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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Rosa....e con questo spero di chiudere: non sono prevenuta.....non mi va giù l'idea che quando si riportano degli esempi sulla professione si fa sempre quello del "raccordo" come se fosse quello specifico........o quello che subito viene in mente...!Noi appunto....lavoriamo con singoli casi...
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Rosa....e con questo spero di chiudere: non sono prevenuta.....non mi va giù l'idea che quando si riportano degli esempi sulla professione si fa sempre quello del "raccordo" come se fosse quello specifico........o quello che subito viene in mente...!Noi appunto....lavoriamo con singoli casi...
:approved:
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Ragazzi, io frequento la magistrale in psicologia clinico-dinamica a Padova e nel frattempo sono iscritto a un corso di counseling a Brescia. Non è un corso di counseling psicologico riservato a psicologi, ma un corso di counseling, punto. E' quindi aperto a tutti, e per tutti intendo anche casalinghe, impiegate di vario genere, insomma di tutto un pò.. previo un colloquio di valutazione che chiunque non sia gravemente psicotico supererebbe brillantemente. Ah, il corso è tenuto dall'istituto di psicologia psicoanalitica che organizza anche il corso di psicoterapia.
La mia percezione, certamente limitata, è che buona parte di coloro - psicologi esclusi -che frequentano queste scuole inseguano il sogno magari un pò tardivo di fare gli pseudo-terapeuti. Le differenze fra counsleing e psicoterapia sono più volte ribadite nel corso, ma le materie sono tutte psicologiche ( i testi suggeriti sono praticamente tutti testi che vengono utilizzati anche nelle facoltà di psicologia, naturalmente in numero molto inferiore..tutto ciò che riguarda comunicazione, memoria, empatia, rogers va per la maggiore), la formazione riguarda tecniche di colloquio che vengono per altro proposte anche in alcuni corsi universitari , e tutti i counselor che ho conosciuto e che praticano la professione tengono colloqui, fanno incontri, seminari, corsi che vertono su tematiche sempre e comunque psicologiche! certo non fanno diagnosi, ma spesso ho avuto la sensazione che si cerchi di "scimmiottare" psicologi e psicoterapeuti superando serenamente i limiti.
Ora, non vi nascondo che è frustrante, molto frustrante, vedere persone che dal nulla, spesso a causa di una psicoterapia personale particolarmente appassionante, scoprono questa strada breve verso la professione pseudo-psicologica e scavalcando brillantemente decine e decine di esami, fatica, soldi, impegno, e quant'altro si ritrovano in soli tre anni con due sabati al mese a fare quello che fanno molti psicologi.
perchè alla fine è inutile andare per il sottile, quello che la maggior parte dei counselor (non psicologi) fanno nei loro studi è niente di più e niente di meno che sostegno psicologico. E lo fanno per altro senza la preparazione teorica che gli consente davvero di cogliere in toto le persone che hanno davanti e che nella maggior parte dei casi si rivolgono a loro esattamente come alternativa agli psicologi e psicoterapeuti ( una sorta di soluzione "più soft", definizione che mi è stata fatta più volte). So benissimo che sulla carta si cercano di definire tutte le differenze del caso fra le due professioni, ma vi garantisco che nella pratica le differenze sfumano ed è facilissimo che i ruoli si confondano. Non tanto tra psicoterapeuta e counselor, quanto proprio tra psicologo e counselor.
Io mi sto formando in entrambe, quindi mi rendo conto bene delle differenze, soprattutto dovute alle conoscenze, che poi sono strumenti imprescindibili, che uno psicologo acquisisce in tanti anni di studio. Certo, ci sono persone partocolarmente "dotate" e portate alla comunicazione e alla relazione di aiuto. Ma questo, a mio avviso, non basta. E io questo lo rilevo, ma i "clienti" spesso no. Ho visto moltissime persone andare da un counselor che conosco ed avere chiaramente bisogno di interventi psicologici se non addirittura psicoterapeutici.
Certamente io parlo solo per la mia esperienza e la scuola che frequento io, ma sinceramente, a parte le simulazioni dei colloqui ( che oggi anche qualche facoltà ha inserito sotto forma di seminari), la formazione al counseling non è "altra" rispetto a quella psicologica, ma ne circoscrive una parte che chiunque abbia conseguito una laurea in psicologia ha comunque affrontato.
In sostanza io non sono molto convinto che fra counselor e psicologi non ci siano nei fatti delle sovrapposizioni a discapito dei secondi.
Io pensavo che questa scuola mi fornisse degli strumenti in più per la mia professione da psicologo futura, ma "nei fatti", anche se non perdo l'ultima speranza, questo non mi sembra di riscontrarlo. per questo sono semprepiù combattuto sul proseguire o meno visto che comunque 2400 euro all'anno per tre anni sono pesanti da sostenere!
Quindi, se vivete in città dove sono disponibili corsi di counseling psicologico riservati agli psicologi non dubitate: scegliete quelli. Se avessi avuto questa possibilità l'avrei colta anch'io.
Qualunque dubbio abbiate valutate i programmi e fidatevi soltanto di quelli che prevedano approfondimenti delle competenze psicologiche acquisite all'università. Oppure individuate corsi magari più brevi e specifici che vi supportino in quelle competenze che vorreste potenziare e in cui vi sentite insicuri. Il "mestiere" di psicologo richiede oggi certamente creatività e intraprendenza. La cosa migliore è valutare tutto ciò che realmente compete alla professione, identificare ciò che meglio corrisponde a quello che a noi interessa, e sviluppare strategie, anche di approfondimento formativo, per andare in quella direzione.
Ed è opportuno comunque chiarire il più possibile a chiunque ci chieda qualche informazione in merito le differenze tra la formazione e l'identità professionale di uno psicologo ( che sia o meno counselor) e quella molto diversa di un counselor. Perchè sicuramente fra un counselor che è anche psicologo e uno che non lo è, anche se si dedicano alla stessa - o quasi- attività di counseling, la differenza c'è ed è sostanziale. E' importante che soprattutto i potenziali clienti la comporendano e non facciano confusione. Cosa che invece oggi accade spessissimo.
ho cercato di descrivervi "di pancia" la mia esperienza concreta. Un'esperienza parziale, soggettiva e circoscritta che comunque appartiene al mondo sempre più in espansione del counseling.
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PsicoArt
Ragazzi, io frequento la magistrale in psicologia clinico-dinamica a Padova e nel frattempo sono iscritto a un corso di counseling a Brescia. Non è un corso di counseling psicologico riservato a psicologi, ma un corso di counseling, punto.[B] E' quindi aperto a tutti, e per tutti intendo anche casalinghe, impiegate di vario genere, insomma di tutto un pò.. previo un colloquio di valutazione che chiunque non sia gravemente psicotico supererebbe brillantemente. Ah, il corso è tenuto dall'istituto di psicologia psicoanalitica che organizza anche il corso di psicoterapia.
[U]La mia percezione, certamente limitata, è che buona parte di coloro - psicologi esclusi -che frequentano queste scuole inseguano il sogno magari un pò tardivo di fare gli pseudo-terapeuti. Le differenze fra counsleing e psicoterapia sono più volte ribadite nel corso, ma le materie sono tutte psicologiche ( i testi suggeriti sono praticamente tutti testi che vengono utilizzati anche nelle facoltà di psicologia, naturalmente in numero molto inferiore..tutto ciò che riguarda comunicazione, memoria, empatia, rogers va per la maggiore), la formazione riguarda tecniche di colloquio che vengono per altro proposte anche in alcuni corsi universitari , e tutti i counselor che ho conosciuto e che praticano la professione tengono colloqui, fanno incontri, seminari, corsi che vertono su tematiche sempre e comunque psicologiche! certo non fanno diagnosi, ma spesso ho avuto la sensazione che si cerchi di "scimmiottare" psicologi e psicoterapeuti superando serenamente i limiti.
Ora, non vi nascondo che è frustrante, molto frustrante, vedere persone che dal nulla, spesso a causa di una psicoterapia personale particolarmente appassionante, scoprono questa strada breve verso la professione pseudo-psicologica e scavalcando brillantemente decine e decine di esami, fatica, soldi, impegno, e quant'altro si ritrovano in soli tre anni con due sabati al mese a fare quello che fanno molti psicologi.
perchè alla fine è inutile andare per il sottile, quello che la maggior parte dei counselor (non psicologi) fanno nei loro studi è niente di più e niente di meno che sostegno psicologico. E lo fanno per altro senza la preparazione teorica che gli consente davvero di cogliere in toto le persone che hanno davanti e che nella maggior parte dei casi si rivolgono a loro esattamente come alternativa agli psicologi e psicoterapeuti ( una sorta di soluzione "più soft", definizione che mi è stata fatta più volte). So benissimo che sulla carta si cercano di definire tutte le differenze del caso fra le due professioni, ma vi garantisco che nella pratica le differenze sfumano ed è facilissimo che i ruoli si confondano. Non tanto tra psicoterapeuta e counselor, quanto proprio tra psicologo e counselor.
Io mi sto formando in entrambe, quindi mi rendo conto bene delle differenze, soprattutto dovute alle conoscenze, che poi sono strumenti imprescindibili, che uno psicologo acquisisce in tanti anni di studio. Certo, ci sono persone partocolarmente "dotate" e portate alla comunicazione e alla relazione di aiuto. Ma questo, a mio avviso, non basta. E io questo lo rilevo, ma i "clienti" spesso no. Ho visto moltissime persone andare da un counselor che conosco ed avere chiaramente bisogno di interventi psicologici se non addirittura psicoterapeutici.
Certamente io parlo solo per la mia esperienza e la scuola che frequento io, ma sinceramente, a parte le simulazioni dei colloqui ( che oggi anche qualche facoltà ha inserito sotto forma di seminari), la formazione al counseling non è "altra" rispetto a quella psicologica, ma ne circoscrive una parte che chiunque abbia conseguito una laurea in psicologia ha comunque affrontato.
In sostanza io non sono molto convinto che fra counselor e psicologi non ci siano nei fatti delle sovrapposizioni a discapito dei secondi. Io pensavo che questa scuola mi fornisse degli strumenti in più per la mia professione da psicologo futura, ma "nei fatti", anche se non perdo l'ultima speranza, questo non mi sembra di riscontrarlo. per questo sono semprepiù combattuto sul proseguire o meno visto che comunque 2400 euro all'anno per tre anni sono pesanti da sostenere!
Quindi, se vivete in città dove sono disponibili corsi di counseling psicologico riservati agli psicologi non dubitate: scegliete quelli. Se avessi avuto questa possibilità l'avrei colta anch'io.Qualunque dubbio abbiate valutate i programmi e fidatevi soltanto di quelli che prevedano approfondimenti delle competenze psicologiche acquisite all'università. Oppure individuate corsi magari più brevi e specifici che vi supportino in quelle competenze che vorreste potenziare e in cui vi sentite insicuri. Il "mestiere" di psicologo richiede oggi certamente creatività e intraprendenza. La cosa migliore è valutare tutto ciò che realmente compete alla professione, identificare ciò che meglio corrisponde a quello che a noi interessa, e sviluppare strategie, anche di approfondimento formativo, per andare in quella direzione.
Ed è opportuno comunque chiarire il più possibile a chiunque ci chieda qualche informazione in merito le differenze tra la formazione e l'identità professionale di uno psicologo ( che sia o meno counselor) e quella molto diversa di un counselor. Perchè sicuramente fra un counselor che è anche psicologo e uno che non lo è, anche se si dedicano alla stessa - o quasi- attività di counseling, la differenza c'è ed è sostanziale. E' importante che soprattutto i potenziali clienti la comporendano e non facciano confusione. Cosa che invece oggi accade spessissimo.
ho cercato di descrivervi "di pancia" la mia esperienza concreta. Un'esperienza parziale, soggettiva e circoscritta che comunque appartiene al mondo sempre più in espansione del counseling.
Penso tu ci sia riuscito molto bene:approved: nel descrivere dall'interno uno di questi corsi di counseling aperto anche ai non psicologi e quali sono le aspirazioni più diffuse - non necessariamente consapevoli né oggetto di lavoro personale su di sé (le ore in tal senso quando previste, sono pochissime, infatti intorno alle 50 e considerate anche molte da alcuni) e la delusione che puoi provare nel constatare che essi non offrono nulla di più agli psicologi, di quanto - ed in minima parte ed avulso da un contesto teorico e prassico coordinato adeguato - già fatto ed in genere molto meglio, all'università.
Aspetto ribadito più volte in questi 3d:approved:
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Ragazzi, io frequento la magistrale in psicologia clinico-dinamica a Padova e nel frattempo sono iscritto a un corso di counseling a Brescia. Non è un corso di counseling psicologico riservato a psicologi, ma un corso di counseling, punto. E' quindi aperto a tutti, e per tutti intendo anche casalinghe, impiegate di vario genere, insomma di tutto un pò.. previo un colloquio di valutazione che chiunque non sia gravemente psicotico supererebbe brillantemente. Ah, il corso è tenuto dall'istituto di psicologia psicoanalitica che organizza anche il corso di psicoterapia.
La mia percezione, certamente limitata, è che buona parte di coloro - psicologi esclusi -che frequentano queste scuole inseguano il sogno magari un pò tardivo di fare gli pseudo-terapeuti. Le differenze fra counsleing e psicoterapia sono più volte ribadite nel corso, ma le materie sono tutte psicologiche ( i testi suggeriti sono praticamente tutti testi che vengono utilizzati anche nelle facoltà di psicologia, naturalmente in numero molto inferiore..tutto ciò che riguarda comunicazione, memoria, empatia, rogers va per la maggiore), la formazione riguarda tecniche di colloquio che vengono per altro proposte anche in alcuni corsi universitari , e tutti i counselor che ho conosciuto e che praticano la professione tengono colloqui, fanno incontri, seminari, corsi che vertono su tematiche sempre e comunque psicologiche! certo non fanno diagnosi, ma spesso ho avuto la sensazione che si cerchi di "scimmiottare" psicologi e psicoterapeuti superando serenamente i limiti.
Ora, non vi nascondo che è frustrante, molto frustrante, vedere persone che dal nulla, spesso a causa di una psicoterapia personale particolarmente appassionante, scoprono questa strada breve verso la professione pseudo-psicologica e scavalcando brillantemente decine e decine di esami, fatica, soldi, impegno, e quant'altro si ritrovano in soli tre anni con due sabati al mese a fare quello che fanno molti psicologi.
perchè alla fine è inutile andare per il sottile, quello che la maggior parte dei counselor (non psicologi) fanno nei loro studi è niente di più e niente di meno che sostegno psicologico. E lo fanno per altro senza la preparazione teorica che gli consente davvero di cogliere in toto le persone che hanno davanti e che nella maggior parte dei casi si rivolgono a loro esattamente come alternativa agli psicologi e psicoterapeuti ( una sorta di soluzione "più soft", definizione che mi è stata fatta più volte). So benissimo che sulla carta si cercano di definire tutte le differenze del caso fra le due professioni, ma vi garantisco che nella pratica le differenze sfumano ed è facilissimo che i ruoli si confondano. Non tanto tra psicoterapeuta e counselor, quanto proprio tra psicologo e counselor.
Io mi sto formando in entrambe, quindi mi rendo conto bene delle differenze, soprattutto dovute alle conoscenze, che poi sono strumenti imprescindibili, che uno psicologo acquisisce in tanti anni di studio. Certo, ci sono persone partocolarmente "dotate" e portate alla comunicazione e alla relazione di aiuto. Ma questo, a mio avviso, non basta. E io questo lo rilevo, ma i "clienti" spesso no. Ho visto moltissime persone andare da un counselor che conosco ed avere chiaramente bisogno di interventi psicologici se non addirittura psicoterapeutici.
Certamente io parlo solo per la mia esperienza e la scuola che frequento io, ma sinceramente, a parte le simulazioni dei colloqui ( che oggi anche qualche facoltà ha inserito sotto forma di seminari), la formazione al counseling non è "altra" rispetto a quella psicologica, ma ne circoscrive una parte che chiunque abbia conseguito una laurea in psicologia ha comunque affrontato.
In sostanza io non sono molto convinto che fra counselor e psicologi non ci siano nei fatti delle sovrapposizioni a discapito dei secondi.
Io pensavo che questa scuola mi fornisse degli strumenti in più per la mia professione da psicologo futura, ma "nei fatti", anche se non perdo l'ultima speranza, questo non mi sembra di riscontrarlo. per questo sono semprepiù combattuto sul proseguire o meno visto che comunque 2400 euro all'anno per tre anni sono pesanti da sostenere!
Quindi, se vivete in città dove sono disponibili corsi di counseling psicologico riservati agli psicologi non dubitate: scegliete quelli. Se avessi avuto questa possibilità l'avrei colta anch'io.
Qualunque dubbio abbiate valutate i programmi e fidatevi soltanto di quelli che prevedano approfondimenti delle competenze psicologiche acquisite all'università. Oppure individuate corsi magari più brevi e specifici che vi supportino in quelle competenze che vorreste potenziare e in cui vi sentite insicuri. Il "mestiere" di psicologo richiede oggi certamente creatività e intraprendenza. La cosa migliore è valutare tutto ciò che realmente compete alla professione, identificare ciò che meglio corrisponde a quello che a noi interessa, e sviluppare strategie, anche di approfondimento formativo, per andare in quella direzione.
Ed è opportuno comunque chiarire il più possibile a chiunque ci chieda qualche informazione in merito le differenze tra la formazione e l'identità professionale di uno psicologo ( che sia o meno counselor) e quella molto diversa di un counselor. Perchè sicuramente fra un counselor che è anche psicologo e uno che non lo è, anche se si dedicano alla stessa - o quasi- attività di counseling, la differenza c'è ed è sostanziale. E' importante che soprattutto i potenziali clienti la comporendano e non facciano confusione. Cosa che invece oggi accade spessissimo.
ho cercato di descrivervi "di pancia" la mia esperienza concreta. Un'esperienza parziale, soggettiva e circoscritta che comunque appartiene al mondo sempre più in espansione del counseling.
veramente grazie per questo esaustivo intervento
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Ragazzi, io frequento la magistrale in psicologia clinico-dinamica a Padova e nel frattempo sono iscritto a un corso di counseling a Brescia. Non è un corso di counseling psicologico riservato a psicologi, ma un corso di counseling, punto. E' quindi aperto a tutti, e per tutti intendo anche casalinghe, impiegate di vario genere, insomma di tutto un pò.. previo un colloquio di valutazione che chiunque non sia gravemente psicotico supererebbe brillantemente. Ah, il corso è tenuto dall'istituto di psicologia psicoanalitica che organizza anche il corso di psicoterapia.
