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RosadiMaggio
Ma tu per poter lavorare anche in uno studio privato più agevolvemente, dato che gli utenti a volte, sono confusi sulle competenze professionali- almeno in tempi prioritari utili - necessarie per affrontare i loro problemi, non credi che ti sarebbe utile avere una rete di contatto con psicologi clinici e psichiatri, oltre che di tipo legale?
dico questo nel caso ti capitasse qualche problema che tu non ti sentissi o non fosse di tua competenza affrontare, così come é per gli psicologi, in genere?
Non solo lo ritengo utile ma lo ritengo assolutamente auspicabile.
Il lavoro di rete, come è indispensabile nel contesto pubblico, è utilissimo anche nel contesto privato.
Se faccio rete con altri studi privati con altri professionisti ci guadagno io, ci gudagnano loro e sopratutto ci gudagna l'utente che è confuso.
Però mentre nel pubblico la rete con gli altri servizi è un obbligo nel privato è una opportunità in più. Mi premeva di sottolineare questo
PErsonalmente la professione privata senza una rete con altre professioni la vedo molto povera e poco utile, perchè appunto sono abituata a lavorare nel contesto pubblico dove si lavora in equipe multiprofessionali
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Gieko....i nostri campi di libera professione possono essere: ctu o ctp per tribunali, progettista per soggetti del territorio(tipo scuole) o privati(cooperative); consulenza a individui, famiglie, gruppi in difficoltà; mediatore familiare; consulenza per le istituzioni....etc. etc...
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evolution
Non dimentichiamo che il Counselor non è una professione riconosciuta o regolamentata e spesso l'utente è tratto in inganno da venditori di fumo dove vendono la terapia come potenziamento delle potenzialità, ecc.
Questi counselors non sono professionisti ma persone senza diploma universitario e senza basi e competenze, potenzialmente dannosi per l'utente finale e ovviamente anche per i professionisti che hanno fatto un lungo percorso
Evolution,
purtroppo da questa sentenza non escono con le ossa rotte solo i Counselor perchè "non è una professione regolamentata" e perchè sono "venditori di fumo" (tutti i Counselor in Italia??)
C'è una discrasia di fondo nel Tuo discorso, come già in altri Tuoi post precedenti, che mi permetto di farTi notare: come mai un "professionista di lungo percorso", che ha Diploma universitario quinquennale, specializzazione post-lauream e lungo percorso di analisi didattica o terapia personale invita un "non collega" (nè Counselor, nè Psicologo) a collaborare in un Suo caso??
Vuol dire che non basta per alcuni quel lungo percorso per saperci cosa fare, purtroppo è l'amara verità e non basta questo percorso per capire l'etica (e soprattutto farla propria) del Codice deontologico.
Altrettanto "venditore di fumo" questa volta (se non più gravemente, per le responsabilità professionali che ricopre) è stato uno psicologo-psicoterapeuta che ha presentato alla famiglia un personaggio del genere e, allora, anch'io mi domando come la collega sopra: "E...se il padre non fosse stato culturalmente in grado di capire?" - Fino a che punto sarebbe arrivato il danno?
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Zuccherina
Gieko....i nostri campi di libera professione possono essere: ctu o ctp per tribunali, progettista per soggetti del territorio(tipo scuole) o privati(cooperative); consulenza a individui, famiglie, gruppi in difficoltà; mediatore familiare; consulenza per le istituzioni....etc. etc...
Stavo chiedendo per quale motivo l'utenza si dovrebbe rivolgere ad un assistente sociale privatamente.
A parte questo: consulenze di che tipo, su cosa? Perchè un individuo, una famiglia, un gruppo in difficoltà si dovrebbero rivolgere all'assistente sociale e non allo psicologo o psicoterapeuta?
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monicadal
Non solo lo ritengo utile ma lo ritengo assolutamente auspicabile.
Il lavoro di rete, come è indispensabile nel contesto pubblico, è utilissimo anche nel contesto privato.
