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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
per l'inidviduazione dei fattori oggettivi ti consiglio i documenti dell'ISPESL e dell'Agenzia Europea: sono piuttosto chiari e danno molte informazioni. Ovviamente è necessario avere una certa conoscenza e dimestichezza di rischi lavoro correlati anche fuori dallo stress, di funzionamento aziendale ecc., insomma capire e muoversi bene nel "rischio oggettivo". E' possibile coinvolgere il management e richiedere dati che l'azienda deve avere in archivio o presso il medico competente e così via. Se leggi bene il documento vedrai che è semplice anche elaborare un questionario per conto proprio (sugli aspetti oggettivi).
Mi potresti dire però dov'è che la ispesl ha detto che il karasek non è adeguato? a me risulta il contrario... grazie!
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
ecco un paio di domande della sezione "fonti di pressione nel suo lavoro" dell'OSI:
- avere troppo lavoro da fare
- sentirsi isolati.
altre due dalla sezione "salute fisica"
- indigestione o nausea
- diminuzione del desiderio sessuale.
infine altre due dalla sezione "cosa ne pensa del suo lavoro"
- le attuali possibilità di sviluppo di carriera
- il tipo di struttura organizzativa aziendale.
è un questionario facilmente approcciabile da personale impiegatizio, meno dalle maestranze. però con un po' di supporto ce la possono fare.
consiglio che amo ripetere: giacché NON ESISTONO linee guida definitive, ogni valutatore adotta lo strumento che ritiene più utile/opportuno. NESSUNO ci può contestare uno strumento piuttosto che un altro (ovvio a meno di non indagare la leadership invece che lo stress). NON SPAVENTIAMOCI... ciao
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Originalmente inviato da
nedelia59
per l'inidviduazione dei fattori oggettivi ti consiglio i documenti dell'ISPESL e dell'Agenzia Europea: sono piuttosto chiari e danno molte informazioni. Ovviamente è necessario avere una certa conoscenza e dimestichezza di rischi lavoro correlati anche fuori dallo stress, di funzionamento aziendale ecc., insomma capire e muoversi bene nel "rischio oggettivo". E' possibile coinvolgere il management e richiedere dati che l'azienda deve avere in archivio o presso il medico competente e così via. Se leggi bene il documento vedrai che è semplice anche elaborare un questionario per conto proprio (sugli aspetti oggettivi).
Mi potresti dire però dov'è che la ispesl ha detto che il karasek non è adeguato? a me risulta il contrario... grazie!
grazie per i riferimenti dell'Ispesl, li conosco, ma finora ho trovato aziende che calcolano assenteismo, malattia, ecc con parametri diversi... quindi mi domandavo se esistessero delle indicazioni ufficiali in merito, evidentemente non ancora.
per l'esattezza karasek e osi vengono ben descritti per la loro applicabilità dalle linee guide Simlii e Osha, di cui Ispesl fa parte. Anche all'ultimo convegno Ispesl hanno ribadito che vanno indagati i fattori di rischio stress e non lo stress. Comunque appena torno a casa vi mando i riferimenti più precisi
ciao!
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interessante quanto hai scritto: "Anche all'ultimo convegno Ispesl hanno ribadito che vanno indagati i fattori di rischio stress e non lo stress".
allora assenteismo turnover riduzione performance infortuni, considerati INDICATORI oggettivi di situazione di stress, NON sono i fattori di rischio, ma conseguenze a livello organizzativo. allora perché generalmente vengono valutate?
la realtà è che conoscenza sul tema ce n'è poca e qualunque psicologo preparato può applicare il metodo che ritiene più opportuno. io trovo che l'OSI ben misuri i fattori di rischio. e poi fornisce indicazioni su quelli che sono anche eventuali disagi psicofisici e conseguenze organizzative. quindi con questo strumento possiamo veramente erogare un servizio completo.
che ve ne pare di queste considerazioni? ciao a tutti
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ciao a tutti,
mi unisco alle vostre considerazioni. anch'io mi sto documentando sui vari strumenti per la valutazione stress lavoro correlato per realizzare il dvr in ospedale.
Come diceva Gurney linea guide specifiche non ce ne sono e la scelta alla fine è tutta in mano nostra o ahime delle politiche che ci sono sotto.... soprattutto in ospedale.
Anche a me l'OSI sembra un buono strumento, meglio del Karasek.Seguendo le indicazioni Ispesl andiamo ad indagare con l'OSI proprio i fattori di rischio. Chiaramente non è sufficiente indagare i fattori di rischio ma anche le conseguenze a livello della salute e a livello organizzativo.
Io credo sia necessario l'utilizzo contemporaneo di più strumenti, soprattutto per me in ospedale, forse è necessario. Sto valutando una contemporanea somministrazione anche di MBI o HPSCS giusto per avere più info visto il contesto sanitario e l'ambito oncologico in cui lavoro (in cui relazione con il paziente, relazione con la morte come potete immaginare possono essere dei grossi fattori di rischio).
