A parte concordare con RosadiMaggio, sull'importanza degli EST, in rapporto agli psicofarmaci, vorrei ricordare che molte psicoterapie brevi, pur non rientrando negli EST, sono riconosciute dal nostro Ministero.
Gianli
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A parte concordare con RosadiMaggio, sull'importanza degli EST, in rapporto agli psicofarmaci, vorrei ricordare che molte psicoterapie brevi, pur non rientrando negli EST, sono riconosciute dal nostro Ministero.
Gianli
A me sembrerebbe importante sottolineare che "riconosciuti", non equivale necessariamente ad utile, anche per come a volte, sono fatti certi riconoscimenti; cmq, secondo me, bisognerebbe fare un distinguo abbastanza sottile tra i due concetti.
Inoltre, vorrei chiedere a gianli86, in primo luogo, perchè mi sembra molto esperto e sostenitore delle terapie brevi, in particolare di una ampiamente pubblicizzata per ottenere "con la massima efficacia e senza ricadute", in tempi brevissimi, spesso, risultati anche spettacolari, due cose; 1) cosa ne pensa della differenza tra terapie brevi e "brevi terapie", concetto molto studiato in vari ambiti e 2) se conosce il fenomeno "luna di miele" in psicoterapia. E come lo collocherebbe nell'ambito delle terapie brevi, soprattutto molto brevi, con grandi risultati.
Grazie della risposta
Ciao
Volevo aggiungere che vorrei rivolgere la stessa domanda anche a Lucio Regazzo, in particolare mi piacerebbe conoscere il tuo punto di vista sulla differenza tra "brevi" ed "utili", oltre a quello su terapie brevi e brevi terapie, un distinguo fatto inizialmente nell'ambito delle psicoterapie psicodinamiche brevi, con particolare riferimento all'approccio di Danvanloo, che è lo psicoanalista "breve" che viene accostato come metodologia terapeutica ad effetto ai terapeuti brevi di altri orientamenti, addirittura, pur con delle differenze si parla di una forte se non unica, componente suggestiva nel suo approccio per il partcolare modo di gestire l'interazione, cio' che è portato a sostegno pur parziale, del paragone.
Grazie delle risposte
Ciao
Dipende da cosa intendi per "utili"; la differenza tra psicoterapie brevi e brevi psicoterapie é,per me, un gioco di parole: quando é breve, così é.
Certo, rimetto a te un ulteriore chiarimento.
Ciao Gaia.
Per ora ti rispondo solo alla distinzione che viene fatta da alcuni tra Terapie Brevi, metodologicamente strutturate in tal modo e che è riconosciuto da molti, possono provocare scompensi notevoli; per Brevi terapie, alcuni ricercatori, si riferiscono al fatto che talvolta un pz puo' trovarsi nella necessita'di risolvere dei prioblemi ma avere contestualmente impegni ad es., di lavoro per cui dovra' a breve termine partire, oppure, il pz ha ugualmente tale tipo di necessita' ma è il terapeuta che normalmente fa terapie medie-lunghe che ha bisogno di partire, o altro impegno precedente per cui non rifiuta il pz, ma concordano insieme di fare una breve terapia su cio' che è piu' prioritario, rimandando ad un momento successivo cio' che fa parte di un quadro piu' generale delle problematiche del pz.
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Grazie della risposta
[QUOTE=RosadiMaggio;1726829]Per ora ti rispondo solo alla distinzione che viene fatta da alcuni tra Terapie Brevi, metodologicamente strutturate in tal modo e che è riconosciuto da molti, possono provocare scompensi notevoli; per Brevi terapie, alcuni ricercatori, si riferiscono al fatto che talvolta un pz puo' trovarsi nella necessita'di risolvere dei prioblemi ma avere contestualmente impegni ad es., di lavoro per cui dovra' a breve termine partire, oppure, il pz ha ugualmente tale tipo di necessita' ma è il terapeuta che normalmente fa terapie medie-lunghe che ha bisogno di partire, o altro impegno precedente per cui non rifiuta il pz, ma concordano insieme di fare una breve terapia su cio' che è piu' prioritario, rimandando ad un momento successivo cio' che fa parte di un quadro piu' generale delle problematiche del pz.
