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Riferimento: Psicologi disoccupati
fabrighiglie: il pc con la "O" rotta non è mio..aspetto da mesi che l'aggiustino..ma credo di doverci perdere le speranze!:asd::zott:
a parte tutto, il mio problema è proprio la motivazione: come vi dicevo: ho fatto mille lavori: aiuto cuoca, barista , cameriera...e mi piacevano tutti....mi avveano anche chiesto di assumermi la getsione di una pensione ...ma io (capocciona:zott:) ho rifiutato!:sbonk:queti tipi di lavoro sono di mio gradimento ma..la mia testa si rifiuta di considerarli a tempo indeterminato (seppure avrebbero dato maggiori guadagnie garanzie!).....per me, erano lavori saltuari, per accumulare soldi...... e adesso, sto valutando s emollare tutto ciò che faticosamente hos cotruito eportare curriculum ovunque..oppure cercare, con tutta me stessa di sfondare....e mi ripeto miliardi di volte.."uno su mille ce la fa"...sperando..che quell'uno possa, un giorno esser io!:sbonk:SONO FOLLE????:zott::asd:
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Beh, premesso che una tastiera costerà a dir tanto una quindicina d'euro :D , se proprio tu ci tieni a provare a rientrare nell' "uno su mille che ce la fa", io ti consiglio di fare entrambe le cose, anche se di sicuro sarà dura. Dà la precedenza al lavoro e in generale a ciò che ti fa guadagnare e ti serve per campare -in quanto senza lilleri un si lallera-, ma concentrati anche sul resto. Se poi tu t'accorgi che quest'ultima soluzione, per quanto da te tanto desiderata, non ti porta ad alcun risultato, beh, valuta per bene ogni cosa.
L'importante è essere perseveranti, ma non testardi....
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
mi sentirei un fallimento....e non per il tipo di lavoro (ho fatto di tutto: cameriera, barista, pulito camere.e alcuni mi piacevano pure.....)ma .solo per il fatto di voler a tutti i costi fare la psicologa!!! ho paura che ,accettando un lavoro che in realtà penso non mi soddisfi, andrei incontro a una insoddisfazione ancora maggiore!
Secondo me, come già detto, vi merita fare concorsi, concorsi e concorsi, fino a quando non trovate il posto giusto e una sufficiente sicurezza economica....le raccomandazioni esistono, ma non sempre la fanno da padrone.
Posso capirti! Nel mio caso l’insoddisfazione e la frustrazione nel fare qualcosa di diverso dalla psicologia deriverebbero dalla consapevolezza di aver “buttato” anni e anni a studiare per poi fare qualcosa che avrei potuto fare molto tempo prima senza ammazzarmi di studio e sacrifici!
Anche se nel mio caso la situazione è abbastanza complicata poiché non avendo un diploma finito (ma la maturità scientifica) non riesco a farmi assumere nemmeno come segretaria…….
E’ come se pur avendo il diploma e la laurea in sostanza non avessi niente…..
Sono d’accordo con fabrighiglie nel tentare anche con i concorsi ma riguardo a questi io sono ancora più demotivata.
Molti bandi prevedono 1-2 posti massimo e il dubbio che siano in qualche modo “assegnati” è davvero forte. Lo dico per esperienza personale e x quella di tante persone che sono intorno a me.
Mi è capitato davvero tante volte sia nel privato che nel pubblico di capire (spesso mi è stato detto velatamente) che il posto fosse “già occupato”.
Sono la prima a credere che non sempre sia così ma tentare significa: studiare e anche molto x prepararsi bene su materie completamente estranee x me; doversi preparare su materie sempre diverse a seconda dei vari concorsi; spendere soldi e tempo (che potrei dedicare x altro) e poi magari scoprire che “tanto c’era già chi dovevano assumere”.
Non voglio certo abbattermi però un conto è fare un colloquio (al quale comunque ci si va preparati) e scoprire che già “c’è qualcuno” un conto è investire tempo, studio e soldi x un concorso e fare poi la stessa scoperta…..
1 domanda: Ho letto in qualche post che ci sono “diversi strumenti per promuoversi”. Qualcuno li conosce?voi come vi muovete x cercare lavoro? io oltre agli annunci a cui rispondo, spesso invio cv per email e spesso mi presento di persona. Ma l’esito è lo stesso: il responsabile del personale guarda il mio cv e poi gentilmente mi dice che non cercano nessuno. Forse sono io che mi propongo in modo sbagliato!
Accetto volentieri consigli.
Un saluto a tutti
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Senza offesa, ma non presentarsi ai concorsi "perchè tanto i posti sono già assegnati" è un modo per arrendersi sconfitti ancor prima d'aver tentato...cosa che una persona audace, perseverante e disposta a ogni costo a raggiungere il suo obiettivo, nemmen dovrebbe pensare. Questo ragionamento, secondo me, può valere soltanto per concorsi in cui non basta superare le prove ed è necessario rientrare anche in altri requisiti -per esempio, parametri psicofisici ben precisi, come nei concorsi delle forze armate-.
Inoltre, premesso che gran parte dei concorsi ha pochi posti a disposizione ma anche graduatorie a scorrimento, se si fa eccezione per gli enti pubblici -ASL, CNR e affini-, gran parte delle grosse e piccole aziende, pur rimanendo a capitale pubblico, fa parte di società per azioni, ragion per cui le procedure di selezione del personale avvengono in maniera autonoma attraverso società terze incaricate della cosa.
In ogni caso, comunque vada, ricordate: gli esami non finiscono mai. Spesso non basta acquisire competenze su competenze per ottenere subito un posto di lavoro. Le selezioni -in qualunque modo avvengano- fanno sempre parte della normalità, specie in un settore come la psicologia in cui l'offerta supera ampiamente la domanda.
Per il resto, io credo sia meglio scrivere un curriculum "ad personam", che contenga meno chiacchiere possibile e sia specifico per il posto per il quale ci si candida.
