Citazione:
I nostri nonni e le nostre nonne hanno perso figli in guerra e per la «spagnola».
Non sono diventati alcoolisti, né drogati e l'unica cosa che tiravano era la cinghia.
Quante madri e padri hanno perso i propri figli in guerra o sul lavoro, quante madri irakene e palestinesi vedono crepare i propri figli quotidianamente.
Cosa facciamo?
Coca per tutti?
Calissano ha perso il lavoro?
Poverino!
Ma quanto ha guadagnato fino adesso?
E se lui per questo si droga, i licenziati per esubero che fanno?
Sniffano il Sahara?
E non è che non lo chiamano più - Calissano intendo - perché gira voce che è impastato di coca e frequenta brutte amicizie?
E' una domanda legittima, o no?
È una domanda più che legittima. Sinceramente, nessun dispiacere per Calissano o per Lapo Elkmann. Con tutta la buona volontà, ed anche automoderandomi fino all'ulcera, non riesco proprio a metterli sullo stesso piano di altri e altre che ho conosciuto. Perché sì, che doveva fare mio nonno, contadino analfabeta spedito sul Grappa a tirare cannonate, per un re che non conosceva, a soldati che conosceva ancor meno. Lui, che dell'Austria non conosceva manco il nome, e per il quale Vienna era lontana come Buenos Aires, quando mi raccontava di quegli anni, mi diceva che, finita la guerra, lo mandarono a fare il militare (sì, avete capito bene, il servizio militare, perché quattro anni di guerra mondiale non contavano ai fini della leva) a Napoli. A cavallo, a dare piattonate con la sciabola alle sigaraie in sciopero. E lui diceva che era una vergogna quel che aveva fatto, e se ne vergognava ancora a 84 anni.