Bene, devo dire, onestamente, che ora leggendo cio' che ho scritto, fiorse, qs tipo di terapia, potrebbe sembrarmi non solo sullo stesso livello di pericolosita' per scompensi delle precedenti, ma addirittura di piu' per tutta una serie di dinamiche che si possono instaurare e non elaborare, non ultime, collusioni notevoli e molto altro.
Concordo, è uno strano gioco di parole, ma perchè viene fatto e venduto anch'esso come prodotto? Talvolta migliore?
Grazie della risposta[/QUOT
Ho inviato una risposta per errore, credendo di trovarmi in un'altra discussione. La risposta é nel prossimo messaggio.
Mi scuso.
...cosa c'entra una persona che deve partire con le terapie brevi? :sbonk:
Sinceramente in questo thread sto leggendo palate di merda che vengono gettate sulle terapie brevi... 12 pagine di insulti a 60 anni di ricerche e sperimentazioni. Rimpiango solo di non essere ( per ora ) all'altezza della vostra preparazione per potervi rispondere come meritereste.
Veramente non capisco come si possa ad esempio affermare cose del tipo "viene venduta come un prodotto", o "stiamo su livelli di pericolosità [...]". Parlate come se tutti i ricercatori/terapeuti/mostri sacri delle terapie brevi fossero tutti degli idioti, a partire da Erickson, passando per de Shazer, Weakland, Watzlawick, Zeig, per poi arrivare al prof Nardone.
Bah... meglio che non lo leggo più questo thread... mi spiace solo per coloro che ci capitano, dato che non c'è un'opportuna risposta alle vostre accuse.
Chiedo scusa, per capire meglio il senso della tua risposta; mi stai dicendo che qs giochi di parole, allla fin fine, oltre che portare ad errori diagnostici ed essere fondati sugli stessi, servono allo scopo ultimo di promuovere trattamenti farmacologici, tra l'altro impropri e sconclusionatii(scusa il termine poco scientifico)?
In alcuni post precedenti ho letto che il TA nei disturbi d'ansia non serve, esiste una documentazione in proposito?
Poichè ho potuto constatare che propio l'applicazione del TA, se ben condotto, ha di fatti notevoli effetti anche su soggetti con disturbi d'ansia piuttosto gravi. Per cui leggerei volenteri qualcosa in merito.
Il problema delle partenze è un esempio portato non sulle terapie brevi ma sulle brevi terapie.
Hai dimenticato qualche rappresentante notevole delle terapie brevi tra cui Segal, Mark A. Hubble, Barry Duncan, Miller, Beavin, Jackson per il linguaggio.
Cosa piu' importante, hai trascurato la derivazione prima, per quanto utilizzata in modo diverso dai lavori di Gregory Bateson.
Invece di parlare di palate di m...mostrando di non aver compreso l'argomento, dal momento che qui c'è anche un forte sostenitore dello stesso orientamento cui ti riferisci tu, che sostiene le sue tesi con passione ma anche senso critico ed educazione, non potresti provare a fare un intervento costruttivo?
Magari portando una testimonianza, se vuoi; le ricerche di cui si parla sono frutto di anni di lavori scientifici e clinici, cosi' come quelle di cui parli tu, quindi sarebbe opportuno, quanti meno un po' di rispetto, almeno nel linguaggio.
Ed anche un intervento che abbia un senso compiuto, se ci riesci, invece di fare una metacritica piuttosto vuota di contenuti effettivi, se provi a rileggerti. Anzi, nel particolare, e con cautela, ti invito a rileggere l'ultima frase che hai scritto, piuttosto significativa, se ci pensi un attimo.