La mia percezione, certamente limitata, è che buona parte di coloro - psicologi esclusi -che frequentano queste scuole inseguano il sogno magari un pò tardivo di fare gli pseudo-terapeuti. Le differenze fra counsleing e psicoterapia sono più volte ribadite nel corso, ma le materie sono tutte psicologiche ( i testi suggeriti sono praticamente tutti testi che vengono utilizzati anche nelle facoltà di psicologia, naturalmente in numero molto inferiore..tutto ciò che riguarda comunicazione, memoria, empatia, rogers va per la maggiore), la formazione riguarda tecniche di colloquio che vengono per altro proposte anche in alcuni corsi universitari , e tutti i counselor che ho conosciuto e che praticano la professione tengono colloqui, fanno incontri, seminari, corsi che vertono su tematiche sempre e comunque psicologiche! certo non fanno diagnosi, ma spesso ho avuto la sensazione che si cerchi di "scimmiottare" psicologi e psicoterapeuti superando serenamente i limiti.
Ora, non vi nascondo che è frustrante, molto frustrante, vedere persone che dal nulla, spesso a causa di una psicoterapia personale particolarmente appassionante, scoprono questa strada breve verso la professione pseudo-psicologica e scavalcando brillantemente decine e decine di esami, fatica, soldi, impegno, e quant'altro si ritrovano in soli tre anni con due sabati al mese a fare quello che fanno molti psicologi.
perchè alla fine è inutile andare per il sottile, quello che la maggior parte dei counselor (non psicologi) fanno nei loro studi è niente di più e niente di meno che sostegno psicologico. E lo fanno per altro senza la preparazione teorica che gli consente davvero di cogliere in toto le persone che hanno davanti e che nella maggior parte dei casi si rivolgono a loro esattamente come alternativa agli psicologi e psicoterapeuti ( una sorta di soluzione "più soft", definizione che mi è stata fatta più volte). So benissimo che sulla carta si cercano di definire tutte le differenze del caso fra le due professioni, ma vi garantisco che nella pratica le differenze sfumano ed è facilissimo che i ruoli si confondano. Non tanto tra psicoterapeuta e counselor, quanto proprio tra psicologo e counselor.
Io mi sto formando in entrambe, quindi mi rendo conto bene delle differenze, soprattutto dovute alle conoscenze, che poi sono strumenti imprescindibili, che uno psicologo acquisisce in tanti anni di studio. Certo, ci sono persone partocolarmente "dotate" e portate alla comunicazione e alla relazione di aiuto. Ma questo, a mio avviso, non basta. E io questo lo rilevo, ma i "clienti" spesso no. Ho visto moltissime persone andare da un counselor che conosco ed avere chiaramente bisogno di interventi psicologici se non addirittura psicoterapeutici.
Certamente io parlo solo per la mia esperienza e la scuola che frequento io, ma sinceramente, a parte le simulazioni dei colloqui ( che oggi anche qualche facoltà ha inserito sotto forma di seminari), la formazione al counseling non è "altra" rispetto a quella psicologica, ma ne circoscrive una parte che chiunque abbia conseguito una laurea in psicologia ha comunque affrontato.
In sostanza io non sono molto convinto che fra counselor e psicologi non ci siano nei fatti delle sovrapposizioni a discapito dei secondi.
Io pensavo che questa scuola mi fornisse degli strumenti in più per la mia professione da psicologo futura, ma "nei fatti", anche se non perdo l'ultima speranza, questo non mi sembra di riscontrarlo. per questo sono semprepiù combattuto sul proseguire o meno visto che comunque 2400 euro all'anno per tre anni sono pesanti da sostenere!
Quindi, se vivete in città dove sono disponibili corsi di counseling psicologico riservati agli psicologi non dubitate: scegliete quelli. Se avessi avuto questa possibilità l'avrei colta anch'io.
Qualunque dubbio abbiate valutate i programmi e fidatevi soltanto di quelli che prevedano approfondimenti delle competenze psicologiche acquisite all'università. Oppure individuate corsi magari più brevi e specifici che vi supportino in quelle competenze che vorreste potenziare e in cui vi sentite insicuri. Il "mestiere" di psicologo richiede oggi certamente creatività e intraprendenza. La cosa migliore è valutare tutto ciò che realmente compete alla professione, identificare ciò che meglio corrisponde a quello che a noi interessa, e sviluppare strategie, anche di approfondimento formativo, per andare in quella direzione.
Ed è opportuno comunque chiarire il più possibile a chiunque ci chieda qualche informazione in merito le differenze tra la formazione e l'identità professionale di uno psicologo ( che sia o meno counselor) e quella molto diversa di un counselor. Perchè sicuramente fra un counselor che è anche psicologo e uno che non lo è, anche se si dedicano alla stessa - o quasi- attività di counseling, la differenza c'è ed è sostanziale. E' importante che soprattutto i potenziali clienti la comporendano e non facciano confusione. Cosa che invece oggi accade spessissimo.
ho cercato di descrivervi "di pancia" la mia esperienza concreta. Un'esperienza parziale, soggettiva e circoscritta che comunque appartiene al mondo sempre più in espansione del counseling.
un post di questo ne vale 100 degli altri, perché si basa sull'esperienza personale e non su teorie e idee astratte.
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Sono d'accordo nel vietare l'accesso a casalinghe e quant'altro ai corsi di counselling ma sarei anche favorevole a vietare l'accesso al counselling sociale ai non assistenti sociali così come vietare l'accesso al counselling psicologico ai non psicologi!!!!Bisogna avere una competenza di base....che dopo se uno vuole può migliorare...ma questa deve essere esclusiva di ogni professione altrimenti perde valore!!!!!!
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Ragazzi, io frequento la magistrale in psicologia clinico-dinamica a Padova e nel frattempo sono iscritto a un corso di counseling a Brescia. Non è un corso di counseling psicologico riservato a psicologi, ma un corso di counseling, punto. E' quindi aperto a tutti, e per tutti intendo anche casalinghe, impiegate di vario genere, insomma di tutto un pò.. previo un colloquio di valutazione che chiunque non sia gravemente psicotico supererebbe brillantemente. Ah, il corso è tenuto dall'istituto di psicologia psicoanalitica che organizza anche il corso di psicoterapia.
La mia percezione, certamente limitata, è che buona parte di coloro - psicologi esclusi -che frequentano queste scuole inseguano il sogno magari un pò tardivo di fare gli pseudo-terapeuti. Le differenze fra counsleing e psicoterapia sono più volte ribadite nel corso, ma le materie sono tutte psicologiche ( i testi suggeriti sono praticamente tutti testi che vengono utilizzati anche nelle facoltà di psicologia, naturalmente in numero molto inferiore..tutto ciò che riguarda comunicazione, memoria, empatia, rogers va per la maggiore), la formazione riguarda tecniche di colloquio che vengono per altro proposte anche in alcuni corsi universitari , e tutti i counselor che ho conosciuto e che praticano la professione tengono colloqui, fanno incontri, seminari, corsi che vertono su tematiche sempre e comunque psicologiche! certo non fanno diagnosi, ma spesso ho avuto la sensazione che si cerchi di "scimmiottare" psicologi e psicoterapeuti superando serenamente i limiti.
Certamente io parlo solo per la mia esperienza e la scuola che frequento io, ma sinceramente, a parte le simulazioni dei colloqui ( che oggi anche qualche facoltà ha inserito sotto forma di seminari), la formazione al counseling non è "altra" rispetto a quella psicologica, ma ne circoscrive una parte che chiunque abbia conseguito una laurea in psicologia ha comunque affrontato.
Io pensavo che questa scuola mi fornisse degli strumenti in più per la mia professione da psicologo futura, ma "nei fatti", anche se non perdo l'ultima speranza, questo non mi sembra di riscontrarlo. per questo sono semprepiù combattuto sul proseguire o meno visto che comunque 2400 euro all'anno per tre anni sono pesanti da sostenere!
ho cercato di descrivervi "di pancia" la mia esperienza concreta. Un'esperienza parziale, soggettiva e circoscritta che comunque appartiene al mondo sempre più in espansione del counseling.
Anch'io faccio i complimenti al nostro collega:
almeno ci ha riferito un'esperienza concreta e non una critica astratta.
Mi congratulo con lui soprattutto per aver avuto l'umiltà di iscriversi
ad un Corso post-universitario sul Counseling (pur di più non riservato solo
agli Psicologi...). Nel post, poi, il collega ammette che "simulazioni di colloqui"
si fanno anche in "alcune Facoltà". Sottolineo alcune. Infatti nella mia Università non ne ho mai viste. Ma, soprattutto, non basta aver assistito a una simulazione per dire di aver appreso la tecnica/le tecniche di colloquio di Counseling.
Un Corso di Counseling dovrebbe offrire molto di più.
Posso dire di essere esperto, secondo me, quando il colloquio posso dire di averlo digerito per centinaia di volte, non alcune o una. E per <<digerito>> intendo vissuto e allo stesso tempo perfezionato (rispetto ai miei standard di qualità: cioè quelli che io voglio offrire al cliente).
Altrimenti quale dovrebbe essere il valore aggiunto del rivolgersi a uno Psicologo-counselor, invece che a una "casalinga-counselor"??
Questo, a parte, le garanzie di riservatezza e tutte le altre presenti nel Codice deontologico.
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Anch'io faccio i complimenti al nostro collega:
almeno ci ha riferito un'esperienza concreta e non una critica astratta.
Mi congratulo con lui soprattutto per aver avuto l'umiltà di iscriversi
ad un Corso post-universitario sul Counseling (pur di più non riservato solo
agli Psicologi...). Nel post, poi, il collega ammette che "simulazioni di colloqui"
si fanno anche in "alcune Facoltà". Sottolineo alcune. Infatti nella mia Università non ne ho mai viste. Ma, soprattutto, non basta aver assistito a una simulazione per dire di aver appreso la tecnica/le tecniche di colloquio di Counseling.
