Piccirilla non scadere nelle offese, grazie :mano:
Riesco ad intervenire poco perchè per aprire una pagina mi ci vogliono 14 minuti :|
Edit: vedo che vi siete chiariti, meglio così :smile:
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Piccirilla non scadere nelle offese, grazie :mano:
Riesco ad intervenire poco perchè per aprire una pagina mi ci vogliono 14 minuti :|
Edit: vedo che vi siete chiariti, meglio così :smile:
A me risulta che la polizia stesse cercando di accedere, attraverso una via pubblica, ad una cava al momento abbandonata (cava, come tale, bene demaniale, quindi dello Stato). La violenza è stata perpetrata da quei "pacifici manifestanti" (tutti prezzolati o quantomeno sobillati dal camorrista di turno) che indebitamente hanno tentato di impedirne l'accesso.
Mi sembra talmente chiaro da non necessitare (forse) di spiegazioni.
Gli accostamenti col bandito che t'entra in casa mi sembrano talmente campati in aria, Willy, da offendere la tua intelligenza.
E ti risulta male.
A me risulta, da testimoni presenti sul luogo, che la polizia abbia caricato, che i giornali non testimonino ciò che è realmente successo e che sia stato malmenato dalla polizia anche un giornalista che stava riprendendo ciò che stava accadendo
ah questo è verissimo...
un sacco di gente ci ha guadagnato (economicamente) con la gestione truffaldina dei rifiuti...e tanti di questi sono alcuni campani...
il problema è che (ovviamente) quelli che ci hanno guadagnato non sono quelli che manifestano...
Ad ogni buon conto, la Forza Pubblica non aveva il diritto di accedere?
Tempo perso e filo cassariato...cominciamo da quanto fa 1+1...
Dicevamo in post e post fa che ci sono parecchie collusioni, ora o entriamo con la forza pubblica per difenderle (le collusioni) oppure magari vediamo di cambiarla questa mentalità di cui tu ti fai così tanto scandalo, delle due una.
Benissimo, hai eluso goffamente la risposta alla domanda (domanda retorica).La Polizia aveva pieno diritto di entrare, i napulilli non avevano diritto di impedire l'accesso.
La Polizia ha fatto pienamente il suo dovere.
Il resto sono tue conclusioni artatamente inserite per eludere la domanda.
Ciao maestrina dalla penna rotta !:asd:
A te potrà anche sembrare chiaro (e probabilmente ti basta il sembrare). A me nient'affatto.
Dato che sono abituato a discutere dati alla mano, ti spiacerebbe dimostrare le tue affermazioni (che, da come le butti lì, sembra ne sappia più tu del Ministro della Polizia [Pardon, si chiamava così nel ventennio, adesso si chiama "dell'Interno", chissà perché])?
Buona vita
Guglielmo
P.S.: la mia intelligenza sa benissimo difendersi da sola. A volte anche contro il mio intento
Ed eccoli:
Rifiuti: Denunciati 3 pregiudicati e sequestrata area a Calitri » IRPINIANEWS.IT
Buona vita
Guglielmo
spero di non essere fraintesa.
ci sono zone di napoli in cui c'è un profondo e radicato odio contro tutte le forze dell'ordine (i "guardie"). sono chiaramente camorristi. e per camorra intendo l'atteggiamento (in termini di psicologia sociale) nei confronti di un tipo di "sistema" in cui si nasce, non si sceglie.
non sono dell'idea che se non ci si nasce non si puo' capire. spero ci sia un'apertura alla comprensione soprattutto perchè è una realtà che NON è relegata a napoli. coinvolge l'italia. i piani alti. quelli che sembrano "intoccabili".
da napoletana non mi va di fare pena al resto d'italia o di portare il peso di colpe che non abbiamo. il problema dei rifiuti c'è da anni. non riguarda solo napoli. non si puo' fare di napoli un capro espiatorio.
le bombe carta sono state buttate dai camorristi. da persone che sono arrivate lì solo per creare certi disordini non per difendersi.
(su commissione poi di chi?)
se guardate i video di chiaiano o leggete l'articolo di repubblica che ho postato nelle pagine precedenti vedrete che quella dei napoletani (non solo abitanti di chiaiano) era una protesta fatta a mani alzate, senza armi. disperati. non di bombe carta. quelli bastonati erano quelli che protestavano con le mani alzate.
non c'erano solo quelli dei bassi, i "paesanotti" che vuole mostrare la tv. c'erno giornalisti, professori, docenti universitari.
mi fa male vedere sempre lo stereotipo del napoletano. quando ci sono delle interviste di solito la gente parla napoletano, è a dir poco sguaiata, il tipico stereotipo del napoletano.
è per questo che certi utenti dicono frasi tipo "l'impepata di cozze sulla monnezza".
a sarno (salerno) è vero, le case erano costruite dove non si poteva. bisognerebbe chiedersi come, perchè e chi. la colpa di un tale disastro non puo' essere di quello che ha lavorato una vita intera per costruire una casa in un punto non sicuro per sè e la sua famiglia, che poi gli è crollata o gli è andata peggio.
I rifiuti? Da Nord a Sud
Dal libro di Saviano "Gomorra":
"La parte più consistente dei traffici di rifiuti tossici ha un vettore unico: nord-sud. Dalla fine degli anni '90 diciottomila tonnellate di rifiuti tossici partiti da Brescia sono stati smaltiti tra Napoli e Caserta e un milione di tonnellate, in quattro anni, sono tutte finite a Santa Maria Capua Vetere. Dal nord i rifiuti trattati negli impianti di Milano, Pavia e Pisa venivano spediti in Campania. La Procura di Napoli e quella di Santa Maria Capua Vetere hanno scoperto nel gennaio 2003, grazie alle indagini coordinate dal pubblico ministero Donato Ceglie, che in quaranta giorni oltre seimilacinquecento tonnellate di ri-
fiuti dalla Lombardia sono giunte a Trentola Ducenta, vicino a Caserta. "
.....
"Vicino a Grazzanise era stata accumulata tutta la terra di spazzamento della città di Milano. Per decenni tutta la spazzatura raccolta nelle pattumiere dai netturbini milanesi, quella scopata al mattino, era stata raccolta e spedita da
queste parti. Dalla provincia di Milano ogni giorno ottocento tonnellate di rifiuti finiscono in Germania. La produzione complessiva è però di milletrecento tonnellate. Ne mancano quindi all'appello cinquecento. Non si sa dove vanno a finire. Con grande probabilità questi rifiuti fantasma vengono sparpagliati in giro per il Mezzogiorno. Ci sono anche i toner delle stampanti ad ammorbare la terra, come scoperto dall'operazione del 2006 "Madre Terra" coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Tra Villa Literno, Castelvolturno e San Tammaro, i toner delle stampanti d'ufficio della Toscana e della Lombardia venivano sversati di notte da camion che ufficialmente trasportavano compost, un tipo di concime. L'odore era acido e forte, ed esplodeva ogni volta che pioveva. Le terre erano cariche di cromo esavalente. Se inalato, si fissa nei globuli rossi e nei capelli e provoca ulcere, difficoltà respiratorie, problemi renali e cancro ai polmoni. Ogni metro di terra ha il suo carico particolare di rifiuti."
......
"L'operazione "Cassiopea" del 2003 dimostrò che ogni settimana partivano dal nord al sud quaranta Tir ricolmi di rifiuti e - secondo la ricostruzione degli inquirenti - venivano sversati, seppelliti, gettati, interrati cadmio, zinco, scarto di vernici, fanghi da depuratori, plastiche varie, arsenico, prodotti delle acciaierie, piombo. La direttrice nord-sud era la strada privilegiata dai trafficanti. Molte imprese venete e lombarde, attraverso gli stakeholder, avevano adottato un territorio nel napoletano o nel casertano trasformandolo in un'enorme discarica. Si stima che negli ultimi cinque anni in Campania siano stati smaltiti illegalmente circa tre milioni di tonnellate di rifiuti di ogni tipo, di cui un milione solo nella provincia dì Caserta. Il casertano è un'area che nel "piano regolatore" dei clan è
stata assegnata alla sepoltura dei rifiuti.
Un ruolo rilevante, nella geografia dei traffici illeciti, viene svolto dalla Toscana, la regione più ambientalista d'Italia. Qui si concentrano diverse filiere dei traffici illegali, dalla produzione all'intermediazione, tutte emerse in almeno tre inchieste: l'operazione "Re Mida", l'operazione "Mosca" e quella denominata "Agricoltura biologica" del 2004.
Dalla Toscana non arrivano soltanto ingenti quantitativi di rifiuti gestiti illegalmente. La regione diviene una vera e propria base operativa fondamentale per tutta una serie di soggetti impegnati in queste attività criminali: dagli stakeholder ai chimici conniventi, sino ai proprietari dei siti di compostaggio che permettono di fare le miscele. Ma il territorio del riciclaggio dei rifiuti tossici sta aumentando i suoi perimetri.
Altre inchieste hanno rivelato il coinvolgimento di regioni che sembravano immuni, come l'Umbria e il Molise. "
..
"Ma è il Veneto il vero centro di stoccaggio, secondo le indagini coordinate negli ultimi anni dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Da anni alimenta i traffici illegali sul territorio nazionale. Le fonderie settentrionali fanno smaltire le scorie senza precauzioni, mischiandolo al composto usato per concimare centinaia di campi agricoli."
"I rifiuti spericolati della Lega. Il no all'immondizia campana e le 40 mila tonnellate di scarti tossici del nord verso il sud.
La Lombardia spedisce in Germania 800 tonnellate di rifiuti al giorno. Quotidianamente altre 500 tonnellate spariscono nel nulla. E altre migliaia vengono smaltite illegalmente in Campania. Ma la Lega smemorata blocca a Trezzo d'Adda i camion della Campania e accende lo scontro ellettorale
LUCA FAZIO
MILANO
I rifiuti della politica anche ieri si sono soffermati a pochi passi da
una grande pattumiera lombarda, più o meno all'ora del telegiornale regionale. Fazzoletto verde nel taschino e tanta finta determinazione per un nonnulla, un gruppetto di leghisti ieri, dopo Dalmine, ha presidiato anche le discarica di Trezzo d'Adda per impedire lo smaltimento di 1.000 tonnellate di rifiuti provenienti dalla Campania.
Una quota irrilevante che la Lega sta cercando di trasformare in un affare di stato: è molto meno di tutta la spazzatura che la Lombardia produce in due ore scarse. Eppure, bara il sindaco di Lazzate, Cesarino Monti, «siamo decisi a non fare entrare i rifiuti che Bassolino e i suoi compari stanno cercando di scaricare nel nord, perché i sindaci del nord hanno sempre affrontato le emergenze e sono sempre riusciti a ripianare tutto». Cesarino tuttalpiù è riuscito a scatenare la fantasia dei radicali al Pirellone che si sono tragicomicamente proposti per puntellare una maggioranza (fintamente traballante) a patto che Formigoni approvi, velocemente, «uno statuto sul modello americano per una liberalizzazione dell'economia».
... non si può pretendere che i leghisti ricordino in che modo la Lombardia ha ripianato e continua a ripianare le 13 mila tonnellate giornaliere di rifiuti solidi urbani prodotte. Innanzitutto, tanto per dire che si è sempre in tempo a diventare «terroni» di qualcun altro, la Lega dovrebbe spiegare come mai Milano spedisce in Germania 800 tonnellate di rifiuti al giorno. E questo è niente se paragonato ai mille rivoli in cui si disperdono i flussi della gestione dei rifiuti lombardi, «un buco nero», dicono i Verdi, dove ogni giorno 500 tonnellate di rifiuti mancano all'appello. Una gestione, ricordano i Verdi, che anche nel recente passato si è mossa senza riguardi verso i cittadini del sud: come quando nel gennaio 2003, tremila tonnellate di scarti della lavorazione dell'umido provenienti dall'impianto della ex Maserati furono spediti nell'impianto di Trentola Ducenta, provincia di Caserta.
Il problema però non riguarda solo i rifiuti solidi urbani, perché in quel buco nero sparisce almeno il 30% dei rifiuti industriali e nocivi. Questo è lo scenario che alimenta il traffico illegale di rifiuti, un affare che corre spesso lungo l'asse nord sud, partendo dalla Lombardia per finire nelle pattumerie del sud gestite dalla
malavita. Non a caso, come si legge nell'ultimo Rapporto Ecomafia 2004 pubblicato da Legambiente, proprio la Lombardia è uno snodo fondamentale del traffico illecito di rifiuti su scala nazionale.
L'elenco delle principali operazioni di polizia giudiziaria rese possibili dall'articolo 53 bis del decreto Ronchi è impressionante.
