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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Citazione:
Originalmente inviato da
maddarina
Il caso di giugno è agorofobia senza disturbo di panico e possibile disturbo distimico da indagare...
anche secondo me :)
Citazione:
La signora A. risponde che lei ha cominciato a sentirsi così a seguito del suo allontanamento emotivo e delle sue continue critiche. A causa dei suoi (del marito) comportamenti ha sviluppato la necessità continua di avere una figura di riferimento. Della bambina si occupa prevalentemente la nonna paterna che organizza gli accompagnamenti a scuola e i suoi ritorni a casa.
Questa parte, in aggiunta alla bulimia, lascia secondo me ipotizzare anche una qualche patologia del carattere (borderline, paranoico), sono sicuramente da indagare attraverso il colloquio, test (blaky o rorschach oppure MMPI) e l'osservazione della coppia, se questa distanza emotiva e queste critiche sono vissute unicamente dalla donna oppure hanno un qualche fondamento di realtà. Nel gabbard viene affermato infatti come il 50% dei disturbi d'ansia spesso nasconde una patologia del carattere, la bulimia solitamente è su una struttura borderline.
Io avevo pensato a questa aggiunta, mi chiedevo, ma la prova pratica si fa così? Rischio di essere bocciato se argomento una posizione anche su base teorica (in questo caso relazione disturbi d'ansia, paranoia, e bulimia con borderline?)
Ps: voi come scegliete tra blacky rorschach ed mmpi?
Vi lascio qualche altro caso
Soggetto maschile di 40 anni, impiegato, si presenta racontando che da alcuni anni non riesce più a dormire bene, si agita per ogni piccolo stress e perfino gli eventi positivi, come la nascita di una figlia, lo mettono in ansia.
L’anamnesi rivela che il paziente, figlio unico, ha goduto di uno stato di “assoluto benessere” fino alla morte dei genitori, scomparsi a distanza di un anno l’uno dall’altro, prima il padre per una malattia cardiaca (all’età di 57 anni) e poi la madre per un cancro (all’età di 52 anni).
La sua compagna, che ha sposato da poco, l’ha aiutato moltissimo in questo periodo e spesso ha pensato che senza di lei non ce l’avrebbe fatta.
Si è deciso a chiedere aiuto solo ora perché ha notato qualcosa di nuovo: gli capita da qualche mese di sentire come una strana paura che gli possa capitare qualcosa di brutto come una grave malattia fisica o di perdere il controllo e impazzire.
Finora ha utilizzato su consiglio del suo medico dei tranquillanti minori che hanno alleviato la sua ansia, ma si chiede se non si debba fare qualcos’altro soprattutto per rassicurarsi che non avvenga ciò che teme di più: che i suoi problemi incrinino il rapporto che ha con la sua compagna e che non corra il rischio di trasmettere la sua ansia e le sue paure alla figlioletta.
Il/La candidato/a illustra gli strumenti diagnostici che impiegherebbe e i percorsi di valutazione che intraprenderebbe per formulare un progetto terapeutico adeguato al caso.
Il caso era quello di una coppia che ha fatto una consultazione presso uno psicologo del consultorio. Lui ha 51 anni, primogenito, figlio di padre schizofrenico, si è occupato a lungo dei due fratelli e della madre.
Lei, 41 anni, non presenta sintomi significativi nè sul piano clinico nè psicologico. Si è spostata a lungo con la famiglia di origine e ha potuto realizzare il suo desiderio di stabilizzarsi in Italia solo con il matrimonio. Inizialmente vedeva nella differenza di età col marito un senso di protezione, che è svanito con l'inizio della convivenza e si è trasformato nel contrario, perché sono emerse delle "manie" di lui che sino a quel momento le aveva tenuto nascoste.
Lei lo tratta con severità e critica a riguardo. Le "manie" di lui consistono nella pulizia della casa e coinvolge in ciò anche la moglie e il figlio di sei anni, per cui tutto ciò che viene dall'esterno va pulito accuratamente, bisogna togliere le scarpe prima di entrare in casa, inoltre nessuno può più andare a trovarli da tempo (tranne i genitori di lui).
La moglie spiega di essere arrivata al limite della sopportazione (ha pensato anche alla separazione), temendo anche per la serenità del figlio che da qualche tempo manifesta comportamento aggressivo e, inoltre, ha presentato aperta ostilità nei cofronti del padre. Il signore minimizza e banalizza quanto da lei riportato, ma si dice aperto all'intervento, pèer salvaguardare il proprio matrimonio.
A livello del rapporto di coppia, non hanno più rapporto sessuali da tempo (lei si rifiuta), tanto che in un'occasione lui ha anche tentato di forzarla.
Il neurologo che lo ha visto ha parlato di ossessioni e ha suggerito una terapia farmacologica (non indispensabile), tuttavia il signore ha rifiutato.