Se faccio rete con altri studi privati con altri professionisti ci guadagno io, ci gudagnano loro e sopratutto ci gudagna l'utente che è confuso.
Però mentre nel pubblico la rete con gli altri servizi è un obbligo nel privato è una opportunità in più. Mi premeva di sottolineare questo
PErsonalmente la professione privata senza una rete con altre professioni la vedo molto povera e poco utile, perchè appunto sono abituata a lavorare nel contesto pubblico dove si lavora in equipe multiprofessionali
Sono d'accordo con te, é una ricchezza anche nel privato (forse, in alcune città e zone, dove il pubblico non funziona bene per diversi motivi, ancora di più e quindi sarebbe sempre auspicabile la sua presenza ed un buon coordinamento di rete).
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IT_Modeler
un "professionista di lungo percorso", che ha Diploma universitario quinquennale, specializzazione post-lauream e lungo percorso di analisi didattica o terapia personale
Non mi pare di aver letto che questa persona abbia fatto terapia personale o addirittura un'analisi didattica. Era specificato da qualche parte?
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IT_Modeler
anch'io mi domando come la collega sopra: "E...se il padre non fosse stato culturalmente in grado di capire?" - Fino a che punto sarebbe arrivato il danno?
Fortunatamente non credo dipenda solo dalla cultura dell'utenza, quanto dalle dinamiche in gioco all'interno di una famiglia o di un individuo.
Saluti
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monicadal
Personalmente non ho mai fatto la libera professione, ma è un campo di interesse che vorrei approfondire e prendere in considerazione per il futuro, quindi il fatto che i counsellor parlino di interventi brevi, non terapeutici, tesi a far leva sulle risorse del cliente, tesi al miglioramento delle sue relazioni sociali e ambientali, senza proporre cambiamenti struturali della personalità mi preoccupa perchè questo tipo di interventi si sovrapporrebbero a quelli che posso già fare io come libera professionista.
Almeno io ho questa impressione per questo la figura del cousellor non mi va giù molto bene.Va a sovrapporsi esattamente a quelle che sono le mie competenze professionali eventualmente spendibili per la professione privata.
Ed è questo che tento di dire a Zuccherina, noi dalla proliferazione di counsellor non abbiamo che da perdere....
Esattamente, credo tu abbia centrato il punto. Per quanto riguarda Zuccherina credo non si sia resa conto di questo, tutto il tempo ha difeso i counselor come se fossero la sua categoria professionale, e di professione come tu dici non si tratta, rischiando di danneggiare quella che realmente è la sua professione: "assistente sociale". Di fatto anche gli utenti vengono danneggiati da questa confusione e venditori di fumo. :mumble:
Tra l'altro, usando il titolo di counselor come fosse una specializzazione (sono assistente sociale e counselor) si da forza al titolo. Lo si rende ancora più importante del titolo di laurea se lo si tratta come una specializzazione (es. sono psicologo-psicoterapeuta, medico-psichiatra, ecc.). Facendo questo ci si tira la zappa sui piedi perchè si da più credibilità ai cuochi counselor e così via.
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IT_Modeler
Evolution,
purtroppo da questa sentenza non escono con le ossa rotte solo i Counselor perchè "non è una professione regolamentata" e perchè sono "venditori di fumo" (tutti i Counselor in Italia??)
C'è una discrasia di fondo nel Tuo discorso, come già in altri Tuoi post precedenti, che mi permetto di farTi notare: come mai un "professionista di lungo percorso", che ha Diploma universitario quinquennale, specializzazione post-lauream e lungo percorso di analisi didattica o terapia personale invita un "non collega" (nè Counselor, nè Psicologo) a collaborare in un Suo caso??
Vuol dire che non basta per alcuni quel lungo percorso per saperci cosa fare, purtroppo è l'amara verità e non basta questo percorso per capire l'etica (e soprattutto farla propria) del Codice deontologico.