Esemplare è l'operazione Eldorado compiuta dai carabinieri del Noe lo scorso dicembre nelle province di Varese, Como e Milano. L'inchiesta ha portato all'arresto di 22 persone e ha scoperchiato un traffico illecito tra nord e sud per trasformare i rifiuti classificati come speciali e pericolosi in semplici rifiuti urbani: i rifiuti partivano dalla Campania verso il nord e lì venivano «declassificati» in maniera truffaldina e rispediti al sud dove finivano in cave esaurite e in impianti di compostaggio, soprattutto in Puglia.
Ancora più clamorosi gli esiti dell'operazione Re Mida condotta dalla procura di Napoli che nel novembre 2003 ha sgominato un clan camorristico: tra la fine del 2002 e il maggio 2003 la banda aveva gestito un traffico di almeno 40 mila tonnellate di rifiuti per un giro di affari di 3 milioni di euro. E in questo caso i rifiuti
provenivano proprio dal capoluogo lombardo. Da lì venivano spediti al sud per essere smaltiti nelle province di Napoli e Caserta. Il business è talmente grande che c'è posto per tutti, anche per quei tre pesci piccoli arrestati dalla procura di Firenze il 19 dicembre scorso perché smaltivano i rifiuti di lavorazione dei cavi elettrici seppellendoli in alcuni centri ippici e allevamenti equini di Toscana e Marche. Partivano da dove? Dal cuore della «Padania».
La Lombardia - spiega però il Rapporto Ecomafia 2004 - è anche la regione dove è stata emessa la prima sentenza italiana per traffico illecito internazionale dei rifiuti. A farne le spese, i titolari della Milano Maceri: spedivano rifiuti non separati né trasformati in container sigillati nei porti di Ravenna e La Spezia, direzione Cina e Hong Kong. Da dove partivano, lo dice il nome della ditta. E non se la prendano a male i leghisti che in questi giorni cercano pretesti rovistando nella spazzatura"
questa discussione mi avvilisce ma voglio esprimere la mia gratitudine verso certi utenti per la loro onestà intellettuale.
.....Ti rimando all'evidenza di un fatto (già da me sottolineato e utilizzato come spunto per una domanda la cui risposta è stata elusa....)
Se poi vuoi attendere che passi in giudicato la relativa sentenza per resistenza a pubblico ufficiale e violenza privata, aspettiamo pure....:approved:
se è incomprensibile,perchè attaccate allora?non sapete dire ESPRIMITI MEGLIO?
dov'è la comprensione che avete per gli altri ?
Io non ho detto che chi manifesta deve esser picchiato,dico solo che se buttano bombe a mano contro i poliziotti,fanno danni,permetti che posso esser d'accordo sulla linea dura della polizia o devo esser falsa e dire che pena la persona era brava e non stava facendo nulla di grave.Se io sono offensiva verso chi prende botte,tu sei offensiva rispetto a chi fa il proprio lavoro e alle manifestazioni ci sono andata pure io,ma non bruciavo cassonetti,quando le manifestazioni diventano pericolose ,non sono piu' manifestazioni ,perchè arrivano anche quelli di forza nuova e i sinistroidi(come si chiamano) perchè a loro piace crear danni.
Allora non ci siamo spiegati, non abbiamo fatto in modo che tu capissi, non hai capito..
Non hai capito che la polizia ha picchiato duro chi manifestava a mani alzate? Non hai capito che la polizia ha picchiato NON quelli che gettavano molotov ma la gente che manifestava senza armi??
Hai letto l'intervento di stellamaranta?
Mah..mi sembra che ogni passo avanti corrisponda a due passi indietro in questa discussione..
Dunque. Io mi sono cercato questo fatto cui ti riferisci, ma non sono riuscito a trovarlo. Sarà l'età e l'Alzheimer che avanza. Quindi, per favore, dammi una mano. Te lo riscrivi e io magari riesco a capire e a rispondere :).
A me sembra, però, che tu sia parecchio "ingenuo" (è quasi un complimento, dal mio punto di vista) circa natura e compiti dello stato. Se provo a mettermi nei tuoi panni, i tuoi ragionamenti sulla legalità, sul diritto, sulla necessità di colpire i comportamenti illegali, sul ragionare in termini di reato e non di razzismo, ecc., li posso capire. Rappresentano un punto di vista di chi crede nella bontà delle strutturte statali e legislative.
Quando tu affermiParli di diritto (che è una cosa), o di legge (che è un'applicazione del diritto)? E come te la cavi quando diritti diversi si scontrano? Perché qui abbiamo da una parte il diritto del Governo a fare leggi e a far sì che siano rispettate, dall'altro il diritto dei cittadini di vivere in un ambiente sano, il diritto a riunirsi, il diritto a manifestare.Citazione:
La Polizia aveva pieno diritto di entrare, i napulilli non avevano diritto di impedire l'accesso.
La Polizia ha fatto pienamente il suo dovere.
Se fai, in ogni caso, prevalere il diritto dello stato (nelle sue articolazioni) sui diritti dei cittadini, dove va a finire la tanto esaltata "democrazia"?
E' curioso come tu (che, da quel che leggo, ritengo faccia riferimento ad un'area politica "di destra") vada poi perfettamente a braccetto con tanti appartenenti alla "sinistra" nell'esaltare e sostenere le funzioni e i diritti dello stato contro l'intelligenza e le capacità dei singoli.
A sentire te, come altri anche di altri orientamenti politici, sembra che le persone siano delle specie di greggi di pecore, incapaci di decidere in proprio, prive di qualunque facoltà critica, che hanno bisogno di qualche buon pastore per essere condotte nella loro vita. Curioso. Mi chiedo come tu riesca ad applicare a te stesso questa concezione dell'uomo.
Io non vedo grandi affinità tra i bisogni ed i diritti delle persone e la struttura statale nella quale ci troviamo a vivere. E il richiamo alle responsabilità della camorra, nel caso di Napoli, mi pare che non tenga conto del fatto che qui non abbiamo a che fare con una guerra tra apparati dello stato e camorristi, ma - semmai - di alleanze, complicità, infiltrazioni che fanno sì che, ad alcuni livelli, stato e camorra siano la stessa identica cosa. Dalla quale occorre difendersi con tutte le forze, dato che ne va della sopravvivenza e della vita.
Mi pare che tu abbia un'idea dello stato italiano molto simile a quella che gli ingegneri hanno delle macchine che progettano. Sulla carta. Poi, quando le monti in fabbrica, scopri che funzionano in modo del tutto differente da come dovevano funzionare.
Buona vita
Guglielmo
Siccome nel post precedente sostengo stato e camorra sono, in alcuni casi, due facce della stessa medaglia, e siccome capisco bene che - per alcuni - queste siano affermazioni "forti", allora provo a sostenerle con alcuni dati.
