Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Allora, io metterò solo l'orientamento dell'ipotesi tella terapia. Comunque io non mi spaventerei di chi legge, sono psicologi, sappiamo tutti che non dobbiamo essere assolutisti, credo bene che siano coscenti del fatto che alcuni trattamenti sono più adatti di altri anche se non sono del loro orientamento.
Al massimo potete consigliarne più di uno (ad esempio in alcuni possono essere adatti sia il cognitivo-comportamentale che lo psicodinamico, come nei borderline, proponete entrambi).
Riferimento: Giugno 2013 unicatt
ok grazie mille a tutte!!!!!!!!!!!!!! :cheerleader:
Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Altra cosa, anche se non pensate di metterli studiacchiate qualche orientamento, perché in Bicocca quest'anno nella traccia era indicato espressamente di scrivere l'orientamento dell'approccio terapeutico (solo del trattamento). Sappiamo che in Cattolica le tracce di solito non sono così dettagliate, ma non rischiamo!
Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Ragazze voi studiare il dsm perché io volevo evitare perché sarebbe un elenco di sintomi.. Credo e spero che valutino il ragionamento e poi facendo caso di sviluppo ho un libro di clinica che fa un elenco di disturbi..
Riferimento: Giugno 2013 unicatt
io l'ho letto un po' il DSM. è utile soprattutto per la parte "Manifestazioni e disturbi associati" perché ti inquadra ogni disturbo, descrivendo come dovrebbe presentarsi il soggetto nella vita di tutti i giorni, e questo mi ha aiutato ad avere una sorta di rappresentazione "tipo" di ogni patologia. ma è solo un aiuto, che ho trovato utile io.
poi anche la parte di diagnosi differenziale e utile quando magari si è incerti sulle differenze tra alcune patologie (ma per la maggior parte dei casi sono piuttosto intuitive). ma secondo me non bisogna studiarsi il DSM. è giusto conoscere i criteri diagnostici, ma non sapere a memoria tutti i criteri, e quanti se ne devono presentare. per me non bisogna citarli (come invece fa spesso il Kaneklin :| )
magari in altre sedi si aspettano una terza prova più rigorosa, ma io ho la sensazione che in Cattolica non vogliano troppa aderenza al DSM
Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Ciao Ilaria.7 visto che fai sviluppo anche tu hai voglia di confrontarsi con me? Che scaletta segui? Quali strumenti utilizzi?
Riferimento: Giugno 2013 unicatt
ciao ragazze...
ma non penso ci sia differenza tra le scalette tra sviluppo o clinica..
voi che dite???
Buono studio!
Riferimento: Giugno 2013 unicatt
concordo con chiara! ma tu lo citi quando farai la diagnosi? un altro mio dubbio è che ho visto, che molti casi clinici iniziano così : " per l'inquadramento diagnostico del caso si fara riferimento il dsm" è giusto iniziare così un compito in cattolica secondo voi? visto che il dsm non è nemmeno tra la bibliografia? tra l'altro io ho i libri consigliati e cioè la lis e sanavio, quest'ultimo è una breve sintesi descrittiva dei disturbi, inquadrati secondo il dsm, ma molto scorrevole e leggibile.....oddio che ansia io il dsm lo sto guardando perchè mi da una griglia di lettura, per il resto mi sto basando su gabbard e tutte le cose trovate su internet......il libro della lis parla di come si deve inquadrare un caso, ma non dice nulla di nuovo mi pare. grazie mille ragazze siete un aiuto indispensabile!!
Riferimento: Giugno 2013 unicatt
anche secondo me.
ma abbiamo deciso se mettere prima o dopo l'analisi della domanda?
perché se si parte da un riassunto del caso, collegando i sintomi a certe categorie diagnostiche, poi si arriva a fare un'ipotesi. e in base a quell'ipotesi si propone un intervento. questo intervento prevede degli incontri dove appunto avverrà
-l'analisi della domanda
-storia del sintomo
-proposta di trattamento
se non facessi così, dovrei partire subito dicendo "a partire dai dati del caso inizierei facendo un'analisi della domanda ecc..."
perché sono d'accordo che l'analisi della domanda è la prima cosa che deve essere fatta, ma nel concreto. cioè, è la prima cosa da fare con il paziente. ma leggendo un caso clinico la prima cosa è cercare di inquadrare il soggetto. sulla base delle info poi proporre un piano. questo piano avrà per l'appunto l'analisi della domanda come prima cosa. no??? sento che sto straparlando :omg2:
Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
sury2013
concordo con chiara! ma tu lo citi quando farai la diagnosi? un altro mio dubbio è che ho visto, che molti casi clinici iniziano così : " per l'inquadramento diagnostico del caso si fara riferimento il dsm" è giusto iniziare così un compito in cattolica secondo voi? visto che il dsm non è nemmeno tra la bibliografia? tra l'altro io ho i libri consigliati e cioè la lis e sanavio, quest'ultimo è una breve sintesi descrittiva dei disturbi, inquadrati secondo il dsm, ma molto scorrevole e leggibile.....oddio che ansia io il dsm lo sto guardando perchè mi da una griglia di lettura, per il resto mi sto basando su gabbard e tutte le cose trovate su internet......il libro della lis parla di come si deve inquadrare un caso, ma non dice nulla di nuovo mi pare. grazie mille ragazze siete un aiuto indispensabile!!