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
fabrighiglie
Senza offesa, ma non presentarsi ai concorsi "perchè tanto i posti sono già assegnati" è un modo per arrendersi sconfitti ancor prima d'aver tentato...cosa che una persona audace, perseverante e disposta a ogni costo a raggiungere il suo obiettivo, nemmen dovrebbe pensare. Questo ragionamento, secondo me, può valere soltanto per concorsi in cui non basta superare le prove ed è necessario rientrare anche in altri requisiti -per esempio, parametri psicofisici ben precisi, come nei concorsi delle forze armate-.
Inoltre, premesso che gran parte dei concorsi ha pochi posti a disposizione ma anche graduatorie a scorrimento, se si fa eccezione per gli enti pubblici -ASL, CNR e affini-, gran parte delle grosse e piccole aziende, pur rimanendo a capitale pubblico, fa parte di società per azioni, ragion per cui le procedure di selezione del personale avvengono in maniera autonoma attraverso società terze incaricate della cosa.
In ogni caso, comunque vada, ricordate: gli esami non finiscono mai. Spesso non basta acquisire competenze su competenze per ottenere subito un posto di lavoro. Le selezioni -in qualunque modo avvengano- fanno sempre parte della normalità, specie in un settore come la psicologia in cui l'offerta supera ampiamente la domanda.
Per il resto, io credo sia meglio scrivere un curriculum "ad personam", che contenga meno chiacchiere possibile e sia specifico per il posto per il quale ci si candida.
Nessuna offesa. Io ho semplicemente riportato le mie esperienze personali. Ho parteciapato a vari concorsi e non penso di arrendermi subito. Ma come già detto mi è capitato molto spesso di capire che il posto fosse già assegnato.
Il mio discorso è un pò quello che facevi tu con la psicologia: essere realisti e consapevoli che anche nel mondo del pubblico e dei concorsi (dove dovrebbero esserci maggiori garanzie di serietà) spesso le cose non sono così.
E comunque ti posso assicurare che questo accade anche per quei concorsi dove non necessariamente si richiedono requisiti psicofisici.
Non dico che tutti i conocorsi siano "truccati" nè che tutti quelli che lavorano nel pubblico siano entrati x racccomandazione ma quando leggi un bando x 1 solo posto spesso il dubbio viene......
Se uno si presenta tanto per tentare è un conto; ma se vuoi partecipare "seriamente" devi studiare e investirci tempo e denaro. Allora spesso mi chiedo: mi conviene spendere tanto tempo e studio per 1 solo posto? qualche volta l'ho fatto, altre volte mi sono detta che era meglio investire questo tempo per cercare altro...
Riguardo al curriculum, io in realtà lo scrivo già "ad personam". La mia curiosità era se voi usavate altri modi per cercare lavoro.
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Riferimento: Psicologi disoccupati
No, beh, il ragionamento che io volevo fare è un altro: quando c'è di mezzo requisiti aggiuntivi oltre alle semplici competenze, è bene cercare di informarsi il più possibile e sincerarsi di poter rientrare nei parametri richiesti prima di spendere un monte di tempo sui libri e prepararsi per le prove. Come già detto nelle pagine precedenti, questo avviene in tanti settori, anche nel mio -il trasporto pubblico di linea-: è vero, forse non è gratificante essersi impegnati e aver fatto sacrifici per superare tutte le prove e poi scoprire di non avere i requisiti psicofisici utili per entrare, però su questo c'è poco da fare.
Per quanto riguarda le materie diverse, richieste per superare concorsi e selezioni e mai studiate, beh, è scontato che la preparazione di un professionista debba essere a tutto tondo e non possa rimanere circoscritta esclusivamente all'ambito di sua competenza. Voi vu'potreste dire: "Ma io ho studiato abbastanza, ho una laurea, ho la specializzazione, perchè devo studiare ancora?". Beh, in qualunque ambito, oltre alle competenze tecniche, è necessario avere anche una buona cultura generale, conoscere le leggi ecc.
Per quanto riguarda invece il trovare lavoro, oltre ai concorsi, secondo me è bene mandare più curricula possibili, anche se magari lì per lì l'azienda non è alla ricerca di personale. Lo so, non è bello restare nel limbo in attesa dello scorrimento di una graduatoria, o peggio, di una chiamata che potrebbe non arrivare mai, ma spesso l'unica soluzione è armarsi di pazienza e nel frattempo dedicarsi ad altro. Certo, per quanto io possa essere esterno alla vicenda, a mio avviso è sbagliato fare volontariato per farsi notare: primo, perchè in questo modo si svaluterebbe ulteriormente una professione già in crisi di suo; secondo, perchè fino a prova contraria il lavoro è finalizzato a un tornaconto finanziario, mentre il volontariato è finalizzato a fare del bene in maniera disinteressata e senza scopo di lucro.
Comunque, una cosa è certa: se la vostra necessità è quella di trovare una stabilità economica, acquistare una casa e magari farvi una famiglia, vi merita percorrere strade alternative. Senza offesa per nessuno, ma a mio avviso questo è un percorso per il quale è necessario dedicare anima e corpo agli altri, considerare il sacrificio come il pane quotidiano, fare tante rinunce e spesso doversi arrendere all'idea che i soldi e le energie investite potrebbero non tornare indietro come si vorrebbe.
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
titty.P
Riguardo al curriculum, io in realtà lo scrivo già "ad personam". La mia curiosità era se voi usavate altri modi per cercare lavoro.
