Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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monicadal
pretestuoso forse no, ma qualcuno potrebbe capire, leggendo che gli assitenti sociali fossero dei professionisti che rubano un pò di " mestiere" agli psicologi, mentre in realtà ci tenevo a puntualizzare che i due ambiti sono completamente distinti, e che sicuramente la perizia di Calvi non può ( e non vuole) riferirsi a chi ha già una sua legittimazione istituzionale riconosciuta.
E poi....c'è una grossa differenza tra noi e i volontari di comunità....l'esempio secondo me non è stato dei più felici....
Certo, questo io lo so bene... ma il passaggio è un altro. La perizia di Calvi è tesa a dimostrare che non solo la diagnosi dovrebbe essere riservata agli psicologi, ma anche altre attività.
Lui ovviamente (tirando acqua al suo mulino) tende ad allargare di molto questi interventi, sostenendo che dovrebbero essere considerati atti tipici (non caratteristici, tipici) il che significa riserva di legge.
Da qui il mio esempio visto che anche gli assistenti sociali fanno una professione d'aiuto (nel mio esempio il fatto che gli assistenti sociali abbiano un albo è del tutto irrilevante, altrimenti cadi nella stessa trappola in cui cadono gli psicologi).
Tanto che si aprirebbe un problema giurisprudenziale non da poco in quanto vi sarebbero, del tutto ipoteticamente, dei conflitti intra legem.
Ovvio che non è così, ed è come dici tu, ma il mio esempio era volutamente paradossale...
Sulla questione dell'atto tipico (e della difficoltà di codificare le così dette professioni di aiuto) ti invito a leggere questo testo (che avevo già postato) del Presidente dell'Associazione Europea di Psicoanalisi (La sentenza Abela e il trionfo dell'Ordine - AssoCounseling).
Tanto per farti capire, prendi l'articolo 1 comma 1 della tua legge di ordinamento.
Citazione:
L'assistente sociale opera con autonomia tecnico-professionale e di giudizio in tutte le fasi dell'intervento per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio e può svolgere attività didattico-formative.
Il comma 1 è evidentemente un atto caratteristico, ma non un atto tipico e dunque non può essere una riserva di Legge, perché altrimenti vorrebbe dire che chiunque aiuta, professionalmente, una famiglia in disagio farebbe esercizio abusivo della professione di assistente sociale e ovviamente non è così...
Analogamente Calvi tenta di fare l'opposto con l'articolo 1 della Legge di ordinamento della professione di psicologo sotenendo invece che quelli sono atti tipici, non caratteristici, e dunque riserva di Legge.
Spero che ora sia più chiaro.
Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Ragazzi vi segnalo questo sito...guardate bene non so cosa pensare
Il tizio in questione non è psicologo ma laureato in filosofia e specializzato(mi sembra) in counseling filosofico.... dice non fa interventi psicologici o di psicoterapia ma.......ma a me sembra tanto una presa per i fondelli:asd:
leggete e commentate......vediamo cosa ne pensate
Blog di Dadrim: risposte, domande, spiritualità, significato, vita, morte, amore, lutto, sesso, relazioni - Il Blog di Dadrim
Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
A me sembra uno dei miliardi di blog pseudo filantropico con lo scopo finale di “vendere” i propri prodotti.
Non ho letto tutto il contenuto ma non mi sembra offrisse psicoterapia a pagamento o meno. Questo “Dadrim” risponde alle varie domande con le proprie argomentazioni che possono essere o meno condivise. (a me appare uno dei tanti santoni anche se lui nega).
Dobbiamo accettare che anche filosofi, antropologi, Sociologi, ecc…. abbiano la loro visione sul e del mondo e possano esprimere il loro punto di vista sul disagio (in genere) sulla visione della vita, della felicità, e propongano delle soluzioni…
O vogliamo una legge che confina queste azioni solo ed esclusivamente alla competenza dello psicologo o psicoterapeuta????
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Effettivamente leggendo non si trovano tracce di intervento psicologico propriamente detto. Le sue risposte sono abbastanza scontate e banali, talvolta ricordano il Morelli della Tv. Certo questo tipo per aiutare qualcuno si fa pagare e credo profumatamente, ma la gente quando vuole avere risposte va da maghi, cartomanti, maestri di yoga e meditazione ecc ecc e anche li paga profumatamente per sentirsi dare dei consigli banali.
In fondo ognuno è libero di spendere come vuole i propri soldi. E come dice il commento prima la filosofia si è da sempre occupata di dare un senso alla vita e ai grandi interrogativi dell'uomo.
Personalmente lo considero iìun charlatano e uno che approfitta dei malesseri altrui per spillare quattrini...ma non credo ci sia da parte sua nessun illecito
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Originalmente inviato da
r.chavo74
A me sembra uno dei miliardi di blog pseudo filantropico con lo scopo finale di “vendere” i propri prodotti.
Non ho letto tutto il contenuto ma non mi sembra offrisse psicoterapia a pagamento o meno. Questo “Dadrim” risponde alle varie domande con le proprie argomentazioni che possono essere o meno condivise. (a me appare uno dei tanti santoni anche se lui nega).
Dobbiamo accettare che anche filosofi, antropologi, Sociologi, ecc…. abbiano la loro visione sul e del mondo e possano esprimere il loro punto di vista sul disagio (in genere) sulla visione della vita, della felicità, e propongano delle soluzioni…
O vogliamo una legge che confina queste azioni solo ed esclusivamente alla competenza dello psicologo o psicoterapeuta????
Ricordo che la sociologia è una disciplina che studia i comportamenti sociali basandosi su rigide leggi statistice e sulla metodologia della ricerca sociale. E' poco filosofica e molto scientifica in questo senso. SI propone di dare una risposta ai disagi perchè i disagi li studia e studia le modalità attrevarso le quali i disagi si creano. Nulla a che vedere con coloro che danno, come il sito in questione, risposte pressapochistiche, banali e fondate sul senso comune.
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monicadal
Ricordo che la sociologia è una disciplina che studia i comportamenti sociali basandosi su rigide leggi statistice e sulla metodologia della ricerca sociale. E' poco filosofica e molto scientifica in questo senso. SI propone di dare una risposta ai disagi perchè i disagi li studia e studia le modalità attrevarso le quali i disagi si creano. Nulla a che vedere con coloro che danno, come il sito in questione, risposte pressapochistiche, banali e fondate sul senso comune.
È assolutamente coerente quanto detto da te sulla sociologia ma anche la filosofia di per sé è una “scienza” che studia la materia “uomo”.
È una operazione intellettuale di riflessione sui vari aspetti dell’uomo (individuali, sociali ecc..). Anche la filosofia si giustifica sulla base della logica (matematica ma anche di pensiero che a volte può non avere niente a che fare con la matematica).
Quindi anche se può essere definita come una scienza “astratta” (non mi va di riportare le varie definizioni dai libri) essa partendo dalla capacità dello filosofo di analizzare concetti, situazioni (anche di disagio o malessere) può aiutare la riflessione e a spiegare determinati fenomeni.
Ecco perche asserisco che anche la filosofia deve poter dire la “sua” in merito e che tale riflessione non può e non deve essere confinata esclusivamente alla psicologia o alla medicina.
Il blog in questione secondo me ha poco a che vedere con la filosofia.
Come già detto assomiglia più al sito di uno medium o santone che offre sedute spiritiche.
Ma in questo certi psicologi non sono da meno…:approved:
Ciaooo.
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Ho letto i contenuti del blog e no secondo me non fa attività psicologica. O meglio, forse ci prova, ma di certo non la sa fare!!!!!!
Da consigli, che saprebbe dare anche qualcun altro e niente di più. Piuttosto, consiglio ad alcuni di quelli che gli hanno scritto di consultare uno psicologo, perchè vi sono alcuni che sembrano avere problemi seri, da cui non usciranno senza un aiuto specialistico.
Non sono le parole sagge ad aiutare i BULIMICI ad uscire dalla bulimia!!!
Inoltre sarebbe bene che questo signore consigliasse ai suoi "clienti" che non stanno proprio bene, di andarci (dallo psicologo o dal medico) anzichè mettere una pagina sul suo blog, dedicata a loro, perchè così facendo illude la gente e gli fa crdere che basta andare dal filosofo per mettere a posto le cose e noi sappiamo che non è vero!!!!
Rischia di fare brutta figura e di mettersi nei guai, in quanto esprimere considerazioni personali su una questione, dare consigli non è reato, ma far credere alla gente MALATA di poterla aiutare quando mi sembra sia impossibile, nel suo caso, allora significa essere dei ciarlatani!!!! OK!!???
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Riporto alcune frasi presenti nel blog di questo tizio...
"Il Centro di ricerca ricorre principalmente al sapere filosofico e spirituale inteso non come scienza speculativa e astratta ma come ricerca continua di quel sapere pratico che conduce ad una vita buona e felice. In questo modo di praticare la ricerca sono di fondamentale importanza i concetti di "crescita" e di "educazione", intesi nel loro significato originario di "coltivare" e "far uscire" quelle potenzialità dell'animo umano ancora assopite o inespresse.
Tale pratica filosofica e spirituale persegue, dunque, il benessere della persona distinguendosi da qualsiasi forma d'intervento psicologico o psicoterapeutico in quanto interpreta gli stati di crisi o di disagio non come disfunzioni dell'animo umano ma come preziose occasioni di introspezione e di ricerca interiore."......... Si Vabbè non prendiamoci per i fondelli però.........
E poi continua :
"Il costo giornaliero di pernottamento all'agriturismo, pensione completa, più attività del "Centro di ricerca", varia a seconda del progetto specifico che la persona concorda con lo staff nel primo colloquio di accoglienza. Il costo base, che comprende un colloquio individuale giornaliero con un operatore del centro e l'utilizzo di tutti gli spazi e le strutture dell'agriturismo, è di 80 euro al giorno.
Ricordiamo che è possibile partecipare alle attività del centro o sostenere colloqui individuali senza dover pernottare presso l'agriturismo. "
In pratica questo dice che il"Centro di ricerca" è aperto a coloro che hanno diversi problemi;lui( non essendo psicologo ma un filosofo) propone un programma (nel sito è specificato il programma) diciamo d'aiuto e un costo a seconda del tipo di "intervento"......a voi i commenti
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ma il programma d'aiuto prevede attività specifiche dello psicologo?
Cioè oltre ai colloqui ( che di per se stessi non sono attività specifica dello psicologo ma dipende dal loro contenuto) a all'aiuto ( parola alquanto genrica) cosa fa questo tizio in questo centro che per legge non potrebe fare?
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Qualcuno è in grado di indicarmi qualche testo fondamentale per il counselling?
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Originalmente inviato da
Distillers
Qualcuno è in grado di indicarmi qualche testo fondamentale per il counselling?
Ti rispondo senza presunzione di esaustività, ma dal punto di vista della mia esperienza (più che decennale), svolta prevalentemente in azienda, ma non solo:
Marcella Danon, <<Il Counseling-una nuova professione d'aiuto>>, RED edizioni
(Un testo di introduzione alle diverse tipologie);
L.Gerardi, J.Littrell, <<Il Counseling in azienda, grandi risultati con le persone, con piccoli passi>>, Airone (Gremese), Roma 2010 (Un testo sul Counseling orientato alla Soluzione, implementato in azienda, che fa riferimento anche ai Modelli della PNL e al Modellamento PNL - con trascrizioni di colloqui);
J. Littrell, Counseling breve in azione, Sovera, Roma 2001;
D. Mearns, B. Thorne<<Il Counseling centrato sulla persona>>, Centro studi Erickson, Trento (Applicazione del Metodo rogersiano, con trascrizioni);
V. Satir, <<In famiglia come va?>>, Impressioni Grafiche, Alessandria 2000 (Il Metodo di V. Satir, passo dopo passo nella sua concretezza e creatività nel lavoro con le famiglie e i ragazzi - nelle sue basi teoriche parallelo a quello di Carl Rogers);
C. Rogers, <<On becoming a person>>, Psico, Firenze;
C. Rogers, <<Un modo di essere>>, Psico, Firenze...[può continuare...].
Per il momento mi fermerei qui, aggiungendo che non esiste in Italia una tradizione, come invece negli Stati Uniti e nel mondo anglosassone, e una storia professionale di applicazione del Counseling, quindi il professionista italiano (o chi vuole diventare tale) solitamente non sa che strada scegliere.
La mia esperienza è seguire i propri valori e storia professionale per creare un proprio "modello integrato", coerente nelle sue basi teorico-metodologiche,
cioè non semplicemente eclettico.
Alcune tecniche da sole non bastano: es. la PNL non può diventare automaticamente "NLP Coaching", secondo me naturalmente.
Apprendere direttamente dai colloqui di uno psicoterapeuta durante il tirocinio non significa applicare, poi automaticamente, un modello di colloquio di counseling, che sarà, probabilmente, molto diverso.
D'altra parte, la teoria universitaria non è sufficiente. Ma le basi teoriche universitarie sono una buona pietra fondante di partenza.
Quindi, occorre partire al fine di "costruirsi un modello" proprio, con umiltà, quindi occorrerà cercare, approfondire e applicare, ovviamente nel rispetto della legge italiana più volte citata.
Non c'è nessun bisogno di trasformarsi in maghi o pseudo-psicoterapeuti.
La pratica e la teoria sottese ai testi sopra lo dimostrano.
In bocca al lupo,