Un Corso di Counseling dovrebbe offrire molto di più.
Posso dire di essere esperto, secondo me, quando il colloquio posso dire di averlo digerito per centinaia di volte, non alcune o una. E per <<digerito>> intendo vissuto e allo stesso tempo perfezionato (rispetto ai miei standard di qualità: cioè quelli che io voglio offrire al cliente).
Altrimenti quale dovrebbe essere il valore aggiunto del rivolgersi a uno Psicologo-counselor, invece che a una "casalinga-counselor"??
Questo, a parte, le garanzie di riservatezza e tutte le altre presenti nel Codice deontologico.
Oltre alle ( non moltissime è vero) simulate fatte all'università le centinaia di ore di tirocinio, ( 1000 per gli psi) fatte nei servizi pubblici accanto a un professionista che fa colloqui non bastano?
Ovviamente quando ho fatto il tirocinio io l'assitente sociale tutor che mi seguiva e con della quale seguivo l'intera attività per tutto il periodo del tirocinio non si limitava a farmi vedere come lavorava, al farmi assistere ai colloqui, ma c'erano anche dei momenti dove mi spiegava per ogni colloquio le varie impostazioni e i motivi per i quali lei si era posta con l'utente in un certo modo.
Io non so se e quanto anche gli psicologi abbiano modo di seguire colloqui durante il loro tirocinio, ma suppongo che anche loro imparino il modo di porsi con l'utente nella relazione d'aiuto durante queste mille ore....:mano:
Altrimenti a che servono i tirocini che lo stato italiano ci impone?
A cosa ci servono i 5 anni di università? A imparare bene le diverse teorie, a conforntare le varie metodiche e i vari approcci diversi, a capire la storia della nostra professione, a sapere quali approcci erano più usati in passato e quali invece sono più innovativi, a capire che ci sono tanti modelli e a scegliersi il proprio tra tanti...
A capire che non esiste la bacchetta magica
che non si spossono risolvere i problemi degli altri ma che devono essere gli altri a risolverli
a non sentirsi " onnipotenti"
a non credere di avere la verità in mano perchè la verità è sempre relativa al punto di vista
a non essere quelli che consigliano o che sanno dare la giusta suluzione ma ad essere quelli che ascoltano
a non credere che quello che potrebbe andar bene per me andrebbe necessariamente bene anche per altri
Questo mi ha insegnato l'università
Solo dopo, dopo aver conosciuto le teorie varie e i molteplici punti di vista, allora si può approcciarsi alla pratica di lavoro, e il tirocinio ci insegna appunto la pratica.
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Originalmente inviato da
monicadal
Ovviamente quando ho fatto il tirocinio io l'assitente sociale tutor che mi seguiva e con della quale seguivo l'intera attività per tutto il periodo del tirocinio non si limitava a farmi vedere come lavorava, al farmi assistere ai colloqui, ma c'erano anche dei momenti dove mi spiegava per ogni colloquio le varie impostazioni e i motivi per i quali lei si era posta con l'utente in un certo modo.
Come saprai ci sono diverse fasi di apprendimento e dopo quelle a cui accenni Tu, ce ne sono altre...tra cui la ripetizione in prima persona.
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Io non so se e quanto anche gli psicologi abbiano modo di seguire colloqui durante il loro tirocinio, ma suppongo che anche loro imparino il modo di porsi con l'utente nella relazione d'aiuto durante queste mille ore....:mano:
Altrimenti a che servono i tirocini che lo stato italiano ci impone?
Secondo me si continua a imparare anche dopo il tirocinio
Citazione:
A cosa ci servono i 5 anni di università? A imparare bene le diverse teorie, a conforntare le varie metodiche e i vari approcci diversi, a capire la storia della nostra professione, a sapere quali approcci erano più usati in passato e quali invece sono più innovativi, a capire che ci sono tanti modelli e a scegliersi il proprio tra tanti...
Perfettamente d'accordo.
Citazione:
a non sentirsi " onnipotenti"
a non credere di avere la verità in mano perchè la verità è sempre relativa al punto di vista
a non essere quelli che consigliano o che sanno dare la giusta suluzione ma ad essere quelli che ascoltano
a non credere che quello che potrebbe andar bene per me andrebbe necessariamente bene anche per altri
Perfetto! Infatti questo è l'inizio...quando capisci che non...non...non...,
ma dopo, proseguendo la pratica, capisci anche (in positivo) che in questo momento è meglio domandare...ripetere...eco-riformulare...cambiare totalmente argomento/direzione/tono/associazione di idee, opppure ascoltare in silenzio, ecc., non ispirarmi alle parole dell'altro-oppure ispirarmi per integrare con altre parole mie (verso l'obiettivo, il cambiamento di convinzione, l'auto riflessione su ciò che sta dicendo, provando o...) ecc., ecc. sono solo alcuni esempi in positivo.
E per me questo è anche risultato dell'aggiornamento professionale.
Non solo insegnamenti universitari.
Ciao,
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IT_Modeler
Secondo me si continua a imparare anche dopo il tirocinio
Certo, ma non per questo c'è bisogno di costosissimi corsi io credo che la pratica professionale fatta sotto la direzione altri professionisti (difficile che uno appena finiti gli studi con esperienza zero uno apre uno studio)
Se si lavora in una cooperativa ci si fanno le ossa e si vedono quelli più esperti lavorare, idem nel settore pubblico delle ASL dove c'è sempre un dirigente superiore diretto, ci sono le equipe dove si discute con i colleghi e gli altri professionisti implicati il caso.
E poi per imparare ci sono i vari stage formativi e infine credo che dimentichi la supervisione professionale, fatta da un collega più esperto alla quale - nel caso specifico di noi assitenti sociali - si aggiunge anche una eventuale supervisione psicologica fatta da uno psicologo che ci aiuta ad elaborare i nostri vissuti rispetto al "caso" che stiamo trattando.
Insomma i casi dove ci si trova a lavorare in " prima linea" senza la rete di un qualcuno più esperto di noi che possa darci delle dritte sono pochissimi, direi delle eccezioni che confermano la regola
Citazione:
Originalmente inviato da
IT_Modeler
Perfetto! Infatti questo è l'inizio...quando capisci che non...non...non...,
ma dopo, proseguendo la pratica, capisci anche (in positivo) che in questo momento è meglio domandare...ripetere...eco-riformulare...cambiare totalmente argomento/direzione/tono/associazione di idee, opppure ascoltare in silenzio, ecc., non ispirarmi alle parole dell'altro-oppure ispirarmi per integrare con altre parole mie (verso l'obiettivo, il cambiamento di convinzione, l'auto riflessione su ciò che sta dicendo, provando o...) ecc., ecc. sono solo alcuni esempi in positivo.
E per me questo è anche risultato dell'aggiornamento professionale.
Non solo insegnamenti universitari.
Ciao,
A me queste cose le hanno insegnate all'università, mi spiace per te se non hai trovato professori così bravi come i miei, forse lo farai durante il tirocinio.
L'aggiornamento ovviamento lo facciamo tutti ma è ci si anche tramite seminari, convegni, minicorsi ecc. e solo una minima parte dell'aggiornamento di un professionista verte sul colloquio che è solo una minima parte del nostro lavoro.
La cosa più importante resta la base teorica che sta dietro.
Ognuno ha il suo metodo nel condurre i colloqui. Quello che enunci tu è un metodo particolare.
Io seguo l'indirizzo sistemico e cerco sempre di porre domande circolari. E valuto basandomi sull'approccio sistemico, uno dei tanti approcci del servizio sociale.
Se io o uno psicologo ci occupiamo di maltrattamento e abuso sui minori il colloquio con genitori sarà importantissimo ma è importante anche le teorie che mi permettono di valutare quello che le persone che abbiamo davanti ci vogliono comunicare.
Stessa cosa per l'affido/adozione o per altre problematiche.
...e aggiungo che anche quando faccio un colloquio di consulenza (ad esempio per aiutare una persona in un momento negativo, nella perdita di un lavoro, nel rapporto/cura con un familiare anziano o disabile) uso sia le tecniche del colloquio che le basi teoriche che stanno alla base della mia formazione professionale e che reputo importantissime.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Ciao a tutti.
Sul counseling la situazione va sempre a peggiorare perchè si è scatenato un mercato selvaggio di formazione di counselor e ci sono in ballo interessi economici molto grossi.
Secondo me il nostro Ordine dovrebbe intervenire, quanto meno per chiarire alcuni punti dubbi sulle attività dei counselor.
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Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
Certo, ma non per questo c'è bisogno di costosissimi corsi io credo che la pratica professionale fatta sotto la direzione altri professionisti (difficile che uno appena finiti gli studi con esperienza zero uno apre uno studio)
Il Corso non è stato <<costosissimo>>...i costi citati da PsicoArt sono i più alti sul mercato per un Corso triennale di Counseling.
Per me c'è bisogno di entrambe le cose o, almeno, per me sono state utili entrambe le cose. Io ho fatto il percorso contrario dal Corso di Counseling e una laurea alle spalle ad altri corsi e, infine, alla Facoltà di Psicologia.
Quindi è difficile connfrontarmi con il percorso inverso.
Ma non posso dire, oggi, in ogni caso che la Facoltà da sola sarebbe stata sufficiente. Non ci sono, almeno da quello che so, simulazioni di Colloqui di Counseling.
