...della donna di 25 anni lavoro su entrambi poi ci confrontiamo...:approved:
leggendo la traccia del caso delll'area 3 dato che chiede un ipotetico intervento io credo che per progettare un intervento sia fondamentale un'ipotetica diagnosi che ci permette di lavorare sull'area/e che si sono arrestate. Leggendo così velocemente anch'io ho pensato dist dell'umore o dell'adattamento.:yahoo: a dopo...
Ciao...
io l'area due non l'ho considerata perchè sto preparando solo evolutivo... speriamo bene!!!
Si effettivamente per ipotizzare un intervento, quantomeno si deve dire quali aspetti andare guardare... io, sinteticamente, mi sono concentrata sugli aspetti relazionali e sulla "presenza emotiva" dei genitori, che sembra non esserci... andrebbero dunque approfondita l'anamnesi e tutti gli aspetti riguardanti la separazione, nonchè le relaizoni familiari.Tra i test: SAT, TMA, CBC, DISEGNO DELLA FAMIGLIA, CAT, CDI. Inoltre ho scritto che la bambina sembra non fidarsi degli adulti (questo potrebbe essere conseguenza della separazione e dell'assenza della mamma) e che quindi bisogna lavorare su questi aspetti. Dunque colloqui con i genitori, terapia razionale emotiva per la bambina ed eventuale intervento in classe con role playng attività ludiche riguardanti il riconoscimento e il rispetto delle emozioni....Non è da escludersi un eventuale intervento sistemico...
POTREBBE ANDARE???:jd:
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Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
Intanto, vi posto questo!!!
Paolo frequenta un asilo nido comunale; la sua educatrice chiama allarmata la madre perché il bambino continua a picchiare e a mordere, e gli altri bambini sono terrorizzati dal suo comportamento. L’unico posto in cui si calma è l’angolo della pittura dove lavora da solo e crea figure molto belle e piene di colore, di cui fornisce spiegazioni dettagliate già all’età di due anni. Paolo è stato inserito al nido subito dopo la nascita della sorella; man mano che la bambina è diventata più attiva, anche lui è diventato più vivace e ha cominciato a spingere, picchiare e mordere la sorella. Paolo è in grado di comprendere le regole ma è molto impulsivo, sembra privo di rimorsi e rende che gli sta vicino ansioso e arrabbiato. La madre decide di rivolgersi a uno psicologo per capire le cause del comportamento di Paolo. Il candidato illustri il percorso valutativo che sarebbe, a suo avviso, più opportuno intraprendere esplicitando: le fasi in cui suddividerebbe il processo di valutazione; gli aspetti del problema analizzati e valutati; le modalità e gli strumenti impiegati; gli elementi in base ai quali traccerebbe un profilo diagnostico del bambino.:Ops:
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Riferimento: Re: 3 prova CASO EVOLUTIVO
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CMICHELA
http://www.polocs1.unifi.it/upload/s...ROVA2005VO.pdf
Sto provando a svolgere il caso AREA 3, Bambina di 8 anni, genitori separati...
Che ne dite???
In questo caso non viene richiesta diagnosi (anche perchè i dati sono veramente pochi...) allora non si mette per niente??? Cioè, io ho esplicito tutto il ragionamento diagnostico, in questo caso mi limito a dire che i "sintomi" riguardano la sfera emotivo- relazionale, e poi inserisco un eventuale intervento??? Oppure azzardo comunque una diagnosi ( che in questo caso potrebbe essere bun dist di adattamento con umore depresso o ansia, oppure un vero e proprio dist dell'umore... la bambina infatti non reagisce, neanche alle derisioni...)???
uff:sbonk:
rigurdo alla DIAGNOSI SPERO CHE MEMOLE CI CONSIGLI!!!!
IO ho ipotizzato diagnosi di disturbo dell'adattamento con ansia o depressione da verificare con i colloqui E I TEST
differenziale PTSD
seconda ipotesi disturbo dell'umore nello specifico distimia ma sempre da verificare con colloqui e test
differenziale disturbi dell'ansia
approfondisco con colloqui con la bambina,con gli insegnati e con i genitori. Approfondisco il contesto familiare nello specifico da quanto tempo sono separati e come la bambina ha vissuto l'evento per meglio capire se possa essere dist. adattamento, con che frequenza vede il padre, come sono i rapporti della b con il padre e lavoro di questo con chi trascorre il tempo la b quando la madre non c'è.
Indago la storia della b. tappe di sviluppo. eventi significativi recenti, socializzazione e sviluppo sociale,attività, relazioni con il padre e la madre
Indago il sintomo...da quanto tempo...
Strumenti: disegno della famiglia, scenotest, TAD, empact event scale, TMA, osservazione diretta, resoconti narrativi delle insegnati e dei genitori
Consiglierei un intervento di tipo cognitivo-comportamentale per la b che invierei da uno specialista (psicote) esperto in tecniche di modellamento, rinforzamento, token economy ; nel caso in cui emergano conflittualità con i genitori potrebbe essere utile la PCIT.
Per i genitori sarebbe utile couseling psicologico e coinvolgerei le insegnanti consigliando in parallelo dI svolgere in classe attività di cooperative learning e role playing per diminuire le conflittualità, favorire la socializzazione.
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
..........................................
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Riferimento: Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
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CMICHELA
Intanto, vi posto questo!!!