anche io ho visto che molti partono con questa frase. che non può essere considerata scorretta. però io non la vorrei usare. magari se nella traccia del 22 chiedono espressamente una diagnosi e una diagnosi differenziale, mi sentirei legittimata di parlare tanto dei sintomi e di ricondurli alle varie patologie, e magari a quel punto sarebbe opportuno citare il testo di riferimento. se invece chiedono solo di discutere il caso starei più sul vago, anche per quanto riguarda il nome delle patologie (non starei a dire disturbo bipolare I, più recente episodio ipomaniacale, a cicli rapidi, ma piuttosto direi "un disturbo dell'umore, di tipo bipolare")
Riferimento: Giugno 2013 unicatt
ragazze scusate ancora, ma ho mille mila dubbi in relazione al trattamento. Allora a me terapia supportiva ed espressiva mi sembra una terminalogia dinamica però qua nel forum ho letto che prima si decide se sarà supportiva oppure espressiva e poi si sceglierà l'orientamento. Quindi la terapia supportiva è generalmente utilizzata in quei casi dove l'Io è disfunzionale quando non vi è un corretto esame di realtà ecc. e l'obiettivo sarà ripristinare queste funzioni, mentre espressiva è maggiormente finalizzata a lavorare sul conflitto che presenta il soggetto e a lavorare sulle sue capacità di acquisizione delle consapevolezze eccetera. Poi decido l'orientamento per esempio nei disturbi bipolari e depressivi potrebbe essere utile una terapia cognitivo comportamentale che lavora sulle erronee interpretazioni e valutazioni che l'individuo ha di se stesso, del mondo e sul futuro, si lavora in tal modo su pensieri credenze e convinzioni rendendole da disfunzionali a funzionali, modificando i comportamenti problematici (ad esempio l'isolamento sociale) e si lavorerà inoltre per ridurre la vulnerabilità e prevenire le ricadute.è corretto? Scusatemi tanto, ma davvero io questo supportivo espressivo non la capisco molto.......grazie mille :P
Riferimento: Giugno 2013 unicatt
sì Sury, è come hai detto tu. sono terminologie dinamiche, ma vengono utilizzate per qualsiasi approccio. io ho capito così...
vediamo cosa ci dicono gli altri
Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Ciao.. Io iniziò con analisi della domanda.. Poi faccio un breve riassunto e inquadro i sintomi.. Poi dico che magari servirebbero colloqui x somministrare strumenti in modo da confermare diagnosi e infine terapia e obiettivi.. Ma su qst ultimo punti ho mille dubbi.. Perché eviterei quella psicodinamica x evitare concetti Freud.. E quindi cercherei più di inserire quella cognitiva- comportamentale ma non so..
Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
ilaria.7
Ciao.. Io iniziò con analisi della domanda.. Poi faccio un breve riassunto e inquadro i sintomi.. Poi dico che magari servirebbero colloqui x somministrare strumenti in modo da confermare diagnosi e infine terapia e obiettivi.. Ma su qst ultimo punti ho mille dubbi.. Perché eviterei quella psicodinamica x evitare concetti Freud.. E quindi cercherei più di inserire quella cognitiva- comportamentale ma non so..
tu farai clinica o età evolutiva? io su ste cose non ci sono ancora arrivata, sulla griglia di come sviluppare il caso. Tanti che ho letto iniziano con la breve sintesi dei sintomi. Io sono ancora incasinata con i trattamenti ...ma davvero uno per ogni disturbo? anche per il disturbo algico ad esempio? o in questo caso si sviluppano due indicazioni di trattamento per l'area "dist di somatizzazione"? più che atro io non riesco a ricordare tutto. Io credo che mi farò gli interventi specifici per ogni disturbo di personalità, d'ansia, affettivo, disturbi dell'alimentazione...e poi credo che l'intervento che propongo lo faccio per la mia H diagnostica principale vero?uff a me incasina questo. Da quanto ho capito lì in cattolica non chiedono nemmeno la diagnosi e mettono casi con tanti sintomi di disturbi diversi. uff come fare a inquadrare il caso e il trattamento piu idoneo? uff a me preoccupa questo!!
Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Ciao io farò sviluppo perché mi sento più sicura.. Io poi sto seguendo un libro "strategie e interventi in psicologia clinica dello sviluppo" in cui dopo il disturbo ti mette la terapia.. Io non leggo il dsm perché non riuscirei a ricordare tutti i sintomi e non credo sia lo scopo di qst prova.. Secondo me la commissione valuta se siamo in grado di giustificare la nostra diagnosi.. È fare un'analisi coerente.. Io comunque da domani pome provo a fare i caso di psicologo domani.. Quelli in fondo che non c'è soluzione.. Se c'è qualcuno che li fa mi piacerebbe confrontarmi..