-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Scusami MEMOLEMEMOLE ma come ti viene di essere così "brusca" (tu lo dici, per me è un eufemismo) nel rispondere ad una collega, che prima di tutto è un essere umano", che ti dice di essere a pezzi e di aver anche disturbi psicosomatici a testimonianza di un forte stress? Sinceramente sono io che sono allibita!! Abbiamo studiato psicologia, dovremo sapere che siamo tutti diversi e che non tutti hanno forza, coraggio, etc...altrimenti la nostra figura non avrebbe senso di esistere no? Buon per te che ce l'hai fatta a far tutto da sola, non tutti ce la fanno però e non credo che meritino questa rigidità di giudizio!!! non è facile accettare di vedersi tutte le porte chiuse in faccia, è possibile che una persona non ce la faccia più dopo un pò. E non veniamo a dire che basta l'impegno, che prima o poi il lavoro se c'è la volontà arriva...balle!!! Parla così solo chi è stato fortunato nel trovare sempre lavoro, perchè anche quella è fortuna!! Ognuno parla in virtù delle sue esperienze, se è positivo significa che ha avuto in maggioranza esperienze positive, non credo sia facile rimanere positivi quando le cose ti sono andate spesso male!!oggi purtoppo c'è anche chi non ce la fa pur impegnandosi e a volte ci lascia le penne, basta leggere il giornale o accendere la tv per avere queste tristi notizie oggi...Anche io ho studiato mantendomi, ma per fare il tirocinio ho divuto lasciare tutto e non è facile dopo reinserirsi!! Io ho iniziato a fare la libera professionista presso il mio studio appena abilitata,per cui ora sono 3 anni che lavoro come psicologa...se c'è una cosa che ho imparato è questa: mai parlare in termini così assoluti, mai esprimere giudizi così netti, perchè non sai mai di fronte chiè e cosa ha attraversato nella sua vita. E poi come si dice la vita gira e ciò che di negativo oggi accade agli altri domeni potrebbe accadere a noi, soprattutto in tempi di crisi. Al di là della professione, credo che verso un essere umano che dichiara sofferenza sia sempre necessario il rispetto.E poi in qualunque manuale di psicologia clinica c'èscritto che uno dei crismi di un ascolto veramente empatico è l'assnza di giudizio. La ragazza a cui tu hai così brutalmente risposto dichiara di avere bisogno di un terapeuta...se venisse da te in lacrime che le diresti che sei allibita? Che deve arrangiarsi?? Forse è meglio guardare in faccia la realtà in tutti i suoi aspetti MEMOLEMEMOLE, e la realtà oggi è fatta di milioni di disoccupati, di laureati col massimo dei voti a spasso, di persone che arrivano ad uccidersi perchè non sostengono più il peso della disoccupazione. Simona
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
quoto simona al 100%, anche a me ha lasciato un pò di amarezza il commento di memolememole
il lavoro scarseggia, e sinceramente, a leggere questo thread viene davvero la depressione
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
Koraline
Porto anche io il mio contributo...
Laureata con lode a nemmeno 24 anni in psico del lavoro, dopo un anno e più perso tra tirocinio, esame di stato (anche quello quasi col massimo dei voti), uno stage surreale (dovevo telefonare tipo call center 8 ore al giorno per 200 € al mese) e un paio di corsi brevi, sono a casa a FARE NIENTE da 4 mesi circa.
Sono figlia unica e sopporto ogni giorno le "torture" psicologiche dei miei genitori che non fanno altro che farmi sentire in colpa per aver fatto investire loro tanti soldi in tanti anni (per laurearmi in fretta e bene non sono mai riuscita a mantenermi completamente da sola)... penso che con un piccolissimo sforzo potrebbero, ma si rifiutano di pagarmi altre cose tipo master ecc che secondo me un minimo servirebbero. E' ovvio, come obietteranno in molti, che dovrei pagarmeli io... certo, peccato che per metter via 5-10-15mila € per un master decente fuori sede (nella mia zona non esistono) dovrei iniziare a lavorare adesso e tirare la cinghia per i prossimi 20 anni, e soprattutto peccato che anche l'ultimo negozio visitato l'altro ieri si sia rifiutato di assumermi perchè laureata e perchè "priva di esperienza nella vendita".
Qui si continua a parlare del mondo del lavoro che ci rifiuta ecc, ma nessuno fa cenno al fatto che non tutti hanno la famiglia che ci sostiene, ci appoggia, ci da serenità nel momento di crisi.... a me hanno voltato le spalle, non mi vergogno a dirlo, mica li odio anzi saranno sempre i miei genitori, ma è gente cresciuta negli anni del boom e non è in grado di capire cosa significa laurearsi al giorno d'oggi...
scusate lo sfogo ma sono a pezzi, avrei bisogno - nell'ordine - di un terapeuta, di un dermatologo perchè ho somatizzato il mio malessere con dermatiti devastanti, di un abbonamento in palestra per rimettermi a posto e di una parrucchiera.
Dal fondamentale al frivolo, non ho più un € per pagarmi nulla di tutto ciò....
quando finirà tutto questo??????
Dai adesso vedi tutto nero ma prima o poi qualcosa verrà fuori, anche se forse non lavorerai come psicologa da subito sono sicura che i tuoi quando vedranno che guadagni qualcosa cambieranno atteggiamento.
Cerca di essere forte, non esiste solo il master, fai qualche lavoretto, cerca in una associazione/cooperativa, dai ripetizioni ai ragazzi delle scuole, fa la baby sitter....qualsiasi cosa che ti ritiri su un pò di autostima e che ti dia qualche soldino per curarti di te stessa e sentirti meglio.:yahoo:
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
simo77pisa
Scusami MEMOLEMEMOLE ma come ti viene di essere così "brusca" (tu lo dici, per me è un eufemismo) nel rispondere ad una collega, che prima di tutto è un essere umano", che ti dice di essere a pezzi e di aver anche disturbi psicosomatici a testimonianza di un forte stress?
chiedo ancora scusa se ho urtato qualcuno, ma..davvero mi è sembrato di cattivo gusto "attaccare" i propri genitori solo perchè, non hanno voluto pagare master..oltre la laurea..... non volevo essere cattiva ma...credo che è un tantino presuntuoso, visto che al mondo ci sono persone che, oltre a non potersi pagare i master, corsi e quant'altro faticano davvero per ottenere invece una laurea (o altro..)...ma ripeto..è una mia opinione..magari diversa dalle vostre....e chiedo ancora scusa....ma...è un forum no? ognuno dice la sua...senza (spero) offendere nessuno....(alemno no nc redo di vaerlo fatto!.....):sbonk:
Sinceramente sono io che sono allibita!! Abbiamo studiato psicologia, dovremo sapere che siamo tutti diversi e che non tutti hanno forza, coraggio, etc...altrimenti la nostra figura non avrebbe senso di esistere no?
certo....sono d'accordissimo!:D
Buon per te che ce l'hai fatta a far tutto da sola, non tutti ce la fanno però e non credo che meritino questa rigidità di giudizio!!!
non penso di aver giudicato...ho solo espresso la mkia modestissima (e NOn condivisibile) opinione...e ben inteso..io mi sono laureata da sola, certo..ma oggi non posso pagrmi la specializzazione, master..perchè sappiamo bene quanto costa..ma non mis mebra giusto prendersela con i geniotri..che amio avviso fanno fin troppo....inomma non trovo giusto che si sobbarchino di spese universitarie......:sbonk:
non è facile accettare di vedersi tutte le porte chiuse in faccia, è possibile che una persona non ce la faccia più dopo un pò. E non veniamo a dire che basta l'impegno, che prima o poi il lavoro se c'è la volontà arriva...balle!!! Parla così solo chi è stato fortunato nel trovare sempre lavoro, perchè anche quella è fortuna!!
pienamnete d'accordo...io lavoro da una vita..ho fatto bay sitter, pulizie camere, barista, educatrice.....cameriera..un po' di tutto.......e anche io, se hai lettio i post precedentei...a volte "sclero" e vorrei mandare tutto all'aria perchè i soldi non bastano, gli anni passano, continuano a sfruttarti e a asbatterti al porta in faccia!
Ognuno parla in virtù delle sue esperienze, se è positivo significa che ha avuto in maggioranza esperienze positive, non credo sia facile rimanere positivi quando le cose ti sono andate spesso male!!oggi purtoppo c'è anche chi non ce la fa pur impegnandosi e a volte ci lascia le penne, basta leggere il giornale o accendere la tv per avere queste tristi notizie oggi...Anche io ho studiato mantendomi, ma per fare il tirocinio ho divuto lasciare tutto e non è facile dopo reinserirsi!! Io ho iniziato a fare la libera professionista presso il mio studio appena abilitata,per cui ora sono 3 anni che lavoro come psicologa...se c'è una cosa che ho imparato è questa: mai parlare in termini così assoluti, mai esprimere giudizi così netti, perchè non sai mai di fronte chiè e cosa ha attraversato nella sua vita.
ripeto: non volevo esprimere giuduizi...solo un opinione....ed era un opinione rispetto ai geniotri di questa ragazza...che non perchè hanno soldi devono sentirsi in obbligo di pagrle gli studi fin quando non arriverà il lavoro..perchè, come tu stessa hai detto.....NOn si sa se arriverà MAI!
E poi come si dice la vita gira e ciò che di negativo oggi accade agli altri domeni potrebbe accadere a noi, soprattutto in tempi di crisi.
d'accordo!Al di là della professione, credo che verso un essere umano che dichiara sofferenza sia sempre necessario il rispetto.E poi in qualunque manuale di psicologia clinica c'èscritto che uno dei crismi di un ascolto veramente empatico è l'assnza di giudizio. La ragazza a cui tu hai così brutalmente risposto dichiara di avere bisogno di un terapeuta...se venisse da te in lacrime che le diresti che sei allibita? Che deve arrangiarsi??
scusami....io non credo di aver offeso.....ho solo detto di essere ALLIBITA per la frase detta dei geniotri: NON VOLGHIONO PAGARE!!!!!!!! 8QUESTO MI LASCIA PERPLESSA....:zott:Forse è meglio guardare in faccia la realtà in tutti i suoi aspetti MEMOLEMEMOLE, e la realtà oggi è fatta di milioni di disoccupati, di laureati col massimo dei voti a spasso, di persone che arrivano ad uccidersi perchè non sostengono più il peso della disoccupazione. Simona
PERFETTAMENTE D'ACCORDO....ma credo che davvero o mi sono espressa male io.....oppure ci siamo capite male...
quelloc he volevo "vcontestare " (lasciatemi passare il termine) non è la disperazione di questa ragazza (che è evidente e condivisa da tutte noi..basta leggere anche i miei post precedenti!) ma la singola frase riguardo ai geniotri.....quella mi è smebrata un tantino forte.....:sbonk:
comqune al ilà di tutto..non volevo davevro offendere nessuno!:mano:ELISA
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Beh, a volte un po' di durezza è necessaria con persone che tendono alla lamentosità. E poi bisogna vedere perché alcune persone trovano sempre lavoro e altre mai, magari è come si pongono? Se già uno si presenta con in testa l'idea che non ce la fa.... non ce la fa!
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
BEH..fry...io veramente non volevo esserd ura (anche se rileggendo il post...riconosco di aver esageratoun pochino...)...io volevo solo rispondere a questa frase....che mi ha colpito molto....
Sono figlia unica e sopporto ogni giorno le "torture" psicologiche dei miei genitori che non fanno altro che farmi sentire in colpa per aver fatto investire loro tanti soldi in tanti anni (per laurearmi in fretta e bene non sono mai riuscita a mantenermi completamente da sola)... penso che con un piccolissimo sforzo potrebbero, ma si rifiutano di pagarmi altre cose tipo master ecc che secondo me un minimo servirebbero. E' ovvio, come obietteranno in molti, che dovrei pagarmeli io... certo, peccato che per metter via 5-10-15mila € per un master decente fuori sede (nella mia zona non esistono) dovrei iniziare a lavorare adesso e tirare la cinghia per i prossimi 20 anni,
epoi:
nessuno fa cenno al fatto che non tutti hanno la famiglia che ci sostiene, ci appoggia, ci da serenità nel momento di crisi.... a me hanno voltato le spalle, non mi vergogno a dirlo, mica li odio anzi saranno sempre i miei genitori, ma è gente cresciuta negli anni del boom e non è in grado di capire cosa significa laurearsi al giorno d'oggi
è porprio questo: lei dice che non si fa cenno al fatto che ci sono persone che non hanno la famiglia che li sostiene...ma...non si rende conto (secondo me..ovvio..magari mi sbaglio:............) che lei li ha..li ha avuti...non è voltare le spalle...deidere che a25 anni, si debba cominciare acamminare da soli...alemno a mio avviso è così..............
questo davvero non lo capisco..i gneitori sono nati nel boom economico e quindi non capiscono.....ok.....e per questo devono sostenerci economicamente fino a quando non arrivarà n lavoro serio???? e purtroppo con la crici di oggi...chissà se arriverà...(non è polemica......è una domanda.....rispondetemi...)...vi sembre giusto dire "mi hanno voltato le spalle?"............ "mica li odio"?...per cosa si dovrebbe odiarli???? nonc apisco..................................
ripeto: chiedo scusa a questa ragazza (e achi si è sentito offeso dalle mie parole)...ma davvero sono rimasta male...la situazione è difficile per tutti 8ANCHE PER ME)...mia madre è casalinga (non per scelta), mio padre un semplice dipendente operaio...ho 2 fratelli che lavorano (e che si sono pagati gli studi da soli, fin dove ce l'ahnno fatta....uno dei due ha deciso dimollare per auitare la famiglia......)...sentire queste parole, snetire che i geniotri devono aiutare i figlia astuidare, che fanno torture psicologiche...........mi ha fatto davvero venire rabbiam (non è possibile che questi geniotri per aiutare la figlia babiano fatto sacrifici???? è giustoc he i figli parlino così ai geniotri dopo che loro le hanno concesso e permesso di stuidare tranquillamente per 5 anni???? solo questo mi chiedo......:sbonk:)..insomma..ci sono persone che non riescono ad arrivare afine mese...e ci si arrabbia con i geniotri perchè non VOLGIONO pagare un master???' daevro, ragzze, scusatemi...io (magari nons arò una brava psicologa, magari sarò poco empatica.....nons ta a me giuduicarlo enon in questa sede) ma questa parole mi fanno davvero riflettere!:sbonk:
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Io invece, forse andrò contro corrente, ma quoto gli interventi di memolememole.
Dopotutto, è giusto che a 25 anni una persona cominci anche a guardare nel concreto il mondo del lavoro, anche se non si tratta del lavoro per il quale ha studiato. Dopotutto bisognerà pur campare, no? Inoltre, mai ostinarsi a cercare altro solo per "ripiego" e con la consapevolezza che si tratta di "una soluzione momentanea solo per pagarsi gli studi": in questo caso, a mio avviso, non solo è normale trovarsi male, ma è ancor più normale esser scartati a colloqui e selezioni: nessun datore di lavoro investirebbe mai su una persona sfavata e demotivata che con ogni probabilità se n'andrà alla prima occasione.
L'eventualità di continuare a studiare all'infinito, spendere centinaia di migliaia d'euro in costosi master e costosissime scuole di specializzazione senza avere punte garanzie -anzi, con buone probabilità di ritrovarsi sempre al punto di partenza-, secondo me è una cosa che va valutata attentamente; non è questione di cattiveria o di torture psicologiche, ma anch'io, se fossi genitore, sarei contrario, per i motivi che ho appena detto, a spendere un monte di quattrini -tra l'altro, da me guadagnati durante tutta una vita- a fondo perduto per un qualche cosa che non garantisce nulla.
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Allora, innanzitutto, a parte ringraziare di cuore la ragazza (anzi, più di una mi pare) che immediatamente ha capito la mia rabbia senza giudicarmi, come dovrebbe fare un vero psicologo e senza attaccare dopo aver letto meno di 10 righe di esperienza di una persona :mano:, vorrei solo puntualizzare un concetto.
NON E' VERO che non ho mai lavorato in vita mia, ma come si permette chi mi giudica una "bambocciona" che ESIGE a bacchetta che i genitori le paghino corsi a vita??? :swear:
Anche io ho fatto di tutto, baby sitter, ripetizioni, guardaroba in discoteca (lo so che fa ridere), accompagnamento ad anziani, volantinaggio, promoter.... SOLO CHE NON L'HO FATTO TUTTI I MESI DELL'ANNO!!!! E secondo me anche per questo avevo la media del 30 e hanno pubblicato la mia tesi: so che i voti non vogliono dire nulla, ma lo dico per far capire che ho dedicato tutta me stessa alla psicologia, vivevo da sola fuori sede in un buco di posto che cadeva a pezzi in un quartiere in cui l'unica persona raccomandabile con cui far 4 chiacchiere era agli arresti domiciliari... non stavo in un collegio privato svizzero!!! E chi si è mai lamentato??? :mumble:
Non penso si possa fare una colpa del fatto di aver studiato: io parlo (una meglio, l'altra peggio, ma tutte a livello più che sufficiente) 5 lingue, le ho studiate anche se so che non mi serviranno mai a un accidente, solo per il piacere di arricchirmi culturalmente, sarò stata fortunata come dice qualcuna di voi, non lo so, però mi sono "viziata" con lo studio per anni... e allora?:zott:
In conclusione, spero che qualcuno abbia capito che il mio era uno sfogo dopo mesi di cattiverie gratuite ricevute in famiglia (non tutti ci coccolano, MemoleMemole), e quando ho accennato per es. alla parrucchiera ERA OVVIO che non me ne frega niente, era un esempio per dire che vorrei tanto lavorare, facendo qualsiasi cosa, in modo da avere 2 soldi o per cambiare città o anche solo per poter dire "Toh, oggi vado a cambiare look" o "Toh, oggi vado alla lezione di aerobica" come penso sia umanissimo per una ragazza di 24-25 anni, come lo è per tutte le mie amiche... io non faccio queste cose "frivole" perchè non ho un soldo, e INFINE non penso di presentarmi ai colloqui con un atteggiamento negativo e nichilista, anzi come una tipa piena di energia e pronta a rimboccarsi le maniche. Salvo sentirsi porre, dopo i primi 5 minuti di chiacchierata, la fatidica temuta domanda:
SCUSI.... QUI VEDO CHE LEI E' UNA PSICOLOGA... MI PERDONI L'INDISCREZIONE, MA COME MAI E' QUI E NON E' A FARE LA PSICOLOGA???????
(capitato 4 volte negli ultimi 2 mesi, n.d.a.) :medito:
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Da parte mia, io non volevo attaccare nessuno....ma in tutta sincerità, secondo me c'è una bella differenza tra capire, provare empatia per una persona, e assecondare. Chi esprime pareri contrari non ha alcun interesse nell'ostacolare le tue ambizioni e rovinare i tuoi sogni, ma spesso lo fa a fin di bene e con fatti in mano....già, perchè nella vita non si vive solo di sogni e ambizioni, ma bisogna sapersi guardare intorno a 360 gradi.
In base a quanto ho letto, secondo me i tuoi genitori non ragionano in quel modo per cattiveria, nè tantomeno per farti torture psicologiche, ma evidentemente perchè sanno che andrebbero a spendere un monte di soldi per un qualche cosa che rischia soltanto di essere "una cosa in più", ma in fin dei conti non ripaga affatto della spesa sostenuta. Io non ti conosco e non conosco il tuo tenore di vita, ma ritengo questo punto di vista abbastanza condivisibile
Ma a questo punto mi sorge un dubbio:
a una domanda del tipo:
Citazione:
Originalmente inviato da
Koraline
SCUSI.... QUI VEDO CHE LEI E' UNA PSICOLOGA... MI PERDONI L'INDISCREZIONE, MA COME MAI E' QUI E NON E' A FARE LA PSICOLOGA???????
(capitato 4 volte negli ultimi 2 mesi, n.d.a.) :medito:
quale fu la tua risposta?
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Porca puttana un intera generazione che pompa benzina, serve ai tavoli, o schiavi coi colletti bianchi. La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono. Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo nè uno scopo né un posto, non abbiamo la grande guerra, né la grande depressione. La nostra grande guerra è quella spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita.
Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinti che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rockstar ma non è così e lentamente lo stiamo imparando e ne abbiamo veramente le palle piene.
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
Koraline
vorrei solo puntualizzare un concetto.
NON E' VERO che non ho mai lavorato in vita mia, ma come si permette chi mi giudica una "bambocciona" che ESIGE a bacchetta che i genitori le paghino corsi a vita??? :swear:
Anche io ho fatto di tutto, baby sitter, ripetizioni, guardaroba in discoteca (lo so che fa ridere), accompagnamento ad anziani, volantinaggio, promoter.... SOLO CHE NON L'HO FATTO TUTTI I MESI DELL'ANNO!!!!
E chi si è mai lamentato??? :mumble:
Non penso si possa fare una colpa del fatto di aver studiato: io parlo (una meglio, l'altra peggio, ma tutte a livello più che sufficiente) 5 lingue, le ho studiate anche se so che non mi serviranno mai a un accidente, solo per il piacere di arricchirmi culturalmente, sarò stata fortunata come dice qualcuna di voi, non lo so, però mi sono "viziata" con lo studio per anni... e allora?:zott:
In conclusione, spero che qualcuno abbia capito che il mio era uno sfogo dopo mesi di cattiverie gratuite ricevute in famiglia (non tutti ci coccolano, MemoleMemole), e quando ho accennato per es. alla parrucchiera ERA OVVIO che non me ne frega niente, era un esempio per dire che vorrei tanto lavorare, facendo qualsiasi cosa, in modo da avere 2 soldi o per cambiare città o anche solo per poter dire "Toh, oggi vado a cambiare look" o "Toh, oggi vado alla lezione di aerobica" come penso sia umanissimo per una ragazza di 24-25 anni, come lo è per tutte le mie amiche... io non faccio queste cose "frivole" perchè non ho un soldo, e INFINE non penso di presentarmi ai colloqui con un atteggiamento negativo e nichilista, anzi come una tipa piena di energia e pronta a rimboccarsi le maniche. Salvo sentirsi porre, dopo i primi 5 minuti di chiacchierata, la fatidica temuta domanda:
SCUSI.... QUI VEDO CHE LEI E' UNA PSICOLOGA... MI PERDONI L'INDISCREZIONE, MA COME MAI E' QUI E NON E' A FARE LA PSICOLOGA???????
(capitato 4 volte negli ultimi 2 mesi, n.d.a.) :medito:
scusami ancora ma..io credo di non riscirmi a far capire!:zott:IO NON STO DICENDO che sei una bambocciona, che sei una nulla facente , che è facile trovare lavoro MA che E' strano sentir dire (da una persona che NON è più fortunata di altre..parole tue...) che I SUOI LE HANNO VOLTATO LE SPALLE SOLO PeRCHE' NON VOGLIONO PAGARLE ALTRI STUDI!...a me è questo che fa strano (a mio avviso il compito dei geniotri è quello di guidarci, accompagnarci ma..di aiutarci ad essere autonimi...).....insomma..tu stessa dici che hais empre lavorato, che è difficile la situazione....e allora perchè credi che i tuoi debbano continuare a pagarti gli studi? poitrebbe non essere facile anche per loro (magari per il bene che ti vogliono hanno sempre pagato tutto, senza farti capire che per loro è un sacrificio.....)? e non ho detto che sei viziata..ho solo ribadito che secondo me (ma non tutti possono condividere la mia opinione), proprio per questa difficoltà generale di arrivare a fine mese......davvero trovo strano che qualcuno si lamenti (non ti stavi lamentando???)perchè deve fare altri corsi...e i suoi non vogliono pagare......ho capito che era uno sfogo...ma.,..queste parole mi hanno colpita molto!
e per parlare di cattiverie: ho due genitori che perchè femmina, non volevano che mi iscrivessi all'università (la femmina deve sposarsi e farsi mantenere...:zott:) puoi immaginare come ho trascorso questi anni di università....e come potrai ben capire, in quesat situaizone...studiare e lavorare non è facile.....ad un esame bocciata : "io te l'avevod etto che dovevi stare acasa", se ti rimnadavano un esame "ma chi te lo fa fare??"...e tu, dentro che "scvhiatti...perchè lo vuoi, atutti i costi...pure acosto di lavorare 10 ore al giorno, stuidare dalle 22 in poi e alzarsi la mattina presto per andare al lavoro..............come puoi notare..le coccole acasa mia non sono molto in voga...ma che significa???? quando dico che mi sonoc omunque stati vicini intendo che...aldilà della loro personale esperienza, alla fine (purtroppo solo alla fine) sonos tati contenti per me!
per il resto:..non ho nenache dettoc he sei negativa....(forse era di un altro utente)....e capisco benissimo la tua situazione , perhè, come vedi e come puoi leggere nei vari post precedenti..anche io 8e molte altre) CI TROVIAMO NELLA TUA STESSA IDENTICA SITUAZIONE...................
sono mesi che giro per unos traccio di lavoro decnete (percè ancora ci credo), che evito di andare acena fuori (perchè con il mios tipendio da "tutto fare" non si può), che mis ento dire "è troppo isytruita per fare la commessa, segretaria..."......................:sbonk:
coqmune, a paret tutto..spero di essere stata chiara..io non volevo offendere nessuno, solo quelle farsi (che poi ho riportato e sottolineato) mi ahnno fatto riflettere!:sbonk:
e..si, sono una psicologa..ma come tutti...SONO UMANA.... posso rispondere male, sbagliare, offendre ...e nella mia umiltà..se riconosco..chiedo scusa..come una qualsiasi altra persona!:bacetto:
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Va bene, le tue scuse sono stra accettate, e riguardo all'essere negativa quasi allo scopo di non farsi prendere per un lavoro mi riferivo, come hai capito, ad altri utenti.
Mi spiace che quella frase sui genitori non ti sia andata giù; purtroppo, allo stato attuale delle cose, ancora lo penso e NON MI RIMANGIO NULLA.
Per "voltare le spalle" intendevo la mancanza di fiducia in me, empatia, supporto, il ritrovarmi a vivere con loro dopo 6 anni da sola sentendomi un essere inutile, una palla al piede ogni mattina quando li vedo a colazione e ogni sera quando vado a dormire. Sì, è vero, anche perchè non mi pagheranno mai più niente, embè (io ho messo da parte quasi nulla in questi anni di lavoretti descritti nel post precedente, proprio per le spese che avevo vivendo sola, e perchè - mi spiace non proprio non riesco a sentirmi in colpa - ogni tanto mi sono concessa un weekend con il mio fidanzato, una mostra, uno spettacolo teatrale, una pizza, un cinema, un cambiare il cellulare se il mio era definitivamente morto e cose così, tutto di tasca mia ma niente di straordinario, niente lussi sfrenati!!!).
Non credo, francamente, che per i miei sia stato un sacrificio quotidiano. Non hanno manìe spendaccione tipo non so, vacanze all'estero, macchine nuove, anzi, è gente molto semplice ma che mi ha e si è sempre garantita una vita normale, senza miseria e senza lusso. Il loro rifiuto, spero abbiate capito, va al di là: è che non tollerano una figlia laureata in questa "cosa inutile", perchè non hai fatto economia giurisprudenza architettura medicina??? A questo punto, quanto è giusto che io debba sempre tacere e scusarli? Le cattiverie verbali, a mio avviso, non si giustificano mai, men che meno verso una figlia che all'esterno dipingi come il tuo orgoglio, e che in casa bistratti continuando a dire che ti vergogni di lei e che con i conoscenti sei costretto/a a nascondere lo stato reale delle cose...
Avevo scritto la mia esperienza proprio per sentire la voce di qualcuno che capisse quando dico cosa vuol dire andare avanti senza un soldo e con i familiari che non comprendono, e il tempo passa, non sei più neolaureata e non sei più una ragazzina, eppure non riesci a inserirti nel mondo del lavoro... questo per me è un dolore, che condivido con tutti voi.
Per fabrizio: guarda, la risposta è stata ogni volta molto secca e differente... l'ultima volta mi pare di aver detto "al momento non è mia priorità proseguire su quella strada, ne parliamo tra qualche anno quando avrò modo di capire in cosa desidero specializzarmi" o qualcosa del genere (ero in un'agenzia per il lavoro, se non erro, n.d.a.):skunk:
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Psicologia è un settore difficilmente spendibile nel mondo del lavoro, e questo penso vu lo sappiate; ma è giusto ricordare che, al giorno d'oggi e specialmente in periodo di crisi, le lauree che garantiscono un immediato accesso nel mondo del lavoro sono poche. Mai pensare: laurea+specializzazioni+master=lavoro , e no laurea/no master=no lavoro.
Come già detto, arriva il momento in cui i titoli contano il giusto ed entrano in gioco altri fattori, che fanno parte di ognuno di noi e non s'imparano di certo sui libri: predisposizione, motivazione, intraprendenza, spirito d'iniziativa e, perchè no, anche la fortuna.
E' normale che un esaminatore, se sente dire: "Non è mia priorità...." o "quando avrò modo di capire....", non si senta troppo propenso ad assumere un candidato o addirittura lo ritenga privo della giusta motivazione.
Ma a questo punto mi sorge un dubbio: visto che, come dici te, tu ti ritrovi senza un soldo, senza un lavoro e con l'impossibilità a mantenerti al cento per cento, e suppongo tu desideri renderti indipendente, costruire qualche cosa di tuo e fare una vita dignitosa, la domanda sorge spontanea: sei proprio sicura che tutto questo faccia per te, e che il tuo intento sia di proseguire per questa strada? Sei sicura ti meriti spendere tant'altri soldi -o farli spendere alla tua famiglia- per un qualche cosa che, sì, può essere utile, ma in fin dei conti non ti garantisce nulla?
Va bene non arrendersi agli insuccessi e provare a raggiungere i propri obiettivi, però bisogna anche guardare la realtà dei fatti e, se necessario, osservare le cose sotto altri punti di vista.
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Andrò off topic ma credo in un mondo di merda come questo è da egoisti mettere al mondo un figlio senza potersi permettere di pagargli poi un'istruzione.
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Beh, dipende icche s'intende per istruzione: un conto è la scuola dell'obbligo con l'università, e un conto è il master, la scuola di specializzazione ecc....
La differenza economica non è indifferente, ed è normale che i genitori, dopo aver speso centinaia d'€ tra tasse, libri e quant'altro, non siano contenti di dover spendere ulteriormente e a fondo perduto...
E' brutto dirlo, ma secondo me, se a una cert'età ci si rende conto d'aver studiato e d'essersi sacrificati per un qualche cosa che tutto sommato non ha dato nulla di concreto, è bene valutare l'ipotesi di percorrere anche altre strade, e non solo come ripiego.
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Koraline, il tui i messaggi mi hanno suscitato emozioni contrastanti e mi è dispiaciuto leggere la disperazione di una collega.
Devo dire però che Memole e Fabrighiglie hanno ragione quando ti spronano.
Hanno ragione i tuoi genitori a dirti che il master non serve a nulla. Mi spiego. Serve, ma ora per te non è prioritario da quel che leggo. Ritornare a studiare ti permetterebbe di allontanarti dal problema occupazione, ma non lo risolverebbe e ti illuderebbe che con un nuovo titolo la tua vita cambierà. Non è così. Non ti incaponire sulla psicologia, a volte lasciare il freno ti permette di ripartire con più grinta.
Non sentirti umiliata perchè fai un lavoro diverso dalla laurea, dillo chiaramente ai tuoi aspiranti capi: cerco per pagarmi la scuola di specializzazione/ master.
Se far la commessa non ti piace, cerca qualcosa di impiegatizio, più vicino a te e chissà che non ti potresti introdurre in un campo inaspettato.
Renderti autonoma ti darà un pò di respiro e ti aprirà gli orizzonti. A 24 anni si è giovanissime, sperimenta e sii fiduciosa: il destino ha sempre qualcosa di bello per tutti.
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Parole sante, tranne che per una cosa: a un ipotetico colloquio di lavoro, io non direi mai: "Mi presento per questo posto per pagarmi la scuola di specializzazione". Io son conducente di autobus di linea e non selezionatore del personale, però secondo me quello è un modo palese per ammettere che si tratta soltanto di una mansione di ripiego che verrà immediatamente abbandonata una volta raggiunto il proprio scopo.
Oppure, a pensar male e a esser stronzi, si potrebbe anche dire che una persona, in quel modo, "s'abbassa" a presentarsi per un certo tipo di lavoro perchè "soltanto coi soldi potrà fare di meglio".
Se io fossi esaminatore, oppure datore di lavoro, e te tu mi dicessi in quel modo, io ti rimanderei subito a casa, in quanto per il mio posto ho bisogno soltanto di persone motivate e non di gente che nemmen è arrivata, e già pensa ad altro.
Ovviamente questo è un punto di vista personale, e come tale, chiaramente discutibile, però a mio avviso è anche uno dei motivi per i quali tante di voi si trovano a essere scartate a colloqui per lavori extra-studio "perchè laureate".
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
Koraline
Va bene, le tue scuse sono stra accettate, e riguardo all'essere negativa quasi allo scopo di non farsi prendere per un lavoro mi riferivo, come hai capito, ad altri utenti.
ciao koraline, cosa ti piacerebbe fare?
:Ops:
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Koraline.... meno male:sbonk:a forza di spiegarmi, stavo quasi demordendo..... volevo solo far capire il mio punto di vista!:sbonk:
a parte tutto, credo che sia difficile per tutti perseguire una strada difficile come quella dellostudio (e non solo psicologia)...per quello, mi sento di consilgiare (CONSIGLIARE, NON ORDINARE!):sbonk: a chiunque di studiare parallelamente ad un lavoro.....lavoro che porta soldi! lavoroc he ci permette a 30 anni di andare fuori la sera, di andarcene er un week end fuori, di acquistare un abito senza necessariamente snetirci in colpa!:argh:
certo, capisco la difficoltà di fare colloqui per un lavoro diverso (NOn ripiego, semplicemente diverso dalla psicologia...) ma....bisogna provarci!
ieri, ad esempio ho fatto un colloquio per u associazione.....speravo fosse la volta buona..ma...sono uscita da quel luogo, più demoralizzata di prima: troppo fromata, dicevano! bene....ho alle spalle un lavorod a baby sitter, educatrice al nido, educatrice con una bimba autistica, un lavoretto da psicologa (ma solo per un anno!), un alvoro da cameriera, barista.............però.............PER FARE QULALSIASI ALTRA COSA...SONO TROPPO FORMATA!
ok, chi vuole venire con me a fare le pulizie?:zott:probabilmente, per questo tipo di lavor, non chiedono un cv!:zott:e badate bene, prendono, alemno qui, 9 -10 euro l'ora!...e io attualemnte ne sto prendendo...quasi 5!:swear:
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Tranquille ...c'è gente che anche con la qualifa osa o oss è a spasso!!Sono tt scuse è il sistema che nn va!!Nn vale la pena comprare anche quello..nn credo dia maggiore qualifica!!Ciao a tt!!
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
che depressione...insomma Memole ora che lavoro fai?ho notato che ne hai fatti tanti,io invece in 28 anni ho solo studiato ed ora sono abilitata e continuo a studiare (mi sono iscritta a scienze della formaz.primaria),non sono mai entrata nel modo del lavoro,solo che ovunque mando il cv nessuno chiama!!pensavo se mi volessi aprire uno studio privato,quale sarebbe il settore in cui si lavorerebbe di più?però senza fare la scuola di psicoterapia ma un corso..
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
Blooby gosh
Koraline, il tui i messaggi mi hanno suscitato emozioni contrastanti e mi è dispiaciuto leggere la disperazione di una collega.
Devo dire però che Memole e Fabrighiglie hanno ragione quando ti spronano.
Hanno ragione i tuoi genitori a dirti che il master non serve a nulla. Mi spiego. Serve, ma ora per te non è prioritario da quel che leggo. Ritornare a studiare ti permetterebbe di allontanarti dal problema occupazione, ma non lo risolverebbe e ti illuderebbe che con un nuovo titolo la tua vita cambierà. Non è così. Non ti incaponire sulla psicologia, a volte lasciare il freno ti permette di ripartire con più grinta.
Non sentirti umiliata perchè fai un lavoro diverso dalla laurea, dillo chiaramente ai tuoi aspiranti capi: cerco per pagarmi la scuola di specializzazione/ master.
Se far la commessa non ti piace, cerca qualcosa di impiegatizio, più vicino a te e chissà che non ti potresti introdurre in un campo inaspettato.
Renderti autonoma ti darà un pò di respiro e ti aprirà gli orizzonti. A 24 anni si è giovanissime, sperimenta e sii fiduciosa: il destino ha sempre qualcosa di bello per tutti.
Sì guarda,
alla fin fine lungi da me continuare a intestardirmi sulla mera psicologia del lavoro... è un periodo troppo difficile, sia a livello personale, sia a livello generale - economico nel nostro Paese.
Non credo, come da giorni va paventando Fabrighighlie, "di non esserci portata", per carità: lavorare nella selezione, fare colloqui con ragazzi disorientati e in cerca di occupazione, anche se solo per 6 mesi, è stata l'esperienza più gratificante della mia vita (anche se a volte era davvero dura scartare alcuni soggetti, a cui ti ritrovavi alla sera a ripensare con una stretta al cuore perchè ti avevano fatto, sotto sotto, una tenerezza infinita). Però gli dò ragione quando anche lui porta avanti l'idea che al giorno d'oggi, se veramente si vuole l'indipendenza, ci si deve adattare a fare di tutto.
E' chiaro che, dopo anni di lavoretti fatti solo per pagarsi le spese accessorie degli anni dell'uni (ripeto ancora una volta, aiutata abbastanza solidamente dai miei genitori fino a pochi mesi fa), uno vorrebbe un attimino fare qualcosa di un po' più stabile, non necessariamente la psicologa, ma qui oltre i 6 mesi chiedere uno stage o un contratto sembra irreale!
Mi darò ancora da fare come ho sempre fatto, ho delle lacune (es. non so quasi nulla di amministrazione) che cercherò di colmare:skunk:, e pazienza se ancora c'è chi non capisce... coi sogni non si campa, ma penso che il 99% di noi quando a 19 anni si è buttato nella psicologia, almeno un po' ci sperava davvero.... non dite di no!!!! :yahoo:
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
La stabilità non fa parte del nuovo millennio, forse è un'inutile chimera...
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
A mio avviso, non è questione di sogni e speranze.
Spesso l'università, a 19 anni, la si sceglie più in base alla simpatia e alla dimestichezza verso certi argomenti che in base alle reali prospettive lavorative nell'ambito. Uno studente che al liceo aveva voti alti nelle discipline umanistiche e 2 a matematica, fisica e chimica, chiaramente non s'andrà mai a iscrivere a una facoltà con l'80% degli esami concentrato su queste ultime materie, anche se probabilmente sa che nella società i chimici sono senza dubbio meno diffusi e più ricercati dei filosofi.
Però, se s'arriva a una cert'età e consapevoli di questo ci si rende conto, dopo tanti sacrifici, che nonostante tutto non ci s'ha nulla in mano, mentre il tempo passa inesorabile e subentra la voglia e la necessità di costruire finalmente qualche cosa di concreto, secondo me bisogna smettere di pensare solo a sogni e ambizioni e fermarsi un attimo a riflettere. Del resto, come si dice a Oxford, chi visse sperando morì cacando.
Premesso che i soldi non crescono sugli alberi, e che è facile spenderli con chissà quali speranze ma non è altrettanto facile e sbrigativo riguadagnarne almeno una parte, io conosco tanta gente che si sente frustrata o fallita perchè non ha fatto il lavoro per il quale ha studiato, e per tentare di poter dire il contrario è disposta a farsi sfruttare con volontariato, tirocini, servizio civile e altri incarichi con retribuzioni da fame, irrispettose per chi ha speso tanto pur di studiare, ma soprattutto per chi tutti i giorni si guadagna il pane col sudore della fronte....il problema secondo me è proprio questo, inutile girarci intorno, far finta di nulla o pensare: "Però è una bellissima esperienza formativa" : fino a quando ci sarà chi continua a ragionare in questo modo, sarà sempre peggio....
@Koraline: ti voglio fare una domanda. Visto che te hai lavorato nelle risorse umane e nelle selezioni del personale, prova per un attimo a non pensare alla tua situazione -in quanto un professionista del vostro settore dev'essere innanzitutto al di sopra delle parti e farsi coinvolgere il meno possibile dalle questioni personali-, ma immagina di dover scegliere uno tra 2 candidati per un posto di lavoro, mettiamo come conducente di autobus di linea.
Per ricoprire questo posto è necessario possedere dei titoli specifici -patente D o DE e CQC per il trasporto di persone-....ma poichè c'è già stata una prima fase di selezione, i candidati al colloquio sono tutti in possesso di questi fondamentali requisiti.
Ti vien richiesto di dover scegliere una tra 2 persone, delle quali la prima si presenta con l'aria intellettuale, un curriculum farcito di laurea triennale e laurea specialistica in una determinata materia -assolutamente superflua in quest'ambito- e dice di volersi candidare per il posto in questione per poter ottenere i soldi necessari a pagarsi il master.
La seconda persona, invece, ha l'aria del semplice ragazzo di provincia, con un curriculum avaro di titoli e limitato al minimo indispensabile, dichiara d'essersi presentato in quanto vorrebbe ricoprire un ruolo di alta responsabilità a costante contatto col pubblico, e ti fa capire di essere veramente motivato.
Su chi ricadrebbe la tua scelta?
@fry: la stabilità non è una chimera: basta soltanto essere concreti, guardarsi intorno e saperla cercare per bene. Senza offesa, ma forse sarebbe più giusto dire: in quest'ambito, la stabilità è una chimera.
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
fabrighiglie
@fry: la stabilità non è una chimera: basta soltanto essere concreti, guardarsi intorno e saperla cercare per bene. Senza offesa, ma forse sarebbe più giusto dire: in quest'ambito, la stabilità è una chimera.
No, non solo in quest'ambito... in molti ambiti, dal commesso al Supermercato, al settore amministrativo, passando dai geografi (3 esempi pratici di mia conoscenza). A tutti vengono offerti contratti a tempo determinato. L'indeterminato è una chimera. Ergo anche la stabilità è una chimera!
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
fabrighiglie
Parole sante, tranne che per una cosa: a un ipotetico colloquio di lavoro, io non direi mai: "Mi presento per questo posto per pagarmi la scuola di specializzazione". Io son conducente di autobus di linea e non selezionatore del personale, però secondo me quello è un modo palese per ammettere che si tratta soltanto di una mansione di ripiego che verrà immediatamente abbandonata una volta raggiunto il proprio scopo.
Oppure, a pensar male e a esser stronzi, si potrebbe anche dire che una persona, in quel modo, "s'abbassa" a presentarsi per un certo tipo di lavoro perchè "soltanto coi soldi potrà fare di meglio".
Se io fossi esaminatore, oppure datore di lavoro, e te tu mi dicessi in quel modo, io ti rimanderei subito a casa, in quanto per il mio posto ho bisogno soltanto di persone motivate e non di gente che nemmen è arrivata, e già pensa ad altro.
Ovviamente questo è un punto di vista personale, e come tale, chiaramente discutibile, però a mio avviso è anche uno dei motivi per i quali tante di voi si trovano a essere scartate a colloqui per lavori extra-studio "perchè laureate".
Sono d'accordo con te.
Posso farti una domanda? tu cosa risponderesti ad un colloquio se ti chiedessero perchè vuoi quel lavoro dal momento che hai studiato psicologia e hai fatto tutto un altro percorso?
Per come la vedo io, qualsiasi risposta fa capire (anche implicitamente) che vuoi quel lavoro solo ed esclusivamente x soldi (che poi in seguito possa anche piacerti è una cosa diversa......). Io ad esempio mi ero proposta x un lavoro (diverso dalla psicologia) che mi sarebbe piaciuto fare. Ma come farlo capire al tuo selezionatore nel momento in cui vede che sei laureta in psicologia e che quel lavoro non "ci azzecca" niente con la materia?
Penserà di sicuro che prima o poi se trovi qualcosa di attinente al tuo ambito lascerai il posto.
Inoltre penso che facciano anche un'altra considerazione: se ti presenti ad esempio x un posto impiegatizio (ovviamente avendo laurea in psicologia non puoi fare lavori che richiedano lauree o titoli differenti!:asd: ) oltre al fatto che è un lavoro non attinente alla psicologia, hanno di fronte una persona laureata che potrebbe aspirare a qlc in più (in termini di stipendio, responsabilità, mansioni svolte) che magari quel lavoro non offre.
Non siete d'accordo?
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Forse ho fatto un paragone esagerato, in quanto la posizione da me citata e ricoperta richiede titoli e competenze specifiche, e uno che prende una patente superiore e un'abilitazione professionale non lo fa di certo per pagarsi il master in psicologia, dal momento che questo settore offre stipendi abbastanza buoni, garanzie economiche e posizioni sicure. M'è venuto di fare quest'esempio perchè si tratta di un ambito che io conosco, in quanto lavoro come conducente di linea -e non m'è mai interessato fare lo psicologo- e, a suo tempo, anch'io fui "selezionato".
Quando andai a fare il concorso, comunque, mi presentai con un curriculum schematico e condito del minimo indispensabile e non feci il benchè minimo accenno a particolari non necessari in quel contesto.
Ho scelto questo lavoro perchè a mio avviso è un lavoro di elevata responsabilità che permette dinamicità, costante contatto col pubblico e una posizione sicura..
Però, fossi stato nei panni dell'esaminatore, avrei rimandato a casa almeno la metà dei candidati, in quanto si capiva lontano un chilometro che pochi erano realmente interessati a imparare questo mestiere e la maggior parte si presentava unicamente per il posto fisso.
Comunque, al di là di tutto e della posizione per la quale ci si presenta, a mio avviso è bene dare più spazio a eventuali precedenti esperienze lavorative, anche a nero, che non ai titoli posseduti: nel 90% dei casi, una persona che è già entrata in qualche maniera nel mondo del lavoro è preferibile rispetto a uno che ha il massimo dei voti e decine di titoli ma non ha mai lavorato.
Per il resto, secondo me bisogna anche saper improvvisare e avere un po' di inventiva. Non dico di mentire, per carità di dio, però in certi casi, se una cosa non è richiesta, è meglio evitare di parlarne.
Senza dubbio c'è differenza tra limitarsi a citare la laurea unicamente come titolo di studio posseduto, e presentarsi come "dottore magistrale in scienze e tecniche ecc ecc, con tesi sostenuta nell'anno accademico tal dei tali col prof pinco pallino, dal titolo " 'mportanasega"....ma questo penso vu lo sappiate. Eppure, a leggere il 70% dei curriculum delle persone che conosco, beh, non mi sorprende che a tanti non gli riesca trovare lavoro.
Io non voglio giudicare, nè insegnare nulla a nessuno...anche perchè certe cose sono di competenza di voi psicologi e non di un conducente di autobus come me...però, a mio avviso, questo è uno dei tanti aspetti che dimostra che nella vita i titoli non sono tutto.
@fry: il contratto a tempo indeterminato non è una chimera. Però spesso, per ottenerlo, bisogna prima passare da quello a tempo determinato.
Il mito della persona laureata che punta solo a posti di lavoro da manager con auto personale e stipendio faraonico, esiste solo nei film. Ormai la laurea è talmente inflazionata, e i laureati talmente sfruttati e sottopagati, che come titolo vale sempre di meno.
In ogni caso, anche il grande ragionier Fantozzi, se paragonato alle nuove generazioni di neolaureati, non se la passava poi troppo male....
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Per Fabrighiglie:
Ma allora, parlandoci chiaro, cosa rispondo la prossima volta che mi chiedono cosa ci faccio lì??? Almeno prestami un briciolo della tua saggezza, e magari la prossima volta mi andrà meglio... perchè è evidente che da qualche parte sbaglio!!!
PS: non sai davvero quanti ne scartai a malincuore,,,, ricordo un laureato con lode in entomologia (!), preparato in una maniera imbarazzate a livello culturale, che voleva fare il capo magazziniere per una catena di bricolage... perchè in Italia non esistono laboratori adatti alla sua specializzazione,,, al suo posto, prendemmo una ragazza molto motivata ad andarsene da casa perchè piena di problemi in famiglia, con un solo diploma di scuola superiore col minimo dei voti e che sapeva a malapena l'italiano (figuriamoci l'inglese, che secondo me al giorno d'oggi dovrebbe essere obbligatorio anche per un panettiere) ma con qualche esperienza nella vendita porta a porta e mansioni che al momento non ricordo. Quindi il tuo ragionamento fila alla perfezione. Eppure, dentro di me, se avessi potuto avrei dato la possibilità di lavorare a una persona intelligentissima, preparata, con un linguaggio corretto (quasi forbito) e comunque molto umile ed educato, pronto a fare di tutto. Mi sarebbe sembrato, perdona i termini semplicistici, di "ripagarlo" di una vita di fatiche e di porte chiuse in faccia, come ci aveva raccontato. La cosa non dipendeva ovviamente da me, perciò andò così, ma ancora mi dispiace e mi chiedo che fine abbia fatto!
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
irina_000
che depressione...insomma Memole ora che lavoro fai?ho notato che ne hai fatti tanti,io invece in 28 anni ho solo studiato ed ora sono abilitata e continuo a studiare (mi sono iscritta a scienze della formaz.primaria),non sono mai entrata nel modo del lavoro,solo che ovunque mando il cv nessuno chiama!!pensavo se mi volessi aprire uno studio privato,quale sarebbe il settore in cui si lavorerebbe di più?però senza fare la scuola di psicoterapia ma un corso..
ora (ma domani potrebbe non essere così:zott:):
dal lunedi al sabato (dalle 14 alle 20): baby sitter ed educatrice con una bima autistica!
mattina (solo due mattine): progetto a scouola da psicologa:D!(MA QUASI GRATIS!!!è UNM MODO PER COMINCIARE!!!
..il tutto per uno stipendio da miseria e ...nessun contributo!:zott:...e..sempre in cerca di altro!:argh:
anche io, per un momento ho pensato di riscrivermi all'uni (formazione primaria) per poter fare l'insegnnate di sostegno, ma poi ho pensato: ho già speso (NON PERSO; SPESO!!!!) 5 anni dis tudio con l'illusione di poter fare un lavoro gratificante, redditizio e di cui sono innamorata............cosa mi fa pensare che un ulteriore laurea sia la starda giusta?...visto che sonos empre senza un alira, preferisco conitnuare a lavorare, e magari, forte di un minimo di esperienza.....riuscire finalemnte afarmi consocere, e magari trovare uno stracciod i lavoro decente!:D
per los tudio privato: non ci ho mai nenache pensato..... sono laureata, abilitata ma...senza soldi!:zott:inoltre per il settore lavorativo..nons aprei cosa dirti...c'è una tale crisi in giro che....non si trova davvero nulla....o comunque non lavori da plaureati, ne d apsicologi!
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
L'attività di libero professionista, ancorchè di un professionista di una disciplina specifica -e non di un prodotto d'uso comune esposto in una vetrina e del quale, prima o poi, tutti usufruiranno-, a mio avviso richiede una buona dose di risorse finanziarie, almeno all'inizio e per far fronte a ogni evenienza -e non basta di certo avere soldi per pagare l'affitto dello studio-, nonchè un'elevata quantità di pazienza, e naturalmente un certo stile e tanta inventiva. Quante attività falliscono perchè il "prodotto" non è apprezzato o non sortisce gli effetti sperati, perchè il tempo passa e le spese superano i guadagni, o semplicemente perchè il titolare non ci sa fare?
Quest'ultimo aspetto a mio avviso è fondamentale. I titoli non sono mai tutto, non mi stancherò mai di dirlo, e capita spesso di incontrare professionisti del settore, che nonostante il massimo dei voti in tutto e per tutto, le decine di titoli, le attività svolte e i curricula che farebbero invidia ai premi Nobel, sono completamente inadatti a svolgere una certa attività.
Inoltre, in questo periodo buio dell'economia italiana, il commercio e le imprese sono in crisi, la gente ha sempre meno soldi, spende in maniera sempre più oculata e nella maggior parte dei casi è costretta a limitarsi al minimo indispensabile.
Nella fattispecie, nel vostro ambito, coi tempi che corrono, è senza dubbio più sicuro fare concorsi e procurarsi un lavoro dipendente, magari presso una grossa azienda o una struttura pubblica stile ASL et similia. Questo v'assicurerebbe la certezza di uno stipendio a fine mese, sufficienti garanzie economiche per costruire qualche cosa e una posizione lavorativa che non vi costringa ad arrivare a 30-35 anni in condizioni precarie, senza una vera e propria indipendenza e con l'illusoria necessità di spendere ulteriormente per master, corsi e specializzazioni post-lauream.
Non è vero che nel mondo dei concorsi e delle selezioni tutto è disonesto e truccato e i posti sono sempre già assegnati ai soliti noti. Visto che la perseveranza non vi manca, ragionate in questo modo: se non si gioca non si perde, ma nemmen si vince. Ma di questo s'è già parlato abbondantemente nelle pagine precedenti.
@Koraline: secondo me non esiste un modo universale per superare i colloqui...tutto dipende dalla posizione per la quale ci si candida, ma in ogni caso bisogna avere un po' di inventiva e un certo spirito d'iniziativa.
Inoltre, è sempre bene informarsi dettagliatamente sul tipo di lavoro che si va a ricoprire, su pro e contro, sugli aspetti meno noti e soprattutto sui requisiti non scritti richiesti per espletarlo al meglio....tanti, invece, puntano solo sui titoli o sull'eventuale guadagno, ma poi arrivano al colloquio completamente spaesati, come se non sapessero per quale motivo si trovano lì in quel momento.
Se ci si candida per un posto di magazziniere, è sbagliato presentarsi come dottori: primo perchè la cosa non è nè richiesta nè necessaria e si punta su altri tipi di risorse individuali, secondo perchè certi atteggiamenti possono essere considerati inopportuni, antipatici e spocchiosi.
Nel tuo caso, a mio avviso, il laureato in entomologia faceva leva sui suoi titoli, ostentava la sua posizione culturale e magari non aveva la più pallida idea di come fosse il lavoro per il quale s'era candidato, ma lo vedeva unicamente come un modo per guadagnare i soldi necessari per la sua specializzazione. Io l'avrei rimandato a casa, perchè per quel lavoro non mi servono dottori con l'aria intellettuale e il linguaggio forbito, bensì persone umili e motivate, meglio se con precedenti esperienze lavorative di qualunque tipo, che siano disposte a lavorare con orari flessibili, a svegliarsi presto la mattina, a sopportare la fatica ecc....
E se anche avessi deciso d'assumerlo, come mi sarei dovuto comportare se il dottore in questione, a fronte di un rendimento lavorativo non malvagio nè impeccabile, avesse cominciato a chiedermi di continuo permessi per frequentare la scuola di specializzazione, per sostenere esami o per altri futili motivi, e magari m'avrebbe lasciato la posizione scoperta nel momento del bisogno? In quel caso sarei stato costretto a indire un'ulteriore selezione, con un'ulteriore dispendio di tempo e di denaro, e nel frattempo il lavoro della mia azienda ne avrebbe risentito.
Inoltre, essere motivati ad andar via da casa perchè in conflitto con la famiglia è una valida necessità; la specializzazione, invece, è una cosa assolutamente non indispensabile e non necessaria per campare.
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
scusami fabrighiglie ma non sono d'accordo:la specializzazione è necessaria per completarsi principalmente come terapeuti e non rimanere solo diagnosti e soprattutto per partecipare a tutti i concorsi nazionali banditi dalle asl. quindi scusami se è poco.
che poi le scuole di specializzazione siano delle speculatrici non ho dubbi, ma se uno vuole fare lo psicoterapeuta va fino in fondo, affrontando questa montagna, ripiegando intanto su altro per guadagnarsi i soldi per le rate, ma va avanti senza fermarsi a lamentarsi. questo è il mio pensiero.
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Come al solito vengo frainteso.
Con tutto rispetto, ma mettere sullo stesso piano le necessità di uno che deve lavorare perchè altrimenti non gli riesce andar via da casa e mantenersi, e quelle di uno che lavora solo per pagarsi la specializzazione, è un'assurdità.
Nessuno è mai morto di fame senza specializzazione; diversamente, senza cibo si va da poche parti.
Se io non ho soldi per andare a studiare a Oxford, m'iscrivo a un'università pubblica; se non posso mantenere un suv, m'accontento d'un'utilitaria; se non mi posso permettere di studiare per diventare un luminare, m'accontento di fare un altro lavoro, e se la mia necessità è mantenermi penso innanzitutto a un
ruolo che mi garantisca di avere il pane tutti i giorni
Senza offesa, ma lo psicoterapeuta e le varie scuole di specializzazione le può fare solo chi se le può permettere, finanziariamente e temporalmente, ha le spalle coperte e non è costretto a contare i soldi per arrivare a fine mese....
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Sono rimasta un pò indietro con la lettura, ho dato una scorsa al seguito e volevo fare delle aggiunte.
Quando si cerca un lavoro diverso dal percorso fatto è ovvio che lo si fa per un motivo specifico che può essere: non trovo lavoro nel mio campo, mi servono soldi (non è una vergogna eh!), varie ed eventuali.
Un colloquiatore vuole sapere chi ha di fronte e le motivazioni. Di sicuro non si aspetta che con una laurea in tasca si aspiri a fare la cameriera! Quindi? meglio parlare chiaramente, dando garanzie di continuità per un periodo concordato. Io parlo sempre chiaro con le persone che ho davanti e ci ragiono insieme e ciò mi ha sempre dato ottimi frutti.
Il lavoro a tempo indeterminato oggi è tuttora difficile, ma non impossibile. Di sicuro fra qualche anno si tornerà ad un'inversione di tendenza perchè ci si accorge della troppa precarietà.
Per Fabri totalmente in disaccordo sulla scuola di specializzazione. Quando si frequenta una scuola seria, ci si rende conto di quante nozioni si misconoscono e di come si cominici a studiare la Psicologia.
L'analisi personale poi ti apre veramente uno sguardo nuovo sulle emozioni.
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Io non ho mai detto che le scuole di specializzazione sono inutili: ho soltanto detto che, a mio avviso, costano un monte e non garantiscono nulla, oltre ad aggiungere che nessuno è mai morto di fame per non essersi specializzato, mentre di gente che non arriva a fine mese e non ha soldi per mangiare ce n'è un po' e via....e con tutto rispetto, ma quest'ultima categoria merita maggior tutela.
Diventare dottori non è indispensabile, lavorare sì.
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Troppo radicale. Lavorare è fondamentale, si. Ma c'è altro nella vita e nelle soddisfazioni personali.
A me la scuola ha dato tantissimo e tornando indietro la rifarei. Sta alle persone decidere come utilizzare il periodo di formazione e come farlo fruttare. Nella mia classe c'erano persone che non hanno mai partecipato attivamente alle lezioni e di sicuro per loro è stato tempo e soldi persi. Io mi sono messa in gioco tantissimo e mi ha dato molto (e l'ho fatta fruttare ancora di più.)
Per inciso ero l'unica della classe a pagarsi la scuola da sola, nonostante i miei potessero pagarmela, ma non ho voluto io. Non vi sto a raccontare le peripezie ma io sono molto orgogliosa di tutti i sacrifici che ho fatto e che sono stati ampiamente ripagati.
Per questo incito i colleghi a non demordere e non deragliare dai propri obiettivi, anche se per qualche tempo devono fare altro.
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Mah, sì, tanto l'importante è crederci, anche se spesso i fatti dicono il contrario...ripeto -e con questo chiudo, perchè penso d'aver parlato anche troppo-: se ci s'intestardisce a voler fare una e una sola cosa, e nonostante i ripetuti insuccessi e i miliardi spesi s'è sempre al punto di partenza, è bene valutare ipotesi alternative e non intestardirsi ulteriormente, perchè a quel punto non si tratta più di obiettivi, ma di ossessione.
E non sia mai che uno dei lavori da voi considerati " di ripiego" non sia più redditizio e per voi più soddisfacente di quello per il quale avete studiato.
Detto questo, io mi fermo qui, cantavano i Dik Dik di Albertelli e Riccardi.
Ai posteri l'ardua sentenza.
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Salute a tutti. Leggendo questi post mi sono sentito.. a casa! Chiedo scusa anticipatamente per la lunghezza del mio post...
La situazione è drammatica anche per chi ha la fortuna, come me, di risiedere in provincia di milano (non oso immaginare i colleghi che si trovano nel sud in quali difficoltà si trovino...).
E vorrei aggiungere anche una cosa, riguardo alle assunzioni/consulenze. Essendo laureato nell'indirizzo comunicazioe e organizzazioni non ho mai pensato a un posto fisso (che tanto nessuno offre, quindi il problema non si pone!). In quest'ottica ho accettato un enorme colpo di fortuna che mi è capitato: il padre di una mia amica che ha deciso di lasciarci la piccolissima società di consulenza che possiede, anziché chiuderla (vuole andare in pensione).
Bene, anzi, ottimo, felice io e felici gli amici dell'università che stanno tutti a casa e che ho cercato di coinvolgere nel progetto... ma clienti non se ne trovano (sia pubblici che privati). Così ho potuto toccare con mano il vero problema: nessuno, in Italia, ha la minima idea di cosa sia il settore HR! Per quasi tutti è sinonimo di selezione del personale (quasi sempre fatta a caso) o, quando va bene, ci mettono dentro anche la formazione. Ora, non che ambissi a diventare il novello Lewin o Jacques, però è evidente come sia un problema di sistema e di rappresentazione della figura dello psicologo, della sua totale sovrapposizione allo psicoterapeuta, quando va bene, o di una sorta di inutile peso, quando va male.
Ma non ho intenzione di mollare, l'opportunità è troppo vantaggiosa, nonostante sia stata per ora solo una spesa. E prima che qualcuno che ne sa più di me mi spieghi come gira il mondo, vorrei solo informare che non mi sono mai tirato indietro davanti a un lavoro: ho fatto il fabbro, l'inventarista, l'animatore, l'educatore (principalmente in estate), è che voglio fare lo psicologo, perché quello è il mio lavoro e ho la fortuna di avere le spalle coperte (un po' direi che me lo sono anche guadagnato...).
E capisco il dramma di chi, invece, non si sente appoggiato dai propri cari, e anche il senso di impotenza di chi, come me, ha la fortuna di poter stare all'ovile, ma non vorrebbe!
Credo che l'unica possibilità è fare gruppo: io sto cercando di mettere assieme gli psicologi che conosco per cercare di costruire un gruppo che si scambi informazioni, sia per convegni che per potenziali clienti (qualcosa di rapido, tramite social network, come Linked-in). Soprattutto, l'idea è quella di informare e dare gli strumenti ai potenziali clienti per poter valutare la serietà e la professionalità, in un settore, quello della psicologia delle organizzazioni, dove la maggior parte degli operatori è, semplicemente, inetta.
Scusate ancora per la prolissità e in bocca al lupo a tutti!
"together we stand, divided we fall"
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
@ ed_daath: leggendoti mi è venuto in mente un altro grosso problema per noi italiani. Ossia il metodo americano, quello che in Italia professa Roberto Re, che voglio ricordare, nemmeno è laureato in psicologia! I carboni ardenti, gli urli, la musica tecno... ogni volta rimango allibita
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Ed_daath: sei stato davvero fortunato... tra le altre mille cose, io sto anche preparando progetti con una ex collega d'uni da proporre - inizialmente gratis - ad enti pubblici e privati, con una comunicazione "a tappeto" tramite e-mail e qualche volta colloqui (es. tra poco dovrei parlare col sindaco della mia città).
Ma che consulenze fai, nello specifico? Psico del Lavoro a tutto tondo, per cui anche indagini di clima ecc??? fammi sapere della tua esperienza
-
Riferimento: Psicologi disoccupati
Citazione:
Originalmente inviato da
Koraline
Ed_daath: sei stato davvero fortunato... tra le altre mille cose, io sto anche preparando progetti con una ex collega d'uni da proporre - inizialmente gratis - ad enti pubblici e privati, con una comunicazione "a tappeto" tramite e-mail e qualche volta colloqui (es. tra poco dovrei parlare col sindaco della mia città).
Ma che consulenze fai, nello specifico? Psico del Lavoro a tutto tondo, per cui anche indagini di clima ecc??? fammi sapere della tua esperienza
Eccolo il punto... perché GRATIS?