Paolo frequenta un asilo nido comunale; la sua educatrice chiama allarmata la madre perché il bambino continua a picchiare e a mordere, e gli altri bambini sono terrorizzati dal suo comportamento. L’unico posto in cui si calma è l’angolo della pittura dove lavora da solo e crea figure molto belle e piene di colore, di cui fornisce spiegazioni dettagliate già all’età di due anni. Paolo è stato inserito al nido subito dopo la nascita della sorella; man mano che la bambina è diventata più attiva, anche lui è diventato più vivace e ha cominciato a spingere, picchiare e mordere la sorella. Paolo è in grado di comprendere le regole ma è molto impulsivo, sembra privo di rimorsi e rende che gli sta vicino ansioso e arrabbiato. La madre decide di rivolgersi a uno psicologo per capire le cause del comportamento di Paolo. Il candidato illustri il percorso valutativo che sarebbe, a suo avviso, più opportuno intraprendere esplicitando: le fasi in cui suddividerebbe il processo di valutazione; gli aspetti del problema analizzati e valutati; le modalità e gli strumenti impiegati; gli elementi in base ai quali traccerebbe un profilo diagnostico del bambino.:Ops:
Ci provo....
1) Prima di tutto, tenderei ad escludere una serie di problematiche mediche generali tra cui deficit sensoriali o problemi neurologici, che potrebbero anche rappresentare una concausa del comportamento aggressivo del bambino. Altro fattore importante è il livello socioculturale della famiglia e conseguentemente la stimolazione che il bambino riceve.
2) Procederei anche nel cercare di approfondire il funzionamento del bambino nell'ambito di altri contesti oltre a quello scolastico: quello familiare e sociale. Nel caso in cui il bambino dovesse presentare determinati comportamenti in almeno 2 contesti, si potrebbe evidenziare la presenza di un disturbo. Importante valutare il grado di compromissione del comportamento.
3) E' fondamentale prendere in considerazione il fatto che si siano presentati due eventi importanti nella vita del bambino: nascita della sorella ed inserimento al nido.In visione di ciò sarebbe opportuno valutare:
- stile di attaccamento del bambino precedentemente alla nascita della sorella(incluso inserimento)
- anamnesi dello sviluppo del bambino (approfondendo lo svil. sociale ed emotivo-affettivo)
- anamnesi e composizione della famiglia (è importante capire il livello di presenza fisica ed emotiva della famiglia)
- storia dettagliata del disturbo del bambino (come era prima e dopo il periodo "critico")
Si potrebbe inoltre osservare il bambino in contesti di gioco e durante l'attività del disegno (vedere cosa pittura con più o meno piacere). Somministrazione del test SCOD-G e SCOD-I per valutare il grado di dirompenza del comportamento. Il FRT(family relations test) ed il TRI (test delle relazioni interpersonali), CBC per una visione globale e valutare eventuali comorbilità.TAD per verificare la presenza di stati di ansia o depressivi.
I dati a disposizione sono insufficienti, nonostante ciò potremmo ipotizzare, riferendoci al manuale DSM-IV, la presenza di un Disturbo da Iperattività e Comp. dirompente nello specifico un disturbo della Condotta ad insorgenza precoce (morde picchia e terrorizza), che potrebbe essere associato o conseguente ad un disturbo dell'adattamento o ad un disturbo di ansia da separazione ( probabilmente entrambi).
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Riferimento: Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
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Originalmente inviato da
CMICHELA
Intanto, vi posto questo!!!
Paolo frequenta un asilo nido comunale; la sua educatrice chiama allarmata la madre perché il bambino continua a picchiare e a mordere, e gli altri bambini sono terrorizzati dal suo comportamento. L’unico posto in cui si calma è l’angolo della pittura dove lavora da solo e crea figure molto belle e piene di colore, di cui fornisce spiegazioni dettagliate già all’età di due anni. Paolo è stato inserito al nido subito dopo la nascita della sorella; man mano che la bambina è diventata più attiva, anche lui è diventato più vivace e ha cominciato a spingere, picchiare e mordere la sorella. Paolo è in grado di comprendere le regole ma è molto impulsivo, sembra privo di rimorsi e rende che gli sta vicino ansioso e arrabbiato. La madre decide di rivolgersi a uno psicologo per capire le cause del comportamento di Paolo. Il candidato illustri il percorso valutativo che sarebbe, a suo avviso, più opportuno intraprendere esplicitando: le fasi in cui suddividerebbe il processo di valutazione; gli aspetti del problema analizzati e valutati; le modalità e gli strumenti impiegati; gli elementi in base ai quali traccerebbe un profilo diagnostico del bambino.:Ops:
1)manuale di rifermento
2) sintetizzo il caso
3) Data l'età del bambino (2 anni) eviterei di ipotizzare una diagnosi, prima dei tre anni di età certi sintomi e modalità possono essere solo comportamenti tipici con significato evolutivo dato che la personalità del bambino deve ancora strutturarsi e organizzarsi. Durante i primi tre anni la definizione di distrub psichiatrici è ancora oggi difficile e problematica. Pertanto Potrei ipotizzare che i sintomi di P. siano segni iniziali di un dist. oppositivo-provocatorio che si manifesteranno successivamente quando altri sistemi motivazionali saranno coinvolti. Il DSM afferma che tra i 18-36 mesi non si deve emettere diagnosi di DOP perchè certi comportamenti sono da considerarsi normali. Nonostante ciò si potrebbe decidere di monitorare a lungo termine il bambino per verificare come evolve il bambino e la sintomatologia. Un,altra ipotesi diagnostica potrebbe essere il un dist. dell'adattamento con alterazione del comportamento.