Citazione:
Se si lavora in una cooperativa ci si fanno le ossa e si vedono quelli più esperti lavorare, idem nel settore pubblico delle ASL dove c'è sempre un dirigente superiore diretto, ci sono le equipe dove si discute con i colleghi e gli altri professionisti implicati il caso.
Anch'io ho imparato da professionisti molto più esperti (almeno all'inizio) di me.
Ma il mio lavoro è molto differente da quello di AS, quindi è difficile confrontarmi con il Tuo.
Citazione:
E poi per imparare ci sono i vari stage formativi e infine credo che dimentichi la supervisione professionale, fatta da un collega più esperto alla quale - nel caso specifico di noi assitenti sociali - si aggiunge anche una eventuale supervisione psicologica fatta da uno psicologo che ci aiuta ad elaborare i nostri vissuti rispetto al "caso" che stiamo trattando.
Se hai fatto perfino la <<supervisione psicologica>>, Ti faccio i miei complimenti! Ci sono molti Psicologi che neppure la fanno.
Citazione:
A me queste cose le hanno insegnate all'università, mi spiace per te se non hai trovato professori così bravi come i miei, forse lo farai durante il tirocinio.
Complimenti anche ai Tuoi professori! Credo che quelli che ho attualmente siano molto preparati. Non è solo questione di preparazione del docente.
Citazione:
L'aggiornamento ovviamento lo facciamo tutti
Non è così <<ovvio>>...ad alcuni colleghi basta dare una sbirciata su Wikipedia per dire: <<Ah, sì questa tecnica l'ho letta su Internet!>>.
Citazione:
solo una minima parte dell'aggiornamento di un professionista verte sul colloquio che è solo una minima parte del nostro lavoro.
Del Vostro di AS, ripeto. Per il nostro è diverso. D'altronde hai parlato anche Tu di centralità della Relazione in un altro post.
Citazione:
Ognuno ha il suo metodo nel condurre i colloqui. Quello che enunci tu è un metodo particolare.
Io seguo l'indirizzo sistemico e cerco sempre di porre domande circolari.
Non so che intendi per <<domande circolari>>.
I cenni che ho fatto sono di un Colloquio orientato alla Soluzione, su più generali basi rogersiane (quindi, integrato).
Citazione:
...e aggiungo che anche quando faccio un colloquio di consulenza (ad esempio per aiutare una persona in un momento negativo, nella perdita di un lavoro, nel rapporto/cura con un familiare anziano o disabile) uso sia le tecniche del colloquio che le basi teoriche che stanno alla base della mia formazione professionale e che reputo importantissime.
Fai bene, anzi benessimo a mettere a frutto tutto ciò che hai appreso.
Ma dopo aggiornamento+pratica+confronto+ripetizione+digest ione+perfezionamento+ripetizione diversa...esce sempre di più ciò che ci possiamo mettere dentro noi, aggiungere delle nostre capacità, certo adesso più affinate, ma nostre.
Quindi più faccio pratica e mi aggiorno e più <<trasformo e adatto>> la tecnica a me stesso. <<Dimentico volutamente la tecnica per essere sempre più me stesso>> (Milton Erickson).
E questo è molto diverso dalla formazione universitaria.
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IT_Modeler
Anch'io ho imparato da professionisti molto più esperti (almeno all'inizio) di me.
Ma il mio lavoro è molto differente da quello di AS, quindi è difficile confrontarmi con il Tuo.
Se hai fatto perfino la <<supervisione psicologica>>, Ti faccio i miei complimenti! Ci sono molti Psicologi che neppure la fanno.
Non so che intendi per <<domande circolari>>.
I cenni che ho fatto sono di un Colloquio orientato alla Soluzione, su più generali basi rogersiane (quindi, integrato).
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L'equipe, la supervisione, il confronto con un responsabile o un superiore quando lavorano nei servizi pubblici e nelle cooperative la fanno anche gli psicologi, per questo li ho portati come esempi.
Lo psicologo è una professione sanitaria, e poichè è difficile appena laureati o e giovanissimi aprire uno studio ( mancano sia l'esperienza che i " fondi") molti psicologi lavorano in varie organizzazioni e lì, sotto la dipendenza di altri, si fanno le ossa.
Per esempio la supervisione psicologica la facevo quando lavoravo in cooperativa e con me lavoravano anche alcuni giovani psicologi. ( tra l'altro la psicologa che lo faceva era di formazione Rogersiana)
Quanto al nostro lavoro che è diverso dal tuo, beh, forse sì, in un certo senso potrebbe essere ricordati però che fare colloqui di consulenza ( il counseling) è una delle competenze degli assitenti sociali, sia nel pubblico che nella libera professione per cui di fatto quello che tu dici essere un lavoro molto diverso ( il tuo) si riduce a uno sconfinamento in una delle tante competenze che fanno parte del mio lavoro.
Come anche indicato da tanti siti internet di counseling (vedi anche wikipedia) che si rifanno come storia del counseling in Italia alle prime esperienze di servizio sociale.
Con la differenza che io credo di avere maggiori competenze nella relazione di aiuto rispetto a uno che ha fatto un corso di counseling.
Quanto alle domande circolari si fanno nell'orientamento sistemico- relazionale, che io ho scelto di approfondire.
Conosco anche abbastanza bene le basi teoriche dell'orientamento Rogersiano, come conosco altri approcci, altri modelli, altri orientamenti.+
Come conosco bene la storia della sociologia, la psicologia sociale, qualche base di psicologia clinica e dello sviluppo, la tecnica del colloqui e naturalmente la relazione d'aiuto.
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Originalmente inviato da
monicadal
Lo psicologo è una professione sanitaria, e poichè è difficile appena laureati o e giovanissimi aprire uno studio (mancano sia l'esperienza che i " fondi") molti psicologi lavorano in varie organizzazioni e lì, sotto la dipendenza di altri, si fanno le ossa.
E' vero! Anch'io mi sono fatto le ossa nelle organizzazioni...lavorando fianco a fianco con psicologi esperti (non neo-laureati, al principio della loro esperienza). Perchè mi sembra che in molti di questi 3D si livelli tutto sul titolo, più che l'esperienza e le reali capacità e skill raggiunte (risultati raggiunti con quelle capacità affinate, che prima non si era in gradio di raggiungere).
Quindi la differenza non era nel titolo, ma quest'ultimo era la base di partenza.
Come pure hai confermato Tu, nella descrizione che hai dato del Tuo.
Citazione:
di fatto quello che tu dici essere un lavoro molto diverso ( il tuo) si riduce a uno sconfinamento in una delle tante competenze che fanno parte del mio lavoro.
Mi dispiace, ma io non <<sconfino nelle Tue competenze>>, semmai utilizzo competenze in comune con quelle di altre professioni. La mia è una professione condotta da almeno dodici anni (consulenza manageriale) nella assoluta trasparenza. Purtroppo non c'è una Laurea in Consulenza manageriale.
Te la devi creare.
Citazione:
Con la differenza che io credo di avere maggiori competenze nella relazione di aiuto rispetto a uno che ha fatto un corso di counseling.
Bisogna vedere con quali Counselor Ti confronti. Se davvero i Counselor prendessero sul serio la loro professione, continuando a formarsi dopo i tre anni e i docenti non insegnassero una "psicoterapia di serie B"...allora le cose sarebbero differenti. Troverebbero molto più lavoro che difficoltà a scimmiottare gli psicoterapeuti e gli psicologi.
Citazione:
Come conosco bene la storia della sociologia, la psicologia sociale, qualche base di psicologia clinica e dello sviluppo, la tecnica del colloqui e naturalmente la relazione d'aiuto.
Perfetto! Ne saranno felici i Tuoi clienti nei risultati che raggiungeranno con Te.
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Mi dispiace, ma io non <<sconfino nelle Tue competenze>>, semmai utilizzo competenze in comune con quelle di altre professioni. La mia è una professione condotta da almeno dodici anni (consulenza manageriale) nella assoluta trasparenza. Purtroppo non c'è una Laurea in Consulenza manageriale.
Te la devi creare.
teoricamente, se esiste una professione (es. assistente sociale) e un'attività non regolamentata (es. counseling) e la seconda "utilizza competenze in comune" (come hai detto tu stesso) con quelle della professione citata, la seconda è uno sconfinamento nella prima
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Johnny
teoricamente, se esiste una professione (es. assistente sociale) e un'attività non regolamentata (es. counseling) e la seconda "utilizza competenze in comune" (come hai detto tu stesso) con quelle della professione citata, la seconda è uno sconfinamento nella prima
Quindi, secondo il Tuo ragionamento due attività con contenuti diversi (molto diversi: forse non hai ben presente cosa fa un Consulente HR e un AS), siccome utilizzano abilità e competenze in parte in comune e la seconda è non regolamentata, necessariamente sconfina nella prima.
Cioè io nelle aziende sto svolgendo attività di Assistente Sociale per i gruppi, i manager...ma stai scherzando spero!?
Quindi all'Università sto scrivendo una tesi su una attività <<non regolamentata>> che sconfina in quella di AS: accidenti devo correre a cambiare subito il titolo della tesi!! E, poi, scrivere subito all'editore per cambiare il titolo del libro in pubblicazione...! Le aziende sono state contagiate da AS sotto mentite spoglie: i Consulenti Risorse Umane...fanno in realtà una professione di AS aziendale (che esiste solo <<teoricamente>>)!