Camorra di stato e Stato di Emergenza: il caso dei rifiuti in Campania
Cafè Rosso - Sui rifiuti lo Stato impara dalla CamorraCitazione:
Pubblichiamo un articolo di Michelangiolo Bolognini che ripercorre le vicende campane evidenziando quali siano state le scelte capestro, politiche ed affaristiche, che hanno condotto ai disatri attuali. La vera emergenza rifiuti in Campania - si scrive - è dovuta alla presenza di un sistema camorristico di Stato, che si avvale, per funzionare "ordinariamente", di uno stato di emergenza permanente.
10 gennaio 2008 - Michelangiolo Bolognini (Medicina democratica)
Piú che la locale e tradizionale malavita - che si è occupata di gestire i rifiuti industriali e tossici per conto del sistema produttivo nazionale -, la vera camorra è quella finanziaria-industriale dei "salotti buoni" milanesi, padrona dei governi romani e dell'editoria nazionale - e che poi è lo "stato" che governa gli italiani. Il fatto che questo "stato" sia padrone dei mezzi di comunicazione di massa risulta essere particolarmente utile per scaricare le vere responsabilità su un'indeterminata malavita e su una classe politica locale - peraltro assolutamente indifendibile. Meglio poi se l'operazione viene eseguita da eroici e minacciati scrittori dalla barba incolta o da giornalisti professionalmente intenti a fustigare la morale politica - tutelando, nel contempo, l'immoralità e la criminalità economica ufficiale e istituzionale.
Napoli Repubblica.it - Blog - Il graffio » Blog Archive » Camorra e rifiuti, siamo tutti colpevoliCitazione:
La cosa inquietante sta nel fatto che il ciclo legale assomigli sempre di più al ciclo illegale di smaltimento e che lo stato, alla fine, prenda esempio dai clan camorristici più avanzati per risolvere una problematica che invece avrebbe bisogno di risposte complesse e partecipate che ormai nessuno ha più voglia e forza di dare.
Buttare le “balle di rifiuti”, che altro non sono che rifiuto tal quale tritato, all’interno delle cave è evidentemente la constatazione di un fallimento epocale che condanna la regione, già più inquinata d’Italia, alla quarantena, in assenza di una successiva, mastodontica e tutto sommato improbabile opera di bonifica.
Le cave quindi non vengono più viste come ferite del territorio bisognevoli di interventi di risanamento, ma al contrario divengono contenitori dove poter infilare qualsiasi cosa che non si sappia dove buttare. Che tale “soluzione” sia ventilata addirittura dal ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio (presidente dei Verdi) rende il tutto ancor più inquietante.
L'inchiesta rifiuti-camorra investe anche il Commissariato di Governo - Pupia.Tv - La TUA InformazioneCitazione:
Il consorzio “Caserta 4″ è il covo ufficiale della camorra nel settore rifiuti. Lo dimostrano inchieste e arresti.
Sono stato a Cancello Arnone. Ho trovato i rappresentanti dei 500 dipendenti del consorzio senza stipendio da due mesi. Imploravano il ritorno del commissario Emilia Tarantino, funzionario di prefettura. Si è dimessa, e dopo di lei anche il direttore generale. La Tarantino ha spiegato la sua fuga. “Non si può lavorare con onestà e trasparenza. Per le pressioni sono costretta a dimettermi”
Nel mio primo articolo è evidente un solo scenario: l’ambiente di camorra.
Lo rileggo. Sono in disaccordo con me stesso. Penso: la camorra fa il suo mestiere. Ma la prefettura ha sostituito in poche ore un suo funzionario, “che non scendeva a patti”. Né un rigo, né una parola.
Chi ci difende dalla camorra, se scarichiamo chi la combatte?
E, magari, potrebbe essere utile a tutti leggersi la relazione: "Non idoneità ambientale delle cave a fossa di Chiaiano per la realizzazione di discariche di materiale inquinante" (http://www.allarmerifiutitossici.org...ci/docs/37.pdf) firmata da: Prof. Franco OrtolaniCitazione:
CASERTA. L’inchiesta rifiuti-camorra coinvolge anche la politica e il commissariato per l’emergenza rifiuti. Le dieci ordinanze di custodia cautelare eseguite all’alba di martedì 3 aprile dalla Guardia di Finanza della tenenza di Mondragone, diretta dal tenente Giuseppe Scarpetta, oltre ai fratelli imprenditori Sergio e Michele Orsi (46 e 50 anni, entrambi di Casal di Principe), riguardano anche l’ex presidente del consorzio Ce4 ed esponente di Forza Italia a Mondragone, l’avvocato Giuseppe Valente (57 anni, originario della città litoranea) e il vice del commissario di governo Bertolaso, l’architetto Claudio De Biasio (43 anni, di Calvi Risorta), sub commissario regionale per l’emergenza rifiuti. Entrambi sono agli arresti domiciliari.
Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II
20 aprile 2008
Poi, se volete, discutiamo sul diritto dello stato. Perché, in questo caso, mi pare che si rivendichi allo stato il diritto di violare le leggi che egli stesso ha stabilito, in funzione delle convenienze economiche di banche e imprese.
Buona vita
Guglielmo
E oggi, Repubblica pubblica due articoli importanti: il primo riguarda Bertolaso e le intercettazioni telefoniche delle conversazioni tra i responsabili dell'Alto Commissario, il secondo riguarda il conflitto tra il diritto dello stato e il diritto dei cittadini.
Il primo:
IL secondo:Citazione:
CRONACA MobileInviaStampaI verbali. Decine di intercettazioni nell'inchiesta napoletana
che ha portato all'emissione di 25 ordinanze di arresti domiciliari
"La discarica è piena di liquido
se sale sarà come un Vajont"
di DARIO DEL PORTO
Marta Di Gennaro
NAPOLI - E' imperniata su decine di intercettazioni telefoniche l'inchiesta della Procura di Napoli sulla gestione dei rifiuti che ha portato martedì all'emissione di 25 ordinanze di arresti domiciliari. Dialoghi riportati nelle oltre 650 pagine firmate dal giudice Rosanna Saraceno e sulla cui interpretazione gli indagati potranno replicare negli interrogatori che inizieranno oggi in Tribunale.
"Il Vajont di percolato".
Maggio 2007, la discarica di Villaricca è diventata "una piscina di percolato". Due dirigenti Fibe (ora ai domiciliari) Angelo Pelliccia e Sergio Asprone, ne parlano al telefono.
