Non dovrebbe proprio servire appunto, dato che é la storia stessa del counseling in Italia che parla da sé.
:approved::approved:
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il punto è che non è infranta alcuna regola visto che questi corsi di counselling in cui i docenti sono psicologi e/o psicoteraopeuti sono pubblicizzati ovunque.....quindi impossibile non vederli.....:sbonk:
l'articolo 21 del codice deontologico dice:
perciò la regola è infranta, anche se tutti (non si sa perché) sorvolanoCitazione:
Articolo 21
Lo psicologo, a salvaguardia dell’utenza e della professione, è tenuto a non insegnare l’uso di strumenti conoscitivi e di intervento riservati alla professione di psicologo, a soggetti estranei alla professione stessa, anche qualora insegni a tali soggetti discipline psicologiche. È fatto salvo l’insegnamento agli studenti del corso di laurea in psicologia, ai tirocinanti, ed agli specializzandi in materie psicologiche.
visto che lo dice un articolo del vostro codice deontologico(già si sapeva)dovrebbe a maggior ragione essere VIETATO ma.....
ecco......mi dite perchè invece succede il contrario.....
voi adesso mi direte che è una questione di soldi.....
ma la questione di soldi può essere maggiore nel permettere certi comportamenti rispetto ad una norma del codice deontologico?e se la risposta è negativa perchè le persone che violano detta norma continuano ad esercitare senza alcun problema?
A nessuno interessa il fatto che questa sentenza sia passata in giudicato? La avevate già letta? Per me è la prima volta. In questa sentenza si evince come può essere facile sconfinare in quello che è riservato per legge allo psicologo e come è facile fare abuso della professione.
I counselor possono consigliare di che colore dipingere le pareti e che auto comprare, tutto quello che riguarda una valutazione emotiva o una problematica emotiva va fatta dai professionisti psicologi iscritti all'albo.
Scusa Evolution,
Tu l'hai letta?? Perchè la sentenza si rivolge a un personaggio che il concorso di altre persone, svolgeva abusivamente attività di medico (<<rilasciando ricette e prescrizioni e suggerendo farmaci omeopatici...>>) e attività di psicologo (<<Diagnosi, indagine e sostegno>>) e non quella di counselor...i counselor con questa sentenza almeno dal documento che hai allegato non c'entrano nulla! Poi se vuoi un pretesto x allargarTi al Counseling, allora è un altro discorso. Ma è un discorso che parte da Te, non dalla sentenza.
E' ovvio che "svolgeva abusivamente attività di psicologo e non quella di counselor"; non esiste abuso di professione di counselor.
La sentenza l'ho letta tutta, parla appunto in cosa consiste l'abuso di professione psicologica praticata da questo "dottore in filosofia" con vari attestati di corsi come il "naturopata", il "biopranoterapeuta professionale" e il diploma di operatore NEI (Integrazione Neuro Emozionale).
A pagina 22 della sentenza si parla anche di "consulenza filosofica" e a fine pagina 24 e a pagina 25 si spiega cosa sia riservato allo Psicologo, nel quale è specificato che non si occupa solo di psicopatologia.
Chiunque fa abuso della professione di psicologo è perseguibile, chiunque faccia valutazioni o indagini psicologiche o sostegno in ambito psicologico (la sentenza è chiara). Non conta se questo è un laureato in filosofia, un pranoterapeuta o un counselor.
Bisogna tutelare la salute delle persone, la sentenza parla anche di questo.
OK, allora ripeto:
nella sentenza si specifica che il soggetto imputato ha svolto abusivamente attività di psicologo, per infrangere l'art. 348 c.p.p. sono specificati in sentenza gli atti esclusivi della professione di psicologo, cioè <<protetti>>. La persona poi, condannata, in primo grado, ha eseguito <<diagnosi, indagine e sostegno>>, appunto atti esclusivi della professione di psicologo.
Il sedicente <<medico-psicologo>> si presentava o lasciava intendere che era <<medico, specialista in psicologia>> (come da testimonianza riportata in sentenza), ai bambini con <<problemi emotivi>> faceva eseguire disegni che poi interpretava.
"In qualità" di medico (sedicente) ha prescritto farmaci omeopatici, eseguendo diagnosi mediche e rilasciando <<prescrizioni e ricevute fiscali>>, addirittura su <<carta intestata all'Università di Bologna>>, poi smentito in sede di giudizio dal rettore dell'Università di Bologna.
secondo Te svolgeva attività di counseling??
Allora perchè dopo aver citato questa sensazionale sentenza (che per me non nulla di sensazionale...sul web in siti specializzati nell'infrazione all'art 348 c.p.p. riguardo alla tutela della salute ne trovi una marea!), hai commentato:
A parte che la sentenza non cita vaghe <<problematiche emotive>>, ma il soggetto in questione si sarebbe occupato di ben altro...facendo quanto citato da me sopra, ma, soprattutto, se vogliamo riferirci ai fatti e non cercare di riportare i fatti forzatamente al titolo del 3D, il genio della <<biopranoterapia>> nonostante mille strategemmi, non ha mai scritto e non si è mai presentato come counselor, OK? Ci siamo??Citazione:
I counselor possono consigliare di che colore dipingere le pareti e che auto comprare, tutto quello che riguarda una valutazione emotiva o una problematica emotiva va fatta dai professionisti psicologi iscritti all'albo
Poi, personalmente, condivido "in toto" una sentenza di questo tipo, proprio perchè <<tutela la salute>>.
infatti accomunare questa sentenza ai counsellor è un pò una forzatura,il tipo addirittura consigliava,trattino, prescriveva farmaci omeopatici, comunque rimane una bella vittoria. Dopo anni che seguo queste vicende rimango sempre di sasso quando mi rendo conto del numero di persone che vanno da questi "professionisti".
Buona notte a tutti e sogni d'oro
se questo filosofo è stato condannato perchè, tra le altre cose, svolgeva "sostegno psicologico" (in quanto attività riservata alla professione di psicologo), e i counselor fanno sostegno psicologico, mi dici che differenza c'è tra un filosofo e un counselor e perché la sentenza non si può "allargare" anche ai counselor?
Innanzitutto il sedicente <<medico-psicologo>> (e non sedicente Counselor, cioè non si è presentato a nessuno come Counselor) non ha fatto solo <<sostegno>> (e vorrei sapere quali pratiche hanno integrato il <<sostegno>> nel dettaglio...la sentenza cita soprattutto le testimonianze riguardo <<diagnosi e indagine>>).
Poi se vogliamo gareggiare a generalizzazioni (<<tutti i Counselor fanno sostegno>>) sono pronto anche io, riguardo un centinaio di professioni regolamentate, quindi con ancor più responsabilità di fronte alla legge e al cliente (compresi i pazienti), compresa quella degli psicologi.
Perchè, come già scritto in altri miei post, confermati anche da altri colleghi,
quando si diffonde la voce di una "malpractice" di uno o più colleghi psicologi, se ne fa facilmente una generalizzazione da parte del cliente che danneggia l'intera categoria. Il comportamento chiamiamolo così "poco professionale" (ad es.: malinteso <<sostegno>>) di uno/a danneggia tutti...anche questa è una generalizzazione, stavolta nei fatti: il danno.
Rileggendo la questione non hai tutti i torti, il problema è che sembra possibile arrivare a giudizio solo in condizioni eclatanti: qui faceva diagnosi e prescriveva madicinali.delirio puro.
Nella maggior parte delle situazioni è tutto più sfumato, ed è difficile provare che un counselor faccia o no "della psicologia"ripeto che la mia esperienza è focalizzata con le "casalinghe counselor-psicologo mancato" che fanno consulenze psicologiche. ma vallo dimostrare.
Pensate che lo scorso anno una mia amica e nostra collega ha ricevuto una telefonata da un filosofo counselor che voleva farsi passare qualche cliente. traete le conclusioni.
Sono d'accordo, qui si tratta di un caso clamoroso, il sottobosco è decisamente più borderline!! :rolleyes:Citazione:
Rileggendo la questione non hai tutti i torti, il problema è che sembra possibile arrivare a giudizio solo in condizioni eclatanti: qui faceva diagnosi e prescriveva madici.delirio puro. Nella maggior parte delle situazioni è tutto più sfumato, ed è difficile provare che un counselor faccia o no "della psicologia"ripeto che la mia esperienza è focalizzata con le "casalinghe counselor-psicologo mancato" che fanno consulenze psicologiche. ma vallo dimostrare. Pensate che lo scorso anno una mia amica e nostra collega ha ricevuto una telefonata da un filosofo counselor che voleva farsi passare qualche cliente. traete le conclusioni.
E' molto grave "anche" e soprattutto a causa di un esercito sedicenti psicologi o "esperti in relazioni d'aiuto" di un qualche tipo- denominazioni ce ne sono molte ad "effetto" - in effetti "counselor", purtroppo, che hanno semplicemente bypassato la richiesta-necessaria
-fondamentale ed utile formazione universitaria (che speriamo a ciclo unico e più soddisfacente per tutti) ed Ecm e post-universitaria. Questo é gravissimo. Per chi si affida loro credendo di rivolgersi a veri professionisti del settore in momenti di maggiore vulnerabilità e buona fede.
Comprendo che tu avendo fatto un percorso inverso, iniziato in una fase particolare dell'introduzione tra l'altro del counseling in Italia, secondo certi "ideali" di allora, abbia evidentemente e mostri chiaramente molta difficoltà a confrontarti su questi aspetti.
Io credo che la differenza sia in una cosa molto semplice.
Noi professionisti non promettiamo miracoli.
Aiutiamo con coscienza dove possiamo, fin dove possiamo, non offriamo situazioni di guarigioni veloci a problemi seri, non offriamo soluzioni facili ma siamo onesti nel presentare una situazione per quella che è e il nostro aiuto per quello che è, limitato in alcune situazioni sia psicologiche, che socioambientali gravi.
Girando sui siti internet di alcuni couselor ho visto che tramite soluzioni naturali, miracolose ( tipo le costellazioni familiari e metodi al limite della magia e della superstizione promettono MOLTO ( guarigione da sintomi anche seri come il disturbo da attacchi di panico, l'ansia, ecc.) in MOLTO POCO TEMPO e POCA FATICA
La persona non esperta, il cliente che ha un problema, chi soffre è attirato da questo tipo di messaggi, messaggi che un professionista serio ovviamente non può dare perchè certi metodi non sono veramente comprovati e i metodi di guarigione e miglioramento di tante problematiche richiedono tempo e costanxzae impegno da aprte dell'utente.
Gaia,
mi ci ritrovo in ciò che scrivi: trovo, infatti, molta difficoltà a immedesimarmi sia in sedicenti counselor, molti dei quali (ad es.: i siti segnalati a suo tempo da Monica, ma anche molti altri) non hanno fatto nessun corso triennale. Sia in psicologi-laureati all'arrembaggio.
I sedicenti counselor, appena saputo si trattava di professione non regolamentata, hanno subito approfittato stampando un bel biglietto da visita con su scritto <<counselor......+aggettivo>> (leggi: <<astrologico>>, ecc.).
Questi non sono ovviamente counselor, quindi inutile tirarli in ballo.
Inoltre, se fanno un certo danno al cliente e allo psicologo pensa a chi a suo tempo ha frequentato il corso triennale e l'obbligo del percorso personale x iscriversi al Registro Privato (che era ed è privato sì, ma non senza criteri di registrazione). Anch'io faccio parte di quei danneggati e nel mio Corso non erano tutte casalinghe, anzi credo non ce ne fosse neppure una. E c'era perfino una psicologa. Ma per chi volesse insistere eravamo 33 "casalinghe", in ogni caso tutte laureate.
Sono soddisfatto di ciò che ho appreso, ma non di ciò che è stato fatto del business del counseling da parte delle scuole (di psicoterapia, perchè quasi tutte sono scuole quadriennali di specializzazione).
Quindi, arrivo alla Facoltà di Psicologia e qui, trovo molti coetanei con una motivazione che definirei <<da paura>>. Nei più giovani, a dire il vero, trovo molto disorientamento.
Su questo sito, invece, una grande chiarezza di idee: la presunzione di trovare il lavoro e, soprattutto, di soddisfare le esigenze del cliente, anche in tema di counseling, con la sola Laurea.
Umanamente faccio a questo <<esercito>> di neo-laureati mille auguri, ma la mia esperienza e anche la mia etica, mi hanno insegnato tutto il contrario.
E a proposito di etica: primo (ciò che avete scritto Tu e Monica, per prime): non è corretto, giusto e neppure umanisticamente utile, illudere il cliente con un titolo, un <<pezzo di carta>> (una volta si chiamava così) - se è vero x i Counselor, è ancor più vero per gli Psicologi (è di ieri la telefonata di un'amico di famiglia che mi ha raccontato <<i consigli>> che una psicologa ha dato in tre incontri alla figlia, spero con tutto il cuore che fosse una sedicente psicologa...oppure che sia la sua interpretazione di ciò che gli ha riferito la figlia. Ma se così non fosse ho un'altra prova di ciò che ho scritto).
Ad maiora.
come in tutti i campi, ci saranno bravi psicologi e non.
Se il tuo amico di famiglia ti ha raccontato i "consigli" dati alla figlia dalla sua psicologa, non vedo perché debba estendere questo a tutta la categoria.
Sarebbe anche utile sapere 1.Se la figlia era andata spontaneamente dalla psicologa o se l'ha inviata il padre. 2.in tal caso perché il padre aveva inviato la figlia dalla psicologa 3. se è andata la figlia perché c'è andata 4.perchè il padre non ne è stato soddisfatto 5.Se anche la figlia è rimasta delusa dalla psicologa 6.Se erano veramente "consigli" o se te li ha raccontati a modo suo 7. perché lo ha raccontato proprio a te che sei un counselor ma anche un "amico di famiglia"...insomma, ci sono tanti fattori, ma questa è un'altra storia, non si pul nenache parlarne nel forum perché è una questione privata.
Questo per dire che il "pezzo di carta" non è sufficiente, ma ciò non giustifica la prestazione di counselor che nulla sanno di psicologia prima di fare il miracoloso corso di tre anni.
Bravo Johnny!
Anch'io ho fatto più o meno le stesse Tue considerazioni, anzi un po' meno,
perchè mi sono fermato alla n.4. Esattamente per il motivo che si tratta di questione <<privata>>, cioè di quella famiglia, vicina alla mia, ma non si tratta in nessun modo di mia materia di lavoro e non ho nessuna volontà di farla diventare tale.
Per quanto riguarda i <<miracolosi>> corsi triennali, ne abbiamo già parlato.
Il mio era di tutt'altro registro. Forse perchè si trattava di molti anni fa.
allora potevi anche evitare di screditare la psicologa in questione, generalizzando a tutti gli psicologi, perché probabilmente conosceva la situazione meglio di te i(o comunque più obiettiva) proprio perché non "vicina" alla famiglia? :rolleyes:
per il "tuo" corso di counseling di tanti anni fa, beato te, ma in questa discussione si sta parlando di quelli di adesso
[QUOTE=RosadiMaggio;2141711]E' molto grave "anche" e soprattutto a causa di [B]un esercito "sedicenti" psicologi o "[U]esperti in relazioni d'aiuto" di un qualche tipo- denominazioni ce ne sono molte ad "effetto" - in effetti "counselor", purtroppo, che hanno semplicemente bypassato la richiesta-necessaria[/U]-fondamentale ed utile formazione universitaria (che speriamo a ciclo unico e più soddisfacente per tutti) ed Ecm e post-universitaria. Questo é gravissimo[/B]. Per chi si affida loro credendo di rivolgersi a veri professionisti del settore in momenti di maggiore vulnerabilità e buona fede.
In effetti, la mia frase che hai tagliato alla voce : in effetti "counselor" di varia denominazione, era questa, non come l'hai riportata tu., IT _Modeler.
Poi, il resto.
Per correttezza di informazione su ciò che ho scritto per esprimere un concetto.
Sul fatto di una psicologa, sempre che lo sia, che citi - fatto salvo che potrebbe come singola aver sbagliato; considerando che sia arrivato da uno studio per 3 interposte persone in 3 sedute in cui già "sembrano essere " partiti "consigli" (o erano magari solo parole indispensabili per una data situazione e la fanciulla si é magari spaventata, ad es., per un clima ad altri non noto che respira "altrove"? )fin qui il presunto errore da te rilevato- ti dovrei dare una risposta che entrerebbe nel merito di dinamiche psicologiche estremamente complesse e delicate, avendo come punto di partenza la testimonianzia e giudizio di una quarta persona esterna ad esse, per cui, logicamente, preferisco non farlo.
Già Johnny ha spiegato almeni due punti importanti.
Caro Johnny,
noto purtroppo una disposizione al <<partito preso>> che mi pari giovi poco a una discussione alla pari, cioè uguale per tutti. E che analizzi i fatti, invece che difendere le posizioni.
1) Una questione privata vuol dire che non la tratto come se fossi in sede di lavoro, OK? L'ho riportata perchè del problema, che non ho voluto approfondire neppure con l'nteressato (perchè privata, appunto), mi hanno stupito alcuni comportamenti riferiti riguardo la psicologa. Quindi, ho riportato quelli.
2) Non ho screditato nessuno, perchè non ho fatto nomi e cognomi di nessuno.
Ho solo notato, se si tratta di psicologa (ho ammesso pure il beneficio del dubbio, pensa che prova puoi avere della mia volontà di <<screditare>>...),
che una certa disponibilità <<a dare consigli>> e altri dettagli che non aggiungo, mi dicono che di counseling la ragazza ne sa più o meno nulla.
Puoi pure scrivere <<Beato Te>> provocatoriamente, ma vedo che sarebbe stato utile anche a qualcun'altro. A me lo è stato.
Ma speriamo che non sia psicologa e così siamo tutti più contenti: la colpa dei pochi clienti/pazienti degli psicologi è tutta dei counselor e nient'altro.
3) Dunque non bisogna screditare nessuno generalizzando?
Allora cominciamo a distinguere tra sedicenti <<medici-psicologi>>, mai presentatisi come counselor, con sentenza di primo grado sulle spalle anche per aver fatto <<sostegno>> (oltre che per aver fatto <<indagine e diagnosi>>, interpretando disegni di bambini riferenti problemi emotivi e prescritto farmaci omeopatici ed emesso ricevute fiscali relative) e collegare il fatto all'affermazione <<tutti i counselor fanno sostegno>>.
Quindi, tutti i counselor meriterebbero una simile condanna?
Creare una relazione fra i due fatti è mettere in relazione artatamente due insiemi che non c'entrano nulla l'uno con l'altro.
Gaia, per rispetto di chi legge (cioè non obbligarlo a rileggere lo stesso identico post) riporto, come altri fanno con me, solo la parte a cui rispondo o a cui mi riferisco nella mia risposta.
Inoltre se Ti cito dandoTi ragione, pensa Tu come può essere provato il mio intento manipolatorio-distorsivo nel copia-incolla!
Cmq ripeto che stavo concordando con Te, forse Ti è sfuggito.
E a proposito di concordare, condivido anche (senza citare più nessuna frase) il constatare che esistono "persone che presentano come..." - nella sentenza c'erano anche tre "signorine" che <<hanno presentato il Sig......>> e ancora dalla testimonianze: <<avevo letto PNL e Analisi Transazionale...>> ancora una volta viene presentata subdolamente una sigla collegandola con delle competenze da pseudo-terapeuta di cui la responsabilità non è nella sigla (PNL o AT o qualsiasi altra), ma di chi ha portato a termine quella chiamamola <<presentazione>>. Le tre signorine sono state assolte.
Di fatto i coundelor non possono fare nessuna indagine psicologica, non possono fare sostegno psicologico e ovviamente non possono "trattare" nessun tipo di disagio psicologico. Questo si evince dalla sentenza. Non conta come si presenta chi fa abuso della professione: se come naturopata, pranoterapeuta o counselor, non cambia nulla, quelle sono attività riservate allo psicologo.
Su cosa intervengono dunque i counselor? Non rimane molto. Da loro vanno solo persone che stanno già bene e vogliono stare meglio? La vedo difficile mantenersi, soprattotto in questo periodo dove anche i veri professionisti fanno fatica.
Sul fatto che l'abusante prescrivesse prodotti omeopatici non c'entra nulla con l'abuso della professione di psicologo. Infatti la sentenza divide l'abuso della professione di psicologo e quella di abuso medico. Se non ci fosse stata la prescrizione di prodotti omeopatici non si sarebbe parlato di abuso medico ma nulla sarebbe cambiato per quanto riguarda l'abuso di psicologo.
Una curiosità, sei iscritto alla triennale o alla magistrale di psicologia?
Ciò a cui rispondi non c'entra nulla con ciò che ho scritto io:
quello che ho scritto io presupporrebbe un patto per discutere alla pari,
e alla pari intendo che nella discussione si può anche parlare dell'insieme psicologi-laureati-counselor che non sono intoccabili, secondo me e secondo le testimonianze spesso improvvisano il counseling tanto come quelli <<non laureati>> e ciò mi fa venire la pelle d'oca, oltre per tutti gli altri motivi etici e professionali (che Tu non hai letto) anche perchè mi sto laureando anch'io.
Ma sembra che per Te le sentenze faranno piazza pulita di tutti i counselor, perchè tutti <<non possono trattare nessun tipo di disagio psicologico>>!
Perfetto: ci dovrebbero essere migliaia di sentenze l'anno, aspettiamo e trascuriamo pure la formazione di coloro che sono laureati e hanno bisogno di lavorare.
E Tu a quale delle due sei iscritto?? Scusa la mia curiosità.Citazione:
Una curiosità, sei iscritto alla triennale o alla magistrale di psicologia?
Già un collega che scrive anche in questo 3D ha approfittato della mia trasparenza (collegamento con link sul mio Profilo) e facendo il mio nome ha scritto un elenco di falsità sul mio conto in altro 3D, approfittando del suo anonimato, ma citando esplicitamente il mio nome (questa è realmente screditare). Senza l'intervento di nessun Moderatore.
Purtroppo l'onestà intellettuale non è di tutti.
E poi gloriandosi dello spirito di gruppo dell'Albo, si scrive in questo 3D che...non bisogna screditare nessuno, ma suvvia siamo onesti e dimostriamo un po' di coerenza, chiunque può cercare gli interventi cliccando sui nickname e farsi un'idea (sul mio c'è perfino il link al mio sito e, quindi, il mio nome)!
Che bello, invece, per altri c'è la tutela dell'anonimato, che è come l'invisibilità dei <<medici-psicologi>> e dei sedicenti <<counselor>>: permette di fare qualsiasi cosa!
Citazione:
Originalmente inviato da IT_Modeler;
Ok. Grazie della conferma; anche se a volte, un concetto é necessario, "purtroppo", riportarlo nella sua interezza e non "spezzato" in un dato punto "specifico", proprio ai fini di un rispetto immediato di chi lo legge. E così la risposta che a questo vi é agganciata. Per darne il senso immediato posto in relazione ad esso.
Anch'io, a proposito del fatto giudiziario, non comprendo, tra l'altro, il vero motivo per cui quelle tre altre persone coinvolte siano state assolte- e neppure condannate a pagare una seria penale- data la complicità nei fatti.
Tra l'altro, il dottore in questione si era presentato anche come"consulente filosofo", altro punto dolente di certi tipi di libero counseling in Italia.
Rieccomi, ciao a tutti, ragazzi anche di domenica qui? si potrebbe sospettare qualche dipendenza da internet:asd:
mi fischiavano le orecchie e ho capito che si stava parlando del sottoscritto, credo che il pezzo a cui si riferiva IT sia questo:
"Ogni tuo intervento è indirizzato allo spiegare che i corsi di counseling riescono a coprire le lacune delle lauree. Dubito della tua buona fede perchè chiunque ha passato i 30 anni sa che i corsi hanno lo scopo di gonfiare le tasche dei formatori . Ci sono chiaramente corsi buoni ma sembra che quelli che consigli siano magicamente sempre di counseling. Signor Luigi questi sono ragazzi già confusi per conto loro non ti ci mettere pure tu. Non credo che la filosofia di questo sito sia quella di cercare adepti di counseling."
Ai posteri l'ardua sentenza :medito:
Come si evince è un chiaro intervento diffamatorio
è incredibile come chi sceglie(liberamente )di rendersi riconoscibile sembra scocciato da chi sceglie (liberamente) di non farlo.mah?
mi domando inoltre, come chi scrive in maniera "politicamente" corretta contro le altre professioni, senza quindi mai esagerare, possa continuare a sventolare la bandiera della giustizia e della buona educazione. La lingua italiana è meravigliosa: talmente complessa che permette di attaccare crudelmente senza mai usare una parola di astio. Credo che tutti i lettori del forum però siano in grado di trarre le proprie considerazioni.
ps
Vi prego, non fatemi la solita analisi grammaticale del testo parola per parola (se lo dovete quotare fate un pezzo unico) ancora ho gli incubi sulla prof di italiano, non fatemi rivivere questo trauma tutte le volte:sfiga:
Infatti è diffamatorio, mi sembra che sia diffamatorio in Italiano
scrivere il falso su un'altra persona citandolo per nome.
Se poi scrivevi falsità già sui temi di Italiano, aveva ragione di sicuro la Tua Prof.ssa!
Che io abbia reso pubblico con un link il mio nome, ciò non Ti da' diritto a scrivere falsità sul mio conto.
Da uno iscritto all'Albo, per di più specializzando, questa non me la sarei mai aspettata:
su un 3D alle 3.14 di notte scrive ciò che gli balza in mente durante i suoi incubi notturni attribuendolo al sottoscritto e di qua partecipa con un tono sereno (<<politicamente corretto>>) a una discussione per condannare l'operato di tutti i counselor e coloro che cercano di screditare
gli psicologi...perchè gli altri (compresi i laureandi, ecc.) invece possono essere screditati??
Lo chiedo non a te, perchè ti ho già risposto in altro 3D...ma a chi ci legge: è un comportamento corretto quello del nostro specializzando?
Ai contemporanei l'agevole sentenza.
eh già, un esercito! e dovremmo forse essere noi i primi a segnalare le anomalie all'ordine.
guardate qua:
www.psicosomatista.com - Powered by Trovanome.it
già segnalato all' ordine, tranquilli, mi han detto che faranno accertamenti...per ora il nulla, visto che è sempre lì sul web...:swear:
Gli incontri, dedicati a persone psicologicamente sane, consistono in una consulenza, un colloquio profondo, che mette in primo piano la persona ed il suo mondo e la lascia libera di esprimersi. Rivolgersi allo psicosomatista non è sinonimo nè di farmaco nè di psicoterapia. Lo scopo è quello di far affiorare il vero significato della malattia, della manifestazione fisica disturbante, di malesseri ricorrenti, di fenomeni considerati erroneamente congeniti, fisiologici, "parte di noi" (vedi il carattere, le attitudini, i pensieri, ma anche la cellulite, la forfora, lo sfaldamento delle unghie, la caduta dei capelli, la posizione delle rughe, la postura, etc.).
La persona prende dunque consapevolezza del sintomo ("sintomo" è appunto un segnale di qualcosa che deve essere capito ed interpretato) che avendo così espletato la sua funzione si allevia ed in molti casi sparisce.
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Da notare la "coerenza" logica su cui sembra far leva .
Prima di questo c'é la parte in cui si dedica all'azienda, poi va nel privato.
...e sotto FAQ parla anche di anoressia e bulimia, è proprio un'esperta! E' incredibile come i counselor sono abili a citare corsi che hanno fatto con il nome di "psico" così da confondere l'utente. Questa addirittura dice che "partecipa al corso quadriennale di specializzazione in Medicina Psicosomatica organizzata dall'associazione nazionale ecobiopsicologia, che si integra nel programma di formazione continua in medicina (riconosciuto ECM)." continua dicendo che "il suo obbiettivo professionale è quello di diffondere una cultura anti panico" ecc.
Sarebbe da controllare come "partecipa" a un corso di specializzazione all'A.N.E.B. senza la laurea in psicologia o medicina... fa le pulizie? E' chiaro che se non è psicologa o medico è una ciarlatana che va denunciata!
Mi è davvero difficile capire il tuo ragionamento.
Comunque anche se non mi hai risposto riguardo quale corso di laurea frequenti (triennale o magistrale) non ho problemi a dirti quale frequento io.
Sono al terzo anno della triennale (anche se con gli esami sono al secondo anno) e ho intenzione di iscrivermi poi alla magistrale.
IT Modeler,
volevo chiarire un'altra cosa con te. Spesso hai scritto che non è giusto generalizzare sui counselor e che se si vuole generalizzare ci sono anche psicologi incompetenti, ecc.
Questo ragionamento a mio avviso non regge, è come se dicessi che visto che ci sono dei chirurghi incompetenti (oltre che ai casi di malasanità si aggiungono quelli ad es. del Santa Rita di Milano che hanno ucciso persone e operavano tumori inesistenti asportando organi sani, tutto per un fatto economico) allora tutti possiamo fare i chirurghi anche senza formarci in tal proposito, o istituendo corsi non riconosciuti in counseling chirurgico.
Se c'è uno 0,001% di counselor (non mi riferisco agli psicologi o AS che stanno nelle loro competenze professionali) che non sono ciarlatani e non sconfinano in ambito psicologico non possiamo salvare un'intera categoria a danno degli utenti e dei seri professionisti. Così come se c'è una piccola percentuale di psicologi o medici non competenti non possiamo scartare un'intera categoria che crea benessere e salute per la società.