Cmq, il tuo stesso intervento, devo dire ci ha fornito una testimonianza notevole, per cui ti ringrazio e sappi che nessuno vuole mettere in discussione il tuo considerare determinati terapeuti/mostri sacri. Hai fatto tutto da solo. C'è la liberta' di pensiero e di parola "nel rispetto degli altri e delle regole".
Ciao
L'opportunità di rispondere, credo ce l'abbiano tutti, magari evitando offese, poco utili al proseguo della discussione.
Ho iniziato io questo thread, senza alcun intento di gettare palate......ad alcun ricercatore o psicoterapeuta: quelli,credo,che tu chiami mostri sacri.
Lo scopo era di avviare una discussione,peraltro che avviene anche in altri contesti, su un tema particolare della filsofia della scienza. Ciò perchè ritengo che, a parte alcune brutture psicoterapeutiche, si possa arrivare quello che, con atre parole Western, ha definito coome possibilità di incontro tra chi sostiene i criteri dell'APA e chi sostiene che siano troppo riduttivi.
Comunque, Cercatore, se qualcuno entra nel trhead e legge le tue edificanti parole, se mi permetti solo stizzose,ebbene è meglio che non entri; ci sono altre parole, più tranquille, che però possono essere lette.
Ti ricordo anch'io che in questa discussione ha scritto una persona molto preparata (guarda é del mio gruppo; un gruppo che mira all'integrazione ed è aperto ad associati che provengono da scuole diverse) che sotiene i metodi brevi: l'ha fatto con buone argomentazioni e soprattutto senza volgarità.
Ti saluto.
Io ho fatto un riferimento al T.A., ma -a dire il vero- non ho sostenuto questo....magari una lettura più attenta avrebbe permesso di capire che il riferimento era a un tipo particolare di sensibilità che hanno alcuni soggetti, per i quali, secondo me, il T.A. può essere una tecnica inidonea o peggio.
Non credo di avere fatto alcun cenno a meta-analisi di questo tipo.
Ho espresso un'opinione.
Ciao
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Scusa lucio, ma l'esistenza di una certezza diagnostica "urgente", che puo' richiede un trattamento breve altrettanto "urgente", non è completamente diverso da quello che ho scritto, per averlo sentito e letto, nel mio post?
Anzi, forse, secondo me qs tipo di intervento, puo' invece essere finalizzato talvolta, proprio ad evitare scompensi o un aggravamento degli stessi.
Vorrei chiarire per non creare fraintendimenti involontari da parte di chi dovesse leggere solo ora, che la mia non è una polemica ma, al contrario una richiesta di conferma o meno, nel senso che quello che tu proponi, mi sembra un ragionamento clinico sensato, se il senso è quello che ho capito io o si avvicina ad esso e non un "gioco di parole".
Grazie della risposta
Ciao
Sì, per la fretta, ho articolato male la frase.
Ci vuole una certezza diagnostica "urgente" per definire urgente una situazione e priva di alcun pericolo di scompenso, se- come deve essere, nei casi da te citati- trattata con tecniche brevi: in questo caso non credo vi siano problemi.
Il mio dubbio nasce proprio dalla certezza diagnostica urgente, ed è questo:bisogna essere ben sicuri della diagnosi che determina il concetto di necessità, altrimenti l’intevrento ha in sé degli elementi di pericolosità. (per me,ovvio).
Spero di essere stato più chiaro
Secondo me, la fretta non è mai buona consigliera, nel senso che a meno di casi conclamati di disturbi molto gravi, come deliri incoercibili(è un rafforzativo, cmq anche per distinguere da deliri "lucidi" che richiedono cmq un intervento rapido ma continuativo), per poter fare una diagnosi, in realta' ben difficilmente basta un incontro, anche per sintomi molto meno gravi dei deliri proprio per le distorsioni diagnostiche che possono crearsi e qd, anche degli errori di impostazioni terapeutiche. E partendo da questa considerazione, vorrei proporre un altro problema: com'è possibile che oltre alle cosidette terapie brevi, in cui si parla di risoluzuione di un problema con una media di 5 sedute, senza ricadute, si stia diffondendo la tendenza di una certa branca della psicologia clinica a diagnosticare e risolvere i problemi con una tecnica chiamata "seduta unica"? Cioè tutto in uno. Che è un'offerta speciale? (scherzo .....su una cosa che se si realizza nei modi in cui è proposta a me, sembra tragica)
Comunque se vi sono degli articoli su queste sensibilità particolari li leggerei volentieri, dato che conoscevo questo tipo di reazioni solamente nelle fasi di induzione ipnotica. Come appunto iniziare una induzione facendo concentrare sul respiro.