4)Ulteriori colloqui con i genitori e gli insegnanti...anamnesi familiare, storia del sintmo a casa e in classe.
5)metodologia: osservazione del bambino, della diade, resoconti delgi adulti, Strange Situation e A.A.I., sceno test, disegno spontaneo del b., CBCL 2/3
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
volevo fare una domanda: quando parlate dell'intervento voi gli date una definizione? io no cito gli strumenti che si potrebbero utilizzare in merito...E' GIUSTO o forse bisogna un pò argomentare i presupposti teorici...spero di essere stata chiara:rolleyes:. grazieeeeee
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Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
Citazione:
Originalmente inviato da
dalilasil
volevo fare una domanda: quando parlate dell'intervento voi gli date una definizione? io no cito gli strumenti che si potrebbero utilizzare in merito...E' GIUSTO o forse bisogna un pò argomentare i presupposti teorici...spero di essere stata chiara:rolleyes:. grazieeeeee
Buondì!!!
Io personalmente non lo definisco... sempre pensando l aftto che non è un tema, ma un caso...
Mi regolo così:terapia sistemica al fine di far emergere dinamiche profonde e sostenere la famiglia nella fase difficile che sta affrontando... oppure cognitivo comportamentale per modificare comportamenti disfunzionali e pensieri o idee irrazionali, mediante tecniche come...
In linea di massima faccio così, non so se sia corretto!!!
Buono studio!!!
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
ok MICHELA!!!
non so voi ma a me stanno venendo tantissimi dubbi.... per esempio la diagnosi, differenziale, intervento bisogna farli sempre???a volte lo richiede la traccia a volte no??
CHI A PIù ESPERIENZA CI PUò ILLUMINARE???
:rolleyes:
Ho trovato questo caso:
Sara 8 anni è una bambina (BIelorussa) in affido ad una coppia italina(medici) che vive in un paesino del C.Italia. I genitori hanno un filgio adottivo(sudamenricano di 6 anni adottato da quando ne aveva 1) di nome Paolo. S.ha conoscnze approsimative della l.Italiana, presenta prob. di apprendimento nelle varie aree scolastiche e in paritcolare nella comprensione dei pensieri logico-matem. in classe si distra, parla poco, si alza spesso dal banco, disturba rendendo difficile la lezione. S. appare chiusa, seria,a volte raccota bugie. Con i compagni litiga a volte è aggressiva e prepotente.
Le insegnati chiedono di poter discutere il caso di S. con ino psic.per definire il quadro evolutivo,e le relative capacità, per individuare strumenti adeguati per S: ela classe per migliorare il suo apprendimento e il processo in classe di integrazione
Il Candidato indichi procedure per approfondire il caso, strumenti osservazioni. Specifichi quali ipotesi d'intervento, motivandone la scelta, sugerirebbe alle insegnanti motivandone la scelta.
buono studio :P
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
certo..la diagnosidifferenziale è fondamentale ai fini diagnostici!
anche se non risvhietsa va fatta...anche perchè, aldilà dell'eds NELLA REALTA' la diagnosi si fa per esclusione (DD)....per quantyo riguarda il resto..solo quello che vi sic hiede! :)
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Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
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Originalmente inviato da
dalilasil
ok MICHELA!!!
non so voi ma a me stanno venendo tantissimi dubbi.... per esempio la diagnosi, differenziale, intervento bisogna farli sempre???a volte lo richiede la traccia a volte no??
CHI A PIù ESPERIENZA CI PUò ILLUMINARE???
:rolleyes:
Ho trovato questo caso:
Sara 8 anni è una bambina (BIelorussa) in affido ad una coppia italina(medici) che vive in un paesino del C.Italia. I genitori hanno un filgio adottivo(sudamenricano di 6 anni adottato da quando ne aveva 1) di nome Paolo. S.ha conoscnze approsimative della l.Italiana, presenta prob. di apprendimento nelle varie aree scolastiche e in paritcolare nella comprensione dei pensieri logico-matem. in classe si distra, parla poco, si alza spesso dal banco, disturba rendendo difficile la lezione. S. appare chiusa, seria,a volte raccota bugie. Con i compagni litiga a volte è aggressiva e prepotente.
Le insegnati chiedono di poter discutere il caso di S. con ino psic.per definire il quadro evolutivo,e le relative capacità, per individuare strumenti adeguati per S: ela classe per migliorare il suo apprendimento e il processo in classe di integrazione
Il Candidato indichi procedure per approfondire il caso, strumenti osservazioni. Specifichi quali ipotesi d'intervento, motivandone la scelta, sugerirebbe alle insegnanti motivandone la scelta.
buono studio :P
Allora... bel casetto!!!