Asprone: "Mò cosa succede? se stanotte io vado e ce metto altre 2200-2300 tonnellate, non faccio altro che fare il Vajont, vado sopra e spingo".
Pelliccia: "Certo, quello sale ed esce".
Asprone: "E sparo fuori stà roba. Dato che è previsto pure pioggia, noi ci siamo attivati in tutto e abbiamo fatto tutto il possibile".
In un successivo passaggio della stessa conversazione, i due interlocutori aggiungono:
Asprone: "Oltretutto rischiamo di brutto perché qua la patata è veramente pericolosa e bollente. Vabbò che mo' viene Malvagna (amministratore delegato di Fibe, ndr)"
Pelliccia: "Anche perché quello che dice lui è: ma scusate, allora perché non ci mettiamo del materiale inerte sopra, così almeno la cosa appare visivamente più pulita?".
Asprone: "E ce l'ho, avrei qualcosa come 500 metri cubi di legnetti da biofiltro che sò secchi e assorbono acqua".
Pelliccia: "Ma lui parlava di sabbia, no? Ci metti sabbia, terreno, quello si asciuga, ricopri così, si vede meglio".
"Villaricca è nostra".
Sul rischio tracimazione del percolato verranno intercettate telefonate anche fra altri interlocutori. Il 23 maggio 2007 ne parla Marta Di Gennaro, all'epoca vice di Guido Bertolaso al commissariato per i rifiuti, con il dirigente Michele Greco.
Di Gennaro: "Senti una cosa, vedo un messaggio che mi manda una fotografia di Villaricca che sta tracimando il percolato".
Greco: "Ora lo verifico un attimo".
Di Gennaro: "Vuoi vedere? È veramente impressionante l'immagine, mancano solo pochi centimetri al bordo".
Nel corso del dialogo, Di Gennaro chiede poi a Greco di inviare una relazione sul caso al prefetto Alessandro Pansa.
Di Gennaro: "Lo devi fare per iscritto, Michele, perché Villaricca è nostra.
Greco: "Va bene".
Di Gennaro: "Perché hai capito? Se poi succede qualcosa, eh ma quello era un problema di Bertolaso. No, finché c'era Bertolaso funzionava, ok?"
Greco: "Va bene, la preparo subito".
L'episodio del percolato di Villaricca viene citato dai magistrati fra quelli dai quali emergerebbe una "comune e consolidata vocazione alla gestione dei rifiuti del tutto abusiva e non giustificata dal richiamo a una situazione di emergenza".
Gli schiaffi di Bertolaso.
In molte intercettazioni compare l'amarezza di Bertolaso per gli ostacoli incontrati nell'attività di commissario straordinario. Il 30 maggio 2007 parla con Marta Di Gennaro (ora ai domiciliari) della situazione legata alla discarica di Ariano Irpino.
Di Gennaro: "Stiamo facendo l'ultimo punto della situazione perché quando andiamo lì questi ricominciano i soliti giochini... allora abbiamo trovato lì, abbiamo trovato qui, che avete trovato, che avete fatto, quanto è andato, quanto non è andato. E io sono costretta a relazionare".
Bertolaso: "Tu fai una relazione molto semplice, dici abbiamo portato 17mila tonnellate o quante ne avete portate. Questa sera finisce tutto. Bertolaso l'altro ieri si è preso schiaffi, prima da quelli di Parapoti, poi da quelli di Acerra. Non ha più guance da offrire per queste vicende e quindi alternative non ne abbiamo, abbiamo sondato tutto il territorio, le altre ipotesi non stanno in piedi. Sulla Romania sapete meglio di me come hanno risposto le autorità locali, comunque mi pare che qualcuno non demorda... ma noi stiamo davanti alla finestra, cosa altro c'è da dire".
La bocciatura.
Il giudice Rosanna Saraceno ha accolto in massima parte le tesi dei pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, coordinati dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara. Il giudice ha però ritenuto sufficienti gli arresti domiciliari (la Procura aveva chiesto il carcere) e ha rigettato la richiesta per il reato di associazione per delinquere. Questa contestazione, ha spiegato, è "frutto di ipertrofia accusatoria".
Citazione:
L'eccezione napoletana
di GIUSEPPE D'AVANZO
E' un errore richiamare, a partire dalla crisi dei rifiuti in Campania, un nuovo conflitto tra Berlusconi e la magistratura o, se piace di più, tra la magistratura e Berlusconi. Magari, si trattasse soltanto di questo. L'affare a Napoli è molto più contorto di questa semplificazione lineare. Lo si comprende soltanto se si è consapevoli che il collasso di Napoli non nasce da un accidente occasionale. E' il frutto marcio di una cattiva politica e di una pessima amministrazione che, del tutto prive di una "cultura del risultato", hanno trasformato la raccolta dei rifiuti e il ciclo industriale del loro smaltimento in un'occasione per distribuire reddito e salario a una società stressata e assegnare profitti a poteri criminali ingordi e a imprese private senza scrupoli.
Con l'evidente utilità - per la politica - di amalgamare un "blocco di potere" corrotto (dal professionista al "pregiudicato") che, in cambio del saccheggio di quelle risorse pubbliche, ha assicurato consenso accettando di vivere in un progressivo, inarrestabile degrado igienico-sanitario.
Ne è nata una spirale diabolica: la cattiva gestione della cosa pubblica ha provocato "l'emergenza". "L'emergenza", altra cattiva gestione. E ancora "emergenza" e ancora cattiva gestione in un gorgo il cui esito è oggi sotto gli occhi di tutti. E tuttavia, anche nella procura di Napoli, è facile incontrare più d'un pubblico ministero disposto ad ammettere che le frasi (intercettate) di Marta Di Gennaro - il braccio destro di Bertolaso agli arresti domiciliari da martedì - sono le parole "sofferte" di un funzionario dello Stato che deve scegliere tra il male e l'orribile per far fronte all'emergenza, pur nella consapevolezza che le "ecoballe" sono un "mucchio di merdaccia" (perché non lavorate, non inertizzate), che la discarica di Macchia Soprana è "una vera schifezza" (perché vi finisce anche quel che, tossico e pericoloso, non dovrebbe finirci).
Come interrompere questo avvitamento? Con un decreto che ha valore di legge ordinaria, il governo ha "spento" qualche principio costituzionale per rafforzare la sua decisione e l'operatività della task force affidata a un sottosegretario/commissario straordinario.