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credo che questo post e gli interventi sopra siano riferiti principalmente al counseling "clinico" o quello che riguarda la sfera sociale (ripeto, credo). il counseling menageriale credo possa essere trattato al limitite in qualche post di psicologia del lavoro.
auguri per la pubblicazione.
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Quindi, secondo il Tuo ragionamento due attività con contenuti diversi (molto diversi: forse non hai ben presente cosa fa un Consulente HR e un AS), siccome utilizzano abilità e competenze in parte in comune e la seconda è non regolamentata, necessariamente sconfina nella prima.
Cioè io nelle aziende sto svolgendo attività di Assistente Sociale per i gruppi, i manager...ma stai scherzando spero!?
Quindi all'Università sto scrivendo una tesi su una attività <<non regolamentata>> che sconfina in quella di AS: accidenti devo correre a cambiare subito il titolo della tesi!! E, poi, scrivere subito all'editore per cambiare il titolo del libro in pubblicazione...! Le aziende sono state contagiate da AS sotto mentite spoglie: i Consulenti Risorse Umane...fanno in realtà una professione di AS aziendale (che esiste solo <<teoricamente>>)!
probaiblmente dici così perché vuoi tirare l'acqua al tuo mulino, ma il ragionamento che ho fatto seguendo le TUE premesse non fa una grinza.
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Peterpan1977
credo che questo post e gli interventi sopra siano riferiti principalmente al counseling "clinico" o quello che riguarda la sfera sociale (ripeto, credo). il counseling menageriale credo possa essere trattato al limitite in qualche post di psicologia del lavoro.
auguri per la pubblicazione.
Partecipo a questo 3D dall'inizio e continuerò a farlo.
Il tema è partito dalla sentenza.
Auguri anche alla Tua specializzazione.
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Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
probaiblmente dici così perché vuoi tirare l'acqua al tuo mulino, ma il ragionamento che ho fatto seguendo le TUE premesse non fa una grinza.
Non potrei tirarla al Tuo mulino di certo!
Chissà quante competenze nel mio lavoro si sovrappongono a quello di altri!
Ciò vuol dire che faccio anche l'Assistente Sociale?? In azienda?
Premettendo <<teoricamente>> tutti i ragionamenti <<non fanno una grinza>>. In teoria.
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non ho detto che "FAI" l'assistente sociale, ho solo ripetuto quello che TU stesso hai detto: nel counseling "si usano competenze in comune di altrie professioni". Siccome il counseling non è regolamentato, e le professioni si, il counseling sconfina nelle professioni da cui attinge.
Ciò non significa "fare l'assistente sociale", o altre professioni (psicologo, psicoterapeuta, ecc...). Significa soltanto che se l'attività non regolamentata prende in prestito COMPETENZE da una professione (quindi regolamentata e tutto quel che comporta), è di fatto uno sconfinamento. A me sembra logico.
Poi tu puoi fare quello che vuoi, puoi fare le tue tesi e i tuoi esami, e io i miei... ma non c'entra col discorso che sto facendo.
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Originalmente inviato da
Peterpan1977
credo che questo post e gli interventi sopra siano riferiti principalmente al counseling "clinico" o quello che riguarda la sfera sociale (ripeto, credo). il counseling menageriale credo possa essere trattato al limitite in qualche post di psicologia del lavoro.
auguri per la pubblicazione.
Concordo con te ed infatti, per rispondere, le premesse espresse per prime e dalle quali partiva il discorso logicamente conseguente e più che accettabile come struttura logica di Johnny sono state poi necessariamente ri - modificate - ed anche piuttosto tortuosamente, come si nota chiaramente- ad hoc per e pur di poter rispondere in senso "aziendale".
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Il tema è partito dalla sentenza.
Auguri anche alla Tua specializzazione.
mi sembrava che il discorso fosse indirizzato alla sfera clinico-sociale, ma ormai mi sono perso.
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Quindi, secondo il Tuo ragionamento due attività con contenuti diversi (molto diversi: forse non hai ben presente cosa fa un Consulente HR e un AS), siccome utilizzano abilità e competenze in parte in comune e la seconda è non regolamentata, necessariamente sconfina nella prima.
Cioè io nelle aziende sto svolgendo attività di Assistente Sociale per i gruppi, i manager...ma stai scherzando spero!?
Quindi all'Università sto scrivendo una tesi su una attività <<non regolamentata>> che sconfina in quella di AS: accidenti devo correre a cambiare subito il titolo della tesi!! E, poi, scrivere subito all'editore per cambiare il titolo del libro in pubblicazione...! Le aziende sono state contagiate da AS sotto mentite spoglie: i Consulenti Risorse Umane...fanno in realtà una professione di AS aziendale (che esiste solo <<teoricamente>>)!
Ovviamente chi fa counselling interno alle aziende e si limita a questioni manageriali e aziendali non sconfina nelle competenze di un assitente sociale.
Chi invece fa counseling con singoli clienti privati occupandosi dei problemi e delle situazioni di disagio ....forse sì....
Credo comunque che, al di là del tuo singolo caso specifico (e in questo 3d non si parla di te singolarmente ma dei counselor in generale) siano molti i counselor che sconfinano nelle professioni di aiuto regolamentate senza averne nè le competenze, nè l'autorizzazione.
Semmai per il discorso aziendale lascerei la parola agli psicologi del lavoro che forse qualche scontentezza potrebbero pure averla.....
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Originalmente inviato da
monicadal
Ovviamente chi fa counselling interno alle aziende e si limita a questioni manageriali e aziendali non sconfina nelle competenze di un assitente sociale.
Chi invece fa counseling con singoli clienti privati occupandosi dei problemi e delle situazioni di disagio ....forse sì....
Semmai per il discorso aziendale lascerei la parola agli psicologi del lavoro che forse qualche scontentezza potrebbero pure averla.....
Mi sembra un gioco di cui sei rimasta vittima anche Tu...
vediamo un po' se troviamo qualcosa di sbagliato, <<non regolamentato>>, oppure se non siamo scontenti noi, cerchiamo chi potrebbe essere <<scontento>> di ciò che fa questo tipo (il tipo sarei io)...!
Ma che bel modo di impostare una discussione: di volta in volta si cerca accuse, falle possibili, qualsiasi cosa che possa costituire una macchia nella conduzione della professione di chi partecipa, ma non è iscritto all'Albo degli Psicologi.
Per me, forse per Te conterà poco, conta parecchio non solo la <<regolamentazione>>, ma ciò che si sa fare e i risultati raggiunti con il cliente.
Io lavoro tutti i gg. con gli Psicologi del Lavoro.
Rimangono molti dubbi cmq sulla mancanza di preparazione: ho visto giovani PdL "insegnare" ai dirigenti aziendali "i livelli dei bisogni di Maslow": il ns. collega non ha capito che cosa significa Consulenza HR.
Il <<disagio>> si trova a pacchi, ormai, nelle aziende...per risolverlo servono davvero competenze di Counseling...la scala dei bisogni di Maslow non è sufficiente, purtroppo.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Consulenze HR= Consulenze Risorse Umane> forse fa meno effetto ma é la traduzione letterale che tutti conosciamo - così come anche il senso di HR, seppure non agiamo a quel livello con impostazione "lavoro" ed al cui interno si differenziano poi vari processi e dinamiche di leadership, colletti bianchi, blu, interpersonali e soprattutto umani. Chiunque ha studiato psicologia tra l'altro, fa Maslow - rapportato nello specifico aziendale come minimo, di base, a Shein per poi approfondire , al 1° anno di Università per poi riprenderlo come uno- tra i diversi a cui attingere - dei molteplici teorici delle Motivazioni alla base del comportamento Umano, individuale, interpersonale - affettivo, sociale e lavorativo.
E' anche uno - uno oltre ad altri - tra quelli studiati nell'ambito delle problematiche più legate al mondo delle aziende, delle pubblicità di prodotti "target" e suoi effetti, (con relative strutture di personalità ed anche psicopatologie correlate su cui essa fa più presa - o può sensibilizzare - ) delle motivazioni da mettere in moto affinché essa sia più efficace a diversi liveli intengrandolo con altri autori. Continuo a meravigliarmi che sia tu l'unico a non incontrare nei Tuoi studi ciò che noi abbiamo studiato, e sempre persone impreparate anche a livello basilare. E che guardacaso, le trovi ad "occupare un posto sul lavoro che non gli competerebbe"; non che non sia possibile ma é particolare il rilevare sempre questa omogenea gestalt nei tuoi post .
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Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Consulenze HR= Consulenze Risorse Umane> forse fa meno effetto ma é la traduzione letterale che tutti conosciamo - così come anche il senso di HR, seppure non agiamo a quel livello con impostazione "lavoro" ed al cui interno si differenziano poi vari processi e dinamiche di leadership, colletti bianchi, blu, interpersonali e soprattutto umani. Chiunque ha studiato psicologia tra l'altro, fa Maslow -
E' anche uno - uno oltre ad altri - tra quelli studiati nell'ambito delle problematiche più legate al mondo delle aziende, delle pubblicità di prodotti "target" e suoi effetti, (con relative strutture di personalità ed anche psicopatologie correlate).
Continuo a meravigliarmi che sia tu l'unico a non incontrare nei Tuoi studi ciò che noi abbiamo studiato
A parte che le psicopatologie non sono il target del Consulente HR in azienda...come saprai Gaia, una cosa è il livello di insegnamento universitario
e un'altra (starei x scrivere: "necessariamente") è ciò che lo Psicologo del Lavoro può insegnare in un'aula manageriale in un progetto di Change Management (Cambiamento), OK?
