Questo sarebbe il tuo annuncio su un sito incontri?
Cercasi pazza furiosa ( possibilmente che vada dallo psicologo, perchè senza problemi non sanno di nulla neanche le pazze), per cavilloso scapolone incallito.
No impegni.:))))
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Questo sarebbe il tuo annuncio su un sito incontri?
Cercasi pazza furiosa ( possibilmente che vada dallo psicologo, perchè senza problemi non sanno di nulla neanche le pazze), per cavilloso scapolone incallito.
No impegni.:))))
Ciao, Rosa....
Ho appena visto Benigni si ieri sera.... mi è piaciuto molto quando segnala la differenza tra l'italiano e un dialetto ... ciò pensato subito: Freud è la lingua madre, il resto sono dialetti ... qualsiasi altro è un dialetto per me, interessantissimi modi di dire qualcosa che non perde d'occhio la sessualità infantile e che un inconscio essiste. Tutto il resto, al mio avviso, viene dopo e lontano. Niente da nascondere, la psicoanalisi è un invenzione di Freud è purtroppo non viene letto come e stato dimostrato qui pochi giorni fa. Saluti . BUona serata. Baci e abbracci.
Ale.
Rispondo, anche se non ho tempo. Spero di approfondire al più presto (sta diventando un refrain un po' noioso).
1) dove diavolo hai trovato "Il cambiamento catastrofico"?!
2) il cambiamento catastrofico è l'unico tipo di cambiamento che Bion consideri evolutivo, visto che delle trasformazioni guidate da K (dalla conoscenza, cioè ristrutturazioni cognitive) non hanno un effetto realmente trasformativo. Insomma: una cosa è sapere riguardo all'analisi, un'altra è fare un'analisi;
3) Bion è critico nei confronti del controtransfert, se definito in maniera ristretta come "resistenza dell'analista" (scuola kleiniana, anche se lo esprimo con una terminologia lacaniana, perché non ho tempo e mi viene da dirlo così);
4) a parte che sarei curioso di rileggerlo, magari nella versione inglese, ma il passo citato da "Attenzione e interpretazione" è da legare al concetto di "O" che Bion illustra in "Trasformazioni" (che non sono trasformazioni della libido). L'evento effettivo, l'interpretazione, funziona perché induce un cambiamento (cioè è un "evento effettivo", una trasformazione secondo criteri differenti, un altro vertice a partire dalla stessa "O" ma con esiti diversi, qualcosa che induce ad un rovesciamento di prospettiva, ad una "traslazione" secondo altri assi, una catastrofe);
5) “Lo psicoanalista può conoscere ciò che il paziente dice, fa e sembra essere, ma non può conoscere l’O, di cui il paziente è uno sviluppo; egli può soltanto essere tale O [...] Le interpretazioni dipendono dal fatto di diventare O. L’interpretazione è un evento effettivo in uno sviluppo di O, che è comune all’analista e all’analizzando” (Attenzione e interpretazione. Una prospettiva scientifica sulla psicoanalisi e sui gruppi, Armando, Roma, 1973). A dire: l'analista può ascoltare con le orecchie la storia del paziente, può vedere come veste, come si atteggia, che odore ha, che sapore hanno i suoi racconti o quanto sono ruvidi i suoi modi, ma non è cambiando il vertice che otterrà la quadratura. Deve entrare in risonanza con "O", sentire "O", per poi ritornare e comprendere quali trasformazioni il paziente abbia trovato per la sua "O" e dove si inceppi il meccanismo (le trasformazioni sono [quasi] infinite, ma in analisi si presentano "a fotocopia").
Buongiorno lalangue, hai scritto un post che condivido al cento per cento. E lo trovo anche spontaneo (come al solito, pero volevo dirlo).
Credo il punto della resistenza del analista sia una cosa fortissima e da tenere sempre conto, purtroppo non se ne parla quanto meriterebbe al mio avviso.