C'è cmq una domanda che vi sottopongo, soprattutto ai più esperti in merito al dvr: la valutazione del rischio la effettuate dividendo i rischi nelle categorie inidicate da confindustria quali: rischio modesto, rischio rilevante, rischio grave e rischio molto grave......??? e se si valutate la dimensione del rischio in base a percentuale dei soggetti che presentano il rischio specifico? sarei grata a chi ne sa di più se riuscisse a sciogliermi questi dubbi
buona serata a tutti
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[QUOTE=gurney halleck;1980470]interessante quanto hai scritto: "Anche all'ultimo convegno Ispesl hanno ribadito che vanno indagati i fattori di rischio stress e non lo stress".
allora assenteismo turnover riduzione performance infortuni, considerati INDICATORI oggettivi di situazione di stress, NON sono i fattori di rischio, ma conseguenze a livello organizzativo. allora perché generalmente vengono valutate?
credo che la situazione sia questa (direi che lo è certamente nella versione ISPESL e SIMLI): turnover, incidenti ecc. sono spie di una situazione già degenerata, potenzialmente attribuibile allo stress, quindi già da correggere; orari lunghi, macchinari che non funzionano, rischio percepito di licenziamento sono fattori stressogeni e quindi di rischio (per la salute fisica e psichica dei lavoratori), quindi sulle quali intervenire per prevenire.
La distinzione almeno in questo è molto chiara, a mio parere, e ampiamente trattata da chi si occupa di rischi sul lavoro.
Il dubbio rimane su come adeguare a questo strumenti nati per altro, cioè per gli studi sul clima organizzativo o sullo stress soggettivo (possono andare bene, ma hanno bisogno di essere filtrati: dal punto di vista aziendale mi dice poco che un lavoratore sia stressato perchè ha divorziato, perchè non ho molto da proporre per sostenerlo, ed è invece questo lo scopo del mio lavoro).
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Citazione:
Originalmente inviato da
dreaming
ciao a tutti,
mi unisco alle vostre considerazioni. anch'io mi sto documentando sui vari strumenti per la valutazione stress lavoro correlato per realizzare il dvr in ospedale.
Come diceva Gurney linea guide specifiche non ce ne sono e la scelta alla fine è tutta in mano nostra o ahime delle politiche che ci sono sotto.... soprattutto in ospedale.
Anche a me l'OSI sembra un buono strumento, meglio del Karasek.Seguendo le indicazioni Ispesl andiamo ad indagare con l'OSI proprio i fattori di rischio. Chiaramente non è sufficiente indagare i fattori di rischio ma anche le conseguenze a livello della salute e a livello organizzativo.
Io credo sia necessario l'utilizzo contemporaneo di più strumenti, soprattutto per me in ospedale, forse è necessario. Sto valutando una contemporanea somministrazione anche di MBI o HPSCS giusto per avere più info visto il contesto sanitario e l'ambito oncologico in cui lavoro (in cui relazione con il paziente, relazione con la morte come potete immaginare possono essere dei grossi fattori di rischio).
C'è cmq una domanda che vi sottopongo, soprattutto ai più esperti in merito al dvr: la valutazione del rischio la effettuate dividendo i rischi nelle categorie inidicate da confindustria quali: rischio modesto, rischio rilevante, rischio grave e rischio molto grave......??? e se si valutate la dimensione del rischio in base a percentuale dei soggetti che presentano il rischio specifico? sarei grata a chi ne sa di più se riuscisse a sciogliermi questi dubbi
buona serata a tutti
ciao, mi permetto un suggerimento: circa l'utilizzo di più strumenti, ciò significa più costi per l'azienda sanitaria... consiglio di utilizzare il meno possibile per effettuare la valutazione. so che è un consiglio non richiesto, però consideralo come un parere disinteressato.
rispetto alla gravità del rischio: io lo suddivido rispetto allo strumento che mi fornisce risultati in merito. con l'OSI, avrò rischio assente, medio, significativo. per esperienza tendo a non seguire pedissequamente linee guida di chicchessia, anche se sono di Confindustria.
posso farvi dei riferimenti, a grandi linee, ma non le accetto acriticameente, piuttosto calo nel contesto aziendale interessato dalla valutazione il tipo di intervento più idoneo.
non voglio sembrare presuntuoso, ma siamo NOI i professionisti, non chi ha redatto le linee guida di Confindustria. io mi sentirei derubricato delegittimato snaturato nel mio ruolo se non avessi una impostazione personale.
ricordo che, giacché il d. lgs 81/2008 NON fornisce indicazioni su COME effettuare la valutazione, NESSUNO ci può contestare il ns. intervento (a patto che sia adatto). ok? buon lavoro, saluti
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Originalmente inviato da
nedelia59
credo che la situazione sia questa (direi che lo è certamente nella versione ISPESL e SIMLI): turnover, incidenti ecc. sono spie di una situazione già degenerata, potenzialmente attribuibile allo stress, quindi già da correggere; orari lunghi, macchinari che non funzionano, rischio percepito di licenziamento sono fattori stressogeni e quindi di rischio (per la salute fisica e psichica dei lavoratori), quindi sulle quali intervenire per prevenire.