ciao Titti, il curriculum è un mezzo inefficace, la percentuale di risposta si aggirava, in periodo pre-crisi, sul 2%. Questo vuol dire che il 98% dei lavori si trovano per altre vie, sia lavori generici (operai, addetti all'agricoltura, commesse, ecc) sia soprattutto specializzati. Soffermandoci sul lavoro come psicologi, il curriculum è persino penalizzante, a meno che non sia esplicitamente richiesto, in risposta ad un'inserzione: il curriculum significa "volgio essere assunto", "chiedo un'assunzione", "prendetemi e orgnizzatemi il lavoro", "ditemi voi quello che devo fare e io eseguo", è adatto a posizioni subalterne e impiegatizie, esecutive, non a profili del terziario avanzato, come lo psicologo. Lo psicologo, che è un libero professionista, non viene "assunto" alle dipendenze, ma collabora alla pari, per cui non ha senso inviare cv, a meno che non ci sia esplicitamente un'inserzione. Gli altri modi di stabilire collaborazioni, avviare attività, ecc, dipendono dal tuo ambito: per prima cosa dunque occorre circoscrivere un ambito in modo che puoi essere subito identificata come esperta in qualcosa di specifico e non come "psicologa" in modo generico. Ti occupi di ansia, di depressione, di psicodiagnostica, di sessuologia, ecc? Il primo passo è individuare una cosa specifica, definirsi con precisione. Più specifica sei e meglio è. Questa cosa, inoltre, dovrebbe rispondere ad un'esigenza del mecrato: infatti, per quanto uno si occupi di "criminal profiling" e sia bravissimo in questo, beh cmq in Italia non c'è mercato. Dunque è anche importante il matching tra ciò di cui ti occupi e ciò di cui ha bisogno il mercato.
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Riferimento: Psicologi disoccupati
ste203xx: permettimi di dissentire. Esclusi i concorsi pubblici, o le selezioni per le quali è necessario candidarsi in maniera particolare, secondo me la presentazione del curriculum non è affatto penalizzante. Al contrario, è fondamentale. Nessuno verrà mai a casa tua a offrirti un lavoro dopo aver saputo del tuo centodieci e lode alla laurea e delle tue svariate specializzazioni, per il semplice fatto che questa caratteristica è comune a decine di migliaia di giovani.
Secondo me il tuo ragionamento è fattibile nel campo della libera professione, ma un giovane neolaureato senza arte nè parte non può puntare subito a questo traguardo, a meno, ovviamente, di non fare volontariato o di non avere notevoli risorse economiche....primo perchè per fare esperienza è necessaria un po' di gavetta; secondo perchè l'inizio di una professione autonoma è difficile per tutti, soprattutto in termini finanziari.
Inoltre, bisogna avere un po' d'umiltà -senza per questo farsi sfruttare o prendere per il culo- ed essere disposti a cominciare dal basso: dopotutto, anche i generali iniziano sempre come soldati semplici. Pensare che presentarsi per un'assunzione -che spesso, tra l'altro, è un grosso traguardo- sia penalizzante, in quanto è una cosa che s'addice solo a impiegati, commesse, agricoltori e compiti esecutivi e non a un professionista del terziario avanzato, con tutto rispetto, ma mi pare un ragionamento un pochinino esagerato....
Io poi non disprezzerei il lavoro "dipendente", specie in periodo di crisi: dopotutto garantisce sempre la certezza di uno stipendio a fine mese.
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Riferimento: Psicologi disoccupati
scusa iscrivendoti a scienze della formazione quanti esami devi fare quali ti convalidano grazie
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
fabrighiglie
ste203xx: permettimi di dissentire. Esclusi i concorsi pubblici, o le selezioni per le quali è necessario candidarsi in maniera particolare, secondo me la presentazione del curriculum non è affatto penalizzante. Al contrario, è fondamentale. Nessuno verrà mai a casa tua a offrirti un lavoro dopo aver saputo del tuo centodieci e lode alla laurea e delle tue svariate specializzazioni, per il semplice fatto che questa caratteristica è comune a decine di migliaia di giovani.
allora mi sono spiegata male io, poiché non intendevo questo. Mi riferivo proprio al presentarsi come psicologo: portare il curriculum significa porsi in una posizione da dipendente, di richiesta di assunzione, cosa che non avviene tra professionisti. L'avvocato viene assunto dal medico? Il medico viene assunto dallo psichiatra? Sono tutti professionisti che collaborano, ciascuno ha la sua partita iva, possono condividere dei casi (psichiatra e psicologo), ma non che uno assume l'altro dopo che gli ha portato il curriculum. Facciamo un esempio, magari è più chiaro: se c'è una separazione in corso e si deve fare una valutazione delle competenze genitoriali per decidere l'affidamento del figlio, l'avvocato che segue la causa magari contatta lo psicologo per fare una valutazione, e collaborano a questa cosa. Mica lo "assume". C'è un rapporto di fiducia e di conoscenza e di collabora. Tantomeno guarda il suo curriculum, non si fa tra professionisti. Si collabora. Il commercialista non viene assunto, l'architetto non viene assunto, al 90% sono tutti autonomi.
Vedere anche questo articolo, di Sirri, molti "vecchi" del forum lo conoscono poiché ci ha dato una bella scrollata quando bazzicava da queste parti.
Offerte lavoro psicologi
Citazione:
Secondo me il tuo ragionamento è fattibile nel campo della libera professione, ma un giovane neolaureato senza arte nè parte non può puntare subito a questo traguardo, a meno, ovviament CUT 'addice solo a impiegati, commesse, agricoltori e compiti esecutivi e non a un professionista del terziario avanzato, con tutto rispetto, ma mi pare un ragionamento un pochinino esagerato....
Io poi non disprezzerei il lavoro "dipendente", specie in periodo di crisi: dopotutto garantisce sempre la certezza di uno stipendio a fine mese.
sono d'accordo quando dici che da neolaureati è difficile "buttarsi" subito, però aspetta, dipende. Nel senso, è bene che già durante la laurea si bazzichi il mondo del lavoro, perché arrivare alla laurea vergini, senza aver respirato l'aria di un contesto lavorativo, è l'inizio peggiore. Se uno non ha mai fatto una serata in pizzeria, una stagione da barista, ecc, poiè difficile capire che significa relazionarsi coi clienti, lavorare sotto stress con scadenze imminenti (non come agli esami, che se non te la senti di andare a un appello, c'è quello appresso), e compagnia cantante.
