Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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gieko
Attendiamo altri interventi. Intanto però ci tengo a precisare una cosa su cui forse non ci intendiamo: qualsiasi professionista acquisisce lavoro e stima se è capace. Essere "figli di" può facilitare all'inizio, ma se non si hanno requisiti si chiude in quattro e quattr'otto. Quindi può anche essere la regola, ma non garantisce un bel niente. E chi è capace, invece, di spazi ne trova perchè il mercato non si può reggere su stuoli di perfetti incapaci. Ed il mondo del lavoro (quello serio) guarda alle capacità, non al censo.
Non so quanti anni hai e quale sia il tuo ruolo in questo momento, se ancora studente o già professionista: e quindi se la tua sia una più o meno ingenua rappresentazione del mondo che hai davanti... Posso solo dirti che sarebbe bello, bellissimo se così fosse... Purtroppo non è, o, almeno, non è sempre così... Il successo professionale a volte, anzi spesso, dipende da fattori che, con la preparazione e le capacità personali, poco hanno a che fare...
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gieko
Le mie chiavi interpretative dei dati che hai fornito sono di altro tipo (teorie dei sistemi dinamci non lineari, psicoanalisi) e non mi pare il caso di dilungarmi in spiegazioni che hanno poco a che vedere con la discussione. Se desideri ne possiamo parlare via pm.
Non ho modo adesso di verificare questi dati. Però mi chiedo: perchè un "professionista" dovrebbe automanticamente essere un privilegiato o un fortunato? Perchè un lavoratore dipendente dovrebbe essere uno svantaggiato? Ci sono artigiani, tecnici, operai specializzati che hanno competenze tanto rare da essere pagati ben di più di un libero professionista. Mi sembra che la situazione sia ben più complessa di quanto venga raffigurato.
Io SONO un professionista e, onestamente ( pur con tutti i mugugni che spesso e volentieri mi escono dalla bocca...:D ), mi sento un privilegiato se rapportato alla stragrande maggioranza degli operai e impiegati che conosco.
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gieko
Non so, a me sembra che 30 anni fa fosse esattamente il contrario: accedere all'università era veramente un privilegio. Oggi il numero di laureati è enormemente aumentato, invece.
Il punto è che allora era più agevole per chi non aveva eccessivi mezzi economici arrivare alla laurea se ne aveva le capacità e, una volta ottenuto il famoso "pezzo di carta", costruirsi una buona posizione in ambito lavorativo.
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gieko
Non ho nessuna intenzione di convincerti nè mi interessa che tu ammetta di avere torto. Mi interessano spiegazioni più specifiche ed approfondite. Tutto qui...
Saluti
Sempre pronto a leggere LE TUE spiegazioni, sicuramente più specifiche ed approfondite delle mie, anche in mp se credi...
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gieko
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Originalmente inviato da Lithium
Appunto....e il forum è zeppo di colleghi che, pur di cercare di arrivare (o per lo meno avvicinarsi) alle cosiddette entrate "normali", son costretti a mollare o trascurare la professione....
Difficile che possono aspirare alla specializzazione, al momento e in quella situazione
E perchè mai? Ci si può iscrivere alla specializzazione quando la propria situazione economica è più stabile e garantita.
E lavorare in altri campi può essere estremamente utile e formativo... In fondo un tempo era così, si iniziava a praticare dopo lunghi training e non mi pare che fosse così male.
Sono d'accordo quindi con ikaro: se la propria situazione è così precaria è meglio pensare prima a sè che agli altri. Se invece si sente questa strada come troppo piena di frustrazioni, se ne può scegliere una ritenuta migliore.
Infatti io avevo parlato di aspirare alla specializzazione in quel momento e in quella situazione....nulla esclude che in futuro le cose possano migliorare per chiunque.
Però il tempo passa, e il lavoro in altri campi, per quanto prezioso e formativo, è spesso un ripiego, in quanto chi intende fare lo psicoterapeuta preferirebbe di gran lunga impiegarlo per formarsi e fare esperienza nel settore. E preferirebbe anche, per farlo, non dover buttar via 16000 euro, più eventuali altri per le supervisioni (che tra l'altro sono l'unica cosa realmente utile, secondo me). Da qualunque lato la giro, mi sembra un "furto".
