oppure lo scrivo qui, basta che poi non mi dite che sono andata fuori thread :P
Cosa dici Lucio?
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oppure lo scrivo qui, basta che poi non mi dite che sono andata fuori thread :P
Cosa dici Lucio?
allora scrivo, senza freni
Ormai tanto è risaputo, lo sa tutto il forum che è anche quel nome che ho trovato scritto dentro la cartella clinica.
Però, come Lucio, mi piacerebbe leggere anche il parere di altri che sono stati diagnosticati "borderline".
Lucio una volta si domandava e mi chiedeva "come facciamo ad aiutarvi".
Dovete venirci incontro.
Mi spiego.
Parlo per me, però, poi non so se è il pensiero di chiunque.
Non basta una psicoterapia normale.
Secondo me non serve a niente con i borderline.
Si vuole tutto e subito e la psicoterapia normale richiede mooolto tempo, addirittura anni.
Per quanto mi riguarda, se non vedo un miglioramento subito, penso che non serva a niente. Quindi si smette perchè ci si stufa.
Poi c'è l'incostanza.
Una volta si va, un'altra volta no.
Dipende come tira il vento.
E per questo si conclude ben poco.
Poi ci sono le certezze.
Ci si aspetta continuamente un segnale del vostro affetto.
Bisogna avere la certezza che lo fate perchè davvero ci tenete, e non per i soldi.
Si ha la presunzione di voler essere unici e quindi si fa di tutto per farsi ricordare e inevitabilmente ci si riesce.
Cazzo, non so come ma si riesce sempre.
Perchè si esagera e perchè in fondo si è davvero particolari.
Difficili ma teneri. Anche nell'aggressività.
Non lo so cos'è che attrae...ma ci si affeziona sempre.
Una psicoterapia normale con questo tipo di paziente non può andare.
Ormai ho la certezza.
Perchè ci si vuole sentire particolare, diversi da tutti gli altri pazienti, ma soprattutto amati al 100%.
Quindi perchè non dare uno strappo alla regola?
Che ne so, un'uscita a mangiare una pizza insieme.
Sai che giovamento? E intanto si parla.
Ma non sembra di essere ad un'interrogatorio cazzo.
Sarebbe più soft, non sarebbe così pesante.
E poi, perchè non dite le vostre emozioni??? E tutto quello che vi passa in mente.
Lasciatevi andare.... Male che vada ferite; a volte la sincerità smonta, ma fa anche bene perchè apre gli occhi.
Ecco, si ha bisogno di qualcuno che ci apra gli occhi, ma in fretta, altrimenti passa la voglia.
Si ha bisogno di un rapporto speciale, non monotono.
Ma così si va contro le regole del setting.... e allora vaffanc*lo.
Non lo so, è veramente un macello.
Restano i farmaci, ma c'è chi non li vuole prendere....anche se ne avrebbe bisogno.
E' dura, me ne rendo conto perchè si ha di fronte la bellezza di vari problemi da gestire. Sono tante sfaccettatture messe insieme: problemi col cibo, autolesionismo, rabbia, ipersensibilità, problemi d'identità, incostanza, umore altalenante ecc.
Ci si perde.
Insieme, purtroppo.
Bisognerebbe capire da dove iniziare e dove andare.
Ma non è escluso che sistemata una cosa, mentre stai sistemando un altro punto, si sbilancia la parte precedentemente sistemata.
La bacchetta magica.
E' l'unica. :)
P.S. Anticipo le scuse. Forse ho esagerato.
Sei sta spendida; credo che molti (Psicoterapeuti) debbano ringraziarti per quanto hai scritto.
Ho finito tardi e mi fermo qui. In seguito ti esprimerò il mio parere ( e le mie domande) su alcuni passaggi.
Ciao. Lucio
P. S.:
La bacchetta magica.
E' l'unica..
Questo non lo penso proprio, ma ci torno domani.
La vedo molto dura.
Mi è stato detto che senza farmaci è impossibile guarire.
Quindi non esiste alcuna possibilità di guarigione se si decidesse di intraprendere un percorso SENZA l'aiuto delle medicine.
Solo in questo caso.
Boh..i farmaci è probabile che ti diano quell'equilibrio che serve per camminare senza sbandare ogni volta.
Allora,
con psicoterapia normale intendo la classica terapia in uno studio, le classiche domande, classica aderenza al codice deontologico ecc...
Con un borderline questo non basta.
Il border ha bisogno/desiderio/voglia di sentirsi diverso dagli altri.
Lui non deve sentirsi un numero. Deve avere la certezza che il proprio psicoterapeuta non lo faccia per i soldi.
Deve avere continuamente certezze, per questo a volte vi metterà alla prova (consapevolmente o inconsapevolemente).
E' dura, lo so.
Ma il tremendo bisogno d'amore che si ha dentro, porta a fare delle cose estreme. Non credo sia manipolazione.
Non manipolo nessuno. Semplicemente ho un comportamento che porta gli altri ad assecondarmi. Non lo so perchè.
Una psicoterapia normale non basta, perchè alla fine non si sa più dove si sta andando. Sembra sempre di esser fermi.
E poi, il border ha bisogno di coinvolgimento.
Se manca questo, allora manca tutto.
Si ha sempre bisogno di imput, di stimoli.
La gente comune di solito le esprime le proprie emozioni.
E io traccio la strada in base a queste.
Gli psicologi non fanno trasparire quasi nulla.
E questo fa incazzare.
Scioglietevi. Si ha una fottuta voglia di sapere cosa provate, quello che vi suscitiamo.
Un po' per narcisismo, un po' per sapere come procedere.
E' un macello ragazzi.
Ora io sto dicendo un sacco di cose, ma chi lo sa che sia così per tutti?
Insomma, le regole del setting con il border bisognerebbe eliminarle.
Ecco, appunto...ho estremizzato.
Non eliminarle, ma almeno alleggerirle.
buonanotte
Peste,
credo di aver capito come vedi debba essere uno Psicoterapeuta che aiuta i Borderline.
In linea di massima, mi trovo d’accordo con molte proposte e suggerimenti che dai. Certo è che sono molti e complessi da discutere; perciò ti scrivo ora una mia opinione di massima (tornerò poi su tutti i punti).
Chi struttura una relazione di cura con queste persone ha bisogno di avere la capacità di uscire dalla propria teoria della tecnica e di adattarla al tipo particolare di Disturbo e di soggetto, senza timore di perdere la propria identità di persona e di Psicoterapeuta. Il Setting deve essere duttile e –credo- sia necessario essere preparati in più modelli d’intervento, che permettano di stabilire una relazione di crescita che parta da come si sente la persone e i comportamenti che attua. Le espressioni di rabbia, l’autolesionismo, Il bisogno di unicità e via dicendo, hanno significati diversi su questa struttura complessa.
Una cosa affronto subito: la neutralità non paga, non è cosa per i Borderline.
Ciao. Lucio
bravo.
Essere neutri significa schierarsi dalla parte opposta.
Ci sono due "scatole": quella dell'amore e quella dell'odio.
Detto brutalmente, se tu non mi caghi o comunque vedo che non te ne frega niente di me, io ti metto nella scatolina dell'odio e per me puoi anche non esistere.
Se invece, al contrario, tu mi fai anche solo un sorriso, io ti metto subito in quella dell'amore.
La neutralità fa si che io non ti consideri neanche.
Mi sembra che tu intenda un termine tecnico – manipolazione – con un’accezione negativa; come se significasse: prendersi gioco intenzionale dello psicoterapeuta; prenderlo “in giro”, in modo calcolato, per raggiungere degli scopi.
Ho capito bene? Perché non è propriamente così.
Ciao. Lucio
TUTTI parlano del borderline e della sua attitudine a manipolare le persone (compreso lo psicoterapeuta).
Ne parlano come se fosse una cosa negativa, quindi io l'ho assimilata così.
Ma quella che voi chiamate manipolazione, per me era spontaneità, saper attirare, saperci fare ecc...