Ciao massimo, in realta' per quanto riguarda il TA (Training Autogeno) ci si riferiva non ai disturbi d'ansia in generale, ma nello specifico ai disturbi da AdP (Attacchi di Panico o Disturbo da Attacchi di Panico), dove puo' crearsi non solo un'ansia paradossa ed un'ipervigilanza ma anche degli stati dissociativi temporanei che possono innestarsi sui fenomeni gia' esistenti, di depersonalizzazione e derealizzazione in persone con qs tipo di problema e dove dietro un'apparente tranquillita' durante l'esecizio, spesso vivono un doppio stress, per l'attenzione particolare rivolta ai fenomeni corporei che è gia' molto alta in qs disturbi.
L'applicazione del TA in qs tipologia di disturbi con le conseguenze che possono derivarne, come quelle sopra descritte comporta spesso che per l'aumentare dell'ansia provocata dagli esercizi, il paziente , per poterli praticare con piu' calma, debba assumere dei farmaci ansiolitici o di altro tipo, provocando spesso, una sorta di controsenso terapeutico; lo stesso Schultz raccomandava e cosi' i suoi successori, di valutare attentamente se i pz, anche quelli con disturbi per i quali il TA poteva sembrare indicato, non presentassero delle controindicazioni come ad es., disturbi che gia' comportano una particolare attenzione ed ipervalutazione dei fenomeni e percezioni corporee correlato ad un aumento dell'ansia che puo' sfociare in fenomeni di ansia paradossa o spunti ipocondriaco-fobici, o talvolta dissociativi (vedi sopra)
Spero che ora sia piu' chiaro, cmq, era spiegato alcuni post fa.
Per gli articoli, ce ne sono molti di scientifici e frutto di esperienze cliniche.
Il TA in se' è una tecnica utile per vari disturbi, mentre per il DP (Disturbi di Panico) sono piu'indicati generalmente altri tipi di trattamento.
Ciao
Caro Cercatore, anch'io penso che gli studiosi a cui ti riferisci, abbiano fatto delle cose egregie per lo sviluppo della psicoterapia.
Anche gli autori italiani, mi riferisco alla Strategica; tuttavia, penso che un po' di lavoro bisogna ancora svolgere: convengo con Lucio che le psicoterapie brevi mirate presentino effettivamente un pericolo di creare scompensi.
Ciò non autorizza a demolirle, anche perché gli stessi psicoterapeuti della tbs affermano chiaramente di intervenire su ciò che dice di avere il paziente ( diagnosi principale o motivo della visita), inoltre si muovono con ricerche ecologiche, diversificandosi dalle metodologie su cui si basano gli EST.
Certo, ribadisco bisogna ancora lavorare sul pericolo scompenso.
Per questo, considerando che condividi la mia passione, ti invito a rientrare, ma con toni più moderati: cerchiamo un incontro e non uno scontro.
Mi auguro di rileggerti.
Ciao
massimomassimo, anche a te vorrei chiedere di cercare un incontro e non uno scontro.
Mi permetto poi un suggerimento: quando si incontra uno studioso di levatura maggiore della nostra é più onesto rispettare la differenza di statura che fare punzecchiature che non aiutano certo a procedere,
Mi scuso per i miei rari interventi, ma non sono voluti.
A preso e spero di aver contrinuito un po'.
A parte complimentarmi per l'esauriente e competente risposta, volevo ringraziarti per aver risposto alle curiosità di massimomassimo.
