-
Molto, molto tempo fa, prima ancora delle strade ferrrate, sull'estremo limite di una grande città meridionale vivevano di generazione in generazione dei cocchieri di posta, appartenenti alla corona e liberi. Per questo tutta questa parte della città si chiama Jamskaja Sloboda o semplicemente Jamskaja, Jamki o addirittura, ancora più brevemente jama. In seguito, quando il vapore uccise la posta a cavalli, la temeraria stirpe dei cocchieri perdette a poco a poco il suo slancio, la sua valentia, e rinunziando poi alle sue mansioni, si dedicò ad altre professioni, si disfece e si disperse. Ma per parecchi anni ancora - fino anche ai nostri giorni - la Jama ebbe oscura fama come di un luogo allegro, di ubriaconi, clamoroso di risse e non senza pericolo durante la notte.
La fossa | Aleksandr Kuprin
-
"Fu un'estate bizzarra e afosa quella in cui morirono sulla sedia elettrica i Rosenberg.
Che cosa mai facessi, allora, a New York, non lo sapevo davvero: divento proprio una stupida quando si esegue una condanna."
La campana di vetro di Sylvia Plath
-
Chi ero io; chi era lei
... D'accordo, fintanto che lei è ancora qui va tutto bene:
vado lì e la guardo in ogni momento; ma domani la porteranno via, e io come farò a restare solo? Per il momento lei è lì nella sala, sulla tavola - due tavoli da gioco fatti combaciare; la bara è per domani, una bara tutta bianca con gros de Naples bianco; ma no, ma cosa sto...? Cammino e cammino cercando di chiarirmi la cosa. Sono già sei ore che cerco di chiarirmela, ma non riesco a riordinare i pensieri in un punto. E questo perché io cammino, cammino, io cammino senza sosta...
La mite | Fëdor Michailovich Dostoevskij
-
"Mentirei se dicessi di non essere stata scossa quando mio marito non si fece vedere in occasione della nostra seconda luna di miele. Fu un gesto villano e affatto romantico."
:30: :30:
Zenzero e cannella di sarah-Kate Lynch