Ora mi avete aperto gli occhi e non ha più sembianze positive.
Come se mi avessero detto che "sfrutto e prendo in giro le persone".
Tutti chi? La manipolazione o tentativo di inglobare, risponde a bisogni profondi della persona: non vi é intenzionalità negativa o uno studio a tavolino su manovre machiavelliche.
Si tratta di comportamenti abituali, spontanei volti ad ottenere affetto, dichiarazione di unicità e via dicendo, che sostengono un Io fragile.
Però mettiti anche dalla parte dello Psicoterapeuta: andare in deroga al setting canonico,sì; perdere la capacità di mantenere un ruolo di cura,no.
Ciao. Lucio
"La paura del rifiuto o dell'abbandono può interferire nelle nostre relazioni per tutta la vita. Può accadere che impediamo a chiunque di avvicinarsi troppo per timore che ci causi una sofferenza così grande. Oppure che ci aggrappiamo eccessivamente a qualcuno, in tal modo soffocandolo involontariamente e quindi provocando noi stessi il rifiuto e l'abbandono che temiamo. Può addirittura capitare che andiamo a scovare le persone che, inconsciamente, sappiamo ci respingeranno o ci lasceranno, sia per provare che la nostra paura è giustificata sia per vedere se, almeno per una volta, non lo è. Il rifiuto è la situazione in cui qualcuno dice: <<Vattene>>, e l'abbandono quando dice: <<Addio>>. Potete essere respinti da un estraneo o da una persona a cui volete bene, nell'ambito lavorativo o familiare, o da un amico. L'abbandono, invece, implica l'amore o la parvenza dell'amore, che viene dato e poi negato. Tuttavia, in ambedue i casi, il risultato è una sensazione devastante di perdita emozionale.". Sylvia browne.
Mi dispiace molto il fatto che il mio (ex) amico borderline finirà inesorabilmente per essere preso per un calcolatore, un individuo doppio, un opportunista, eccetera. Figuriamoci, poi, quando si separerà da sua moglie, poverino... Anch'io in un primo momento ero caduto nell'equivoco, e anni fa gliene avevo dette quattro. Ma dalla sua reazione ho capito che mi sbagliavo di grosso...Citazione:
La manipolazione o tentativo di inglobare, risponde a bisogni profondi della persona: non vi é intenzionalità negativa o uno studio a tavolino su manovre machiavelliche.
Si tratta di comportamenti abituali, spontanei volti ad ottenere affetto, dichiarazione di unicità e via dicendo, che sostengono un Io fragile.
Quello che mi ha (involontariamente) confermato in una delle notre ultime conversazioni, è il fatto di aver fatto leva sul mio isolamento. A un certo punto, infatti, se ne è uscito con la frase: "E' vero anche che tu non sei affatto un tipo facile alle amicizie". Probabilmente, lo aveva capito sin dai nostri primi incontri, e questo ha fatto scattare in lui la molla che lo ha portato a fare di me un codipendente.
Cambiando discorso, mi ha impressionato molto il fatto che a dieci anni di distanza si ricordasse delle cose insignificanti relative alla mia persona, mentre avesse dimenticato del tutto dei dettagli importanti relativi a una sua ex fidanzata (lui si giustificava dicendo di aver rimosso quel periodo della sua vita, ma la risposta non mi ha mai convinto). In un blog di una tua collega ho letto che le amnesie nei borderline sono episodi ricorrenti, e che il fatto di aver cancellato dalla mente una vecchia relazione potrebbe essere il segno di un disinvestimento affettivo nei confronti di quella persona.
Kaory, ci si rivede e con piacere.
Per il mio modo di concepire l'esistenza, le frasi che riporti rappresentano bene alcuni aspetti importanti del vivere; una cosa aggiungo: il Borderline vive le emozioni e le paure descritte in modo molto più amplificato rispetto a quello modale.