L'esecutivo ha la convinzione, non campata per aria, che a Napoli e in Campania ci sia uno "stato d'eccezione" che legittima un "vuoto del diritto" e la sospensione delle norme perché le decisioni necessarie ad evitare la crisi non possono essere determinate più né dalle norme né dal diritto, ma soltanto dalla gravità dell'emergenza. Accade così che, per la sola Campania, non ci sarà alcuna differenza tra rifiuti e rifiuti tossici o pericolosi perché si agirà in deroga alle leggi e alle normative europee. Nasce un ufficio giudiziario a competenza regionale che elimina "il giudice naturale" con la centralizzazione in capo al procuratore di Napoli dell'esercizio dell'azione penale e delle indagini preliminari. Sono ridimensionati i poteri del pubblico ministero e della polizia giudiziaria, cui è vietato il sequestro preventivo d'urgenza delle discariche irregolari o pericolose. Si condiziona l'intervento preventivo della magistratura a "un quadro indiziario grave" e non, come avviene in Italia, alla "sufficienza indiziaria". Si crea, come dicono i magistrati, un "procuratore speciale" con il compito di proteggere il lavoro "sporco" e urgente del "Commissario del Governo" che già ha nelle mani la direzione di tutte le autorità pubbliche (polizie, prefetti, questori, forze armate, gli altri poteri competenti per materia) .
Ci sono delle ragioni sufficienti per questa straordinarietà, è sciocco o irresponsabile negarlo. Le leggi e il diritto delimitano una condizione di normalità. Qui di "normale" non c'è più nulla. Se non si trovano, nei prossimi mesi, sei, sette capaci "buchi" dove stipare, quale che sia la sua pericolosità, tutta l'immondizia della regione non raccolta e quella che continua a produrre, ricorderemo a lungo l'estate del 2008 come la stagione di una catastrofe sanitaria molto poco europea.
A questa ragione di Stato si oppone un'altra ragione altrettanto ostinata. L'eccedenza autoritaria dei provvedimenti del governo riduce, per i campani, alcuni diritti garantiti dalla Costituzione. Se "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge", articolo 3 della Carta, i campani saranno meno eguali, avranno meno dignità sociale. Ciò che è "tossico" altrove, in Campania non lo è. Ciò che altrove è considerato "pericoloso", qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario qui non saranno in vigore.
E ancora, appare "inaccettabile", come ha scritto su queste pagine Stefano Rodotà, la manipolazione del sistema giudiziario. "Il governo si sceglie i magistrati che devono controllare le sue iniziative. Viene aggirato l'articolo102 della Costituzione, che vieta l'istituzione di giudici straordinari o speciali. Vengono creati nuovi reati di ampia interpretazione che finiscono per restringere il diritto di manifestare liberamente. La garanzia dei diritti costituzionalmente garantita è degradata. La legalità costituzionale è complessivamente incrinata". Per di più - anche questo sarebbe sciocco e irresponsabile negarlo - è proprio vero che questo diritto "speciale", non alimenti ancora, come è già accaduto, quella cattiva gestione che finora ha prodotto soltanto guai e nuove emergenze?
Come si vede, non abbiamo dinanzi il consueto conflitto tra i governi di Berlusconi e la magistratura. La controversia è più intricata e mette in contrasto l'urgente necessità di agire per risolvere, nel brevissimo periodo, una crisi che può diventare un cataclisma e il dovere di garantire, protetto dall'indipendenza della magistratura, il diritto alla salute che, violato, potrebbe produrre nel medio/lungo periodo danni al cittadino e disgrazie per la democrazia non più lievi di quelle prodotte dall'emergenza di oggi. Non c'è spazio per gli estremismi ideologici. Occorre pragmatismo e responsabilità. E una faticosa mediazione che, tenendosi alla larga dalle forzature corporative e dalle eccedenze autoritarie, sappia risolvere - oggi - la catastrofe napoletana senza pregiudicare - per il domani - la Costituzione e regole del gioco di una democrazia.
(29 maggio 2008)
Così vi evito anche di dover cercare sul web.
Buona vita
Guglielmo
Willy
Io non ho posizioni politiche. Principalmente sono per la legalità e per la cultura della legalità, la quale, credo, non abbia connotazioni politiche.
Sono per il rispetto del diritto del lavoratore ad un'esistenza libera e dignitosa, come pure per il diritto del cittadino di camminare sicuro per la propria città, senza dover rispettare nessun coprifuoco o temere di aggirarsi in autentiche "zone franche".
Che poi sono i diritti posti a tutela della gente più esposta, per le proprie condizioni economiche e sociali, alle maggiori criticità ; perchè non credo che chi vive ai Parioli a Roma o in qualsiasi altro quartiere residenziale abbia ragione di temere che il proprio figlio possa cadere da un'impalcatura o vedersi rapinato dal rom/clandestino di turno.
Il diritto trova rispondenza in una norma. Quindi tra i due concetti ravviso la totale identità.
Aggiungo che non si possono invocare i propri diritti a corrente alternata, a seconda della maggiore possibilità (o meno) di far valere le proprie ragioni nel rapporto di forza con l'interlocutore.
Sicuramente è molto più facile far valere un preteso diritto alla salute tirando bombe carta contro il poliziotto o il carabiniere di turno (proletario e sfruttato non meno dei manifestanti) piuttosto che erigere le barricate contro il camorrista di turno o il politicante colluso (ricchi e con la villa in collina) la cui losca attività ha dato vita a tutto questo.
E' più facile perchè, si sa, il camorrista poi spara davvero (perchè altrimenti perde il business di milioni di euro) mentre il poliziotto sta lì a prendersi le mazzate per 1000 euro al mese ; e di certo non si assume la responsabilità di ammazzare nessuno, perchè anche lui "tiene famiglia".
Ciao Ayax. Non ti rispondo subito e penso di aprire un thread nuovo sulle differenze tra la mia posizione e la tua riguardo alla legge e al ruolo dello stato.
Torno sul topic principale: la questione dei rifiuti. Capisco che possa sembrare "forte" sostenere che stato e camorra sono la stessa cosa, ma quel che pubblica oggi Repubblica mi pare vada a sostegno di questa posizione.
Se leggiamo queste intercettazioni telefoniche: "La discarica è piena di liquido se sale sarà come un Vajont" - cronaca - Repubblica.it, non so a voi, ma a me viene la pelle d'oca. Abbiamo funzionari dello stato, pagati dai cittadini, che studiano il modo migliore di aggirare le leggi che loro stessi hanno contribuito a creare. E i delinquenti sarebbero i manifestanti? Non scherziamo.