Però, in base alla mia esperienza sia da dipendente sfruttata a sangue (5 anni, mannaggia a me, avessi aperto prima la p.iva!) sia da autonoma + collaborazioni (4 anni) mi sento di dire che:
- non è vero che iniziare il lavoro autonomo richiede tanti investimenti. Ti parlo da persona che non gode di mantenimenti familiari ed ha un familiare non autosufficiente a carico, non avrei mai potuto rischiare soldi. Bastano 100 euro al mese di subaffitto di uno studio (un giorno a settimana). E' molto più costoso cercare un lavoro da dipendente: prepara, stampa e invia curriculum personalizzati, presentati di persona alle varie aziende, gira, informati, prendi i giornali, prendi i libri e studia per un concorso, ecc. A questo punto meglio appiccicare un semplice voltantino di annuncio ripetizioni! E' un esempio: iniziare la libera professione significa proporre un servizio specifico, per un target specifico, in una zona specifica che avverte il bisogno di quel servizio poiché ancora non c'è nessuno che lo ha soddisfatto. Certo, se uno vuole vendere frigoriferi al polo nord...:argh:
- non è vero che il lavoro dipendente ti fa stare più sicuro. Quando ero solo dipendente, oltre ad essere supersfruttata a sangue, lo stipendio già ridottissimo, arrivava sempre in ritardo. E aggiungi le spese per il trasporto, per l'abbigliamento preteso dall'azienda, magari ogni tanto anche per mangiare nella mezz'ora di pausa pranzo (finché uno non si toglie il vizio :argh:). Il mio primo lavoro, non retribuito e non psi, fu a Napoli: mi facevo 170 km all'andata e 170 al ritorno. "E' la gavetta"! Fossi stata a casa avrei risparmiato il costo del treno (pagato con le ripetizioni). Il 2° a Roma: retribuzione di 1,20 euro l'ora. Fossi stata a casa a fare ripetizioni e baby sitter...Ok, sarò io che in 5 anni ho beccato solo aziende sfruttatrici.
E poi...le ditte possono sempre fallire, a parte alcuni casi (stato o servizi pubblici tipo metropolitane, ecc).
- un neolaureato deve in qualche modo fare esperienza. Ok, come farla? Facendo il volontario, tanto ci sono mamma e papà? Non credo. Negli anni ho trovato una risposta: facendosi esperienza da solo. Esempio, penso che anche l'ultimo neolaureato del mondo, sappia fare una serata sulla comunicazione. Prende 10 amici e li fa venire a casa e fa dei giochi "stupidi" sulla comunicazione. Così fa esperienza di conduzione di un gruppo. La rifà 10 volte. Al che poi può proporla anche a pagamento. Magari saranno gli amici a spargere la voce tra altri amici. Niente di difficile o di costoso, ma è esperienza, per quanto protetta. Mica bisogna iniziare dalla clinica dei pazienti psichiatrici! Scusa se richiamo in causa Sirri, che è un benedetto uomo (ma quanto gli sono grata??????), lui raccontò che subito dopo la laurea organizzò un gruppo di crescita personale, fu il prototipo del neolaureato che fa gruppi di crescita personale e li fece anche fuori regione! Credo 2 incontri sull'autostima o sulla comunicazione nella coppia o su altre "stupidaggini" li sappia fare chiunque! E si inizia così.
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irina_000
io mi sono laureata tre anni fà,laurea v.o,poi il tirocinio e a gennaio finalmente mi sono iscritta all'albo e di lavoro niente,tranne qualche pon nelle scuole dove sono riuscita ad entrare come esperta esterna,poi il vuoto...è veramente assurdo che non ci considera nessuno,con le altre lauree bene o male si trova ma noi siamo diventati quasi la categoria da evitare a vista..mahhhh!!a settembre mi sono iscritta a scienze della formazione primaria,ho superato il test e ho pensato che potrebbe essere un'altra possibilità,anche se so bene che la situazione nella scuola è drammatica,però ho pensato che mi prendo a fare la specializzazione in psicoterapia se tanto dopo sono al punto di partenza?almeno con questa laurea prima o poi lo fai un incarico annuale nella scuola, anche se è molto umiliante per me...purtoppo ragazze è dura!
scusa quanti esami ti convalidano e quanti ne devi fare per laurearti grazie
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Beh, io lavoro per un'azienda municipalizzata -Società per azioni in cui gli azionisti sono i comuni che usufruiscono del servizio-, sicchè posso avere la certezza che quest'ultima non fallisca. Certo, se si parla di piccole aziende con pochi dipendenti, il ragionamento regge...però, obiettivamente, è più probabile trovarsi senza lavoro in quanto lavoratori autonomi -perchè un'attività, qualunque attività, al di là del risparmio, ha sempre alcune inevitabili spese-, piuttosto che finire in cassa integrazione per il fallimento dell'azienda. Dopotutto, ora s'è in periodo di crisi e la gente ha sempre meno soldi da spendere.
Quoto invece quanto detto a proposito del mondo del lavoro: senza dubbio una persona che ha sempre e soltanto studiato e s'è fatta mantenere incontrerà più difficoltà rispetto a chi già conosce il mondo del lavoro...a questo proposito, secondo me, avere un precoce approccio con il mondo del lavoro può essere decisivo, non solo per imparare a rapportarsi col prossimo, ma anche per entrare nella mentalità "lavorativa" -orari, scadenze tassative e quant'altro-, e soprattutto per capire meglio quale sarà il proprio futuro. Io, per esempio, in questo modo mi resi conto di voler fare un lavoro di responsabilità e a contatto col pubblico...
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Riferimento: Psicologi disoccupati
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Originalmente inviato da
fabrighiglie
Quoto invece quanto detto a proposito del mondo del lavoro: senza dubbio una persona che ha sempre e soltanto studiato e s'è fatta mantenere incontrerà più difficoltà rispetto a chi già conosce il mondo del lavoro...a questo proposito, secondo me, avere un precoce approccio con il mondo del lavoro può essere decisivo, non solo per imparare a rapportarsi col prossimo, ma anche per entrare nella mentalità "lavorativa" -orari, scadenze tassative e quant'altro-, e soprattutto per capire meglio quale sarà il proprio futuro. Io, per esempio, in questo modo mi resi conto di voler fare un lavoro di responsabilità e a contatto col pubblico...
pienamente d'accordo!