Io procederei innanzitutto con un approfondimento dell'anamnesi, cercando di ricavare tutti i dati disoinibili dalla nascita (soprattutto per capire il vissuto: è stata abbandonata?? Lutto? Maltrattamenti??? Era in una struttura???). Com'è la bambina a casa? Com'è il rapporto con il fratello? e con i genitori adottivi??? Poi procederei con colloqui e osservazione della bambina,magari avvalendomi dell'ausilio di un mediatore culturale. In questi casi è sempre difficile capire quale sia il peso della non conoscenza della lingua sui problemi dell'apprendimento (consulto con neuropsichiatra infantile e logopedista)... magari si potrebbe usare un cognitivo non verbale per escludere problemi cognitivi (tipo la Leither???), inoltre non sappiamo da quanto tempo è in Italia, e da quanto tempo è stata adottata, ma potrebbe trattarsi di un disturbo di adattamento con alterazione della condotta??? Sicuramente resta da monitorare a lungo termine per capire l'evoluzione ed escludere eventuali disturbi psichiatrici (mi vengono in mente o dist del comportamento o disturbi dell'umore ed è tra questi che avvierei una possibile diagnosi differenziale...). Si potrebbe poi procedere con un osservazione delle relazioni familiari.
Per un intervento si potrebbe optare, innanzitutto, per un potenziamento della lingua italiana. In classe si potrebbe avviare un progetto di integrazione (magari con un approccio ludico, tipo ricette e giochi tipici, scoperta delle tradizioni...). Per la bambina si potrebbe optare per un intervento di tipo cognitivo comportamentale per lavorare sui comportamenti problema, la rsitrutturazione cognitiva e soprattutto sulle competenze sociali. Parent training e colloqui periodici con le insegnanti.
Che ne pensate??? Ansia!!!:sbonk:
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Riferimento: Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
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Originalmente inviato da
CMICHELA
Allora... bel casetto!!!
Io procederei innanzitutto con un approfondimento dell'anamnesi, cercando di ricavare tutti i dati disoinibili dalla nascita (soprattutto per capire il vissuto: è stata abbandonata?? Lutto? Maltrattamenti??? Era in una struttura???). Com'è la bambina a casa? Com'è il rapporto con il fratello? e con i genitori adottivi??? Poi procederei con colloqui e osservazione della bambina,magari avvalendomi dell'ausilio di un mediatore culturale. In questi casi è sempre difficile capire quale sia il peso della non conoscenza della lingua sui problemi dell'apprendimento (consulto con neuropsichiatra infantile e logopedista)... magari si potrebbe usare un cognitivo non verbale per escludere problemi cognitivi (tipo la Leither???), inoltre non sappiamo da quanto tempo è in Italia, e da quanto tempo è stata adottata, ma potrebbe trattarsi di un disturbo di adattamento con alterazione della condotta??? Sicuramente resta da monitorare a lungo termine per capire l'evoluzione ed escludere eventuali disturbi psichiatrici (mi vengono in mente o dist del comportamento o disturbi dell'umore ed è tra questi che avvierei una possibile diagnosi differenziale...). Si potrebbe poi procedere con un osservazione delle relazioni familiari.
Per un intervento si potrebbe optare, innanzitutto, per un potenziamento della lingua italiana. In classe si potrebbe avviare un progetto di integrazione (magari con un approccio ludico, tipo ricette e giochi tipici, scoperta delle tradizioni...). Per la bambina si potrebbe optare per un intervento di tipo cognitivo comportamentale per lavorare sui comportamenti problema, la rsitrutturazione cognitiva e soprattutto sulle competenze sociali. Parent training e colloqui periodici con le insegnanti.
Che ne pensate??? Ansia!!!:sbonk:
Beh, mi ritrovo con tutto quello che dici ed anche io ho ipotizzato dist.adattamento con alterazione della condotta.
Complimenti per il ragionamento clinico. Importante ovviamente verificare che le problematiche siano presenti in almeno 2 contesti...
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Re: Riferimento: Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
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Originalmente inviato da
magoridoo
Beh, mi ritrovo con tutto quello che dici ed anche io ho ipotizzato dist.adattamento con alterazione della condotta.
Complimenti per il ragionamento clinico. Importante ovviamente verificare che le problematiche siano presenti in almeno 2 contesti...
Grazie... che bello confrontarsi.. :Ops:
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
Ciao a tutti..
vi propongo questo caso:
Roberta, 12 anni e 6 mesi, su consiglio di una professoressa si rivolge allo psicologo scolastico al quale chiede di essere aiutata a superare la grande paura che l'assale quando va a dormire, motivo per il quale ha bisogno, al momento dell'addormentamento, della presenza materna. La paura ultimamente si è aggravata, da 2 mesi non và più a dormire dalla sua amica del cuore. Tra tre mesi tutta la sua classe andrà ad un campo scuola della durata di una settimana. Roberta ha confidato alla professoressa il motivo per il quale non intende partecipare: teme di non farcela a dominare le paure. La ragazzina, su richiesta dello psicologo, spiega che le paure riguardano i genitori, i quali potrebbero rimanere coinvolti in possibili incidenti automobilistici. Due volte ha sognato la sua cameretta in fiamme. Roberta ha avuto le prime mestruazioni tre mesi orsono, le vive con fastidio e rifiuto, come un impedimento che ostacola la sua libertà. I genitori sono molto uniti, lei è molto legata ad ambedue e alla sorella di 6 anni, anche se è molto gelosa "perché sempre al centro di attenzioni". In vacanza fino ad ora è andata con i genitori. La mamma è molto comprensiva, il padre è molto esigente, ma ritiene che il suo rapporto con loro non vada male. Con i coetanei si diverte, non le piace nessun ragazzo, a scuola va bene.
Sulla base dei dati fomiti il/la candidata indichi:
a) quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi cheı ritiene importanti nel determinare la sua scelta, nonché il modello di riferimento sul quale essaı si basa;ı b) quali aspetti meriterebbero approfondimenti ulteriori e quali strumenti potrebbero essereı utilizzati a tal fine;ı c) una ipotesi di intervento esplicitandone le motivazioni.
a) disturbo d'ansia da separazione (paura al momento dell'addormentamento con necessità della figura di riferimento; paure riguardano i genitori, i quali potrebbero rimanere coinvolti in possibili incidenti automobilistici) come diagnosi primaria e disturbo dell'identità di genere (prime mestruazioni tre mesi, le vive con fastidio e rifiuto, come un impedimento che ostacola la sua libertà) come diagnosi secondaria.
b) anamnesi della storia individale di R, della storia familiare e indagine approfondita dei sintomi (esordio, durata...)
strumenti: wartegg, test della figura umana, test della famiglia, CBCL/4-18, YSR/11-18 E K-SAD-P-IV-R
c) intervento cognitivo-comportamentale (ABC, desensibilizzazione sistemica, educazione razionale emotiva) e intervento sistemico-relazionale
che ne dite? sono incerta sulla 2 diagnosi in un primo momenti avevo anche pensato ad un disturbo dell'adattamento (dove le mestruazione rappresentano il fattore stressante).
:rolleyes:
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Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
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Originalmente inviato da
MartinaZ
Ciao a tutti..
vi propongo questo caso:
Roberta, 12 anni e 6 mesi, su consiglio di una professoressa si rivolge allo psicologo scolastico al quale chiede di essere aiutata a superare la grande paura che l'assale quando va a dormire, motivo per il quale ha bisogno, al momento dell'addormentamento, della presenza materna. La paura ultimamente si è aggravata, da 2 mesi non và più a dormire dalla sua amica del cuore. Tra tre mesi tutta la sua classe andrà ad un campo scuola della durata di una settimana. Roberta ha confidato alla professoressa il motivo per il quale non intende partecipare: teme di non farcela a dominare le paure. La ragazzina, su richiesta dello psicologo, spiega che le paure riguardano i genitori, i quali potrebbero rimanere coinvolti in possibili incidenti automobilistici. Due volte ha sognato la sua cameretta in fiamme. Roberta ha avuto le prime mestruazioni tre mesi orsono, le vive con fastidio e rifiuto, come un impedimento che ostacola la sua libertà. I genitori sono molto uniti, lei è molto legata ad ambedue e alla sorella di 6 anni, anche se è molto gelosa "perché sempre al centro di attenzioni". In vacanza fino ad ora è andata con i genitori. La mamma è molto comprensiva, il padre è molto esigente, ma ritiene che il suo rapporto con loro non vada male. Con i coetanei si diverte, non le piace nessun ragazzo, a scuola va bene.
Sulla base dei dati fomiti il/la candidata indichi:
a) quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi cheı ritiene importanti nel determinare la sua scelta, nonché il modello di riferimento sul quale essaı si basa;ı b) quali aspetti meriterebbero approfondimenti ulteriori e quali strumenti potrebbero essereı utilizzati a tal fine;ı c) una ipotesi di intervento esplicitandone le motivazioni.
a) disturbo d'ansia da separazione (paura al momento dell'addormentamento con necessità della figura di riferimento; paure riguardano i genitori, i quali potrebbero rimanere coinvolti in possibili incidenti automobilistici) come diagnosi primaria e disturbo dell'identità di genere (prime mestruazioni tre mesi, le vive con fastidio e rifiuto, come un impedimento che ostacola la sua libertà) come diagnosi secondaria.
b) anamnesi della storia individale di R, della storia familiare e indagine approfondita dei sintomi (esordio, durata...)
strumenti: wartegg, test della figura umana, test della famiglia, CBCL/4-18, YSR/11-18 E K-SAD-P-IV-R
c) intervento cognitivo-comportamentale (ABC, desensibilizzazione sistemica, educazione razionale emotiva) e intervento sistemico-relazionale
che ne dite? sono incerta sulla 2 diagnosi in un primo momenti avevo anche pensato ad un disturbo dell'adattamento (dove le mestruazione rappresentano il fattore stressante).
:rolleyes:
Ciao!!!
Anche io penserei ad un disturbo d'ansia di separazione e farei una DD con la fobia sociale... l'aspetto delle mestruazioni mi sembra da approfondire, ma il disturbo di identità di genere mi mette in difficoltà!!! (non ci avrei proprio pensato, speriamo che non esca!!!). Forse le mestruazioni potrebbero essere viste come un sintomo di crescita che in qualche modo indicano che si sta staccando dai genitor, a differenza della sorellina... boh!!! troppi giri mentali???:jd:
Per il reso mi trovo d'accordo!!!
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
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Originalmente inviato da
MEMOLEMEMOLE
certo..la diagnosidifferenziale è fondamentale ai fini diagnostici!
anche se non risvhietsa va fatta...anche perchè, aldilà dell'eds NELLA REALTA' la diagnosi si fa per esclusione (DD)....per quantyo riguarda il resto..solo quello che vi sic hiede! :)
grazie per l' illuminazione:asd:!!! ora mi sento meglio....
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Riferimento: Re: Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
Citazione:
Originalmente inviato da
CMICHELA
Allora... bel casetto!!!