Interessante anche questo articolo L'eccezione napoletana - cronaca - Repubblica.it del quale riporto solo l'inizio, ma che ha il pregio di cercare per davvero di capire cosaa sia possibile fare:
Su L'espresso, invece (Rifiuti, l'ordinanza del tribunale di Napoli | L'espresso) trovate il testo integrale dell'ordinanza del GIP di Napoli:Citazione:
E' un errore richiamare, a partire dalla crisi dei rifiuti in Campania, un nuovo conflitto tra Berlusconi e la magistratura o, se piace di più, tra la magistratura e Berlusconi. Magari, si trattasse soltanto di questo. L'affare a Napoli è molto più contorto di questa semplificazione lineare. Lo si comprende soltanto se si è consapevoli che il collasso di Napoli non nasce da un accidente occasionale. E' il frutto marcio di una cattiva politica e di una pessima amministrazione che, del tutto prive di una "cultura del risultato", hanno trasformato la raccolta dei rifiuti e il ciclo industriale del loro smaltimento in un'occasione per distribuire reddito e salario a una società stressata e assegnare profitti a poteri criminali ingordi e a imprese private senza scrupoli.
Ora, leggete bene: dipendenti statali e incaricati dello stato indagati per truffa allo stato e traffico illecito di rifiuti. Sinceramente, come accidente faccioa sentirmi parte dello stato quando qui di stati ce ne sono due, rappresentati per giunta dalle stesse persone: uno che fa le leggi e manganella i manifestanti e uno che le viola facendosi pure pagare lo stipendio dai manganellati?Citazione:
Pubblichiamo il testo completo dell'ordinanza ordinanza applicativa del Gip di Napoli relativa all'indagine sul Commissariato dei Rifiuti. Tra le ipotesi di reato ci sono la truffa allo Stato e il traffico illecito di rifiuti. L'indagine è iniziata nel gennaio del 2007; l'informativa dei carabinieri del Noe è di ottobre 2007; le richieste del pm risalgono a gennaio 2008; mentre la firma del gip sugli ordini di cattura è del 22 maggio scorso.
Buona vita
Guglielmo
La mia strada non passa vicino alla tua
casa.
La mia strada non passa vicino alla
casa di nessuno
E tuttavia io smarrisco il cammino
(specialmente di primavera!)
e tuttavia mi struggo per la gente
come fa il cane sotto la luna.
Ospite dappertutto gradita,
non lascio dormire nessuno!
E con il nonno gioco agli ossi,
e con il nipote – canto.
Di me non s’ingelosiscono le mogli:
io sono una voce e uno sguardo.
E a me nessun innamorato
ha mai costruito un palazzo.
Le vostre generosità non richieste
mi fanno ridere, mercanti!
Da me stessa mi erigo per la notte
e ponti e palazzi.
(Ma ciò che dico – non ascoltarlo!
E’ tutto un inganno di donna!)
Da sola la mattino demolisco
la mia creazione.
Le magioni - come covoni di paglia – niente!
La mia strada non passa vicino alla
tua casa.
- Marina I. Cvetaeva -
Buona vita
Guglielmo
Ed anche nel resto d'Italia si cominciano a scoprire illeciti sullo smaltimento dei rifiuti
Ivrea amianto e altro
Forse sarebbe il caso di interessarsi di questo problema ad ogni latitudine.
Ironia ON:
Ah..e questo è un problema..
Cominciavo a credere che solo noi Napoletani fossimo causa del nostro male..
Adesso bisogna trovare qualche stereotipo da attribuire agli abitanti di Ivrea..perchè noi Napoletani siamo stati definiti "causa del nostro stesso male", abituati troppo al "pienz a campà"...e quelli di Ivrea??
Male, male..molto male..
...a ivrea non credo che siano costretti a convivere con quintali di pattumiera sotto casa...differenza sostanziale per chi abita le due città
Punto primo: stop all'anarchia, sostiene lui, si cominci con la dittatura?, chiedo io..Citazione:
RIFIUTI: PREMIER: STOP ANARCHIA, STATO FARA' SUO DOVERE
NAPOLI - "A differenza del passato si deve sapere che noi siamo convinti che è nostro preciso dovere che lo Stato faccia finalmente e definitivamente lo Stato". Lo afferma Silvio Berlusconi in conferenza stampa alla Prefettura di Napoli dopo il vertice sui rifiuti. Il presidente del Consiglio sottolinea che nel passato c'é stata una "pericolosa avventura nell'anarchia", ma che ora "non subito, ma entro tre anni", il governo intende "risolvere definitivamente" il problema dei rifiuti in Campania. "Il piano rappresenta il meglio di ciò che si può fare per risolvere in modo definitivo in tre anni il problema dello smaltimento dei rifiuti". "Non consentiremo a nessuno di essere fermati: si tratta di risolvere il problema rifiuti non in un tempo indeterminato ma abbiamo assoluta determinazione a recuperare il troppo tempo perso nel passato".
"Nel decreto legge c'é la nascita di una Superprocura perché si eviti che singoli magistrati locali possano rompere il circuito positivo, spezzando l'anello per risolvere la situazione rifiuti: è importante che ci sia un'unica responsabilità in grado di prendere decisioni", aggiunge Berlusconi, che spiega: "Auspico che anche coloro che hanno prodotto provvedimenti che hanno toccato esponenti della Protezione Civile per alcune loro azioni nell'ambito della lotta ai rifiuti non si ripetano più". "Secondo noi non esistono profili di incostituzionalità nel decreto del governo sui rifiuti. E' un giudizio fondato sul parere di autorevoli costituzionalisti".
"Bertolaso è un uomo vero, non si é fatto intimidire e demotivare come poteva accadere se non fosse stato la persona che è e che abbiamo la fortuna di avere nel nostro governo", afferma Berlusconi
Fra i 4 aspetti centrali del piano che il governo ha improntato per risolvere la crisi rifiuti a Napoli Silvio Berlusconi indica come "fondamentale la raccolta differenziata". "In Campania ci sono città anche piccole dove ci sono situazioni ottimali, con una raccolta differenziata al 73%. Dobbiamo dispiegare un'attività capillare e lavorare ad un piano particolare su questo punto, anche con l'uso dei mezzi di comunicazione, perché è importante anche economicamente fare del residuo dei rifiuti un momento di guadagno".
"Starò a Napoli tutte le settimaneNOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO (n.d.r) fino a quando avrò la certezza di aver avviato a soluzione questo problema dei rifiuti che non è solo di Napoli e della Campania ma dell'Italia e della sua immagine", afferma il presidente del Consiglio, che aggiunge: "Noi oggi non siamo più il paese della cultura e dell'arte ma quello di chi non è riuscito a risolvere un problema che gli altri paesi civili riescono a risolvere tranquillamente".