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gieko
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Originalmente inviato da Lithium
Insomma, a chi non ce la fa (non per troppa frustrazione o troppi sacrifici, ma per ragioni puramente economiche) serve a poco sapere che altri ce la fanno (con difficoltà o meno).....perché lo sa già!
Come diresti tu...e quindi?
Quindi potrebbe essere un pensiero su cui riflettere piuttosto che rabbia da sfogare. "Perchè loro ce la fanno ed io no?" Domanda che potrebbe essere estremamente utile... Ma non eri tu che parlavi dell'utilità del confronto, della condivisione?
Il confronto sarebbe utile in una situazione in cui le condizioni economiche e familiari sono simili. Diversamente, la domanda non ha senso.
Capisco il tuo desiderio di stimolare la riflessione, ma a mio avviso se non si prende atto del fatto che il dato economico in alcune circostanze è determinante, e le persone possono arrabbiarsi per questo, la riflessione, nella direzione in cui vorresti portarla, resta bloccata. Nessuno nega che per intraprendere questa strada contino anche altri fattori, ma non è rispetto a questi che la gente si lamenta. Per lo meno, non leggo nulla che mi porti a pensarlo, in questo thread.
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Anche io ne ho conosciuto tanti di giovani "arroganti e ignoranti" durante i miei anni universitari... Diversi di loro, dotati di cognomi "importanti", occupano, adesso, posti di prestigio in ambito universitario...:rolleyes:
Ma non è dei "posti di prestigio in ambito universitario" che stiamo parlando... o sì?! Nel qual caso, ritratto tutto... :rolleyes:
Saluti,
ikaro
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gieko
Attendiamo altri interventi. Intanto però ci tengo a precisare una cosa su cui forse non ci intendiamo: qualsiasi professionista acquisisce lavoro e stima se è capace. Essere "figli di" può facilitare all'inizio, ma se non si hanno requisiti si chiude in quattro e quattr'otto. Quindi può anche essere la regola, ma non garantisce un bel niente. E chi è capace, invece, di spazi ne trova perchè il mercato non si può reggere su stuoli di perfetti incapaci. Ed il mondo del lavoro (quello serio) guarda alle capacità, non al censo.
In realtà è pieno di professionisti incapaci (non tutti, ovvio) che acquisiscono lavoro e che non chiudono in quattro e quattr'otto....
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doctor2009
Non so quanti anni hai e quale sia il tuo ruolo in questo momento, se ancora studente o già professionista: e quindi se la tua sia una più o meno ingenua rappresentazione del mondo che hai davanti... Posso solo dirti che sarebbe bello, bellissimo se così fosse... Purtroppo non è, o, almeno, non è sempre così... Il successo professionale a volte, anzi spesso, dipende da fattori che, con la preparazione e le capacità personali, poco hanno a che fare...
Cpnsulta il profilo, allora... poi decidi se sono proprio un ingenuo o magari, chissà, su qualche cosetta posso esprimere un'opinione. Magari neanche le mie sono così campate per aria...
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doctor2009
Sempre pronto a leggere LE TUE spiegazioni, sicuramente più specifiche ed approfondite delle mie, anche in mp se credi...
Chiedi e ti sarà dato...
Saluti
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Antinomica
In realtà è pieno di professionisti incapaci (non tutti, ovvio) che acquisiscono lavoro e che non chiudono in quattro e quattr'otto....
Ah sì? Immagini che ci siano molti studi di avvocato o di ingegneria o di architettura che, a fronte di una manifesta incapacità professionale, vanno avanti tranquilli, navigando nell'oro? E secondo te sono questi quelli che producono, innovano, forniscono prestazioni specialistiche? Suvvia...
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Lithium
Da qualunque lato la giro, mi sembra un "furto".
Ottima riflessione, allora non facciamoci derubare. Quando in un certo ambiente diventa difficile distinguere tra ladri e onesti sarà necessario prendere opportuni provvedimenti, se necessario anche allontanandosi per poi tornare con maggiori risorse.
