Originalmente inviato da
Hermes Ankh
Mi intrometto, anche se il quesito non era indirizzato a me.
"La mappa non è il territorio che essa rappresenta, ma se è esatta, ha una struttura simile a quella del territorio, che ne spiega l'utilità" è una frase di Alfred Korzybski, un ingeniere, filosofo e matematico polacco vissuto a cavallo fra l'otto e il novecento.
I principi base della Semantica Generale (nome che Korzybski diede alla sua teoria) furono esposti nel libro Science and Sanity, pubblicato nel 1933.
Tesi fondamentale di tale opera (troppo citata, ma poco letta) è che gli esseri umani non possono sperimentare il mondo direttamente, ma solo attraverso le loro astrazioni (impressioni non verbali, che derivano dal sistema nervoso, e indicatori verbali derivati ed espressi dalla lingua).
La riflessione di Korzybski è stata ripresa, a livello epistemologico, da Gregory Bateson che, in particolare, in un capitoletto (di sintesi) di "Mente e natura" (Ogni scolaretto sa che...), ne fa uno dei presupposti fondamentali di ogni corretta epistemologia ("La mappa non è il territorio e il nome non è la cosa designata").
Il concetto è stato, poi, ripreso, sulla scia di Bateson, sia dalle diverse prospettive costruttivistiche (in particolare, dal gruppo di Watzlawick, con il quale, purtroppo, Bateson viene spesso accomunato, pur avendo poco in comune), sia da Bandler e Grinder : "Vi è un'irriducibile differenza tra il mondo e l'esperienza che ne abbiamo. Noi esseri umani non agiamo direttamente sul mondo. Ciascuno di noi crea una rappresentazione del mondo in cui vive; creiamo cioè una mappa o modello, che usiamo per originare il nostro comportamento. La nostra rappresentazione del mondo determina in larga misura l'esperienza del mondo che avremo, il modo in cui lo percepiremo, le scelte che ci sembreranno disponibili vivendoci dentro" (Bandler & Grinder La struttura della magia).
(Con il costruttivismo radicale, in particolare, ci si allontana molto dall'intenzione originaria di Korzybski, che riteneva che una mappa corretta conserva, comunque, una struttura simile a quella del territorio che rappresenta. In questo caso, infatti, non si tratta più di relazione fra mappa e territorio, ma di relazione fra livelli differenti di mappe, in quanto possiamo avere a che fare solo con mappe, mai con un presunto territorio)
A mio avviso, però (parlo da studioso e discepolo di Bateson, non da psicoterapeuta) le interpretazioni date, sia dagli uni che dagli altri (forse proprio perché gravate da preoccupazioni "terapeutiche" di cambiamento dei comportamenti) non conservano il respiro epistermologico complesso che l'affermazione aveva assunto con Bateson (si tratta, in realtà, di interpretazioni lineari, molto "strategiche", ma poco "ecologiche", che tendono a ridurre la complessità per ottenere effetti di cambiamento veloce).
Chi vuole avere un'idea delle questioni in gioco, può leggere (o rileggere) il testo di sintesi di Bradford P. Keeney, L'estetica del cambiamento, Astrolabio, che ricostruisce dall'interno quel periodo di riflessioni epistemologiche.
Già Bateson, però, aveva messo in guardia, nei suoi scritti, da un uso improprio del principio epistemologico "la mappa non è il territorio".
Scrive, infatti, Bateson:
"Tutto sommato, Korzybski parlava da filosofo e cercava di convincere gli altri a disciplinare il loro modo di pensare. Ma era una battaglia perduta in partenza. Quando passiamo ad applicare la sua massima alla storia naturale dei processi mentali umani, la cosa non è più così semplice. Forse la distinzione tra il nome e la cosa designata, o tra la mappa e il territorio, è tracciata in realtà solo dall’emisfero dominante del cervello. L'emisfero simbolico o affettivo, di solito quello destro, è probabilmente incapace di distinguere il nome dalla cosa designata: certo esso non si occupa di questo genere di distinzioni. Accade quindi che certi tipi di comportamento non razionale siano necessariamente presenti nella vita dell'uomo. È un fatto che noi abbiamo due emisferi, e da questo fatto non possiamo prescindere. È un fatto che questi due emisferi operino in modo un po' diverso l'uno dall'altro e non passiamo sfuggire alle complicazioni che questa differenza comporta." (da Mente e natura).
Purtroppo, anche in questo Bateson è rimasto inascoltato. :medito: