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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
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Originalmente inviato da
gieko
Secondo il mio punto di vista è possibile fare delle distinzioni se esistono dei riferimenti teorici e di metodologia di intervento chiari all'operatore ed epistemicamente ben definiti. Scusate se insisto su questo punto ma credo che sia veramente importante. In sè e per sè non è importante ciò che si dice o si fa con l'utente, quanto il fatto che l'operatore stia agendo avendo ben chiaro in mente l'obbiettivo del suo operare in base alla propria teoria di riferimento. Questo è ciò che distinge l'intervento di counselling dal sostegno psicologico, il dialogo terapeutico da quello tra amici.
Potresti chiarire cosa intendi?
Saluti
Intendo dire: per interloquire su un problema di salute, come l'asma per es.., sono costretto fare una anamnesi famigliare, in quanto l'asma ha sia caratteristiche di ereditarieta', sia caratteristiche legate all'approccio di mamma col bambino, sia di esposizione ad agenti atmosferici allergizzanti.
A questo punto il counselor, in base alle risposte dovrebbe inviare la persona al medico pneumologo, allo psicologo, all'allergologo.
Il suo quindi sarebbe un lavoro di smistamento, come un buon portinaio.
Se invece non fossero chiare le risposte, dovrebbe indagare di piu', e chiedere in che ambiente ha vissuto, se c'erano gia' stati casi in famiglia, i rapporti fra i genitori, il carattere di mamma, il suo rapporto con lei, se alimentato o no con latte artificale [che aumenta le probabilita di allergia e riduce il contatto con la madre].
E se venisse fuori che, per esempio, ha vissuto in una zona industriale molto inquinata, che il babbo e' allergico alla gramigna, che la mamma faceva i turni e lo posteggiava dove poteva, che in casa erano frequenti le liti, che doveva stare spesso da solo, e via dicendo...la cosa si complica ancor di piu'.
Ma a questo punto anche l'interlocutore comincerebbe a fare domande a cui si dovrebbe dare spiegazione. Il che presuppone un dialogo reciproco approfondito, che investe la sua vita, i suoi affetti, le sue relazioni, le sue abitudini, ecc.
In tutto cio' dove sta il confine fra counselor, medico, psicologo, infermiere, assitente sociale o altro?
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Credo che un errore l'abbia commesso la dott.ssa di cui vi ho parlato. Lei mi dice "non sei maltao e non seve che torni (da me) in terapia"...e fin qui ci sta che non ho bisogno di psicoterapia. Ma ha sbagliato nel lascirmi "solo". Da futuro psicologo non commetterò mai un errore simile (grazie magari a questa piccola esperienza che vi ho raccontato). Quello che senttii è "querta donna non mi ha capito". Sinceramente, prima di chiedere aiuto, sapevo di non essere "malato"...ma nel mio immaginario (e forse anche in quello di molti altri "utenti ingenui") lo psicologo era la cosa più vicina a qualcuno che mi potesse aiutare (non sono religioso, quindi dal prete non ci sarei mai andato).
Sembra proprio che i counselors rispondano a una domanda (di mercato prorio) a cui gli psicologi, se non sono formati per questo (vedi la dott.ssa specializzata in psicoterapia), non sanno rispondere evidentemente (ma dovrebbero). Il problema non è l'abuso della professione di psicologo, il problema è che noi (mi ci metto anch'io) psicologi (o futuri tali) dovremmo essere ingrado di fare counseling, perché l'utente "non va lasciato solo", qualunque sia il suo problema...anche non clinico. Ma effittivamente, forse, questa è semplicemente la mi ascelta di campo. Però...quant'è brutto non sentirsi capiti da chi, per professione ,dovrebbe capirti!
Per it-Modeler, ciao (forse ci conosciamo? il nome max.nettuno lo usavo anche sul forum el nettuno...), e grazie...il Nettuno l'ho finito e sto alla specilistica.
Massimiliano.
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
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Originalmente inviato da
oscarmoreno
A questo punto il counselor, in base alle risposte dovrebbe inviare la persona al medico pneumologo, allo psicologo, all'allergologo.
Il suo quindi sarebbe un lavoro di smistamento, come un buon portinaio.
Dubito che gli amici counsellor siano d'accordo. Il counselling è una metodologia di intervento specifica, con delle basi teoriche definite, che, per quanto a mio modesto parere siano criticabili, correttamente stabiliscono un proprium che differenzia tale pratica dalla psicoterapia o dalla medicina.
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
In tutto cio' dove sta il confine fra counselor, medico, psicologo, infermiere, assitente sociale o altro?
Da quanto hai scritto mi pare di capire che i confini non ti siano ben chiari perchè metti tutto insieme in un bel calderone dove i vertici di osservazione si confondono: il punto di vista medico con quello psicoterapico, quello sociale con quello assistenziale... Non che un medico non possa avere qualche idea sulla psicologia, o uno psicologo sulla medicina e così via. Ma non mi permetterei mai di intervenire ad un livello che non mi compete con un paziente. Se sono uno pneumologo non mi occuperò di genitori interni, tanto per intenderci: non sarebbe l'ambito in cui mi sono formato, nè sarei - datal'approssimazione della mia formazione - utile, ed inoltre il paziente non me lo ha nemmeno chiesto.
Quindi, come ho già scritto, si tratta di lavorare secondo una teoria ed un metodo, oltre che nel proprio ambito. Ed ecco che il confine è saldamente stabilito.
Saluti
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
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Originalmente inviato da
max.nettuno
Sembra proprio che i counselors rispondano a una domanda (di mercato prorio) a cui gli psicologi, se non sono formati per questo (vedi la dott.ssa specializzata in psicoterapia), non sanno rispondere evidentemente (ma dovrebbero).
Non sono molto d'accordo. Nel senso che se è vero che ci saranno molti psicologi/psicoterapeuti non in grado di accogliere e comprendere la domanda dell'utenza, non ho l'impressione che i counsellor occupino questa fetta di mercato.
Il punto centrale infatti è la valenza che si dà alla domanda di cura e noto troppo spesso che, di riffa o di raffa, pensarla come legata alla "patologia" produca resistenze notevoli. Col risultato che la domanda viene accolta solo in parte, ovvero privata delle sue componenti di sofferenza e difficoltà (che altro non è che la psicopatologia, troppo spesso percepita invece come "follia o malattia che compromette").
Molto rassicurante, per l'utente (e credo per l'operatore!) quindi la posizione: "lavoriamo sulle risorse presenti", "non hai bisogno di una psicoterapia". Ma non riesco a non vedere una profonda contraddizione nel fatto che una persona si rivolga ad un professionista "perchè non ce la fa più" e ritenere che "ci siano risorse". Forse che, come ho scritto un bel po' di post fa, quelle risorse sono fasulle perchè interne ad una struttura problematica? E non sarà quindi necessario lavorare alla cambiamento della stessa?
Saluti
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Mi reinserisco al volo nella discussione... anche se avevo promesso di disertare...
A parte i soliti interventi interessanti (dei soliti noti :-), per il resto mi sembra che si continui a parlare del nulla.
L'auspicio di gieko e di ikaro di poter parlare serenamente di espistemologia del counseling non potrà trovare risposta in questo clima avvelenato.
Apprezzo chi, non conoscendo il counseling, ne parla con tono interlocutorio ed interessato. Non posso invece apprezzare chi, dimostrando palesemente di non sapere ciò di cui parla, pontifica dall'alto della sua laurea in psicologia...
I biechi generalismi sul counseling sono ormai simili a quelli che si sentono ultimamente sui romeni. Sei romeno? Allora sei uno strupatore. Sei un counselor? Allora sei un disperato con la terza media che vuole giocare a fare lo psicologo...
Cari ragazzi, sia che vogliate fare da grandi gli psicologi, i counselor, gli psicoanalisti o gli psicoterapeuti: imparate ad ascoltare il prossimo ed a prendervi cura di lui.
Chiedo scusa in anticipo per il tono vagamente paternalistico...
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Vorrei chiedere delle informazioni un pò più precise sui quadri di riferimento del Counseling, dato che negli ultimi post, mi sono un pò persa; se ho ben capito, ed anche in bse a ciò che conosco storicamente, uno dei punti di riferimento fondamentali per svolgere questa attività, è Carl Rogers ed il suo approccio Alla Relazione d'Aiuto. Ci sono e chi sono altri punti di riferimento importanti? Ad es., anche nell'ambito della Gestalt, viene svolto questo tipo di formazione ed un riferimento importante, è sempre C. Rogers, quindi Fritz Perls. Quest'ultimo, cosa ha da dire, cioè da lui quali insegnamenti possono trarre i counsellor a livello pratico oltre che teorico, per svolgere la propria professione e non quella di psicoterapeuti della Gestalt, ad es? Ci sono altri Autori altrettanto importanti che forniscono una cornice teorica e/o epistemologica altrettanto importante in questo ambito?
Preciso che le mie sono domande per capire e conoscere meglio questa professione dal punto di vista di chi la pratica o ne è comunque esperto o realmente interessato, al fine di chiarirmi il più possibile le idee.
Grazie delle risposte
Ciao :ciao:
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
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Originalmente inviato da
gieko
Dubito che gli amici counsellor siano d'accordo. Il counselling è una metodologia di intervento specifica, con delle basi teoriche definite, che, per quanto a mio modesto parere siano criticabili, correttamente stabiliscono un proprium che differenzia tale pratica dalla psicoterapia o dalla medicina.
Sioccome sto seguendo un corso di counsiling posso parlare con cognizione di causa.
Le materie sono quello che si possono trovare in un corso per operatori sociosanitari o poco piu'. Non e' nemmeno vero che si privilegia Rogers, perche' niene insegnata dove la PNL, dove l'AT, dove la terapia incentrata sul cliente, o un un po' di tutto mescolato bene.
Come ripeto, un buon corso sulla comunicazione puo' essere d'aiuto ad ogni professione.
E ribadisco che secondo me il counseling e' un punto d'arrrivo, non di partenza.
Citazione:
Da quanto hai scritto mi pare di capire che i confini non ti siano ben chiari perchè metti tutto insieme in un bel calderone dove i vertici di osservazione si confondono: il punto di vista medico con quello psicoterapico, quello sociale con quello assistenziale... Non che un medico non possa avere qualche idea sulla psicologia, o uno psicologo sulla medicina e così via. Ma non mi permetterei mai di intervenire ad un livello che non mi compete con un paziente. Se sono uno pneumologo non mi occuperò di genitori interni, tanto per intenderci: non sarebbe l'ambito in cui mi sono formato, nè sarei - datal'approssimazione della mia formazione - utile, ed inoltre il paziente non me lo ha nemmeno chiesto.
Quindi, come ho già scritto, si tratta di lavorare secondo una teoria ed un metodo, oltre che nel proprio ambito. Ed ecco che il confine è saldamente stabilito.
Saluti
Il problema e' che non c'e' ne una teoria ne un metodo, ma tante teorie e tanti metodi, oltre che tanti ambiti.
E il confine per ora non c'e' per nulla. E non e' uno svantaggio, a mio parere.
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Originalmente inviato da
oscarmoreno
Il problema e' che non c'e' ne una teoria ne un metodo, ma tante teorie e tanti metodi, oltre che tanti ambiti.
Ci sono delle teorie di fondo che differenziano l'intervento di counselling da quello psicoterapico, o da quello psicoanalitico. In questa discussione è emerso abbastanza chiaramente: l'idea che si possa distinguere un'area patologica da una non patologica, e che l'intervento debba essere mirato al lavoro su risorse già presenti. (Chi fa counselling eventualmente integri o mi corregga se sbaglio!).
Poi ci sono differenti teori e metodi per concettualizzare quanto sopra ed articolarlo anche dal punto di vista metodologico.
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
E il confine per ora non c'e' per nulla. E non e' uno svantaggio, a mio parere.
Su questo non avevo dubbi... A mio parere il confine è ben chiaro per chiunque, tranne per chi non lo vuole vedere. I rischi insiti sono secondo me enormi, sotto parecchi punti di vista. Purtroppo - e su questo immagino che siamo tutti d'accordo - la mancanza di una chiara regolamentazione nella formazione di counsellor, così come il proliferare di corsi "parasanitari" dove viene servita su un piatto d'argento la vulgata ultrapopolare e ipersemplicistica della visione "complessiva" (la chiamano olistica...) dell'essere umano, non fa che aumentare la diffusione di operatori che, come minimo, hanno una formazione approssimativa.
Saluti
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Originalmente inviato da
oscarmoreno
Siccome sto seguendo un corso di counsiling posso parlare con cognizione di causa.
Le materie sono quello che si possono trovare in un corso per operatori sociosanitari o poco piu'. Non e' nemmeno vero che si privilegia Rogers, perche' viene insegnata dove la PNL, dove l'AT, dove la terapia incentrata sul cliente, o un un po' di tutto mescolato bene. E ribadisco che secondo me il counseling e' un punto d'arrrivo, non di partenza.
Il problema e' che non c'e' ne una teoria ne un metodo, ma tante teorie e tanti metodi, oltre che tanti ambiti.
Siccome ho seguito un Corso di Counseling parecchi anni fa (e poi tanti altri) e svolgo attività di Counseling, posso anch'io partecipare e replicare con cognizione di causa: non ho mai frequentato un Corso per OSS, quindi non so quali materie vi si insegnino...ma la finalità è sicuramente diversa.
Forse è vero che non si privilegia Carl Rogers nei corsi (a parte quelli specialistici rogersiani), ma Rogers e Rollo May rimangono le basi storiche del Counseling ed è con il modello rogersiano che bisogna confrontarsi perchè si possa dire di sapere ciò che significa "empatia", questa parola magica che finora non ho sentito nominare, nè letto in questo 3d.
Si preferisce da parte di molte scuole un modello integrato con i riferimenti che Tu (Oscar) hai citato, ma...(c'è un ma) è proprio perchè il modello è integrato che ci vuole più tempo. Il modello integrato è più complesso: ci vuole più tempo e pratica x scoprire che ci sono basi comuni fra Rogers, AT e PNL (ultima in ordine cronologico, ma non di importanza).
Crearsi una propria metodologia di lavoro da "tanti metodi" è un percorso più lungo.
Per questo concordo che il Counseling (nella pratica e non solo nel seguire un Corso) dev'essere un punto di arrivo, a mio avviso, anche per lo Psicologo.
Citazione:
Come ripeto, un buon corso sulla comunicazione puo' essere d'aiuto ad ogni professione.
Può essere utile a tutti, ma non è la stessa cosa.
Citazione:
E il confine per ora non c'e' per nulla. E non e' uno svantaggio, a mio parere.
Io, invece, il confine tra le figure citate lo vedo...ed è meglio vederlo.
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Citazione:
Originalmente inviato da
IT_Modeler
Siccome ho seguito un Corso di Counseling parecchi anni fa (e poi tanti altri) e svolgo attività di Counseling, posso anch'io partecipare e replicare con cognizione di causa: non ho mai frequentato un Corso per OSS, quindi non so quali materie vi si insegnino...ma la finalità è sicuramente diversa.
Forse è vero che non si privilegia Carl Rogers nei corsi (a parte quelli specialistici rogersiani), ma Rogers e Rollo May rimangono le basi storiche del Counseling ed è con il modello rogersiano che bisogna confrontarsi perchè si possa dire di sapere ciò che significa "empatia", questa parola magica che finora non ho sentito nominare, nè letto in questo 3d.
Si preferisce da parte di molte scuole un modello integrato con i riferimenti che Tu (Oscar) hai citato, ma...(c'è un ma) è proprio perchè il modello è integrato che ci vuole più tempo. Il modello integrato è più complesso: ci vuole più tempo e pratica x scoprire che ci sono basi comuni fra Rogers, AT e PNL (ultima in ordine cronologico, ma non di importanza).
Crearsi una propria metodologia di lavoro da "tanti metodi" è un percorso più lungo.
Per questo concordo che il Counseling (nella pratica e non solo nel seguire un Corso) dev'essere un punto di arrivo, a mio avviso, anche per lo Psicologo.
Può essere utile a tutti, ma non è la stessa cosa.
Io, invece, il confine tra le figure citate lo vedo...ed è meglio vederlo.
Se ti fa piacere potresti dirmi in che contesto svolgi questa attivita'?
E' una curiosita' personale.
Comunque qui posto un programma per counselor biennale, come esempio, ma sono infiniti, di preparazione di un conuselor.
Credo che sia bene che questa preparazione rimenga libera perche' ognuno si cerchi quella su misura.
Ma credo anche che questa capacita' sia da innestare su una attivita' gia' presente. Fosse anche quella di piazzista o di telefono amico.
Non la ritengo una professione fine a se stessa, ma un mezzo per adoperare meglio quello che gia si ha.
E questo proprio in onore al fine del couseling, che e' quello che tu hai citato, cioe' la facilitazione empatica dei rapporti umani.
Il suo fine e' sempre terapeutico, perche' la dove c'e' comunicazione i rapporti umani ne traggono beneficio [perfino nel commercio].
Ma ogni contesto ha una sua finalita', e il couseling di un piazzista non ha bisogno di essere articolato come il couseling di uno psicologo, o un medico o altri.
E ci sono tanti medici che ne avrebbero bisogno, insieme ad altri professionisti. Anche qualche psicologo, a mio parere.
ecco il programma: STRUTTURA DEL CORSO
Corso Biennale di Mediazione Sistemica Familiare e Sociale riconosciuto dall’AIMS (Associazione Internazionale Mediatori Sistemici) e accreditato dal Forum Europeo per la Formazione e Ricerca in Mediazione Familiare, di cui il Centro Bateson è socio fondatore.
NUOVO PROGRAMMA FORMATIVO 2008/2009:
330 ore di impegno complessivo così articolate nel biennio
- 160 ore di training teorico e pratico
- 48 ore di frequenza a Seminari su tematiche specifiche, organizzati anche in altre sedi, in collaborazione con altri centri AIMS
- 16 ore di partecipazione al Congresso biennale AIMS
- 48 ore di laboratorio di formazione personale e biografia familiare
Verranno inoltre richieste all’allievo nel biennio almeno:
- 50 ore di approfondimento individuale su temi indicati
- 8 ore di programmazione e confronto con il tutor
Completano il percorso, al termine della formazione teorica:
- 60 ore di tirocinio o Esperienze Pratiche Guidate
- 30 ore di supervisione su almeno tre processi di Mediazione
- giornata di esame AIMS
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Citazione:
Originalmente inviato da
oscarmoreno
Non la ritengo una professione fine a se stessa, ma un mezzo per adoperare meglio quello che gia si ha.
Ma ogni contesto ha una sua finalita', e il couseling di un piazzista non ha bisogno di essere articolato come il couseling di uno psicologo, o un medico o altri..
Questa è una interpretazione come fanno moltissimi che frequentano i Corsi di Counseling, ma non x diventare Counselor...come avevo accennato anche io qualche pagg. fa in questo 3d. Cioè il Corso servirebbe solo ad acquisirne le abilità...domanda mia: e...poi come le spendi, ad es. durante una vendita? Ne basta una parte ed esattamente quella della Comunicazione a cui Ti eri riferito...ma allora non è necessario frequentare un Corso triennale (quello che ho frequentato io nel 2001), perchè quella del Counselor non è solo un "pacchetto di abilità" (da sviluppare e non da acquisire "in scatola" con un Corso)...ma una professione in cui servono tante altre cose da fare su sè stessi che sono quelle già citate e stra-citate (percorso personale e, secondo me, è buona cosa anche la Laurea in Psicologia, ma non da sola, ecc. - v. sopra)
Citazione:
E questo proprio in onore al fine del couseling, che e' quello che tu hai citato, cioe' la facilitazione empatica dei rapporti umani
Per il Counseling, soprattutto quello a base rogersiana, l'empatia è un mezzo, non un fine.
Citazione:
Il suo fine e' sempre terapeutico, perche' la dove c'e' comunicazione i rapporti umani ne traggono beneficio [perfino nel commercio].
Mi sembra quantomeno azzardata come affermazione.
Innanzitutto i rapporti traggono beneficio dalla comunicazione efficace.
Poi, non so quello che intendi x "terapeutico"...Ti riferisci alla comunicazione che facilita il "Cambiamento"? Nel caso sarebbe un'altra cosa: non tutti i facilitatori di Cambiamento possono dirsi automaticamente terapeuti.
Citazione:
E ci sono tanti medici che ne avrebbero bisogno, insieme ad altri professionisti. Anche qualche psicologo, a mio parere.
Le abilità possono acquisirle tutti.
Citazione:
ecco il programma: STRUTTURA DEL CORSO
A parte che io l'ho già fatto e digerito: in ogni caso questa è la struttura del Corso...manca il Programma (le materie).
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Citazione:
Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Vorrei chiedere delle informazioni un pò più precise sui quadri di riferimento del Counseling, in bse a ciò che conosco storicamente, uno dei punti di riferimento fondamentali è Carl Rogers ed il suo approccio alla Relazione d'Aiuto. Ci sono e chi sono altri punti di riferimento importanti? Ad es., anche nell'ambito della Gestalt, viene svolto questo tipo di formazione ed un riferimento importante, è sempre C. Rogers, quindi Fritz Perls. Quest'ultimo, cosa ha da dire, cioè da lui quali insegnamenti possono trarre i counsellor a livello pratico oltre che teorico, per svolgere la propria professione e non quella di psicoterapeuti della Gestalt, ad es? Ci sono altri Autori altrettanto importanti che forniscono una cornice teorica e/o epistemologica altrettanto importante in questo ambito?
Ciao
Ciao Gaia,
della Gestalt ciò che ho appreso sono stati sia i principi - ad es. tutti abbiamo visto le figure ambigue gestaltiche, ma cosa ne ho appreso, cosa mi rimane dei principi? A me rimane il concetto fondamentale ad es. di "figura-sfondo"...cosa c'è in figura e cosa c'e sulla sfondo? In pratica ad es. nella ricostruzione dei problemi...c'è qualcosa che è stato trascurato? Cosa è rimasto sullo sfondo? Ancora, nella comprensione di ciò che prova l'Altro...come e dove lo sta vivendo fisicamente? Come rappresenta anche con metafore non verbali il disagio che prova? Al "fondo" di questo c'è la Gestalt anche se non pratico Gestalt Counseling puro. Ma può essere molto utile. Nelle differenze...non mi piace e non condivido la provocazione di Fritz Perls e le tecniche provocative derivate, ma invece "L'integrazione degli opposti".
Poi, Carl Rogers (che per me ora viene per primo) è la base fondamentale per capire i vantaggi a cui può portare l'empatia in una relazione autentica (l'aggettivo è di Rogers)...empatia che può raggiungere livelli diversi.
Ci sono tantissimi autori che hanno sviluppato il Counseling soprattutto in Inghilterra e che hanno creato modelli di nuova generazione sempre lavorando sulle Risorse e sull'empowerment, come il Counseling breve orientato alla Soluzione (John Littrell negli Stati Uniti).
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Originalmente inviato da
oscarmoreno
ecco il programma: STRUTTURA DEL CORSO
Corso Biennale di Mediazione Sistemica Familiare e Sociale riconosciuto dall’AIMS (Associazione Internazionale Mediatori Sistemici) e accreditato dal Forum Europeo per la Formazione e Ricerca in Mediazione Familiare, di cui il Centro Bateson è socio fondatore.
Mi pare che nella dicitura non appaia il Counselling ma la Mediazione..
Quindi stai facendo un corso di Mediazione Familiare e non di counselling.
Sono due cose diverse anche se sicuramente ci sarà una parte di counselling anche nella mediazione.
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Ciao Gaia,
della Gestalt ciò che ho appreso sono stati sia i principi - ad es. tutti abbiamo visto le figure ambigue gestaltiche, ma cosa ne ho appreso, cosa mi rimane dei principi? A me rimane il concetto fondamentale ad es. di "figura-sfondo"...cosa c'è in figura e cosa c'e sulla sfondo? In pratica ad es. nella ricostruzione dei problemi...c'è qualcosa che è stato trascurato? Cosa è rimasto sullo sfondo? Ancora, nella comprensione di ciò che prova l'Altro...come e dove lo sta vivendo fisicamente? Come rappresenta anche con metafore non verbali il disagio che prova? Al "fondo" di questo c'è la Gestalt anche se non pratico Gestalt Counseling puro. Ma può essere molto utile. Nelle differenze...non mi piace e non condivido la provocazione di Fritz Perls e le tecniche provocative derivate, ma invece "L'integrazione degli opposti".
Poi, Carl Rogers (che per me ora viene per primo) è la base fondamentale per capire i vantaggi a cui può portare l'empatia in una relazione autentica (l'aggettivo è di Rogers)...empatia che può raggiungere livelli diversi.
Ci sono tantissimi autori che hanno sviluppato il Counseling soprattutto in Inghilterra e che hanno creato modelli di nuova generazione sempre lavorando sulle Risorse e sull'empowerment, come il Counseling breve orientato alla Soluzione (John Littrell negli Stati Uniti).
Grazie, It_Modeler, per le spiegazioni ed indicazioni.
Riguardo Fritz Perls, anche a me, non piace per niente l'aspetto della provocazione, mentre sul resto, la Gestalt ha molto da dire, in generale.
Vorrei chiederti una cosa su Carl Rogers; quando dici che l'empatia, può raggiungere livelli diversi, in una relazione autentica (Autenticità ed Empatia sono due pilastri per Carl Rogers..) a cosa ti riferisci esattamente? E' un concetto che utilizzi in una accezione generale - circa i livelli diversi - o nello specifico del Counseling?
Grazie
Ciao
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Sono d'accordo con te! Non confondiamo le professioni!:approved:
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Io non so se iscrivermi o no a un corso per Counselor, di 3 anni...sicuramente ne trarrò giovamento ma ne vale la pena???sono laureata 3+2 in psicologia e lavoro in un ambito che mi soddisfa professionalmente e personalmente..
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Originalmente inviato da
forgotten_tear
Io non so se iscrivermi o no a un corso per Counselor, di 3 anni...sicuramente ne trarrò giovamento ma ne vale la pena???sono laureata 3+2 in psicologia e lavoro in un ambito che mi soddisfa professionalmente e personalmente..
Beh, dipende da quello che cerchi e da quali obiettivi ti poni.
In aggiunta alla laurea in psicologia un corso di counseling sostanzialmente può darti:
- abilità di counseling spendibili nella tua professione di psicologo (ascolto attivo, empatia, tecniche di comunicazione, etc.)
- un orientamento professionale vero e proprio teso ad esercitare la professione di counseling
Valuta un po' te...
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Citazione:
Originalmente inviato da
forgotten_tear
Io non so se iscrivermi o no a un corso per Counselor, di 3 anni...sicuramente ne trarrò giovamento ma ne vale la pena???sono laureata 3+2 in psicologia e lavoro in un ambito che mi soddisfa professionalmente e personalmente..
A proposito di obiettivi, correttamente citati da Q/stracci,
che significa "sicuramente ne trarrò giovamento, ma ne vale la pena???", addirittura con 3 punti interrogativi!
Se c'è la certezza di un giovamento (innanzitutto in quale campo, utile a cosa x Te?)...i dubbi successivi sono rigurado a cosa? Qual è la pena di frequentare il Corso...il costo, il tempo o cosa?
Faccio un esempio, capitatomi di recente e ne scrivo pur non sapendo se si tratta del Tuo caso... aumentano in libreria i testi su Coaching, Abilità di Counseling (molti di meno) e "PNL fai da Te" (moltissimi).
Allora sento dire: "Consigliami un libro...perchè se non posso frequentare il Corso, sai i costi/sai il tempo/sai mamma/sai i figli...ecc., ecc. - allora mi leggo un libro"!!
La mia risposta è: "Vai in libreria e scegli Tu. Ma un libro non sostituirà mai un Corso, neppure se ne compri dieci...tutto è lasciato all'immaginazione, ma esiste il provare direttamente una strategia, tecnica o assistere e provare direttamente l'implementazione di un principio e poterlo confrontare a come lo fa o lo ha fatto un altro...questo è il valore di un Corso svolto in aula". E, certo, molto dipenderà dalla preparazione dei docenti, ma, se sono validi, anche i docenti hanno dovuto frequentare Corsi e Corsi e provare e verificare quelle tecniche centinaia e centinaia di volte, anche loro hanno dovuto "penare"...se è così, allora perchè non dovrebbe valerne la pena???
Un Corso di Counseling, purtroppo o per fortuna, è un servizio immateriale: non c'è un depliant o presentazione che possano fartene sperimentare o immaginare i vantaggi...ci si può solo informare sulla preparazione dei docenti e valutare lo strumento rispetto all'obiettivo, questo sì da immaginare...e, ultimo, "but not least" tanta motivazione, altrimenti ci saranno sempre tante obiezioni.
In bocca al lupo,
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Per me ne vale la pena!!
A prescindere da quello che andrai a fare in futuro è un grande percorso di crescita e potrai accrescere le tue abilità comunicative e usarle nei rapporti interpersonali.
Io frequento quello dell'I.F.R.E.P di due anni secondo un approccio integrato e ti posso dire che i docenti sn molto preparati!!!
Valuta tu..
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Originalmente inviato da
rosablu77
Ho già detto che sono una pedagogista e un'educatrice professionale.
Io lavoro sull'autonomia della persona nel qui e ora.
Non faccio diagnosi e non mi interessa come dato.
Non mi sevre per far acquisire delle autonomie alla persona.
Il counselling socioeducativo è una specializzazione in questo.
Spiego meglio con un es. la differenza tra difficoltà momentanea e relativa alla personalità.
Se ad es. una persona sta subendo una separazione può essere che in quel momento non veda tutti gli strumenti di cui dispone per far fronte a ciò.
Il compito del counsellor socioeducativo è quello di aiutarla a riscoprire questi strumenti, a farglieli riconoscere.
la definizione di momentanea è data dal fatto che questa persona prima non ha mai avuto difficoltà nel riconoscere e usare le sue risorse.
Questo lo individui con alcuni strumenti che facendo formazione vai ad usare.
Così come puoi aiutare un insegnante con i suoi alunni.
Sono sempre difficoltà relazionali riferite a distorsioni nell'usare le competenze comunicative, ecco perchè sociali.
Il counselling psicologico è sicuramente destinato a psicologi che fanno però una formazione in questo senso.
Uno psicologo che fa una scuola di specializzazione in psicoterapia e arriva al III anno può intraprendere questa strada.
Nella scuola che frequento essi fanno già psicoterapia al III anno supervisionati. Uno psicologo laureato senza specializzazione è difficile che abbia questi strumenti che si acquisiscono solo specializzandosi nelle diverse scuole di pensiero e che servono appunto per fare terapia.
P.S. Può essere che il termine di counsellor inganni perchè fino a poco tempo fa lo usavano solo gli psicologi anche se poi in Italia non è mai esistita questa definizione e nei paesi anglossassoni il termine viene usato con una diversa accezione.