R. è un uomo di 40 anni, consulente bancario. Al primo colloquio si presenta con una giacca di velluto marrone, una polo al collo alto, dei pantaloni jeans e un giornale sotto il braccio. La sua postura appare leggermente rigida e compassata, il suo sguardo inizialmente evitante è diretto alla ricerca dello sguardo dello psicologo, come se vi volesse trovare qualcosa. Dice d'essere stato consigliato da un suo amico, il quale gli avrebbe indicato un percorso terapeutico per "capire meglio se stesso". E in particolare, racconta d'essere stato spinto dall'ultimo episodio accaduto nella sua vita. Da circa un mese è stato lasciato dalla sua compagna poiché secondo quanto dettogli da lei "non si sentiva amata". R. rivela di non capire la motivazione di lei poiché racconta "d'essersi comportato sempre bene" con lei e aggiunge commentando che è sicuro che lei non troverà nessuno che la sappia amare come lui. Mostrandosi a parole contrariato ma emotivamente distaccato non sembra provare il dolore della separazione. Durante il colloquio non emergono sentimenti di gelosia al pensiero che lei possa instaurare una relazione con un altro uomo, mentre mostra solo il rimpianto per l'impossibilità di realizzare la coppia ideale in grado di condividere gli stessi interessi, ecc. R. esprime preoccupazione perché "ormai alla sua età" non potrà più realizzare tale progetto. Emerge anche che quest'ultimo rapporto come i precedenti è stato di breve durata (non più d'un anno). Si descrive come persona "complicata" difficile da comprendere, dice: "Poche persone sono in grado di capirmi". Anche in ambito lavorativo si lamenta che i colleghi non apprezzino le sue capacità. Dalle sue parole sembra emergere un senso di invidia per chi ha ruoli di potere superiore al suo: "Non è giusto che certi personaggi facciano carriera alle mie spalle" R. afferma di non aver paura di niente e di nessuno e con un dissertazione intellettualistica mette in rilievo l'inutilità della paura per l'uomo. Poi dopo una riflessione di alcuni secondi aggiunge che forse ha paura di diventare un fallito o meglio dice: "Mi vergognerei di me stesso se diventassi un fallito". A questo proposito, ricorda della vergogna provata di fronte alla classe quando la maestra lo rimproverò davanti a tutti per non aver svolto bene i compiti.
Nel descrivere la madre la definisce come una "donna isterica" mentre il padre lo definisce come un "uomo freddo e distaccato" Alla conclusione del colloquio, nel concordare il prossimo appuntamento, R. insiste d'avere solo uno spazio dalle 14 alle 15 prima della palestra e, nell'impossibilità dello psicologo di aderire alla sua richiesta, rimane contrariato.
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Provo a risponderti io:
Il Blacky per i bambini.
Per gli adulti il Rorschach se si vuole somministrare uno strumento proiettivo, altrimenti l'MMPI 2, secondo i gusti (io personalmente né l'uno né l'altro, né il TAT)
In ambito giuridico l'MMPI 2 è più facilmente difendibile dei proiettivi...
Nel caso specifico, visto che bisogna proprio perché lo dicono loro :lode:, sceglierei il TAT, mi sembra più facile farlo accettare al paz e all'idea di usare le siglature del Rorschach mi vengono i brufoli verdi!!! :asd:
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Anche io ti direi Blacky per bambini. E' un proiettivo che si basa sulla teoria pulsionale.
Per gli adulti il Rorschach secondo il sistema comprensivo di Exner che è condiviso da tutti, come proiettivo, e l' MMPI-2 come self-report secondo me li puoi usare come il prezzemolo.
Poi se vuoi fare una diagnosi dei disturbi dell'asse I del dsm usi la scid I e per i disturbi di personalità dell'asse II usi la scid II.
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Grazie per le risposte, la scid I e II le avevo rimosse
Sul blacky però in diversi testi è suggerita la somministrazione anche agli adulti, specialmente per quei soggetti (tipo disturbo d'ansia) che potrebbero trovarsi in difficoltà nel rorshach.
Io intanto ho fatto questo tema
Aprile - Maggio 1996
Padova. Caso n.4: psicologia clinica
Rita, anni 20, coniugata da sei mesi, operaia, maturità scientifica. È stata inviata allo psicologo del Centro d'Igiene Mentale dal medico di base - che l'aveva sottoposta in precedenza agli esami medici necessari per escludere qualsiasi patologia organica che giustificasse la sua situazione sintomatologica.
La paziente si presenta come una ragazza carina, alla moda. È insofferente per aver dovuto aspettare fuori dallo studio qualche tempo; il contatto con i pazienti psichiatrici l'ha molto disturbata. Durante il colloquio riferisce che da sei anni vomita almeno due volte al giorno, dopo grandi abbuffate, quando nessuno la vede. La paziente è alta m. 1,58 e pesa Kg 48. Il motivo per cui si rivolge ora, dopo il matrimonio, allo specialista, è la paura che il suo sintomo possa essere scoperto dal marito o dai suoceri. La famiglia di origine della paziente si è disgregata: i due genitori i sono separati da qualche anno, dopo una relazione caratterizzata da continui e violenti conflitti; il fratello maggiore, affetto da insufficienza mentale media, obeso, vive con la nonna materna: il fratellastro minore (figlio di una relazione extraconiugale del padre) vive con i nonni paterni.
La paziente esprime preoccupazione per la propria madre, che descrive come depressa e affetta da idee di persecuzione.
Alla fine del colloquio lo psicologo decide di somministrare alla paziente il test di Rorschach da cui emerge:
pensiero di tipo concreto, di buon livello;
segni di depressione, con scarsa capacità di contatto con le proprie emozioni profonde;
propensione di tipo decisamente extratensivo;
forte adeguamento al pensiero di gruppo;
segni di aggressività;
difficile relazione con la figura materna.