ciao, ho sempre la sensazione che voialtri che effettuate la valutazione stress dalle vs. parti abbiate la fortuna di incontrare datori di lavoro disposti a dare retta a noi psicologi.
personalmente, io tendo sempre ad andarci piano con quanto riporto nel DVRStress. ci penserei una dozzina di volte prima di accennare solo ad orari di lavoro da modificare (non sto dicendo nedelia che tu fai ciò) o a macchinari che non funzionano. per carità!:assurdo: ciò significherebbe riportare su un documento ufficiale, passibile di ispezione ASL, una situazione gravissima per l'azienda. NOI siamo in grado di valutare lo stato dei macchinari?
non usciamo dal seminato ragazzi... piuttosto, cerchiamo di riportare nel DVRStress solo ciò che è di ns. diretta competenza. e solo dopo aver stabilito un buon rapporto con la direzione, iniziamo a trasmettere informalmente qualche ns. suggerimento.
NON sto alludendo all'idea di colludere con la committenza, ma semplicemente impariamo ad agire anche dal punto di vista commerciale. ragazzi, una volta terminato il "banchetto" (per modo di dire...) della VRStress che ci rimane da fare?... stabiliamo piuttosto gradualmente un buon rapporto con l'azienda, fidelizziamola, e poi proponiamo ulteriori servizi... che ne pensate? buon lavoro a tutti!
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grazie per il consiglio gurney!concordo con te nell'andarci piano...anche perchè l'azienda non vedrebbe in buona luce il nostro operato.
l'osi a me sembra il più adatto per tale valutazione.
Ritornando al Karasek su cui mi sto confrontando, per quanto ne so nn fornisce una valutazione delle fonti di rischio ma solo dello stress percepito dividendo poi i soggetto tra stressati (high strain), passivi, attivi e privi di stress...... quindi appunto non utile ai fini del DVR.... o meglio sicuramente da solo ci da poco!!!!!...che ne pensate???
buona giornata a tutti
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Originalmente inviato da
minermel
ciao,
sono pienamente d'accordo con la soggettività del costrutto stress, ma sto cercando l'approccio più allargato possibile sia per andare incontro ai datori di lavoro sia per poter rendere i nostri interventi professionali più solidi e ricchi possibile.
Ho letto le indicazioni Confindustria, ma come dici tu la bibliografia a riguardo non è un granchè...
per quanto riguarda i funzionigrammi li uso per creare i gruppi omogenei senza dividerli banalmente per mansione, mentre le procedure hr le uso per avere informazioni su quali procedure per la riduzione dei rischi stress sono già in atto (anche se nate con scopi diversi)
Il modello SSR è del Centro FerrariSinibaldi, ho seguito il loro corso qualche mese fa... trovi qualcosa sul loro sito,
Centro Specialistico Integrato Psicologia e Psicoterapia - Ferrari Sinibaldi: strumenti, protocolli, diagnosi, ricerca e innovazione nell'area sulla valutazione rischi. A me è servito molto per ampliare gli aspetti organizzativi e oggettivi/intersoggettivi della valutazione
per quanto riguarda gli indicatori oggettivi sentiamoci man mano che si trova qualcosa!!
Mel
Ciao,
conosco il Ferreri Sinibaldi, volevo partecipare al corso e formarmi , ma pare che tale strumento non vada tanto bene per la valutazione in quanto si basa sulla valutazione Rischio.....chi ha partecipato alla formazione su quello strumento mi pare che ora lo non lo utilizzi, se tu lo fai potresti chiarirmi il modo in cui lo usi .
PArteciperò a fine mese ad una mezza giornata formativa, vi farò sapere cosa ne viene fuori
....
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Ciao,
mi permetto di invitare tutti gli psicologi interessati all'obbligo di valutazione dello stress lavoro correlato come previsto dal D.lgs 81/08 a partecipare al Safety Forum 2009, importante iniziativa della FIRAS-SPP (Federazione Italiana Responsabili e Addetti alla Sicurezza - Servizi di Prevenzione e Protezione).
Perchè partecipare?
1) Perchè la partecipazione è gratuita; 2) Perchè avrete modo di confrontarvi con altri psicologi ma anche con gli operatori della sicurezza
Date un'occhiata al programma, ai relatori e....carpe diem!!!
http://file.professionesicurezza.it/...Forum_2009.pdf
Se avete bisogno di chiarimenti e/o altre informazioni potete contattarmi all'indirizzo: [email protected]
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Citazione:
Originalmente inviato da
Fantasiosa
Ciao,
conosco il Ferreri Sinibaldi, volevo partecipare al corso e formarmi , ma pare che tale strumento non vada tanto bene per la valutazione in quanto si basa sulla valutazione Rischio.....chi ha partecipato alla formazione su quello strumento mi pare che ora lo non lo utilizzi, se tu lo fai potresti chiarirmi il modo in cui lo usi .
PArteciperò a fine mese ad una mezza giornata formativa, vi farò sapere cosa ne viene fuori
....
ciao,
Tu sei andata al seminario di mezza giornata del 27, c'ero anch'io! come ti è sembrato? io sto usando il wsrq e sono tentata dalla versione software...