Spero che tu si sia riuscito a togliere l'argomento T.A. (peraltro interessante) da questa discussione; infatti essso si distacca dalle tecniche brevi: Luigi Peresson -il migliore studioso di T.A., credo, che abbiamo avuto in italia- aveva infatti ormai abbandonato la parte breve del T.A., considerandola solo preparatoria al T.A. superiore: una tecnica piuttosto lunga.
Ciao.
personalmente non ho mai riscontrato dei fenomeni del genere, fenomeni paradossi esclusivamente in una persona, rivelatasi estremamente sensibile alle suggestioni (nei gruppi prediligo la conduzione parlata, quindi paragonabile all'ipnosi secondo alcuni, al posto del metodo più ortodosso che non prevede una conduzione da parte dell'operatore). Il caso citato dopo un breve approfondimento si è rivelato una incapacità di gestire certe sensazioni che di fatti una volta comprese meglio si sono rivelate più utili. Tralascio altri approfondimenti relativi alla storia della persona. In molti altri casi, invece, senza che le intenzioni dei gruppi fossero cliniche alcune persone hanno applicato la tecnica proprio per prevenire o lenire gli attacchi di panico e con successo. Cosa per me inizialmente stupfacente dato che non avevo mai dato indicazioni in tal senso. Cioè le reali motivazioni mi erano state taciute. I gruppi non avevano del resto questo finalità ed erano applicati in contesti non clinici.
Per il resto mi sono formato proprio alla scuola di peresson e conosco bene il suo pensiero e le altre applicazioni, e tendo a riconoscere nel TA superiore una tecnica di psicoterapia breve ben diversa dal TA inferiore. Conosco anche le varie distinzioni tra chi parla di ipnotismo e autogenia come cose separate o identiche.
Conoscendo anche buona parte della bibliografia sul training mi sono chiesto proprio in quali situazioni si fossero verificate certe reazioni paradosse e dunque approfondire le mie conoscenze. Per esempio le modalità di conduzione, che variano notevolmente, e anche la tipologia di pazienti
Trattandosi di est mi sono domandato, dunque, quale protocollo operativo fosse stato applicato, come, su chi, in quale contesto. Pertanto al di là delle risposte assolutamente competenti se avete bibliografia da propormi, anche in messaggi privati, approfondisco molto volentieri.
Un saluto e grazie
Scusa massimomassimo, si dà il caso che ho conosciuto e sono stato amico di Luigi Peresson ( stato perché é scomparso).
Vedendo la tua età, mi risulta incredibile - a meno che Luigi non sia risoto per te- che tu abbia studiato alla sua Scuola. Forse hai frequentato la sua ex Scuola, diretta da suoi allievi. Sei che certo che li stimava? Sai chi ha accettato di vedere nei suoi ultimi giorni? Non i suoi allievi.
Dici di conoscere i suo pensiero; presumo che tu a 12/15 anni abbia interloquito con lui. allora sei sato molto fortunato.
Comunque, forse, per scrivere in questa discussione si hanno due modalità: cercare di imparare- e quindi chiedere informazioni- o conoscere modelli psicoterapici e metodologia della ricerca e intervenire in modo appropriato.
Scusami......almeno sapere che i Disturbi d' Ansia sono una cosa e il DP é solo uno di essi e che efficienza, in italiano, viene utilizzata con un significato univoco.
Ho aperto questa discussione per avere unconfronto sereno con persone che volevno imparare o mi potevano insegnare: non mi sembra che tu faccia alcuna delle due cose ( ma dipende, forse, dal fatto che la tua supponenza mi indispone; forse sei una persona valda).
Pensaci e poi riscrivi.
Ciao massimomassimo, io volevo farti due semplici domande, in modo che forse si riesce a chiarire questo aspetto un po' curioso anche per me: 1) A quale Scuola del Prof. L. Peresson ti sei formato e che tipo di orientamento aveva ed ha? 2)Quali sono i suoi riferimenti e principi cardine?
