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Originariamente postato da thetruthofkayle
cmq...
"Una riflessione generale sullo stato del giornalismo, come ogni generalizzazione corre il rischio di impoverire la realtà, di essere ingenerosa e qualunquista.
Esistono note e misconosciute eccellenze, che fanno il quadro più ricco degli appunti che pure, di seguito, vengono elencati.
Una debolezza strutturale, sistemica, del giornalismo italiano viene dall’assetto delle proprietà editoriali: una stampa che non abbia come unico “padrone” i propri lettori è meno libera e meno efficiente.
Esiste anche una debolezza di posizionamento: le testate principali si collocano in base a orientamenti che riproducono lo spettro politico, cogliendo ancora con difficoltà quanto questa schematizzazione sia inadeguata a rappresentare la realtà sociale e culturale. E’ in questa distanza che hanno guadagnato visibilità i blogs e forme non corporative di giornalismo. Questa seconda debolezza può essere letta anche come un effetto della precedente.
Esiste una indolente, a volte persino criminosa, tendenza a manipolare l’informazione, indotta da pigrizia, superficialità o interesse. E’ un fenomeno che non ha bandiere, è trasversale e mediocre, come la banalità del male. E come quest’ultima è potente, pervasiva e sistemica.
Per difendersi i lettori dovrebbero avere la pazienza di non accettare una lettura immediata, irriflessa. Dovrebbero avere tempo e competenze per scegliere.
Oltre quello che percepiamo immediatamente come contenuto, ogni testo veicola anche una struttura profonda: un insieme di assunzioni, valori e associazioni che vengono assorbite in modo inconscio. La struttura profonda è soggettiva, mentre l’informazione pretende all’oggettività. Questa mappa - soggettiva - nascosta plasma il linguaggio attraverso processi chiamati cancellazione, deformazione e generalizzazione. E’ un tema ricchissimo, e il suo padroneggiamento ha fatto la fortuna di non pochi comunicatori.
“I giovani non leggono i quotidiani”, “La televisione fa male”, . Frasi come tante, ascoltate e lette, usate come dati di fatto per rafforzare questa o quella opinione. Ma che tipo di giovani non leggono i giornali? Su quali fonti si basa l’affermazione? Che tipo di giornali? Quale televisione? A chi fa male? Che tipo di danno provoca? In base a cosa lo si afferma? Quale sistema proporzionale?Affermazioni come queste possono essere vere o false ma la loro forza è la genericità e il loro senso sta nell’ agganciare emotivamente qualche convinzione (o pregiudizio) già presente nel lettore per indurre quest’ultimo a fidarsi anche dei giudizi che a quelle affermazioni si fanno seguire.
Tra comunicazione e ipnosi c’è differenza solo di grado. Lo sforzo di precisione linguista è un atto di libertà, onestà intellettuale e coscienza civile.
Per il compitino mensile non resta che aprire radio, televisioni e giornali -e internet, si, anche qualche sito internet- e scoprire cosa resta della montagna di “notizie”, titoli e suggerimenti dedicati alla influenza aviaria. A chi è destinato il ruolo dei polli?"
E' buona norma quando si fanno i