Provate ad andare in un'aula di dirigenti e a ripetere la pappardella universitaria o di un Corso (anche di Counseling), ciò che Ti risponderanno i dirigenti sarà: <<...ma questa è teoria>>!
In un'aula del genere potrò utilizzare i livelli di Maslow in modo concreto, ammettendoli come presupposto di altre tecniche per gestire le Risorse Umane, cioè gestire le persone e i problemi connessi e se do loro Maslow così come lo hanno offerto a me, per loro sarà molto difficile da usare direttamente con i problemi che si trovano ad affrontare con le persone (a tutti i livelli: dipendenti, parigrado, funzionari, dirigenti superiori, ecc.).
Mi sono espresso in parole semplici, ma, credo, chiare.
Altrimenti chiunque può andare in libreria comprare un libro universitario e "lo ripete" a un'aula aziendale presentandosi come Consulente HR. Non è questa la professionalità o costruirsi una professione.
Citazione:
Continuo a meravigliarmi che sia tu l'unico a non incontrare nei Tuoi studi ciò che noi abbiamo studiato e sempre persone impreparate anche a livello basilare. E che guardacaso, le trovi ad "occupare un posto sul lavoro che non gli competerebbe"; non che non sia possibile ma é particolare il rilevare sempre questa omogenea gestalt nei tuoi post.
Cara Gaia, questa che definisci Gestalt con una connotazione che mi sembra negativa è semplicemente un controesempio che propongo dalla mia esperienza per dimostrare che il titolo non basta e non può bastare.
Qui, invece, lo PdL sembrava preparato a livello basilare. E l'insegnamento gli competeva.
Ma la mia esperienza non è, come potrai immaginare, fatta di tutti PdL neolaureati, perchè ormai (oggi) è quasi impossibile che collabori con un neo-laureato.
La maggiorparte degli Psicologi con cui ho lavorato erano esperti e onesti intellettualmente. La maggiorparte, ma non tutti.
Tra l'altro solo una parte sono stati PdL, gli altri erano psicoterapeuti, sociologi, laureati in giurisprudenza, ingegneri, ecc.
Ma il Counseling manageriale, cioè incontrare un Manager per un numero limitato di incontri individuali, è questo il Counseling di cui parlavo rivolgendomi a Monica e a tutti ed era ed è pienamente nel 3D e non c'entra nulla con la professione di Assistente Sociale.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
It Modeler.......di solito sono d'accordo con quello che dici.....ma qui il vero problema sta nel fatto che questi corsi di counselling manageriale e altro sono aperti anche ai diplomati(se va bene).......non mi sembra giusto che un laureato frequenti un corso aggiuntivo frequentato anche dai diplomati...non è razzismo...ma uno che ha studiato 5 anni in più dovrebbe partecipare a corsi per soli laureati....!
Sono d'accordo quando dici che la laurea non basta(perfetto) ma essa è un PUNTO DI PARTENZA!!!!
PS: INVITO TUTTI I LAUREATI (IN QUALSIASI DISCIPLINA) A NON FREQUENTARE CORSI DI COUNSELLING DOVE COME REQUISITO NON SIA RICHIESTA LA LAUREA!
a volte siamo noi ad essere responsabili di quello che inevitabilmente succede (rientra anche la svendita di molti professionisti che pur di farsi conoscere accettano lavori IMPROPRI)....
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Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
It Modeler.......di solito sono d'accordo con quello che dici.....ma qui il vero problema sta nel fatto che questi corsi di counselling manageriale e altro sono aperti anche ai diplomati(se va bene).......non mi sembra giusto che un laureato frequenti un corso aggiuntivo frequentato anche dai diplomati...non è razzismo...ma uno che ha studiato 5 anni in più dovrebbe partecipare a corsi per soli laureati....!
Sono d'accordo quando dici che la laurea non basta(perfetto) ma essa è un PUNTO DI PARTENZA!!!!
PS: INVITO TUTTI I LAUREATI (IN QUALSIASI DISCIPLINA) A NON FREQUENTARE CORSI DI COUNSELLING DOVE COME REQUISITO NON SIA RICHIESTA LA LAUREA!
a volte siamo noi ad essere responsabili di quello che inevitabilmente succede (rientra anche la svendita di molti professionisti che pur di farsi conoscere accettano lavori IMPROPRI)....
Zuccherina,
anch'io di solito sono d'accordo con ciò che scrivi.
Purtroppo non esiste nessun <<Corso di Counseling manageriale>>, io ho frequentato un Corso di Counseling aziendale. A livello manageriale ci sono arrivato io. Con molti altri Corsi di aggiornamento, di Master Practitioner PNL e di Trainer training in PNL, di Counseling orientato alla Soluzione.
E tanti anni di pratica e integrazione. Oltre al percorso personale.
E ora la Laurea (seconda) in Psicologia.
In ogni caso, al Corso di Counseling l'unica non laureata, era una parente della tutor (psicologa e psicoterapeuta). Se fossi stata in quest'ultima avrei evitato. Invece il caso di altri laureati, che per loro stessa ammissione erano in terapia con una docente...queste sono le cose che non vanno affatto bene in un Corso di Counseling e attengono proprio la sfera degli psicoterapeuti-docenti, che riguarda anche la riservatezza e la "non commistione" del Counseling (insegnato) con i problemi personali e la vita privata dei partecipanti.
Ed è una grave responsabilità. E non c'entra il titolo di chi partecipa.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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Citazione:
Originalmente inviato da RosadiMaggio
Consulenze HR= Consulenze Risorse Umane> forse fa meno effetto ma é la traduzione letterale che tutti conosciamo - così come anche il senso di HR, seppure non agiamo a quel livello con impostazione "lavoro" ed al cui interno si differenziano poi vari processi e dinamiche di leadership, colletti bianchi, blu, interpersonali e soprattutto umani. Chiunque ha studiato psicologia tra l'altro, fa Maslow -
E' anche uno - uno oltre ad altri - tra quelli studiati nell'ambito delle problematiche più legate al mondo delle aziende, delle pubblicità di prodotti "target" e suoi effetti, (con relative strutture di personalità ed anche psicopatologie correlate).
Continuo a meravigliarmi che sia tu l'unico a non incontrare nei Tuoi studi ciò che noi abbiamo studiato
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A parte che le psicopatologie non sono il target del Consulente HR in azienda...
A parte che, io non ho detto questo; il mio discorso da cui hai hai avulso due parole per ri - costruirne un altro in cui metterle "funzionalmente" insieme, in apparenza - in cui poi ho inserito la parola Target é molto, molto più complesso.
E per ora, per necessità, ti rispondo solo qui.
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DISCUSSIONE INUTILE:
Modeler, come ogni buon " pubblicitario" ( tra virgolette lo so che non sei un pubblicitario anche se usi tecniche molto persuasive) sa giocare benissimo con le parole.
Ma il problema non sono i counselor aziendali o manageriali, il problema sono quel numero di counselor ( molto maggiori di quelli che si occupano specificatamente di problematiche interne a una azienda) che aprono studi rivolti alle persone e spesso usano metodiche quantomeno discutibili.
Avete presente il 3d sulle costellazioni familiari posto in altra sezione del forum e le affermazioni farneticanti di quel counselor che si occupava appunto di costellazioni familiari?
Avete fatto un giro su internet a vedere i siti dei counselor,molto spesso persone non laureate che fanno grossi errori anche grammaticali e che fanno uno strano miscuglio di psicologia, magia e varie terapie pseudonaturali?
Sappiamo tutti come le persone che stanno soffrendo, che hanno un grosso problema personale e familiare sono molto vulnerabili e questi counselor/maghi molte volte promettono risoluzioni veloci e definitive quando sia noi AS che voi psicologi per onestà personale e per tenere fede al codice deontologico non possiamo promettere cose inverosimili e soluzioni " miracolose"
Ho visto su internet counselor che promettono soluzioni agli "attacchi di panico"
Ma stiamo scherzando?????????
...insommma....
Io posso pur credere modeler che mi dice che lui ha incontrato counselor preparati e psicologi poco preparati. Ma questa è la sua esperienza personale. Il suo punto di vista. che non cancella però i counselor disonesti che si trovano su internet a bizzeffe, e le costellazioni familiari e tutti i sedicenti falsi psicologi che affermano in base a bislacche teorie naturali che possono guarire persone sofferenti.
il panorama del counseling così come è oggi in Italia, vista la non regolamentazione che esiste nel nostro paese consente questo ed altro.
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Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
DISCUSSIONE INUTILE:
Modeler, come ogni buon " pubblicitario" ( tra virgolette lo so che non sei un pubblicitario anche se usi tecniche molto persuasive) sa giocare benissimo con le parole.
Monica, mi dispiace molto leggere queste parole da Te, che finora ho ammirato per la correttezza (rispettare la posizione e l'esperienza degli altri):
io non uso in nessun contesto e nemmeno su questo 3D, tecniche persuasive.
Mi dispiace non so se scrivi non conoscendo le tecniche o volendo mettere in cattiva luce chi scrive. Comunque sei in errore.
Citazione:
Ma il problema non sono i counselor aziendali o manageriali, il problema sono quel numero di counselor ( molto maggiori di quelli che si occupano specificatamente di problematiche interne a una azienda) che aprono studi rivolti alle persone e spesso usano metodiche quantomeno discutibili.
Ne abbiamo già parlato. E non c'entrano nulla con il Counseling aziendale.
Nè con i Corsi triennali di Counseling.