Io procederei innanzitutto con un approfondimento dell'anamnesi, cercando di ricavare tutti i dati disoinibili dalla nascita (soprattutto per capire il vissuto: è stata abbandonata?? Lutto? Maltrattamenti??? Era in una struttura???). Com'è la bambina a casa? Com'è il rapporto con il fratello? e con i genitori adottivi??? Poi procederei con colloqui e osservazione della bambina,magari avvalendomi dell'ausilio di un mediatore culturale. In questi casi è sempre difficile capire quale sia il peso della non conoscenza della lingua sui problemi dell'apprendimento (consulto con neuropsichiatra infantile e logopedista)... magari si potrebbe usare un cognitivo non verbale per escludere problemi cognitivi (tipo la Leither???), inoltre non sappiamo da quanto tempo è in Italia, e da quanto tempo è stata adottata, ma potrebbe trattarsi di un disturbo di adattamento con alterazione della condotta??? Sicuramente resta da monitorare a lungo termine per capire l'evoluzione ed escludere eventuali disturbi psichiatrici (mi vengono in mente o dist del comportamento o disturbi dell'umore ed è tra questi che avvierei una possibile diagnosi differenziale...). Si potrebbe poi procedere con un osservazione delle relazioni familiari.
Per un intervento si potrebbe optare, innanzitutto, per un potenziamento della lingua italiana. In classe si potrebbe avviare un progetto di integrazione (magari con un approccio ludico, tipo ricette e giochi tipici, scoperta delle tradizioni...). Per la bambina si potrebbe optare per un intervento di tipo cognitivo comportamentale per lavorare sui comportamenti problema, la rsitrutturazione cognitiva e soprattutto sulle competenze sociali. Parent training e colloqui periodici con le insegnanti.
Che ne pensate??? Ansia!!!:sbonk:
ok con dist. adattamento con alterazione della condotta, diff. con distu dell'umore, il mio dubbio in questo caso era che avevo fatto una seconda diagnosi ipotetica di DSA che però ho escluso dato che la bambina è straniera e non parla bene l'italiano e poi perch' il DSM DICHIARA DI FARE DIAGNOSI di DSA solo se c'è adeguato sviluppo cognitivo, età, esperienza scolastica elemento che indagherei. Pensavo di metterlo come eventuale dist. associato!!! Mi si eè intrippato il cervello con questo affido !!:jd:
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
Citazione:
Originalmente inviato da
MartinaZ
Ciao a tutti..
vi propongo questo caso:
Roberta, 12 anni e 6 mesi, su consiglio di una professoressa si rivolge allo psicologo scolastico al quale chiede di essere aiutata a superare la grande paura che l'assale quando va a dormire, motivo per il quale ha bisogno, al momento dell'addormentamento, della presenza materna. La paura ultimamente si è aggravata, da 2 mesi non và più a dormire dalla sua amica del cuore. Tra tre mesi tutta la sua classe andrà ad un campo scuola della durata di una settimana. Roberta ha confidato alla professoressa il motivo per il quale non intende partecipare: teme di non farcela a dominare le paure. La ragazzina, su richiesta dello psicologo, spiega che le paure riguardano i genitori, i quali potrebbero rimanere coinvolti in possibili incidenti automobilistici. Due volte ha sognato la sua cameretta in fiamme. Roberta ha avuto le prime mestruazioni tre mesi orsono, le vive con fastidio e rifiuto, come un impedimento che ostacola la sua libertà. I genitori sono molto uniti, lei è molto legata ad ambedue e alla sorella di 6 anni, anche se è molto gelosa "perché sempre al centro di attenzioni". In vacanza fino ad ora è andata con i genitori. La mamma è molto comprensiva, il padre è molto esigente, ma ritiene che il suo rapporto con loro non vada male. Con i coetanei si diverte, non le piace nessun ragazzo, a scuola va bene.
Sulla base dei dati fomiti il/la candidata indichi:
a) quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi cheı ritiene importanti nel determinare la sua scelta, nonché il modello di riferimento sul quale essaı si basa;ı b) quali aspetti meriterebbero approfondimenti ulteriori e quali strumenti potrebbero essereı utilizzati a tal fine;ı c) una ipotesi di intervento esplicitandone le motivazioni.
a) disturbo d'ansia da separazione (paura al momento dell'addormentamento con necessità della figura di riferimento; paure riguardano i genitori, i quali potrebbero rimanere coinvolti in possibili incidenti automobilistici) come diagnosi primaria e disturbo dell'identità di genere (prime mestruazioni tre mesi, le vive con fastidio e rifiuto, come un impedimento che ostacola la sua libertà) come diagnosi secondaria.
b) anamnesi della storia individale di R, della storia familiare e indagine approfondita dei sintomi (esordio, durata...)
strumenti: wartegg, test della figura umana, test della famiglia, CBCL/4-18, YSR/11-18 E K-SAD-P-IV-R
c) intervento cognitivo-comportamentale (ABC, desensibilizzazione sistemica, educazione razionale emotiva) e intervento sistemico-relazionale
che ne dite? sono incerta sulla 2 diagnosi in un primo momenti avevo anche pensato ad un disturbo dell'adattamento (dove le mestruazione rappresentano il fattore stressante).
:rolleyes:
Ciao!!! anch'io ho pensato ad un disturbo d'ansia nello specifico separazione da differenziare con fobia sociale in cui la preoccupazione riguarda le relazioni sociali e non l'allontanamento dalle figure genitoriale.