Per risponderti correttamente premetto che credo che sia fondamentale distinguere tra valutazione dei rischi e valutazione dello stress. Dalla mia esperienza e da quanto emerso nei diversi incontri istituzionali (convegni Ispesl e Confindustria, indicazioni dei valutatori Asl/Ausl) cui ho partecipato è emerso che il decreto legge chiede di valutare i fattori di rischi stress e inserirli nel Dvr, esattamente come gli altri fattori di rischio. Per fare un esempio nel dvr bisogna indicare quali rumori possono essere dannosi per l'udito, non bisogna valutare il dolore alle orecchie dei lavoratori. Lo stress, e il mal di orecchie, vanno periodicamente monitorati e questo monitoraggio costituisce l'azioni di prevenzione e riduzione dei rischi che discende da quanto indicato nel Dvr.
Partendo da questa premessa e tornando alla tua domanda io uso il modello SSR per valutare i rischi, il test wsrq per le azioni di monitoraggio periodiche, consiglio l'Osi alle risorse umane come eventuale loro strumento di valutazione interna, indico nel Dvr quali delle loro azioni/interventi (ad esempio la formazione alla comunicazione) possono essere validi sistemi di monitoraggio e prevenzione, fornisco una mia check-list ai medici competenti per la rilevazione di sintomatologia ansiosa.
Nello specifico per la prima fase - valutazione dei rischi per loro inserimento nel dvr - faccio una breve analisi organizzativa e colloqui per individuare i gruppi omogenei e eventuali particolarità, poi individuo gli specifici fattori di rischio partendo dalle tabelle del modello ssr, che sono divise per ambiente professionale (ad esempio c'è l'elenco di tutti i possibili rischi stress in un ufficio o in un magazzino, divisi per categorie). Personalizzo tale elenco sulla base delle mie analisi e indico nel dvr quali azioni e/o strumenti saranno usati (da me o dall'Rspp o dalle risorse umane) per il monitoraggio e la prevenzione.
Ho già fatto parecchie valutazioni seguendo questo processo e per ora mi sono sempre trovata bene.
Mel
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
sono d'accordo con miner: in questo caso - sottolineo: in questo caso - l'azione è valutare i fattori di rischio. Non lo stress. Lo chiede la legge anche se come giustamente dice Gurney non spiega come farlo.
Come psicologo non posso valutare lo stato dei macchinari o altro ma posso collaborare con chi si occupa di quel tipo di valutazione dei rischi (obbligatoria), con il medico, posso intervistare i responsabili dell'azienda, i rappresentanti dei lavoratori (per la sicurezza, ma anche i capi reparto, se è il caso, o i rappresentanti sindacali) anche in merito alla loro percezione di macchinari, turni ecc., e posso chiedere dei dati precisi in amministrazione in merito a straordinari, orari ecc.
Se l'azienda non mi fornisce i dati necessari o li altera è evidente che non posso farci nulla, ma il problema è loro che stanno falsificando dei dati: è come se tu dessi una fattura falsa al commercialista.
Non è difficile organizzare interviste strutturate o questionari su questi temi, sia per i lavoratori che per il management, nè una lista di sintomi/malattie tipicamente attribuibili a stress da sottoporre al medico come check list da compilare.
Il mio problema resta invece quello di passare ad un questionario standardizzato, come il karasek, da sottoporre a tutti: chi lo usa per favore mi può dire come lo ha avuto? se lo avete avuto on line cosa avete dichiarato? ricerca? avete pagato? grazie!
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
ciao a tutti,
ma qualcuno di voi ha già redatto un dvr ????
mi sto chiedendo (non so se mi faccio inutili paranoie) ma nel dvr separate i fattori di rischio oggettivi da quelli soggettivi???? qualcuno di voi oltre alla formazione come intervento ha proposto il counselling???
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
dreaming, per fattori di rischio oggettivi e soggettivi, fai riferimento a differenze tra agenti fisici (orari di lavoro rumore vibrazioni igiene ambientale ecc) e ad esempio percezione di rapporti tra colleghi o capo monotonia del lavoro, quantità di lavoro ecc?
finora mai proposto counselling, finora. però ce ne sarebbe bisogno in certi casi, ma non necessariamente per cause attribuibili al lavoro. ma a fattori extralavorativi, che alla fine però si ripercuotono sul lavoro stess.
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
Buongiorno a tutti!
vorrei segnalare un corso di formazione che si svolgerà prossimamente a Roma:
"IL DISAGIO DA LAVORO: Azione e Prevenzione dello stress lavoro correlato".
attraverso il corso sarà possibile acquisire una metodologia per la valutazione dello stress lavoro correlato.
vi posto il link dove potrete trovare informazioni utili, nonchè programma e relatori!
www.alfambiente.com
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si gurney mi riferisco a quelli......
per quanto riguarda l'evento segnalato da valery volevo cmq informarvi sul fatto che il loro questionario il ROAQ serve per rispondere solo all'aticolo 15 del testo unico nel senso che permette di darci un codice di rischio in base alle costrittività organizzative (valuta infatti flussi comunicativi, qualità del lavoro, rapporto tra lavoro e vita privata, costrittività relazionali e disagio (inteso come condizioni di prepotenza, violenza).... quindi ne deriva che cmq in ogni caso dobbiamo unire questo questionario ad altri che permettano di rispondere all'articolo 28 ovvero che ci permettano di rilevare il disagio psicologico individuale relativo alle patologie stress correlate. il questionario da loro presentato parte dal questinario di Avallone...mi spiego..... nn esaustivo.....e a dire il vero con molte carenze se devo essere sincera. Il questionario è anonimo e facoltativo l'importante è ottenere il 50% + 1 dei questionari sulla popolazione di lavoratori totali: ex su 100 dipendenti 51 questionari sono sufficienti per stilare il codice di rischio.