Gli impianti di Cdr della Campania saranno gestiti dal Genio Militare. Lo ha annunciato il sottosegretario all'Emergenza rifiuti, Guido Bertolaso, durante la conferenza stampa in corso con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Sui cdr Bertolaso ha precisato che l'Esercito svolgerà nelle prossime ore le prime operazioni di gestione.
L'inchiesta della Procura di Napoli può essere un ostacolo alle soluzioni prospettate dal governo per l'emergenza rifiuti? "Nella domanda è già contenuta la risposta - risponde Berlusconi - i giornali hanno parlato di un'inchiesta ad orologeria, uscita quattro mesi dopo la richiesta al Gup e il giorno prima dell'entrata in vigore del nostro decreto. Ci ha creato difficoltà e poteva demotivare persone che per fortuna lavorano con passione ed entusiasmo".
Punto secondo: a Napoli tutte le settimane.. :mumble: la questione mi puzza...:zott:
Punto terzo: l'indagine della Procura ha creato difficoltà...ma cosa diciiiiii???? :swear: Adesso la Procura non deve fare il SUO dovere perchè lui dice di no?
di amianto cancerogeno ce ne è in giro anche in ogni città, basti guardare i tetti di molte case fatti negli anni 60 quando era di moda.
Allo stesso modo di amianto cancerogeno sparso in giro col rischio di contaminazione dei terreni.
E' un capitolo ben diverso da quello della pattumiera. Nessuno dice che sia o più o meno grave. Semplicemente diverso, come se ti mettessi a paragonare le mele ai carciofi.
il nord non è poi tanto meglio del sud in quanto a rifuti cancerogeni e spazzatura...è solo che sono nascosti meglio..in campania è solo degenerata.. basta andare a vedere quante sono le discariche abusive in lombardia, piemonte e al confine tra emilia liguria e toscana... si fa uguale, si fa meglio...
come mai come al solito capisci e rigiri solo come fa comodo a te...eviti accuratamente di discutere le cose che non puoi ribattere... quando è stata messa la mappa delle discariche l'hai guardata la tua candida, ordinata, ligia alle regole lombardia di cui tanto decantavi il sistema di smaltimento dei rifiuti?
L’ultimo affare è l’ambiente
di Valter Vecellio
"..secondo rilevazioni del Corpo Forestale, la regione con il più alto numero di discariche abusive scoperte è la Puglia: 599. Seguono la Lombardia, con 541; e la Calabria con 447. Più in generale: nel Nord d’Italia le discariche abusive sono oltre millesettecento, concentrate soprattutto in Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna. Nel centro Italia sono oltre milleseicento le discariche abusive, disseminate tra Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo. Più di milleseicento nel Sud: Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia. Ma sono certamente di più: i dati infatti si riferiscono alle discariche illegali scoperte.
Oltre alla quantità, contano anche le superfici che occupano. Pensate: solo nel Veneto oltre 5 milioni di metri quadrati. Per cui, numericamente in quella regione le discariche non sono tante; in compenso sono tutte molto grandi, e concentrate nell’area di Mestre. Inoltre, questi dati dimostrano come il fenomeno non conosca differenze di rilievo tra Nord, Centro e Sud del Paese."
"in Friuli Venezia Giulia, dove le emergenze ambientali sono legate ad alcune attività industriali attive o dismesse. In questa regione secondo la Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti, c’è bisogno di maggiore controllo rispetto agli anni passati perché sta diventando un’area utilizzata per la realizzazione di vere e proprie discariche abusive. In questi traffici sono implicati anche personaggi collegati con la criminalità organizzata, in particolare la 'ndrangheta calabrese. Profitti illeciti, per milioni di euro. Di più: oltre alle discariche abusive, le inchieste delle varie Procure hanno accertato l’esistenza di una quantità di imprese non in regola con la legge: lavoravano i rifiuti pericolosi pur non disponendo delle necessarie autorizzazioni per farlo.
Più a sud c’è San Giorgio di Nogaro, dove l’impianto di depurazione acque è stato sequestrato dai Carabinieri nell’ambito di un’inchiesta su presunte violazioni delle leggi in materia d’inquinamento ambientale. I Carabinieri avrebbero trovato tracce di rifiuti tossico-nocivi del depuratore che scarica direttamente in mare. Le indagini in corso dovranno accertare se l’impianto è stato costruito correttamente. Secondo gli inquirenti il consorzio che gestisce l’area ha ricevuto anche rifiuti liquidi pericolosi attraverso un impianto abusivo. In pratica sarebbero stati versati in mare, in poco meno di due anni, tonnellate di materiale che avrebbero contaminato gli organismi biologici in acqua in modo irreparabile e con metalli pesanti. Sette persone denunciate per traffico illecito di rifiuti, in un impianto che ha tutto l’aspetto di lavorare secondo le regole."
"Il Veneto è una regione che, secondo gli inquirenti, è la base di partenza di molti traffici illeciti diretti al Sud; ma anche qui si registra la presenza di numerose discariche abusive. Un duplice ruolo svolto con disinvoltura e che le ecomafie sfruttano, organizzandosi non tanto per inquinare quanto per vivere di inquinamento. Comitati d’affari che sfruttano discariche abusive compiacenti per risparmiare sui conti dell’azienda. Per fare un esempio: tolti 250 euro a carico destinati al camionista, una fonderia molto nota del nord risparmiava 4 milioni di euro l’anno scaricando in modo illegale rifiuti che avrebbero dovuti essere trattati in modo legale spendendo un massimo di 300 delle vecchie lire al chilo. Ma con la discarica abusiva ne sono state spese 110. Fino a quando non è intervenuta la magistratura, che ha disposto l’arresto di dieci persone."
vorrei sottolineare che il tema non è quello delle statistiche italiane sulle discariche abusive, ma sul dramma di napoli e della campania. Che ci si siano miliardi di discariche abusive nel nord italia o in lombardia può anche essere vero, la differenza è che il sistema regge a differenza di altrove dove si è costretti a depositare i propri rifiuti sulle strade nella speranza che prima o poi qualcuno passi a raccogliere.
Non credo sia interessante fare una statistica su chi ha più discariche abusive e su chi meno, o su cosa queste discariche contengano; che la regione xy abbia più discariche abusive della regione xz non significa nulla se poi nella regione xy il sistema tiene e i rifiuti sono comunque smaltiti e nell'altra rimane tutto sulle strade. Il dramma e l'emergenza lo vivono queste ultime