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Con questo, ovviamente, io non dico di non studiare...però conosco tanta gente che, dopo aver dedicato tutta la vita allo studio senza mai aver lavorato, s'è accorta d'essere completamente inadatta per ricoprire il posto per il quale aveva studiato e per cui si riteneva portata. Come già detto, a un certo punto le competenze non sono più requisiti di merito, ma soltanto semplici referenze comuni a tante persone, senza le quali non ci sarebbe verso d'andare avanti. Entrano in gioco altri fattori: attitudine, motivazione, spirito d'iniziativa ecc....ma questo penso vu lo sappiate.
L'importante è non guardare il lavoro -qualunque esso sia- come un'ipotesi remota che pioverà dal cielo il più tardi possibile solo per via delle competenze. Purtroppo il mito della persona che dedica tanti anni alla propria formazione personale e poi va subito a ricoprire un posto da manager una volta conseguito un titolo, esiste solo nei film...
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Ragazzi non so veramente cosa dirvi... io che sono una psicologa tra un po' dovrò farmi curare la mia depressione da una collega psicologa... siamo allo sfascio... mi sono laureata nel 2004 ... sono disoccupata da oramai 5 anni e mezzo... volontariato, tirocinio, specializzazione... che schifo!!!
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Riferimento: Psicologi disoccupati
amigdala io sono dell'indirizzo lavoro e mi hanno convalidato solo storia della filosofia e psicologia dello sviluppo,credo che gli esami in tutto siano un 25-26..
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Riferimento: Psicologi disoccupati
mi trovo d'accordissimo con chi dice di cercare un precoce rapporto con il lavoro....ma..MAI (A MIO AVVISO) lasciare los tudio...e PERDERE LA SPERANZA!...anche se..a momenti è davvero molto, ma mol,to dura!:sbonk:
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Beh, è giusto perseverare, ma se la speranza non si traduce in nulla di concreto e non offre di che campare, secondo me è meglio dedicarsi ad altro.....e ricordate una cosa: anche se avete speso tempo, denaro e sacrifici per cercare di diventare psicologhe, e poi la psicologia non vi dà da mangiare, non dovete sentirvi sconfitte, nè pensare che avete perso un monte di tempo per nulla. Tutto serve, e spesso nelle occasioni più impensate: l'importante è saperlo sfruttare!
Certo, se il vostro ragionamento fosse invece: "Ho studiato per diventare psicologa, DEVO fare la psicologa a tutti i costi anche se non trovo lavoro da nessuna parte, il resto non conta nulla e nemmen lo considero", allora non si tratterebbe di passione, ma soltanto di ostinazione.
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Riferimento: Psicologi disoccupati
@ ste203xx
Alcune cose che dici mi trovano d'accordo ma il fatto di fare prove così a gioco per poi proporre dei gruppi.... boh, forse è un mio limite ma non credo che basti fare 4 giochi con gli amici... forse è che mi sono un po' disorientata... chissà...
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
ste203xx
ciao Titti, il curriculum è un mezzo inefficace, la percentuale di risposta si aggirava, in periodo pre-crisi, sul 2%. Questo vuol dire che il 98% dei lavori si trovano per altre vie, sia lavori generici (operai, addetti all'agricoltura, commesse, ecc) sia soprattutto specializzati. Soffermandoci sul lavoro come psicologi, il curriculum è persino penalizzante, a meno che non sia esplicitamente richiesto, in risposta ad un'inserzione: il curriculum significa "volgio essere assunto", "chiedo un'assunzione", "prendetemi e orgnizzatemi il lavoro", "ditemi voi quello che devo fare e io eseguo", è adatto a posizioni subalterne e impiegatizie, esecutive, non a profili del terziario avanzato, come lo psicologo. Lo psicologo, che è un libero professionista, non viene "assunto" alle dipendenze, ma collabora alla pari, per cui non ha senso inviare cv, a meno che non ci sia esplicitamente un'inserzione. Gli altri modi di stabilire collaborazioni, avviare attività, ecc, dipendono dal tuo ambito: per prima cosa dunque occorre circoscrivere un ambito in modo che puoi essere subito identificata come esperta in qualcosa di specifico e non come "psicologa" in modo generico. Ti occupi di ansia, di depressione, di psicodiagnostica, di sessuologia, ecc? Il primo passo è individuare una cosa specifica, definirsi con precisione. Più specifica sei e meglio è. Questa cosa, inoltre, dovrebbe rispondere ad un'esigenza del merato: infatti, per quanto uno si occupi di "criminal profiling" e sia bravissimo in questo, beh cmq in Italia non c'è mercato. Dunque è anche importante il matching tra ciò di cui ti occupi e ciò di cui ha bisogno il mercato.
Non sono d'accordo con te quando dici che "lo psicologo collabora alla pari per cui non ha senso inviare i cv.." Nell'ambito del lavoro e delle organizzazioni nel settore HR (risorse umane) lo psicologo viene assunto nella posizione di gestione delle risorse umane (selezione, valutazione della prestazione, della posizione, e del potenziale e formazione) ed è un dipendente a tutti gli effetti dell' azienda/ organizzazione in cui viene assunto. In tal caso il CV è uno strumento fondamentale e irrinunciabile per farsi conoscere dalle aziende, meglio se accompagnato da una lettera di presentazione sintetica ed esaustiva sul candidato.Non dimetichiamo che lo psicologo non opera solo e unicamente nell'ambito clinico o nel settore pedagogico/evolutivo.
Saluti.
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Citazione:
Originalmente inviato da
Dott.Simy
Ragazzi non so veramente cosa dirvi... io che sono una psicologa tra un po' dovrò farmi curare la mia depressione da una collega psicologa... siamo allo sfascio... mi sono laureata nel 2004 ... sono disoccupata da oramai 5 anni e mezzo... volontariato, tirocinio, specializzazione... che schifo!!!
esiste sempre la possibilità di ricominciare... io ho lasciato psicologia, senza nemmeno laurearmi nei 3 anni perchè avevo già capito la situazione e cominciavo a star male ogni giorno al pensiero... ok le passioni, ma si entra in crisi, e tanto, quando vedi che quello per cui hai studiato "non vale nulla" dove viviamo...
ho studiato un'estate intera e ho passato il test per logopedia... a parte tutto il resto, una prima e semplice differenza: 20 posti disponibili, in confronto alla marea di laureati ed iscritti a psicologia.