Il gruppo del Prof Cardero sta studiando un altro questionario da unire al ROAQ per valutare i fattori soggettivi e fornire un dato individuale utile per il medico competente. La loro metodologia è cmq lunghetta prevede interviste semistrutturate ai dirigenti + questionari ai dipendenti in base all'organizagramma aziendale.
Cmq per una politica che nn vi sto a spiegare la maggiornaza degli ospedali di Roma e provincia utilizzeranno il questionario di Cardero per la valutazione del codice di rischio. Ogni ospedale poi sceglierà uno strumento più specifico per la valutazione individuale.
Mi chiedevo se qualcuno di voi è di Roma mi farebbe piacere scambiare alcune info e conoscenze reciproche direttamente......
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Citazione:
Originalmente inviato da
nedelia59
Il mio problema resta invece quello di passare ad un questionario standardizzato, come il karasek, da sottoporre a tutti: chi lo usa per favore mi può dire come lo ha avuto? se lo avete avuto on line cosa avete dichiarato? ricerca? avete pagato? grazie!
il karasek è gratis, questa è la sua forza! io personalmente non lo uso per motivi già spiegati in altri post, ma so che alcuni lo stanno applicando.
Se vuoi usare un test io mi trovo bene con quelli del Centro FerrariSinibaldi, al loro corso ne ho ricevuti due: uno è stato usato in Eni e l'altro in IntesaSanpaolo, quando lo dico ai miei clienti li accettano a scatola chiusa!!
ciao
Mel
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Originalmente inviato da
dreaming
ciao a tutti,
ma qualcuno di voi ha già redatto un dvr ????
mi sto chiedendo (non so se mi faccio inutili paranoie) ma nel dvr separate i fattori di rischio oggettivi da quelli soggettivi???? qualcuno di voi oltre alla formazione come intervento ha proposto il counselling???
nel DVR divido i fattori per gruppi omogenei di persone soggette a certi tipi di rischio e per ogni fattore indico eventuali indicatori oggettivi e soggettivi.
il counseling purtroppo viene visto male da molti datori di lavoro e ha costi poco prevedibili (non si sa a priori quanti aderiranno) quindi meglio evitare...
Mel
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
X Mel: grazie. Ma per prendere i questionari del Centro FerrariSinibaldi devi fare il loro corso? altra domanda: fanno corsi solo a Milano o per caso anche a Roma?
qualcuno di voi sa dirmi l'indirizzo mail per richiedere il karasek. mi avevano dato quello della dottoressa fattorini ovvero [email protected] ma l'indirizzo è sbagliato la mail mi torna indietro.
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grazie Mel. ho letto che usi i questionari del Centro FerrariSinibaldi mi chiedevo se è possibile averli solo se fai i loro corsi a Milano.
qualcuno mi può inoltre mandare la mail a cui posso richiedere il karasek chiaramente nella versione italiana perchè ho inviato una mail alla dott.ssa fattorini ([email protected]) ma l'email non è attiva!
buona giornata a tutti!
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Ciao a tutti!
ho letto del metodo di Ferrari e Sinibaldi, ma ho visto che per ogni tipo di attività vengono proposti vari indici di rischio: un indice per ognuno dei sotto-fattori di rischio che rientrano nei 5 macro-fattori di rischio! viene inoltre consigliato l'utilizzo del WSRQ per valutare la percezione del rischio nei lavoratori.... però non ho capito come integrare i due aspetti nella valutazione. mi spiego meglio, una volta appurato che c'è rischio ma che i dipendenti non lo percepiscono così alto, posso "sentirmi più tranquilla"? e ancora, non diventa complicato avere così tanti indici di rischio per ogni gruppo omogeneo? o forse c'è un modo per raggiungere una stima finale e io non l'ho capito? Trovo invece utile il test Ferrari-Sinibaldi per approfondimenti di casi specifici, dal momento che valuta lo stress index e le capacità di coping della persona.
Grazie come sempre delle vostre utilissime considerazioni.
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
Salve a tutti!
anch'io dovrò fare delle valutazioni presso alcune aziende, e mi sto orientando sull'OSI,
qlcn può darmi qualche dritta sulla valutazione finale che dovremo restituire al DDL (datore di lavoro)?