Utilizzando i dati del colloquio e del Rorshach il candidato illustri distintamente e brevemente ciascuno dei seguenti punti:
esprima una prima ipotesi diagnostica, indicando quali dati gliela suggeriscono ed esplicitando il quadro di riferimento teorico;
indichi se utilizzerebbe altri strumenti psicodiagnostici, illustrando quali e perché;
indichi se sarebbe necessario raccogliere altri dati anamnestici per mettere meglio a punto l'ipotesi diagnostica;
faccia una ipotesi sulle relazioni tra il sintomo presentato e il quadro di personalità e/o il contesto relazionale della paziente;
espliciti quali indicazioni darebbe alla paziente alla fine della fase valutativa.
Voi come lo impostereste? Ma due paginette bastano?
e soprattutto... i voti quando escono???? :D
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Tieni conto che dobbiamo solo ipotizzare l'uso di un test piuttosto che l'altro, quindi io starei sui classici usati in maniera condivisa senza andare a cercare cose strane.
Poi, se sai giustificare quello che dici dillo pure, sennò piuttosto io starei sul banale.
Per i voti hanno detto entro il 10. Aspettiamo...
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Non ho ancora provato a scrivere un caso e sinceramente non so se ce la farò a farne, per ora sto ripassando la psicopatologia.
Comunque lo schema generale che userei è:
- sintesi del caso
- analisi della domanda
- analisi dei sintomi, del contesto e del funzionamento generale
- ipotesi diagnostiche/ eventuali diagnosi differenziali/ comorbilità
- approfondimenti diagnostici necessari (colloqui, test...)
- intervento
Idem per evolutiva.
Credo che la lunghezza non sia rilevante, l'importante è il contenuto. Se poi riesci ad essere esaustivo e conciso credo che potrebbero amarti!!! :love2:
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Posso dirvi un'ultima cosa?
Oggi mi sono autosomministrata l' MMPI-2!!!!
Ci ho messo circa un'ora e mezza a farlo, quindi è piuttosto lungo (567 item) ma fattibile.
Mi sono letta anche l'interpretazione dei miei punteggi e devo dire che riesce a dare un buon quadro della persona che si ha di fronte, io mi ci ritrovavo in tutto tranne una cosa (però magari sono io che non voglio vedere questa mia caratteristica o magari non devo per forza avere tutto quello che c'è scritto).
Conclusione: mi sa che lo metterò ovunque come approfondimento diagnostico se non è già stato somministrato!!!
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Ciao, come va la preparazione della III prova? vi siete già lanciati nella lettura di qualche caso?
Io ne sto affrontando qualcuno, ma in certi casi mi fanno proprio impazzire, ve ne posto uno, l'ho preso da psicologo domani v. 2
F. 51 anni sposata da 30 senza figli, fa parte di una associazione di volontariato dove svolge doposcuola, e progetta giochi e attività di intrattenimento, vita sociale relazionale di F è notevole, fa parte di un coro parrochiale, partecipa assime al marito a gite, e partecipa a gruppi teatrali. Malgrado la quantità di contatti umani F si sente distaccata e fredda nelle relazioni con gli altri, ripete spesso che gli altri la fanno arrabiare quando non sono precisi, per esempio quando i genitori rivolgono scarsa attenzione ai loro figli, o quando i ragazzi stessi non comprendo il suo sforzo educativo, finisce così per rimanere amareggiata e frustrata perché per qualche motivo le cose non sono andate per ilverso giusto. Ha strutturato dei rituali, ad esempio mettersi gli stessi vestiti, anche se vecchi e lisi, per fronteggiare una determinata situazione, ritiene che l'impegno e il sacrificio possnao far conseguire risultati importanti nella vita, sembra però trascurare l'aspetto giocoso e ironico fa fatica a capire le battute ed è sempre in apprensione. Per questo motivo il marito la giudica un po' matta, chiede un trattamento psicologico, per poter fronteggiare questa percepita infelicità.
Indichi il candidato
a) quali dati anamestici e bibliografici è utile approfondire per un migliore inquadramento diagnostico del caso, dal punto di visto diagnostico che di comprensione dei problemi esistenti.
b) quali metodologie di osservazione del caso possono essere più adatte
c) indicazioni terapeutiche che si possono conseguire e che paiono più opportune.
Svolgimento
Riassunto
F. di 50 anni si presenta in consultazione per affrontare un sentimento di percepita infelicità che riconduce all'incapacità di godere dell'aspetto giocoso e ironico della vita, ed elevati standard morali, sperimenta facilmente apprensione, frustrazione e amarezza, se pur sposata da trent'anni, non ha figli, e pur avendo una fitta vita sociale si sente fredda e distaccata nelle relazioni e incline alla rabbia per imprecisioni e irriconoscenza.
Analisi della domanda
Ritengo utile approfondire il significato di "percepita infelicità" e gli affetti che ha sulla vita di F. come mai F si è rivolta adesso allo psicologo, cosa è cambiato nella vita della paziente? Quali sono le aspettative nei confronti della consultazione?
Analisi dei sintomi e ipotesi diagnostiche
Dalla presentazione del caso F sembra avere alcuni tratti del disturbo ossessivo compulsivo di personalità: in particolare per quanto riguarda gli standard morali ed etici elevati (importanza che l'impegno e il sacrificio hanno nella vita), la presenza di rituali (quali mettersi i vestiti anche se vecchi e lisi), difficoltà a godere dello svago. Potrebbe essere utile indagare la relazione con il marito, approfondendo la definizione di un po matta, quali aspetti di difficoltà emergono in questa relazione, e se vi sono conflitti con lui per quali motivi. Ritengo sia importante indagare le motivazioni dell'assenza di figli, se questa sia una scelta, oppure se dovuta a difficoltà organiche della paziente e del marito. Ad esempio se legata a difficoltà sessuali di F. potrebbe approfondire l'ipotesi diagnostica di DOCP, mentre se causata da impossibilità biologiche, potrebbe dare un nuovo significato all'intensa attività sociale e il volontariato della paziente.