L'analisi transazionale ad es. fa differenza tra l'uso dell'A.T in educazione, in campo clinico, nel counselling...
Come vedete una stessa teoria della comunicazione può essere usata nei diversi ambiti senza sovrapporsi ma con delle differenze notevoli.
Tenete presente che sono tanti i professionisti che si occupano di relazione d'aiuto e ognuno ha la sua specificità.
Ragazzi, seguo il problema da tempo e dico "problema" dei Counsellor in Italia, da anni. All'estero sono una figura con formazione specifica in luoghi dove serve, in Italia il Counsellor (non psicologo) è solo un "furbo" che vuole a giocare a fare lo psicoterapeuta senza però fare tutta la trafila. Lo so io, lo sanno tutti, lo sanno loro.
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
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Originalmente inviato da
Peterpan1977
Ragazzi, seguo il problema da tempo e dico "problema" dei Counsellor in Italia, da anni. All'estero sono una figura con formazione specifica in luoghi dove serve, in Italia il Counsellor (non psicologo) è solo un "furbo" che vuole a giocare a fare lo psicoterapeuta senza però fare tutta la trafila. Lo so io, lo sanno tutti, lo sanno loro.
Perchè... in Italia non potrebbe essere lo stesso??
Forse non hai letto lo sviluppo del 3d...abbiamo affrontato sia il tema dei c.d. "furbi" che danneggiano sia la professione di Counselor (che i loro clienti), sia lo sviluppo all'estero, che potrebbe essere implementato anche in Italia.
In un intervento (anzi più di uno) il sottoscritto, diplomato Counselor, formatosi all'estero e laureando in Psicologia, aveva posto anche il problema dei neo-laureati in Psicologia, debuttanti-Counselor negli Sportelli di ascolto o altrove, senza nessuna formazione aggiuntiva alla Laurea (neppure un Corso di Ascolto attivo)...lo so io, forse non lo sanno tutti e, soprattutto, lo sa chi capita nelle loro mani, sorta di cliente-cavia o "paziente"-cavia.
Ma...potremmo far finta che esistano Counselor-non psicologi...è una scelta anche questa!
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IT_Modeler
Perchè... in Italia non potrebbe essere lo stesso??
Forse non hai letto lo sviluppo del 3d...abbiamo affrontato sia il tema dei c.d. "furbi" che danneggiano sia la professione di Counselor (che i loro clienti), sia lo sviluppo all'estero, che potrebbe essere implementato anche in Italia.
In un intervento (anzi più di uno) il sottoscritto, diplomato Counselor, formatosi all'estero e laureando in Psicologia, aveva posto anche il problema dei neo-laureati in Psicologia, debuttanti-Counselor negli Sportelli di ascolto o altrove, senza nessuna formazione aggiuntiva alla Laurea (neppure un Corso di Ascolto attivo)...lo so io, forse non lo sanno tutti e, soprattutto, lo sa chi capita nelle loro mani, sorta di cliente-cavia o "paziente"-cavia.
Ma...potremmo far finta che esistano Counselor-non psicologi...è una scelta anche questa!
Se andiamo nello specifico di chi non è in grado di sostenere un colloquio andiamo in un altro discorso. Potrei allora essere più capace di fare un appendicite del mio medico, ma non sono laureato in medicina e quindi stop. In Italia lo psicologo è un dottore abilitato a fare anche sportello di ascolto è questo è il dato e il counselor non è una professione. Anche un medico all’inizio può fare errori, è parte integrante del suo percorso formativo, perché è dottore e abilitato a farlo.
Siamo in Italia, se non abbiamo rispetto per questo allora non possiamo neanche continuare un discorso,servono assunti di base da dove si deve partire. Non è corretto andare nel dettaglio e parlare di incapacità di altrui collega. Il nostro codice lo esprime chiaramente.
Ci può essere un counselor più bravo di uno psicologo? Certamente che si, ma allora anche l’estetista della mia ragazza può essere più brava nei massaggi della mia fisioterapista ma con questo discorso non se ne esce. E’ un bel modo per cavarsela, è molto un pensiero all’italiana.
Ho tutto il rispetto della tua formazione fatta all'estero, a maggior ragione avrai colto la differenza del piano formativo dei counselor italiani. Il mio è chiaramente uno sfogo che parte dalla realtà che osservo. Dove vivo è pieno di counselor che derivano dalle più strane formazioni che aprono studi e che poi alla fine fanno terapia. non prendiamoci in giro. Probabilmente hai un etica elevata e non fai di queste cose ma negare l'evidenza non porta a un discorso costruttivo. Anche tra gli psicologi ci sono delle persone poco corrette, ma quando succede c'è la radiazione. E vi assicuro che succede più spesso di quello che si pensa, ma certo non va sul giornale. Se un counselor fa come gli pare non succede niente perché non è una professione riconosciuta come non sono riconosciti gli albi autocostitui del counselor
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forgotten_tear
Io non so se iscrivermi o no a un corso per Counselor, di 3 anni...sicuramente ne trarrò giovamento ma ne vale la pena???sono laureata 3+2 in psicologia e lavoro in un ambito che mi soddisfa professionalmente e personalmente..
Se sei laureta in psicologia con il 3+2 e poi ti iscrivi al corso di counsellor e come se un medico finita la scuola si iscrive a scienze infermieristiche. Vedi tu? ragazzi svegliaaaaaaaaaaa ma che vi dicono all'università?
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Peterpan1977
In Italia lo psicologo è un dottore abilitato a fare anche sportello di ascolto è questo è il dato e il counselor non è una professione.
E' presunzione pensare che solo lo psicologo possa fare sportello d'ascolto....
Sportello d'ascolto di cosa???
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Peterpan1977
Ci può essere un counselor più bravo di uno psicologo?
Bisogna intendersi, lo psicologo fa delle cose, lo psicoterapeuta altre, lo psicologo pure, il pedagogista altre ancora....
Non sono sullo stesso piano.
Ci possono essere psicologi e counsellor competenti o incompetenti ma le loro funzioni restano su un piano distinto e separato!!!
Dov'è il problema nell'accettare che il counsellor faccia una cosa diversa???
Se poi ritenete che sia la stessa che fanno gli psicologi.. bene, avete un albo denunciate, se avete prove certe..
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Peterpan1977
Non è corretto andare nel dettaglio e parlare di incapacità di altrui collega. Il nostro codice lo esprime chiaramente.