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Citazione:
Originalmente inviato da
gocciolina
Salve a tutti!
anch'io dovrò fare delle valutazioni presso alcune aziende, e mi sto orientando sull'OSI,
qlcn può darmi qualche dritta sulla valutazione finale che dovremo restituire al DDL (datore di lavoro)?
ciao trovi un mio messaggio nell'altro thread dedicato alla valutazione stress ciao
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Se vuoi usare un test io mi trovo bene con quelli del Centro FerrariSinibaldi, al loro corso ne ho ricevuti due: uno è stato usato in Eni e l'altro in IntesaSanpaolo, quando lo dico ai miei clienti li accettano a scatola chiusa!!
[/QUOTE]
in effetti suona molto bene come garanzia! Grezie Minertel! ho visto che è possibile acquistarli online: conosci anche altre vie per provarli prima di comprare tutto il blocco?
quanto al karasek: io dal sito sono riuscita ad arrivare solo ad una pagina dove mi si chiede a che cosa mi serve e in base a quello mi chiede un pagamento in dollari. Non ho capito nè se alla fine il test che mi manderebbero è in italiano nè come possano controllare come uso il test (per ricerca, per uso commerciale, per studio ecc.). Non mi piace barare ma non vorrei nemmeno spendere dei soldi inutilmente.... Ne sai nulla? grazie...
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Originalmente inviato da
igiorgia
Ciao a tutti!
ho letto del metodo di Ferrari e Sinibaldi, ma ho visto che per ogni tipo di attività vengono proposti vari indici di rischio: un indice per ognuno dei sotto-fattori di rischio che rientrano nei 5 macro-fattori di rischio! viene inoltre consigliato l'utilizzo del WSRQ per valutare la percezione del rischio nei lavoratori.... però non ho capito come integrare i due aspetti nella valutazione. mi spiego meglio, una volta appurato che c'è rischio ma che i dipendenti non lo percepiscono così alto, posso "sentirmi più tranquilla"? e ancora, non diventa complicato avere così tanti indici di rischio per ogni gruppo omogeneo? o forse c'è un modo per raggiungere una stima finale e io non l'ho capito? Trovo invece utile il test Ferrari-Sinibaldi per approfondimenti di casi specifici, dal momento che valuta lo stress index e le capacità di coping della persona.
Grazie come sempre delle vostre utilissime considerazioni.
ciao, io uso le tabelle con tutti i possibili fattori di rischio indicati dal Centro FerrariSinibaldi per scegliere quelli più rilevanti secondo la mia indagine, oppure li segno tutti se l'rspp o il datore di lavoro preferiscono così. In generale cerco di fare pochi gruppi omogenei, magari metto qualche postilla su alcuni indicatori per indicare le specificità per alcune mansioni in particolare (ad es. spesso segnalo nel gruppo omogeneo Ufficio gli stress comuni per tutti, ma evidenzio quelli cui sono particolarmente soggetti i dirigenti e le persone a contatto diretto con i clienti).
Il Wsrq - come altri test - può essere usato come strumento di monitoraggio periodico, attività obbligatorio da d.l. Dal momento che uno degli scopi del DVR (su tutti i rischi) è il miglioramento continuo, tutti gli strumenti di verifica dovrebbero dare indicatori più bassi, per farci stare tranquilli :P e, soprattutto, per dimostrare che le azioni di prevenzione messe in atto funzionano (se i punteggi salgono, invece, è compito dell'azienda rivedere le azioni di prevenzione).
ciao!
Mel
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Citazione:
Originalmente inviato da
dreaming
qualcuno mi può inoltre mandare la mail a cui posso richiedere il karasek chiaramente nella versione italiana perchè ho inviato una mail alla dott.ssa fattorini (
[email protected]) ma l'email non è attiva!
buona giornata a tutti!
il karasek si chiede a karasek (se volete scrivere alla fattorini, chiedetele piuttosto il questionario ispesl che è anche interessante).
devi andare sul sito jcqcenter e seguire la procedura di richiesta che prevede l'invio da parte tua di 2 file da compilare (il contratto di richiesta e le caratteristiche della ricerca che devi effettuare e della versione del questionario che ti serve).
sinceramente avrei preferito aspettare meno e ricevere il materiale via mail piuttosto che cartaceo... ma anche ricevere dopo 1 mese un pacchetto dal massachusetts completo di questionario, manuale e articoli scientifici da le sue soddisfazioni.
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Citazione:
Originalmente inviato da
jamostex
il karasek si chiede a karasek (se volete scrivere alla fattorini, chiedetele piuttosto il questionario ispesl che è anche interessante).
devi andare sul sito jcqcenter e seguire la procedura di richiesta che prevede l'invio da parte tua di 2 file da compilare (il contratto di richiesta e le caratteristiche della ricerca che devi effettuare e della versione del questionario che ti serve).
sinceramente avrei preferito aspettare meno e ricevere il materiale via mail piuttosto che cartaceo... ma anche ricevere dopo 1 mese un pacchetto dal massachusetts completo di questionario, manuale e articoli scientifici da le sue soddisfazioni.
ci credo che dia soddisfazione!... io sono arrivata fino alla compilazione dei moduli: dopodiche non ho saputo davvero cosa indicare. Tu cosa hai dichiarato? il test ti è arrivato in italiano o in inglese? se hai il test dell'ispesl saresti così generoso da condividerlo on line?:D:D:D grazie grazie!
