Non so, forse il passare del tempo mi sta imborghesendo (chiedo scusa per chi si percepisce tale ma culturalmente il termine borghese per me ha sempre avuto una valenza negativa) ma credo che una normativa in tale ambito ci debba essere e credo che debba essere forzatamente limitativa.
Per la conformazione giuridica di questo Stato, corregetemi se sbaglio perchè non sono un esperto, la legge serve proprio a questo scopo: regolamentare cosa è lecito e cosa non lo è. Credo inoltre che, almeno a livello teorico, la legislatura non fa altro che formalizzare ciò che la cultura di un popolo ha deciso relativamente ai propri comportamenti nelle relazioni.
Possiamo discutere in ogni ambito e di qualunque cosa, ma la necessità di individuare l'illegale (comportamento o persona) è necessario (l'anarchia resta un sogno, celestiaco ma utopico) per una convivenza. Richiamo la teoria dell'equità di Adams, le persone tendono ad esigere che ci sia equità nel trattamento che la società gli riserva nel bene e nel male. L'equità si può avere solo attraverso un sitema legislativo ed esecutivo. Quindi nessuno tocchi Caino, ma dobbiamo difendere anche Abele.
Willy il tuo comportamento è esemplare e permettimi di levarmi ancora il cappello nei tuoi confronti, ma mi sento vicino anche ha chi ha scritto la lettera che ho riportato sopra. E' lecita, fino a prova contraria, anche l'opinione di colui che pretende la propria sicurezza e quella dei propri familiari anche se non ospita nella propria casa migranti; non avrà il mio rispetto ma devo rispettare la sua esigenza di individuo che chiede sicurezza (uno dei bisogni primari).
Chiudo con un po' di punti e virgole di Pinga che mi permetto di prendergli a prestito. La tua è una trovata spettacolare.