Mi è venuto il dubbio che possa trattarsi forse, di un eventuale omonimia , considerando che il Prof. Peresson ha effettivamente insegnato per oltre trant'anni, iniziando pero'da moltissimo tempo fa, e che tu sei molto giovane, oppure che dato che ci sono ex allievi che a volte, fanno riferimento a lui, in una citta' diversa dalla sua, e dalle altre, di riferimento, che tu possa aver o star frequentando una delle loro scuole.
E' possibile?
Grazie
Ciao
Ps: si scrive EST, non est
a) forse dipende da una limitata esperienza clinica nel DP
c) incapacità, sicuramente, da parte di chi ha usato una tecnica che crea ipervigilanza verso le sensazioni del corpo in soggetti con DP
c) normalmente sono protocolli cognitivo comportamentali.
Bibliografia, su cosa?
Ciao Gianli
sono un po' perplesso nel leggere l'ultima parte di questa discussione. In Analisi Bioenergetica l'attenzione posta agli stati corporei è, come ovvio, molto alta. Tuttavia, i terapeuti che conosco utilizzano tranquillamente questa forma di psicoterapia per il trattamento dei disturbi d'ansia e degli attacchi di panico. Per quanto è a mia conoscenza, non riscontro casi di depersonalizzazione/derealizzazione (se non in forma momentanea e gestibile da un bravo terapeuta).
Sono curioso di comprendere perché, a partire dalle vostre esperienze e conoscenze (che sono sicuramente maggiori delle mie), ritenete che l'applicazione di tecniche che portano l'attenzione al corpo ed agli stati corporei sia sconsigliata quando si lavora con pazienti che lamentano disturbi d'ansia o da attacchi di panico.
Grazie
Guglielmo
La strategia di cui parli é molto diversa dal T.A. Io non ho preparazione specifica in questo senso, ma per quello che ho letto nei post precedenti, il riferimento era al T.A.; Spero ti possa rispondere Lucio che ha fatto 6 anni di formazione in strategie psicocorperee con la scuola francese, che deriva da un allievo di Reich. Per quello che ne so,lui la usa nei disturbi d'ansia; però la differenzia molto dal T.A.
Dovrebbe rispondere lui,mi spiace.
Ti ringrazio. Tuttavia, la risposta non mi basta. Nel senso che (e posso sbagliarmi, naturalmente) mi pareva che tu, nel rispondere a massimomassimo, stessi enunciando un principio generale di intervento sui DAP.
Quando affermi:sembri sottintendere che tecniche di questo genere non vadano utilizzate nel trattamento di questo tipo di disturbi. Ma non spieghi il perché. E' questo che cerco di capire.Citazione:
c) incapacità, sicuramente, da parte di chi ha usato una tecnica che crea ipervigilanza verso le sensazioni del corpo in soggetti con DP
Grazie
Buona vita
Guglielmo
Wylli, il riferimento era al T.A. (inferiore); non volevo generalizzare, ma rispondo per non mancare nei tuoi confrontii,perché ripeto la mia preparazione non mi consente di differenziare gli effetti del T.A. da quelli di altre tecniche.
Credo che solo la persona che ho citato prima ti possa rispondre: spero lo faccia, visto che é in gardo di farlo.
Intanto provo ad articolare una risposta io al tuo quesito, willy:
1) il TA >è una Tecnica Passiva (richiede di essere rilassati)
2) La Bioenergetica richiede un intervento attivo; anche in essa è possibile notare degli aumenti di Arousal che pero' Rientrano.
Spero sia chiaro
Ciao
Mi sono formato all'uso del training autogeno con gli allievi, non ho scritto di conoscerlo ma di essermi formato alla sua scuola, quella da lui fondata.
Mi sembra ovvio che data l'età non li ho conosciuti personalmente, ma mi riferisco ai loro allievi! sulla stima che peresson potesse avere verso gli allievi del cisspat io preferisco non commentare, poichè non mi sembra il caso di fare certi riferimenti in un forum online né mettere in discussione il lavoro di altri. H detto di conscere il suo pensiero poichè ho letto i suoi libri, anche quelli oramai fuori commercio. Poi se volete anche chiedermi il curriculum perchè non vi fidate di ciò che dico potete farlo inviandomi una mail privata!