Un area non affrontata dalla presentazione del caso, è la storia familiare della paziente, e la relazione con i genitori, eventi importanti hanno segnato la sua crescita come erano gli stili educativi, supportivi oppure rigidi e punitivi, come era la gestione dei sentimenti in famiglia, F sentiva di ricevere il giusto livello di attenzione e sostegno (riferisce di arrabbiarsi quando i genitori mostrano scarsa attenzione per i figli).
Dal punto di vista sintomatologico ritengo indagare il distacco e la freddezza, se sono generiche per tutte le relazioni familiari e sociali, oppure specifiche per alcune situazioni, legata a sentimenti di rabbia, per la difficoltà dell'altro di adattarsi alle proprie esigenze oppure perché l'altro non è abbastanza per i propri standard di superiorità.
Anche i rituali sono da indagare, è attribuito un qualche valore magico ai vestiti, oppure non vengono gettati per avarizia?
Infine una ulteriore area dalla quale si possono ottenere informazioni importanti è quella lavorativa, ha un lavoro? di che tipo? le sue difficoltà avevano influenzato anche questa area della sua vita?
Ulteriori approfondimenti diagnostici
Potrebbe essere utile somministrare un CBA per valutare il funzionamento globale della signora, in particolare per quanto riguarda ansia e depressione.
Il blacky, per indagare la struttura di personalità, in particolar modo, per indagare le tematiche della rabbia e l'aggressività, super io e ideale dell'io.
Indicazioni al trattamento
Un approccio psicodinamico, psicoterapia individuale ad enfasi espressiva, per esplorare elementi ed emozioni, rimossi o repressi, le relazioni precedenti, specialmente quelle genitoriali, al fine di sviluppare maggiore empatia verso i propri bisogni.
:morning:
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Bravo!
Io non sono ancora in grado di fare una cosa del genere!!!
L'unico dubbio: ti chiedeva b) quali metodologie di osservazione del caso possono essere più adatte
Va bene mettere i test?
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Anche io non sapevo come interpretare questa frase, l'ho presa per quali test, con il dubbio che si riferisse anche agli aspetti non verbali, tipo eloquio, come si presenta, tono voce etc.
ps: se tra poco il sito della cattolica non funziona più sono io che l'ho bloccato a forza di fare refresh sulla pagina :D
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
ma perchè ancora niente risultati? ansiaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Boh... nel forum giugno dicevano che li avevano pubblicati la sera prima del termine...
Qualcuno sa se ci sono stati casini? ricorsi et consimilia...
Oppure è Amedeo, che ha consumato il sito!!! :D
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Citazione:
Originalmente inviato da
patavina
Boh... nel forum giugno dicevano che li avevano pubblicati la sera prima del termine...
Qualcuno sa se ci sono stati casini? ricorsi et consimilia...
Oppure è Amedeo, che ha consumato il sito!!! :D
Oddio, ricorsi?! Chi sarebbe così sciocco da fare ricorso prima di aver visto il risultato???!!! Mi auguro nessuno!!
Comunque mancano ancora circa 11 ore alla fine della giornata se ci può consolare........:omg2:
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Questa commissione ci vuole tutti morti. ....
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Citazione:
Originalmente inviato da
maddarina
Questa commissione ci vuole tutti morti. ....
Potrebbe essere una strategia per avere meno casi da correggere!! ;o)
Mentre aspettiamo, chi avrebbe voglia di rispondere a questa domanda: voi come avreste elaborato il caso di sviluppo di giugno?
Io ho paura che mettano altri casi così anche a noi.
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
ufaaaaaaaaaa, ho paura di essere stata eliminata...due prove da schifo ho fatto e voi???
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Io peggio... ma non è un buon motivo per non dirmelo...:postexam: cosa stanno aspettando? e a che ora chiude l'Uni? Mica caricano i risultati da casa... :intardnet:
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
uscitiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Spero che sia andata bene a tutti!!! :clap2:
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Aleeeeeeeeee....vai con la terza chi ha dei casi...???
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Traccia: un commerciante di 40 anni SB si presenta con la moglie a una consultazione psicologica. È molto teso, sudato, parla a scatti, mentre la moglie appare tranquilla e silenziosa. L’uomo denuncia insonnia, difficoltà sessuali, agitazione psicomotoria ansia e preoccupazione per la salute propria e quella della moglie e dei propri figli di 6 e 8 anni. La moglie interrogata dallo psicologo dice che in famiglia va tutto bene solo che il marito è ansioso in modo sproporzionato rispetto alle situazioni.
Il commerciante afferma ancora che si sente umiliato per lo scarso successo nel lavoro che considera modesto rispetto alle proprie aspettative giovanili.
Il candidato indichi quali aree approfondirebbe nei colloqui successivi quali strumenti testologici userebbe come supporto dei colloqui indicando i motivi della scelta e quali ipotesi diagnostiche potrebbe formulare. Indichi inoltre se ritiene opportuno proseguire almeno in fase diagnostica i colloqui solo con SB o anche con la moglie.