I disturbi dell'identità di genere io gli escluderei sai perchè?? non c'è il rifiuto dei caratteri sessuali secondari, del proprio sesso anatomico tipici di questo disturbo, la ragazza ha anche un'amica del cuore che nei soggetti con GID non avviene cioè preferiscono avere per amici i maschi e con loro si frequentano e identificano. Il rifiuto delle mestruazioni mi fa pensare più all'educazione ricevuta, al rapporto con il corpo come è vissuto in famiglia per esempio si potrebbe indagare. Volendo differenziare il disturbo con un altro dist. proporrei il anisa generalizzata più tipico dell'adolescenza. Un seconda ipotisi in questo caso non la metterei cioè non mi sembra che ci sia...
:Ops:
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dalilasil
Ciao!!! anch'io ho pensato ad un disturbo d'ansia nello specifico separazione da differenziare con fobia sociale in cui la preoccupazione riguarda le relazioni sociali e non l'allontanamento dalle figure genitoriale.
I disturbi dell'identità di genere io gli escluderei sai perchè?? non c'è il rifiuto dei caratteri sessuali secondari, del proprio sesso anatomico tipici di questo disturbo, la ragazza ha anche un'amica del cuore che nei soggetti con GID non avviene cioè preferiscono avere per amici i maschi e con loro si frequentano e identificano. Il rifiuto delle mestruazioni mi fa pensare più all'educazione ricevuta, al rapporto con il corpo come è vissuto in famiglia per esempio si potrebbe indagare. Volendo differenziare il disturbo con un altro dist. proporrei il anisa generalizzata più tipico dell'adolescenza. Un seconda ipotisi in questo caso non la metterei cioè non mi sembra che ci sia...
:Ops:
hai perfettamente ragione...
grazie del consiglio!!:Ops:
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
Salve a tutti, io sto abbastanza impanicata nella ricerca degli strumenti diagnostici, non è che qualcuno di voi avrebbe uno schema chiaro con gli stumenti da usare nelle varie classi di disturbo,suddivisi per fasce età?
Ora, sono impanicata anke x la demenza...nn ne sapevo nulla!
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
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amorepsyke79
Salve a tutti, io sto abbastanza impanicata nella ricerca degli strumenti diagnostici, non è che qualcuno di voi avrebbe uno schema chiaro con gli stumenti da usare nelle varie classi di disturbo,suddivisi per fasce età?
Ora, sono impanicata anke x la demenza...nn ne sapevo nulla!
Morning!
Guarda, per ciò che concerne l'età evolutiva in genere gli strumenti diagnostici sono:
-osservazione
-gioco
-colloqui con genitori, insegnanti, pediatra
-Test proiettivi (disegno figura umana, casa, famiglia, albero)
-Child Behaviour Checklist
- Wisc o Wippsi per un profilo cognitivo
-CAT (Tematic apperception test children)
E poi aggiungerei test specifici per le specifiche problematiche: per esempio ABCA (discalculia), TMA (Autostima), FRT (Family Relation Test) per avere un quadro delle relazioni in famiglia. L'adolescenza l'ho toccata meno, ma si potrebbe usare il Rorschach ed altra roba.....
Demenza: test neuropsicologico breve ed altri che non conosco bene...
Spero di aver dato un piccolo contributo....
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magoridoo
Morning!
Guarda, per ciò che concerne l'età evolutiva in genere gli strumenti diagnostici sono:
-osservazione
-gioco
-colloqui con genitori, insegnanti, pediatra
-Test proiettivi (disegno figura umana, casa, famiglia, albero)
-Child Behaviour Checklist
- Wisc o Wippsi per un profilo cognitivo
-CAT (Tematic apperception test children)
E poi aggiungerei test specifici per le specifiche problematiche: per esempio ABCA (discalculia), TMA (Autostima), FRT (Family Relation Test) per avere un quadro delle relazioni in famiglia. L'adolescenza l'ho toccata meno, ma si potrebbe usare il Rorschach ed altra roba.....
Demenza: test neuropsicologico breve ed altri che non conosco bene...
Spero di aver dato un piccolo contributo....
Ciao Magoridoo,
grazie per questo elenco...è molto utile! :approved:
Ma voi sapete se di solito la commissione vuole che si scrivano esplicitamente i test che si intende usare o se è sufficiente scrivere che si userà una batteria di test psicodiagnostici?
Mettendo test specifici non vorrei addentrarmi in un campo minato e rischiare di sbagliare!
Grazie! Buono studio! :Ops:
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che trattamento viene fatto con il bambino nel disturbo del sonno??
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Originalmente inviato da
coccinellissima
che trattamento viene fatto con il bambino nel disturbo del sonno??
Ho letto che bisogna favorire il ciclo sonno-veglia, bisogna mantenere degli orari sempre uguali, favorendo le ruotine del bambino durante la sera (bagnetto, cena, storia e poi dovrebbe crollare... naturalmente niente TV e tutto ciò che può eccitare). Generalmente i b. che hanno difficoltà del sonno sono bambini sempre eccitati che hanno difficoltà a rilassarsi, sono eccitati perciò indagherei anche sull'ansia e un'eventuale iperattività. I dist, del sonno prima ancora di un disturbo possono essere un sintomo di qualcosa di più complesso. Interventi specifici io non ne ho trovati neanche nell'esperienza personale:P
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Originalmente inviato da
dalilasil
Ho letto che bisogna favorire il ciclo sonno-veglia, bisogna mantenere degli orari sempre uguali, favorendo le ruotine del bambino durante la sera (bagnetto, cena, storia e poi dovrebbe crollare... naturalmente niente TV e tutto ciò che può eccitare). Generalmente i b. che hanno difficoltà del sonno sono bambini sempre eccitati che hanno difficoltà a rilassarsi, sono eccitati perciò indagherei anche sull'ansia e un'eventuale iperattività. I dist, del sonno prima ancora di un disturbo possono essere un sintomo di qualcosa di più complesso. Interventi specifici io non ne ho trovati neanche nell'esperienza personale:P
grazie mille :D
invece per il disturbo delle capacità motorie quali sono gli strumenti e il trattamento?