Non voglio dire con questo che uno deve andare dove c'è possibilità di lavoro se poi quel lavoro non gli piace affatto...penso si sia capito il senso del mio discorso...
e comunque ti capisco troppo bene... si sta male, tanto...
ti abbraccio
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
yoshimitsu
Non sono d'accordo con te quando dici che "lo psicologo collabora alla pari per cui non ha senso inviare i cv.." Nell'ambito del lavoro e delle organizzazioni nel settore HR (risorse umane) lo psicologo viene assunto nella posizione di gestione delle risorse umane (selezione, valutazione della prestazione, della posizione, e del potenziale e formazione) ed è un dipendente a tutti gli effetti dell' azienda/ organizzazione in cui viene assunto. In tal caso il CV è uno strumento fondamentale e irrinunciabile per farsi conoscere dalle aziende, meglio se accompagnato da una lettera di presentazione sintetica ed esaustiva sul candidato.Non dimetichiamo che lo psicologo non opera solo e unicamente nell'ambito clinico o nel settore pedagogico/evolutivo.
Saluti.
sì, mi riferivo proprio all'ambito clinico ed evolutivo, privato o in regime di libera professione.
Cmq, posso chiederti di più sull'ambito lavoro e risorse umane? Praticamente qual è l'iter per essere, appunto, "assunti"? Se il curriculum è uno strumento irrinunciabile, ecc, come va presentato, quando, quali "item" vengono considerati di più? Si telefona e si chiede appuntamento a qualcuno? A chi? E' vero che apprezzano di più la laurea in lettere che in psicologia? Lo chiedo per curiosità, poiché per lavoro sono a contatto con laureati umanistici e tra di loro gira questa voce, cioè che nella selezione e nele risorse preferiscono la laurea in lettere e filosofia perché forma una mentalità flessibile, mentre gli psicologi, con i loro test, sono troppo rigidi. Per cui, pensano che grazie alla laurea umanistica si apriranno grandi portoni nel rutilante settore delle "risorse umane". La tentazione è di difendere la categoria degli psicologi del lavoro, però non ho conoscenze specifiche del settore.
:zott:
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Riferimento: Psicologi disoccupati
per non starmene con le mani in mano..venerdi' mattina girerò la provincia di Latina in cerca di lavoro (un altro lavoro..magari decente!:asd:)!:argh:vi farò sapere l'esito!
incrociate mani e piedi x me!:jd:
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Ho trovato un lavoro... Mi occupa 2-3 pomeriggi la settimana (4h. ogni volta), fino al 9 dicembre. Praticamente mi occuperò di bambini di colore all'interno di una struttura in cui le mamme seguono un corso di alfabetizzazione, diritto e informatica. L'unica pecca è che pagheranno a finanziamento ricevuto e che ho ancora tempo vuoto da riempire. Ma il progetto è bellissimo.
Il mio consiglio è mandare cv a chiunque, questa cosa io l'ho trovata proprio così... mandando cv ad una struttura che avevo letto faceva formazione (per lavori in campo benessere) e invece poi son stata chiamata per tutt'altro. Ma io son contentissima perché anche il campo dell'infanzia era un obiettivo che cercavo di perseguire...
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Riferimento: Psicologi disoccupati
C0mplimenti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Riferimento: Psicologi disoccupati
wow complimenti fry almeno puoi lavorare da psicologa o ti han assunata come educatrice?auguri anche a memolememole, vedrai che qualcosa salterà fuori.
io sono stata assunta da una scuola dell'infanzia per una annualità (la mia prima annualità!!!) come insegnante di sostegno per bimbo con problemi relazionali.lavorare nella materna non mi piace troppo regressivo e troppe attività ricreative che devono fare le maestre.mica ho studiato per fare lavoretti!e tutte le vecchie maetrone si vantano di che bei lavoretti riescono a fare...uno schifo.io ovviamente ho redatto una programmazione più a stampo 'psicologico' evitando i ilavoretti e lavorando di più sulla relazione gruppale attraverso cartelloni e giochi di animazione e da tavolo costruiti dai bambini...questa è la teoria,staremo a vedere la pratica...ah, lavoro 3 ore al giorno per un totale di 15 a settimana, paga bella (circa 900 eurini!) ma considerando che il tempo pieno è 25 ore settimanali mi scoccia un casino, essendo nel bel mezzo delle mie forze lavorative, dover ripiegare su un part time...ma questo è quello che offrono, prendere o lasciare...
per fortuna colmo le ore buche per prepararmi all'abilitazione... che amarezza
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Riferimento: Psicologi disoccupati
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Originalmente inviato da
ste203xx
sì, mi riferivo proprio all'ambito clinico ed evolutivo, privato o in regime di libera professione.
Cmq, posso chiederti di più sull'ambito lavoro e risorse umane? Praticamente qual è l'iter per essere, appunto, "assunti"? Se il curriculum è uno strumento irrinunciabile, ecc, come va presentato, quando, quali "item" vengono considerati di più? Si telefona e si chiede appuntamento a qualcuno? A chi? E' vero che apprezzano di più la laurea in lettere che in psicologia? Lo chiedo per curiosità, poiché per lavoro sono a contatto con laureati umanistici e tra di loro gira questa voce, cioè che nella selezione e nele risorse preferiscono la laurea in lettere e filosofia perché forma una mentalità flessibile, mentre gli psicologi, con i loro test, sono troppo rigidi. Per cui, pensano che grazie alla laurea umanistica si apriranno grandi portoni nel rutilante settore delle "risorse umane". La tentazione è di difendere la categoria degli psicologi del lavoro, però non ho conoscenze specifiche del settore.