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
:cheerleader: evvai!!!!!!!!!!!! speriamo bene anche per la terza!!!!!!!!!!!!!!!!
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
wowowowowowowowo :metal2:
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
sophia, che brutto caso :D ve ne posto uno ancora più brutto :P
Giovane adulta, 19 anni, contenuti dei primi tre colloqui diagnostici.
Caso di R.
Quando R. telefona per prenotare un appuntamento, è indecisa e confusa rispetto allo specialista a cui rivolgersi (psichiatra o psicologo).
Al primo incontro vedo una ragazza alta, molto obesa, infagottata in una tuta con un bel viso deturpato dall'acne. R. ha 19 anni. Mi dice che da tempo le è stato consigliato dal Centro per la cura delle amenorree del Sant'Anna di rivolgersi ad uno psicologo.
Non solo ha rimandato a lungo di farlo, ma, poiché non riesce a perdere peso, ha rinunciato a recarsi a quel centro, dove le sembra di essere giudicata e colpevolizzata per la sua obesità. Si esprime con lucidità e proprietà di linguaggio.
Si è decisa ora perché da quando ha iniziato a lavorare come analista contabile in una amministrazione pubblica, soffre di crisi d'ansia e di sintomi somatici (nausea, vomito, sensazione di svenimento senza perdita di coscienza) che attribuisce alla cattiva accoglienza delle colleghe. Dal colloquio emerge che, brillante negli studi, ha assunto, controvoglia, l'impiego, vinto in un concorso con un ottimo punteggio, in base alla supposizione che i familiari, soprattutto i fratelli, l'avrebbero giudicata male se non l'avesse fatto. Avrebbe preferito proseguire gli studi e, anzi, già inizialmente si sarebbe orientata verso la formazione all'insegnamento. Narra di essere la terzogenita di tre figli, i primi, maschi, sono sposati. Emerge in seguito un rapporto molto conflittuale con il secondogenito che giudica rigido, rozzo, poco sensibile, un po' ottuso, si scontra spesso con lui per divergenze politiche. (Lui leghista, lei di sinistra).
Quando R. aveva 16 anni, la madre, cinquantenne, impiegata in una amministrazione pubblica, è morta in un incidente d'auto. Erano andate a nuotare insieme, solo casualmente R. non si trovava in auto con lei.
Racconta di vedere ancora l'immagine della madre morente che la chiama, "Solo lei e non i fratelli" , la cosa sembra turbarla, dice che ha a che fare con il "né viva né morta", da morta non l'ha più impressionata.
La morte è avvenuta dopo un viaggio a Lourdes in cui "per la prima volta ha la mamma tutta per sé" dice che prima del viaggio aveva sognato che la Madonna le avrebbe portato via la madre. In seguito alla morte della madre è comparsa amenorrea (menarca a dieci anni) e bulimia (la mamma si preoccupava di aiutarla nella cura dell'aspetto). Ora vive sola con il padre con cui descrive un rapporto caldo ed armonioso, in cui condividono anche gli impegni domestici, ha "scoperto" il valore del padre da quando la madre non c'è, prima egli era meno presente nella sua vita.
Discutono solo quando le sembra che prenda le parti dei fratelli. Non vede di buon occhio l'attuale partner del padre "con cui lui non si sposa per non dispiacerle". Lei non ha mai avuto una relazione sentimentale.
Nel secondo colloquio emerge "voracità" e bisogno di piacere in tutti gli ambiti di vita.
Emerge che si fa accompagnare ovunque dal padre, narra il sintomo agorafobico in termini egosintonici.
Nel terzo colloquio mi parla del suo oscillare tra disordine e precisione, euforia e depressione, è ossessionata dalla puntualità, ma perde o dimentica l'orologio, salta i pasti o si abbuffa. Vorrebbe tornare bambina ed essere già in pensione. Dai dieci, undici anni ha goduto di quella che giudica una libertà esagerata, a cui poi ha rinunciato, perché dice di essersi spaventata per i rischi corsi (allude vagamente a quelli che sembrano rischi sessuali, ma anche di uso di sostanze).
L'ho svolto così, ma con sotto il naso il dsm, senza è veramente difficile
RIASSUNTO
R. si presenta in consultazione, tramite invio di colleghi, in dubbio se per lei sia meglio uno psichiatra o uno psicologo e una insoddisfazione per chi si è presa cura di lei precedentemente: si sentiva giudicata e colpevolizzata.
I sintomi sono molteplici, non riesce a perdere peso, saltando i pasti o abbuffandosi, soffre di crisi d’ansia e sintomi prossimi all’attacco di panico (sul lavoro, dove si è sentita male accolta). In seguito alla morte della madre è comparsa amenorrea e bulimia. Afferma di oscillare tra euforia e depressione, ossessionata dalla puntualità ma incapace di rispettarla. Racconta di aver corso rischi in campo sessuale e relativi all’uso di sostanze.
Come detto in precedenza ha perso la madre in un incidente d’auto al quale ha assistito, vive ora con il padre pretendendo un rapporto esclusivo, dal quale si fa accompagnare ovunque a causa di sentimenti agorafobici ego sintonici.
Emerge un rapporto conflittuale con uno dei suoi tre fratelli.
Non è soddisfatta del suo lavoro, dopo una carriera scolastica brillante ha accettato un lavoro non gradito temendo il giudizio dei fratelli in caso di rifiuto.