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Lithium
Capisco il tuo desiderio di stimolare la riflessione, ma a mio avviso se non si prende atto del fatto che il dato economico in alcune circostanze è determinante, e le persone possono arrabbiarsi per questo, la riflessione, nella direzione in cui vorresti portarla, resta bloccata. Nessuno nega che per intraprendere questa strada contino anche altri fattori, ma non è rispetto a questi che la gente si lamenta. Per lo meno, non leggo nulla che mi porti a pensarlo, in questo thread.
Mi sembra che se ne prenda atto: esistono delle disparità economiche e sociali, questa è la realtà, e per quanto dolorosa esisterà sempre. Ci piace poco, e questo ci accomuna. Il problema è che non leggo proprio niente su quelli che sono gli altri fattori: formarsi, affinarsi nelle capacità di comprensione ed aiuto con i pazienti, riflettere sui training, confrontarsi su modelli di intervento... Se permettete, tutto ciò mi lascia perplesso, compresa la piega sociologica che sta prendendo la discussione...
Saluti
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gieko
Ah sì? Immagini che ci siano molti studi di avvocato o di ingegneria o di architettura che, a fronte di una manifesta incapacità professionale, vanno avanti tranquilli, navigando nell'oro? E secondo te sono questi quelli che producono, innovano, forniscono prestazioni specialistiche? Suvvia...
Un esempio pratico.....se il figlio di un avvocato non "brilla" nella professione, il padre o chi per lui lo "infila" in studi associati ad occuparsi di infortunistica...E lo studio non chiude per questo. Oppure nel settore pubblico, che è sempre fruttuoso.
Certo poi una persona, che fa un determinato percorso di studi e che acquisisce quotidianamente esperienza, sul campo, in un settore specifico, si auspica che prima o dopo qualcosa apprenda.
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Antinomica
Un esempio pratico.....se il figlio di un avvocato non "brilla" nella professione, il padre o chi per lui lo "infila" in studi associati ad occuparsi di infortunistica...E lo studio non chiude per questo. Oppure nel settore pubblico, che è sempre fruttuoso.
Che bella soddisfazione vivere con il peso di sentirsi un fallito (o, peggio ancora, non accorgersene). Solitamente queste persone poi arrivano nei nostri studi, infatti.
Comunque qui mi sembrava che si parlasse di libera professione nel campo della psicoterapia e di capacità per cui i pazienti poi richiedono la prestazione, non di mediocrità.
Saluti
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gieko
Ottima riflessione, allora non facciamoci derubare. Quando in un certo ambiente diventa difficile distinguere tra ladri e onesti sarà necessario prendere opportuni provvedimenti, se necessario anche allontanandosi per poi tornare con maggiori risorse.
Magari mi sfugge qualche imprescindibile meccanismo economico, ma non vedo i motivi per i quali una scuola di specializzazione debba costare di più di un'università....
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gieko
Mi sembra che se ne prenda atto: esistono delle disparità economiche e sociali, questa è la realtà, e per quanto dolorosa esisterà sempre. Ci piace poco, e questo ci accomuna. Il problema è che non leggo proprio niente su quelli che sono gli altri fattori: formarsi, affinarsi nelle capacità di comprensione ed aiuto con i pazienti, riflettere sui training, confrontarsi su modelli di intervento... Se permettete, tutto ciò mi lascia perplesso, compresa la piega sociologica che sta prendendo la discussione...
Immagino dipenda dal fatto che questo topic è economico (e forse anche un po' sociologico) fin dal titolo.
Se l'interesse diventa invece quello di discutere degli altri fattori, forse è il caso di aprire un altro topic...
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Lithium
Magari mi sfugge qualche imprescindibile meccanismo economico, ma non vedo i motivi per i quali una scuola di specializzazione debba costare di più di un'università....
Costa di più perchè, ad esempio, viene svolta una formazione molto più approfondita, professionalizzante, aggiornata. Non sempre è così, purtroppo, quindi meglio aspettare che prendere fregature per cercare di risparmiare. Come giustamente sottolinei, se non è così si tratta di fregatura.