Anche il codice deontologico dei counsellor lo vieta (anche se tra le professioni non contraddistinte da albo).
L'etica lo vieta anche nella mia professione di pedagogista..
Ma non nascondiamoci dietro a un albo che tutto permette e tutto lede...
In Italia non è possibile aprire nuovi albi solo perchè si va contro la normativa europea..Gli psicologi quindi non si facciano forti di questo perchè sono tante le professioni che non ce l'hanno e non per questo godono di meno stima e rispetto....
Tutto questo mi da l'idea che a volte si parla senza neppure essersi accertati di cosa fa l'altro...
Chi sostiene che solo gli psicologi possano fare counselling..mi spiega cosa intende con questo termine?? L'albo lo spiega???
Vorrei conoscere la differenza tra counselling psicologico e consulenza psicologica...
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rosablu77
E' presunzione pensare che solo lo psicologo possa fare sportello d'ascolto....
Sportello d'ascolto di cosa???
Bisogna intendersi, lo psicologo fa delle cose, lo psicoterapeuta altre, lo psicologo pure, il pedagogista altre ancora....
Non sono sullo stesso piano.
Ci possono essere psicologi e counsellor competenti o incompetenti ma le loro funzioni restano su un piano distinto e separato!!!
Dov'è il problema nell'accettare che il counsellor faccia una cosa diversa???
Se poi ritenete che sia la stessa che fanno gli psicologi.. bene, avete un albo denunciate, se avete prove certe..
Anche il codice deontologico dei counsellor lo vieta (anche se tra le professioni non contraddistinte da albo).
L'etica lo vieta anche nella mia professione di pedagogista..
Ma non nascondiamoci dietro a un albo che tutto permette e tutto lede...
In Italia non è possibile aprire nuovi albi solo perchè si va contro la normativa europea..Gli psicologi quindi non si facciano forti di questo perchè sono tante le professioni che non ce l'hanno e non per questo godono di meno stima e rispetto....
Tutto questo mi da l'idea che a volte si parla senza neppure essersi accertati di cosa fa l'altro...
Chi sostiene che solo gli psicologi possano fare counselling..mi spiega cosa intende con questo termine?? L'albo lo spiega???
Vorrei conoscere la differenza tra counselling psicologico e consulenza psicologica...
questo è un sito di psicologia, nato anni fa per studenti di psicologia, il fatto che sia pieno di counselor non ci da già la dimostrazione dello sconfinamento? Non devo spiegare oltre, è come se un medico dovesse spiegare al suo idraulico il perchè quest'ultimo non può prescrivere farmaci. Io scrivo qui per cercare di spiegare hai giovani colleghi che non devono cadere nella trappola della formazione selvaggia, fatta solo per spillare soldi a giovani chiaramente confusi.
Anche voi counselor siete in questa trappola, state attenti ragazzi. Le stesse scuole di specializzazione campano anche su di voi. Il nostro è un mercato già saturo senza bisogno di counselor, gli unici che ci guadagneranno sono i formatori su tutti noi.
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Rosablu concordo con quello che dici...ma sai qual'è il problema?che si confonde la materia PSICOLOGIA con la professione dello psicologo!Molte professioni si "servoino della psicologia" poichè il rapporto con l'utente lo richiede ma non per questo fanno gli psicologi!Qui mi sembra si voglia sostenere implicitamente che gli psicologi siano gli unici detentori della materia psi....è come se io non potessi studiare l'economia o l'organizzazione aziendale perchè sarei considerato un economista...è assurdo!
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Rosablu concordo con quello che dici...ma sai qual'è il problema?che si confonde la materia PSICOLOGIA con la professione dello psicologo!Molte professioni si "servoino della psicologia" poichè il rapporto con l'utente lo richiede ma non per questo fanno gli psicologi!Qui mi sembra si voglia sostenere implicitamente che gli psicologi siano gli unici detentori della materia psi....è come se io non potessi studiare l'economia o l'organizzazione aziendale perchè sarei considerato un economista...è assurdo!
Veramente qui si sta parlando di PROFESSIONE, non di studio o interesse per la materia, tu puoi studiare quello che ti pare, ma non puoi fare quello che ti pare, prova a studiare economia e a esercitare la professione inesistente di counsellor contabile, prova a studiare giurisprudenza e a esercitare la professione inesistente di counsellor legale, e vediamo che ti fanno i commercialisti e i legali...
Ossequi,
ikaro
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ikaro78
Veramente qui si sta parlando di PROFESSIONE, non di studio o interesse per la materia, tu puoi studiare quello che ti pare, ma non puoi fare quello che ti pare, prova a studiare economia e a esercitare la professione inesistente di counsellor contabile, prova a studiare giurisprudenza e a esercitare la professione inesistente di counsellor legale, e vediamo che ti fanno i commercialisti e i legali...
Ossequi,
ikaro
Grande ikaro, stavo per scrivere la stessa cosa ma mi hai fregato sul tempo. Esempio calzante. Non c'è niente da aggiungere.
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qui non si sta parlando di studio ma di "servirsi della psicologia" nell'ambito del proprio lavoro che può...anzi per la maggior parte DEVE richiederlo.....
Il fatto che ciò non sta bene agli psicologi denota una debolezza di fondo della materia, considerata tale in primis proprio dagli psicologi che si vedono "portare il lavoro" in un batter d'occhio come se fosse la cosa più semplice del mondo!
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qui non si sta parlando di studio ma di "servirsi della psicologia" nell'ambito del proprio lavoro che può...anzi per la maggior parte DEVE richiederlo.....
Il fatto che ciò non sta bene agli psicologi denota una debolezza di fondo della materia, considerata tale in primis proprio dagli psicologi che si vedono "portare il lavoro" in un batter d'occhio come se fosse la cosa più semplice del mondo!
Sì, ma ancora non si capisce quale sia questo lavoro, è questo il problema, e in ogni caso cosa vuol dire "servirsi della psicologia"? Applicarla?
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vedi....Ikaro non c'è una professione in particolare ma tutte quelle che trattano con le persone e non con gli oggetti. Beh questi professionisti DEVONO studiare psicologia per entrare ad es. in rapporto empatico con gli utenti...gestire il disagio...offrire sostegno.....capire la "reale" domanda....non fermarsi alle cose superficiali......ognuno utilizza la psicologia per i suoi "fini"professionali! E' questo il punto!
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Zuccherina
vedi....Ikaro non c'è una professione in particolare ma tutte quelle che trattano con le persone e non con gli oggetti. Beh questi professionisti DEVONO studiare psicologia per entrare ad es. in rapporto empatico con gli utenti...gestire il disagio...offrire sostegno.....capire la "reale" domanda....non fermarsi alle cose superficiali......ognuno utilizza la psicologia per i suoi "fini"professionali! E' questo il punto!
zuccherina, non stiamo parlando di un manager che studia psicologia per essere più competitivo sul lavoro. Parliamo di una professione "bruttacopia dello psicologo" e per favore facciamo degli interventi più costruttivi. dire:" Il fatto che ciò non sta bene agli psicologi denota una debolezza di fondo della materia, considerata tale in primis proprio dagli psicologi che si vedono "portare il lavoro" in un batter d'occhio come se fosse la cosa più semplice del mondo! " la nostra è una materia facilmente "rubabile" anche i fisioterapisti fanno guerre contro massaggiatori sportivi ed estetiste. Provate a fere counselor notarile e vedrete quanto tempo ci vuole all’albo dei notai per bloccarvi(mezza giornata massimo). Gli ordini degli psicologi sono deboli e con le mani in pasta nella formazione dei counselor. tutto qui.
Per “giocare” a fare lo psicologo basta iscriversi alla facoltà fare i 5 anni e poi 4 per la specializzazione. Basta con le scorciatoie. Proprio italian style
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Scusa con "professioni brutta copia dello psicologo" a cosa ti riferisci?
Qua nessuno vuole fare lo psicologo.....altrimenti avrebbero scelto psicologia che dura 5 anni come tutte le altre facoltà............
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vedi....Ikaro non c'è una professione in particolare ma tutte quelle che trattano con le persone e non con gli oggetti. Beh questi professionisti DEVONO studiare psicologia per entrare ad es. in rapporto empatico con gli utenti...gestire il disagio...offrire sostegno.....capire la "reale" domanda....non fermarsi alle cose superficiali......ognuno utilizza la psicologia per i suoi "fini"professionali! E' questo il punto!
Sì, ma un conto è la formazione professionale dell’operatore (necessariamente interdisciplinare ed anche psicologica), un conto è la sua applicazione su una richiesta dell’utente, anche una parrucchiera potrebbe essere empatica e offrire sostegno, ma non è lì per gestire il disagio, non è così che si presenta, il counsellor che avete in mente voi è lì per “gestire un malessere”, risponde a una richiesta di aiuto, io credo che questa sia un’operazione che richiede una formazione clinica, particolarmente se avviene all'interno di un setting privato di consultazione, ed ho cercato di spiegarne i motivi negli interventi precedenti…
Saluti,
ikaro
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Originalmente inviato da
ikaro78
Sì, ma un conto è la formazione professionale dell’operatore (necessariamente interdisciplinare ed anche psicologica), un conto è la sua applicazione su una richiesta dell’utente, anche una parrucchiera potrebbe essere empatica e offrire sostegno, ma non è lì per gestire il disagio, non è così che si presenta, il counsellor che avete in mente voi è lì per “gestire un malessere”, risponde a una richiesta di aiuto, io credo che questa sia un’operazione che richiede una formazione clinica se avviene all'interno di un setting privato di consultazione, ed ho cercato di spiegarne i motivi negli interventi precedenti…
Saluti,
ikaro
Riconcordo con ikaro. O non capito niente della vita o non si vuole ammettere il problema. in Italia il counselor è, e ripeto, è formato con una infarinatura mista di psicologia e va a scimmiottare lo psicologo. Ragazzi se si nega l'evidenza è inutile che ne parliamo. Siccome le parole sembrano non entrare farei un esperimento. Ora mi metto a fare consuleor notarile e vediamo entro quanti minuti mi danno fuoco alla macchina e mi arrivano 4 denunce.
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Fintanto che si continua a credere che per intervenire sulla sofferenza basta l'"empatia" (concetto abusatissimo e su cui ci sarebbe bisogno di riflettere a livello teorico e metodologico in maniera approfondita), è chiaro che la fantasia di un aiuto aspecifico rimarrà diffusa. Basta un "poco di empatia e la pillola va giù...", insomma. Ma non è così ed è per questo che si necessità di professionalità con una formazione clinica anzitutto personale, di un determinato tipo.
Saluti
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Fintanto che si continua a credere che per intervenire sulla sofferenza basta l'"empatia" (concetto abusatissimo e su cui ci sarebbe bisogno di riflettere a livello teorico e metodologico in maniera approfondita), è chiaro che la fantasia di un aiuto aspecifico rimarrà diffusa. Basta un "poco di empatia e la pillola va giù...", insomma. Ma non è così ed è per questo che si necessità di professionalità con una formazione clinica anzitutto personale, di un determinato tipo.
Tutta colpa di Mary Poppins!!! :asd: Scherzi a parte, grande Gieko. :approved:
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scusate vi faccio una domanda
oltre a voi(laureati in psicologia)quali sono le professioni "altre" che possono gestire un disagio?ovviamente con ruoli diversi....
se la risposta è NESSUNO oltre a noi....allora spiacente ma davvero non si può continuare a discutere!:mano:
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Dipende da che aspetto del disagio viene considerato, è ovvio che la sola parola "disagio" è troppo generica. Se si considera il disagio psicologico la figura preposta è lo psicoterapeuta, se si considera l'area socio-lavorativa c'è l'assistente sociale e così via. In tutto ciò l'inserimento del counsellor non ho ancora capito dove si possa inserire con una propria specificità. L'usuale risposta ("laddove non c'è patologia conclamata") ho già spiegato perchè per me risulti inadegua ed insufficiente.
Saluti
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premetto che non ammetto che un diplomato in ragioneria faccia un corso di counselling e si metta a fare il counsellor!
Ma un laureato in pedagogia, scienze dell'educazione, servizi sociali, psicologia...etc...può decidere di seguire un corso per migliorare le sue abilità di counseling nell'esercizio della sua professione.....quindi non sarebbero delle persone impreparate ma dei professionisti laureati che hanno già una base alle spalle e vogliono incrementarla.....poi ognuno può fare counselling nella sua materia di competenza!!!