SVOLGIMENTO
Analisi della domanda
La paziente si rivolge alla consultazione a seguito di un invio, dubbiosa se sia meglio uno psichiatra o uno psicologo, potrebbe essere importante indagare questa distinzione, e i motivi per i quali sarebbe spinta verso una o l’altra opzione. Dopo aver osservato le sue aspettative rispetto alla consultazione, sarà necessario valutare le sue motivazioni, infatti il quadro sintomatologico appare vario sono presenti probabili attacchi di panico, un possibile disturbo alimentare, amenorrea a seguito di un evento possibilmente traumatico e una struttura di personalità che merita ulteriori indagini. Per quali di questi sintomi R si è rivolta dallo psicologo? Per la perdita di peso? Per l’amenorrea? Oppure per più profonde difficoltà che incontra nel gestire la sua vita e le sue relazioni? Che grado di consapevolezza di consapevolezza ha delle sue difficoltà?
Riuscire a costruire su obiettivi condivisi, è presupposto importante per costruire una prima alleanza terapeutica, mostrando attenzione alla tendenza della paziente a sentirsi giudicata (giudicata da gli specialisti invianti, trattata male dai colleghi, giudicata dalla famiglia).
INDAGINE DEI SINTOMI
E’ necessario indagare frequenza e situazioni nelle quali soffre di crisi d'ansia e di sintomi somatici (nausea, vomito, sensazione di svenimento senza perdita di coscienza) e il livello di violenza degli attacchi, è tale da giustificare la nozione di Attacco di panico? Si verificano solamente al lavoro oppure in altre occasioni, l’agorafobia è mossa da quali timori, quello di poter avere una crisi di panico, o altro?
E’ importante indagare l’evento della morte della madre, gli affetti sperimentati (riconducibile ad impotenza paura e orrore), e i possibili sintomi di DPST, come ricordi intrusivi relativi all’evento, flash back, incubi notturni, l’evitamento di fattori simbolicamente collegati all’evento?
L’indagine del disturbo alimentare è riferita all’analisi della sua condotta alimentare, le abbuffate sono veramente tali (eccessivo quantità di cibo ingurgitata in poco tempo e sensazione di perdere il controllo), con frequenza la necessaria frequenza settimanale? Sono presenti poi condotte di eliminazione, come vomito, lassativi? In quali occasioni si manifestano tali abbuffate, è possibile per R definire gli stati emotivi prima, e dopo l’evento, quali sono? In che modo la sua forma fisica e le sue condotte alimentari sono collegate alla sua autostima?
Afferma poi di oscillare tra, euforia e depressione, è necessario indagare meglio questo aspetto, queste variazioni avvengono durante la giornata oppure in periodi più lunghi? Quali sono le caratteristiche di questa euforia? Dura sufficientemente a lungo per essere definito come (episodio ipomaniacale) oppure l’oscillazione tra euforia e depressione è riconducibile alla fluttuazioni emotiva di una personalità borderline?
Dopo l’indagine dei sintomi sarà necessario indagarne nel dettaglio episodi relazionali, in modo tale da osservare se è possibile indagare un pattern conflittuale costante con i quali lei si mette in relazione con l’altro, e soprattutto osservare se nella descrizione che fa di sé e dell’altro nelle diverse occasioni permette di indagare il grado di definizione dell’immagine di sé e dell’altro. Per quanto riguarda il caso riportato emerge la tendenza a percepire l’altro come giudicante, colpevolizzante, (specialisti del S. Anna e familiari), o come maltrattante (luogo di lavoro). Nell’indagine di questo rappresentazioni sarà possibile indagare in quali episodi si è sentita in questo modo nel presente come nel passato. Questo permetterà di ottenere altri dati anamestici relativi alla sua storia, familiare e relazionale, e al tempo stesso di valutare il livello di struttura della personalità (OPD).
L’indagine dei sintomi assimilabile all’attacco di panico potrebbe portare ad una diagnosi di Disturbo da attacco di Panico con Agorafobia, come anche l’indagine delle condotte alimentari potrebbe portare ad una diagnosi di Bulimia.
Gli elementi del testo non permetto di effettuare una chiara diagnosi, anche se, per la difficoltà pervasiva in diversi ambiti (familiare, sociale e lavorativo) appare giustificata l’ipotesi di una patologia del carattere, l’indagine delle sue reazioni a reali o immaginari abbandoni e delle sue relazioni come un approfondimento della sua percezione come maltrattata potrebbe portare ad una diagnosi di disturbo borderline di personalità secondo i criteri del DSM-IV dei quali appaiono rispettati i criteri relativi (impulsività in due aree, condotte sessuali rischiose e abuso di sostanze) (instabilità emotiva).
Gli approfondimenti psicodiagnostici del caso potrebbero essere vari: visto l’ampio spettro di difficoltà di R la batteria di valutazione CBA potrebbe essere necessaria per valutare il funzionamento globale dell’individuo e integrare la raccolta anamnestica e sintomatologica.
L’MMPI potrebbe aiutare ad approfondire gli aspetti di personalità più prossimi alla coscienza.
Un reattivo a scelta tra Blacky e Rorshach potrebbe invece aiutare ad avere informazioni sulla personalità di R, in particolare il Blacky, anche si di preferenza somministrato ai bambini, potrebbe essere utile per indagare aspetti importanti della vita della paziente, quali la rivalità fraterna, super io, gestione della rabbia, gestione del conflitto edipico.