:zott:
Il CV andrebbe inviato in modo "mirato" nel settore in cui ci si propone per un eventuale colloquio con un slezionatore, solitamente il primo colloquio è conoscitivo, se si supera ne seguono altri che sono sempre + selettivi fino ad arrivare a prove specifiche come ad es. Gli Assessment Center..Solitamente nel settore RU trovano impiego laureati nelle scienze umanistiche anche se ho conosciuto semplici diplomati che svolgevano il ruolo di selezionatori avendo fatto un corso di PNL. La conoscenza della lingua Inglese è un fattore molto importante ai fini dell'assunzione e deve essere fluente. Per quanto riguarda la laurea in lettere posso dirti che ti hanno informato male in quanto è la cenerentola delle lauree,infatti i laureati in lettere non li richiede nessuno. La laurea in psicologia del lavoro permette invece allo psicologo abilitato di utilizzare i test al fine della selezione del personale e nella gestione delle risorse umane.
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Originalmente inviato da
klaudia82
wow complimenti fry almeno puoi lavorare da psicologa o ti han assunata come educatrice?
Presumo come educatrice. Anche se il contratto lo firmo domani. So solo che è a prestazione d'opera. Comunque alla fine mi hanno dato libertà totale perché sono solo io, per cui me la gestisco un po' come credo. Ieri era il primo giorno, avevo una bimba di colore di un anno e mezzo, l'ho fatta esplorare e ho lavorato sulla alfabetizzazione ripetendo le parole. Poi ho notato che lei vocalizza molto...
Tornata a casa ho preso qualche appunto su ciò che ho fatto e che ho notato.
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Io sono laureata da novembre 2008 nel frattempo ho fatto l'esame di stato e ho cercato disperatamente lavoro in tutti i campi .... continuo a farlo e probabilmente mi dovrò buttare su ciò che odio di più ovvero promoter o commessa...sono disperata ma nel vero senso della parola.
Mi sento completamente persa perchè vorrei poter fareu na scuola di specializzazione ma nn ho soldi e nn so come fare...vorrei sposarmi presto, nei prossimi anni ma nn ho lavoro e nemmeno il mio lui attualmente quindi sono decisamente disperata.
Ho paura di non riuscire a ritagliarm iuna strada mia anche solo lontantanamente vicina ai miei sogni.
Mi sento demoralizzata e spaventata.
Sapevo che era diffiicle ma così no...non lo credevo davvero.
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Originalmente inviato da
Arascanfly
Io sono laureata da novembre 2008 nel frattempo ho fatto l'esame di stato e ho cercato disperatamente lavoro in tutti i campi .... continuo a farlo e probabilmente mi dovrò buttare su ciò che odio di più ovvero promoter o commessa...sono disperata ma nel vero senso della parola.
Mi sento completamente persa perchè vorrei poter fareu na scuola di specializzazione ma nn ho soldi e nn so come fare...vorrei sposarmi presto, nei prossimi anni ma nn ho lavoro e nemmeno il mio lui attualmente quindi sono decisamente disperata.
Ho paura di non riuscire a ritagliarm iuna strada mia anche solo lontantanamente vicina ai miei sogni.
Mi sento demoralizzata e spaventata.
Sapevo che era diffiicle ma così no...non lo credevo davvero.
Ciao, ti capisco perfettamente x' è la stessa sensazione che provo io....
Tutti mi dicono sempre: continua a cercare, prima o poi qualcosa uscirà, ci vuole ottimismo, ecc.....
Ma ciò non toglie che la situazione è davvero difficile e che intanto il tampo passa.....
Rispetto al consiglio di celeste_luna di cambiare strada......anch'io ci ho pensato ma la differenza è che purtroppo non l'ho fatto durante i primi anni di psicologia
ma sono arrivata alla laurea, esame di stato, corsi di formazione ......
Cara Arascanfly
nn saprei davvero cosa consigliarti perchè mi rivedo totalmente in quello che hai scritto. Posso solo "consolarti" facendoti sapere che non sei sola....
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Siamo tutti nella stessa barca... vorrei fare la scuola di psicoterapia e non ho soldi, non trovo lavoro, non ho uno stipendio, solo docenze occasionali, che non mi fruttano nulla o quasi ... anch'io mi sto buttando a tutto, non mi spaventa niente, preferisco fare la segretaria che continuare cosi.
Non devo sposarmi ma ho tanti piccoli bisogni e non so se riuscirò mai a soddisfarli ...
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Riferimento: Psicologi disoccupati
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Originalmente inviato da
ritaroma
Siamo tutti nella stessa barca... vorrei fare la scuola di psicoterapia e non ho soldi, non trovo lavoro, non ho uno stipendio, solo docenze occasionali, che non mi fruttano nulla o quasi ... anch'io mi sto buttando a tutto, non mi spaventa niente, preferisco fare la segretaria che continuare cosi.
Non devo sposarmi ma ho tanti piccoli bisogni e non so se riuscirò mai a soddisfarli ...
Una domanda sulle docenze: su che temi le fai?
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Lavoro presso un ente di formazione, mi occupo dell'aspetto psicologico nel corso di estetista professionale e dei corsi Osa.
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Riferimento: Psicologi disoccupati
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Originalmente inviato da
ritaroma
Lavoro presso un ente di formazione, mi occupo dell'aspetto psicologico nel corso di estetista professionale e dei corsi Osa.
L'aspetto psicologico... un po' vago. Su cosa ti sei preparata? che argomenti tocchi?
Vorrei capire meglio perché il mondo della formazione è molto interessante, ma è difficile capire che tipo di docenza noi psicologi possiamo fare, nello specifico...
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Carissimi...è una disperazione!! io ho 32 anni, dalla mattina alla sera tra tirocinio, professione privata in vari ambulatori, collaborazione in agenzie formative, etc... sono sbattuta da una parte all'altra e sono già stanca!!il fatto è che non c'è di fatto un equilibrio mentale: da 20 incarichi puoi passare a 0 in un giorno, da 20 pazienti puoi passare a 0 in un giorno (non ho mai avuto così tanto lavoro sono solo cifre arbitrarie!!) non abbiamo tutele!! prima il ministero ci ha fatto studiare, facendoci spendere tanti soldi e facendoci illudere di poter in qualche modo fare qls...e poi...la situazione è sotto gli occhi di tutti. Ovunque si entra quasi sempre per conoscenza, il merito non esiste più. E uno resta in casa coi suoi ad oltranza senza avewre la possibilità di metter su casa e famiglia. Mi domando perchè i mass-media hanno fatto così tanto scalpore per il caso mastella? mastella è ovunque, ovunque ci sono raccomandazioni. Comunque mi sono rotta le scatole e vorrei costuire un onda di protesta, un movimento. Chi è interessato mi contatti!!