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Lithium
Immagino dipenda dal fatto che questo topic è economico (e forse anche un po' sociologico) fin dal titolo.
Se l'interesse diventa invece quello di discutere degli altri fattori, forse è il caso di aprire un altro topic...
Sì, ma qui le domande centrali da porsi - e per cui non pare che vengano aperte discussioni, fatto piuttosto singolare... - sono altre, almeno a mio parere, dal momento che il mestiere di psicoterapeuta ha a che vedere con la cura della sofferenza altrui, ed è per questo che viene retribuito, non con soldi, prestigio, censo o simili.
Saluti
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gieko
Costa di più perchè, ad esempio, viene svolta una formazione molto più approfondita, professionalizzante, aggiornata. Non sempre è così, purtroppo, quindi meglio aspettare che prendere fregature per cercare di risparmiare. Come giustamente sottolinei, se non è così si tratta di fregatura.
Se ci sono scuole che offrono davvero una formazione molto più approfondita, professionalizzante, aggiornata di quella universitaria (il che immagino dipenda anche dalla formazione ricevuta all'università, quindi è difficile fissare parametri...) posso capire un rincaro dei costi....ma non un rincaro così grande.
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Originalmente inviato da
gieko
Sì, ma qui le domande centrali da porsi - e per cui non pare che vengano aperte discussioni, fatto piuttosto singolare... - sono altre, almeno a mio parere, dal momento che il mestiere di psicoterapeuta ha a che vedere con la cura della sofferenza altrui, ed è per questo che viene retribuito, non con soldi, prestigio, censo o simili.
Siamo daccordo sul fine per cui si esercita la professione. Ma qui si parlava non del suo esercizio, quanto della possibilità di accedere a quella formazione che, per legge, ti consente di esercitare. Credo sia per questo che si continua a tornare sul fattore economico.
I problemi e le questioni legate strettamente alla professione immagino non abbiano tantissimo spazio qui sul forum, in generale, perché molti utenti sono universitari o colleghi alle primissime armi, spesso non specializzati. Magari per questo genere di questioni sono più idonee le varie mailing list professionali (ma per esperienza personale direi che nemmeno su quelle hanno tantissimo spazio...)
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Originalmente inviato da
gieko
Che bella soddisfazione vivere con il peso di sentirsi un fallito (o, peggio ancora, non accorgersene). Solitamente queste persone poi arrivano nei nostri studi, infatti.
Comunque qui mi sembrava che si parlasse di libera professione nel campo della psicoterapia e di capacità per cui i pazienti poi richiedono la prestazione, non di mediocrità.
Saluti
Premetto che non giudico una persona fallita solo perchè non brilla professionalmente. Si può essere comunque validi in altro modo.
Ingegneri e avvocati li avevi citati tu e io ti ho risposto in merito. Per tornare all'argomento principale, a mio avviso, i "figli di", che siano coscienziosi, studiosi, intelligenti oppure svogliati, disinteressati e non particolarmente brillanti arrivano comunque a svolgere la professione o a occupare ruoli importanti grazie alle conoscenze. Funziona così in tutti gli ambiti, compreso quello medico che più di ogni altro dovrebbe essere avulso da questo genere di meccanismo, e non credo che la libera professione nel campo della psicoterapia sia un caso a sè.
Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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Funziona così in tutti gli ambiti, compreso quello medico che più di ogni altro dovrebbe essere avulso da questo genere di meccanismo, e non credo che la libera professione nel campo della psicoterapia sia un caso a sè.
Vabbè, ma a questo livello è la scoperta dell'acqua calda, ma non credo che per questo ci siano vie percorribili, se non abbattere questa società e ricostruirla da capo... Cominciate voi? :P
Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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ikaro78
Vabbè, ma a questo livello è la scoperta dell'acqua calda, ma non credo che per questo ci siano vie percorribili, se non abbattere questa società e ricostruirla da capo... Cominciate voi? :P
io l'ho già accettata questa società, anche se non è il mio ideale, ma visto che si stava dicendo che nella libera professione nel campo della psicoterapia contano perlopiù le capacità personali e professionali, ho ribadito il mio punto di vista.