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Quando ho visto i risultati non credevo ai miei occhi!!! Solo 2 bocciati su 230...a Genova ne hanno bocciati 12 su 33!! Al di là delle statistiche comunque, complimenti a tutti!!! :D
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
come fai a sapere ke ne hanno bocciati solo 2? non eravamo tipo 250 alla prima prova? cmq secondo me è molto + giusto l'atteggiamento della cattolica...insomma veniamo tutti da 5 anni (al minimo) di studi psicologici, ci siamo laureati, magari anche con voti alti, abbiamo fatto un sacco di tirocinio e trovo assurdo ke a genova su 33 persone ne abbiamo bocciate 12...vuol dire ke quell'università non ha per niente formato i suoi studenti...l esame di stato deve essere una conferma del percorso universitario, non è un concorso per un posto di lavoro!
io la penso cosi....mah cmq in bocca al lupo a tutti per la prova di venerdi!!!:cheerleader:
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
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soniasonia85
come fai a sapere ke ne hanno bocciati solo 2? non eravamo tipo 250 alla prima prova? cmq secondo me è molto + giusto l'atteggiamento della cattolica...insomma veniamo tutti da 5 anni (al minimo) di studi psicologici, ci siamo laureati, magari anche con voti alti, abbiamo fatto un sacco di tirocinio e trovo assurdo ke a genova su 33 persone ne abbiamo bocciate 12...vuol dire ke quell'università non ha per niente formato i suoi studenti...l esame di stato deve essere una conferma del percorso universitario, non è un concorso per un posto di lavoro!
io la penso cosi....mah cmq in bocca al lupo a tutti per la prova di
venerdi!!!:cheerleader:
Concordo pienamente in toto!!!
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Sul sito mi sembra di aver visto 230...
Comunque sono d'accordo con te...a Genova è sempre stato così, il perchè nessuno riesce a spiegarselo
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Buongiorno a tutti,
Ora andiamo un poi ai numeri:
partecipanti erano 251 ve lo dico perchè li ho contati uno ad uno, 230 sono gli ammessi alla terza prova però se si tolgono i due dell' albo b sono 228. Quindi conti alla mano 251- 228 = 23 bocciati. Facendo poi una percentuale da bravo ossessivo quale sono viene il 90,8% di promossi che è molto alta considerando che la media nazionale è di circa il 75% dei promossi.
Ora tutto questo rimane ottimo se non si vendicano alla terza prova per riequilibrare l'armonia celeste
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
già speriamo non decidano di riequilibrare tutto con la terza prova, che ansia...
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
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Originalmente inviato da
lavorointerinal
Buongiorno a tutti,
Ora andiamo un poi ai numeri:
partecipanti erano 251 ve lo dico perchè li ho contati uno ad uno, 230 sono gli ammessi alla terza prova però se si tolgono i due dell' albo b sono 228. Quindi conti alla mano 251- 228 = 23 bocciati. Facendo poi una percentuale da bravo ossessivo quale sono viene il 90,8% di promossi che è molto alta considerando che la media nazionale è di circa il 75% dei promossi.
Ora tutto questo rimane ottimo se non si vendicano alla terza prova per riequilibrare l'armonia celeste
Io ne avevo contati 241 compresi i due dell'albo B sull'elenco che avevano pubblicato a novembre.
Quindi dell'albo A dovevamo essere 239. Mi è sembrato di sentire che una ragazza non si è presentata alla prima prova, quindi automaticamente sarà stata bocciata.
Siamo passati in 230, i due dell'albo B non sono stati bocciati, quindi ne hanno bocciati 11, tutti dell'albo A che corrisponde a poco meno del 5%.
Magari ho sbagliato io a contare quanti eravamo, però.
Una mia amica l'ha fatto l'eds a Genova qualche anno fa', erano pochissimi e sono riusciti a bocciarli tutti, perfino all'orale chi era sopravvissuto agli scritti.
Non si può pretendere che con l'esperienza che ci ritroviamo siamo in grado di fare le prove come le farebbe un professionista che lavora da 10 o più anni. Ma forse a Genova non hanno compreso questo dettaglio, mentre la nostra commissione si.
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Sophia, anche io ho i tuoi numeri: 241 con i due B, 230 con i due B, dell'A ne sono stati bocciati 11.
Ma io ho fatto lo stesso lavoretto di fino a giugno tra la 1. e la 3.: ne avevano bocciati 5, su un totale non tanto diverso: se devono riequilibrare non è a nostro sfavore...
Uno dei problemini dell'eds è che a dei professionisti si chiede di dare il bollino blu Chiquita ai loro futuri concorrenti... :rolleyes:
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
concordo con quanto avete detto.....
li hanno bocciati tutti a genova??? sono dei folli....anche perchè se è vero che 1+1 fa 2, allora cosi quella commissione deve ammettere di aver dato la laurea a gente ke non la meritava!!!! e non credo proprio ke sia cosi....comunque un consiglio, non pensiamoci +, ma pensiamo a fare bene dmn!!!
baci e in bocca al lupo!!!!!!!!!
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Si, in bocca al lupo a tutti!!! :dance:
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
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Originalmente inviato da
*Sophia*
Traccia: un commerciante di 40 anni SB si presenta con la moglie a una consultazione psicologica. È molto teso, sudato, parla a scatti, mentre la moglie appare tranquilla e silenziosa. L’uomo denuncia insonnia, difficoltà sessuali, agitazione psicomotoria ansia e preoccupazione per la salute propria e quella della moglie e dei propri figli di 6 e 8 anni. La moglie interrogata dallo psicologo dice che in famiglia va tutto bene solo che il marito è ansioso in modo sproporzionato rispetto alle situazioni.