Ciao. Lucio
Non accade necessariamente
Quello che mi ha (involontariamente) confermato in una delle notre ultime conversazioni, è il fatto di aver fatto leva sul mio isolamento. A un certo punto, infatti, se ne è uscito con la frase: "E' vero anche che tu non sei affatto un tipo facile alle amicizie". Probabilmente, lo aveva capito sin dai nostri primi incontri, e questo ha fatto scattare in lui la molla che lo ha portato a fare di me un codipendente.
Questo porta a riflettere su quanto sia importante intervenire su quelli che definisci codipendenti.
In un blog di una Sua collega ho letto che le amnesie nei borderline sono episodi ricorrenti
Sì anche se non sono vere e proprie amnesie: sono sovrapposizioni confuse di tracce mnestiche.Ciao. Lucio
Senza dubbio, ma da come gli sono andate male le cose sul lavoro, con le sue ex, eccetera, si direbbe che finisce regolarmente per ingenerare grosse delusioni in quelli che in un primo tempo fondano delle aspettative su di lui..Citazione:
Non accade necessariamente
Ossia, detto in termini più semplici?Citazione:
Sì anche se non sono vere e proprie amnesie: sono sovrapposizioni confuse di tracce mnestiche.
Non so se è a questo che ti riferisci, ossia alla sua tendenza, in alcuni casi, a "telescopizzare" i ricordi, ossia a collocare nello stesso periodo o in momenti ravvicinati eventi che in realtà si erano svolti in fasi diverse.
Sta cosa mi ha fatto riflettere............Citazione:
In un blog di una Sua collega ho letto che le amnesie nei borderline sono episodi ricorrenti
Dico la mia.
E' come se il pensiero si concentrasse solo su una cosa, per dimenticarsi di tutto il resto.
Boh, a volte capita così: se una persona qualsiasi (ma comunque che conosco) mi dice per esempio "mi sono rotta la gamba".
La volta dopo non mi viene neanche in mente di dirle "come va la gamba"
E sta cosa mi da sui nervi. Non è egoismo come si ostina a dire qualcuno.
Perchè non lo faccio apposta a non chiederglielo. E' perchè proprio me lo dimentico!!!!! Non mi passa neanche per la testa...mi viene in mente magari una settimana dopo. Quando ormai è tardi per chiedergli come sta.....
Perchè succede questo???
Credo, perchè la testa è occupata da tanto altro e non ci sta più niente. :(
Mentre, se invece la stessa cosa (mi sono rotta una gamba) me lo dicesse la persona che in quel momento sta al centro del mio cuore, io me lo ricorderei tutto il giorno.
Si ha un'OTTIMA memoria, ma solo per le cose che interessano enormemente.
Il resto, zero.
Uff.
Se è così anche nel caso del mio border, dovrei dedurre che della sua ex ormai non gliene importa un bel niente, mentre invece la mia vita (o almeno alcuni aspetti della mia vita) è, ed è sempre stata al centro dei suoi pensieri. La prima cosa potrebbe essere comprensibile, ma francamente non capisco come possa "vivere la mia vita" in maniera così spasmodica.
“Dimmi qualcosa e la dimenticherò, mostrami qualcosa e lo ricorderò, coinvolgimi e lo capirò.”
Confucio
Ritorniamo sempre al COINVOLGIMENTO, alla NON monotonia delle situazioni :)
Parlo in generale e non soltanto della seduta di psicoterapia.
Puoi dirmi tutto ciò che vuoi, ma se non mi coinvolgi emotivamente, tutto ciò che dici è inutile.
E se sei capace di coinvolgermi, allora capirò TUTTO ciò che c'è da capire, perchè arriva quella voglia di ascoltarti e seguirti.
Questo, intendo io.
:ciao:
O. K., grazie del chiarimento. Senz'altro ti rispondo domani: é un po' complesso quello che scrivi e richiede del tempo.
Ciao. Lucio
Mah, per non annoiare, non sto a elencare di che cosa si trattasse, ma erano veramente quisquilie. Incomincio a pensare che ha passato gli otto anni in cui non ci siamo visti rimuginando su di me.