Altrettanto "venditore di fumo" questa volta (se non più gravemente, per le responsabilità professionali che ricopre) è stato uno psicologo-psicoterapeuta che ha presentato alla famiglia un personaggio del genere e, allora, anch'io mi domando come la collega sopra: "E...se il padre non fosse stato culturalmente in grado di capire?" - Fino a che punto sarebbe arrivato il danno?
Da cosa hai dedotto che aveva bisogno di aiuto per i motivi da te citati? magari era il suo migliore amico di bevute e si sono "spartiti il lavoro". In genere i tuoi interventi, (anche se non li condivido a pieno) sono più obiettivi.
Come già detto lo psicologo è da buttare fuori e basta e siccome c'è un albo riconosciuto dallo stato se succederà non potrà più lavorare. il counselor invece.....
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Evolution io sono d'accordo, come tutti voi, nel limitare l'accesso solo ad alucni laureati.....solo così il problema si risolverebbe....
Gieko tu dovresti sapere che l'utente porta con sè dei problemi di relazione con l'ambiente esterno....quindi noi...attraverso la relazione di aiuto...e mettendo in moto là dove sia possibile risorse personali e del territorio, stabilamo un progetto di intervento personalizzato stabilito da un contratto con l'jutente....per attuare un cambiamento!Altro es: l'assistente sociale ctu fa consulenze per il giudice riguardo l'indagine socio-ambientale per fornire degli elementi che aiuteranno lo stesso giudice a prendere dei provvedimenti...!
Altro es: L'assistente sociale ctu compie delle perizie per valutare la pericolosità sociale del minorenne.....
altro es: l'assistente sociale fa da mediatore familiare per aiutare i genitori che hanno scelto la separazione o il divorzio a cercare un punto di equilibrio e di accordo per tutelare l'interesse dei figli!
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gieko
Ben detto monicadal. Ti pongo però un quesito. L'assistente sociale è una preziosa figura di riferimento per tutta quell'utenza che si rivolge a strutture istituzionali a causa di situazioni di disagio solitamente gravi e pervasive. Come hai più volte scritto, la presa in carico è operata da più figure proprio perchè la situazione richiede che si considerino le numerose aree di difficoltà dell'utente. Si configura quindi una rete ed un lavoro di gruppo.
Detto questo, mi e ti chiedo: che spazi ci sono per lavorare da assistente sociale privatamente? Non riesco infatti ad immaginare utenza differente da quella che si rivolge alle istituzioni che possa rivolgersi ad un assistente sociale libero professionista.
Saluti
TI faccio un copia incolla tratto dal sito del nostro ordine della sardegna.
La libera professione, già prevista dalla L.84/93, allo stato attuale è per lo più esercitata da assistenti sociali impegnati in attività di formazione di base e specialistica, di formazione permanente, di supervisione individuale e di gruppo, di consulenze periziali, o nella ormai consolidata attività in qualità di esperti nei collegi giudicanti presso il Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario, Giudice di Sorveglianza.
Accanto a queste esperienze però comincia anche a delinearsi e a prendere corpo un’attività di consulenza a favore dei singoli e delle famiglie, nonché di progettazione nel campo dei servizi e del lavoro sociale per obiettivi.
Le utenze possono essere varie....ai servizi non vengono solo persone che vivono nelle fasce di povertà, pensa all'area anziani, l'area disabilità, tutte le problematiche legate alla tossicodipendenza, per esempio dei genitori che scoprono che un figlio è tossicodipendente e non sanno a chi rivolgersi, famiglie con figli adolescenti, gli stranieri - non tutti sono poveri- tutti coloro che volgiono avere una consulenza su come orientarsi tra i servizi, ma non possono stare ai tempi lunghissimi dei servizi pubblici.
Si potrebbe anche dire con un confronto metaforico che esiste un servizio sanitario pubblico con specialisti per ogni malattia eppure la professione medica privata prolifera. Perchè i pazienti vanno dallo specialista o nella clinica privata quando ci sono gli ospedali publici gratuiti?
Le stesse motivazioni le potrebbero trovare utenti dei servizi sociali.