Il commerciante afferma ancora che si sente umiliato per lo scarso successo nel lavoro che considera modesto rispetto alle proprie aspettative giovanili.
Il candidato indichi quali aree approfondirebbe nei colloqui successivi quali strumenti testologici userebbe come supporto dei colloqui indicando i motivi della scelta e quali ipotesi diagnostiche potrebbe formulare. Indichi inoltre se ritiene opportuno proseguire almeno in fase diagnostica i colloqui solo con SB o anche con la moglie.
Nessuno ha voglia di dirmi cosa scriverebbe per un caso così?
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
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Originalmente inviato da
*Sophia*
Traccia: un commerciante di 40 anni SB si presenta con la moglie a una consultazione psicologica. È molto teso, sudato, parla a scatti, mentre la moglie appare tranquilla e silenziosa. L’uomo denuncia insonnia, difficoltà sessuali, agitazione psicomotoria ansia e preoccupazione per la salute propria e quella della moglie e dei propri figli di 6 e 8 anni. La moglie interrogata dallo psicologo dice che in famiglia va tutto bene solo che il marito è ansioso in modo sproporzionato rispetto alle situazioni.
Il commerciante afferma ancora che si sente umiliato per lo scarso successo nel lavoro che considera modesto rispetto alle proprie aspettative giovanili.
Il candidato indichi quali aree approfondirebbe nei colloqui successivi quali strumenti testologici userebbe come supporto dei colloqui indicando i motivi della scelta e quali ipotesi diagnostiche potrebbe formulare. Indichi inoltre se ritiene opportuno proseguire almeno in fase diagnostica i colloqui solo con SB o anche con la moglie.
Nessuno ha voglia di dirmi cosa scriverebbe per un caso così?
Ma se io fossi molto incerta potrei restare molto sul vago e puntare sugli approfondimenti di praticamente tutto?
O dite che mi devo per forza spingere a fare più ipotesi?
E poi, come le faccio le eventuali diagnosi differenziali? Ho letto da qualche parte che non si fanno per esclusione, quindi potrei dire ad es.:
se dai colloqui, test ecc... dovesse emergere che il sintomo x è presente da tot tempo in concomitanza dei sintomi y e z allora potrei supporre una diagnosi di disturbo blabla, mentre se non dovesse essere confermata si potrebbe ipotizzare ad un disturbo blabla per questo o blabla per quello.
Potrebbe starci?
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
In che senso la diagnosi differenziale non si fa per esclusione?
Nella domanda chiede delle ipotesi diagnostiche, i sintomi sono
"insonnia, difficoltà sessuali, agitazione psicomotoria ansia e preoccupazione per la salute propria e altrui"
nel colloquio si presenta: "molto teso, sudato, parla a scatti,"
Afferma che "si sente umiliato per lo scarso successo nel lavoro che considera modesto rispetto alle proprie aspettative giovanili"
Che ipotesi di asse I ti vengono? quali altri sintomi dovresti però riscontrare per esserne certa?
Ma sull'ultima domanda, quella relativa alla moglie, voi come rispondereste? a me sta mettendo in crisi, io direi dipende dal motivo per il quale la moglie è venuta, per accompagnare il marito? oppure perché c'è qualcosa che la preoccupa?
Nel caso volesse partecipare però mi riserverei dei colloqui da solo con il marito!
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Io come ipotesi diagnostica ho pensato a disturbo d'ansia (generalizzato), altrimenti direi anche solo disturbo dello spettro ansioso. Ha dei segni che mi farebbero pensare anche ad un quadro depressivo (insonnia, si sente umiliato per lo scarso successo nel lavoro che considera modesto rispetto alle proprie aspettative giovanili, quindi c'è poca stima di sè e delusione), quindi indagherei se si sente il responsabile del fatto che le cose non vanno bene. Ansia e depressione potrebbero essere le due facce della stessa medaglia.
La moglie sembra totalmente indifferente e afferma che è lui che è esagerato. Potrebbe anche essere vero, ma è meglio indagare.
Io li vedrei insieme oppure terapia per lui più terapia familiare (se lei vuole), per aiutarli ad empatizzare l'uno con l'altra. Se per lei lui esagera e non ha nulla immagino che lui non abbia nessuno con cui sfogarsi e a cui chiedere supporto per il suo malessere.
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
L'ho spiegato un po' spiccio ma spero che si capisca quello che avevo in mente.
Come test farei Rorschach, MMPI-2, STAI-X e STAI-Y, BDI.
Poi ovviamente colloqui per approfondire, soprattutto il rapporto con la moglie (ha anche difficoltà sessuali) e col lavoro, che aspettative aveva sulla sua carriera, se erano effettivamente sue o di qualcun altro (madre? moglie?), se ha altre figure di riferimento importanti nella famiglia e fuori, la sua relazione con loro, ecc...
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Riferimento: Eds MIlano novembre 2013
Beh anche io avrei fatto così, forse avrei usato la batteria CBA invece di stai x Y e bdi
mentre per la domanda di terapia familiare (forse sarebbe meglio scrivere di coppia) non saprei... speriamo non escano casi di coppia che son una gran rogna :D