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Citazione:
Originalmente inviato da
nedelia59
ci credo che dia soddisfazione!... io sono arrivata fino alla compilazione dei moduli: dopodiche non ho saputo davvero cosa indicare. Tu cosa hai dichiarato? il test ti è arrivato in italiano o in inglese? se hai il test dell'ispesl saresti così generoso da condividerlo on line?:D:D:D grazie grazie!
per il test ispesl, prima devo essere sicuro di poterlo diffondere, tra 2, 3 settimane dovrei vedere la Fattorini ad un corso e le chiederò se posso farlo.
per il jcq, mi è arrivato in italiano e nella versione che volevo, come da mia richiesta, perchè non sai cosa indicare? devi semplicemente mettere le informazioni su di te, sulle variabili che vuoi inserire e sullo studio che devi fare (puoi anche tenerti sul vago eh). fammi sapere dove ti areni...
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
Salve a tutti.
Sto collaborando ad una ricerca sul benessere organizzativo e, volendo valutare l'opportunità di creare un questionario con sottoscale che indaghino diversi aspetti quali, per esempio: stree lavoro correlato (dlgs 81/08), mobbing, ... sto valutando diversi questionari.
Ho consultato l'OSI, il Karasek ed altri.
Mi servirebbero quante più informazioni e gli item del LIPT (Leymann Inventory of Psychological Terrorism), del NAQ (Negative Act Questionnaire) e del WHS (Negative Act Questionnaire). Come per molti questionari mi rendo conto che servono le abilitazioni alla somministrazione, ma io necessito solo degli item, senza note metodologiche, calcolo punti e tutto il resto.
Qualcuno mi può aiutare?
Sperando nella vostra disponibilità vi saluto.
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Salve a tutti, ho letto tutti i vostri post, ma nessuno di voi fa un'analisi sulle procedure interne, sulle iniziative attuate e sui dati oggettivi dell'azienda (segnalazioni al medico competente, statistiche su malattie professionali, cambi di mansione turnover elevato sia interno ed esterno...) per avere un quadro generale dell'azienda e prima di passare alla fase successiva della scelta di eventuali strumenti?
Insomma un'indagine su indicatori organizzativi prima di andare ad aumentare delle aspettative nel dipendente (che si creano inevitabilmente dopo aver speso del tempo nel compilare un questionario ...) e che rischiano di essere disinluse e di peggiorare la situazione in quei soggetti già "sotto stress"?
In risposta a qualcuno, io le ho indossate le scarpe antiinfortunistiche, ho presieduto ai turni di notte ed è forse per questo che non prendo alla leggera nè le relazioni industriali, nè il coinvolgimento dei dipendenti.
Mi sento di fare queste considerazioni perchè ho visto che in questo forum ci può essere margine per una discussione aperta e costruttiva.
Buon lavoro a tutti
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
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Originalmente inviato da
Olivia2008
Salve a tutti, ho letto tutti i vostri post, ma nessuno di voi fa un'analisi sulle procedure interne, sulle iniziative attuate e sui dati oggettivi dell'azienda (segnalazioni al medico competente, statistiche su malattie professionali, cambi di mansione turnover elevato sia interno ed esterno...) per avere un quadro generale dell'azienda e prima di passare alla fase successiva della scelta di eventuali strumenti?
infortuni: andamento, quantità, dinamica; malattie professionali; casi di mobbing denunciati; casi di burnout gravi; trend assenteistico diviso per malattia ecc in tutte le salse; turnover nell'ultimo anno; organigramma ed eventuali ristrutturazioni organizzative...e anche altro che magari mi sfugge.
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Insomma un'indagine su indicatori organizzativi prima di andare ad aumentare delle aspettative nel dipendente (che si creano inevitabilmente dopo aver speso del tempo nel compilare un questionario ...) e che rischiano di essere disinluse e di peggiorare la situazione in quei soggetti già "sotto stress"?
e infatti bisogna essere mollto chiari con la dirigenza che se si decide di coinvolgere il personale, si tratterà di un progetto di ricerca-intervento e non di ricerca e basta...
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
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Originalmente inviato da
jamostex
infortuni: andamento, quantità, dinamica; malattie professionali; casi di mobbing denunciati; casi di burnout gravi; trend assenteistico diviso per malattia ecc in tutte le salse; turnover nell'ultimo anno; organigramma ed eventuali ristrutturazioni organizzative...e anche altro che magari mi sfugge.
ottimo! :approved:
e aggiungo: indici di assenteismo ponderati (per durata, per stagionalità, ecc), benchmarking tra divisioni e BU, infortuni (frequenza e gravità), ammonizioni formali e informali, richieste cambio mansioni, indici di sito, ecc.
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
Esatto è quello che ho richiesto finora, peccato che la difficoltà sta nel reperirli! averli all'ultimo o solo in parte costringe poi a ridurre drasticamente il report da allegare al DVR.