Il mio atteggiamento è di chi ha chiesto della bibliografia su di un argomento di cui era all'oscuro, dichiarando che non conoscevo certi aspetti del TA e che avrei letto volentieri qualcosa.
Ho ricevuto delle spaienti risposte in cui però non si rispondeva alle mie domande, le apprezzo ma non avevo chiesto quello.
Se sono andato off topic, cioè fuori discussione, potevate dirmelo, l'ironia e le allusioni fatte nei miei confronti le ho riteute decisamente inopportune.
Veramente, io non facevo nessuna ironia, ho pensato ci potesse realmente essere una omonimia, dato che il Prof. Peresson ha fondato le sue scuole molto tempo fa ed avevo letto che tu ti eri "formato proprio alla sua scuola", cosa che mi sembrava improbabile, se parlavamo della stessa persona. E che aveva riferimenti ed orientamenti molto precisi nei vari settori in cui ha operato. (Forse hai scritto in modo poco chiaro qs riferimento che onestamente, anche rileggendolo, puo' dar adito a fraintendimenti)
Il cisspat, fu una formazione secondaria e successiva .
Sul resto, neanch'io posso ne pretendo di fare alcun commento.
La mia era una domanda non un invito ad esprimere opinioni sul lavoro di altre persone (1° grassetto).
No sento pertinente alla discussione la richiesta di una bibliografia, anche se é accettabile che tu la richieda, visto che non conosci poi così a fondo la materia (2° grassetto)
Decidi tu se sei andato fuori argomento (3° grassetto)
Ironia e allusioni? dove? (4° grassetto).
Ma cerchiamo di tornare alle psicoterapie e alla promozione che ne viene fatta....... e agli altri argomenti correlati.
Un saluto
Ciao willy, intanto, volevo confermarti che, come accennato prima, nei precedenti post, si è parlato di fenomeni di ansia paradossa e possibili stati dissociativi temporanei nel corso della tecnica denominata TA (Training Autogeno) nei pz con Disturbi da Attacco di Panico dovutio a particolari situazioni pregresse e non di Disturbi d'Ansia in generale; questi stati dissociativi temporanei ma spesso acuti, possono innestarsi suo fenomeni gia' presenti in questa tipologia di disturbo, di derealizzazione e depersonalizzazione. Cio', non aveva pero' alcun riferimento ad altre [B]tecniche psicocorporee quali quelle priprie della Bioenergetica, che rappresenta un approccio a se', e globale alla persona.
Non aveva alcun riferimento neppure ad altre tecniche di derivazione cognitivo-comportamentale.
Per quanto riguarda le tecniche di tuo particolare interesse, come scritto anche da gianli86, a parte poterti io confermare che nella bioenergetica, l'aumento di arousal, vi è la capacita', pe preparazione complessiva, da bravi terapeuti, di farlo rientrare, come detto anche da te, posso rimandarti eventualmente a chiedere specificazioni ad una persona piu' competente, nell'approccio, che è Lucio Regazzo.
Purtroppo, inoltre, negli ultimi post, si è creata una involontaria confusione tra Disturbi d'Ansia e Classificazione degli stessi; infatti, il DaP o DP è una classe, con caratteristiche sue proprie e sottotipologie, dei Disturbi d0Ansia piu' in generale.
I Disturbi D'Ansia, anche per tornare al tema del nostro thread, sono classificati nell'ASSE I del DSM IV o DSM IV-TR.