Bellissimo il punto cinque , cosi lo vivo pure nel mio lavoro, in analisi sono due le persone che cambiano, che trovano giovamento dil lavoro, una vera coppia funziona cosi , in due. Noi possiamo offrire la nostra plasticità , quella tanto lavorata prima , prima di conoscere il nostro analizzando e ci siamo in questa catena a condividere la umanità. Il "soggetto supposto sapere" deve sapere come farlo ad aiutare alle persone , "senza memoria e senza desiderio" è una buona dichiarazione di principi , come quella lacaniana, pero non vuol dire soffrire di amnesia !!! Sono punti mitici di incontro con l'altro, tanto mitici come la storia infantile che si protrae nelle sfumature dil ricordo.
Meravigliosa la tua precisazione tra il sapere ed il essere , non basta sapere, anzi... il sapere può diventare una pietra inamovibile , altro che plasticità !!
Vorrei porti una questione che mi interessa, trovo che non esista nessun psicoanalista, dopo Freud, che ci spieghi la tecnica, il come si fa. A teorizzare tutti bravi... ma !!! Al momento di lavorare, zitti zitti (in fondo, siamo tutti abb. freudiani anche senza saperlo e nemmeno voler ammetterlo ... hi hi hi :D)
Buon sabato.
A.
La tecnica freudiana ben illustrata da Freud e non da altri dopo di lui o altro? Ad es., la tecnica di un'analisi junghiana o adleriana o bioniana?Citazione:
trovo che non esista nessun psicoanalista, dopo Freud, che ci spieghi la tecnica, il come si fa.
Mah, io non lo so, sicuramente non ho le conoscenze in merito...ma la risposta di lalangue mi sembra più un'appendice a quanto detto da Megiston che non una contrapposizione. Però sarà che anch'io al momento mi tolgo del tempo per comprendere meglio la psicoanalisi.
Saluti
"Caro Lalangue,
io non sono critico nei confronti del concetto di “vertice” di Bion, anzi, mi pare illustrare molto bene quello che sto dicendo, quello che sostengo io (analista) in analisi è il MIO punto di vista, peculiare e particolare. Condivido anche i “vertici multipli”, potrei addirittura avere differenti punti di vista in contemporanea o in successione.
L’interpretazione unheimlich (perturbante, scusami se traduco per il “volgo”) ha basi teoriche e cliniche? Ma caro, qualsiasi interpretazione le ha ... persino l’interpretazione che si da il paziente ha basi teoriche , la sua teoria implicita naturalmente e per cliniche non so cosa intendi ... mi pare che potremmo ritornare tranquillamente al punto di vista dell’analista come vertice, cioè guardare da UNA finestra, la clinica è guardare dalla finestra dell’analista, le basi cliniche che tu dici sono ciò che l’analista dice essere stata l’efficacia della sua terapia ... il suo punto di vista.
Il paziente non mi paga per sapere la sua verità, la sua verità io non la so, non la conosco, e non la conosce nemmeno Bion, o Freud, o Lacan, o Mitchell, e ... forse ... non la conosci nemmeno tu. E’ uno scambio alla pari, ci sei arrivato, ma uno scambio necessario, e non è sminuente che sia alla pari, spesso amici e parenti del paziente non sono stati all’altezza di porsi alla pari con la sua sofferenza, l’analista si innalza a livello della sofferenza del paziente (perché quella stessa sofferenza l’ha attraversata prima di lui, per nient’altro, per nessuna teoria, per nessun vertice, per nessuna garanzia esterna altra) e gioca quella partita a scacchi di cui parlava Freud.
Il criterio di giudizio è semplicemente ciò che mi suscita, ciò che risveglia in me, l’essere del paziente, a partire da questo io posso capire e trasmettere ciò che è mio, ciò che è suo e ciò che è nostro, che tipo di relazione è la nostra, formatasi a partire da quali esigenze sue, da quali esigenze mie, e come si è intrecciata in questo modo.
La verità non preesiste a nessuna analisi, la verità va co-creata in un rapporto dialettico fra paziente e terapeuta, per questo occorre che l’analista intervenga con tutto se stesso e che il paziente vada visto attivo, non mero ricettacolo di interpretazioni altrui, magari basate su teorie di contenuti come l’Edipo o l’invidia del seno o qualsiasi altra cosa qualcuno possa aver detto e a cui poter ricondurre il nostro paziente.
Noi non siamo, in quanto analisti, i signori del significante, ma dovremmo saper manovrare processi, sbloccare (aiutare a sbloccare) ingorghi, facilitare esplorazioni, curiosità, sperimentazioni, riaprire quell’espansione della coscienza che riapre la danza della vita in una persona che l’aveva coartata e ridotta per timore, per eliminare una sofferenza, per chissà quale altro motivo.
Un saluto"
Megiston !! Qui sono totalmente d'accordo con te !! Evviva !!!
Buon sabato.
A.
Cara Rosa, fin qui non ho visto altro che teorie, nessuno sviluppa una sua tecnica (ora potranno dire che la tecnica si sgrana dalla teoria e quindi non c'è bisogno, se non la capisco... cosa possono fare !?) Al dire il vero ho visto qualcosina fare ai Junghiani ... con la sabbia ... la chiamano "sabbiera" (diciamo che avrà un perchè ... preferisco non saperlo... :( )
Il punto che tanto irrita a Megiston è che io non mi lascio "trasportare" da idee che non condivido , che ho idee chiare e non faccio analisi senza analizzando come lui sembra presupporre , anzi, lavoro e tanto con grande successo dovunque sia, anche grazie a Skype (uuuuhhhh... cosa ho detto !!??, ora mi scomunicano)
Sai perche insisto tanto ? Perche man mano passa il tempo , a livello generale , di diffusione generale rimangono quei vecchi anchilosati a difendere le teorie freudiani. Viene sottointeso lo si conosce abbastanza e quindi bisogna andare oltre. Come te stessa hai risposto al mio post dove spiegai la prima topica in modo veloce e comprensibile per chiunque, anche complicata, anche benedetta risposero in ugual modo... quanto tempo che siete qui e nessuno ha utilizzato il tempo per parlare di quello ?? Mai, vero ?? Come se dicessero "Perche è chiaro che tutti sappiamo di cosa si tratta ... Ma dai !!!! Come no ???? ..... :( Ah.... no??? Non sapevate questo?? Bavè ... non c'e bisogno , te la racconto io come stano le cose oggigiorno... " E questo a me non sta bene, ogni volta scrivo qui lo faccio per chi non è dil palo , per diffondere , per aiutare chi è in analisi ed è naturalmente curioso , vorrebbe sapere, capire, è coinvolto cossi tanto con il suo percorso ... e non viene minimamente considerato per i "saggi" che in questi argomenti siamo come a casa ...
Freud chiaramente ha creato una strada che si percorre da se , tra la biologia e la filosofia (che allora includeva i psicologi) , prendendo spunto di un fatto concreto: le persone si ammalano , soffrono, non producono, non si godono la vita... tutto qui e senza fronzoli aggiuntivi ...
Un saluto con affetto.
Ale.
Cara Rosa, fin qui non ho visto altro che teorie, nessuno sviluppa una sua tecnica (ora potranno dire che la tecnica si sgrana dalla teoria e quindi non c'è bisogno, se non la capisco... cosa possono fare !?) Al dire il vero ho visto qualcosina fare ai Junghiani ... con la sabbia ... la chiamano "sabbiera" (diciamo che avrà un perchè ... preferisco non saperlo... :( )
Il punto che tanto irrita a Megiston è che io non mi lascio "trasportare" da idee che non condivido , che ho idee chiare e non faccio analisi senza analizzando come lui sembra presupporre , anzi, lavoro e tanto con grande successo dovunque sia, anche grazie a Skype (uuuuhhhh... cosa ho detto !!??, ora mi scomunicano)
Sai perche insisto tanto ? Perche man mano passa il tempo , a livello generale , di diffusione generale rimangono quei vecchi anchilosati a difendere le teorie freudiani. Viene sottointeso lo si conosce abbastanza e quindi bisogna andare oltre. Come te stessa hai risposto al mio post dove spiegai la prima topica in modo veloce e comprensibile per chiunque, anche complicata, anche benedetta risposero in ugual modo... quanto tempo che siete qui e nessuno ha utilizzato il tempo per parlare di quello ?? Mai, vero ?? Come se dicessero "Perche è chiaro che tutti sappiamo di cosa si tratta ... Ma dai !!!! Come no ???? ..... :( Ah.... no??? Non sapevate questo?? Bavè ... non c'e bisogno , te la racconto io come stano le cose oggigiorno... " E questo a me non sta bene, ogni volta scrivo qui lo faccio per chi non è dil palo , per diffondere , per aiutare chi è in analisi ed è naturalmente curioso , vorrebbe sapere, capire, è coinvolto cossi tanto con il suo percorso ... e non viene minimamente considerato per i "saggi" che in questi argomenti siamo come a casa ...
Freud chiaramente ha creato una strada che si percorre da se , tra la biologia e la filosofia (che allora includeva i psicologi) , prendendo spunto di un fatto concreto: le persone si ammalano , soffrono, non producono, non si godono la vita... tutto qui e senza fronzoli aggiuntivi ...
Un saluto con affetto.
Ale.
Scusa Rosa, non vorrei trascurare certe pratiche molto interessanti dai lacaniani come la scnazione della seduta... bello idea e rende tanto ! E un piccolo passo. :D
Ame hanno detto che i lacaniani sono i più cattivi.
Tipo che se il paziente sta zitto, lo buttano fuori dopo un minuto.
E' vero?
Me lo disse il mio terapeuta una volta: " Se ero un lacaniano, a quest'ora lei era già fuori della porta"
E' una leggenda metropolitana, o c'è un fondo di verità?
Behh... i lacaniani possono fare quel che vogliono e non è male ... forse hai capito in modo un po esagerato , a me piace pensare che si ascolta per la stessa via da dove viene quello che si dice ...
Cattivi ?? Non per essere lacaniani simpatica amica :D
Fatto sta che da quel giorno, mi è rimasta la sottile curiosità di provare il brivido di un lacaniano, come se fosse un pezzo raro.
E' vero, eh? Io dico che quando avrò finito, se mi capita, cerco un lacaniano apposta per vedere com'è!
No, no, devono essere davvero pazze, queste non lo sono ancora abbastanza... Si dovrebbero rendere conto di come sono e dovrei andar bene proprio così :D, questa è la vera "pazzia" che cerco.Citazione:
perché pensi che loro così non si rendano conto di come sei e quindi gli vai bene comunque, fammi capire 'sta cosa, va
Tipo quelli che si sentono attratti sessualmente dalle donne anziane oppure da quelle senza braccia o gambe, a questi piacciono proprio così come sono e sono consapevoli che sono anziane e senza braccia e gambe e si sentono attratti proprio da queste particolarità, solo che poi qualcuno vuol portarli alla guarigione perché non trovano donne anziane ben disposte e così via, ma dico io, non è meglio lasciarli così e accettare che ci sono queste "forme di pazzia" che magari possono render felice qualcun altro insieme alla persona affetta dal "disturbo"? :asd:.
Desiderare qualcosa che "non va desiderato" (l'osso illusorio di cui parlava Alejandro, io ho afferrato bene il suo discorso dove voleva andare a parare) secondo qualcuno è una malattia.
Cercare soddisfazione in certi sensi particolari e propri non è una malattia, solo che oggi son ritenute malattie queste, i pazzi sono malati in questo senso secondo la psicoanalisi classica di Freud (io questo ho capito, per quanto si voglia rigirare la frittata e dire che le cose non stanno così).
A questo punto penso che in mezzo ai pazzi e alle pazze forse posso trovare quel che cerco a patto che qualche analista non me li abbia già rovinati tutti, educati e resi sani ed insopportabili come tante persone sane (in cui l'analisi è riuscita) che ci sono in giro :D. Insomma un'anziana signora affetta dal disturbo di voler un partner giovane nonostante l'età (l'osso che cerca) e uno di questi ragazzi più giovani magari che desiderano 'ste cose "proibite" (una donna anziana), se riuscissero ad incontrarsi, stando insieme e frequentandosi potrebbero in buona parte soddisfare le loro "pulsioni irrazionali" e trovare quel che a loro "manca", invece di passare anni a curare qualcosa che in fin dei conti non è mica una malattia e che forse nessuno ha veramente intenzione di curare, potrebbero aumentare la propria felicità.
Invece di curare le persone si potrebbero far incontrare "forme di pazzia" che s'incastrano bene, non sarebbe meglio far questo o cercare di far questo, invece di portare tutti ad un'autodisciplina controllante in cui "le basse pulsioni" vanno sublimate in modo accettabile piuttosto che soddisfatte?
Sono come quella signora di cui parlava Alejandro, è l'osso che voglio, se non c'è carne io deduco che allora a me non piace tanto la carne, non che l'osso non è buono da sgranocchiare, chi l'ha stabilito che debba piacerci solo la carne?
Saluti
... posso immaginare ...
Si chiama Sand Play o Sabbiera di Dora Kalff.Citazione:
Al dire il vero ho visto qualcosina fare ai Junghiani ... con la sabbia ... la chiamano "sabbiera" (diciamo che avrà un perchè ... preferisco non saperlo... )
Perché?Citazione:
diciamo che avrà un perchè ... preferisco non saperlo... )
La sabbiera?
Cioè ti mettono a giocare con la rena, come quand'eri piccino?
Eh, ma dev'essere sterilizzata, sennò si prendono i funghi.
Io non ce le metterei mai le mani nella rena dove ce le ha messe qualche altro.
Sono schifiltosa.
Già mi fa effetto il lettino dove s'è steso qualcun altro cinque minuti prima.
L'ho trovato anche caldo, a volte, che schifo.
ma ti pare che utilizzano sempre la stessa sabbia che viene anche bagnata di acqua dai bambini, ad es?
E' la tipologia e disposizione che dev'essere la stessa;)
Bohh, preferirei l'oroscopo della domenica ... :D
... pero devo dire quello che penso , non quello che devo pensare secondo i canoni (come qualcuno può credere) ... se non fa male, se aiuta ... ogni persona ha diritto a scegliere il modo di essere aiutata , anche se io non lo capisco ò non lo condivido ... non andrei nel Africa profonda a parlagli di Freud e le sue teorie...ovvio !!!!
Utilizzi anche il telefono, vuoi dire? E con ottimi risultati?Citazione:
anzi, lavoro e tanto con grande successo dovunque sia, anche grazie a Skype (uuuuhhhh... cosa ho detto !!??, ora mi scomunicano)
Te lo chiedo perché conosco un'analista di qui, che lo fa anche lui da diversi anni; poi so che in Sudamerica, é abbastanza diffuso, anche in Colombia, ad es.
Questo in effetti, é un punto piuttosto controverso, secondo molti. Lo sono anche le telefonate tra una seduta e l'altra.Citazione:
(uuuuhhhh... cosa ho detto !!??, ora mi scomunicano)
Pero CHAR_lIe !!! Cosa dici !!?? NONHAICAPITOUNTUBO !!!! Cosi, te lo grido al orecchio !!! La mia cara e bella Signora si lamenta, soffre, sta male, non capisce perchè !!! O tu pensi che se a lei piacesse fare sesso con il suo canne (o cagnetta che sia ) ci sarebbe qualcosa da dire ???????????? SEI SCEMO !!!!!!??????? Che ti prende ?
Se,io da qualche mese lo faccio con Skype, e mi trovo benissimo!
Anzi, io parlo meglio al telefono.
L'unica cosa è che lo vorrei fare in videoconferenza, vis a vis, ma il mio psi è arretrato, o forse non si vuol far vedere, boh?
Io comunque mi sono fatta vedere, un paio di volte.
Senz'altro sono meglio io.:))
Sto realizzando anche il mio terzo analisi via telefono (si, e che noi psicoanalisti, non facciamo analisi perche è un OBLIGO della fottuta formazione, scusa il termine, siccome non si fa supervisione... a me torna fare chicchiaere con qualcuno più vecchio di me) ... Perchè no?? Una sola cosa, credo, mi hanno trasmesso i miei maestri: la libertà (anche Freud)
Si utilizza è non solo in Sud America ! Ho pazienti negli Stati Uniti (quelli che Mitchel e la sua scuola non hanno preso) :D
Certo, manca quella pulsione che viene dalla presenza di un altro, il suo corpo ... però ... tutto ha uno, trovo anche una qualità diversa nel discorso, bisogna aspettare il tempo come lo spiega. Da un altro canto immagina a chi deve fare 20 km (non diciamo molto, bastano e avanzano 20 km. più il parcheggio -trovarlo dico- ecc. ecc.) , immagina a chi è impiegato e deve trovare una oretta libera di sera o presto al mattino , immagina questo nostro mondo pieno d'impegni , treni, aeri ... Io sono disponibile (cioè , lo ero) i miei analizandi sono contenti della mia disponibilità e pure io della sua
Ma... scusate... dovevo essere Io , uno freudiano rigido, sclerotico, niente dinamico a parlare di Skype !!! Vorrei mi sia consentito un bel sorriso in questa giornata bellissima è tutta italiana ... come mai ?? Cosi ?? E la filosofia ??? :D:D:D
Rispetto alle controversie. mi riferivo soprattutto a resistenze di molti analisti.Citazione:
Se,io da qualche mese lo faccio con Skype, e mi trovo benissimo!
Anzi, io parlo meglio al telefono.
:approved:;)Citazione:
Senz'altro sono meglio io.)
Eh,io c'ho il mio psi lontano, avrei dovuto lasciarlo, anzi lui lasciava me, e allora skype mi ha dato la possibilità di andare avanti.
Certo ho nostalgia della vecchia stanza scalcagnata dove ho fatto tre anni di sedute, non perdo occasione per ricordarla.
E poi lui era secondo me diverso, la faceva in modo differente la seduta.
Ora però sapete una cosa bella?
Si fuma tutti e due quanto ci pare, come turchi,io sento il suo accendino e le sue boccate, e me lo immagino.
:)
Certo Rosa, è pura resistenza dil analista !! Non sano l'instrumento che hanno per aiutare ... pensano di fare sempre "scuola" ...
Compli !! DIGLILO !!!!!
Certo Rosa che non sono l'unico.. son chi ha riportato un "fatto quotidiano" e che non si dice... si fa filosofia che è cossi importante pero che a me no mi interessa affatto niente, nulla, zero, meno che niente ... :D
ps: pensavo di essere ironico ... :(
Pero credo che tu segnali un punto che ho portato prima in qualche post, cioè quello che si fa e non si dice... ad es. dirgli a un paziente che fin qui siamo arrivati e mandarlo via , a fare il bambino scemo da un altra parte (mica sono obbligato a tollerare le mancanze di rispetto , vero?? Anche se mi pagassero 200 euro ogni incontro , dico NO e ti metti il soldi dove non arriva il sole ... immagina un berlusca in analisi ... ha ha ha ha ha ha ha ha ha ... non posso smettere di ridere !! ) Poi ti racconto una cosa che abbiamo imparato in Argentina apposito di fare o meno analisi ai torturatori della dittatura ... beh... o già detto , a loro non gli prendeva nessuno, l'analisi può essere un arma, non si li fa conoscere a quei pezzi di m...a)
ps II : ho pensato che forse è quest'ultimo il unico limite dell'analisi , le persone che sono "naturalmente" o "potenzialmente" cattive (ora qualcuno mi dirà: e come fai a saperlo !!?? Ecc. ecc. ... non si sa mai fin dove arriva la buona volontà nel ascolto.... scusate, nel leggere )
Facci capire Ale, ci sono degli analisti obiettori di coscienza?
E in che senso l'analisi può essere un'arma messa in mano alle persone?
Nel senso che uno si perdona e ricomincia come prima a far del male ( togliere la capacità di obiettare?),oppure che può istigare al suicidio, che so..
noi non lo sappiamo
Ma voi siete sicuri che università, specializzazione, due o tre analisi personali sono sufficienti per porsi in rapporto con i pazienti?
Cercavo l'autorevolezza che deriva dalla coerenza per trovare i motivi perché chi soffre possa fare un'analisi; mi avete invece confermato le ragioni per le quali ho sempre pensato che per certuni è una via preclusa.
Ha ragione Megiston in un post precedente: in analisi si va se amici o parenti non si pongono al livello della sofferenza della persona, perché nel caso contrario non ha proprio scopo farla.
Saluti
Eh sì, certo, infatti dopo la sabbiera ci facciamo anche due giri di tarocchi, e l’oroscopo, s’intende. A volte, se c’è la luna piena, scrutiamo anche i fondi del caffè, e pure il pendolino già che ci siamo.
Alejandro, passi l’ignoranza sul tema della sabbia, ma da lì a vantarsene…