Anche a me riesce talvolta difficile immaginare il bacino d'utenza della libera professione, però è prevista dal 1993 e già diffusa all'estero, ci saranno dei bisogni da supplire.
Personalmente, poichè mi piace molto l'area giuridica e in particolare il diritto di famiglia ho iniziato un corso di mediazione familiare da poter spendere nella libera professione, e poi sono aperta a ogni riflessione.
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gieko
Non mi pare di aver letto che questa persona abbia fatto terapia personale o addirittura un'analisi didattica. Era specificato da qualche parte?
Lo psicoterapeuta per diventare tale non deve sottoporsi ad analisi didattica??
Io mi stavo riferendo allo psicoterapeuta e non al "sedicente Counselor" e scrivo sedicente perchè non era specificato nella motivazione della sentenza che il suo diploma era di Counselor, ma aveva solo frequentato un Corso biennale presso la Scuola di Psicoanalisi - citata in sentenza - e che, al momento, se verificate anche Voi sul loro sito hanno un Corso triennale per diventare Counselor organizzativo, cioè orientato solo nelle organizzazioni (non ci sono i riferimenti indietro all'epoca del "de cuius").
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Lo psicoterapeuta per diventare tale non deve sottoporsi ad analisi didattica??
No, non "deve", è una sua scelta.
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Originalmente inviato da
gieko
Stavo chiedendo per quale motivo l'utenza si dovrebbe rivolgere ad un assistente sociale privatamente.
A parte questo: consulenze di che tipo, su cosa? Perchè un individuo, una famiglia, un gruppo in difficoltà si dovrebbero rivolgere all'assistente sociale e non allo psicologo o psicoterapeuta?
TI giro la domanda
Perchè un individuo, una famiglia, un gruppo in difficoltà si dovrebbe rivolgere a uno psicologo o uno psicoterapeuta e non ad un assitente sociale libero professionista?
:D
Io non so se sono in grado di rispondere alla tua domanda che mi sembra un tantino tendenziosa....
Nel 1993 quando è stata istituito l'ordine degli assitenti sociali non ero ancora laureata, quindi non posso rispondere al motivo per cui è stata creata questa figura.
Abbiamo un ordine professionale chiedi a loro di soddisfare questa tua curiosità
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Peterpan1977
Da cosa hai dedotto che aveva bisogno di aiuto per i motivi da te citati? magari era il suo migliore amico di bevute e si sono "spartiti il lavoro". In genere i tuoi interventi, (anche se non li condivido a pieno) sono più obiettivi.
Come già detto lo psicologo è da buttare fuori e basta e siccome c'è un albo riconosciuto dallo stato se succederà non potrà più lavorare. il counselor invece.....
Non ho citato assolutamente nessun motivo: ho solo scritto che "l'ha invitato a collaborare" a un suo caso, creando il casino di cui stiamo parlando e, quindi, dimostrando che a lui il "lungo percorso" non è servito a granchè, anzi che non ha capito neppure cosa farci (con il percorso e la sua professione), visto che ha chiamato il "migliore amico di bevute", cosa legittima forse, ma, almeno, in un caso adatto. Era meglio se gli offriva qualche altro bicchierino, avrebbe avuto meno conseguenze
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IT_Modeler
Non ho citato assolutamente nessun motivo: ho solo scritto che "l'ha invitato a collaborare" a un suo caso, creando il casino di cui stiamo parlando e, quindi, dimostrando che a lui il "lungo percorso" non è servito a granchè, anzi che non ha capito neppure cosa farci (con il percorso e la sua professione), visto che ha chiamato il "migliore amico di bevute", cosa legittima forse, ma, almeno, in un caso adatto. Era meglio se gli offriva qualche altro bicchierino, avrebbe avuto meno conseguenze
ovvio, certo, se andavano in un bar era meglio, ma ho bisogno di chiarimento anche al secondo punto che avevo scritto: riguardo al fatto che in linea teorica lo psicologo "fenomeno" verrà buttato fuori e non potrà esercitare e il conselor invece? che lavoro ritornerà a fare alla fine di tutto?