I Disturbi dell'ASSE I costituiscono oggetto di interesse centrale non solo degli interventi terapeutici contenuti ngli EST (Trattamenti Empiricante Supportati o Convalidati), in base ai Criteri dell'APA, ma anche oggetto d'intervento privilegiato di alcune forme di psicoterapie Brevi, che presentano un alto livello di criticita' per il pericolo di scompensi psichici su vari versanti cui un individuo di cui non venga riconosciuta ad es., l'esistenza di una comorbidita' sull'ASSEII come un DDP e venga trattato solo per disturbi d'ansia, depressivi, o altro, senza tener conto della sua complessita'come persona portatrice di un disagio, puo' andare incontro.
Come ti ho scritto in un messaggio privato, ci vorrebbe un articolo per rispondere alla tua domanda. Differenziando il T.A. dalle postreichiane, com effetti nei Disturbi d’ Ansia ( anche se mi sembra di aver parlato di DP; ma non sono certo). Senti, io ci provo, O.K.? se non ti soddisfa,magari mi poni dei quesiti di chiarimento.
Training Autogeno> ci riferiamo a quello inferiore, perché le terapie brevi usano questo. Nei D.A. viene inserito, comunemente con la desensibilizzazione. Il T.A., per riuscire a produrre l’effetto desiderato (ottenere il rilassamento), paradossalmente richiede che il paziente sia rilassato e ciò viene esplicitamente richiesto attraverso la richiesta di ascoltare il proprio respiro,sentire il calore delle dita……..le variazioni sono, oramai infinite. Questa condizione paradossale può portare ll paziente ad una maggior eccitazione ottenendo una sensibilizzazione allo stimolo ansiogeno, piuttosto che una desensibilizzazione.
Tecniche postreichiane> tu segui Lowen, quindi saprai meglio di me che viene richiesto un comportamento attivo, volto a rilassare i muscoli normalmente interessati nell’ansia. Inoltre non è accostato ad alcuna forma di desensibilizzazione.
Spero che questo schematismo non crei fraintesi.
Ciao
Grazie Rosa
E' interessante quel che sostieni. In particolare nelle righe finali, quando colleghi la possibilità di esperienze di derealizzazione/depersonalizzazione e/o stati dissociativi acuti e temporanei con l'applicazione di tecniche mirate al sintomo da parte di terapeuti che non tengono conto della struttura di personalità nella quale un sintomo si colloca.
In fondo, la critica mia alla validità degli EST riguarda proprio il loro essere "centrati sul sintomo".
Ora, io non ho esperienza di terapie brevi e ritengo che, se esistono e vengono insegnate, ciò si debba al fatto che conseguono risultati nel trattamento dei disturbi psichici. Però veo il mondo dal punto di vista della scuola che sto frequentando e, quindi, mi trovo stretto in strumenti diagnostici (che diventano - secondo me con eccessiva facilità - prognostici) che decidono di occuparsi solo di "una parte" della personalità. Ora, che la scelta di occuparsi di una parte della personalità, invece che della personalità nel suo complesso, possa poi avere, come conseguenza, un abbreviamento del tempo necessario a risolvere un problema che viene ritenuto circoscritto, mi pare abbastanza chiaro. E, in fondo, non è poi male. Se al paziente basta quello, perché no?
Quel che non mi piace è l'atteggiamento di alcuni psicoterapeuti che utilizzano le "terapie brevi", per cui qualunque altra forma di psicoterapia è meno efficace, o meno efficiente, o eccessivamente lunga, o eccessivamente costosa. Credo che ai pazienti andrebbe fornita una possibilità di scelta, ma che sia una scelta ragionata e pensata, con il tempo necessario a poterla ragionare e pensare.
Buona vita
Guglielmo
Nessuno schematismo, mi pare. Risposta chiarissima ed esauriente. In effetti, in bioenergetica, non si utilizza alcuna forma di desensibilizzazione e il rilassamento è semplicemente la logica prosecuzione di un'attivazione previa, secondo un ciclo di contrazione/espansione che mi pare tu conosca benissimo.
Curioso, dal mio punto di vista, comunque, che si utilizzino strumenti come il TA, che richiedono l'applicazione di una volontà, quando si può ottenere lo stesso risultato semplicemente eliminando la volontà.
Buona vita
Guglielmo