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
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dalilasil
Ciao!!! anch'io ho pensato ad un disturbo d'ansia nello specifico separazione da differenziare con fobia sociale in cui la preoccupazione riguarda le relazioni sociali e non l'allontanamento dalle figure genitoriale.
I disturbi dell'identità di genere io gli escluderei sai perchè?? non c'è il rifiuto dei caratteri sessuali secondari, del proprio sesso anatomico tipici di questo disturbo, la ragazza ha anche un'amica del cuore che nei soggetti con GID non avviene cioè preferiscono avere per amici i maschi e con loro si frequentano e identificano. Il rifiuto delle mestruazioni mi fa pensare più all'educazione ricevuta, al rapporto con il corpo come è vissuto in famiglia per esempio si potrebbe indagare. Volendo differenziare il disturbo con un altro dist. proporrei il anisa generalizzata più tipico dell'adolescenza. Un seconda ipotisi in questo caso non la metterei cioè non mi sembra che ci sia...
:Ops:
ciao, grazie delle vs discussioni che trovo molto utili. In questo caso sono d'accordo con la vs interpretazione però al punto a) dove chiede il modello teorico di riferimento cosa intende? qual è la risposta in base allo svolgimento da voi proposto? Grazie
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Re: 3 prova CASO EVOLUTIVO
Ciao tutti! So che sono poco probabili, ma mi chiedevo, in caso di Disturbi dell'Identità di genere o di personalità (es Disturbo evitante di personalità) che tipo di intervento proporreste? Ormai mi sono concentrata sulle tecniche cognitivo comportamentali, ma a parte la ristrutturazione cognitiva, non mi sembrano molto adatte! Che ne pensate?
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Re: 3 prova CASO EVOLUTIVO
Citazione:
Originalmente inviato da
G_r_a_c_e
Ciao tutti! So che sono poco probabili, ma mi chiedevo, in caso di Disturbi dell'Identità di genere o di personalità (es Disturbo evitante di personalità) che tipo di intervento proporreste? Ormai mi sono concentrata sulle tecniche cognitivo comportamentali, ma a parte la ristrutturazione cognitiva, non mi sembrano molto adatte! Che ne pensate?
Ciao!!!
anche io sono nel pallone con i Dig...
per il trattamento sono riuscita a trovare solo questo http://www.istitutomiller.it/index.php?page=53 puoi provare a dare un'occhiata...
Ma che dite, riusciamo ad incontrarci la mattina dell'esame??? Così proviamo a sederci vicini nelle due commissioni!!!
Buono studio a tutti!!!:Ops:
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
SII! vediamoci il 18!!!!:Ops:
Per i trattamenti del Gid in realtà la faccenda è complessa dato che il disturbo è egosintonico ciò che può aiutare è un intervento secondo me centrato sulla persona, di ascolto empatico e di supporto rispetto l'ostracismo sociale. Chi ha un gid non vuole cambiare il proprio modo di essere, di sentire la sessualità o di rapportarsi con l'altro sex. Vuole secondo me essere accettato dalla società e riconosciuto per sua identità "sentita". chi ha gid si rivolege a medici per avere ormoni sessuali, interventi chirurgici o altro. In questo caso l'intervento d'equipe è necessario. Io faei questo discorso piu o meno...voi avete trovato altro?
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
Nessuno nessuno da dirmi qualcosa in merito al mio dubbio sui test postato qui su? :sbonk:
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
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Originalmente inviato da
delfino11
Nessuno nessuno da dirmi qualcosa in merito al mio dubbio sui test postato qui su? :sbonk:
Io credo che la commissione apprezzi il fatto che noi elenchiamo una serie di test specifici, adatti ad indagare rispetto al disturbo che abbiamo ipotizzato.....non credo che basti dire che useremo una serie di test.
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
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Originalmente inviato da
magoridoo
Io credo che la commissione apprezzi il fatto che noi elenchiamo una serie di test specifici, adatti ad indagare rispetto al disturbo che abbiamo ipotizzato.....non credo che basti dire che useremo una serie di test.
Grazie per la tua risposta...speriamo di non sbagliare allora! :sbonk:
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Riferimento: Re: 3 prova CASO EVOLUTIVO
per il disturbo dell'identità di genere c'è il test CIGIATI, il SAGE e il test BSRI. quest'ultino valuta la mascolinita e femminilita considerandole come caratteristiche correlate e non contrapposte.
per l'intervento anche io farei un discorso tipo cmichela.
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
gli strumenti per il disturbo delle capacita motorie quali sono???
sto impazzendo oltre a non ricordare piu niente.... :/
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Riferimento: 3 prova CASO EVOLUTIVO
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Originalmente inviato da
coccinellissima
gli strumenti per il disturbo delle capacita motorie quali sono???
sto impazzendo oltre a non ricordare piu niente.... :/
io non ne conosco!!