Forse non mi sono spiegato bene. Di codipendenti ne avrà trovati certamente degli altri (mi ricordo che otto anni fa mi parlava spesso di un suo amico che abitava vicino casa mia), e poi nel 2006 si è sposato. Ma ho il sentore che ha rimuginato molto sulle cose che gli dicevo e, di conseguenza, sulla mia persona. Non per niente sono stato anche l'oggetto delle sue sedute con la psicoterapeuta.
Citazione:
Originalmente inviato da dogana_vecchia
Cambiando discorso, mi ha impressionato molto il fatto che a dieci anni di distanza si ricordasse delle cose insignificanti relative alla mia persona, mentre avesse dimenticato del tutto dei dettagli importanti relativi a una sua ex fidanzata (lui si giustificava dicendo di aver rimosso quel periodo della sua vita, ma la risposta non mi ha mai convinto)..
Citazione:
Johnny forse semplicemente erano cose insignificanti per te ma non per lui
nel senso che quando dogana_vecchia dice che il suo amico ricorda cose insignificanti, forse sono insignificanti per lui ma non per il suo amico e per questo li ricorda. Viceversa, quando dice che ha dimenticato dettagli importanti, forse sono considerati importanti da lui ma non dal suo amico e per questo li ha dimenticati.
E' cmq un discorso generale e non si riferisce specificatamente al disturbo borderline....come l'ho pensato l'ho detto :look: dopotutto il significato (e quindi anche l'importanza) attribuito agli eventi è soggettivo ed è la conseguenza di come il soggetto stesso vede il mondo
Se non da noia vorrei dire qualcosa della mia esperienza con ragazzi, e non piu' tali, con una personalita' che ha gli elementi del disturbo antisociale e o del border line, secondo i parametri vigenti.
Secondo me e' impossibile stabilire se questi soggetti sian piu borderline o affetto da antisocialita', perche' i comportamenti sono pressoche' simili.
La diagnosi differenziale che ho visto stilare era piu' legata allo psichiatra che non ai sintomi.
Dal punto di vista pratico i comportamenti erano sommariamente simili. Fanno del male a se, autolesionandosi in modo cruento [tagli, TS, menomazioni estetiche] e violento, con alcol e droghe di ogni tipo, sfide e ricerca del pericolo.
Fanno del male agli altri, maschi o femmine che siano. Gli uni e gli altri tendono alla violenza fisica e verbale, e sono pronti anche a gesti estremi, come dare una coltellata, o una sprangata. Diventano spacciatori, ladri, promiscui sessualmente, senza nesssun rispetto ne per se ne per gli altri, anche se mantengono sempre una apparente buona o ottima opinione di se.
Se ci sono delle differenza lo sono per via dela carattere di fondo.
C'e' quello che preferisce fare piu' del male a se stesso, per punire il mondo[i genitori?], e chi invece preferisce farlo agli altri, per lo stesso motivo.
A pag. 9 ho letto una distinzione e cioe' che l'antisociale non ha super io, mentre il border line si.
Tutti e due, secondo la mia esperienza, manifestano una anaffettivita' di fondo, diffidenza, svalutazione di se, degli altri, della realta', a secondo delle circostanze.
Forse la differenza sta nell'intelligenza personale, perche' il bordeline piu' autolesionista e' anche quello piu' intelligente, mente quello piu antisociale e' il meno dotato. Ma e' un mio parere.
Quello piu' intelligente cerca di crearsi un Super -io personale [Genitore] mentre il meno intelligente non ne ha bisogno.
Comunque per ripondere alla domanda iniziale, direi che il borderline [se esiste] ha bisogno sopratutto di continuita' affettiva.
Secondo l'analisi transazionale lui e' Si, mentre il mondo e' No. Ovviamente dentro di se, nel profondo, si sente No, cioe' inadeguato, ma non lo ammettera' mai all'esterno.
Sopratutto con un estraneo. Tantomeno con un terapista di qualsiasi tipo.
A meno che...non ci sia continuita' affettiva.
In questo caso la persona lentamente cede le difese, non senza prima aver provato in tutti i modi a mettere alla prova il Salvatore di turno[terapeuta o altro].