Citazione:
Ho visto su internet counselor che promettono soluzioni agli "attacchi di panico"
E' gravissimo. Sono d'accordo con Te. Ma che c'entra con ciò che ho scritto io sopra. (Ho scritto ad. es.: La correttezza dei docenti psicoterapeuti nelle Scuole di Counseling).
Citazione:
Io posso pur credere Modeler che mi dice che lui ha incontrato counselor preparati e psicologi poco preparati. Ma questa è la sua esperienza personale. Il suo punto di vista.
Mai detto una cosa del genere. Ho voluto esprimere la mia esperienza: ci sono anche Psicologi impreparati e scorretti. E una persona onesta che frequenta un Corso triennale di Counseling e poi altri Corsi e poi la Facoltà di Psicologia, può affermare che il Counseling è una metodologia a sè che non c'entra nulla con i maghi?? Oppure gli vanno infilate in bocca altre parole o va screditato scrivendo che <<usa tecniche persuasive>>??
Citazione:
il panorama del counseling così come è oggi in Italia, vista la non regolamentazione che esiste nel nostro paese consente questo ed altro.
Brava! Su questo siamo perfettamente d'accordo.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
IT_Modeler
Monica, mi dispiace molto leggere queste parole da Te, che finora ho ammirato per la correttezza (rispettare la posizione e l'esperienza degli altri):
io non uso in nessun contesto e nemmeno su questo 3D, tecniche persuasive.
Mi dispiace non so se scrivi non conoscendo le tecniche o volendo mettere in cattiva luce chi scrive. Comunque sei in errore.
Ne abbiamo già parlato. E non c'entrano nulla con il Counseling aziendale.
Nè con i Corsi triennali di Counseling.
Ho visto su internet counselor che promettono soluzioni agli "attacchi di panico"
E' gravissimo. Sono d'accordo con Te. Ma che c'entra con ciò che ho scritto io sopra. (La correttezza dei docenti psicoterapeuti nelle Scuole ad es.).
Mai detto una cosa del genere. Ho voluto esprimere la mi aesperienza: ci sono anche Psicologi impreparati e scorretti. E una persona onesta che frequenta un Corso triennale di Counseling e poi altri Corsi e poi la Facoltà di Psicologia, può affermare che il Counseling è una metodologia a sè che non c'entra nulla con i maghi?? Oppure gli vanno infilate in bocca altre parole o va screditato scrivendo che <<usa tecniche persuasive>>??
Brava! Su questo siamo perfettamente d'accordo.
I counselor disonesti non c'entrano ovviamente nulla con quello che scrivi tu. E quanto parlavo di teniche persuasive mi riferivo all'uso che - è evidente - fai delle parole e di come ridiscuti un messaggio che nella sua interezza ha un senso, non solo letterale ma a volte anche metaforico, soffermandoti solo su delle parti di esso.
Non conosco le teniche, forse ho usato un termine non adatto, ma apparteniamo a mondi e approcci totalmente diversi.
Ma quello che mi interessava non era svilirti e mi dispiace se ho dato questa impressione, quello che vorrei adesso è spostare la discussione a quello che era il titolo del 3d "esercizio abusivo della professione"
Perchè se tu appartieni alla sfera aziendale e fai il tuo lavoro che è molto diverso da una assitente sociale, ci sono anche counselor che sconfinano nel counseling sociale, o clinico o psicologico.
perchè diciamocelo, da pagine e pagine ( e anche in altri 3d sul counselig) tu stai asserendo che la formazione universitaria non basta da sola, che ci sono psicologi impreparati, che l'iscrizione ad un albo non basta, che molti psicologi non fanno aggiornamento (anche se almeno per loro c'è l'ECM obbligatorio mentre per noi AS ci pensano di solito le ASL e i comuni a preparare corsi aggiornamenti, seminari, congressi e nella mia esperienza sono sempre molto frequentati)
In tutta questa lunga discussione non si arriva a una soluzione poichè GRAZZIADDIO ognuno rimane con le sue opinioni e sulle sue posizioni.
Così secondo me si perde di vista il problema più grande, e più importante almeno per noi che siamo professionisti dell'aiuto, ed è il benessere del cliente/utente/paziente.
Molti counselor si insinuano in una situazione non regolamentata per promettere risultati miracolosi e veloci, per usare tecniche al limite della magia, per asserire assurdità. Mi dirai che ci sono anche psicologi che lo fanno, non so può essere.
Quello che mi interessava era chiedere ad altri utenti del forum cosa ne pensano, perchè quello che pensi tu l'abbiamo già capito:mano:
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
perchè diciamocelo, da pagine e pagine ( e anche in altri 3d sul counselig) tu stai asserendo che la formazione universitaria non basta da sola, che ci sono psicologi impreparati, che l'iscrizione ad un albo non basta, che molti psicologi non fanno aggiornamento (anche se almeno per loro c'è l'ECM obbligatorio mentre per noi AS ci pensano di solito le ASL e i comuni a preparare corsi aggiornamenti, seminari, congressi e nella mia esperienza sono sempre molto frequentati).
In tutta questa lunga discussione non si arriva a una soluzione poichè GRAZZIADDIO ognuno rimane con le sue opinioni e sulle sue posizioni.
Così secondo me si perde di vista il problema più grande, e più importante almeno per noi che siamo professionisti dell'aiuto, ed è il benessere del cliente/utente/paziente.
Anche per me il benessere del cliente è la cosa più importante.
Non metto in dubbio che lo sia anche per Te.
Metto in dubbio che lo sia per chi scrive che <<basta assistere a una o più similate all'Università>> per apprendere il Counseling, non bastano quelle come non bastano quelle di tre anni nei tanto vituperati <<Corsi di Counseling>>.
Ciò che non è chiaro da tutti questi 3D sul Counseling è che se è condotto professionalmente, allora sarà fonte davvero di nuovo lavoro anche per gli Psicologi-laureati, ma se non è così (e ho allora portato ad es. le improvvisazioni di qualche collega in azienda), allora i clienti faranno girare un "passaparola negativo" deleterio. Così come fanno quei dirigenti usciti dall'aula: "Ancora una volta la Consulenza è venuta a farci la teoria (Maslow)!".
Di questo ("Pubblicità negativa") non leggo mai neppure una parola.
Questa presa di coscienza già sarebbe una soluzione.
A parte le altre proposte, come maggiore Selezione all'Università.
Il benessere del cliente è benessere anche per lo psicologo e gli psicologi.
Ma è vero anche il contrario.
Lascio perdere i <<maghi>>, quello è un settore palesemente fasullo.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Avrei piacere di leggere qualche intervento di psicologi del lavoro, credo che possa essere di stimolo per la discussione. Dato che io sono di tutt' altro settore. La mia esperienza è prettamente clinica e i counsellor che ho incontrato sono la categoria " casalinga-psicologo mancato" (con tutto il rispetto per le casalinghe ovviamente) che si appoggiano a corsi triennali, fatti da nostri colleghi che insegnano una carrellata di tutte le materie psicologiche e un pò di pratica di colloquio efficace ecc (alla faccia dell'articolo 21 del nostro codice)
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Un passo avanti nella lotta all'esercizio abusivo della professione
http://www.ordpsicologier.it/public/...tenzaabela.pdf
http://www.ordpsicologier.it/ml_preview.php?id_ml=113
L'esercizio abusivo della professione non è solo quella di Psicoterapeuta ma anche quella di Psicologo dove rientra anche il sostegno psicologico e la diagnosi psicologica anche in senso ampio e non solo in caso di psicopatologie.
Questa sentenza è molto chiara sull'invasione di competenze riservate da parte di professioni non riconosciute (quindi anche del counselor).
A questo punto l'Ordine dovrebbe costituirsi parte civile in tutti quei casi in cui i counselors si occupano di disagi nella sfera emotiva e fanno qualsiasi valutazione di tipo emotivo e psicologico.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
Peterpan1977
Avrei piacere di leggere qualche intervento di psicologi del lavoro, credo che possa essere di stimolo per la discussione. Dato che io sono di tutt' altro settore. La mia esperienza è prettamente clinica e i counsellor che ho incontrato sono la categoria " casalinga-psicologo mancato" (con tutto il rispetto per le casalinghe ovviamente) che si appoggiano a corsi triennali, fatti da nostri colleghi che insegnano una carrellata di tutte le materie psicologiche e un pò di pratica di colloquio efficace ecc (alla faccia dell' articolo 21 del nostro codice)
infatti, qualche giorno fa mi chiedevo proprio questo: come fa uno psicologo ad insegnare strumenti psicologici a non-psicologi? :mumble: infrange il codice deontologico rischiando grosso e va contro i propri interessi.
Così facendo poi danneggiano la categoria 2 volte: la prima perchè insegnano questi strumenti a chi non è né abilitato né in grado di usarli. La seconda perché tra qualche anno i counselor non-psicologi che si stanno "formando" attualmente insegneranno loro stessi scavalcando di fatto gli psicologi e facendo quindi ancora più danni
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
allora aveva ragione IT Modeler(aveva detto lui questo, se non erro)che essere iscritti ad un albo non è garanzia di professionalità....visto che vengono permesse certe cose "alla luce del sole" proprio da persone (psicologi) che dovrebbero difendere la categoria........
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
allora aveva ragione IT Modeler(aveva detto lui questo, se non erro)che essere iscritti ad un albo non è garanzia di professionalità....visto che vengono permesse certe cose "alla luce del sole" proprio da persone (psicologi) che dovrebbero difendere la categoria........
Guarda che questa roba è vecchia e vale per tutte le professioni. Mi sembrava scontato, ma sembra che ci sia bisogno di precisare.