A proposito come l'avete impostata la relazione? (intendo i paragrafi)
Ciao ;)
Olivia
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
Ciao!
io somministrerò il questionario dell'ISPESAL in una azienda.
mi sembra ben fatto, ho solamente "adattato" alcune domande alle esigenze dell'azienda.
anch'io come Olivia chiedo; come impostare il report??
grazie Lucia
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Nuovo questionario GIUNTI OS
Ciao a tutti, da alcuni contatti (abbastanza in alto :asd:) che ho all'interno delle ASL sono venuto a sapere che la casa editrice GIUNTI OS sta per uscire con uno strumento innovativo e piuttosto definitivo sulla valutazione dello stress lavoro-correlato.
Ne so ancora troppo poco ma dicono che unisca la velocità di somministrazione alla precisione nell'individuazione sia del malessere organizzativo che delle fonti di rischio. Il nome non lo so, così come non conosco ancora gli autori ma la cosa che mi fa pensare (parecchio in bene) è il sillogismo...
- la ASL (Dipartimento di prevenzione) è l'organismo preposto alla valutazione dei DVR aziendali
- la ASL utilizza questo nuovo strumento
- questo nuovo strumento deve necessariamente essere il migliore o quanto meno quello più aderente alla legge 81/2008!
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Riferimento: Nuovo questionario GIUNTI OS
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Originalmente inviato da
ciccillorn
Ciao a tutti, da alcuni contatti (abbastanza in alto :asd:) che ho all'interno delle ASL sono venuto a sapere che la casa editrice GIUNTI OS sta per uscire con uno strumento innovativo e piuttosto definitivo sulla valutazione dello stress lavoro-correlato.
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Io lavoro in Asl a Milano e Monza e mi dicono che non c'è nessuno strumento ufficiale... bisogna tra l'altro differenziare tra i DVR interni alle ASL e chi in ASL esercita funzioni di Spsal, ma in entrambi i casi niente è definito ancora.
Non vorrei essere malizioso, qui nel forum tutti hanno delle chiare preferenze per certi strumenti, ma Ciccilorn tu sei di firenze, come la Giunti e il tono è un po' troppo entusiastico per uno che dice di non sapere niente di preciso. Comunque magari mi sbaglio...
buon lavoro a tutti!!
H.
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
Beh, è vero, sono di Firenze come la Giunti, come il David di Michelangelo e il cupolone del Brunelleschi ma sono anche un completo neofita sull'argomento, uno dei tanti giovani psicologi (queste pagine ne sono piene) che cerca di studiare il tema e che cerca di avere qualche mezzo contatto lavorativo con piccole aziende e si chiede quali strumenti utilizzare per fare un lavoro dignitoso e nei tempi.
Ho sentito una voce che sta rimbalzando all'ASL di Firenze e l'ho rilanciata sperando di avere conferme o smentite come la tua. Se hai letto entusiasmo nelle mie parole era solo la volontà di avere uno strumento affidabile, condiviso e di semplice utilizzo per fare questa benedetta valutazione dei rischi, niente di più e nessuna malizia.
Vi rilancio la domanda... qualcuno ne sa niente?
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
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Originalmente inviato da
ciccillorn
Beh, è vero, sono di Firenze come la Giunti, come il David di Michelangelo e il cupolone del Brunelleschi
in effetti avevo qualche dubbio anche sul David...
scherzo! :mano:
grazie per la precisazione, chiedo anch'io a tutti di dare feedback in merito se ne hanno
H.
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Riferimento: Test valutazione stress lavorativo e mobbing
Citazione:
Originalmente inviato da
ciccillorn
Ho sentito una voce che sta rimbalzando all'ASL di Firenze e l'ho rilanciata sperando di avere conferme o smentite come la tua. Se hai letto entusiasmo nelle mie parole era solo la volontà di avere uno strumento affidabile, condiviso e di semplice utilizzo per fare questa benedetta valutazione dei rischi, niente di più e nessuna malizia.
Vi rilancio la domanda... qualcuno ne sa niente?
Innanzitutto so che per la GiuntiOS è uscito un libro a cura del prof. Carlo Bisio
Giunti OS | Psicologia per la sicurezza sul lavoro. Rischio, benessere e ricerca del significato.
Riguardo al test per la valutazione dello stress lavoro correlato in ambito sanitario immagino che tu ti riferisca all'OPRA, il cui riferimento bibliografico è il seguente:
La valutazione dei fattori di rischio psicosociale: un primo passo verso la validazione di un questionario
Titolo Rivista: RISORSA UOMO
Autori o Curatori: Mario Magnani, Geatano Andrea Mancini
Anno di pubblicazione: 2008 Fascicolo: 1
This study proposes the realization of a first step in order to validate the Organizational and Psychosocial Risk Assessment (OPRA), furnishing a first contribution on the reliability and validity of the tool. The sample was composed of 705 health service’s employees who were administered the OPRA and M_DOQ10 (Majer e D’Amato, 2005). In general, the tool was shown to be valid and reliable. Correlations between scores on the OPRA and the M_DOQ10 illustrate the good concurrent validity. The tool shows some interesting requisites that may be of valid contribution to research and professional practice.
RISORSA UOMO - La valutazione dei fattori di rischio psicosociale: un primo passo verso la validazione di un questionario