Sa bene chi e' il Salvatore, ed e' capace di valutarlo con una occhiata.
Sa da chi puo' ottenere qualcosa, quello che e' manipolabile ai suoi fini, e quello da cui dovra' guardarsi.
Per fare questo provochera', mettera' alla prova, tentera' di manipolarlo, tentera' di rifiutarlo, cerchera' anche di fargli del male, se possibile, facendo del male a se stesso o a lui, o agli altri.
Sara' solo la continuita' affettiva che avra' ragione della sua rabbia e della sua diffidenza. L'esserci sempre, in modo fermo, tranquillo, inossidabile, irremovibile, instancabile.
La persona borderline e' affascinata da queste qualita', perche' sono le qualita' che lui non ha: la stabilita' affettiva e la tranquillita' umorale.
Ma mi riferisco a persone giovani, perche' oltre una certa soglia non c'e' piu' ritorno, e la persona si fossilizza sulle sue convinzioni di copione.
A quel punto, secondo l'intelligenza che ha, si fa solamente piu scaltro e piu' furbo, affina le sue strategie, ma manterra' l'opinione che ha di se, dell'altro e del mondo.
E il mondo di costui non prevede affetto, solo cose. O per creare una immagine legata al bambino, non amore ma solo latte.
Secondo me.
La diagnosi differenziale non é un problema per chi lavora con i Borderline.
Forse la differenza sta nell'intelligenza personale, perche' il bordeline piu' autolesionista e' anche quello piu' intelligente, mente quello piu antisociale e' il meno dotato. Ma e' un mio parere.
Dipende dal tipo di antisociale (il truffatore, solitamente, é molto intelligente; Il ricettatore, anche)
Ovviamente dentro di se, nel profondo, si sente No, cioe' inadeguato.
Perfettamente d'accordo.
ma non lo ammettera' mai all'esterno.
Sopratutto con un estraneo. Tantomeno con un terapista di qualsiasi tipo.
Qui, secondo me, proprio non ci siamo.
Grazie per l'intervento Oscarmoreno; credo offra molti spunti che io ho appena sfiorato.
Ciao. Lucio
Questo avviene a che età, secondo te?Citazione:
Ma mi riferisco a persone giovani, perche' oltre una certa soglia non c'e' piu' ritorno, e la persona si fossilizza sulle sue convinzioni di copione.
A quel punto, secondo l'intelligenza che ha, si fa solamente piu scaltro e piu' furbo, affina le sue strategie, ma manterra' l'opinione che ha di se, dell'altro e del mondo.
Due border di mi conoscenza, come si sono avvicinati alla quarantina, nel confidarsi con me hanno incominciato a farsi (apparentemente) più spavaldi e sicuri di sé. In poche parole, abbandonavano i panni del tenente Colombo e assumevano un tono da "Vi frego tutti io!".
Cioe' hanno abbandonato i panni del manipolatore, per mostrare la loro posizione:- Io sono ok, e voi non valete un asso-?
Il momento di non ritorno penso sia individuale.
E' chiaro che piu' le eperienze confermano le loro convinzioni di copione, cioe' le decisioni prese quando erano piccini, piu' diventano saldi nei loro propositi.
Anche perche' parallelamente aumenta la diffidenza verso tutti, compreso i terapisti.
Ma non pretendo di far testo.
ps Se mi e' concesso un esempio...il presidente del consiglio lo sembra. Ma se non posso lo cancello
Diciamo che in certi momenti lasciavano cadere la maschera e diventavano vanesi, beffardi, perfino strafottenti. Il tutto cambiando voce, sguardo, espressione del volto, movimenti del corpo, eccetera.Citazione:
Cioe' hanno abbandonato i panni del manipolatore, per mostrare la loro posizione:- Io sono ok, e voi non valete un asso-?
Per fare un esempio recente, uno dei miei border, nel corso di una conversazione in mezzo alla strada, di colpo ha incominciato ad agitarsi e, ghignando, mi ha fatto con una voce gutturale: "Non sai quante balle gli racconto a quelli dell'ufficio." (testuali parole).