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Non esiste un programma da seguire, per quanto riguarda il corso di Estetica la figura dello psicologo serve ad aiutare le estetiste ad interagire meglio con le clienti, a soddisfare i loro bisogni, ad entrare maggiormente in empatia dato che, in genere, è una figura a cui ci si affida per lacura della propria immagine, con tutte le implicazioni psicologiche ed emotive che questo comporta.
Quindi diciamo che seguo un pò il mio intuito, e cerco di valutare di volta in volta gli argomenti di cui discutere.
Per quanto riguarda L'OSA un programma c'è, ma onestamente anche contas molto l'interazione in aula, piuttosto che la teoria.
Ovviamente faccio fare un introduzione alla storia della psicologia, psicologia generale, e mi concentro su aspetti che ritengo maggiormente importante per il ruolo dell'osa in ambito sanitario.
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Riferimento: Psicologi disoccupati
RAGAZZE..0TTIMISM0, X FAV0RE!:zott: :D:bacetto::bacetto::bacetto::bacetto::bacetto:
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Originalmente inviato da
ritaroma
Non esiste un programma da seguire, per quanto riguarda il corso di Estetica la figura dello psicologo serve ad aiutare le estetiste ad interagire meglio con le clienti, a soddisfare i loro bisogni, ad entrare maggiormente in empatia dato che, in genere, è una figura a cui ci si affida per lacura della propria immagine, con tutte le implicazioni psicologiche ed emotive che questo comporta.
Quindi diciamo che seguo un pò il mio intuito, e cerco di valutare di volta in volta gli argomenti di cui discutere.
Per quanto riguarda L'OSA un programma c'è, ma onestamente anche contas molto l'interazione in aula, piuttosto che la teoria.
Ovviamente faccio fare un introduzione alla storia della psicologia, psicologia generale, e mi concentro su aspetti che ritengo maggiormente importante per il ruolo dell'osa in ambito sanitario.
Grazie, sei stata molto chiara. :-)
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Riferimento: Psicologi disoccupati
Porto anche io il mio contributo...
Laureata con lode a nemmeno 24 anni in psico del lavoro, dopo un anno e più perso tra tirocinio, esame di stato (anche quello quasi col massimo dei voti), uno stage surreale (dovevo telefonare tipo call center 8 ore al giorno per 200 € al mese) e un paio di corsi brevi, sono a casa a FARE NIENTE da 4 mesi circa.
Sono figlia unica e sopporto ogni giorno le "torture" psicologiche dei miei genitori che non fanno altro che farmi sentire in colpa per aver fatto investire loro tanti soldi in tanti anni (per laurearmi in fretta e bene non sono mai riuscita a mantenermi completamente da sola)... penso che con un piccolissimo sforzo potrebbero, ma si rifiutano di pagarmi altre cose tipo master ecc che secondo me un minimo servirebbero. E' ovvio, come obietteranno in molti, che dovrei pagarmeli io... certo, peccato che per metter via 5-10-15mila € per un master decente fuori sede (nella mia zona non esistono) dovrei iniziare a lavorare adesso e tirare la cinghia per i prossimi 20 anni, e soprattutto peccato che anche l'ultimo negozio visitato l'altro ieri si sia rifiutato di assumermi perchè laureata e perchè "priva di esperienza nella vendita".
Qui si continua a parlare del mondo del lavoro che ci rifiuta ecc, ma nessuno fa cenno al fatto che non tutti hanno la famiglia che ci sostiene, ci appoggia, ci da serenità nel momento di crisi.... a me hanno voltato le spalle, non mi vergogno a dirlo, mica li odio anzi saranno sempre i miei genitori, ma è gente cresciuta negli anni del boom e non è in grado di capire cosa significa laurearsi al giorno d'oggi...
scusate lo sfogo ma sono a pezzi, avrei bisogno - nell'ordine - di un terapeuta, di un dermatologo perchè ho somatizzato il mio malessere con dermatiti devastanti, di un abbonamento in palestra per rimettermi a posto e di una parrucchiera.
Dal fondamentale al frivolo, non ho più un € per pagarmi nulla di tutto ciò....
quando finirà tutto questo??????
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Riferimento: Psicologi disoccupati
SCusami se ti sembrerò un po' brusca ma....sono allibita!:zott: i tuoi ti hanno voltato le spalle perchè a più di 24a nni suonati, dopo averti mantenuta per 5 anni all'uni, senza farti pagare nulla....si rifiutano du pagarti un master??????????????????????per me è allucinante!secondo me è giustissimo invece altro che voltato le spalle ....:sbonk:....ma scherzi?...fino a quando i tuoi avrebbero dovuto mantenerti?..secondo me...chi nn ha capito cosa significa laurearsi oggi nn sono i tuoi..ma tu...mi spiego: sapevi benissimo che fare la psi oggi nn è facile....che bisogna avere soldi x master, corsi e cose varie...come mai nn tis ei messa a lavorare subito?
scusami ancora se ti ho urtata ma sono laureata dal 2007, abilitata da poco..in 5 a nni di uni ho sempre lavorato perchè N0n mi andava di chieder ai miei soldi, che cmq nn p.otevano (essendo noi 3 figli..)...:sbonk:....avevo voglia di alurearami e lavoro da una vita..certo lavori diversi dalla psicologia ma che mi hanno permesso di arrivare fin dove volevo..E RINGRAZI0 I MIEI PERCHE', ANCHE SENZA UNA LIRA MI S0N0 STATIS MEPRE VICNI.... :D:mano:ELISA
E..tralascio la aprte di paletsra e parrucchiera...:sbonk: